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Tex Classic

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L'importanza del colore, e lo schifo delle ricolorazioni ad minchiam (copertine di Villa docet) in cui la Bonelli eccelle: in pratica questa nuova ricolorazione, pallida e smorta, è così penosa da aver falsato il segno di Galep, rendendolo quasi irriconoscibile, e certamente provocando un abbassamento della qualità artistica evidentissima.

Davvero, sono pessimi.

In più la colorazione sembra la stessa da quattro soldi della Collezione di Repubblica.

 

La cosa più sorprendente, comunque, è che nonostante queste brutture la Bonelli riuscirà (magari col contentino delle variant e legnami vari) a mungere ancora una volta la mucca texiana. A ben pensarci sono dei geni :D

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<span style="color:red;">51 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Guardate che sono copertine ispirate agli albi d'oro, la prima è completamente ridisegnata. Da chi? Non sembra Villa, per fortuna.

 

Nel sito SBE viene riportato: copertina di Aurelio Galeppini.

Io spero sia solo una versione provvisoria, di prova.

Non voglio pensare che mandino davvero in edicola una cosa così:

2i8x7ck.png

  • +1 1

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Il Signore dell'Abisso dice:

Non mi sembra sia stato indicarto il prezzo: 24,90€

Ma tu da dove hai preso questa informazione?

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

La cosa più sorprendente, comunque, è che nonostante queste brutture la Bonelli riuscirà (magari col contentino delle variant e legnami vari) a mungere ancora una volta la mucca texiana. A ben pensarci sono dei geni :D

 

Pensa che questi geni sono riusciti a proporre quello che nessuno sceneggiatore avrebbe mai pensato...

chiudere Tex in una bella cassa di pino e chiamarla scrigno...  :*uhm*:

  • +1 3

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Mamma mia, quel dettaglio postato da Magic Wind è una schifezza colossale. Davvero, spero che abbiano conservato un po' di buongusto, anche per non diffamare in questo modo l'arte di Galep!

Comunque la Bonelli ha nei texiani davvero dei lettori d'oro.

  • +1 1

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Devo dire che queste copertine della nuova collezione "Classic", fanno veramente schifo.

Vorrei tanto sapere chi è il genio che ha pensato delle copertine così, tagliando il disegno originale a metà, per dare spazio ad una grafica orrenda su sfondo monocolore, per non parlare poi della colorazione.

Il buon GALEP e GLB, si staranno rivoltando nella tomba :indiano:

 

 

<span style="color:red;">46 minuti fa</span>, francob dice:

Ma tu da dove hai preso questa informazione?

 

Dal profilo facebook ufficiale di Tex della SBE è riportato questo:

 

Tex - Sergio Bonelli Editore Ciao, Massimiliano! Ne abbiamo parlato sul nostro sito nella news relativa a Cartoomics:
Tex Dynamite sarà un box in legno contenente la prima uscita della nuova collana, oltre alle tre variant di Tex Classic N. 1: Vintage, Stella d'argento e una terza
, ispirata alla indimenticabile illustrazione di "La Mano Rossa". Conterrà anche una stampa su carta di pregio e in grande formato della prima vignetta di Tex disegnata da Aurelio Galleppini, oltre a due edizioni a striscia esclusive: una riproduzione fedele della prima storica uscita di Tex, “Il totem misterioso”, e "La banda del Campesino".
Prezzo: 24,90€
Sarà disponibile sul nostro shop on line dopo Cartoomics!

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Non oso immaginare cosa tireranno fuori per la copertina "Stella d'argento" e per la terza versione ispirata a "La Mano rossa".

 

Chi è il disegnatore chiamato a realizzarle ?

 

Sembra Diso devil.png

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Non riesco a capire i motivi del photoshop sulle copertine di Galep. Evidentemente occupare quasi l'intera metà superiore con il logo di Tex è una pura scelta di visibilità. Ma perché cambiare la colorazione? Il confronto con l'originale è davvero impietoso. 

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, paco ordonez dice:

La cosa più sorprendente, comunque, è che nonostante queste brutture la Bonelli riuscirà (magari col contentino delle variant e legnami vari) a mungere ancora una volta la mucca texiana. A ben pensarci sono dei geni :D

 

E anche questo discorso della mucca, che salta fuori tutte le volte, non riesco a capirlo, e anzi mi infastidisce. Nessuno ti chiede di spendere dei soldi per comprare questa collana. Se c'è una fetta di lettori pronta a farlo, perché non approfittarne in vista di un buon guadagno? È una semplice logica aziendale. E se potremo leggere ancora per anni Tex e gli altri fumetti di casa Bonelli, sarà anche perché le ristampe permettono di incrementare i ricavi via via sempre più sottili degli inediti.

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1 minuto fa, ymalpas dice:

Sembra Diso devil.png

 

Così si spiega anche il "vintage"

 

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, ymalpas dice:

Non oso immaginare cosa tireranno fuori per la copertina "Stella d'argento" e per la terza versione ispirata a "La Mano rossa".

 

Chi è il disegnatore chiamato a realizzarle ?

 

Sembra Diso devil.png

 

Non credo proprio siano copertine ridisegnate. Sono ricolorate, c'è un lavoro di grafica sopra, ma la base mi sembra quella di Galep.

Non avrebbe senso farle ridisegnare (in questo modo, poi).

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, pecos dice:

 

E anche questo discorso della mucca, che salta fuori tutte le volte, non riesco a capirlo, e anzi mi infastidisce. Nessuno ti chiede di spendere dei soldi per comprare questa collana. Se c'è una fetta di lettori pronta a farlo, perché non approfittarne in vista di un buon guadagno? È una semplice logica aziendale. E se potremo leggere ancora per anni Tex e gli altri fumetti di casa Bonelli, sarà anche perché le ristampe permettono di incrementare i ricavi via via sempre più sottili degli inediti.

Ma infatti la Bonelli fa benissimo a mungere, mai detto il contrario ;) Se poi riescono a farlo mandando in edicola obbrobri come quelli appena visti, sono davvero dei geni.

  • +1 1

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<span style="color:red;">11 minuti fa</span>, pecos dice:

Non credo proprio siano copertine ridisegnate. Sono ricolorate, c'è un lavoro di grafica sopra, ma la base mi sembra quella di Galep.

Non avrebbe senso farle ridisegnare (in questo modo, poi).

 

Giudica tu...

 

66ggeq.jpg

  • +1 2

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Sembra che il tratto raffinato e pittorico di Galep sia stato ripassato (per esempio su una lavagna luminosa) con un pennarello: abbiamo così un segno grosso, sommario, quasi un abbozzo. 

Davvero, questo confronto fa venire il vomito.

Io mi chiedo chi sia il "grande artista" che può aver fatto una schifezza del genere, e come possa la SBE aver anche solo pensato di renderla pubblica. 

  • +1 3

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E queste sarebbero le copertine che dovrebbero invogliare l'acquisto?mai visto uno scempio del genere!E' talmente orripilante che si fa davvero fatica a crederci?

Volevano riprendere le copertine degli albi d'oro?Ok,ma non RIDICOLIZZANDOLI in questo modo.Inaccettabile!

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Vorrà dire che rileggerò il primo numero della Collezione Storica a colori...

Meglio ancora: tolgo dalla busta il "Numero Uno" in bianco e nero così gli faccio prendere aria…

Purtroppo nemmeno quello contiene la parola "scagnozzi", ma non si può aver

tutto. Se pensavano di fare  l'edizione digitale un pensierino lo facevo, ma fatto così "Tex Classic"

non mi sa da minestra riscaldata, non mi sa proprio di niente!

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, Anthony Steffen dice:

E queste sarebbero le copertine che dovrebbero invogliare l'acquisto?mai visto uno scempio del genere!E' talmente orripilante che si fa davvero fatica a crederci?

Volevano riprendere le copertine degli albi d'oro?Ok,ma non RIDICOLIZZANDOLI in questo modo.Inaccettabile!

 

L'unica spiegazione logica ( confidando che la logica sia stata utilizzata) è che, in mancanza degli originali Albi d'oro hanno ricopiato e ricolorato queste nuove copertine.

Per gli incalliti collezionisti tutto questo non ha senso e il rammarico è tanto, ma se consideriamo il gran numero di lettori comuni e meno attenti ai dettagli, magari la cosa potrebbe avere successo.

Io comprerò i primi 3 (credo) e poi addio.

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L'idea per le copertine è buona, la realizzazione lascia a desiderare, a voler essere gentili... Mi chiedo poi, pur considerando la necessità di mettere in evidenza il nome, perché fare il logo di Tex così enorme (vedi anche lo speciale ed il magazine) e penalizzare di conseguenza i disegni delle copertine, come se la BMW mettesse uno scudetto di mezzo metro di diametro sul cofano...

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Copertine degli Albi d'Oro rimaneggiate...

Il n.2

tex_classic_n_2   AO3  

 

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firma di Galep aggiunta....

<span style="color:red;">17 ore fa</span>, ymalpas dice:

 

Giudica tu...

 

66ggeq.jpg

 

 

chi sono io per giudicare... ma guarda un po' come hanno ridotto la povera Tesah....

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No, non serve giudicare, è tutto talmente ovvio.....A parte Tesah, neanche Tex è messo bene!

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Quell' eroe creato da papa’,

re delle edicole

 

 

Sergio Bonelli, lei si ricorda com' erano le edicole negli anni Quaranta?

Me le ricordo bene. Una qui a Milano in piazza Brescia aveva una bella vetrinona davanti alla quale mi fermavo a guardare voglioso tutti gli albi dell' Uomo Mascherato o di Flash Gordon. Purtroppo ne potevo acquistare solo uno ogni tanto. E poi ce n' era un' altra a piazza De Angelis. Quando andavo alle elementari e veniva mio padre Gianluigi Bonelli a prendermi mi faceva passare davanti a una pasticceria in via Marghera e mi metteva davanti al grande dubbio: un maron glacè o un fumetto? E allora non avevo dubbi: si andava a piazza De Angelis a comprare Topolino, che costava 50 centesimi.

Qual è la principale differenza con un' edicola di oggi?

Allora erano fondamentali le copertine. Adesso le facciamo belle perché ci piace, ma un tempo erano determinanti per il successo di un personaggio. Quanto la bellezza di un cartellone per il successo di un film.

È vero che uno dei suoi primi incarichi professionali riguardava proprio il rapporto con le edicole?

Mia madre Tea, che era a capo della nostra piccolissima casa editrice, mi faceva fare il giro delle edicole di Milano in lambretta per verificare la vendita delle nostre pubblicazioni. Un lavoro terribile: ero timido, per gli edicolanti ero solo un ragazzino e mi facevo almeno cinquanta chilometri in scooter. Terribile.

Quand' è che Tex cominciò a diventare il protagonista delle edicole?

Dieci anni dopo il suo esordio, quando lo proponemmo con il formato attuale. Prima il fumetto era letto dai bambini, che gli preferivano Capitan Miki, il Grande Blek e il Piccolo Sceriffo e non amavano i lunghi dialoghi tipici della scrittura di Bonelli padre, che si ispirava alla letteratura popolare di Rider Haggard, o di Conrad o di Zane Grey.

Per questo venne creato Kit Willer, il figlio di Tex?

Sì. Un po' perché Gianluigi era appassionato dei moschettieri e voleva ricreare la squadra dei quattro pards, un po' per avvicinarsi ai più piccoli, tanto che a un certo punto gli venne in mente di creare una serie tutta per lui. Ma fortunatamente non si fece. Io non l' ho mai amato, un po' perché è un doppio e un po' perché un ragazzo che spara non mi sembra bello.

Quanto è cambiato Tex in questi sessant' anni?

È cambiato ogni volta che è cambiato il soggettista. Già quando ho cominciato a scriverlo io Tex era diverso, più dubbioso. Il Tex di Bonelli padre non aveva mai dubbi, capiva al primo sguardo se uno era un cattivo, e allora per lui erano guai. E forse è stata proprio questa mancanza di incertezze uno dei motivi del suo successo.

 

Intervista di Luca Raffaelli a Sergio Bonelli apparsa su Repubblica — 30 settembre 2008

 

Ripropongo questa vecchia intervista a Sergio Bonelli perché un po' parla dell'estetica delle copertine e perché un po' parla del rapporto con le edicole, quando Tea Bonelli, editrice avveduta, cercava di tenere il passo con i suoi lettori mandando il giovane Sergio di edicola in edicola a fare domande. Di questa ennesima ristampa me ne infischio altamente, lascio sullo scaffale persino il cartonato di Galep, però mi chiedo quanta di quella umiltà di allora si sia conservata oggi nel pianificare in maniera così insensata la NONA ristampa degli episodi di Tex. Sinceramente resto sbalordito da una serie di iniziative, pensate a quell'obbrobrio di cover variant del primo albo di Yama, clamorosamente toppate. Certo non mancano i like nella pagina ufficiale di facebook mentre noi forumisti siamo guardati con diffidenza, voglio vedere le vendite adesso per vedere chi avrà ragione. Curiosità passata, per me sarà un'ecatombe di invenduti.

 

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A me sembra evidente che la Sbe si sia incamminata su una strada lontana da quella a cui eravamo abituati: variant, cofanetti, edizioni speciali, perfino film.

Non ci vedrei niente di male, se non fosse che: aumentano svarioni e refusi negli albi, si arruolano in fretta e furia disegnatori d'emergenza per coprire i buchi delle troppe uscite (il caso di Venturi sull'Almanacco), si uccidono in questo modo una cosa fumettisticamente "sacra" come le prime copertine di Galep.

In generale, tutto mi sembra più legato al marketing, all'evento, e meno alla sostanza: il fumetto.

 

Da questo punto di vista rimpiango Sergio Bonelli, che era un editore di fumetti.

  • +1 2

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Sandro e Paco, non posso che essere d'accordo su tutto quello che scrivete.

La Casa Editrice è totalmente cambiata e non sono solo le scelte di marketing (tutte discutibili e in controtendenza rispetto ai canoni definiti) ma anche semplicemente gli atteggiamenti dei suoi attuali dirigenti.

Pensando a tutte quelle cose che Sergio ha sempre aborrito e che ora sembrano essere i nuovi must, si potrebbe proporre di cambiare il nome alla SBE (o, almeno, sostituire la "S").

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Temo che l'evoluzione sia ormai questa e non è detto che si debba per forza star dietro a tutte le iniziative, anche perchè il completismo fine a se stesso, che ti porta ad avere anche 10 versioni della stessa storia, non può essere ormai più sostenibile. Se ne è dovuta accorgere anche la Mondadoricomics con il suo tentativo di sfruttare al massimo i diritti concessi per Ken Parker editando in poco tempo ben tre collane di ristampe e ottenendo alla fine la resa anche del cosiddetto zoccolo duro, che si è stancato di essere bersagliato da siffatta ripetitiva offerta. Ma la lezione evidentemente non è bastata... Tex si sa ha una platea più vasta, come dimostra il successo dell'antologica di Repubblica uscita a ridosso della collezione storica. Ora questa nuova iniziativa per la quale mi sarei atteso quanto meno una maggiore attenzione alla salvaguardia del patrimonio iconografico storico lasciatoci dal grande Aurelio Galleppini.

I primi due numeri riportano la copertina dell'Albo d'Oro che contiene la stessa storia iniziale.

Se mantengono la tendenza come faranno con questa? cosa taglieranno?

Ad_O5.jpg

Edited by natural killer
  • +1 1

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Forse ne sceglieranno un'altra... comunque io sono convinto che anche questa ristampa venderà bene: il texiano medio sembra capace di bersi di tutto, anche una ristampa inutile cone questa.

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On 17/2/2017 at 18:36, pecos dice:

Non riesco a capire i motivi del photoshop sulle copertine di Galep. Evidentemente occupare quasi l'intera metà superiore con il logo di Tex è una pura scelta di visibilità. Ma perché cambiare la colorazione? Il confronto con l'originale è davvero impietoso. 

 

 

E anche questo discorso della mucca, che salta fuori tutte le volte, non riesco a capirlo, e anzi mi infastidisce. Nessuno ti chiede di spendere dei soldi per comprare questa collana. Se c'è una fetta di lettori pronta a farlo, perché non approfittarne in vista di un buon guadagno? È una semplice logica aziendale. E se potremo leggere ancora per anni Tex e gli altri fumetti di casa Bonelli, sarà anche perché le ristampe permettono di incrementare i ricavi via via sempre più sottili degli inediti.

Riproporre e'lecito...non comprare pure.Spesso dimentichiamo che le ristampe sono una linfa vitale per le serie.Io ad esempio dopo anni che avevo abbandonato dylandog nello scenario di una vacanza perfetta l'ho riscoperto e'grazie alla grande ristampa lo sto ricollezionando.Lo stesso tex che seguo dal 1987(avevo 11 anni)e'la collana tuttotex.Una ristampa che per motivi puramente anagrafici mi ha dato modo di amare il personaggio.Ora grazie ad una ristampa sto riscoprendo Dago.Non dobbiamo secondo me confrontarci con noi stessi.I quotidiani,gli scaffali delle librerie ripropongono sempre piu'fumetti e a colori.La npe sta riproponendo il teatro del grande EDuardo De filippo a colori.Il colore e'un dato di fatto:attira la maggioranza delle persone.Io credo che a 100 anni dalla nascita di galep e a 70 del personaggio tex la Bonelli abbia tastato il mercato con calma ,circospezione e timore.Tex nonostante lo zoccolo duro dei suoi lettori ha bisogno per sopravivvere di trasfuzione di sangue giovane.Come fare?Bisogna pensare ad una ristampa da rivolgere ai giovani.la ristampa di un personaggio western scritto nel 1948.Ma ci rendiamo conto?la cosa migliore e'"sfruttare"il suo nome.Una copertina che non sia "la solita mano rossa",con la scritta tex che attira l'occhio e riempie circa mezza copertina.Poche pagine(64) e a  colori.Un fumetto che si legge in fretta,le cui prime storie che erano di albetti a striscia erano piene di dialoghi.Secondo me la bonelli ha realizzato un ottimo prodotto in perfetta sintonia con il tempo vissuto.probabilmente in futuro con le storie piu'lunghe modificheranno le pagine ed il prezzo.Io auguro a questa serie una fortuna immensa.Auguro che molti giovani possano accoglierla con passione.Personalmente avrei preferito una ristampa delle strisce ma credo che questa ristampa sia stata calcolata bene dalla Bonelli .Tanti auguri classic tex.Io la compro e chissa se....

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