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Claudio Nizzi necessita di una rivalutazione?


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<span style="color:red;">47 minuti fa</span>, Piombo Caldo dice:

Ma per me Sergio Bonelli ha avuto il grande demerito  di non affiancare a Nizzi  Mauro Boselli cosa che doveva fare molti anni prima,anche se era impegnato a rilanciare Zagor.Per quanto riguardava Nizzi invece penso che lui volesse essere lo seneggiatore principale di Tex per poi diventarne curatore.

Io non ho mai avuto la pretesa che Nizzi ne diventasse il curatore di Tex

Speravo che almeno Sergio Bonelli imponesse un target di dialoghi fra i pards simile a quello di Nizzi

Ripeto le sue sceneggiature finchè era in forma erano ottime

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Guardate, con chi nega la pessima qualità delle storie di Nizzi post-400 non mi interessa discutere. Ho già dato. Per anni. Ogni singola volta, dimostrando, pagine e riferimenti alla mano, che avevo t

Non sei il primo che difende Nizzi con queste tesi contraddittorie, che mi sembrano una cosa tipo "non sono stato io a rubare la marmellata, e comunque era mia, ho fatto bene a mangiarla!"  

Proprio dopo aver risposto a Diablorojo, mi sono riletto, per l'ennesima volta, il Texone di Magnus, stavolta nel volume di grandi dimensioni appena pubblicato. La scelta della copertina è ancora inco

  • Collaboratori
2 ore fa, Barbanera dice:

Sergio Bonelli ha avuto il grande merito di essersi reso conto che lui non era in grado di scrivere Tex.

 

Questo per me non è vero. Nolitta aveva una personalità diversa dal padre e sicuramente era convinto di non aver fallito su Tex (anche perché così è stato).

 

Il fatto che in ogni intervista ribadisse di non sentirsi uno scrittore non deve essere travisato, lui era uno scrittore, due dei suoi personaggi, Zagor e Mister No, sono ancora in edicola.

 

Per una serie di motivi ha dovuto rinunciare a essere l'erede predestinato del padre, dopo un promettente debutto che aveva comunque disorientato molti lettori (qualcosa doveva essergli pervenuto anche con il famoso sondaggione).

 

Il primo motivo è che doveva occuparsi della Casa editrice, di tutte le collane, di tutti i dipendenti, rispondere ai lettori, individuare nuovi autori e disegnatori ecc. In questo era aiutato da Canzio ma era lui che prendeva le decisioni. Semplicemente non aveva il tempo di scrivere e quando ancora lo faceva, scriveva a casa la domenica.

 

Il secondo motivo è che non sentiva probabilmente Tex nelle sue corde, lo scrisse perché Tex era "il pane" della casa editrice (oggi lo è ancora) e non c'era nessun altro che volesse prendersi questa briga tra i vari D'Antonio della Casa editrice. Ecco perché Nizzi, che aveva come lui una formazione "domenicale" nel senso che aveva un lavoro stabile per la Fiat Trattori, dopo una formazione di qualche anno (tra Mister No e la lettura dell'intera collana di Tex che non conosceva bene essendone stato solo un lettore saltuario) fu subito messo a scrivere le storie del ranger con risultati che furono subito felici. A Nizzi era stato promesso all'inzio di non essere lasciato solo nello sceneggiare Tex, cosa che invece avvenne in un baleno.

 

Il terzo motivo è che Sergio era incapace di dar seguito alle sue stesse collane. Smise di scrivere Zagor a fine anni settanta quando era comunque la seconda testata di punta della Bonelli probabilmente per dedicarsi al personaggio che preferiva, Mister No, nato a meta anni settanta come miniserie estiva che continuò le pubblicazioni sull'onda del successo delle vendite, che abbandonerà a sua volta nei primi anni novanta (salvo riprenderlo nel 2005 con una storia fiume per concludere la collana che si avviava alla chiusura, un qualcosa di dovuto insomma). 

 

Ci sono poi le storie che scrisse in occasione della crisi di Nizzi (1992). Stato di necessità anche questo. Una storia lunghissima per Letteri, una storia con Giolitti con il quale desiderava collaborare, una storia per Galep lasciata interrotta dopo il primo albo, ceduta a Boselli che si occuperà, nei successivi anni, anche dei suoi soggetti che non fu mai capace di trasformare in storie di Tex.

  • +1 2
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  • Sceriffi
<span style="color:red;">37 minuti fa</span>, andreadelussu74@gmail.com dice:

Si esatto stavo pure su Tex Willer online

 

Me lo ricordo perché mi era rimasto impresso il termine (per altro inesistente, o forse dialettale?) "epitecchi".

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Sergio non scriveva Tex, ma scriveva belle storie. Io le rileggo volentieri. certo, Tex lo si riconosce appena, ma raramente mi annoia. E cmq uno che ha scritto El Muerto merita rispetto. Quella veramente ma veramente noiosa è quella interminabile con Letteri.

Mamma mia che polpettone inutile.

Ma si sa, doveva murare il buco Nizziano in piena crisi.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, valerio dice:

Ribadisco, prendiamoci il buono che ha fatto, che è davvero tanto. Non dimentichiamo anche tutti i primi texoni, quasi tutti splendidi, anche quelli più "elementari" dal punto di vista della vicenda, grazie all'uso di dialoghi irresistibili e, forse, irripetibili.

Il peggio lo conosciamo, lasciamolo perdere. Ma comunque io trovo che anche nella fase brutta, ci siano cose discrete. Si sta un pò enfatizzando questo declino Nizziano. Rio Hondo o Puerta del diablo sono, per dirne due, lavori molto godibili e arrivo a dire, escluso Boselli, di una qualità superiore a chiunque scriva oggi Tex. Quindi qualcosa da salvare, anche li, c'è.

Sono d'accordo, se Nizzi non avesse scritto quelle tre o quattro storie e non di piu davvero  orribili per me sarebbe sul gradino piu alto del podio

(insieme a Boselli naturalmente)

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Just now, Piombo Caldo dice:

Sono d'accordo, se Nizzi non avesse scritto quelle tre o quattro storie e non di piu davvero  orribili per me sarebbe sul gradino piu alto del podio

(insieme a Boselli naturalmente)

Ma lo è lo stesso, via. Alla pari col nostro Borden.

E' gente che ha fatto la storia di Tex.

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, valerio dice:

Sergio non scriveva Tex, ma scriveva belle storie. Io le rileggo volentieri. certo, Tex lo si riconosce appena, ma raramente mi annoia. E cmq uno che ha scritto El Muerto merita rispetto. Quella veramente ma veramente noiosa è quella interminabile con Letteri.

Mamma mia che polpettone inutile.

Ma si sa, doveva murare il buco Nizziano in piena crisi.

Daccordissimo anche su quresto.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, valerio dice:

Quella veramente ma veramente noiosa è quella interminabile con Letteri.

Mamma mia che polpettone inutile.

Ma si sa, doveva murare il buco Nizziano in piena crisi.

Penso si stia parlando degli uomini giaguaro. Giusto?

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Penso si stia parlando degli uomini giaguaro. Giusto?

Esattamente.

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Nizzi ha il MESTIERE. Non possiede l'ampiezza di vedute, la capacità di variare situazioni e temi,  di osare, e nemmeno la cultura specialistica del genere western che ha Boselli, ma signori... che mestiere! Leggete Un capestro per Kit o quella uscita nei mesi scorsi sulla regolare disegnata da Filippucci... notate come gestisca ogni scena, il controllo dei dialoghi, come tutto sia dannatamente fluido. Scrivere Tex non è affatto facile, e se a ottant'anni suonati è stato richiamato in sella, qualcosa deve pur significare!

 

E ricordo che Nizzi  ha scritto anche molti impareggiabili Nick Raider, e migliaia, migliaia di storie per Giornalino, Corriere dei Piccoli, riduzione di romanzi... spesso è stato trattato come l'ultimo dei principianti perché, innegabile, ha scritto diverse storie non riuscite... però si è esagerato con lui. Bisogna prenderne atto.

 

 

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Ha il mestiere, che gli permette, appunto, di essere uno dei due (tre se proprio vogliamo esagerare) in grado di scrivere Tex.

Però, se è pur vero che spesso è rimasto un pò sul non troppo elaborato, seppur bellissimo, a volte ha dimostrato di saper anche scrivere storie ben elaborate con ottimi risultati (pensate solo a tutto ciò che accade ne l'uomo con la frusta).

Ad ogni modo, ripeto, il suo Tex si basa soprattutto sui testi, sui colloqui,irresistibili tra i pard. Quelli valevano il prezzo dell'albo al 100 per 100, e sper

o davvero di rivedere dialoghi a quell'altezza dai prossimi suoi lavori.

Edited by valerio
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  • co fondatore
<span style="color:red;">18 ore fa</span>, valerio dice:

Esattamente.

Era in preparazione già prima della crisi. Vedi terza di copertina di Oklahoma (dicembre 1991) in cui c'è un prossimamente.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Mister P dice:

Era in preparazione già prima della crisi. Vedi terza di copertina di Oklahoma (dicembre 1991) in cui c'è un prossimamente.

Ok. Comunque è un polpettone indigeribile, imho

  • +1 1
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18 ore fa, Ulzana dice:

Nizzi ha il MESTIERE. Non possiede l'ampiezza di vedute, la capacità di variare situazioni e temi,  di osare, e nemmeno la cultura specialistica del genere western che ha Boselli, ma signori... che mestiere! Leggete Un capestro per Kit o quella uscita nei mesi scorsi sulla regolare disegnata da Filippucci... notate come gestisca ogni scena, il controllo dei dialoghi, come tutto sia dannatamente fluido. Scrivere Tex non è affatto facile, e se a ottant'anni suonati è stato richiamato in sella, qualcosa deve pur significare!

 

E ricordo che Nizzi  ha scritto anche molti impareggiabili Nick Raider, e migliaia, migliaia di storie per Giornalino, Corriere dei Piccoli, riduzione di romanzi... spesso è stato trattato come l'ultimo dei principianti perché, innegabile, ha scritto diverse storie non riuscite... però si è esagerato con lui. Bisogna prenderne atto.

 

 

Sono d accordo con te su tutto eccetto sul fatto che Nizzi non abbia una cultura western specialistica...Nizzj ha avuto il merito di inserire a centinaia le macchiette tipiche del genere nelle storie di Tex,oltre ad aver "osato"molto nelle storie indiane.la storia western la conosce MOLTO bene,e la geografia del west pure... Boselli ha più estro e capacità di variare temi e situazioni,quello sì

 

Entrambi sono sceneggiatori sopraffini...per Giove Pluvio

Edited by Barbanera
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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Barbanera dice:

Entrambi sono sceneggiatori sopraffini...per Giove Pluvio

Giove (latino Iupiter o Iuppiter) è il dio o divinità suprema della religione e della mitologia romana, simile alla divinità mitologica della religione greca Zeus (greco antico: Ζεύς [Zèus]), capo di tutti gli dèi, signore dell'Olimpo, dio del cielo e del tuono.

Plùvio [dal latino pluvius, derivato di pluĕre [piovere]) è un aggettivo usato come epiteto di Giove (latino Iuppiter Pluvius), corrispondente al greco Ομβριος, in quanto datore della pioggia. L’espressione Giove Pluvio si usa tuttora in tono scherzoso.

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20 minuti fa, navajo warrior dice:

L’espressione Giove Pluvio si usa tuttora in tono scherzoso.

Ehm,forse non ti sei accorto che l ho usata volutamente in questo modo!?:P

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<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Ehm,forse non ti sei accorto che l ho usata volutamente in questo modo!?:P

certo che sì. Era solo una citazione da dizionario.

Scusa, ma sono relegato in casa e ho moooolto tempo per cazzeggiare.

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  • 8 months later...
On 12/4/2017 at 22:26, valerio dice:

Non credi che il declino sia anche da attribuire al super lavoro che gli è stato imposto? Scrivere Tex da solo o quasi per decenni è impossibile. E anche GLB dopo decenni in solitaria o quasi declinò piuttosto male. Magari verso il 500 si sarebbe dovuto affidarsi meno a Nizzi e farlo riposare di più...non so.

Io personalmente lo ringrazio sempre per le sue storie meravigliose dei 300 e dei 400. Giudico la gente dal suo periodo migliore, non dal declino.

 

On 13/4/2017 at 00:06, valerio dice:

 

Ma sai... è una storia strana, particolare. Diciamo che mi è piaciuto il soggetto e la situazione, a parte l'epilogo. Ma comunque ogni tanto anche un Tex che non ce la fa mi può star bene. Chiaramente deve trattarsi di eccezioni e di situazioni troppo complesse per farcela.

 

Avevo quotato male, scusate.

Concordo molto con te.

On 14/4/2017 at 17:44, valerio dice:

A me pare che le belle siano molte di più delle brutte. Quasi tutte quelle dei 300 per esempio e diverse dei 400. Di impubblicabili ce ne saranno 4 o 5 e di bruttarelle assai una decina. Ora, non so quante ne ha scritte in 25 anni ma mi pare invece che la bilancia penda sul positivo

Puro vangelo :-)

On 18/4/2017 at 12:11, borden dice:

Texan, perché incredibilmente? E dovrei chiedere anche a Wasted. Nelle mie storie Tex usa il kerosene e la dinamite esattamente come in GL e se ne frega delle testimonianze e dei giudici.

 

Lui non lavora per la Legge e l'Ordine, ma per la Giustizia. Usa metodi non ortodossi che nessun giudice avallerebbe. E' questa  la sua principale caratteristica, nelle storie classiche. Fa saltare tutto in aria. mica si attiene alle regole. 

Nel "Laccio nero" è un dinamitardo. Però ci sta tutto anche il Tex detective in altre storie. Poi se tu vedi una cosa "veramente" non da Tex tu lo sai e magari cerchi di "incidere".

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Spostandosi in un ambito calcistico, la "parabola texiana" di Nizzi si può paragonare a quella di un calciatore che ha una carriera buona per tanti anni, con stagioni addirittura ottime, poi ha un lungo infortunio e quando torna è il fantasma di se stesso. Certo azzecca ancora qualche partita, più col mestiere che con il genio, ma non è più quello di prima.

Allora cosa rimane del grande calciatore?

Le buone/ottime prestazioni della sua prima parte di carriera oppure le mediocri/pessime della seconda parte?

Probabilmente tutte e due, alle quali credo sia corretto dare il giusto peso.

Il Nizzi iniziale, "erede" di GLB, ha sicuramente scritto storie molto belle, dando la giusta continuità alla saga texiana e apportando alcune sfumature molto interessanti (i dialoghi in cui è maestro, il Tex detective) caratteristiche del suo modo di scrivere senza tuttavia stravolgere o snaturare il personaggio.

Sto rileggendo le storie del centinaio 300/400 (sono circa a metà) e, al netto di 2/3 episodi, si tratta di storie che ho apprezzato tanto, con punte molto alte ("Il ragazzo selvaggio", "La locanda dei fantasmi", "Il bisonte bianco", "I predatori del grande nord") per non parlare delle precedenti "Un diabolico intrigo", "Un Ranger del Texas", "Fuga da Anderville".

E questa sua buona vena creativa è andata avanti ancora per diversi anni, anni di super-lavoro in cui ha saputo destreggiarsi benissimo.

Poi, dopo la famosa crisi, è arrivato il calo netto e innegabile delle ultime storie, dove si evidenziano tutti quei difetti riportati nei post precedenti.

Nizzi ha quindi bisogno di una "rivalutazione"? Per me no.

Preferisco anch'io ricordare il calciatore che ci ha dato soddisfazioni per anni e, magari, ci ha pure fatto vincere qualche trofeo.

 

Per chi non lo avesse consiglio il volume "Tex secondo Nizzi", in cui sono rivelati tanti retroscena sulla sua esperienza in Bonelli e del suo rapporto con Sergio e i vari disegnatori con cui ha lavorato. Ci sono un sacco di cose interessanti.

  • +1 2
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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Juan Ortega dice:

Spostandosi in un ambito calcistico, la "parabola texiana" di Nizzi si può paragonare a quella di un calciatore che ha una carriera buona per tanti anni, con stagioni addirittura ottime, poi ha un lungo infortunio e quando torna è il fantasma di se stesso. Certo azzecca ancora qualche partita, più col mestiere che con il genio, ma non è più quello di prima.

Allora cosa rimane del grande calciatore?

Le buone/ottime prestazioni della sua prima parte di carriera oppure le mediocri/pessime della seconda parte?

Probabilmente tutte e due, alle quali credo sia corretto dare il giusto peso.

Il Nizzi iniziale, "erede" di GLB, ha sicuramente scritto storie molto belle, dando la giusta continuità alla saga texiana e apportando alcune sfumature molto interessanti (i dialoghi in cui è maestro, il Tex detective) caratteristiche del suo modo di scrivere senza tuttavia stravolgere o snaturare il personaggio.

Sto rileggendo le storie del centinaio 300/400 (sono circa a metà) e, al netto di 2/3 episodi, si tratta di storie che ho apprezzato tanto, con punte molto alte ("Il ragazzo selvaggio", "La locanda dei fantasmi", "Il bisonte bianco", "I predatori del grande nord") per non parlare delle precedenti "Un diabolico intrigo", "Un Ranger del Texas", "Fuga da Anderville".

E questa sua buona vena creativa è andata avanti ancora per diversi anni, anni di super-lavoro in cui ha saputo destreggiarsi benissimo.

Poi, dopo la famosa crisi, è arrivato il calo netto e innegabile delle ultime storie, dove si evidenziano tutti quei difetti riportati nei post precedenti.

Nizzi ha quindi bisogno di una "rivalutazione"? Per me no.

Preferisco anch'io ricordare il calciatore che ci ha dato soddisfazioni per anni e, magari, ci ha pure fatto vincere qualche trofeo.

 

Per chi non lo avesse consiglio il volume "Tex secondo Nizzi", in cui sono rivelati tanti retroscena sulla sua esperienza in Bonelli e del suo rapporto con Sergio e i vari disegnatori con cui ha lavorato. Ci sono un sacco di cose interessanti.

 

Sono totalmente d'accordo con te, con una piccola differenza: anche dopo l'infortunio ha scritto belle storie, come L'uomo senza passato, o la storia di Alison, Rio Hondo e alcuni Texoni veramente felici. 

Nizzi non merita una rivalutazione perché non era da svalutare. Merita gratitudine e apprezzamento. Molte sue storie, quelle sì, non meritano la rilettura. Ma questo è un altro discorso...

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<span style="color:red;">36 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Sono totalmente d'accordo con te, con una piccola differenza: anche dopo l'infortunio ha scritto belle storie, come L'uomo senza passato, o la storia di Alison, Rio Hondo e alcuni Texoni veramente felici. 

Nizzi non merita una rivalutazione perché non era da svalutare. Merita gratitudine e apprezzamento. Molte sue storie, quelle sì, non meritano la rilettura. Ma questo è un altro discorso...

Quoto al 100%.

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Diablorojo82 dice:

Quoto al 100%.

 

Nizzi non ha bisogno di rivalutazioni perché non c'è niente da rivalutare. Nel suo primo periodo ha scritto storie molto belle che rileggo sempre con piacere, nel suo secondo periodo, immediatamente dopo la crisi ha dimostrato ancora padronanza del mestiere ma senza più guizzi, al massimo un'aurea mediocritas, il terzo periodo è quello delle peggiori storie che abbia mai letto .

Quello attuale è ancora prematuro giudicarlo.

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Leo dice:

Sono totalmente d'accordo con te, con una piccola differenza: anche dopo l'infortunio ha scritto belle storie, come L'uomo senza passato, o la storia di Alison, Rio Hondo e alcuni Texoni veramente felici.

Sì concordo. E' una differenza che ci sta.

Diciamo che dopo l'infortunio "non ha perso il vizio del gol e riesce comunque ad incorniciare delle buone/ottime prestazioni":)

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