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      ! Perdita Dati !   23/09/2017

      I motivi dell'assenza sono elencati nella seguente discussione:   In breve:   Sono stati persi tutti i dati da inizio agosto ad oggi Chi si fosse registrato in quel frangente dovrà rifarlo   Scusandomi per il disagio, vi ringrazio per la comprensione, pazienza e, spero, indulgenza.
ymalpas

[Texone N. 32] Il magnifico fuorilegge

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Il magnifico Texone!

 

Eh sì, finalmente ho tra le mani l'albo speciale e dopo un rilassante, caldo sabato mattina in sua compagnia non posso che fare i complimenti agli autori! Questo albo è puro western, con tutte le situazioni più classiche e amate del genere - duelli, inseguimenti, agguati, cavalcate nel deserto, saloon, indiani e fuorilegge... Un'avventura rocambolesca che nelle intenzioni ci vuole riportare alle atmosfere di quei primi cinquanta numeri, ovviamente riviste alla luce di un linguaggio espressivo più moderno e a un formato che non è quello delle strisce. L'omaggio ai primi numeri non si esaurisce alla sola prima (bellissima) tavola, a Dinamite, o alla battuta di Carson "si è mai sentito di un uomo solo che ne minaccia venti?" - che comunque mandano in visibilio i vecchi lettori. È notevolissimo lo sforzo di recuperare quel giovane Tex scanzonato, irruento, spregiudicato dei primi numeri, che a volte cade anche ingenuamente in trappole e tranelli e prende qualche botta in testa in più del solito, ma d'altra parte così era nei primi numeri. Storie così non si possono fare tutti i mesi, è ovvio, questo albo rimane un unicum, un divertito omaggio a GLB e un prezioso regalo a tutti i lettori di Tex!

 

Un texone memorabile anche dal punto di vista dei disegni. Andreucci si rivela un grande interprete del West, e se il suo tratto non è una sorpresa per i lettori di Tex, per lo meno ci mette ai ripari da ardite e non gradite interpretazioni come quella vista lo scorso anno. Ottimo il suo Tex giovane, che diventerà un riferimento per i disegnatori alle prese con le prossime storie ambientate nel passato; bellissima la recitazione dei suoi personaggi, le pose tipicamente western (vedi il Tex appoggiato al bancone del bar, o alla staccionata aspettando il suo giovane rivale), e stupende le ambientazioni. Seppure non arrivi al vertice visto su questa collana (il texone di Frisenda), le sue tavole sono un piacere per gli occhi, e mi auguro di rivederlo il prima possibile sulla serie regolare.

 

Grande Borden! :Ave:

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Gioia, piacere, emozioni.

 

Sono queste le parole che utilizzerei per esprimere, in sintesi, la mia impressione su un Texone che mi riporta a scrivere un mio, personale, parere.

 

Finalmente ho trovato il tempo di sfogliare il Texone firmatomi da Andreucci durante l'evento luganese (ho pubblicato or ora quelle 2-3 immagini che avevo).

Sono stato catturato sin dalla prima tavola, capace di riportarmi alla mente Il Totem Misterioso e di tuffarmi nell'ambientazione western che tanto adoro, per accompagnarmi sino al primo scontro a fuoco dove il giovane Tex mostrerà subito il suo carattere.

 

Premetto che sinora ho letto unicamente una volta l'albo in questione e, forse, ho perso qualche passaggio, finezza,... ma c'è un punto che mi perplime un po' (ogni tanto il mio cervello si pone domande "futili") ed è inerente alla conformità del terreno ove si svolge il primo scontro a fuoco della storia.

 



Sulle prime panoramiche pare essere una gola, un canyon relativamente longilineo e sgombro da ostacoli ma, dopo l'avvistamento, Tex scende con Dinamite (gran piacere rivederlo!) e parrebbe "finire in una gola laterale" se non, addirittura, in un dedalo.

 

Cerco di spiegarmi mediante le immagini del Texone

 

La splendida apertura che abbiamo già visto: Tex, sulla sinistra della pista, osserva l'incedere dei cavalieri (lui sarà sulla loro destra)

1.png

 

Successivamente, vediamo che scende dall'appostamento, con una visuale del fianco sinistro di Dinamite, quindi (prendendo in considerazione la prima pagina), o dietro la coda di Dinamite si può "scendere" verso una valletta retrostante (anche se parrebbe andare in salita il terreno), oppure stanno scendendo dalla pietra verso la pista e noi abbiamo lo sguardo secondo la prospettiva dei cavalieri in arrivo.

 

Sin qui considererei valida l'ipotesi della valletta retrostante, specialmente tenendo in considerazione la direzione verso la quale si allontana Dinamite e la prima vignetta della pagina 19, dove si nota la biforcazione della pista; avremmo dunque tra le due piste un bel po' di roccia (prendendo in considerazione la prima vignetta)

 

Tex però si ritrova sulla sinistra dei cavalieri (pagina 19), quindi significherebbe che sia tornato su a piedi nella posizione d'osservazione precedentemente occupata, per poi scendere sulla pista del canyon che gli antagonisti stanno seguendo, risalendo successivamente sul lato opposto (avrebbe, conseguentemente, la pista principale ed un crinale che lo separano da Dinamite)

2.png

 

 

 

Durante lo scontro il nostro giovane fuorilegge salirà poi ulteriormente, ritrovandosi in una posizione sopra elevata rispetto a quella da dove ha iniziato lo scontro... posizione occupata da una parte degli antagonisti.

 

Si porta leggermente al riparo per poi chiamare a sé il fedele - quanti ricordi- destriero.

 

3.png

 

L'impatto cinematografico del "salto in groppa al cavallo" è sicuramente suggestivo (messa a parte la forza di gravità che, nel corso della caduta, farebbe arrivare in groppa al cavallo un peso non indifferente) ma a questo punto ho l'impressione che si sia dimenticata da qualche parte una pista.

 

4.png



 

 

Di per sé è poca roba, ma ammetto che ho già passato vario tempo a cercare di configurarmi la conformità del terreno ove ci si trova.

 

Avessi letto prima l'albo ne avrei discusso con piacere con @Stefano Andreucci ma, ahimé, così non fu ed ora ho questo tarlo che continua a farmi guardare e riguardare quelle splendide tavole :D

 

 

La storia riesce ad appassionare (e mi torna in mente un'immagine, che non posterò qui, che sembra quasi volerci sfidare a dire il contrario) sia per la trama che per i disegni ma, penso, soprattutto per l'utilizzo fuori dagli schemi di Tex. Non siamo più tanto abituati a quel periodo e, anche negli albi degli albori, non era poi così usuale vedere il nostro Tex fuori dalle vesti di Ranger. È un piacere scoprire anche un tassello, a volte forse dato per scontato se non addirittura "non necessario", quale lo è la crescita.

 

Oggi ci troviamo con un Tex granitico, pronto a prendere una decisione tatticamente ponderata (anche se per gente meno tosta potrebbe essere folle/insensata/...) e con una cerchia di amici, pochi ma buoni, sui quali far affidamento.

 

In questa storia, in cui vedo anch'io un certo riferimento al film già citato precedentemente del registra Leone, è un piacere vedere un Tex "già Tex ma non ancora totalmente lui" vivere delle situazioni che lo avvicineranno ulteriormente al diventare quel che conosciamo.

 

Non la definirei la miglior storia di sempre, o di @borden, ma di sicuro è un Texone che consiglierei a tutti, partendo da chi ha conosciuto l'inizio di Tex giungendo sino a chi, invece, vorrebbe scoprirlo.

 

Dinamite, come detto, è stato per me un piacere rivederlo, e le pagine 150-156 sono  state in grado di rendergli giustizia, rispettandone quel ruolo di protagonista/pard di Tex che tanto mi piaceva.

 

Quale ulteriore piccola nota personale extra, ho apprezzato la maggior libertà nella gestione della struttura della pagina (una, per capire cosa intendo, è la 195 ad esempio, con l'entrata in scena molto cinematografica ...). Tale aspetto lo avevo già apprezzato, seppur fosse legato maggiormente all'imprimere dinamismo, nella storia [576/578] Omicidio In Bourbon Street disegnata da Santucci (@mrno74). Trovo che diano maggior forza, freschezza,... al fumetto.

 

 

Come ho trovato il Texone?

 

Mi ha procurato gioia, piacere ed emozioni!

 

 

 

 

Ah si, prima di concludere, voglio chiedervi:

 

Pensate che tutte le tavole siano state fatte allo stesso modo?

Se si, a mano o mediante tavola digitale?

Se no, cosa e cosa?

 

La risposta, direttamente da @Stefano Andreucci

 



Da 227 sino alla fine della 229 è stata impiegata la tavola digitale.

 

Motivo? Ha ricevuto tale tavola per poter eseguire un lavoro, ma non avendo il tempo per fare prove dedicate ha unito le due cose... disegnare tali tavole di Tex su il nuovo supporto tecnologico, ed il risultato è quel che vedete nell'albo.

 

E come piccola ed ultima aggiunta, Tiger Jack non era presente attorno al fuoco perchè, semplicemente, non compariva in quanto avesse ricevuto da disegnare ;)

 

 

 

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On 24/6/2017 at 17:34, West10 dice:

Per finire un'altra domanda a Mauro, nella parte finale si perde traccia del quinto uomo quello colpito dalla freccia all'avambraccio, non si chiarisce che fine ha fatto, vabbeh viene consegnato allo sceriffo ma non si vede...

Letto...guardato e piaciuto. Ottimo connubio storia disegni. Sicuramente tra i migliori texoni pubblicati. 

Ho citato questa parte del messaggio di West10 in quanto il quinto uomo della banda ha un viso familiare: sembra che Andreucci abbia voluto farlo assomigliare a.....se stesso!

Ho preso un abbaglio o c'ho azzeccato? 

20170725_144905.jpg

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Me la fate dire una cattiveria?

No no, avete capito male.

Storia bellissima e bei disegni.

Però...

Insomma, si svolge quando Tex era poco più di un ragazzino, poco importa se poco prima o poco dopo la guerra di secessione.

Si svolge però sicuramente prima del 1873.

Eh sì, il 1873 è l'anno in cui sono comparsi il fucile winchester e le prime pistole a retrocarica.

Come come come???

Ancora eh sì.

Prima, tutte le colt sparavano palle (e non pallottole) calibro 36 ed erano ad avancarica.

A caricare una sola colt ci voleva un quarto d'ora: in ciascuna delle sei camere prima si metteva la polvere, poi la palla di piombo, spinta in fondo con uno strumento chiamato calcatoio, e infine della pasta simile alla cera che impermeabilizzava la camera e impediva ritorni di fiamma che potevano far incendiare ed esplodere la polvere nera compressa con conseguenze poco piacevoli per il pistolero.

Infine, nella parte anteriore, nei sei luminelli, si mettevano le capsule che, colpite dal cane, provocavano la scintilla che dava fuoco alla polvere.

Avete presente le capsule che mettevate da bambini nelle pistole giocattolo?

Sì, proprio quelle.

E nel 1873, quando comparirono i primi proiettili con bossoli metallici, arrivarono le prime colt calibro 45.

Ma allora le colt costavano 15 dollari, in media uno stipendio e mezzo mensile.

La gente si teneva le vecchie colt ad avancarica e solo i più spendaccioni trasformavano le vecchie colt cambiando solo i pezzi indispensabili.

Il consumismo non era stato ancora inventato.

Le armi di Tex sono, nella storia pur bellissima in questione, sicuramente winchester e colt, entrambi calibro 45 con pallottole intercambiabili tra le due armi.

Possiamo perdonare simili anacronismi.

Ma certo.

Soprattutto perché tutti fanno simili errori.

Cercate su youtube, se non la ricordate a memoria, la celebre scena di Tuco nell'armeria nel famoso film "Il buono, il brutto, il cattivo", che si svolge, lo sappiamo tutti, nel 1862 in piena guerra di secessione.

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Contiene spoiler presumibilmente.

 

Boselli confeziona una storia interessante ed intrigante, disegnata magnificamente. Tex è di nuovo guascone come da giovane, in quanto giovane, e la trama è leggera e mancano i consueti passaggi mazzosi e mattonosi tipici del nostro. Ciò premesso, non è tutto oro quello che luccica. Non mancano le solite note stonate, quali ad esempio il ripetersi della parola "piedidolci" e del termine (orripilante) old timer fino allo stremo. Ma fosse solo questo ci firmerei. Invece eccoti il solito personaggio boselliano che non sa chi è, schizofrenico oltre il massimo sindacale. Figlio di papà, si vuole far ammazzare in un duello, tradisce come un signore e si rivela un pusillanime, no, un eroe, no, uno da stare all'altezza del nostro e un amicone. Unu mancante, in limba sarda. E Tex di Boselli non si smentisce, si vanta e fa vantare fino alla nausea e siamo al ritornello del mito mitico e mitologico, proprio il nostro, a mio giudizio non lo concepisce diversamente. Più forte di lui. Pazienza, almeno stavolta è all'altezza, in parecchi passaggi.

Comunque quando si mette a scrivere un Tex classico è bravo, ci pecca ma è bravo e il suo lavoro va apprezzato. E difatti lo apprezzo e mi piace, non ho buttato i soldi nella spazzatura.

I disegni solo belli, bellissimi, emozionanti ed evocativi, uno spettacolo.

Odio mettere voti ma un ottimo acquisto.

 

Modificato da Wasted Years

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