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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

Il prezzo degli albi di Tex

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6 minutes ago, Grande Tex said:

informazione: non si possno paragonare fiction e fumetti

 

Informazione: i fumetti SONO fiction.

 

Non sono "simili" o "equivalenti", no, sono proprio un tipo di fiction.

 

In pratica hai detto che non si può paragonare la fiction alla fiction...  :blink:

 

Sì, lo so che probabilmente per "fiction" intendevi "fiction TV", ma non sto facendo il pignolo solo per il gusto di farlo: ogni volta che trattiamo il fumetto come un qualcosa di unico e ineffabile, totalmente diverso da qualunque altra cosa che soddisfa gli stessi bisogni, finiamo nella tana del bianconiglio a immaginarsi chissà quali cambiamenti generici che hanno cambiano per sempre l'umanità, un evoluzione che ha reso i nostri figli degli alieni appartenenti ad un altra specie che non può leggere fumetti. Mentre basta ricordarsi che è sempre comunque fiction per capire molto più semplicemente come mai guardarsi un cartone animato in TV può tranquillamente prendere il posto che avevano i fumetti per noi (almeno, io sto parlando come uno cresciuto quando in TV di cartoni ce n'erano pochissimi e c'erano solo due canali, la visuale di qualcuno cresciuto negli 80 probabilmente è diversa e loro già guardavano più cartoni animati e leggevano meno fumetti...)

 

Personalmente, rispetto agli anni 80 (quando, davvero, la fiction che passava in TV era miserevole, roba oggi inguardabile...) oggi mi guardo molte più serie TV (soprattutto americane o inglesi, in lingua originale per evitare gli orridi adattamenti) e passo meno tempo a leggere fumetti. Vuol dire che sono cambiato io, magari perchè sono stato esposto al morso di una televisione radioattiva, o è semplicemente cambiata l'offerta di fiction, e oggi si trovano telefilm migliori e fumetti troppo spesso peggiori?

 

6 minutes ago, Grande Tex said:

i fumetti non attaccano fra i giovani perche sono una forma di intrattenimento attivo

 

Questo probabilmente spiega come mai videogames, che sono ancora più attivi, sono completamente estinti fra i giovani...  :lol:

 

(a scanso di equivoci: sto scherzando...)

 

6 minutes ago, Grande Tex said:

leggere e' faticoso

guardare fiction non lo e' 

 

Ti si potrebbe rispondere che dipende dalla fiction (hai mai visto The Wire? Pensi che sia paragonabile a Don Matteo, tutto un unico calderone, tutto facile?), ma, senza fare facili generalizzazioni, è vero che la difficoltà di comprensione varia fra fumetti e film e telefilm, come cambia fra un fumetto e l'altro e fra un film e l'altro.

 

Ma siamo sicuri che la difficoltà di lettura di molti fumetti sia causata dal loro "essere fumetti", e non dal fatto che sono spesso scritti e disegnati per essere più oscuri del necessario, per darsi un tono "artistico"?  (ma qui si rischia di andare su un altro campo minato...)

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Posted (edited)
7 ore fa, Diablero dice:

 

  Dicono che i giovani oggi non leggono? I giovani oggi leggono MOLTO PIÙ DI NOI 

 

 

Diablero, scusa, questa è una sciocchezza colossale. I giovani non leggono più. Nè giornali, né libri, né fumetti. Leggersi i messaggini su Whatsapp non è certo leggere. 

I giovani non vanno nemmeno più al cinema.

Quelli "intellettuali" guardano le serie TV, gli altri solo Instagram e YouTube.

So quello che dico. E il mio punto d'osservazione non sono i giovani dell'Istituto Tecnico Tal dei Tali ,ma quelli dei licei classici più titolati di Milano.

Figuriamoci gli altri!

 

Poi esistono le eccezioni. Ma sono eccezioni. Ai miei tempi, nella mia classe delle medie, leggevano TUTTI. Quasi tutti leggevano fumetti. Un buon numero leggeva Salgari e Verne e Stevenson o libri su archeologia, astronomia e dinosauri. Chi Urania, chi I Gialli Mondadori. Chi persino Victor Hugo e Conrad! Al ginnasio i comunisti giravano con Lenin, Marx e Gramsci sottobraccio, i fascisti con Eliade, Guenon e Evola. Persino la politica allora faceva leggere!

 

Ora se ne trovi uno o due in una classe che hanno letto Harry Potter è un miracolo! Anche quel fenomeno è di vent'anni fa. E NESSUNO su una classe di trenta legge fumetti. Ce ne sarà uno su cento, forse. Gli smartphone hanno distrutto tutto.

 

 

8 minuti fa, Diablero dice:

 

Ma siamo sicuri che la difficoltà di lettura di molti fumetti sia causata dal loro "essere fumetti", e non dal fatto che sono spesso scritti e disegnati per essere più oscuri del necessario, per darsi un tono "artistico"?  (ma qui si rischia di andare su un altro campo minato...)

 

I fumetti non sono "cool". Le serie televisive lo sono, youtubers, trappers e influencers lo sono. E' tutto qui. Ma dove vivi, scusa?

 

 

Edited by borden

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

 

 

Diablero, scusa, questa è una sciocchezza colossale. I giovani non leggono più. Nè giornali, né libri, né fumetti. Leggersi i messaggini su Whatsapp non è certo leggere. 

I giovani non vanno nemmeno più al cinema.

Quelli "intellettuali" guardano le serie TV, gli altri solo Instagram e YouTube.

So quello che dico. E il mio punto d'osservazione non sono i giovani dell'Istituto Tecnico Tal dei Tali ,ma quelli dei licei classici più titolati di Milano.

Figuriamoci gli altri!

 

Ora se ne trovi uno o due in una classe che hanno letto Harry Potter è un miracolo! Anche quel fenomeno è di vent'anni fa. E NESSUNO su una classe di trenta legge fumetti. Ce ne sarà uno su cento, forse. Gli smartphone hanno distrutto tutto.

 

Mi tocca dare pienamente ragione a Boselli, e chi lavora nelle scuole - anche nei licei -, o ha qualche congiunto che ci lavora, lo sa molto bene. Ed è purtroppo noto che si tratta di una situazione che sta portando a generazioni che hanno difficoltà anche a leggere un semplice articolo di giornale - figuriamoci Tex. 

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La verità è che l Italia è un Paese di analfabeti strutturali, siamo primi in Europa, almeno in questo.e lo dimostriamo ampliamente,anche nella gestione dei problemi quotidiani e straordinari

 

C è gente iscritta alla facoltà di Filosofia che confonde Plotino con Platone... giuro.alle superiori di venti anni fa per un errore simile ti davano 2.oggi gente che fa il ministro degli Esteri e che confonde il Cile col  Venezuela...nessuno studia più geografia,nessuno sa più una mazza di niente...non ci sono più riferimenti né ideali.punto.

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4 ore fa, Barbanera dice:

La verità è che l Italia è un Paese di analfabeti strutturali, siamo primi in Europa, almeno in questo.e lo dimostriamo ampliamente,anche nella gestione dei problemi quotidiani e straordinari

 

C è gente iscritta alla facoltà di Filosofia che confonde Plotino con Platone... giuro.alle superiori di venti anni fa per un errore simile ti davano 2.oggi gente che fa il ministro degli Esteri e che confonde il Cile col  Venezuela...nessuno studia più geografia,nessuno sa più una mazza di niente...non ci sono più riferimenti né ideali.punto.

 

Se vogliamo proprio fare i pittimi, solo dieci anni fa su un forum un messaggio senza apostrofi, né maiuscole e con la punteggiatura tutta sbagliata sarebbe stato cancellato... :P
Alla lista delle disgrazie del tempo nostro aggiungerei anche che non ci sono più le mezze stagioni e, soprattutto, che questa casa non è un albergo.

 

Seriamente: il ragionamento di Diablero ha degli ottimi punti di forza, ma su qualche punto dissento. Ad esempio quando dice che i giovani di oggi leggono e scrivono molto più di noi. Sia ben chiaro, da un punto di vista meramente quantitativo è vero: io al ginnasio e al liceo scrivevo parecchio, almeno una ventina di pagine di racconti al mese, più un romanzo in prima liceo e un altro in seconda, di 140 pagine il primo e 350 il secondo; oggi qualsiasi mio studente scrive molto di più solo di messaggi su Whatsapp... però, come dice giustamente borden, fatico a definire quello "leggere e scrivere": io sono diventato bravo a scrivere non solo perché buttavo giù centinaia (anzi, migliaia: ho fatto un calcolo e dal 2006 al 2015 di scrittura solo narrativa ho scritto più di 2000 pagine) di pagine, ma anche perché mi rileggevo, mi correggevo e, soprattutto, leggevo parecchie altre cose. Dire semplicemente che i giovani di oggi scrivono e leggono di più mi ricorda un po' Luca Serianni che fa autoerotismo dicendo: "Oggi si scrive e si legge più che mai! L'italiano non è mai stato così vivo", quando poi io parlo con mio nonno che si è diplomato al D'Azeglio di Torino nel 1955 e per quanto riguarda la cultura in alcuni casi ancora oggi fa mangiare la polvere al sottoscritto. Per non parlare dei miei studenti che non fanno fatica a leggere i testi di letteratura italiana... fanno fatica a capire le mie consegne. 

Il ragionamento di Diablero è però perfettamente corretto quando parla di mercato: il fumetto si trova nel segmento dell'intrattenimento e in particolare della narrativa di finzione e quindi con la narrativa di finzione di intrattenimento si trova a confrontarsi. E qui ci sono abitudini molto diverse, una società differente rispetto al tempo, più orientata verso l'audiovisivo e meno sulla lettura.

La statistica di @borden dell'uno su cento è volutamente esagerata, ma tolta dal piano figurato non lontana dal vero: io in ogni mia classe (stiamo parlando di numeri che vanno da 14 a 19 persone) ho almeno quattro-cinque studenti che da bambini leggevano Topolino e due-tre che hanno sentito nominare Tex (qualcuno addirittura che lo legge/leggeva); e stiamo parlando di un istituto tecnico. Sono numeri molto più bassi di quelli che si potevano rilevare solo trent'anni fa, lasciamo stare quaranta.

 

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, virgin dice:

La statistica di @borden dell'uno su cento è volutamente esagerata, ma tolta dal piano figurato non lontana dal vero: io in ogni mia classe (stiamo parlando di numeri che vanno da 14 a 19 persone) ho almeno quattro-cinque studenti che da bambini leggevano Topolino e due-tre che hanno sentito nominare Tex (qualcuno addirittura che lo legge/leggeva); e stiamo parlando di un istituto tecnico. Sono numeri molto più bassi di quelli che si potevano rilevare solo trent'anni fa, lasciamo stare quaranta.

 

Per quanto mi riguarda, lavorando con quella fascia d'età, non è tanto l'idea che i giovani disertino le edicole quanto il fatto che siano attratti da altre pubblicazioni a fumetti non bonelliane. C'è anche da dire che parlando di quarant'anni fa per quanto mi riguarda non è certo vera l'asserzione che nella mia classe tutti leggessero fumetti, forse appena un terzo di loro lo faceva. Vedo tanti giovani adolescenti, la maggioranza sono ragazze, che leggono libri di mille pagine, il genere horror e fantasy è quello che tira di più. Leggono e usano anche lo smartphone, ovviamente.

  • +1 2

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Hai ragione, Sandro: non sempre il paragone col passato funziona nel senso che ho detto.

Io posso fare un paragone a più breve termine (quindici anni): nella mia classe di ginnasio su 26 eravamo in 3 a leggere regolarmente fumetti; altri 2 li leggevano saltuariamente; altri 3 leggevano solo libri, ma comunque leggevano parecchio. Fa un totale di 8 su 26, e sì che ero in un liceo classico (una classe di braccia rubate all'agricoltura, vero, ma sempre un classico :D ).

  • Haha (0) 1

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<span style="color:red;">16 ore fa</span>, Diablero dice:

soprattutto americane o inglesi, in lingua originale per evitare gli orridi adattamenti) 

ma se sono meglio doppiate

  • Confused (0) 1

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Posted (edited)
5 ore fa, ymalpas dice:

 

Per quanto mi riguarda, lavorando con quella fascia d'età, non è tanto l'idea che i giovani disertino le edicole quanto il fatto che siano attratti da altre pubblicazioni a fumetti non bonelliane. C'è anche da dire che parlando di quarant'anni fa per quanto mi riguarda non è certo vera l'asserzione che nella mia classe tutti leggessero fumetti, forse appena un terzo di loro lo faceva. Vedo tanti giovani adolescenti, la maggioranza sono ragazze, che leggono libri di mille pagine, il genere horror e fantasy è quello che tira di più. Leggono e usano anche lo smartphone, ovviamente.

 

 

Io parlo di cinquant'anni fa, anni Sessanta. E mi domando a quando risalgono i tuoi dati, cioè a quando hai lavorato con quella fascia d'età. Ripeto: nelle classi del Parini e del Beccaria di Milano, ci sono classi intere dove NESSUNO legge fumetti. Ci ho tenuto delle lezioni negli ultimi tre anni, ci studia mia figlia, ci lavora mia moglie. I ragazzi hanno letto Maus e Zerocalcare perchè i professori glieli hanno dati da leggere, al posto dei classici!   

 

 

(e infatti Virgin cita una situazione già desolante di 15 anni fa... e non c'era lo smart phone, ancora)

Edited by borden

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<span style="color:red;">20 ore fa</span>, Diablero dice:

Informazione: i fumetti SONO fiction. 

Non sono "simili" o "equivalenti", no, sono proprio un tipo di fiction.

Delfini e scimpanzé sono mammiferi.

Non sono "simili" o "equivalenti", no, sono egualmente mammiferi.

Anche l'uomo è un mammifero.

 

  • +1 1

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I dati sono attuali, magari solo parziali e legati a una realtà definita nel territorio dove presto la mia attività professionale  (come insegnante). Perché dubitarne ?

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Posted (edited)

E' una luminosa eccezione.  O perché da voi siete indietro di un lustro... ;) Probabilmente, anzi, certamente, a Milano sono più avanti, come sempre. Milano è sempre più avanti. E quasi mai primati positivi. Primi col fascismo e ora col coronavirus.:unsure:

 

 

 

Edited by borden

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I tempi nuovi si irradiano dal centro alle periferie. Che i primati siano positivi o negativi, dipende dalla nostra sensibilità nei confronti dei tempi nuovi... :D

 

Io nei casi da te citati, borden, e in quello di cui all'oggetto del topic, concordo con te.

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Dieci anni fa era ancora possibile vedere qualche bimbaminragazza leggersi i romanzi della saga di Twilight e ancora adesso in fumetteria, quando riesco ad andarci, vedo qualche sbarbatello dare un'occhiata ai manga. Però la situazione, salvo improvvise svolte, sta diventando grama anche qui oltremare.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Mister P dice:

Dieci anni fa era ancora possibile vedere qualche bimbaminragazza leggersi i romanzi della saga di Twilight e ancora adesso in fumetteria, quando riesco ad andarci, vedo qualche sbarbatello dare un'occhiata ai manga. Però la situazione, salvo improvvise svolte, sta diventando grama anche qui oltremare.

 

 

A Cagliari ci sono ormai più librerie vivaci che a Milano. Ma per quanto?:unsure2:

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25 minuti fa, borden dice:

 

 

A Cagliari ci sono ormai più librerie vivaci che a Milano. Ma per quanto?:unsure2:

 

Per citare una canzone che qualche anno da andava fortissimo a Milano (e non solo): "Milano sushi e coca". :blink:

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io non lavoro ancora però, come ha già detto qualcuno, pochi centesimi più non mettono in difficoltà

  • Like (+1) 1

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, El _Muerto dice:

io non lavoro ancora però, come ha già detto qualcuno, pochi centesimi più non mettono in difficoltà

Ragazzo mio, che tu sia benedetto, hai 16 anni. Sono i giovani come te che danno speranza!

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, El _Muerto dice:

io non lavoro ancora però, come ha già detto qualcuno, pochi centesimi più non mettono in difficoltà

Intanto 200 centesimi  in un anno non sono pochi.

Che poi non ti pesano perché paga papà e un'altra cosa. :P

Comunque benvenuto tra noi ;)

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Mister P dice:

Ragazzo mio, che tu sia benedetto, hai 16 anni. Sono i giovani come te che danno speranza!

Concordo.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Intanto 200 centesimi  in un anno non sono pochi.

Che poi non ti pesano perché paga papà e un'altra cosa. :P

Comunque benvenuto tra noi ;)

Concordo.

Lo so, infatti le mie parole su l'argomento prezzo non pesano tanto, in quanto non conosco il valore dei soldi e la fatica per guadagnarli.

Comunque grazie , anche a Mister P:

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Mister P dice:

Ragazzo mio, che tu sia benedetto, hai 16 anni. Sono i giovani come te che danno speranza!

 

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Mister P dice:

Ragazzo mio, che tu sia benedetto, hai 16 anni. Sono i giovani come te che danno speranza!

Ma dove sta andando il mondo?

Siamo noi che dovremmo dare speranza a loro e invece è il contrario.

Quale speranza possiamo chiedere se restituiamo loro un mondo così?

Sì, restituiamo, perché il mondo non è il nostro, sono i nostri figli che ce lo hanno prestato e noi dovremmo restituirlo migliore di come lo abbiamo ricevuto.

E' un po' poco e soprattutto è in ritardo, ma vi chiediamo scusa, ragazzi.

 

 

  • Like (+1) 1

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<span style="color:red;">21 ore fa</span>, Letizia dice:

Ma dove sta andando il mondo?

Siamo noi che dovremmo dare speranza a loro e invece è il contrario.

Quale speranza possiamo chiedere se restituiamo loro un mondo così?

Sì, restituiamo, perché il mondo non è il nostro, sono i nostri figli che ce lo hanno prestato e noi dovremmo restituirlo migliore di come lo abbiamo ricevuto.

E' un po' poco e soprattutto è in ritardo, ma vi chiediamo scusa, ragazzi.

 

 

 

Ti quoto. 

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Non è farina del mio sacco.

 

“Tratta bene la Terra! Non è un’eredità dei nostri padri ma un prestito dei nostri figli”.
Antico detto masai, Kenia.

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Ed è un detto che condivido.

 

Però voglio dire una cosa: il discorso aumento prezzo coincide sempre sul tema giovani e lettura.

 

Ora, sinceramente, capisco i dilemmi, la crisi, i soldi che sono sempre più pochi, la disoccupazione imperante, i problemi sociali e sanitari che stiamo vivendo... però, francamente, c'è poco di cui discutere. Se i fumetti vendono di meno, i costi aumentano. Di contro, le serie chiudono. Se il Texone è aumentato, significa che le spese erano maggiori e i guadagni che la casa editrice percepiva non le consentivano di mantenere quel prezzo inalterato. Cosa fare? Lamentarsi, ma poi? Pochi spiccioli in più non cambiano la vita a nessuno, altro che pizze. Non facciamo gli ipocriti. Il punto è che l'aumento prezzi dà fastidio perché molti lettori pensano al fumetto come a un prodotto di consumo che deve costare per forza poco. Perché massificato. Perché Tex ha SEMPRE venduto, e vende, abbastanza, da garantire la cuccagna. Ma se vediamo quanto realmente costa un fumetto di duecentoventi e passa pagine, la smetteremmo subito di riempire questo topic. Nonostante ciò, a ogni aumento di prezzo, si tirano SEMPRE gli stessi discorsi. Ripeto, un conto è lamentarsi della qualità, cosa che non potrei mai obiettare, altro per i prezzi. Perché poi conosco fumatori che sbuffano quando le sigarette aumentano, però non smettono di comprarle. Prendete allora la lettura come un VIZIO. Una DIPENDENZA. Ed è paradossale in un periodo come questo, dove si producono MOLTI più fumetti rispetto agli anni Ottanta e Novanta, la Bonelli faccia fatica a portare una nuova collana sulle trentamila copie. Anzi, è puramente utopico. Però le serie nuove escono, idem le proposte editoriali, sempre in aumento, buone o cattive che siano. E se la situazione non cambierà, se la lettura non tornerà una priorità e un vizio anche per i più giovani, i nostri amati fumetti diventeranno un prodotto di nicchia. Aumenteranno ancora e a noi non resta che prenderne atto. Se no smettiamo di comprarli e non lamentiamoci più.

 

Forse, anche smetterla di piangerci addosso, può essere un esempio per le nuove generazioni. 

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Quando si dice che un albo di Tex è oggi un po’ troppo caro, che venti/trent’anni fa era più economico rispetto ad oggi, bisognerebbe, prima di tutto, compararlo al costo di altri beni di consumo, più o meno necessari, ed analizzare tale rapporto nel corso degli ultimi sessant’anni. A tal proposito ho estrapolato da internet una tabella comparativa che può farci capire meglio gli effetti dell’inflazione sullo stipendio medio di un operaio generico e di alcuni beni di consumo:

Anno

Paga media operaio generico

Giornale

Caffè

Pane

Latte

Pasta

Benzina

Tex mensile

1960

£.      47.000

£.     30

£.     50

£.    140

£.      90

£.    200

£.    120

£.   200

1965

£.      86.000

£.     50

£.     60

£.    170

£.    130

£.    260

£.    120

£.   200

1970

£.    123.000

£.     70

£.     70

£.    230

£.    230

£.    280

£.    148

£. 200/250

1975

£.    154.000

£.    150

£.    120

£.    450

£.    260

£.    480

£.    305

£.    350

1980

£.    352.000

£.    300

£.    250

£.    850

£.    480

£.    725

£.    715

£.    500

1985

£.    608.000

£.    650

£.    400

£. 1.200

£.    780

£.    980

£. 1.329

£. 1.200

1990

£. 1.100.000

£. 1.200

£.    700

£. 1.400

£. 1.100

£. 1.280

£. 1.478

£. 2.000

1995

£. 1.200.000

£. 1.400

£. 1.300

£. 1.600

£. 1.450

£. 1.380

£. 1.975

£. 2.700

2000

£. 1.400.000

£. 1.500

£. 1.400

£. 1.900

£. 1.700

£. 1.500

£. 2.600

£. 3.500

2020

€.   1.300,00

€.   1,50

€.   1,10

€.   2,00

€.   1,00

€.   1,50

€.   1,60

€.   3,90

Leggendo questa tabella si capisce che, in realtà, un albo di Tex, nel tempo ha tenuto più o meno lo stesso rapporto costo/percentuale in confronto ad uno stipendio medio e agli altri beni di consumo riportati. Se oggi abbiamo l’idea che il fumetto Tex costi troppo è, secondo me, per due semplici motivi:

1) negli anni ottanta ogni mese in edicola c’erano solo il Tex inedito ed il Tre Stelle, oggi, oltre all’albo della serie regolare ci sono: Tex Willer, Tex Classic, Tutto Tex, Tex nuova ristampa, il Texone, Il Color, il Maxi, il Magazine e, per finire, i romanzi a fumetti, in pratica si ha una media di 2/3 albi al mese in un anno;

2) Rispetto a venti/trent’anni fa, inoltre, si dovrebbero aggiungere spese che una volta non si avevano: la ricarica mensile di una o più sim per i nostri smartphone, l’ADSL, SKY, Tv in streaming (Netflix, Prime, Nowtv, Dazn, ecc.).

Detto questo ecco come si arriva, probabilmente, alla conclusione che oggi i fumetti costino troppo e che non possiamo più permetterceli come una volta, anche perché dovendo rinunciare a qualcosa, che facciamo? possiamo mai rinunciare a Sky? o a  Netflix? o a ricaricare i giga per lo smartphone? No, meglio rinunciare al Maxi Tex, che tanto ci hanno detto che l’ultimo non è un granché, oppure non prendiamo il Color che tanto noi siamo puristi e ci piace il Tex in bianco e nero, per non parlare poi del Tex romanzi a fumetti, con quello che costa ci paghiamo un mese di DAZN, vuoi mettere?    

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