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      BUON NATALE   24/12/2017

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San Antonio Spurs

Oggi sulla Stampa un articolo su Tex

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Cofferati: “Ecco perché Tex Willer è il mio eroe”

 
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Pubblicato il 24/03/2017
SERGIO COFFERATI
 

Aurelio Galeppini è stato uno straordinario disegnatore, il suo sodalizio con Gian Luigi Bonelli creò, nel 1948, Tex Willer, la «creatura» che gli diede fama e riconoscimenti nel corso degli anni fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1994, poco tempo dopo aver disegnato la copertina del numero 400 del suo fumetto. Nel sorriso dolente di quel Tex a cavallo che saluta, agitando il cappello, i suoi lettori, c’è il congedo di Galep, di cui si sta per celebrare il centenario della nascita. Quel Tex gli assomiglia moltissimo, per una volta è Aurelio e non Aquila della Notte. La produzione grafica di Galeppini dal 1935, primo anno dei suoi lavori, fino al 1948, quando nasce Tex, è copiosa e di gran qualità. Poi arriva il bandito che diventa successivamente un ranger. La longevità del personaggio è fuori dalla norma, anche dopo la scomparsa di G. L. Bonelli e di Galep.  

 

Le ragioni di questa lunga vita sono molteplici, vanno dalla sempre alta qualità delle storie (merito dovuto agli sceneggiatori), alla grande capacità dei disegnatori (anche quelli occasionali, distolti dai loro personaggi per occuparsi una volta tanto del ranger), alla bella combinazione del gruppo dei suoi pards: l’amico indiano Tiger Jack, il figlio Kit e il vecchio brontolone Kit Carson. Conta ancora di più tuttavia, a mio parere, il suo «profilo sociale», i valori ai quali fa riferimento. Lontana da me l’idea della lettura politica delle sue storie, ma è innegabile il valore simbolico di un uomo di legge bianco che diventa il capo della tribù indiana dei Navajos (non bisogna dimenticare che il tutto nasce alla fine degli Anni 40, quando il rapporto tra etnie diverse viveva problemi non dissimili da quelli del tempo attuale).  

 

E non è da meno il modo in cui esercita la funzione dell’uomo di legge, sempre schierato con i più deboli. Tutto questo attiene prevalentemente alla storia che di volta in volta viene scritta, ma la storia da sola non basterebbe se l’immagine non fosse evocativa e di pari livello. Lì sta la maestria di Galep nel disegnare le figure di Tex e dei suoi pards, nella precisione dei dettagli, nella plasticità dei cavalli e nel naturalismo dei paesaggi, anche quando sembrano più ispirati dalla Sardegna dell’infanzia che dal lontano West. 

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<span style="color:red;">42 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

...Conta ancora di più tuttavia, a mio parere, il suo «profilo sociale», i valori ai quali fa riferimento. Lontana da me l’idea della lettura politica delle sue storie, ma è innegabile il valore simbolico ...

 

Cofferati??? Ma vattenne, va...

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, Texan dice:

Ma Cofferati non ha qualcosa di più importante da fare? I politici stiano lontani da Tex...

Qualunquismo spicciolo. Per quale strano motivo un politico non dotrebbe essere un appassionato di Tex e scrivere un articolo da appassionato? 

 

E in questo articolo non c'è nulla di politicamente orientato.

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

Qualunquismo spicciolo. Per quale strano motivo un politico non dotrebbe essere un appassionato di Tex e scrivere un articolo da appassionato? 

 

E in questo articolo non c'è nulla di politicamente orientato.

 

Qualunquismo? L'accusa che gli amici di Cofferati muovevano a Tex negli anni settanta...

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Texan dice:

Ma Cofferati non ha qualcosa di più importante da fare? I politici stiano lontani da Tex...

Stiamo lontano noi dalle personalizzazioni politiche, piuttosto. Avrei fatto cenno all'articolo chiunque altro di noto lo avesse scritto e se non lo avessi proposto io, avrei pensato semmai a commentare il testo dell'articolo, non a giudicare l'autore a prescindere. Che facciamo, mettiamo anche che lontano da Tex ci stiano i vincitori del Festival di Sanremo, i finalisti al Premio Strega, i calciatori della Juventus e i giudici di MasterChef?

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Stiamo lontano noi dalle personalizzazioni politiche, piuttosto. Avrei fatto cenno all'articolo chiunque altro di noto lo avesse scritto e se non lo avessi proposto io, avrei pensato semmai a commentare il testo dell'articolo, non a giudicare l'autore a prescindere. Che facciamo, mettiamo anche che lontano da Tex ci stiano i vincitori del Festival di Sanremo, i finalisti al Premio Strega, i calciatori della Juventus e i giudici di MasterChef?

 

Ma cosa dobbiamo commentare? Quattro banalità che chiunque in questo forum avrebbe saputo scrivere? Oltretutto Cofferati, mentre sostiene di non voler avallare una lettura politica di Tex parla di "profilo sociale" e di "innegabile valore simbolico"... "simbolico" per chi? Lo sta tirando per la giacchetta, ovvio...

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In pratica Cofferati (collezionista di Tex da anni, e la cosa è abbastanza nota: scrisse anche un libretto sul personaggio) sta dicendo che Tex ha i valori dell'antirazzismo. Cosa c'è di sbagliato?

Poi ok, non sarà un grande articolo di approfondimento: e allora? Cofferati non è uno storico o un critico del fumetto, e questo articolo è, a tutta evidenza, semplicemente l'omaggio di un appassionato (e il fatto che sia un politico non ha nessuna rilevanza).

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, paco ordonez dice:

In pratica Cofferati (collezionista di Tex da anni, e la cosa è abbastanza nota: scrisse anche un libretto sul personaggio) sta dicendo che Tex ha i valori dell'antirazzismo. Cosa c'è di sbagliato?

Poi ok, non sarà un grande articolo di approfondimento: e allora? Cofferati non è uno storico o un critico del fumetto, e questo articolo è, a tutta evidenza, semplicemente l'omaggio di un appassionato (e il fatto che sia un politico non ha nessuna rilevanza).

 

Ma perché ci sono eroi del fumetto che sono "razzisti"? Sarebbe questa la rilevanza di Tex? Ma di cosa stiamo parlando? Ma Cofferati che vuole?? Ma che pensi al sindacato, se ancora ne ha uno...

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Meglio evitare il tasto della politica sul forum. Tex è letto un po' da tutti e finché se ne parla bene, in termini positivi e condivisibili, poco importa chi ne parli. Non dimentichiamo piuttosto che Tex ha subito attacchi in tutto l'arco delle sue pubblicazioni e il Codacons è solo l'esempio più clamoroso. Concentriamo i nostri strali verso chi osteggia il nostro Aquila della Notte.

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Texan dice:

 

Ma perché ci sono eroi del fumetto che sono "razzisti"? Sarebbe questa la rilevanza di Tex? Ma di cosa stiamo parlando? Ma Cofferati che vuole?? Ma che pensi al sindacato, se ancora ne ha uno...

Se leggi bene l'articolo di Cofferati senza farti accecare dal fatto che è un politico "di sinistra", vedrai facilmente che lui fa riferimento al fatto che, in un periodo in cui nei western gli indiani erano generalmente tutti "cattivi", tutti "selvaggi", Tex va in controtendenza, sposandone una: è una delle cose più "innovative", da un punto di vista contenutistico, di questo fumetto.

Ah, tutto ciò è riconosciuto da sempre, non è una visione distorta di quel comunista mangia bambini di Cofferati ;)

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<span style="color:red;">35 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

Se leggi bene l'articolo di Cofferati senza farti accecare dal fatto che è un politico "di sinistra", vedrai facilmente che lui fa riferimento al fatto che, in un periodo in cui nei western gli indiani erano generalmente tutti "cattivi", tutti "selvaggi", Tex va in controtendenza, sposandone una: è una delle cose più "innovative", da un punto di vista contenutistico, di questo fumetto.

Ah, tutto ciò è riconosciuto da sempre, non è una visione distorta di quel comunista mangia bambini di Cofferati ;)

 

Non è questione di sinistra o di destra. La politica mi ha talmente disgustato che mi tengo a debita distanza da entrambi i lati. Mi dà solo fastidio che un politico di qualsiasi colore debba occuparsi di Tex tirandolo inevitabilmente dalla propria parte. Il fatto che Tex abbia sposato un'indiana, come ha giustamente fatto notare credo ymalpas,, fu soprattutto un espediente narrativo per mettere in scena "il figlio di Tex"... e quale migliore idea di prendere in prestito un'indianina e farla sparire in quattro e quattr'otto lasciandola poi nell'oblio per decenni? Con questo non voglio dire che Bonelli non avesse una sensibilità per i pellerossa, ma da qui a farne un "rivoluzionario" o un militante di una causa "sociale" ce ne passa... Quella di Tex è una figura di "pontiere" in un West pacificato, tra bianchi e indiani, nord e sud. Perché a Bonelli piaceva tutto il West e non solo una parte di esso, fosse quella bianca o rossa.

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D'accordo, la vediamo in modi diversi: io non credo che Cofferati abbia fatto un articolo "politico" usando Tex (soprattutto, l'articolo mi sembra più che altro un omaggio a Galep).

In ogni caso, anche senza fare di Tex un "uomo di sinistra", sta di fatto che storie come "Oro nero", "Sangue navajo" o "tra due bandiere" parlano chiarissimo rispetto al modo in cui Tex si pone rispetto al "diverso" e alle "minoranza": ma non insisto perché è un discorso che abbiamo già fatto qualche giorno 

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<span style="color:red;">14 ore fa</span>, Texan dice:

 

Ma cosa dobbiamo commentare? Quattro banalità che chiunque in questo forum avrebbe saputo scrivere? Oltretutto Cofferati, mentre sostiene di non voler avallare una lettura politica di Tex parla di "profilo sociale" e di "innegabile valore simbolico"... "simbolico" per chi? Lo sta tirando per la giacchetta, ovvio...

Chiunque su questo forum, forse, infatti. La Stampa è qualcosa d'altro sotto tutti i punti di vista: è un quotidiano autorevole a tiratura nazionale. Io ho postato l'articolo. Avrebbe potuto anche scriverlo Artemisio Strogolazzi, che cosa sarebbe cambiato? Immagino: chi è AS e come si permette di scrivere sulla Stampa di Tex? 

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<span style="color:red;">9 ore fa</span>, paco ordonez dice:

D'accordo, la vediamo in modi diversi: io non credo che Cofferati abbia fatto un articolo "politico" usando Tex (soprattutto, l'articolo mi sembra più che altro un omaggio a Galep).

In ogni caso, anche senza fare di Tex un "uomo di sinistra", sta di fatto che storie come "Oro nero", "Sangue navajo" o "tra due bandiere" parlano chiarissimo rispetto al modo in cui Tex si pone rispetto al "diverso" e alle "minoranza": ma non insisto perché è un discorso che abbiamo già fatto qualche giorno 

 

Guarda che "Sangue navajo" e "Tra due bandiere" non hanno nulla a che vedere con la sinistra politica. Evidentemente sei giovane e non sai/non ti ricordi che prima degli anni novanta Tex era considerato piuttosto "di destra" e non perché lo fosse ma perché la sinistra di allora era così estremista nelle sue posizioni che tacciava di conservatorismo o di qualunquismo la tendenza texiana al compromesso. La sinistra di allora, per inciso odiava i western e aveva accusato di fascismo non solo John Ford ma pure Peckinpah (!!) e salvava solo Leone e gli "spaghetti", più quei film revisionisti tutti dalla parte degli indiani come "Soldato blu", "Piccolo grande uomo" e "Uomo rosso non avrai il mio scalpo" sul quale venne costruito il personaggio di Ken Parker. Berardi era uno scrittore orientato a sinistra, Bonelli manco per idea! E la differenza tra Ken Parker e Tex negli anni settanta era enorme. Poi a partire dagli anni novanta, complici i cambiamenti sociali, politici e generazionali questa distanza si è accorciata e la sinistra in cerca di agganci alla cultura "nazionalpopolare" (a lungo disprezzata) insieme a Pippo Baudo ha "sdoganato" pure Tex... :rolleyes:

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Texan dice:

 

Guarda che "Sangue navajo" e "Tra due bandiere" non hanno nulla a che vedere con la sinistra politica. Evidentemente sei giovane e non sai/non ti ricordi che prima degli anni novanta Tex era considerato piuttosto "di destra" e non perché lo fosse ma perché la sinistra di allora era così estremista nelle sue posizioni che tacciava di conservatorismo o di qualunquismo la tendenza texiana al compromesso. La sinistra di allora, per inciso odiava i western e aveva accusato di fascismo non solo John Ford ma pure Peckinpah (!!) e salvava solo Leone e gli "spaghetti", più quei film revisionisti tutti dalla parte degli indiani come "Soldato blu", "Piccolo grande uomo" e "Uomo rosso non avrai il mio scalpo" sul quale venne costruito il personaggio di Ken Parker. Berardi era uno scrittore orientato a sinistra, Bonelli manco per idea! E la differenza tra Ken Parker e Tex negli anni settanta era enorme. Poi a partire dagli anni novanta, complici i cambiamenti sociali, politici e generazionali questa distanza si è accorciata e la sinistra in cerca di agganci alla cultura "nazionalpopolare" (a lungo disprezzata) insieme a Pippo Baudo ha "sdoganato" pure Tex... :rolleyes:

Io che ho iniziato il tutto direi di finirla qua, perché ognuno si tiene le sue idee e le sue simpatie e da giornalista ripeto: ho dato una notizia, ripresa: uno dei principali quotidiani italiani parla di Tex. P.S. Sono appassionato di Sherlock Holmes, qualcuno vuole dirmi se in Italia oggi voterebbe Lega o Possibile? Se non lo fa, sto bene lo stesso. :-)

 

 

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<span style="color:red;">10 ore fa</span>, Texan dice:

 

Guarda che "Sangue navajo" e "Tra due bandiere" non hanno nulla a che vedere con la sinistra politica. Evidentemente sei giovane e non sai/non ti ricordi che prima degli anni novanta Tex era considerato piuttosto "di destra" e non perché lo fosse ma perché la sinistra di allora era così estremista nelle sue posizioni che tacciava di conservatorismo o di qualunquismo la tendenza texiana al compromesso. La sinistra di allora, per inciso odiava i western e aveva accusato di fascismo non solo John Ford ma pure Peckinpah (!!) e salvava solo Leone e gli "spaghetti", più quei film revisionisti tutti dalla parte degli indiani come "Soldato blu", "Piccolo grande uomo" e "Uomo rosso non avrai il mio scalpo" sul quale venne costruito il personaggio di Ken Parker. Berardi era uno scrittore orientato a sinistra, Bonelli manco per idea! E la differenza tra Ken Parker e Tex negli anni settanta era enorme. Poi a partire dagli anni novanta, complici i cambiamenti sociali, politici e generazionali questa distanza si è accorciata e la sinistra in cerca di agganci alla cultura "nazionalpopolare" (a lungo disprezzata) insieme a Pippo Baudo ha "sdoganato" pure Tex... :rolleyes:

Inutile e orientata lezioncina di storia culturale della politica italiana che, vera o falsa che sia, non capisco che c'entri con Sangue Navajo e Tra due bandiere (storie chiarissime, ribadisco, sul modo che ha Tex di intendere problemi come il razzismo: non certo da uomo "di destra")

Comunque concordo con Antonio Spurs sul concludere qui una discussione che mi sembra non avere molto senso ;)

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

Inutile e orientata lezioncina di storia culturale della politica italiana che, vera o falsa che sia, non capisco che c'entri con Sangue Navajo e Tra due bandiere (storie chiarissime, ribadisco, sul modo che ha Tex di intendere problemi come il razzismo: non certo da uomo "di destra")

Comunque concordo con Antonio Spurs sul concludere qui una discussione che mi sembra non avere molto senso ;)

 

Vabbè, tieniti pure le tue convinzioni, Paco..

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Volevo solo segnalare che Cofferati non è un Texiano dell'ultima ora,visto che nel settembre del 1998,in occasione dei cinquant'anni di Tex,aveva scritto il libricino "Il mio amico Tex",inserito nel "Diario della Settimana" ,periodico diretto da Enrico Deaglio. Allego anche l'articolo corrispondente ed un disegno di Villa realizzato per l'occasione.

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Il fatto che Tex piaccia indistintamente a persone di sinistra e di destra

la dice lunga su come sia schierato Tex (e immagino il suo creatore).

Portare il ranger verso uno schieramento piuttosto che un altro

a me personalmente non piace.

Tex è Tex.

E basta.

Non ho fatto in tempo a modificare il messaggio precedente.

Chiarisco che il sig. Cofferati (in quanto appassionato) ha lo stesso diritto

che abbiamo noi di esprimere il suo apprezzamento verso Tex. Certo,

lo fa in modo più pubblico, ma in fondo più esposto alle critiche.

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G.L. Bonelli era un liberale leggermente anarchico, stando a come lui stesso si definiva, ma come la pensasse quando andava a votare non è tanto importante quanto il fatto che i valori in cui credeva e che ha trasfuso in Tex non sono né di destra né di sinistra, ma semplicemente universali. Non a caso piace sia a destra che a sinistra.

Se Cofferati apprezza Tex e vuole dirlo. ha tutto il diritto di farlo e a me pare che non abbia cercato di accreditarlo a nessuna parte politica, quindi ben venga annche la sua opinione.

Ah, a Città di Castello, nell'ambito di Tiferno Comics, 2015 ho sentito con le mie orecchie Mario Capanna (sì, proprio quel Mario Capanna) dìre a Boselli che aveva un'idea per una storia di Tex e se poteva parlargliene.

C'è qualcuno qui che pensa che quest'idea, quale che fosse, andasse bocciata solo perché Capanna ha certe idee politiche?

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