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TWF - Tex Willer Forum

La storia, i disegni e i personaggi  

38 voti

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<span style="color:red;">16 ore fa</span>, borden dice:

Comunque è stato interessante vedere come certe storie tirano fuori il reazionarismo strisciante... Era capitato anche con Buffalo Soldiers.

 

Andiamo, borden, non commettere l'errore di confondere i razzisti con i reazionari: il razzismo è un'invenzione degli Stati Nazionali, quindi moderna; e non dimentichiamo che la tanto reazionaria Austria-Ungheria, con tutti i suoi difetti, era un modello di tolleranza che noi oggi ci sogniamo... :D

 

Riguardo "Buffalo Soldiers", sulla quale ero stato io a fare dei rilievi, non ero certo spinto dal razzismo (sono un anglo-franco-italo-austriaco di origini ebraiche, come si sa bene sul forum), ma quanto piuttosto da un certo "cattivismo" per citare un termine apparso nelle discussioni qualche settimana fa e che anche tu hai utilizzato; da quel morbo del politicamente scorretto sono fortunatamente guarito e oggi mi tengo lontano tanto dal politicamente corretto quanto dal politicamente scorretto, consapevole che sono entrambe aberrazioni.

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Finalmente siamo tornati a parlare di Jethro... Mentre le polemiche continuano su altri lidi, lascio invece anch'io due parole sul secondo albo di questa bella storia, che non avevo ancora commentato.

Abbiamo atteso quindici anni per sapere com'era andata quella volta che gli eroi di Fort Quitman hanno accompagnato il nero Jethro a fare giustizia degli assassini della moglie; oggi finalmente Boselli ce l'ha raccontata, ci ha riportati con la fantasia là dove si era fermato quindici anni fa, questa volta per mettere la parola fine a quella che in fin dei conti è la storia di due uomini capaci di dare una svolta alla loro vita: uno, finora vessato dalle ingiustizie e dall'odio razziale, che infine riesce a riprendersi la sua vita e quello che gli appartiene; l'altro, non propriamente uno stinco di santo, che si riscatta grazie alla sua fede nell'amicizia. E tutto avviene per merito di un terzo compagno formidabile, il giovane Tex Willer.

Tutto è racchiuso nelle ultime pagine, che per me sono assolutamente bellissime nella loro malinconia e suggellano splendidamente la conclusione di una storia del passato che è ancora vivida nella memoria e nei racconti dei protagonisti. Gli eventi del presente, con la difesa della fattoria di Jethro, fanno da cornice al dipinto ben più cupo dello scontro con i fanatici del Klan. Tra i campi di cotone del Mississippi respiriamo un'atmosfera violenta ed opprimente, come ormai siamo abituati a trovare nelle storie di Mastantuono, efficacissimo nel coinvolgere il lettore in queste ambientazioni con il suo tratto spigoloso, con i suoi neri che qui diventano le tenebre dell'ignoranza e del fanatismo.

Molto appagante anche la lettura del secondo albo, anche se devo osservare che non mi ha molto convinto la scena centrale della sparatoria che inizia nella sala da pranzo di Stevens e si conclude con lo scontro con gli uomini del Klan. A mio avviso una scena troppo confusa e caotica, eccessiva, Corbett viene colpito due volte ma alla fine sembra non avere nemmeno un graffio... E non amo molto il Tex che si lancia all'impazzata con le due pistole in pugno contro i nemici con le pallottole che miracolosamente sembrano scansarlo, troppo "supereroe"...

 

Nel sondaggio sul miglior personaggio, in assenza di Corbett ho votato Landon Stevens, un cattivo convincente e originale soprattutto nella sua tattica di ingraziarsi gli avversari per poi colpirli a tradimento. Ma senza dubbio il personaggio meglio riuscito è Glenn Corbett, su cui si è detto molto ma che credo sia uno dei più riusciti nati dalla penna di Boselli, caratterizzato alla perfezione dalla scena dell'uccisione a sangue freddo che è a tutti gli effetti un colpo da grande narratore: in una sola tavola ci viene mostrato tantissimo del carattere di Corbett, in perfetto accordo con il personaggio visto nella sua prima apparizione; allo stesso tempo l'assenza di Tex, che non assiste e non sa dell'assassinio, permette ai due di rimanere uniti nel seguito dell'avventura. Nessuno scandalo che Tex si accompagni a questo elemento, anzi a questo proposito è doveroso riportare le parole di Ymalpas, che così scriveva qualche giorno fa in una delle sue analisi (che forse meriterebbero più attenzione di quella riservata ad altre polemiche):

 

On 10/5/2017 at 11:13, ymalpas dice:

...Tex fine conoscitore di uomini che si accompagna a una canaglia, per quanto vuoi simpatica, come Corbett. Qui mi sentirei di dire che Tex, a conti fatti, si limita solo a ottenere la grazia e tirar fuori dalla gattabuia un personaggio che si è riscattato. Poi mentre è in viaggio verso l'est con Jethro è raggiunto dall'esuberante Corbett ma è una scelta di quest'ultimo. Idem, le pagine finali suggeriscono una separazione definitiva. Corbett ci prova parlando del Messico, Tex gli pronone un qualcosa di impossibile come la riserva navajo. I due personaggi non sono destinati a diventare una coppia fissa e ci sono chiaramente un sacco di perché. Tex non ha mai dubbi, nel corso della storia, sulla natura "oltre le righe" del suo compagno di viaggio. Lo stesso Tex non è uno stinco di santo, specie all'epoca ( ma tant'è molti continuano a leggere nel personaggio solo sbirro che non è ). Tex che agisce da coadiuvante, tiene comunque sempre a bada l'amico (che gli ha pure salvato la pelle), e l'unica volta che Corbett la fa fuori dal vaso uccidendo il ragazzotto (ed è anche l'episodio che massimamente è contestato nell'altro forum) tutto avviene lontano dagli occhi di Tex e certo Corbett non glielo va a spiattellare. Se la coppia Tex e Corbett è destinata quindi inesorabilmente alla separazione e la coppia che si formerà è quella con Kit Carson, questo è chiaramente dovuto a tutti questi fattori.

 

In conclusione, la storia è molto buona, coinvolgente, e pur non essendo un capolavoro conferma come ormai da alcuni anni, e per qualche anno a venire, possiamo andare ogni mese in edicola fiduciosi di leggere delle belle storie d'avventura.

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Posso esprimere un parere sull'altra polemica, quella della centralità di Tex in questo episodio?

Come da me scritto da me nell'altro forum, come commento ad un interessante scambio tra due altri utenti sull'argomento:

 

Cita

Tex serve alla trama, non è una comparsa, però... è uno dei tre, non Tex più Corbett e Jethro. Ecco la differenza.

 

Da texiano vecchio stile, preferisco di più la seconda opzione alla prima, tutto qui :) .

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La centralità di Tex è una questione importante, vero, che spesso viene tirata in ballo. Ma mi sembra che Corbett non rubi la scena a Tex, ma sia parte integrante della storia, soprattutto grazie al suo colorito linguaggio. Certo, Tex DEVE essere sempre Tex, ma per quanto mi riguarda credo che l'autore debba dare il giusto spazio a villain e comprimari per rendere più interessante il proprio lavoro. Per analizzare le potenzialità di una storia. Senza personaggi non si va da nessuna parte.

 

Il lettore tipico di Tex, mi ci metto anch'io, è stato abituato per anni da GLB a un certo modo di scrittura in cui tutto deve passare per Tex. Non è un caso che i nemici delle storie bonelliane passino in secondo grado: erano sempre i vari Tom, John, Clem, i signor Boyle, Smith eccetera che apparivano come comparse per dare lustro a Tex. E per me andava bene, sia chiaro. Naturalmente lo stesso GLB ha avuto nobili eccezioni (penso a Lucero e ad altri personaggi di questo tipo per importanza e carisma, lo stesso Fraser di "Massacro"), ma la linea era quella. Poi è arrivato Nolitta, prima, e Boselli oggi, che dal loro punto di vista hanno dato e danno spazio al "comprimario" rendendolo spesso interessante ai fini della storia e non per rendere Tex meno protagonista. E, tornando abilmente in topic, Corbett rende questa storia più appetibile. Poi, nella seconda parte, credo che Tex abbia il suo consueto spazio da leader... quindi tutto nella norma.

Modificato da Ulzana

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Io credo che Boselli, alla fine, percorra una strada in linea col suo stile di scrittura, chiaramente, e con i numerosi decenni di storia di Tex, che probabilmente rendono difficile trovare nuove strade sul personaggio, e quindi ha deciso di scavare nel passato e (questo da sempre) lavora molto sui personaggi di contorno, visto che su Tex c'è poco da lavorare ormai. Una scelta legittima.

La forza di Boselli è che scrive molto bene, il limite, forse, è che Tex gli sta stretto e rischia di complicare fin troppo vicende e situazioni.

Personalmente non sono ne pro nè contro a Boselli. Ne rispetto e stimo il lavoro, e capisco le sue scelte, capisco anche che non si può annullare il proprio stile per Tex.Il bravissimo Nizzi lo fece per anni con risultati eccelsi, ma poi ne restò un pò schiacciato. Borden fin da subito ha messo il suo stile, per certi versi innovativo, e direi che è inevitabile, ogni autore può apportare il suo stile e il suo "sentire".

Dico che quasi sempre Boselli mi piace ma quasi mai mi soddisfa al 100 per 100. Gli devo dare atto di avermi riacceso clamorosamente però la passione per Tex, dopo la lettura del suo Yama, che un pò perchè il personaggio è intrigante e tale da accendere attese e aspettative, e un pò perchè la storia è effettivamente molto ben riuscita, è stata riattizzata alla grande, tanto che ho ripreso gli albi dei 300 e 400 che non avevo, in gran parte, mai letto e praticamente me li sono letti tutti in due mesi (trovando in Nizzi più che in Boselli le mie soddisfazioni, ma questo è marginale)

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Lo stile con cui Boselli sta scrivendo Tex sta piacendo molto anche a me... ma non posso fare a meno di notare che c'è qualcosa che manca: Tex mi sembra sempre più Tex e meno Aquila della notte; intendo dire che mi mancano molto le atmosfere delle storie ambientate tra i suoi navajos come "Pueblo bonito". Quando leggo storie come quelle e vedo Tex vestito alla maniera indiana (ovviamente anche il suo vestito conta) io sento che Tex è Aquila della notte. So che sono una mezza frana con le spiegazioni ma spero di essermi fatto capire :D

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Garet dice:

Lo stile con cui Boselli sta scrivendo Tex sta piacendo molto anche a me... ma non posso fare a meno di notare che c'è qualcosa che manca: Tex mi sembra sempre più Tex e meno Aquila della notte; intendo dire che mi mancano molto le atmosfere delle storie ambientate tra i suoi navajos come "Pueblo bonito". Quando leggo storie come quelle e vedo Tex vestito alla maniera indiana (ovviamente anche il suo vestito conta) io sento che Tex è Aquila della notte. So che sono una mezza frana con le spiegazioni ma spero di essermi fatto capire :D

 

Ma non può essere sempre Aquila della Notte. E le storie in cui lo è non mancano di certo.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Garet dice:

Lo stile con cui Boselli sta scrivendo Tex sta piacendo molto anche a me... ma non posso fare a meno di notare che c'è qualcosa che manca: Tex mi sembra sempre più Tex e meno Aquila della notte; intendo dire che mi mancano molto le atmosfere delle storie ambientate tra i suoi navajos come "Pueblo bonito". Quando leggo storie come quelle e vedo Tex vestito alla maniera indiana (ovviamente anche il suo vestito conta) io sento che Tex è Aquila della notte. So che sono una mezza frana con le spiegazioni ma spero di essermi fatto capire :D

Eh anch'io avrei le miei richieste come il ritorno di una setta cinese o dei negri del voodoo stile "Maschera di ferro"

Putroppo Borden ha solo due mani e non può accontentarci tutti..

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Riguardo a Corbett,è vero spicca come personaggio e si fa vedere e valere nel corso di tutta la storia,ma contrariamente ad altre,e mie contestate storie,dove Tex mi sembrava più uno spettatore che il protagonista della storia,in questo caso tra il lingiaggio e l'azione,Tex non perde mai il carisma,e l'intelligenza strategica che lo contradistinguono.Ricordiamoci che è l'unico dei tre che non casca nella finta amicizia di Stevens,e già questo lo pone una spanna sopra gli altri.E' un piccolo particolare nella lettura prima che si può avere della storia,ma diventa un parametro di rilievo nel caso di Tex.Un bel passaggio non c'è che dire.....

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Storia piu' che valida e i due albi si leggono piacevolmente.Non capisco tutte le polemiche riguardanti razzismo,politica etc etc',in una storia nata per far rilassare dopo una giornata di lavoro e di stress quotidiano.In questa avventura Boselli non cade ami nel banale e nello scontato scrivendo un avvincente storia dal sapore anche malinconico e nostalgico.Certo,se proprio devo fare un appunto,c'e' sempre quell'aspetto che in passato ho rivendicato all'autore e cioe',dare troppo risalto a certi comprimari (Corbett in questo caso) il tutto condito con i soliti complimenti e frasi del tipo "quanto sei in gamba...quanto sono figo...quanto sono forte"..

Per quanto riguarda i disegni...niente di nuovo sotto il sole per me...continuo a ritenere lo stile di Mastantuono con quel suo tratto caricaturale poco gradevole per i miei gusti.Certe vignette e certi visi,Tex compreso,non li "comprendo" proprio.

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16 ore fa, Anthony Steffen dice:

Storia piu' che valida e i due albi si leggono piacevolmente.Non capisco tutte le polemiche riguardanti razzismo,politica etc etc',in una storia nata per far rilassare dopo una giornata di lavoro e di stress quotidiano.

 

In realtà, la storia più che essere stata scritta per rilassare offre degli spunti di riflessione (cosa diversa, comunque, dal definirla politica). Mauro, contrariamente alle tesi di Texan (aka Romantico West sull'altra community), è interessato ad un'avventura, certamente non fine a sé stessa (che ogni tanto va bene, stile "banditi assaltano la diligenza, Tex li scova e li accoppa tutti"), che veicoli un messaggio e che sia coerente col personaggio del Tex che va contro le ingiustizie. E' un Tex mutuato dalla sensibilità di Boselli, ma è coerente con lo spirito originale del personaggio.

Che poi, per chiudere il discorso, Mauro calchi troppo la mano con scelte narrative che, per il mio umile parere, sono più che discutibili (tipo la votazione:angry:), quello è un altro discorso.

 

PS Ciao Anthony :) !

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Buongiorno a tutti! Eccomi col commento alla storia di Jethro.

 

Do giudizio ottimo sia alla storia sia ai disegni:

SPOILER
1) Ritmo della storia: si parte con l'inizio teso e drammatico, con la scena emotivamente forte del ritorno di Alex che rischia di finire nella trappola; poi il racconto di Jethro in flashback allenta un po' la tensione, che però rimane sotterranea (sappiamo che stanno per arrivare dei nemici); infine con l'arrivo di Crane e l'intervento di Tex e soci si ha di nuovo un aumento del ritmo narrativo, che si risolve poi nel finale. All'interno di questo ritmo si inserisce quello della storia ambientato nel passato, caratterizzata da continui pericoli, sparatorie, scontri. In particolare mi è piaciuta la sequenza di fuoco e pallottole nella casa di Stevens, pura adrenalina.

2) Ho molto apprezzato, nella sceneggiatura di Boselli, l'attenzione ai sentimenti senza cadere nello stucchevole: molto ben tratteggiato il tema dell'amicizia, dominante in entrambi gli albi, con la bella osservazione di Jethro nel finale del secondo albo che, notando il rapporto di complicità tra i pards, rievoca quello tra lui, Tex e Glenn; appare anche quello tra i padri e i figli, come è già stato notato; e poi, da donna, mi sono piaciuti davvero molto gli accenni al rapporto di Tex con Lilyth e con la "casa" Navajo (all'inizio e alla fine della storia) e il modo in cui è stato tratteggiato l'amore tra Jethro e Mary: sia nel presente (è toccante il modo in cui Jethro si rivolge alla moglie morta), sia nel passato (la nascita del loro rapporto è narrata con delicatezza). Davvero, complimenti, perché una tale raffinatezza nel trattare i sentimenti è rara (spesso si cade nel patetico), soprattutto in autori uomini. Grazie Boselli!

3) Nella storia ambientata nel passato, mi hanno affascinato le atmosfere cupe, piovose, violente, in cui si muovevano perfettamente gli spettrali cavalieri del Klan. Mi ha convinto la rappresentazione del Sud sconfitto, animoso e desideroso di rivincita, mi ha convinto profondamente (e lo dico da storica) il ritratto di un paese spaccato in due dove certo non si è passati da un giorno all'altro dalla schiavitù alla libertà e parità di bianchi e neri. Forse può apparire un po' calcato, questo ritratto, non per niente Glenn più di una volta chiede a Jethro perché mai voglia stare in un così brutto paese... In realtà c'è l'accenno di Tex a quei cittadini anonimi, poveri, che non amano Stevens e i cavalieri e che forniscono ai nostri delle utili informazioni (dunque non tutti i sudisti sono cattivi...).

4) Personaggi: Ho votato il dottore, ben tratteggiato nel suo fanatismo antitetico alla missione che dovrebbe svolgere. È stato un interessante contrappunto alla figura del "Doc", normalmente neutrale nelle storie di Tex, qui invece vero antagonista insieme a Landon Stevens. La sua fine non poteva in effetti essere diversa, un esempio di contrappasso perfetto: Dante docet.

Il personaggio più amato però anche per me è Glenn Corbett, nella sua fisionomia di buono con qualche striatura di grigio: più violento di Tex, non si fa scrupoli ad uccidere un cavaliere del Klan ormai disarmato, vero colpo di genio di Boselli per farci capire, in una scena sola, la sua differenza da Tex, senza però rendercelo odioso (il lettore non piange poi molte lacrime su quel commesso, che stava per assassinare donne e bambini senza molti scrupoli).

Molto interessante secondo me anche la figura dello sceriffo, a suo modo pragmatico e meno sgradevole di altri abitanti del paese (tipo il dottore o il pavido banchiere), che giunge persino a mostrare una certa solidarietà per Jethro (osservando come l'uccisione dei suoi sia stata una mascalzonata), ma al contempo gli consiglia di andarsene.

5) Infine, mi pare che Tex in questa storia sia Tex al 100%: si oppone all'ingiustizia, è "diplomatico" a modo suo, non lesina pallottole, assume il ruolo di guida dei suoi pards (smascherando l'inganno di Stevens e scatenando la rivolta, evitando però che si trasformi in un massacro, proprio come ha già spesso fatto nel caso di guerriglie indiane), spara con la precisione consueta (si veda sempre la scena di Stevens che ha Mary in ostaggio...) e parla proprio come Tex.

Una parola sui disegni, infine: ho trovato Mastantuono bravissimo nel ritrarre pioggia, tuniche fantasmatiche, boscaglia, acquitrini, fiamme e linciaggi. 10 e lode per la vignetta dei neri che circondano il dottore nel finale, come se fossero tanti spettri (speculari agli "spettri" del Klan), gli spettri delle vittime uccise per mano del dottore.

Basta, chiudo lo sproloquio!

 

  • +1 3

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On 27/5/2017 at 10:10 AM, ElyParker said:

cara doña Manuela, è stato per me un piacere leggere la tua recensione che trovo ben articolata e molto ben argomentata. Si nota che sei una lettrice attenta :) Non sapevo che tu fossi storica.

Grazie ElyParker! Troppo buono, qualche pagina più su trovi recensioni molto più belle e approfondite della mia :)

Sì, sono storica e archivista, anche se il mio periodo di specializzazione è il Medioevo, che con i sudisti e i nordisti c'entra poco :P Al massimo con i guelfi e i ghibellini!

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5 ore fa, ElyParker dice:

Deve essere una bella professione :) eheheh in effetti è un periodo storico un po' diverso.

 

Ma chissà se rivedremo Glenn Corbett in futuro? Come personaggio potrebbe dire ancora qualcosa in un flah back.

Per carità! Far tornare una canaglia che uccide a sangue freddo poveri linciatori razzisti del Sud e pretende di essere pure amico di Tex?  Me ne guardo bene. La moralità dei lettori, del personaggio, anzi di tutto il genere umano potrebbe esserne compromessa!...

 

:lol::lol::rolleyes:

Modificato da borden

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17 hours ago, borden said:

Per carità! Far tornare una canaglia che uccide a sangue freddo poveri linciatori razzisti del Sud e pretende di essere pure amico di Tex?  Me ne guardo bene. La moralità dei lettori, del personaggio, anzi di tutto il genere umano potrebbe esserne compromessa!...

 

:lol::lol::rolleyes:

Da señora spietata e amante dei coccodrilli, io non ho versato molte lacrime sul commesso :indiano:;)

Sul ritorno di Glenn Corbett, anche in flash back, non avrei nulla in contrario perché è davvero un bel personaggio, però narrativamente mi pare che questo toglierebbe un po' di poesia al bellissimo finale di "Gli incappucciati del Klan". Quelle tavole suggeriscono un addio definitivo, o almeno a me così è parso.

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<span style="color:red;">59 minuti fa</span>, Doña Manuela dice:

Da señora spietata e amante dei coccodrilli, io non ho versato molte lacrime sul commesso :indiano:;)

Sul ritorno di Glenn Corbett, anche in flash back, non avrei nulla in contrario perché è davvero un bel personaggio, però narrativamente mi pare che questo toglierebbe un po' di poesia al bellissimo finale di "Gli incappucciati del Klan". Quelle tavole suggeriscono un addio definitivo, o almeno a me così è parso.

Infatti

 

 

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Vox populi.

 

L' "amigo" barista Kristoffer di Comix Archive è rimasto, a quanto pare, abbastanza soddifatto dalla storia del ritorno di Jethro :P. Anche questa è una notizia :rolleyes:.

 

Dopo il disastroso ritorno di Yama

:lol:, punto più basso della sua gestione texiana :o, Boselli si riprende in modo strepitoso con questa storia di Jethro B).

 

Le faccine, nella citazione, le ho inserite io. Lui si pretende serio.

 

E più in là, nelle recensione, si spreca anche affermando che:

 

Ad oggi, Tex Willer è il miglior fumetto realizzato in Italia sotto ogni profilo.

 

Potete leggere tutte le sue elucubrazioni qui (e non stupitevi se dietro questi elogi il suo intento sia ben altro):

 

 http://comixarchive.blogspot.it/2017/05/tex-n-679-la-mega-recensione-si.html

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