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TWF - Tex Willer Forum

Claudio Nizzi necessita di una rivalutazione?


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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Io Tex ' l' ho letto in ordine cronologico quindi ho cominciato con Glb ma Nizzi l' ho subito preferito, quindi non c'entra l'autore con cui ho iniziato.

Concordo!

Ho iniziato, a leggere Tex, con il volume dei classici di Repubblica. La prima storia che lessi, è quindi un classico di Bonelli-Galep "La Gola della Morte". 

All'inizio non capii nulla, ora non ho il volume sottomano, però se non ricordo male, la storia inizia con una battuta di caccia, dove vengono catturati piccolo Falco e Carson. 

Io capii, così poco la storia, che mentre leggevo le prime tavole, pensai che Kit Willer fosse Tex!:)

Le storie che seguono questa sono tutte di GL.Bonelli, perchè dopo il volume di Repubblica, iniziai a comprare Tex Classic, che era una nuova collana a "quei tempi".

Poi uscì, la collana "70 anni di un mito", che acquistavo, ma non leggevo. 

Iniziai a leggere questa collana, quando la scuola si concluse, ma non iniziai dal numero 1 "Il Patto di Sangue", ma dal 21 "La Giustizia di Maddox", però non lessi la storia di Nolitta-Fusco, infatti alla fine del numero, c'era una storia, che ho riletto poco tempo fa "Rurales" di Boselli-Spada, qui trovai una storia diversa, rispetto alle precedenti.

 

Come lettore, ho iniziato con le storie del vecchio, però tra quelle che avevo letto, non ce n'era una che mi colpiva particolarmente.

Fino a "Rurales", che diventò la mia storia preferita (ora non lo è più).

Purtroppo il giudizio su Bonelli senior, non è cambiato, ci sono storie sue molto belle "Sulle piste del Nord" e "L'uomo di Flagstaff".

Se dovessi fare una classifica, metterei Boselli primo (non ho trovato, storie brutte fatte da lui. Alcune storie sono un po' sottotono, ma mai brutte.), a pari merito con il Nizzi che va da "Un Ranger del Texas" a "Furia Rossa" (tutte le storie prodotte dal 285 al 387 vanno dall'ottimo al Capolavoro). Bonelli senior, va al terzo posto mentre Nolitta quarto.

Però, per me, la miglior storia di Gl.Bonelli, non arriva ad "El Muerto", "I Ribelli del Canada" ed "Il Colonnello Watson"

Scusate L'off Topic.

 

Nizzi necessita di una rivalutazione?

La carriera di Nizzi, per me si può dividere in tre fasce che sono:

Da "Un ranger del Texas" a "Furia Rossa", ha scritto storie che vanno dall' 7 e mezzo al 10.

Dal 400 al 492 le sue storie, vanno (per me) dal 6 scarso all'8 abbondante.

Dal 500 al 598, partono dal 4 regalato ad un 7- (Athabasca Lake).

Nizzi, è un autore che nel primo periodo scrive storie, belle, fresche, con dei bellissimi dialoghi e dei bei personaggi.

Nel secondo periodo, lo paragonerei a Ruju, mai storie brutte, qualcuna sottotono, molte nella media ed un paio di storie molto belle.

Nel Terzo periodo, va in crisi. Io lo paragonerei ad un'altro autore Texiano, Tito Faraci. Infatti Tito su Tex, alterna storie di basso livello a storie nella media, senza mai eccellere (Tranne che ne "Il Ragazzo Rapito").

Per me, Nizzi non va rivalutato. Nizzi come tutti gli autori va elogiato, quando scrive storie belle, e va criticato, quando scrive storie brutte.

Se da un lato è vero, che nel sesto centinaio, ha scritto storie brutte, però va anche detto, che Nizzi anni prima ha salvato il ranger.

Poi entrano in gioco i gusti personali, che possono far prevalere, un autore rispetto ad un altro. (come nel mio caso) 

 

 

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Guardate, con chi nega la pessima qualità delle storie di Nizzi post-400 non mi interessa discutere. Ho già dato. Per anni. Ogni singola volta, dimostrando, pagine e riferimenti alla mano, che avevo t

Non sei il primo che difende Nizzi con queste tesi contraddittorie, che mi sembrano una cosa tipo "non sono stato io a rubare la marmellata, e comunque era mia, ho fatto bene a mangiarla!"  

Proprio dopo aver risposto a Diablorojo, mi sono riletto, per l'ennesima volta, il Texone di Magnus, stavolta nel volume di grandi dimensioni appena pubblicato. La scelta della copertina è ancora inco

  • co fondatore
On 12/12/2020 at 21:30, MacParland dice:

Però, per me, la miglior storia di Gl.Bonelli, non arriva ad "El Muerto", "I Ribelli del Canada" ed "Il Colonnello Watson"

Scusate L'off Topic.

Sei un fanciullo, te lo si può perdonare.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Mister P dice:

Sei un fanciullo, te lo si può perdonare.

Non so perchè, ma non c'è nessuna sua storia, che mi ha colpito veramente tanto.

Poco Tempo fa, ho letto nel "brossuratone" "Sulle Piste del Nord", ed ho anche espresso un mio parere nel topic apposito.

Finita la storia, mi sono chiesto, come fa questa ad esser considerata la migliore di Sempre?

(Poco tempo fa, c'è stato un sondaggio su Facebook, e questa storia ha vinto.)

E' una storia molto bella e godibile, le ho dato 8 a tutto, però di storie migliori ce ne sono!

La critica, che ho mosso, è che Bonnet, ed i suoi scagnozzi sono scarsi ed a tratti stupidi (Addirittura uno si tradisce da Solo), mentre bellissimi i dialoghi.

 

La mia storia preferita di Bonelli Sr, è "L'uomo di Flagstaff" Lunghissima, ma anche bellissima!

Forse prima, l'ho sparata un po' grossa, ma se "L'uomo di Flagstaff" nella mia classifica, supera Watson e Ribelli, non arriva comunque ad "El Muerto"

Chiedo scusa per l'off Topic! Aggiungo che molto probabilmente anch'io prenderò il libro su Bonelli, magari lo "Rivaluto" molto!

Lo so di essere da solo (o quasi), quindi mi arrendo, mi metto Spalle al Muro:D (Fino ad ora tra le migliori dell'ottavo centinaio)

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Ma appena compie i 18 anni...  :mazza::censored2::P

Peccato che non ci sia l'emote alzo le mani mi arrendo

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I gusti sono gusti. Per me Lotta sul mare e il Laccio Nero e Tucson sono storie bellissime, come pure i capolavori Sulle piste del Nord, La cella della Morte, Sangue Navajo, Il Figlio di Mefisto e molte altre e stanno davanti a tutto. El Muerto non l'ho mai apprezzata.

 

 

<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, MacParland dice:

 

 

mentre bellissimi i dialoghi.

 

 

 

 

E dici poco?

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<span style="color:red;">26 minuti fa</span>, borden dice:

come pure i capolavori Sulle piste del Nord

Sulle piste del Nord, per me è una storia ottima, però non so se la definirei capolavoro, per via dei personaggi.

Infatti, sono proprio i personaggi, che non mi piacciono, rimanendo nello stesso territorio, prendiamo la sua storia "Nei Territori del NordOvest", qui personaggi come: Golden Eye e Dawn, stanno una spanna sopra rispetto a Bonnet e scagnozzi. (E poi c'è un omaggio a Zio Paperone??)

Però, ripeto sono io che sicuramente sbaglio.

<span style="color:red;">35 minuti fa</span>, borden dice:

E dici poco?

Non è poco. I dialoghi di questa storia, sono tra i più belli, che io abbia mai letto, Tex che picchia gli alleati di Bonnet, Tex che mente al Colonnello.....

Il problema è il resto della storia.

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4 ore fa, borden dice:

El Muerto non l'ho mai apprezzata.

udite udite!!!!

io vado vicino comunque alle opinioni di Mcparland( in realtà, io apprezzo di Glb più le trame e meno i dialoghi).

Credo sia una questione di età: per uno della nostra generazione, possono apparire scritte in modo datato. Non dico che lo sono, ma che così risultano per noi.

Per quanto, se le storie di Nolitta magari mi appassionano di più, le leggo sapendo che quello spesso non è il vero Tex.

Edited by Grande Tex
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5 minutes ago, Grande Tex said:
4 hours ago, borden said:

El Muerto non l'ho mai apprezzata.

udite udite!!!!

io vado vicino comunque alle opinioni di Mcparland( in realtà, io apprezzo di Glb più le trame e meno i dialoghi).

Credo sia una questione di età: per uno della nostra generazione, possono apparire scritte in modo datato. Non dico che lo sono, ma che così risultano per noi.

Per quanto, se le storie di Nolitta magari mi appassionano di più, le leggo sapendo che quello spesso non è il vero Tex.

 

Io concordo con Borden. All'epoca "El Muerto" mi scandalizzò tanto quanto "Mingo il Ribelle". Tex che spara nello stomaco ad un bandito disarmato. Tex che viene preso a pugni. Tex che suda e pare isterico... e, a parte il solito problema di Nolitta (che non ha mai, mai, scritto un avventura di Tex Willer, ma solo quelle di un omonimo che non aveva niente in comune), per me è molto più invecchiata delle storie di bonelli!

 

Credo che, come troppo spesso avviene, una storia appare "epica" solo per le conseguenze e il pericolo. Cioè, c'è gente che considera "epico"  per esempio l'ennesimo cross-over puttanata della Marvel o della DC,  perchè "hanno distrutto 5.000 universi!" quando poi la storia era tutta fatta di gente che parlava e diceva tecnobubbole, e non aveva alcun senso.

 

Idem El Muerto. Se chiedi alla maggior parte dei suoi estimatori perchè è una bella storia, è perchè "finalmente Tex è in difficoltà". Come se leggessero Tex da una vita e sperassero che qualcuno lo faccia fuori, come gli astanti in "mingo il ribelle".  Se giudichi le storie in quest'ottica strampalata (ma purtroppo diffusissima) una storia in cui Tex non sa nemmeno tenere una pistola in mano e viene picchiato da un bambino di 9 anni dovrebbe essere epica e indimenticabile, no?

 

No. Un opera si guarda e di giudica in base a come è realizzata. Ed El Muerto è un colabrodo.  Della caratterizzazione sbagliata e incoerente dei poersonaggi ho già scritto. Ma anche ambientare una storia di Tex in uno spaghetti-western, vuol dire che oltre a non capire il personaggio, non ne capisce nemmeno il mondo. Invece di "Sentieri Selvaggi", come base hai "Gringo, preparati la bara, che arriva Sabata". Quale dei due generi è immortale? Quale è oggi ricordato solo dai cultisti del trash? (Leone fa storia a parte, chi crea un genere di solito non ne fa parte, i generi sono creati dagli imitatori). E la trama? "un tizio sfida Tex. Tex lo fa fuori, anche se il tizio è più bravo, più veloce, più furbo, più intelligente, più simpatico di Tex, perchè il tizio prova emozioni e Tex no". Alla faccia della trama appassionante, davvero, una roba paragonabile a "sulle piste del Nord" o a "il figlio di mefisto", davvero...

 

Non discuto che a qualcuno possa piacere. Ma allora quel qualcuno è Nolittiano, e dovrebbe leggere Zagor, non Tex. Quella non è una storia di Tex...

 

Riguardo alla "nostra generazione"... io sono della generazione che ancora leggeva un casino di roba varia, non si era ancora neerdizzata schiava della TV e dei generi prefabbricati, e fatico delle volte a capire i gusti di una generazione che preferisce Young Signorino agli Stones. Però per quello che vedo, Nolitta è (purtroppo) molto più "superato" di GL Bonelli nello stile (estremamente verboso, melodrammatico), nei riferimenti culturali e più in generale nella visione dell'eroe come sconfitto, destinato al fallimento in un mondo senza bene o male. Non è un caso per me che autori più moderni abbiano voluto "modernizzare" Zagor togliendogli tutta quella complessità "grigia" anni 70, modificandone il passato rendendolo un "buono senza macchia", che combatte come emissario delle potenze del Bene contro gli Dei del Male (una cosa più antinolittiana non riesco ad immaginarla). Non è un caso se Nolitta oggi non ha (artisticamente) veri "eredi", e tutte le sue creazioni sono state snaturate in quella maniera per renderli più assimilabili dai lettori "moderni"

 

Riguardo a Bonelli, il problema principale per me è che oggi, i lettori sono abituati alla pappa pronta, con il personaggio che gli spiattella tutto subito e in genere ha sempre la stessa psicologia.  Tex è un persoaggio naturalmente complesso, non perchè sia stato creato con chissà quali ambizioni letterarie, ma semplicemente perchè, essendo modellato sulla mentalità di un essere umano (l'autore, Bonelli) di cui era alter-ego, cambiava con lui man mano che cambiava il mondo, e  non è un robottino con schemi tipo "non spara mai alle spalle" o "non uccide" tipo un supereroe. Tex agisce diversamente in base alla situazione e alle sue emozioni. Non è un robottino, di fronte ad un semplice rapinatore gli offre la possibilità di arrendersi, ma di fronte a Fraser gli spara nelle gambe e nelle braccia e lo lascia divorare dai lupi. un personaggio simile deve essere CONOSCIUTO COL TEMPO, leggendosi un sacco di storie, non ti spiattella tutto nelle prime 20 pagine. Inoltre per decifrarne le emozioni devi interpretarne i gesti, perchè non te le dice.

 

Ritorniamo ad El Muerto: QUEL Tex è più semplice e banale. Strilla le sue emozioni in faccia al lettore. Ma non ha spessore, non ha profondità, non c'è nulla da scoprire. (Nolitta scrive molto meglio Zagor e Mister No perchè loro li può "abitare", sono per lui quello che è Tex per suo padre, ma Tex no, lo vede sempre dal di fuori, e con un certo astio). Così il lettore superficiale o inesperto può dire "finalmente una storia in cui Tex prova emozioni! Guardalo, suda, strilla, fa dei gran monologhi!"

 

Perchè, voi se non strillate, sudate o fate monologhi, non provate emozioni? :lol:

 

Il Tex di GL Bonelli le emozioni le mostra a chi lo conosce, nei gesti e nelle azioni. Come fanno gli esseri umani e non le maschere. Vederlo agire così contro Fraser non fa vedere molto chiaramente la sua rabbia, anche se noin strilla monologhi al cielo? il fatto che in precedenza fosse disposto a mettersi in una specie di trappola in una missione forse suicida solo per impedire ad ogni costro agli indiani di passare non dice molto su cosa ha provato quado ha visto Goldeena bruciare, a miglia di distanza e senza poter fare niente per salvarla, per un suo errore, per aver salvato Fraser?

 

Tex, quello vero, va conosciuto. Non ti spittella tutto quanto in venti pagine strillando tutta la sua (scarsa) profondità...

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8 minuti fa, Diablero dice:

per me è molto più invecchiata delle storie di bonelli!

ecco io non sono d'accordo.

Nolitta lo trovo sempre attualissimo , Bonelli no. Comunque in El muerto non

ho visto niente di troppo sbagliato.

8 minuti fa, Diablero dice:

Idem El Muerto. Se chiedi alla maggior parte dei suoi estimatori perchè è una bella storia, è perchè "finalmente Tex è in difficoltà". Come se leggessero Tex da una vita e sperassero che qualcuno lo faccia fuori, come gli astanti in "mingo il ribelle".  Se giudichi le storie in quest'ottica strampalata (ma purtroppo diffusissima) una storia in cui Tex non sa nemmeno tenere una pistola in mano e viene picchiato da un bambino di 9 anni dovrebbe essere epica e indimenticabile, no?

non è alla trama che mi riferivo,  ma proprio al modo di raccontare.

Attenzione, non ho detto che Nolitta è moderno( altrimenti probabilmente sarebbe brutto, perchè molto di quello che è moderno nel fumetti è brutto) ma che è sempre attuale, c' è una forte differenza. Nè Nolitta nè Bonelli erano "moderni" , ma Nolitta si conserva benone( piace qiasi sempre) , Bonelli meno.

Per quanto riguarda il tuo discorso, è proprio quello che intendo. Un personaggio che non esprime mai le sue emozioni direttamente non fa più presa per la mia generazione. Finisce per sembrare insensibile, anche se hai letto tutte le storie.Quelle di Nolitta sono l' eccesso opposto. Penso che Boselli e Nizzi abbiano equilibrato al punto giusto. Non sensibile come Zagor, ma neanche del tutto restio a mostrare direttamente emozioni come con Bonelli.

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

No. Un opera si guarda e di giudica in base a come è realizzata. Ed El Muerto è un colabrodo.  Della caratterizzazione sbagliata e incoerente dei poersonaggi ho già scritto. Ma anche ambientare una storia di Tex in uno spaghetti-western, vuol dire che oltre a non capire il personaggio, non ne capisce nemmeno il mondo. Invece di "Sentieri Selvaggi", come base hai "Gringo, preparati la bara, che arriva Sabata". Quale dei due generi è immortale? Quale è oggi ricordato solo dai cultisti del trash? (Leone fa storia a parte, chi crea un genere di solito non ne fa parte, i generi sono creati dagli imitatori). E la trama? "un tizio sfida Tex. Tex lo fa fuori, anche se il tizio è più bravo, più veloce, più furbo, più intelligente, più simpatico di Tex, perchè il tizio prova emozioni e Tex no". Alla faccia della trama appassionante, davvero, una roba paragonabile a "sulle piste del Nord" o a "il figlio di mefisto", davvero...

In "El Muerto" di incoerente ci ho visto solo Tiger che ammazza Faccia Tagliata.

Come fa El Muerto a risultare simpatico?

Un uomo brutto, violento, che ammazza solo per vendicare i fratelli, e sfidare Tex.

E poi come fa ad esser più veloce e preciso di Tex se Tex lo ammazza.

Tornando a "Sulle Piste del Nord" a me ha divertito, ma non m'ha appassionato.

Tex arriva a Winnipeg, ed in cinque minuti Bonnet ha finito la sua rete di intrighi, questo per via dei suoi uomini, che sono degli stupidi, i suoi pistoleri sono scarsissimi, il suo uomo di fiducia fa scoprire il suo rifugio, l'uomo che deve seguirli, si tradisce da solo davanti alle giubbe rosse, gli indiani nonostante siano di più ed in un territorio che conoscono, non riescono a sfiorare un uomo solo.

<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, Diablero dice:

Ritorniamo ad El Muerto: QUEL Tex è più semplice e banale. Strilla le sue emozioni in faccia al lettore. Ma non ha spessore, non ha profondità, non c'è nulla da scoprire. (Nolitta scrive molto meglio Zagor e Mister No perchè loro li può "abitare", sono per lui quello che è Tex per suo padre, ma Tex no, lo vede sempre dal di fuori, e con un certo astio). Così il lettore superficiale o inesperto può dire "finalmente una storia in cui Tex prova emozioni! Guardalo, suda, strilla, fa dei gran monologhi!"

In El Muerto Tex dove suda? e dove strilla?

Non la rileggo da un po' ,mi sa che ho perso un passaggio o dimenticato qualcosa.

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suda durante l'incendio, ma per il caldo mi sa. Concordo comunque che, per me quello è Tex. Non sarei d accordo se parlassimo di " Sentiero senza ritorno", per dire.

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I “ribelli del Canada” sarebbe quella che inizia con Tex che spara in aria nel saloon perché vuole le ballerine?

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<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Claude dice:

I “ribelli del Canada” sarebbe quella che inizia con Tex che spara in aria nel saloon perché vuole le ballerine?

Si, inizia con Tex ad Alberta, che invoca le ballerine, giustificandosi in seguito, dicendo che i maghi gli ricordano Mefisto.

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Mi sa che siete molto off topic, ma comunque è un discorso interessante. Io ho sensazioni molto contrastanti.

Su Sergio: mi piace poco sostanzialmente, anche se trovo alcune sue storie molto belle. Tex non è lui e questo è evidente. Tuttavia alcune trame sono davvero appassionanti. Quanto a El Muerto, è la mia storia Nolittiana preferita. Sarà banale, sarà uno spaghetti, sarà quel che sarà ma la ritengo molto bella, una delle più riconoscibili dell'intera storia Texiana.

Su Bonelli Padre. Mito intoccabile, ovvio. Sono nato con lui dall'ormai lontano inizio degli anni 70 e mi sono formato sulle sue storie. Tuttavia non è del tutto sbagliato dire che è invecchiato. Regge ancora nelle storie migliori, nelle altre bo...spesso rileggendolo oggi non ritrovo le emozioni di allora. Trovo difetti, trovo lungaggini, trovo anche un linguaggio che, pur nella sua grandezza (è lui che ha inventato il linguaggio di Tex, caspita!) a volte mi pare antico. Quello che ancora preferisco del Tex Bonelliano sono i cazzotti e gli insulti. Ah che goduria. Il mio sadismo li va in paradiso. Non c'era politically correct che tenesse dato che non esisteva, e da quella bocca poteva uscire qualunque cosa. Però certe espressioni (non parlo dei magnifici insulti) appaiono oggi datate.

Per intenderci, se dovessi votare oggi tra il giuramento e Patagonia voterei Patagonia e tra sulle piste del nord e furia rossa voterei furia rossa.

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<span style="color:red;">40 minuti fa</span>, valerio dice:

Mi sa che siete molto off topic, ma comunque è un discorso interessante. Io ho sensazioni molto contrastanti.

Su Sergio: mi piace poco sostanzialmente, anche se trovo alcune sue storie molto belle. Tex non è lui e questo è evidente. Tuttavia alcune trame sono davvero appassionanti. Quanto a El Muerto, è la mia storia Nolittiana preferita. Sarà banale, sarà uno spaghetti, sarà quel che sarà ma la ritengo molto bella, una delle più riconoscibili dell'intera storia Texiana.

Su Bonelli Padre. Mito intoccabile, ovvio. Sono nato con lui dall'ormai lontano inizio degli anni 70 e mi sono formato sulle sue storie. Tuttavia non è del tutto sbagliato dire che è invecchiato. Regge ancora nelle storie migliori, nelle altre bo...spesso rileggendolo oggi non ritrovo le emozioni di allora. Trovo difetti, trovo lungaggini, trovo anche un linguaggio che, pur nella sua grandezza (è lui che ha inventato il linguaggio di Tex, caspita!) a volte mi pare antico. Quello che ancora preferisco del Tex Bonelliano sono i cazzotti e gli insulti. Ah che goduria. Il mio sadismo li va in paradiso. Non c'era politically correct che tenesse dato che non esisteva, e da quella bocca poteva uscire qualunque cosa. Però certe espressioni (non parlo dei magnifici insulti) appaiono oggi datate.

Per intenderci, se dovessi votare oggi tra il giuramento e Patagonia voterei Patagonia e tra sulle piste del nord e furia rossa voterei furia rossa.

Concordo in tutto!

Solo che, invertirei il paragone "il Giuramento" con "Furia Rossa" anch'io voto la seconda, e tra "Sulle Piste del Nord" e (non Patagonia) "Nei Territori del NordOvest" voto senza pensarci troppo, la seconda.

 

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, MacParland dice:

Concordo in tutto!

Solo che, invertirei il paragone "il Giuramento" con "Furia Rossa" anch'io voto la seconda, e tra "Sulle Piste del Nord" e (non Patagonia) "Nei Territori del NordOvest" voto senza pensarci troppo, la seconda.

 

Vabbè, non avevo, forse erroneamente, paragonato storie "simili", era solo per dire che spesso mi trovo a preferire storie più recenti. No, nei territori del nordovest non è mai stata tra le mie preferite del Bos (se ne parlò nel topic apposito lungamente, e si, sono in minoranza ma chissene:)), molto meglio quella di Bonelli a mio avviso.

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Nolitta non ha mai scritto una storia di Tex con Tex, questo è evidente. Ma Caccia all'uomo, o Il Colonnello Watson, sono storie a mio parere davvero belle, delle perle indimenticabili. 

Ora, Nolitta su Tex è stato un bene o un male? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarebbe stato meglio se avesse scritto solo i suoi personaggi, senza avventurarsi nei territori paterni, per lui impervi? Beh, io dico di no. Sono contento che Nolitta abbia scritto Tex, mi abbia regalato Andy Wilson, Paco Ordonez, il barone del bestiame Watson, Manuel Pedroza. Ho letto belle storie, mi ci sono divertito, le ricordo ancora. Non c'era Tex? No, non c'era, o meglio ce n'era uno poco ortodosso, un personaggio che tradiva i dettami del padre, e questo è un male. Ma le storie erano belle, e me ne sono fatta una ragione. 

 

Sul linguaggio di Bonelli padre: il centinaio d'oro a mio parere è tuttora adeguato ai nostri tempi, con un linguaggio che non si può che rimpiangere, che il solo Nizzi è riuscito, in un passato anch'esso ormai lontano, a rinverdire abbastanza fedelmente ma con meno verve. Però è vero che le storie successive perdono un po' e peccano nel proporre lungaggini che non aggiungono nulla alla storia. Ma non parlerei di linguaggio datato. Le sole storie datate a mio parere sono quelle dei primi cinquanta numeri, anche se pure esse presentano alle volte una modernità sorprendente, per essere storie scritte nei primi anni '50. 

 

Nizzi ha avuto il grande merito di saper replicare bene il linguaggio originario bonelliano, ponendolo in trame fresche, in sceneggiature intriganti, scoppiettanti. Il Nizzi ante '400 è stato davvero il "degno erede" di Bonelli, senza che in questa espressione ci sia l'accezione denigratoria e offensiva che per anni la Ubc ha riservato a Nizzi. 

 

Il post 400 è storia risaputa, è arrivato Boselli, con il suo Tex diverso (perché è diverso) ma così bello. Un Boselli che ha tenuto in piedi la baracca quando Nizzi faceva di tutto, suo malgrado ovviamente, per farla affondare, proprio lui che aveva retto il timone con stoicismo per tanto tempo.

 

Ecco perché, riprendendo una mia risposta precedente, penso che ognuno di questi autori abbia dato qualcosa a Tex:

 

1) Bonelli era Tex, senza di lui niente Tex. Suoi i primi capolavori.

 

2) Nolitta era un "deviazionista" consapevole e colpevole di esserlo, con storie inaccettabili e irrispettose del personaggio, ma con altre che hanno colto nel segno regalando trame veramente belle.

 

3) Nizzi è il "degno erede" nel senso letterale del termine, che ha contribuito ad altri capolavori immortali, degni di quel Bonelli bis che in qualche modo lui, per un po' di tempo, è stato.

 

4) Boselli. È il nuovo Tex. Discontinuità e tradizione. Passato e futuro. Colui che ha preso le redini del carro nel bel mezzo del guado e lo ha portato sulla riva opposta, diversa ma altrettanto salda e sicura di quella appena lasciata. 

 

5) Ruju. La sicurezza e la speranza. 

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, Leo dice:

Nolitta non ha mai scritto una storia di Tex con Tex, questo è evidente. Ma Caccia all'uomo, o Il Colonnello Watson, sono storie a mio parere davvero belle, delle perle indimenticabili. 

Ora, Nolitta su Tex è stato un bene o un male? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarebbe stato meglio se avesse scritto solo i suoi personaggi, senza avventurarsi nei territori paterni, per lui impervi? Beh, io dico di no. Sono contento che Nolitta abbia scritto Tex, mi abbia regalato Andy Wilson, Paco Ordonez, il barone del bestiame Watson, Manuel Pedroza. Ho letto belle storie, mi ci sono divertito, le ricordo ancora. Non c'era Tex? No, non c'era, o meglio ce n'era uno poco ortodosso, un personaggio che tradiva i dettami del padre, e questo è un male. Ma le storie erano belle, e me ne sono fatta una ragione. 

 

Sul linguaggio di Bonelli padre: il centinaio d'oro a mio parere è tuttora adeguato ai nostri tempi, con un linguaggio che non si può che rimpiangere, che il solo Nizzi è riuscito, in un passato anch'esso ormai lontano, a rinverdire abbastanza fedelmente ma con meno verve. Però è vero che le storie successive perdono un po' e peccano nel proporre lungaggini che non aggiungono nulla alla storia. Ma non parlerei di linguaggio datato. Le sole storie datate a mio parere sono quelle dei primi cinquanta numeri, anche se pure esse presentano alle volte una modernità sorprendente, per essere storie scritte nei primi anni '50. 

 

Nizzi ha avuto il grande merito di saper replicare bene il linguaggio originario bonelliano, ponendolo in trame fresche, in sceneggiature intriganti, scoppiettanti. Il Nizzi ante '400 è stato davvero il "degno erede" di Bonelli, senza che in questa espressione ci sia l'accezione denigratoria e offensiva che per anni la Ubc ha riservato a Nizzi. 

 

Il post 400 è storia risaputa, è arrivato Boselli, con il suo Tex diverso (perché è diverso) ma così bello. Un Boselli che ha tenuto in piedi la baracca quando Nizzi faceva di tutto, suo malgrado ovviamente, per farla affondare, proprio lui che aveva retto il timone con stoicismo per tanto tempo.

 

Ecco perché, riprendendo una mia risposta precedente, penso che ognuno di questi autori abbia dato qualcosa a Tex:

 

1) Bonelli era Tex, senza di lui niente Tex. Suoi i primi capolavori.

 

2) Nolitta era un "deviazionista" consapevole e colpevole di esserlo, con storie inaccettabili e irrispettose del personaggio, ma con altre che hanno colto nel segno regalando trame veramente belle.

 

3) Nizzi è il "degno erede" nel senso letterale del termine, che ha contribuito ad altri capolavori immortali, degni di quel Bonelli bis che in qualche modo lui, per un po' di tempo, è stato.

 

4) Boselli. È il nuovo Tex. Discontinuità e tradizione. Passato e futuro. Colui che ha preso le redini del carro nel bel mezzo del guado e lo ha portato sulla riva opposta, diversa ma altrettanto salda e sicura di quella appena lasciata. 

 

5) Ruju. La sicurezza e la speranza. 

Puro vangelo...

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Leo dice:

Nolitta non ha mai scritto una storia di Tex con Tex, questo è evidente. Ma Caccia all'uomo, o Il Colonnello Watson, sono storie a mio parere davvero belle, delle perle indimenticabili. 

Ora, Nolitta su Tex è stato un bene o un male? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarebbe stato meglio se avesse scritto solo i suoi personaggi, senza avventurarsi nei territori paterni, per lui impervi? Beh, io dico di no. Sono contento che Nolitta abbia scritto Tex, mi abbia regalato Andy Wilson, Paco Ordonez, il barone del bestiame Watson, Manuel Pedroza. Ho letto belle storie, mi ci sono divertito, le ricordo ancora. Non c'era Tex? No, non c'era, o meglio ce n'era uno poco ortodosso, un personaggio che tradiva i dettami del padre, e questo è un male. Ma le storie erano belle, e me ne sono fatta una ragione.

Quoto al 100%

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8 ore fa, Leo dice:

Manuel Pedroza

Funziona molto meglio nella storia successiva di Nizzi...che lo fa punire da Tex finalmente...nella storia di Nolitta Tex massacra un reparto di Messicani per salvare un traditore ( il tenente Morrow tale è) e si fa salvare da un branco di reietti cui regala 15000 dollari... complimenti,tutto sbagliato...texianamente parlando.

Nizzi da volpone scafato capisce che Pedroza è un problema rimasto insoluto e lo evoca in una delle storie migliori di Tex...e dimostra di conoscere il personaggio...

8 ore fa, Leo dice:

ma con altre che hanno colto nel segno regalando trame veramente belle.

Si ma completamente sbagliate...anche El Muerto è una bella storia,ma personalmente non la rileggo mai.

8 ore fa, Leo dice:

Nolitta era un "deviazionista" consapevole e colpevole di esserlo, con storie inaccettabili e irrispettose del personaggio, ma con altre che hanno colto nel segno regalando trame veramente belle.

Secondo me lui voleva Tex così come lo sentiva lui.per fortuna di Tex (e dell' casa editrice pure) ha capito che i lettori volevano leggere il Tex di Glb... Nizzi è stato l uomo giusto al posto giusto.

8 ore fa, Leo dice:

 Ruju. La sicurezza e la speranza. 

Si ma non basta...Rauch è un altro bravo, classico,anche più di Pasquale...

12 ore fa, Diablero dice:

Riguardo a Bonelli, il problema principale per me è che oggi, i lettori sono abituati alla pappa pronta, con il personaggio che gli spiattella tutto subito e in genere ha sempre la stessa psicologia.  Tex è un persoaggio naturalmente complesso, non perchè sia stato creato con chissà quali ambizioni letterarie, ma semplicemente perchè, essendo modellato sulla mentalità di un essere umano (l'autore, Bonelli) di cui era alter-ego, cambiava con lui man mano che cambiava il mondo, e  non è un robottino con schemi tipo "non spara mai alle spalle" o "non uccide" tipo un supereroe. Tex agisce diversamente in base alla situazione e alle sue emozioni. 

Si.c è da dire che le Glb viveva le 

avventure di Tex in prima persona.Nizzi si cala in un personaggio non suo, di cui probabilmente all inizio non condivide la psicologia (non essendo stato un lettore) ma si sforza di copiarne lo stile e il ritmo e ciò lo porta con il tempo ad un eccessivo (ma necessario) manierismo che la serialità pretende...

Ma la mia domanda è: chi altri avrebbe potuto fare meglio di Nizzi negli anni 80 su Tex?a parte Boselli che scrive in modo diverso da lui ma coglie Tex in modo meno impostato e più "libero"da schemi, chi c è stato dopo al loro livello? seriamente, nessuno...per cortesia,non voglio difendere Nizzi sempre ma la Storia si fa coi fatti...e la storia di Tex dice che Nizzi ha salvato Tex negli anni 80.punto.Boselli l ha salvato negli anni 90/2000...e i fatti sono questi per ora.

Berardi avrebbe fatto meglio?non lo sapremo mai...ma una rondine non fa primavera

 

 

 

 

 

Edited by Barbanera
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Tanta carne al fuoco ragazzi.

Bello e condivisibile il post di Leo. Io sono grato a tutti gli autori. Ognuno ha lasciato qualcosa. Anche Nolitta. E' un bene, dunque, che Nolitta abbia scritto Tex? Si, è un bene. Ha contribuito a darci nuove storie interessanti e questo è quanto.

Ruju la sicurezza..bo..speriamo dai. Vedo che questa ultima storia sta andando molto bene. Io sarei il primo a gioire se facesse questo benedetto salto di qualità. Se lo facesse saremmo in buonissime mani. Io direi più speranza che sicurezza, per ora. Fin qui ha assicurato un buon livello medio, non molto di più, a mio avviso. Storie sue indimenticabili se ne ricordano ben poche, incredibilmente se ne ricordano molte di più di Nolitta, pur nella sua idea sfasata di Tex. Ma siamo molto ottimisti per il futuro e grandi sostenitori di Ruju.

Su Rauch ho grandi aspettative. E' classico, è sicuro, osa. Per me è il grande acquisto del futuro.

Nizzi, si, fin che ha retto è stato una delizia, un Bonelli bis più ironico e nemmeno tanto meno efficace. Io lo ribadisco, le sue storie del centinaio 300 (e i relativi texoni) sono tra le cose più divertenti e appassionanti che abbia mai letto su Tex. Mi pare assurdo non apprezzarle. Poi ci sta criticarle con il microscopio in mano per quell'errore o quell'altro, ma il risultato complessivo era molto bello. In quasi tutte le storie poi. La qualità di quel periodo è sorprendentemente sempre altissima o alta. Tanta roba. E' quello il Nizzi che fa testo e che va ricordato con gratitudine.

Boselli come detto è un nuovo mondo, a volte discutibile, a volte eccessivo, ma plausibile. Tex non può essere immutabile. Ha inserito uno stile diverso, ha sparigliato le carte, ma Tex è rimasto su altissimi livelli e le storie da ricordare sono davvero tante.

Ho detto tante volte che quando vedo Tex spuntare a pagina 60 mi incazzo, quando vedo gli innumerevoli comprimari diventare cattivi e poi buoni e alla fine brindare con Tex mi infurio, ma poi chiudo l'albo e la storia mi è piaciuta un casino, e quindi non posso che ringraziare Boselli per quello che ci dà. Bisogna essere capaci ad essere degli innovatori e ad osare. Lui ne è capace.

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