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[Magazine 2017] Freedom Ranch - Terrore tra i boschi

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Se prima avevo dubbi in merito al proliferare di albi "speciali" e storie brevi, dopo aver letto (per fortuna a scrocco su Internet) la storiella di Dixon su Kit, ora ho una la certezza che questo proliferare di storielle farà solo del male a Tex.

Ma come si può mandare in edicola una roba del genere? Una roba in cui Kit Willer, il figlio di Tex, un satanasso come lui, si fa imprigionare senza battere ciglio, e per una motivazione del tutto assurda! Disarmato e imprigionato senza battere ciglio: e questo sarebbe Kit? Ma scherziamo? 
Una storiella inutile, che parte con uno stratagemma narrativo (l'arresto) tirato per i capelli e che è una nuova sottovalutazione del personaggio Kit.


Mandare in edicola roba del genere (si salvano solo i bellissimi disegni di Rubini) è sintomo di una mancanza di rispetto della SBE verso i suoi lettori, trattati come mucche da mungere: si manda in edicola qualsiasi robaccia (ora tremo ancor di più al pensiero di leggere la storia di Zamberletti) che tanto il marchio "Tex" fa incassare comunque. 

Voto insufficiente.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, paco ordonez dice:

Se prima avevo dubbi in merito al proliferare di albi "speciali" e storie brevi, dopo aver letto (per fortuna a scrocco su Internet) la storiella di Dixon su Kit, ora ho una la certezza che questo proliferare di storielle farà solo del male a Tex.

Ma come si può mandare in edicola una roba del genere? Una roba in cui Kit Willer, il figlio di Tex, un satanasso come lui, si fa imprigionare senza battere ciglio, e per una motivazione del tutto assurda! Disarmato e imprigionato senza battere ciglio: e questo sarebbe Kit? Ma scherziamo? 
Una storiella inutile, che parte con uno stratagemma narrativo (l'arresto) tirato per i capelli e che è una nuova sottovalutazione del personaggio Kit.


Mandare in edicola roba del genere (si salvano solo i bellissimi disegni di Rubini) è sintomo di una mancanza di rispetto della SBE verso i suoi lettori, trattati come mucche da mungere: si manda in edicola qualsiasi robaccia (ora tremo ancor di più al pensiero di leggere la storia di Zamberletti) che tanto il marchio "Tex" fa incassare comunque. 

Voto insufficiente.

 

Mario,leggi ciò che ho scritto riguardo alle due storie del Magazine il 27 gennaio.....

  • +1 1

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<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, Havasu dice:

 

Mario,leggi ciò che ho scritto riguardo alle due storie del Magazine il 27 gennaio.....

"Dixon dà prova di non conoscere per niente la materia,tratteggiando come pupazzo un Kit Willer che neanche tredicenne collezionava figuracce simili. Si lascia disarmare in un amen da uno della "ferroviaria",non si qualifica nè come Texas Ranger (e non mi si dica che poteva non esserlo ancora,perchè il discreto Rubini lo disegna con due spalle da lottatore di wrestling,quindi come minimo ventenne),nè come figlio di Tex Willer e successivamente non pianta neanche troppe grane allo sceriffotto di turno. Il seguito è ancora peggio,risultando un riso e fagioli indecoroso e non credibile".

Se l'avessi letto prima mi sarei limitato a quotarti senza perdere troppo tempo: concordo su ogni singola parola. 

Aggiungo che, tra le altre cose, qui Kit fa la parte del moccioso protetto dal paparino Tex che viene a toglierlo dai guai (niente di confrontabile, per esempio, con una storia come "Uccidete Kit Willer", dove Kit fa un'ottima figura).

 

Dopo le brutture di Manfredi e questa di Dixon, spero che i "grandi autori" internazionali e non che si cimentano con Tex subiscano la nota severità del curatore Boselli, in barba al loro ego. 

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Tra parentesi Dixon non è poi questa star del fumetto internazionale mi par di capire, è un onesto mestierante e nulla più che, dopo questa storiella da due soldi, lascerei ben volentieri a Batman. Non parliamo certo di un Alan Moore 

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