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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
San Antonio Spurs

Oggi sulla Stampa un articolo su Tex

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Non volevo intervenire, perché quando sento certe cose semplicemente non riesco a trattenermi: Tex è politico. Come lo è chiunque di noi, al di là che vada o non vada a votare, nel momento in cui esprime delle idee su ciò che rappresenta l'altro e su cosa vuol dire il vivere in società. E, Carlo permettimi, i valori di Tex non sono universali! Perché non tutti sono d'accordo sul fatto che i diritti debbano essere uguali per tutti, che l'altro abbia una sua dignità, che ognuno debba essere valutato per quello che fa e non per quello che è (di pelle, di religione o quant'altro). Che poi Tex possa piacere a un fascista può tranquillamente essere, così come io - che politicamente mi definisco un socialdemocratico - posso amare autori umanamente e politicamente ai miei antipodi.

Quel che mi ha sorpreso - l'ho saputo da fonte certa qualche tempo fa - è che GLB votasse PLI, secondo un'ideologia antitetica alla sua genesi, e simbiosi, fumettistica. Ciò detto, pur seguendo con interesse e simpatia quello che scrive il nostro nuovo pard Texan, i suoi interventi in questa sede mi son sembrati inutilmente provocatori e intrisi di qualunquismo: se un trafiletto identico a quello di Cofferati lo avessi scritto io non avrebbe avuto nulla da dire.

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

 

Non volevo intervenire, perché quando sento certe cose semplicemente non riesco a trattenermi: Tex è politico. Come lo è chiunque di noi, al di là che vada o non vada a votare, nel momento in cui esprime delle idee su ciò che rappresenta l'altro e su cosa vuol dire il vivere in società. E, Carlo permettimi, i valori di Tex non sono universali! Perché non tutti sono d'accordo sul fatto che i diritti debbano essere uguali per tutti, che l'altro abbia una sua dignità, che ognuno debba essere valutato per quello che fa e non per quello che è (di pelle, di religione o quant'altro). Che poi Tex possa piacere a un fascista può tranquillamente essere, così come io - che politicamente mi definisco un socialdemocratico - posso amare autori umanamente e politicamente ai miei antipodi.

Quel che mi ha sorpreso - l'ho saputo da fonte certa qualche tempo fa - è che GLB votasse PLI, secondo un'ideologia antitetica alla sua genesi, e simbiosi, fumettistica. Ciò detto, pur seguendo con interesse e simpatia quello che scrive il nostro nuovo pard Texan, i suoi interventi in questa sede mi son sembrati inutilmente provocatori e intrisi di qualunquismo: se un trafiletto identico a quello di Cofferati lo avessi scritto io non avrebbe avuto nulla da dire.

 

"Inutilmente provocatori" e "intrisi di qualunquismo"? E questo perché mi sono permesso di dire che i politici, tutti i politici, dovrebbero stare lontani da Tex? E meno male che segui con "interesse e simpatia" quello che vado scrivendo, sennò figurati come mi avresti massacrato... Piuttosto che ribattere (le affermazioni riguardo GL Bonelli si commentano oltretutto da sole), voglio solo dirti che quando arrivi a cinquant'anni scopri di essere stato un'infinità di cose, di avere avuto tante di quelle delusioni, che ad un certo punto ti scatta la nausea davanti alla pretesa di vederti incasellato di qua e di là. Qualunquista? O semplicemente uno che alla fine è riuscito ad aprire gli occhi e certe puttanate (ops!) non le beve più?

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

 

Non volevo intervenire, perché quando sento certe cose semplicemente non riesco a trattenermi: Tex è politico. Come lo è chiunque di noi, al di là che vada o non vada a votare, nel momento in cui esprime delle idee su ciò che rappresenta l'altro e su cosa vuol dire il vivere in società.

 

Mi permetto di dissentire: oggi tutto è politico, secondo alcuni, esattamente come per altri nell'XI secolo tutto era religioso. Il fatto che entrambe le proposizioni siano (state?) credute non le rende vere.

 

Personalmente, tornando all'oggetto della discussione, trovo il trafiletto di Cofferati banale, cursorio (ma potrebbe essere altrimenti su un medium generalistico? Dubito fortemente), ma certo non meritevole dei rilievi avanzati da alcuni. Il "valore simbolico" rivendicato potrebbe essere qualsiasi cosa: io interpreto l'espressione nel significato, oggi troppo bistrattato, di nazionalpopolare. Esistono personaggi che sono emblemi al di là dei messaggi politici che alcuni o anche loro stessi ci vedono: basti pensare, e qui Don Fabio mi capirà benissimo, a John Wayne, che nell'immaginario collettivo rappresenta ben altro rispetto all'imperialismo statunitense che pure lui appoggiava e promuoveva. Qualche tempo fa un cantante lo immaginava, simpaticamente, giocare a poker con Sandro Pertini. Credo che non possa esistere immagine migliore per illustrare i meccanismi dell'immaginario collettivo, di cui anche Tex fa parte, e non con un ruolo minore.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, virgin dice:

Esistono personaggi che sono emblemi al di là dei messaggi politici che alcuni o anche loro stessi ci vedono: basti pensare, e qui Don Fabio mi capirà benissimo, a John Wayne, che nell'immaginario collettivo rappresenta ben altro rispetto all'imperialismo statunitense che pure lui appoggiava e promuoveva. Qualche tempo fa un cantante lo immaginava, simpaticamente, giocare a poker con Sandro Pertini. Credo che non possa esistere immagine migliore per illustrare i meccanismi dell'immaginario collettivo, di cui anche Tex fa parte, e non con un ruolo minore.

 

L'immaginario collettivo? Scusa, me lo presenti che non ho il piacere di conoscerlo??

John Wayne... imperialismo statunitense... addirittura Pertini! Questa cosa mi fa tornare alla mente lo sbigottimento di alcuni davanti alla notizia che Bud Spencer si candidava per Forza Italia... oddio, mi è caduto un mito! Poverini, ma con che cosa l'avevate costruito questo mito?

Io negli anni settanta c'ero, ero piccolo ma c'ero... e mi ricordo bene la supponenza se non addirittura il disprezzo che la "cultura di sinistra" riservava al cosiddetto nazionalpopolare. John Wayne era fascista, John Ford era fascista, basta andarsi a rileggere le recensioni dei film western da parte di una certa area politica per rendersi conto di come andavano le cose allora... Se non eri comunista eri fascista e punto. Il liberalismo, l'anarchismo individualista, il cattolicesimo liberale nel linguaggio pubblico non avevano cittadinanza. Era fascista Montanelli, fascista Fanfani, e fascisti tutti i film americani "classici", fascisti i fumetti, che una certa critica rileggeva quale retaggio delle teorie del "superiomo" nicciane, fascisti i pornazzi, fascistone le commedie sexy, fascistissimi i poliziotteschi di Maurizio Merli ricalcati su quelli dell'Ispettore Callaghan (altro fascista). Il bello (o il brutto o il patetico) è che tutti queste figure, come già capitò a Totò e Franco & Ciccio, vennero successivamente rivalutate e sdoganate dalla stessa cultura che li aveva messi all'indice. La stessa cosa capitata pure a Tolkien. Poi si è passati dallo sdoganamento alla strumentalizzazione, con l'intervento "a gamba tesa" di politici che improvvisamente si sono scoperti "fan" di questo o quel personaggio tirandolo dalla propria parte e stravolgendone non di rado le caratteristiche.

Ribadisco che il Tex "classico", quello ideato e scritto da GL Bonelli, non è e non sarà mai di sinistra, perché rispecchiava l'identità e i valori dell'individualismo liberale, del cittadino comune tartassato dallo Stato e i poteri forti, che aveva in odio la burocrazia e i "lacci e i lacciuoli". Questo non faceva ovviamente di Tex e di GL Bonelli né un fascista, né un razzista, né un autoritario illiberale (come certa sinistra vorrebbe sempre vedere la "destra").

I lettori abituali di Tex sono sempre state persone "a basso tasso di ideologia"... era gente con un retroterra popolare, gente semplice ma con un’idea chiara della vita, che aveva adottato Tex sentendolo uno di loro. Macchinisti, tassisti, edicolanti, portieri, piccoli commercianti… era il popolo minuto che leggeva in massa Tex, non certo gli intellettuali, per quanto qualcuno di essi già allora tentasse piuttosto goffamente di ideologizzare il personaggio. Era la gente comune che non si sentiva “minoranza”, ma faceva proprio il sentimento e il risentimento di chi non aveva dietro di sé un partito, un sindacato o una chiesa (praticamente la stessa cosa), ma doveva, come Tex, "fare da sé"...  Per questo, il Tex che si faceva giustizia da solo, talvolta calpestando gli spazi angusti della legge formale, era diventato l’eroe prediletto di un’umanità considerata a torto “minore” o non considerata affatto, perché per propria natura individualista e anarcoide incapace di trovare un’identità sociale se non in una generica e sfuggente idea di “popolo”...

Capisco che i giovani d'oggi siano cresciuti con l'idea che a destra ci sia solo spazio per Mussolini e Berlusconi, ma questa è solo ignoranza, miopia o malafede. Chiunque è libero di leggere Tex in virtù di valori oggi considerati universali, ma che fino all'altroieri erano ahimè appannaggio di una parte sola, che osava (nel disprezzo dei più) a dirsi "liberale"...

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

i valori in cui credeva e che ha trasfuso in Tex non sono né di destra né di sinistra, ma semplicemente universali. Non a caso piace sia a destra che a sinistra.

 

Questa è l'affermazione in cui ritrovo più verità in tutta questa discussione.  Per rispondere a Don Fabio, i valori di Tex (i diritti uguali per tutti, la dignità dell'altro, ecc.) sono e devono essere UNIVERSALI, sanciti come tali dalla Dichiarazione - appunto universale - dei diritti dell'uomo! Qualcuno non ci crede? Affari suoi, ma ciò non ne diminuisce il valore e non li rende meno centrali nell'ordinamento costituzionale.

Per questo non considero il fumetto Tex un fumetto politico, a meno di non voler fare strumentalizzazioni: nel senso che non esprime alcuna specifica posizione o messaggio politico e non è schierato per l'una o per l'altra parte. È un fumetto d'avventura! È intrattenimento! Voler ideologizzare qualunque cosa passi sotto i nostri occhi non è altro che strumentalizzarla e assegnarle un ruolo che non le compete, che non è quello per cui quella cosa è stata pensata.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Texan dice:

Ribadisco che il Tex "classico", quello ideato e scritto da GL Bonelli, non è e non sarà mai di sinistra, perché rispecchiava l'identità e i valori dell'individualismo liberale, del cittadino comune tartassato dallo Stato e i poteri forti, che aveva in odio la burocrazia e i "lacci e i lacciuoli". Questo non faceva ovviamente di Tex e di GL Bonelli né un fascista, né un razzista, né un autoritario illiberale (come certa sinistra vorrebbe sempre vedere la "destra").

 

Stai facendo lo stesso errore di voler strumentalizzare Tex e fargli esprimere forzatamente quello che vuoi tu. Tex "cittadino comune tartassato dallo Stato"??? Ma quando mai! Ma dove lo hai mai visto Tex tartassato dallo Stato??? Tex contro i poteri forti? Ma guarda che quando Tex prende a sberle un generale o un alto papavero, lo fa perché questo si dimostra il più delle volte un perfetto idiota meritevole di tale trattamento, non certo per il ruolo che ricopre!

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Texan dice:

I lettori abituali di Tex sono sempre state persone "a basso tasso di ideologia"... era gente con un retroterra popolare, gente semplice ma con un’idea chiara della vita, che aveva adottato Tex sentendolo uno di loro. Macchinisti, tassisti, edicolanti, portieri, piccoli commercianti… era il popolo minuto che leggeva in massa Tex, non certo gli intellettuali, per quanto qualcuno di essi già allora tentasse piuttosto goffamente di ideologizzare il personaggio. Era la gente comune che non si sentiva “minoranza”, ma faceva proprio il sentimento e il risentimento di chi non aveva dietro di sé un partito, un sindacato o una chiesa (praticamente la stessa cosa), ma doveva, come Tex, "fare da sé"...  Per questo, il Tex che si faceva giustizia da solo, talvolta calpestando gli spazi angusti della legge formale, era diventato l’eroe prediletto di un’umanità considerata a torto “minore” o non considerata affatto, perché per propria natura individualista e anarcoide incapace di trovare un’identità sociale se non in una generica e sfuggente idea di “popolo”...

 

Ma il Tex lo leggo anch'io che ho un dottorato di ricerca, Tex è trasversale, trovi lettori di Tex dappertutto, in qualunque classe sociale, trovi lettori che si identificano in qualunque ideologia politica. Dire che Tex appartiene a una categoria piuttosto che a un'altra è una forzatura.

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Però francamente il messaggio politico di Tex non m'interessa, ammesso che esista. So che è un uomo giusto e leale, tanto mi basta, e questa storia va avanti dagli anni Settanta, cioè in un periodo in cui PER FORZA bisognava schierarsi o etichettare... basti guardare Battisti le rotture di scatole che ha avuto per il suo non voler scrivere "canzoni impegnate" o collocabili in un certo senso, o che sia stato oppure no un fascista (notizia SEMPRE smentita ma se anche fosse?). Perché la musica di Guccini, per fare un esempio, è migliore o peggiore in base alla sua idea politica? Queste sono baggianate.

 

Tornando a Tex, Bonelli padre però era notoriamente un uomo anarchico di destra, diciamocelo. Solo che il SUO personaggio non deve rispecchiare politicamente l'autore, come successo con Ken Parker e Berardi o Dylan Dog e Sclavi. Tex è apolitico nel senso che non appoggia schieramenti di nessun tipo o ideologie, dunque è un uomo lbero di seguire la sua idea di giustizia. Per questo piace al lettore di ogni tipo, dal comunista al fascista, dal socialista al grillino... che s'identificano con lui. Tex va contro i prepotenti diventando più prepotente di loro, questa per me è POESIA altro che politica. ;)

 

Sergio Bonelli, uomo di sinistra, ci ha dato esempi della sua filosofia... basta leggere alcune storie di Zagor e Mister No. Perché qualcuno di destra forse non le apprezza con passione? Per questo dico: leviamo la politica da questi discorsi che non portano da nessuna parte e fanno felici quell'imbecille di Comix Archive.

Modificato da Ulzana

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Texan dice:

 

I lettori abituali di Tex sono sempre state persone "a basso tasso di ideologia"... era gente con un retroterra popolare, gente semplice ma con un’idea chiara della vita, che aveva adottato Tex sentendolo uno di loro. Macchinisti, tassisti, edicolanti, portieri, piccoli commercianti… era il popolo minuto che leggeva in massa Tex, non certo gli intellettuali, per quanto qualcuno di essi già allora tentasse piuttosto goffamente di ideologizzare il personaggio. Era la gente comune che non si sentiva “minoranza”, ma faceva proprio il sentimento e il risentimento di chi non aveva dietro di sé un partito, un sindacato o una chiesa (praticamente la stessa cosa), ma doveva, come Tex, "fare da sé"...  Per questo, il Tex che si faceva giustizia da solo, talvolta calpestando gli spazi angusti della legge formale, era diventato l’eroe prediletto di un’umanità considerata a torto “minore” o non considerata affatto, perché per propria natura individualista e anarcoide incapace di trovare un’identità sociale se non in una generica e sfuggente idea di “popolo”...

 

Diavolo, Texan ha conosciuto tutte le migliaia di lettori di Tex! Incredibile! Grande ammirazione, ma come fa? :o

Scherzi a parte, ricordo a Texan che, in barba alle sue convinzioni dogmatiche e assolute basate su non si sa cosa, Tex - proprio perché "di tutti" - è letto anche da intellettuali filosofi artisti e così via, tra cui, mi spiace per lui, noti comunisti mangiabambini come Guccini o Benigni.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

Stai facendo lo stesso errore di voler strumentalizzare Tex e fargli esprimere forzatamente quello che vuoi tu. Tex "cittadino comune tartassato dallo Stato"??? Ma quando mai! Ma dove lo hai mai visto Tex tartassato dallo Stato??? Tex contro i poteri forti? Ma guarda che quando Tex prende a sberle un generale o un alto papavero, lo fa perché questo si dimostra il più delle volte un perfetto idiota meritevole di tale trattamento, non certo per il ruolo che ricopre!

 

Ma il Tex lo leggo anch'io che ho un dottorato di ricerca, Tex è trasversale, trovi lettori di Tex dappertutto, in qualunque classe sociale, trovi lettori che si identificano in qualunque ideologia politica. Dire che Tex appartiene a una categoria piuttosto che a un'altra è una forzatura.

 

Il Tex "anarcoide" che va libero per la propria strada anteponendo il suo senso di giustizia alle formalità della legge andava incontro a quel senso di ingiustizia percepito dal cittadino comune che purtroppo per lui ha dovuto fare i conto con uno Stato che non è mai stato "amico", ma è stato spesso visto come un peso e un intralcio. Infatti, se uno si interroga sul successo di Tex (che ai tempi d'oro vendeva 70.000 copie contro le 200.000 scarse attuali) non può non ammettere che tale successo andava ben oltre il successo ottenuto allora dal western, ma che lasciava trasparire un'identificazione ben più diretta. Tex è stato adottato dall'"italiano medio" perché ha saputo interpretare i suoi problemi e gli dava la soddisfazione di vederli risolvere in un fumetto in una maniera "sbrigativa" (piuttosto che "violenta"), come nella realtà non sarebbe stato possibile! Perché piaceva e piace ancora il nostro Tex? Perché - sbam! - va subito al sodo, non si lascia intrappolare dai "distinguo"...

Circa la non appartenenza ad una precisa classe, ovvero il suo essere felicemente interclassista, è un'ulteriore elemento che lo ha portato ad essere per lungo tempo ignorato oppure stigmatizzato (con le dovute eccezioni, ovviamente) da un'area politica di sinistra che si è sempre relazionata per classi (operai e intellettuali vs borghesi...) Era proprio la non ideologia (ovvero li liberalismo pragmatico) di Tex a tenerlo distante dalla sinistra, non so se è ben chiaro. La destra non si è mai preoccupata di etichettare la cultura, questa era (e per certi versi è rimasta) un'ossessione della sinistra! La questione del Tex "di destra o di sinistra" è stata sempre posta a sinistra, in un momento in cui tutte le scelte personali avevano una chiara aderenza politica. E' la sinistra che si è sempre posta problemi e non solo con Battisti... basti pensare ad un noto scrittore e fumettologo quale Antonio Faeti che scrisse un libro "In trappola col topo" in cui esprimeva il proprio tormento interiore per spiegare la sua intimità con un personaggio (Topolino) che sul piano politico gli sembrava agli antipodi con le sue convinzioni. Questa politicizzazione dei fumetti può sembrare oggi anche una cosa ridicola, ma ammesso che lo sia si tratta di una ridicolaggine specificatamente "di sinistra". Alla "destra", ai liberali, ai qualunquisti non è mai fregato un cavolo...

Just now, Texan dice:

 70.000 copie contro le 200.000 scarse attuali)

 

Mi è saltato uno zero... 700.000 copie, ovviamente

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Ma se vende di meno non è certo perché oggi è cambiato. Se sostieni questo, si tratta del cosiddetto "ragionamento debole", ossia quel ragionamento che non tiene conto di ben altri fattori...

 

 

Ma forse ho inteso male. Forse non intendi davvero dire che adesso Tex è schierato, vero? Perché non lo è affatto. E' come prima, più di prima. Un individualista incazzato per le storture, gli egoismi e le ingiustizie del mondo. Tra l'altro,  farsi giustizia da sé non è certo tradizionalmente di sinistra. Almeno, non della sinistra politicamente corretta e annacquata che oggi sembra dominante.  

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Texan dice:

 

L'immaginario collettivo? Scusa, me lo presenti che non ho il piacere di conoscerlo??

John Wayne... imperialismo statunitense... addirittura Pertini! Questa cosa mi fa tornare alla mente lo sbigottimento di alcuni davanti alla notizia che Bud Spencer si candidava per Forza Italia... oddio, mi è caduto un mito! Poverini, ma con che cosa l'avevate costruito questo mito?

 

Non credo che ci sia bisogno di presentare l’immaginario collettivo, o sbaglio? Riguardo l’accenno a John Wayne non riesco a capire in che cosa ciò che dici sarebbe una risposta al mio intervento, dato che il discorso si sviluppa poi in tutt'altra direzione, perciò spiego più diffusamente ciò che intendevo: John Wayne è passato alla leggenda e celebrato come prototipo di un determinato personaggio eroico della frontiera, e non solo; quanta parte hanno in ciò le sue idee politiche? Credo poca. Allo stesso modo, l’enorme successo di Tex non ha nulla a che fare con le convinzioni politiche di Gianluigi Bonelli, bensì è dovuto alle caratteristiche della sua scrittura e alla capacità di creare un personaggio il cui fascino in molti avete in questa discussione egregiamente sottolineato.

Il mio era un argomento per rispondere a Don Fabio che affermava qualsiasi cosa essere politica, nient'altro.

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, borden dice:

Ma se vende di meno non è certo perché oggi è cambiato. Se sostieni questo, si tratta del cosiddetto "ragionamento debole", ossia quel ragionamento che non tiene conto di ben altri fattori...

 

 

Ma forse ho inteso male. Forse non intendi davvero dire che adesso Tex è schierato, vero? Perché non lo è affatto. E' come prima, più di prima. Un individualista incazzato per le storture, gli egoismi e le ingiustizie del mondo. Tra l'altro,  farsi giustizia da sé non è certo tradizionalmente di sinistra. Almeno, non della sinistra politicamente corretta e annacquata che oggi sembra dominante.  

 

No, non mi sogno di dire che Tex vende oggi meno perché è cambiato, ci mancherebbe. Intendevo dire che noi qui sui forum si tende ad avere spesso una visione ristretta, da "intellettuali", mentre il pubblico di Tex è sempre stato vasto e "semplice" nel senso migliore del termine. E tu lo sai certo più di me.

Io voglio Tex libero da condizionamenti ideologici, non perché contesto l'ideologia in quanto tale, ma perché credo che un fumetto, specie se un fumetto d'avventura e popolare, debba conquistare il lettore stuzzicandone le fantasia con le armi dell'avventura. Mi ha solo dato fastidio l'intervento di Cofferati perché l'ho visto come una strumentalizzazione. Per il resto concordo con quanto hai scritto tu...

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Io ho fatto una cosa da giornalista: dare una notizia (sia pure ripresa, ma nell'era del copia e incolla non è un reato). Tex sta dove ognuno di noi vuole personalmente che stia, pugno chiuso, braccio alzato o braccia conserte. Risposta sì o no al mio interrogativo (penso retorico), compresa. Stiamo parlando di un personaggio immaginario, in un'epoca e in un contesto diversissimi da quelli di oggi e dell'Italia in cui viviamo. A me ha fatto piacere leggere che uno dei principali quotidiani italiani si  sia occupato di Tex, che seguo dal 1967. Tutto il resto, per dirla alla Califano, è noia. Ma per uscirne da str***o: Tex apprezzerebbe Donald Trump? 

4 minuti fa, San Antonio Spurs dice:

 

 

Modificato da San Antonio Spurs

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Lo prenderebbe a cazzotti. 

 

Concordo. E aggiungo che difficilmente gli andrebbe bene un politico corrente, perché Tex è il simbolo di un mondo che non c'è più, che è stato sconfitto dal progresso e dall'industrializzazione selvaggia, in cui conta solo il profitto e non la dignità dell'essere umano, il senso di onore e di giustizia che ancora sopravviveva nel pur turbolento "Vecchio West"...

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On 30/3/2017 at 0:14 PM, Texan said:

L'immaginario collettivo? Scusa, me lo presenti che non ho il piacere di conoscerlo??

[...]

I lettori abituali di Tex sono sempre state persone "a basso tasso di ideologia"... era gente con un retroterra popolare, gente semplice ma con un’idea chiara della vita, che aveva adottato Tex sentendolo uno di loro. Macchinisti, tassisti, edicolanti, portieri, piccoli commercianti… era il popolo minuto che leggeva in massa Tex, non certo gli intellettuali, per quanto qualcuno di essi già allora tentasse piuttosto goffamente di ideologizzare il personaggio.

 

L'intervento con cui mi trovo più in sintonia è quello di Pecos. Tex è trasversale: io mi ritengo un'intellettuale, ho studi universitari e un dottorato alle spalle, ma ciò non mi impedisce di apprezzare Tex. Su questo forum ci sono medici, avvocati... tutti "intellettuali" eppure appassionati di Tex. Attenzione a non forzare la realtà e a non contrapporre piani che nulla hanno di contrapposto, attenzione a non dipingere la "semplicità" e il "popolare" come sempre positivi e contrapposti  al mondo intellettuale, dipinto invece come artificioso, ideologicamente orientato... E soprattutto attenzione a non sovrapporre queste categorie al fenomeno di Tex, che non ha nulla a che fare con tutto ciò.

Tex rappresenta la giustizia, il coraggio, l'onestà, la difesa del più debole contro il sopruso del prepotente: lo fa nel selvaggio West, un mondo storicamente violento, senza legge, ricco di prevaricazioni. Altro che onore e lealtà!;)

Quanto all'immaginario collettivo, te lo presento subito: per una buona parte del "popolo" il Medioevo è un'epoca buia, oscurantista, arretrata, fanatica, nella quale si dava la caccia alle streghe e i signorotti andavano a letto con le spose dei propri sudditi. Per un'altra parte, invece, è  un'epoca di cavalieri, dame, tornei, onore e lealtà, guerrieri coraggiosi, principi magnanimi, splendidi castelli. Per il ristretto numero dei medievisti non è né l'uno né l'altro: costoro sanno che lo ius primae noctis era una tassa sul matrimonio, che la piramide feudale non esiste, che la caccia alle streghe è iniziata al principio dell'età moderna, che i cavalieri cortesi spesso erano dei briganti armati, ecc. ecc. L'immaginario collettivo è quella cosa che ho ritratto nei primi due casi (l'epoca oscura e l'epoca cortese), la realtà pragmatica è l'ultima. ;)

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Doña Manuela dice:

 

Quanto all'immaginario collettivo, te lo presento subito: per una buona parte del "popolo" il Medioevo è un'epoca buia, oscurantista, arretrata, fanatica, nella quale si dava la caccia alle streghe e i signorotti andavano a letto con le spose dei propri sudditi. Per un'altra parte, invece, è  un'epoca di cavalieri, dame, tornei, onore e lealtà, guerrieri coraggiosi, principi magnanimi, splendidi castelli. Per il ristretto numero dei medievisti non è né l'uno né l'altro: costoro sanno che lo ius primae noctis era una tassa sul matrimonio, che la piramide feudale non esiste, che la caccia alle streghe è iniziata al principio dell'età moderna, che i cavalieri cortesi spesso erano dei briganti armati, ecc. ecc. L'immaginario collettivo è quella cosa che ho ritratto nei primi due casi (l'epoca oscura e l'epoca cortese), la realtà pragmatica è l'ultima. ;)

 

Ovvio... ma mi pareva fosse stato tirato in ballo a sproposito.

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Scusa, Texan. Leggendo tutti i messaggi del topic per "recuperare" la discussione mi ero persa il post che lo stesso Virgin ha già scritto per rispondere in merito alla questione "immaginario", e che si riferiva ad uno scambio con Don Fabio. Fai finta che l'ultima parte del mio post non esista e fermati pure alle parole "onore e lealtà" ;). Ciao!

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Doña Manuela dice:

Scusa, Texan. Leggendo tutti i messaggi del topic per "recuperare" la discussione mi ero persa il post che lo stesso Virgin ha già scritto per rispondere in merito alla questione "immaginario", e che si riferiva ad uno scambio con Don Fabio. Fai finta che l'ultima parte del mio post non esista e fermati pure alle parole "onore e lealtà" ;). Ciao!

 

Figurati, nessun problema. Ciao! :)

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