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TWF - Tex Willer Forum

Claudio Nizzi necessita di una rivalutazione?


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<span style="color:red;">10 ore fa</span>, valerio dice:

Su Bonelli Padre. Mito intoccabile, ovvio. Sono nato con lui dall'ormai lontano inizio degli anni 70 e mi sono formato sulle sue storie. Tuttavia non è del tutto sbagliato dire che è invecchiato.

Capovolgo il concetto: non è che siamo invecchiati noi mentre le storie di GLB sono sempre le stesse?

Al di là dell'ovvietà di questa mia affermazione, non è che rileggendo i vecchi albi cerchiamo di rivivere le stesse emozioni di allora quando però avevamo un numero di annetti ben diverso, aspettative diverse, capacità di lettura diversa?

Ti faccio un esempio: quando lessi "Santa Cruz" ricordo ancora nitidamente quante emozioni riversò su di me quella storia.... il senso tangibile di mistero, l'inquietudine del monastero diroccato, l'atroce delitto, la sagoma dello scheletro sulle scale. Credo di averla letta un'infinità di volte.

Oggi la rileggo con occhi nuovi, ne traggo sensazioni diverse ma la ritengo sempre attualissima, più moderna che mai!

No, per me le storie di GLB non sono invecchiate e sono sempre bellissime.

Poi la penso come te: GLB è un mito, un eroe con le stimmate del genio.

Praticamente un intoccabile.

Troppe le storie che hanno lasciato un segno, i personaggi memorabili... mi considero un pò un talebano quando si parla di GLB.

Nizzi lo colloco sotto di lui, in modo direi un pò pilatesco, al secondo posto insieme agli altri sceneggiatori della saga texiana.

E' arrivato al momento giusto e ha sostituito GLB nel modo giusto.

Con alti e bassi, ma di questo abbiamo già detto.

 

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Guardate, con chi nega la pessima qualità delle storie di Nizzi post-400 non mi interessa discutere. Ho già dato. Per anni. Ogni singola volta, dimostrando, pagine e riferimenti alla mano, che avevo t

Non sei il primo che difende Nizzi con queste tesi contraddittorie, che mi sembrano una cosa tipo "non sono stato io a rubare la marmellata, e comunque era mia, ho fatto bene a mangiarla!"  

Proprio dopo aver risposto a Diablorojo, mi sono riletto, per l'ennesima volta, il Texone di Magnus, stavolta nel volume di grandi dimensioni appena pubblicato. La scelta della copertina è ancora inco

<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, Juan Ortega dice:

Capovolgo il concetto: non è che siamo invecchiati noi mentre le storie di GLB sono sempre le stesse?

Al di là dell'ovvietà di questa mia affermazione, non è che rileggendo i vecchi albi cerchiamo di rivivere le stesse emozioni di allora quando però avevamo un numero di annetti ben diverso, aspettative diverse, capacità di lettura diversa?

Ti faccio un esempio: quando lessi "Santa Cruz" ricordo ancora nitidamente quante emozioni riversò su di me quella storia.... il senso tangibile di mistero, l'inquietudine del monastero diroccato, l'atroce delitto, la sagoma dello scheletro sulle scale. Credo di averla letta un'infinità di volte.

Oggi la rileggo con occhi nuovi, ne traggo sensazioni diverse ma la ritengo sempre attualissima, più moderna che mai!

No, per me le storie di GLB non sono invecchiate e sono sempre bellissime.

Poi la penso come te: GLB è un mito, un eroe con le stimmate del genio.

Praticamente un intoccabile.

Troppe le storie che hanno lasciato un segno, i personaggi memorabili... mi considero un pò un talebano quando si parla di GLB.

Nizzi lo colloco sotto di lui, in modo direi un pò pilatesco, al secondo posto insieme agli altri sceneggiatori della saga texiana.

E' arrivato al momento giusto e ha sostituito GLB nel modo giusto.

Con alti e bassi, ma di questo abbiamo già detto.

 

GLB ha inventato Tex, E' Tex, che discorsi. Non dimentichiamo mai questo.

Però sono passati 70 anni. Hai ragionissima quando dici che NOI anche siamo invecchiati. Leggere una cosa da ragazzino con gli occhi dell'innocenza è una cosa, leggerla a 50 o 60 anni è un'altra. Però anche quelle storie sono "un pò" invecchiate secondo me. Alcune sono anche sopravvalutate per via dell'alone mitico (esempio "il giuramento", in cui a mio avviso l'unica scena davvero eccellente della storia è quella davvero epocale della morte di Lilith e del giuramento sulla tomba. Quanto avviene di li in poi è piuttosto mediocre), ma giusto così.

Comunque è giusto mettere il creatore del personaggio al di sopra di tutti. Senza di lui nulla sarebbe accaduto, e non solo su Tex eh.

Però il mondo è andato avanti e, secondo me, c'è gente che scrive meglio. Borden, per dire, è uno sceneggiatore più "capace" a mio avviso. Più moderno, più funambolico nel gestire varie situazioni. GLB era granitico, quando partiva era difficilissimo trovare sbandamenti, altri magari sbandano ma hanno un concetto più moderno e movimentato della sceneggiatura.

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  • Sceriffi

Bel topic... e bell'off-topic. :D Ci sarà da spacchettare la discussione: nel frattempo continuate pure qui, provvedo poi io successivamente.

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On 17/12/2020 at 18:58, Piombo Caldo dice:

Un altro capolavoro di Glb, per mè  è anche Terra promessa.🙋🏻‍♂️

Dopo aver letto, questo messaggio, oggi ho preso in mano l'oscar Mondadori, che contiene questa storia.

Però, prima di iniziare a parlare della storia, vorrei esprimere un giudizio, sui disegni.

Ticci, è il mio disegnatore preferito di Tex, ed anche qui fa un lavoro egregio, anche se alcuni volti di Tex, sono un po' troppo allungati.

 

Ora passiamo alla storia.

Le prime 150 pagine circa, mi hanno annoiato e non poco, questo perchè, la storia parla, del classico padrone, che comanda la cittadina, fino a quando non arriva Tex che in cinque minuti risolve tutto. I dialoghi, a differenza di altre storie del periodo, non sono molto divertenti, anzi in alcuni momenti la storia mi è sembrata molto verbosa.

Poi si cambia scenario, e qui la storia, inizia a piacermi di più, entra in scena Kento, e ci sono anche un paio di sparatorie.

La storia, alla fine mi è piaciuta, ma niente di più.

Bonelli 7 e mezzo

Ticci 8

Questa storia, ha confermato, la "critica" che muovo di più a Glb assieme a quella dei personaggi, ovvero la sua eccessiva linearità, Bonelli è uno sceneggiatore solido, le sue storie non hanno mai incongruenze, però sono molto lineari, non ci sono quasi mai colpi di scena.

 

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11 ore fa, valerio dice:

Comunque è giusto mettere il creatore del personaggio al di sopra di tutti. Senza di lui nulla sarebbe accaduto, e non solo su Tex eh.

Però il mondo è andato avanti e, secondo me, c'è gente che scrive meglio. Borden, per dire, è uno sceneggiatore più "capace" a mio avviso. Più moderno, più funambolico nel gestire varie situazioni. GLB era granitico, quando partiva era difficilissimo trovare sbandamenti, altri magari sbandano ma hanno un concetto più moderno e movimentato della sceneggiatura.

C è da fare una precisazione.Glb predilige l azione,l avventura pura ad uno snodo narrativo complesso.le sue avventure sono meno intricate magari ma non per questo meno interessanti e coinvolgenti.i dialoghi spumeggianti,le battute fulminanti, il ritmo altissimo e la capacità di Tex di non perdere mai il "barometro" fanno risultare magiche le sue storie... incredibile come ancora adesso mi tengano letteralmente incollato pagina dopo pagina... Tex è maestoso,non perde mai la sua invincibilità ma neanche la sua umanità grandiosa.

Ma le sceneggiature di Glb non erano prive di difetti e incongruenze e, soprattutto dopo il 200, iniziano un po' a sbandare...una caratteristica di Glb è quella di "dimenticarsi"alcuni personaggi non più funzionali alla storia, tanto che nel finale ci si chiede che fine abbiano fatto (mi viene in mente lo scout Dingo,per esempio...ma ci sono altri esempi).

Nizzi invece ha il vizio (o virtù)di spiegare sempre tutto, perché ritiene che al lettore di Tex piaccia.

Ma le sceneggiature sono comunque robuste, tutto torna.

Nizzi predilige il Tex "maturo" post numeri 80/90  a quello più scavezzacollo delle origini.lo usa come sbirro speciale, SEMPRE giustiziere ma più "pataccaro"(mostra troppo la Stella,più investigatore a tutto tondo). 

In Nizzi i dialoghi si tirano letteralmente dietro la storia,la ripetizione ha una funzione prettamente identificativa,l.ossessione di Nizzi per il mantenimento della serialità e per quelli che ritiene siano punti sacri e inalienabili (Tex Re Sole, Carson satellite)a lungo andare,con l impoverimento della vena creativa, hanno finito per creare un avvitamento nella narrazione stessa.

Ma quando Nizzi ha in mano un soggetto originale, riesce a maneggiarlo con maestria incredibile.la linearità della trama non è sinonimo di "piattume"ma lascia spazio a guizzi e innesti incredibilmente suggestivi:lUomo con la Frusta è un chiaro esempio...nulla è lasciato al caso,tutto torna:anche se ci sono alcune semplificazioni narrative.la bravura di un autore sta nell amalgamare bene la trama e non dimenticare per strada pezzi.nell ultimo periodo di Glb questo accade abbastanza spesso.con Nizzi non ricordo grossi errori.

 

 

 

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17 minutes ago, MacParland said:

non ci sono quasi mai colpi di scena.

 

MacParland, ti garantisco, un giorno ne avrai le ***** piene degli sceneggiatori che vanno avanti a "colpi di scena".  :rolleyes:

 

Capisco però che adesso ti sembra una cosa originale...  :P

 

(intendiamoci: non è il colpo di scena in sè il problema, quando lo sceneggiare cercandoli: per essere un vero colpo di scena deve essere una cosa imprevedibile, una sceneggiatura che va avanti a colpi di scena quindi deve avere i personaggi che fanno continuamente cose incoerenti con quello che si aspetta da loro il lettore, folli marionette in preda al vento del plot senza alcuna coerenza. Inoltre, i cosiddetti colpi di scena dopo che hai letto un po' di fumetti li fiuti a cento pagine di distanza, come il classico clichè del personaggio meno sospettato che è il colpevole, e invece di rendere la storia imprevedibile, la rendono banale e scontata e fin troppo prevedibile. Mentre invece un personaggio che si muova coerentemente avrà sempre comunque diverse opzioni che renderanno difficile prevedere la storia, anche se non sono "colpi di scena". Dopo che hai letto troppi "colpi di scena", specie se dallo stesso autore, sono la cosa più prevedibile che esista...)

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  • Sceriffi

Verissimo. Io ad esempio ad un certo punto mi sono stufato di leggere Brendon perché era diventato prevedibilissimo: a quattro pagine dalla fine, colpo di scena che ribalta tutto; nell'ultima pagina, nuovo colpo di scena che ri-ribalta tutto. Con le ultime tre-quattro storie che ho letto mi sono trovato a prevedere già a metà storia anche le virgole dell'imprevedibilissimo finale. :rolleyes:

 

Anche nelle storie di Tex, riesco a rileggere con piacere quelle che puntano molto sull'intreccio, l'intrigo e i colpi di scena solo se le ho già parzialmente dimenticate (ed è difficile, proprio perché grazie ai colpi di scena rimangono maggiormente impresse); rileggo con più piacere quelle con un intreccio magari più prevedibile, ma con personaggi caratterizzati bene, dialoghi scoppiettanti e situazioni divertenti, proprio perché si fanno leggere con l'interesse non puntato sul che cosa (già noto), ma sul come.

 

Nelle serie Tv, invece... i colpi di scena sono come le anafore e la retorica da quattro soldi nel giornalismo: hanno veramente scassato la penna, sempre per citare gli Squallor.

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Stesso motivo per cui ho smesso di leggere Jo Nesbo. O di guardare telefilm come Alias o Lost o American Horror Story (dopo le prime serie) o How to Get Away with Murder (il peggio assoluto). I colpi di scena a ripetizione sono stucchevoli e noiosi. E, quando fanno il giro completo, ridicoli.

 

 

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Ma non credo che il pard volesse intendere colpi di scena funambolici a getto continuo.

Ma magari di un certo numero di colpi di scena, cosa di cui, peraltro, proprio Borden è maestro (sempre nei limiti che Tex impone, chiaramente).

Personalmente non ho bisogno di grandi colpi di scena, però anche una eccessiva staticità, forse, può risultare noiosa e antiquata. E questa staticità ha bisogno davvero di grandi e appassionanti dialoghi, se vuol risultare "bella".

Per esempio, siccome è il topic di Nizzi, ho riletto di recente Sioux. Storia eccellente. Però succede davvero poco. E' la classica storia di guerriglia, quasi non si spara un colpo. Confesso che ho rischiato di annoiarmi, non fosse stato per i dialoghi strepitosi mi sarei certamente annoiato. Cosa che non rischia certamente di accadere ne "l'uomo con la frusta" dove accade di tutto, compreso un bel plotone di esecuzione e Tex che pensa di essere alla fine della pista.

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5 ore fa, borden dice:

How to Get Away with Murder (il peggio assoluto). I

no dai ti prego:( è una delle mie serie preferite:( a parte che non ci ho visto tutti questi colpi di scena, che comunque non fanno male entro certi limiti( forse perchè non riesco mai a indovinarli) 

insomma, meglio quelli che tutto prevedibile, considerato che i colpi di scena per me non sono mai prevedibili.

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red;">15 ore fa</span>, virgin dice:

Nelle serie Tv, invece... i colpi di scena sono come le anafore e la retorica da quattro soldi nel giornalismo: hanno veramente scassato la penna, sempre per citare gli Squallor.

Per fortuna non guardo serie Tv!:)

 

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, valerio dice:

Ma non credo che il pard volesse intendere colpi di scena funambolici a getto continuo.

Esatto! Colpi di scena, alla Ray Clemmons capo degli innocenti.

Per fare un confronto tra Glb e Boselli, oggi ho riletto "Sulle piste di Fort Apache", che tra le altre cose, anche un'altro pard, oggi ha recensito nel topic apposito.

Anche questa volta inizio dai disegni.

Ortiz, fa un lavoro discreto, molto bella Liz Starrett, anche Laredo e Parkman sono disegnati egregiamente, però alcune scene di battaglia soprattutto nel terzo albo, le ho trovate un po' confusionarie.

 

Cosa ha di originale questa storia?

Nulla, è la classica storia esercito contro indiani ribelli.

Però, questa storia è bellissima, perchè anche se la trama è molto "semplice", i personaggi sono talmente belli e ben caratterizzati, che fanno fare alla storia un salto di qualità.

Proprio per questo, per me Boselli è migliore rispetto a Glb.

I personaggi del vecchio, sono sempre o buoni o cattivi, e certe volte (molto rare) stupidi.

I personaggi di Boselli, sono caratterizzati meglio, e molte volte sono personaggi grigi. (Ogni tanto, però, passano da cattivi a buoni nel corso della storia, come accade anche qui.)

Per non parlare poi delle trame, quelle di Glb, sono molto classiche e lineari, senza però eccessivi sbandamenti.

Mentre Boselli, crea storie più complesse,  " Omicidio in Bourboun Street" "El Supremo" "L'ombra del Maestro",  solo per citarne alcune.

Tornando alla storia, i miei voti sono:

Boselli 9

Ortiz 8 meno

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4 minutes ago, MacParland said:
 

Ma non credo che il pard volesse intendere colpi di scena funambolici a getto continuo.

 

Ma nemmeno io mi limito a quelli. La maggior parte dei "colpi di scena" possono essere prevedibilissimo o assurdi anche da soli... l'abuso di colpi di scena può essere estremamente fastidioso, ma per "abuso" intendo anche come fa Chiaverotti, metterci sempre il colpo di scena alla fine e sempre allo stesso modo. Stufa, e invece di essere una sorpresa, sai già che ci sarà. Lì alla fine a distruggere ogni coerenza della storia.  Anche se è uno solo per storia.

 

Idem per i personaggi all'apparenza "buoni" che si rivelano essere doppiogiochisti: dopo che ne hai letti un po' li becchi subito. E infatti...

 

8 minutes ago, MacParland said:

Esatto! Colpi di scena, alla Ray Clemmons capo degli innocenti.

 

...che Clemmons fosse il capo degli innocenti era chiarissimo da subito, altro che "colpo di scena". Lo è stato al massimo per Carson! :P

 

Ma secondo me nemmeno Boselli l'ha inteso come "colpo di scena", ha dato abbondanti indizi al lettore prima, in maniera che lo capisse prima di Carson (fa capire le cose al lettore prima che all'eroè è anche una efficace tecnica per creare tensione. O per ridicolizzare l'eroe, dipende da chi scrive...)

 

Il fatto che MacParland non l'avesse capito prima dimostra anche il perché gli piacciono i colpi di scena: non ha ancora imparato a prevederli, per lui sono ancora "nuovi e originali"  :)

(come per tutti, all'inizio... è alla lunga che diventano ripetitivi, prevedibili e noiosi...)

 

Boselli non ha trattato il doppio gioco di Clemmons come il perno su cui gira tutta la storia: se l'avesse fatto, ne sarebbe venuta fuori probabilmente una di quelle storie con rileggi mai, un "giallo" abbastanza banale dove il colpevole è "quello che non sospetteresti mai"...  e infatti proprio per questo tutti i lettori (o quasi) sospettano di lui dall'inizio! :laugh:

 

No, la storia verte su "cosa faranno questi personaggi quando si incontreranno dopo tanti anni?". Ed è proprio una struttura simile a renderla non prevedibile: avere personaggi con diverse opzioni davanti, tutte plausibili. O personaggi ancora sconosciuti, come Lena, che "scopri" pian piano nel corso della storia con le sue scelte. (altro che presentarla magari subito come buona e angelica e poi alla fine fare la "sorpresona" di mostrare che era tutta una finta, rendendola un personaggio alla fine privo di una personalità coerente e quindi non memorabile)

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29 minuti fa, Diablero dice:

 

...che Clemmons fosse il capo degli innocenti era chiarissimo da subito, altro che "colpo di scena". Lo è stato al massimo per Carson! :P

 

Ma secondo me nemmeno Boselli l'ha inteso come "colpo di scena", ha dato abbondanti indizi al lettore prima, in maniera che lo capisse prima di Carson (fa capire le cose al lettore prima che all'eroè è anche una efficace tecnica per creare tensione. O per ridicolizzare l'eroe, dipende da chi scrive...)

 

Io non l'avevo capito. Avevo solo 16 anni, ma non l'avevo capito. O meglio, non l'ho capito fino alla vignetta in cui Clemmons manda Carson a dare la caccia a Waco Dolan, augurandogli buona fortuna ma con la faccia dispiaciuta. Quello è il momento in cui Boselli svela al lettore il doppio gioco di Clemmons, e lì per me fu un entusiasmante colpo di scena. 

Come colpo di scena è anche Lena che tramortisce Clemmons, Donna che è figlia di Carson, Clemmons che salva Kit Willer. È tutta un colpo di scena, quella storia, altroché.

 

Solo che c'è colpo di scena e colpo di scena. Se questo è proposto tanto per colpire il lettore ma va a detrimento della coerenza della storia, allora è solo un colpo basso dello sceneggiatore, è una ciliegia che affossa la torta; se, al contrario, è qualcosa di davvero inaspettato ma assolutamente plausibile e coerente, allora quello è non solo un colpo di scena, ma anche un colpo da maestro dello sceneggiatore. E, sarà che avevo 16 anni e non ero ancora un esperto lettore, per me il viso dispiaciuto di Clemmons mentre condanna a morte Carson è un colpo da maestro vero, un colpo di scena autentico. Così come quell'altro sguardo, alcune pagine dopo, quegli occhi di Lena appuntati sulla nuca di Carson mentre parla del padre di sua figlia...

 

per favore, non scherziamo con i sentimenti.

Edited by Leo
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Per me un colpo di scena è qualcosa che platealmente va contro tutto quello che ti aspettavi. È qualcosa che, appunto, in un film verrebbe sottolineato dalla musica drammatica, e la telecamera che inquadra in primo piano il volto dell'assassino e.... INCREDIBILE! È (guarda caso) l'unico "insospettabile"!

 

Se c'è un piccolo indizio che potrebbe permettere, ai pochi che se ne accorgono, di capire che era lui l'assassino, quello un indizio, non un colpo di scena.

 

Se di un personaggio di cui non sappiamo molto ci viene svelato un risvolto inaspettato, quella è una rivelazione, non un colpo di scena.

 

Il "colpo di scena" del fatto che Clemmons è il capo, avviene solo nel momento in cui viene detto esplicitamente nella pagina 147 della storia (sto facendo riferimento al volume unico). Prima, Boselli semina indizi, e il fatto che ne abbia seminati tanti (tanti che l'avevi capito anche a 16 anni) indica per me che non voleva davvero essere un "colpo di scena" per il lettore, quanto una svolta drammatica della storia: Kit Carson in questo momento ha scoperto che il suo amico è il capo dei rapinatori e che lo ha mandato in una trappola: cosa farà adesso?

 

(comunque, l'incipit fa capire da subito che è una faccenda personale per Carson, quando subito presentano Ray Clemmons come il grande amico, è chiaro che o muore o lo tradisce per rendere la cosa "personale" per Carson. L'annuncio fa capire che Clemmons è ancora vivo: 1+1+1=3)

 

Lena che colpisce Carson non è (per fortuna) un "colpo di scena" (anche se Kit Willer lo definisce tale nella pagina dopo, ma Kit è poco più grande di quello che eri tu all'epoca :P): se lo fosse sarebbe una cosa che prende completamente di sorpresa, magari anche tradendo tutto quello che sappiamo di lei (Ah ah, maledetto Carter, Lena non è davvero Lena, ma è Stanislao Moulinsky travestito da Lena!). Ma, anche se Carson in quel momento è tanto infuriato che non le crede o non l'ascolta, il lettore sa già che Lena prova dei sentimenti per Carson. L'ha già vista rischiare la vita per salvarlo, quindi il fatto che lo stordisca appare una cosa logica e conseguente. Attenzione: NON UNA COSA OVVIA. Perchè a quel punto potrebbero anche accadere altre cose, potrebbe essere Carson a stordirla per inseguire Clemmons, potrebbe corrergli dietro continuando a dirgli di tornare indietro, potrebbe gettarsi davanti a Carson beccandosi la pallottola destinata a lui (anche questa, una scelta narrativa ormai troppo abusata).

Sono due personaggi che conosciamo "un po'": Carson dovremmo conoscerlo, ma questo è un Carson più giovane ed è diverso dal Carson a cui siamo abituati, mentre di Lena ancora sappiamo poco. Mettere questi personaggi in una situazione drammatica in cui devono fare scelte difficili è un ottima maniera per farceli conoscere meglio.

Carson è amareggiato dal tradimento di Clemmons e soprattutto di Lena, che crede sua complice. Il fatto che la cosa lo faccia infuriare fino a non ascoltarla (dopo che lei ha rischiato la vita per salvarlo dall'esplosione) ci mostra, ci RIVELA, che con Lena non era un flirt con l'ennesima ragazza conosciuta in un Saloon, Carson si sente tradito non solo da Clemmons.

Lena teme per la vita di Carson, tanto da aver rischiato la sua per salvarlo, ma non è bastato. Vede Carson andare incontro (secondo lei) alla morte, e deve prendere una decisione in una frazione di secondo. E lo colpisce, stordendolo.

Con quell'azione Lena si RIVELA essere una donna indipendente e decisa, che non si limita ad implorare Carson, ma fa quello che (crede) di dover fare per salvarlo. A costo di sacrificare ogni possibilità di riconciliazione con lui.

Per me quella scena è una scena di rivelazione: svela sia il perché Carson non abbia più visto sia Lena che Ray per vent'anni, sia il fatto che fra loco ci fosse qualcosa di più profondo di un "divertimento di una notte". Ma non va "contro" le cose che già sapevamo di loro.

 

La scena con lo sguardo a Lena verso Carson parlando del padre della figlia... all'epoca gran parte dei lettori non se ne accorse minimamente. Mi ricordo ancora su TWO quelli scandalizzati solo all'idea che altri lettori avessero potuto leggere una cosa così "assurda" in uno sguardo "innocente" (non mi ricordo le parole esatte, ma queste credo rendano l'idea), anzi all'epoca credo che chi se accorse, persino in un forum di criticoni ad oltranza che spulciavano le storie tavola per tavole, quelli che colsero quello sguardo fossero pochi, figurati fra il grande pubblico. Già questo per me lo squalifica dall'essere un "colpo di scena" (anche se per me quello sguardo era ultra evidente, e chiarissimo, mi sono rassegnato al fatto che non tutti leggono con la stessa attenzione a cose tipo i dialoghi e gli sguardi)

 

Poi, bisogna ricordarsi QUANDO avviene quello sguardo: siamo alla fine di una scena di rivelazione, in cui Lena sta spiegando a Carson che non è fuggita con Clemmons e il denaro, ma anzi si è rifugiata, dopo essere sfuggita ai vigilantes, in una piccola casa isolata, allevando da sola (con il vecchio servitore) una figlia.

Quello sguardo è appaiato, nella stessa pagina, al commento di Carson che ancora dopo tanti anni è convinto che Lena l'abbia colpito per salvare Rai, e fa capire QUANTO Carson si sbagli.

 

Io vedo sviluppo e definizione dei personaggi e delle loro relazioni, non "colpi di scena"...

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8 ore fa, Diablero dice:

Per me un colpo di scena è qualcosa che platealmente va contro tutto quello che ti aspettavi. È qualcosa che, appunto, in un film verrebbe sottolineato dalla musica drammatica, e la telecamera che inquadra in primo piano il volto dell'assassino e.... INCREDIBILE! È (guarda caso) l'unico "insospettabile"!

 

Quando Clemmons dice a Davey e Buck (peraltro col carattere in grassetto) di GUARDARE LE SPALLE a Carson, e un secondo dopo un Clemmons rammaricato dice tra sé e sé: "addio, amico", io capii. Per me il colpo di scena è lì, non nella scena della successiva rivelazione, e ricordo che, disteso sul mio letto dove stavo leggendo prima di andare a giocare a pallone, pensai: "non ci credo!". Non l'avrei mai sospettato. Ero ancora un ingenuo lettore? Oggi sgamerei subito il bluff di Boselli? Ho il sospetto di sì, ma per il me dell'epoca fu un colpo di scena proprio nel senso che hai detto tu: "NON CI CREDO!".

 

8 ore fa, Diablero dice:

se lo fosse sarebbe una cosa che prende completamente di sorpresa, magari anche tradendo tutto quello che sappiamo di lei (Ah ah, maledetto Carter, Lena non è davvero Lena, ma è Stanislao Moulinsky travestito da Lena!). Ma, anche se Carson in quel momento è tanto infuriato che non le crede o non l'ascolta, il lettore sa già che Lena prova dei sentimenti per Carson. L'ha già vista rischiare la vita per salvarlo, quindi il fatto che lo stordisca appare una cosa logica e conseguente. Attenzione: NON UNA COSA OVVIA. Perchè a quel punto potrebbero anche accadere altre cose, potrebbe essere Carson a stordirla per inseguire Clemmons, potrebbe corrergli dietro continuando a dirgli di tornare indietro, potrebbe gettarsi davanti a Carson beccandosi la pallottola destinata a lui (anche questa, una scelta narrativa ormai troppo abusata).

Sono due personaggi che conosciamo "un po'": Carson dovremmo conoscerlo, ma questo è un Carson più giovane ed è diverso dal Carson a cui siamo abituati, mentre di Lena ancora sappiamo poco. Mettere questi personaggi in una situazione drammatica in cui devono fare scelte difficili è un ottima maniera per farceli conoscere meglio.

Carson è amareggiato dal tradimento di Clemmons e soprattutto di Lena, che crede sua complice. Il fatto che la cosa lo faccia infuriare fino a non ascoltarla (dopo che lei ha rischiato la vita per salvarlo dall'esplosione) ci mostra, ci RIVELA, che con Lena non era un flirt con l'ennesima ragazza conosciuta in un Saloon, Carson si sente tradito non solo da Clemmons.

Lena teme per la vita di Carson, tanto da aver rischiato la sua per salvarlo, ma non è bastato. Vede Carson andare incontro (secondo lei) alla morte, e deve prendere una decisione in una frazione di secondo. E lo colpisce, stordendolo.

Con quell'azione Lena si RIVELA essere una donna indipendente e decisa, che non si limita ad implorare Carson, ma fa quello che (crede) di dover fare per salvarlo. A costo di sacrificare ogni possibilità di riconciliazione con lui.

Per me quella scena è una scena di rivelazione: svela sia il perché Carson non abbia più visto sia Lena che Ray per vent'anni, sia il fatto che fra loco ci fosse qualcosa di più profondo di un "divertimento di una notte". Ma non va "contro" le cose che già sapevamo di loro.

 

Anche qui io, al momento della lettura, ne ricavai un'interpretazione diversa, cadendo come un salame nella trappola di Borden. Per me il colpo di scena fu nell'AZIONE di Lena, che avrebbe potuto fare qualsiasi cosa ma il fatto di tramortire Carson (magari rischiando pure di ammazzarlo, in verità) non me l'aspettavo. Saltai dal letto anche quella volta. E poi, in verità, sul momento pensai che Lena volesse davvero salvare Clemmons, non Kit, e che Lena fosse solo "davvero brava a raccontare storie". 

Che Lena non fosse complice di Clemmons, nonostante quello che dice lei al momento dell'esplosione in miniera, io l'ho appreso solo "venticinque anni dopo", insieme a Carson.

 

8 ore fa, Diablero dice:

La scena con lo sguardo a Lena verso Carson parlando del padre della figlia... all'epoca gran parte dei lettori non se ne accorse minimamente. Mi ricordo ancora su TWO quelli scandalizzati solo all'idea che altri lettori avessero potuto leggere una cosa così "assurda" in uno sguardo "innocente" (non mi ricordo le parole esatte, ma queste credo rendano l'idea), anzi all'epoca credo che chi se accorse, persino in un forum di criticoni ad oltranza che spulciavano le storie tavola per tavole, quelli che colsero quello sguardo fossero pochi, figurati fra il grande pubblico. Già questo per me lo squalifica dall'essere un "colpo di scena" (anche se per me quello sguardo era ultra evidente, e chiarissimo, mi sono rassegnato al fatto che non tutti leggono con la stessa attenzione a cose tipo i dialoghi e gli sguardi)

 

Poi, bisogna ricordarsi QUANDO avviene quello sguardo: siamo alla fine di una scena di rivelazione, in cui Lena sta spiegando a Carson che non è fuggita con Clemmons e il denaro, ma anzi si è rifugiata, dopo essere sfuggita ai vigilantes, in una piccola casa isolata, allevando da sola (con il vecchio servitore) una figlia.

Quello sguardo è appaiato, nella stessa pagina, al commento di Carson che ancora dopo tanti anni è convinto che Lena l'abbia colpito per salvare Rai, e fa capire QUANTO Carson si sbagli.

 

Io vedo sviluppo e definizione dei personaggi e delle loro relazioni, non "colpi di scena"...

 

Su questo siamo d'accordo, ma oggettivamente la rivelazione, implicita quanto si voglia, della paternità di Carson è un colpo di scena, se non nella storia, per quanto hai correttamente scritto tu, senz'altro lo è nella logica della "saga" ;)

Edited by Leo
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Per parlare del Capolavoro boselliano, invito a scrivere nel thread apposito.

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Per scrivere di Nizzi dovrei rileggere le sue storie, quindi scrivo in base ai ricordi. E i ricordi non sono buoni, perché ricordo tante storie con il superpotere più grande che ha Tex, la fortuna. Tex che si abbassa per caso al momento che gli sparano, e cose così. Del resto lo faceva anche glb, ricordo in doppio gioco Tex che si salva per aver accarezzato un cane. Probabile che il mio giudizio sia oscurato dalla seconda fase di Nizzi, vedrò di dare alla sue prime storie una seconda chance. Su Nolitta avevo buoni ricordi, ma lì ero un lettore più giovane, ed essendo anche un suo fan ho riletto alcune delle sue storie ed in effetti non era proprio Tex. Riguardo a Boselli mi è piaciuto, fra le altre cose, proprio quello di aver limitato l'abuso del fattore fortuna in Tex, che un po' rimarrà sempre, è pur sempre uno che è passato in migliaia di sparatorie cavandosela sempre con ferite non mortali e a prova di infezione. Adesso Tex è come dire più 'scafato', no che non lo fosse anche prima, ma adesso è più consapevole delle situazioni in cui si muove ed esercita sempre un controllo vigile sulle possibili avversità anche per mezzo della grande esperienza che ha accumulato. Che tradotto in sceneggiatura significa il ricorso a meno scorciatoie e a più olio di gomito per trovare soluzioni più credibili.

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Buongiorno e buon anno a tutti anche se in ritardo

Forse vi sembrerò un po ripetitivo nei confronti di Nizzi

é vero che l'editore Sergio Bonelli gli aveva chiesto di restare fedele al canone Texano creato dal buon Gianluigi e in questo Nizzi ci è riuscito molto bene

Quello che posso dire favore di Nizzi è che ha saputo impiegare personaggi come Jim Brandon ed El Morisco molto più spesso visto che dal 250 circa erano scarsamente utilizzati dal creatore di Tex

Nizzi ha saputo scrivere molte avventure a mio parere avvincenti ambientate in Canada e con protagonisti quasi sempre Brandon e Gross Jean e su questo pur allontanonandosi dal genere di scrittura da Gianluigi Bonelli tirava sempre fuori ottime storie certo agevolate dal buon Fernando Fusco che tirava fuori il meglio di se in queste ambientazioni

Credo che questo ciclo di ottime storie sia durato fino al 400 circa dopo che ha avuto la sua prima crisi creativa

Il suo secondo ciclo di storie che dura fino al 500 ha avuto alti e bassi e li è stato coadiuvato da Canzio prima e poi da Medda e Boselli

Francamente rieggendo le storie dal 400 al 500 scritte da Nizzi non ne trovo una al di sotto della sufficienza a ci sono molti segnali di stanchezza comunque

L'uomo senza passato e congiura contro Custer le metto nella categoria dei capolavori sia come trame che come sviluppo

Il 500 che in molti definiscono deludente io lo vedo come un omaggio ala memoria della moglie Lilith e narra il profanamento della sua tomba da Tex vendicato

Fra le storie da salvare nel periodo 500 600 ne metto parecchie ma ne nomino 4 o 5

Athabaska Lake che narra dell'accusa di spionaggio a Jim Brandon  Il mercante Francese da molti molto sottovalutata come storia e Sul Sentiero dei Ricordi a mio aviso seguito ideale del 500

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El Morisco dove lo mette Nizzi, che ora mi sfugge? Non mi pare lo metta così spesso....ma ho poca memoria.

Su quelle nel grande nord concordo, era nelle sue corde e ha quasi sempre fatto bene, persino nei suoi anni bui.

Nei 400 io metterei tra i capolavori o quasi L'uomo senza passato (che però ha un finale affrettato), Le colline dei Sioux (soprattutto per il finale straordinario ma non solo) e il Presagio. Quella di Custer è ambiziosa e molto ben approfondita, ma non di rado annoia un pò, a mio parere.

Nei 500, il mercante francese la trovo molto noiosa. Le altre ci sta.

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El Morisco viene utilizzato da Nizzi mi sembra in due sole storie...nell' ottima "Gli Spiriti del Deserto"gli serve per innescare l ingresso di un altro studioso interessante,il Professor Doberado...

Nell'avventura in Yukatan Morisco è parte attiva.

 

Brandon e Gros Jean vengono utilizzati da Nizzi in molte storie, gli piacciono da impazzire come personaggi e si vede... Gros Jean viene "storpiato"da Nizzi che gli fa sostanzialmente prendere il posto di Pat Mac Ryan nella saga (che Nizzi non sopporta,lo dice lui stesso)... dico storpiare, perché Gros Jean nelle storie di Nizzi praticamente si dimentica l uso del fucile (nelle prime storie Glb lo fa chiamare "il Grande cacciatore" dagli Indiani)e usa solo praticamente la sola forza bruta... errore di Nizzi perché il nostro"coureur de bois"metis il fucile lo sapeva usare BENISSIMO all'inizio...va be'.

Brandon è utilizzato splendidamente da Nizzi.

Montales viene "riesumato"da Nizzi ed è un suo merito, anche se "il vestito da governatore"che Nizzi gli cuce addosso lo istituzionalizza troppo a parer mio e lo ha ingessato un po'...va be'

Un suo innesto azzeccato nella serie, magari  Borden non è d accordo con me 😜, è stato l inserimento del Generale Davis...a me piace perché ha dato il via a storie indiane meravigliose e fa da contraltare agli arroganti militari che Tex ogni tanto incontra... già l'idea di renderlo graficamente sempre con la giubba d ordinanza e con il fazzoletto della cavalleria al collo è un chiaro segnale che rendono Davis "alla buona"rispetto agli altri ufficiali pieni di pennacchi e patacche...

Ah,chi non ricorda quando Tex fa volare dalla finestra un senatore!!😆

Tra una torta di mele e una bistecca aita tre dita... ovviamente 😉

 

 

Edited by Barbanera
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1 hour ago, andreadelussu74@gmail.com said:

Quello che posso dire favore di Nizzi è che ha saputo impiegare personaggi come Jim Brandon ed El Morisco molto più spesso visto che dal 250 circa erano scarsamente utilizzati dal creatore di Tex

 

Dopo il 250 sono state pubblicate mi sembra poco più di una dozzina di storie di GL Bonelli, fra cui diverse storie scartate e riproposte con modifiche di altri. Stai confrontando quelle poche storie scartate e rifatte con tutte le centinaia di albi scritti in seguito da Nizzi?  :blink:

 

E inoltre, l'averli usarti spesso, per te è un merito maggiore dell'aver CREATO quei personaggi???  :rolleyes:

 

1 hour ago, andreadelussu74@gmail.com said:

Il 500 che in molti definiscono deludente io lo vedo come un omaggio ala memoria della moglie Lilith e narra il profanamento della sua tomba da Tex vendicato

 

Non è vero...  :rolleyes:

 

Cioè, ormai mi sono rassegnato al fatto che ci sia gente a cui, incredibilmente, sia piaciuta quella offensiva ciofeca incoerente. Non sto parlando di questo, i gusti sono gusti (anche quando sono di...)

 

Sto dicendo che, semplicemente, nella storia quello che dici NON accade. Tex non si "vendica" dei profanatori della tomba.

 

Dopo aver giurato vendetta (in maniera abbastanza burocratica) a pagina 21, al pagina 33 si è già scordato tutto (o meglio, se l'è scordato Nizzi) ed è già tornato Texoldo Sbaffini e parla solo di mangiare. E quando raggiunge i banditi, non fa più il minimo cenno a nessuna vendetta: gli intima la resa per ARRESTARLI, e portarli in cella, come normalissimi rapinatori. È lavoro, da "sbirro", nulla di personale.

 

(e, come ricordo ogni volta che si parla di questa storia, è una colossale violazione del "canone" texiano: se davvero si fosse studiato con attenzione le storie di GL Bonelli, o se le fosse almeno ricordate, Nizzi avrebbe ricordato che nessuno deve sapere della caverna dell'oro, che se qualcuno a conoscenza della caverna dell'oro parlasse, sarebbe la fine dei navajos, la loro rovina, nemmeno Tex potrebbe salvarli. Eppure in questa storia Tex fa rinchiudere banditi che sanno ritrovare la caverna, vivi, in penitenziario, con centinaia di altri criminali che verranno a sapere dove poter diventare ricchi...  si parla spesso degli errori fatti da Nizzi nel Ritorno a Culver City ma quelli che fa qui per me sono molto più gravi, davvero da penna rossa e bocciatura)

Edited by Diablero
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Credo che Nizzi abbia scritto storie bellissime, penso a "La congiura", "Fuga da Anderville", "La tigre nera", "Il bisonte bianco", "L'uomo serpente" etc, poi ha avuto un calo, forse perché si è sobbarcato troppo lavoro tutto insieme e le idee sono finite, ricordo che per un certo periodo le sue storie erano quasi dei semplici gialli, non che questo genere di storie mi dispiacciano, anzi, però non c'era più il vero Tex, adesso invece che viene chiamato in causa "una volta ogni" riesce ad esprimersi mantenendosi su un buon livello, credo che questo ragionamento posiamo farlo anche per Galep o per chiunque altro. 

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29 minuti fa, Diablero dice:

. E quando raggiunge i banditi, non fa più il minimo cenno a nessuna vendetta: gli intima la resa per ARRESTARLI, e portarli in cella, come normalissimi rapinatori. È lavoro, da "sbirro", nulla di personale.

Vero... episodio che è pessimo e infatti lo ritengo una pesante violazione dei canoni texiani.a parimerito con Montezuma e Il Ponte di Roccia... letto due volte e mai più ripreso.

Edited by Barbanera
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