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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Alessandro Piccinelli

Periodicità mensile: Agosto / Settembre 2017

Inizia nel numero 682 e finisce nel numero 683

 

La storia del ritorno di Lupe e della figlia.

 

 

 

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© Testi e immagini della Sergio Bonelli Editore.

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Ecco una storia che si farà desiderare! Bellissima copertina e molto intriganti le vignette di anteprima. Chissà se vedremo un Tex meno duro e più protettivo; se c'è una donna che può fare questo miracolo, Lilith a parte, quella è proprio Lupe. E sono contento di rivedere Nehdi, l'amico di Kit Willer apparso per la prima volta in "Morte nella nebbia". Adesso speriamo che non muoia :lol2:

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Inoltre mi piace come Borden nella storia abbia voluto mostrare "la storia che si ripete" con le nuove generazioni. Mi spiego: nella vignetta di anteprima postata da Ymalpas (che è un flashback visto che Tex ha i guanti) Tex trova Lupe svenuta; in quella succesivamente postata da natural killer abbiamo una situazione molto simile con i figli dei rispettivi personaggi.

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On 8/7/2017 at 00:39, Garet dice:

Inoltre mi piace come Borden nella storia abbia voluto mostrare "la storia che si ripete" con le nuove generazioni. Mi spiego: nella vignetta di anteprima postata da Ymalpas (che è un flashback visto che Tex ha i guanti) Tex trova Lupe svenuta; in quella succesivamente postata da natural killer abbiamo una situazione molto simile con i figli dei rispettivi personaggi.

concordo pienamente, Garet.

Penso che sarà una ottima storia, chissà i commenti di Carson a proposito di Lupe e Tex?? :D

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Mi sbaglierò... ma ho l'impressione che Carson non ci sarà in questa storia, in ogni caso io me lo figuro con aria complice che dice "uhm uhm" oppure con aria comprensiva che dice "sei perso tra i dolci ricordi satanasso?" :D

 

Comunque piccolo OT: ho recuperato entrambi i mazzi delle carte di Tex (molto belle secondo me), le abbiamo inaugurate in famiglia e nelle prime due partite a "scala 40" al momento di mettere la carta nel mezzo del tavolo è uscito due volte di seguito l'asso di picche! Fortuna che non siamo superstiziosi ma solo scaramantici :lol2:

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<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Garet dice:

Mi sbaglierò... ma ho l'impressione che Carson non ci sarà in questa storia, in ogni caso io me lo figuro con aria complice che dice "uhm uhm" oppure con aria comprensiva che dice "sei perso tra i dolci ricordi satanasso?" :D

 

Me lo immaginerei Carson con aria divertita :D

 

I disegni penso che saranno ottimi: Piccinelli disegna sempre delle donne fantastiche. 

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On 17/7/2017 at 10:56, ElyParker dice:

I disegni penso che saranno ottimi: Piccinelli disegna sempre delle donne fantastiche. 

Completamente d'accordo. La bellezza di Lupe nell'anteprima non trovo parole per descriverla! Tuttavia, pur piacendomi molto i disegni di Piccinelli, trovo che un pò troppo spesso disegni agli uomini dei nasi un pò troppo grossi, me li ricordo in storie come "Vendetta per Montales", "I trappers di Yellowstone", "La stirpe dell'abisso". Almeno questa è una mia impressione :P

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On ‎19‎.‎07‎.‎2017 at 08:29, Mav82 dice:

Ottima copertina e belle tavole, sono curioso di vedere la trama della storia.Anche se ancora ho da leggere l'ultimo albo...sono un po' indietro:lol::lol:.

ahahah a chi lo dici. A me manca pure l'albo di giugno, dovrò rimediare.

 

Per quanto concerne i nasi troppo grossi, è un particolare che mi è sfuggito. Guarderò.

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On ‎25‎/‎07‎/‎2017 at 08:28, ElyParker dice:

ahahah a chi lo dici. A me manca pure l'albo di giugno, dovrò rimediare.

 

Per quanto concerne i nasi troppo grossi, è un particolare che mi è sfuggito. Guarderò.

:lol::lol:mi rincuori!:lol:

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Recupero i miei post perduti.

 

Dopo il primo albo

Ottima prima parte della storia che ci propone il ritorno di Lupe.
Boselli trova il sistema di sgusciare dall'angolo dove aveva portato Tex e Lupe entrambi vedovi...
Nel prossimo numero troveremo a sorpresa una Lupe più matura prigioniera nel deserto?
Piccinelli grandissimo, si conferma disegnatore di grande talento. Perchè non affidargli un Texone?

 

Dopo il secondo

Parto dai disegni.

Piccinelli bravissimo in ogni dettaglio, dalla costruzione delle tavole alle sequenze, dove immagino esserci anche lo zampino dello sceneggiatore, fino alla sapiente distribuzione dei neri che amplifica notevolmente il suo gradevolissimo tratto, che si avvicina a quello del suo maestro Villa, riuscendo a distinguersi con la sua personale caratterizzazione.
Ottime le inquadrature, i tagli, gli sfondi, le fisionomie dei personaggi e l'espressività dei primi piani.
AP forever su Tex e sulle cover di Zagor.

E passo alla storia.
 
Lupe non deve morire, parafrasando Stephen King, e così è stato. D'altra parte ne eravamo tutti, o quasi, convinti. Boselli riesce nella quadratura del cerchio, non certamente facile, giustificando sia come Lupe si sopravvissuta, sia come Tex non l'abbia a suo tempo trovata e possa averla a lungo considerata morta. 

Tex affronta il passato, e non è la prima volta, ma stavolta non è lui a rievocare eventi vissuti e apprende da Luz che Lupe è ancora viva. Ma a parte questo dettaglio per il resto è il Tex che conosciamo e riconosciamo, pronto a intervenire e a studiare un piano che consentirà ancora una volta di risolvere ogni controversia. Tex c'è quanto basta! 

Kit si ritaglia uno spazio da protagonista dapprima salvando Luz nel deserto, poi dando prova della sua abilità e conquistandosi la riconoscente ammirazione di Ruben e infine battendosi da par suo con i vaqueros di Rodrigo. 

Carson e Tiger svolgono al meglio il loro ruolo di comprimario confermando il primo la propria abilità dialettica e il secondo di preferire come al solito l'azione alle parole. 

Luz splendida protagonista si mostra degna figlia di Lupe e Ruben dopo l'iniziale sbandata torna sulla retta via senza raggiungere lo spessore che caratterizza invece la sorella.  

Ricardo ex buono divenuto cattivo e redento alla fine che conclude la sua pista nel punto in cui il suo destino si era incrociato con quello di Lupe. Buono, cattivo, grigio? Diciamo umano con tante contraddizioni che probabilmente scanserà l'inferno ma dovrà scontare un lungo periodo in Purgatorio... 

Chi invece finisce all'inferno è Rodrigo vera anima nera della vicenda, cattivo tout court, che non usa maschere per coprire la sua malvagità e finisce a mordere la polvere imbottito del piombo di Fernando Drigo zio tutore dei figli di Lupe. 

E il tutto si succede a ritmo serrato una volta finito lo spazio dei flashback e si procede in presa diretta. Coinvolgente ed emozionante la storia, brillanti e ben calibrati i dialoghi, tostissime le scene di azione. Se poi a qualcuno dispiace il tutti vissero felici e contenti (a parte si intende i deceduti vari) pazienza. Per me va bene così con un finale peraltro che lascia spiragli a un nuovo possibile incontro qualora venisse l'idea buona (sempre che quest'ultima non stia già covando nella mente di Boselli)

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Mi dispiace per tutti i recenti post andati perduti e mi congratulo con gli amministratori del sito per aver salvato l'enorme mole di dati che sono ancora presenti nei database.

Non sto a riportare i miei commenti, ma voglio dire solo una cosa.

Poiché in un commento avevo "rivisitato" in un succinto riassunto la storia del ritorno di Lupe, trama per la quale avevo addirittura ricevuto i complimenti di Borden, e poiché non mi sembra opportuno riportarla in un nuovo commento perché magari l'avete letta tutti, mi deciderò a riproporla soltanto se qualcuno me lo chiederà.

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Sono tra i pochi a cui la storia è piaciuta, così com'è. Certe critiche, alcune non prive di fondamento, mi sono sembrate un tantino esagerate. Non ho visto grosse differenze tra un albo e l'altro e per me, non sarà la storia del centinaio, ma si ritaglia il suo spazio nella fascia 601-700.

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Uh, che peccato che il post che mi è costato il biasimo imperituro nell'altro forum sia andato perduto, in ogni caso, visto che almeno qua si può parlare bene di una storia di Boselli senza che l'attuale deus ex-machina ti spari un pippone interminabile per smorzare ogni timido entusiasmo, io ribadisco anche a una seconda riletura che la storia, pur con difetti evidenti e incongruenze che anche il meglio disposto lettore non può non rilevare, a me è piaciuta. Certo, la prima parte resterà uno dei migliori albi Texiani degli ultimi anni, la seconda purtroppo presenta un personaggio, quello di Don Ricardo, che rappresenta tutto ciò che non mi va giù in certi personaggi Boselliani; prima è buono poi diventa cattivo poi si pente e si ri-pente etc etc, ma stavolta il personaggio è veramente TROPPO carogna perchè si creda in una sua così repentina folgorazione sulla via di Damasco. I personaggi che aspettavamo e per i quali palpitavamo erano Tex e Lupe, metterne altri e così complessi ha secondo me tolto spazio a un rapporto per il quale resta comunque indimenticabile ogni vignetta, visto che il mio sogno di ragazzino era che tornassero tutte le eroine Texiane (almeno quelle che non sono morte!)  che sono state i miei primi amori, tra le quali appunto Lupe e Tesah (ma anche Nellie Delaney de "Il fuoco", che secondo me più di ogni altra ha rischiato di diventare la seconda signora Willer). Sono tra coloro che ama il recupero dei personaggi e che si parli del passato di Tex, e considero Boselli di gran lunga lo scrittore più adatto per questo tipo di operazione, pazienza poi se si prende qualche libertà nella cronologia, visto che il primo a farlo fu GLB e fece benissimo perchè Tra due bandiere resta un capolavoro; però ecco, vorrei che i personaggi recuperati fossero al centro della storia, Lupe nel secondo albo viene troppo oscurata dai figli e dal secondo marito, e ciò mi è molto dispiaciuto.

 

Comunque dopo un primo albo da 9 in pagella e un secondo da 5, viene comunque fuori una ottima media; quindi ok, non un capolavoro, ma che si parli di "ca**ta pazzesca" o "Storia insultante per il lettore" come succede in altri lidi mi sembra semplicemente fuori da ogni logica; se questa storia è insultante, i Fratelli Donegan cosa sono? un pestaggio col tirapugni?

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Avevo già risposto a questa discussione parlando di quanto fosse bello "Il ritorno di Lupe" ma purtroppo il messaggio si è perduto insieme a chissà quanti altri scritti.

Non fa nulla, ricomincio e ringrazio chi ha permesso la riapertura del forum e il contenimento dei danni ad esso...

Il primo albo di questa splendida storia mi ha lasciato decisamente affascinato ed estasiato: "Capolavoro!" ho pensato alla prima lettura e "Capolavoro!" lo penso tutt'ora...

Prima parte di una storia che poi entrerà nel vivo solo con l'albo successivo e che potrebbe essere quasi considerata autonomamente. Un intreccio particolarissimo e davvero tante le emozioni per il ritorno di uno splendido personaggio che tantissimi da decenni volevano rivedere.

Personalmente reputo l'albo tra i 3 migliori di quest'anno: la tempra sempre inossidabile della cara Lupe, il coraggio dei due bimbi che stranamente si inseriscono alla perfezione nella vicenda (anche perchè saranno loro i veri protagonisti di "La prigioniera del deserto"), la struttura frenetica ma entusiasmante delle scene d'azione e il gioco di ruoli fra i personaggi reso in maniera eccelsa basterebbero per rendere favoloso l'albo in questione ma trovo impossibile non ricordare le scene riprese pedessiquamente da GLP/Galep, il bellissimo layout della pagina 25, i favolosi sguardi di vegliarda tenerezza di Carson verso la giovane ragazza e le scene in cui Tex e Lupe rimangono soli nella loro "intimità" e nella loro comune caratteristica: essere entrambi vedovi. Favoloso il finale in cui non sappiamo (ma possiamo ben intuire) cosa sia successo a Lupe dopo il volo. Dentro di noi sale un pensiero chiudendo l'albo: "Lupe non può essere morta, Lupe non deve essere morta!"

Bello tutto, nessuna sbavatura, testi armoniosi con i disegni magistrali di un Piccinelli che secondo me qui ha davvero dato il meglio di sé. Copertina di un Villa che non si smentisce mai e che ci regala ogni pese un'opera d'arte.

Passiamo alla seconda parte di questa storia, "La prigioniera del deserto". Che dire...?

Se per il primo albo avrei dato complessivamente un bel 9, in questo albo posso benissimo dare un modestissimo 6,5 a causa non tanto della trama della vicenda principale quanto per la velocità del tutto (storia decisamente caratterizzata e ben esposta ma che forse avrebbe meritato qualche pagina in più) e per il finale poco convincente. Ora mi spiego meglio.

L'effetto WOW del primo non l'ho ritrovato nel secondo, la trama è molto ben congeniata ma l'enorme buco temporale che ha permesso la trasformazione da buono a cattivo di Don Ricardo non mi è piaciuta, troppo frettolosa e forse azzardata (la vedo dura che il boss di un appezzamento così importante non riesca a sapere dal soprastante certi loschi traffici). Anche il finale, che mi ha deluso non poco, non l'ho visto molto particolareggiato o azzeccato. Il continuo cambio di posizione Buono-Cattivo-Buono di Don Ricardo mi ha infastidito e ripeto, reputo assurdo e totalmente impossibile, il suo "non sapere". Quest'ultimo elemento si è riproposto nel figlio di Lupe ma qui ho ritrovato una maggiore plausibilità. Anche il finale pecca sul ritmo, troppo accelerato: in 20 pagine i Nostri entrano abbastanza facilmente nel carcere, fanno fuori la maggior parte degli uomini di guardia,  liberano Lupe (ricordo rinchiusa nella cella più nascosta e buia dentro alla montagna) e scoprono anche un traffico di schiave (tanto per cambiare ignorato da Don Rodrigo). No, se la trama sulla carta poteva anche starci la sua realizzazione mi ha lasciato deluso. Ultimo fatto: anche credendo alla versione innocente di Ricardo personalmente non lo avrei fatto morire, lo avrei fatto sopravvivere con l'obbligo di avere un legale processo accompagnato dalla classica buona parola di Tex. Per dirla tutta lo avrei voluto marcire in galera e almeno farsi qualche annetto.

Per carità non è una brutta storia, anzi, mi piace tantissimo il personaggio di Ruben (le scene alla missione, quella dello stallone nero, che personalmente avrei allungato, la sua vita all'ombra del patrigno), mi piace il personaggio di Rodrigo, cattivo a tutto tondo, la testardaggine di Luz pari solo a quella della madre. Qui semplicemente Borden ha perso la grinta che aveva messo nel primo, ha perso quella fluidità narrativa che sempre lo ha caratterizzato positivamente.

I disegni ricalcano la qualità del precedente albo, chiaroscuri e inquadrature molto belle, azzeccata la scelta di modificare la fisionomia di Ricardo tra la prima e la seconda parte (per intenderci, il taglio della barba e dei capelli).

Ci sta, nulla è perfetto e questo albo non è rinnegabile, è un albo godibile con ottimi disegni. Mi spiace davvero tanto perchè l'albo precedente lo ripeto rimane un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O e la storia, che poteva dimostrarsi se gestita meglio la seconda parte una tra le migliori degli ultimi anni, ha lasciato nel finale parecchio amaro in bocca.

Una domanda: Perchè ultimamente si continuano ad incastrare le storie nei classici due albi mensili invece di dedicare il giusto spazio alle storie e "rubare" 20-30-40 pagine all'albo successivo come è successo per 50 anni?

 

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Visto che ci sono state un paio di richieste, vi ripropongo il riassunto (un po' stringato per la verità) di una mia personalissima e alquanto improponibile versione della storia "Il ritorno di Lupe".

La storia, a quanto pare è piaciuta un pochino a Borden e questo mi ha ha reso molto felice.

Inoltre il nostro bravissimo autore mi ha detto di aver letto qualcosa dei miei romanzi (molto più improponibili di questa storia) su Tex e i suoi pard (che potrete trovare sul mio sito visibile nel mio profilo).

A questo proposito, mi piacerebbe avere le vostre critiche, anche le più feroci, perché a me pare, ma io non ho voce in capitolo, che non siano niente male, anche se adir poco "originali" e improponibili (se li leggerete capirete il perché).

Ma ora, bando alle ciance, eccovi la "mia" storia su Lupe.

 

Kit incontra nel deserto una ragazza stremata. Quando Tex la vede impallidisce riconoscendo nei suoi lineamenti quelli di Lupe.
La ragazza però non può esserne la figlia e Tex racconta in un flashback la storia di Lupe ai suoi pard.
Qualche anno prima, poco tempo dopo la morte della sua amata Lilyth, Tex, lasciato il figlio alle amorevoli cure dei suoi Navajo, cercava la solitudine errando nei territori tra Arizona e Messico.
Nei territori della Sierra incontra dei peones diventati guerriglieri per contrastare ai soprusi di un ricco ranchero che tratta i contadini che lavorano nelle sue terre come se fossero di sua proprietà. Scopre anche che costui, invaghitosi di una ragazza bellissima, l'ha rapita per costringerla a divertarne lo sposo.
Tex naturalmente si offre di aiutare i peones a combattere il signorotto e liberare la fanciulla. Dopo aver scoperto il luogo dove la ragazza è tenuta prigioniera e dopo aver accoppato un buon numero di sgherri del ranchero, Tex raggiunge e libera la ragazza. Scopre così che si tratta di Lupe.
Dopo alcuni brevissimi momenti di ringraziamenti da parte di Lupe, i due si accorgono che altri uomini del ranchero sono arrivati nel frattempo e hanno messo sotto assedio la casa, fortunatamente ben difendibile, dove sono asserragliati i due giovani.
Dopo un paio di giorni di assedio, proprio quando i due stanno per essere sopraffatti, arriva in loro aiuto un gruppo di peones armati fino ai denti.
Gli assedianti, presi tra due fuochi, in breve vengono messi in condizioni di non nuocere. Ma il loro capo, pur crivellato di colpi, afferra Lupe nel vano tentativo di non cadere tra le rocce e la trascina con sé nel baratro. Lupe scompare tra i flutti del torrente impetuoso.
Tex finisce il racconto dicendo che si è tuffato nel tentativo di salvarla e che l'ha cercata a lungo invano.
Quando si sveglia, a sua volta la ragazza racconta a Tex la sua storia.
Si chiama Luz e viveva in un pueblo di Apache con sua madre Morena che gli indiani chiamano Sinayer (N.d.A.: sin ayer, in spagnolo senza ieri) poiché ha perso la memoria e non ricorda il suo passato. La rispettano e la trattano come una persona sacra perché credono che il dio Manito l'abbia toccata rubandole i giorni passati.
Tex impallidisce per un istante mentre Luz continua il racconto.
Un giorno il pueblo apache viene assalito da una banda di messicani cacciatori di scalpi, quasi tutti gli apache vengoso uccisi e scalpati e sua madre viene rapita. Luz, aiutata dal vecchio sciamano, riesce a mettersi in salvo.
Più di una volta ha sentito gli Apache raccontarle del capo bianco dei Navajo come di un uomo forte e generoso che aiuta i deboli senza badare al colore della loro pelle e decide di cercarlo per chiedere il suo aiuto per liberare la madre che rischia di essere venduta come schiava.
Tex non perde un attimo e si mette subito in viaggio seguito dai suoi pard e da Luz. Giunti dopo pochi giorni a quello che resta del pueblo apache, Tiger non ci mette molto a trovare le tracce dei razziatori. In breve i cinque raggiungono il covo dei banditi e, dopo aver trovato il luogo in cui è rinchiusa la madre di Luz, Tex studia un piano: mentre lui raggiunge la prigioniera per liberarla e proteggerla, i suoi pard scateneranno l'inferno.
E così è. Tex libera Lupe (perché è proprio lei la madre di Luz) che però non lo riconosce e, dopo una furiosa battaglia, degli sciacalli cacciatori di scalpi nessuno rimane in vita. Però Lupe cade colpita alla testa. Le grida disperate di Tex e di Luz sono un tutt'uno. Ma per fortuna la pallottola ha colpito la donna solo di striscio: Lupe è ancora viva. Il colpo alla fronte le ha fatto recuperare la memoria e, rinvenendo tra le braccia di Tex, lo stringe forte a sé. Tex la scosta da sé dolcemente e le rivolge uno sguardo interrogativo. Lupe intuisce la tacita domanda.

"Si, Tex, Luz è tua figlia" risponde lei sotto gli occhi meravigliati dei suoi pard e di Luz che corre ad abbracciare il padre.
Lupe racconta di essere stata salvata dai flutti del torrente da uno sciamano apache. Lei non ricordava del suo passato e non sapeva neanche di aspettare Luz né chi fosse il padre. Si è scelto il nome Morena per i suoi capelli nerissimi e ha vissuto per tutti questi anni tra gli Apache.
Ha cercato invano le sue origini e sperava che qualcuno l'avrebbe cercata e alfine trovata. Ma evidentemente i suoi cari la credevano morta.
Data l'ora tarda decidono di passare la notte nelle baracche dei banditi. Il giorno dopo sarebbero tornati tutti alla riserva dove Lupe avrebbe passato il resto della sua vita accanto a Tex.
Ma il mattino dopo nessuna traccia di Lupe e Luz.
Toccandosi la testa dolorante, Kit racconta che le due donne se ne sono andate lasciando un biglietto. Lui era di guardia, ha cercato di fermarle e di avvisare il padre, ma Lupe lo ha colpito alla testa facendogli perdere i sensi.
Tex legge il biglietto. Nella vita del ranger, capo di tutti i Navajo e loro agente indiano, non c'è spazio per lei e la figlia. Ha preso parte del denaro dei banditi che, anche se insanguinato, servirà per una giusta causa: dare una buona istruzione a Luz e farla crescere in una grande città.
"Tex, se mi ami, non mi cercare" conclude la lettera.
Tex capisce così di aver perso Lupe per la seconda volta.
Chissà per quanto tempo il sorriso non comparirà sulle sue labbra.

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<span style="color:red;">31 minuti fa</span>, Letizia dice:

 

"Tex, se mi ami, non mi cercare" conclude la lettera.
Tex capisce così di aver perso Lupe per la seconda volta.
Chissà per quanto tempo il sorriso non comparirà sulle sue labbra.

 

Bella trama e bella conclusione, ma se ai Texiani integralisti incalliti viene all'orecchio che Tex può amare un'altra donna a parte Lilith viene loro una sincope; vuoi essere la responsabile dell'intasamento di terapie intensive cardiologiche? occhio a dare queste emozioni troppo forti... :D

 

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Coyotenero, se la pensi così, NON leggere assolutamente i miei due romanzi "Lois" e "L'ultimo duello di Tex" (il duello, che naturalmente è all'ultimo sangue, è tra Tex e Kit Carson).

Anzi ti consiglio proprio di non leggere NESSUNO dei miei romanzi.

A parte i primi due "L'Aquila contro la Tigre" e "La luce nelle tenebre" che sono abbastanza leggeri, tutti gli altri sono molto duri da digerire.

Se poi li vuoi proprio leggere, procurati un gastroprotettore.

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, Letizia dice:

Coyotenero, se la pensi così, NON leggere assolutamente i miei due romanzi "Lois" e "L'ultimo duello di Tex" (il duello, che naturalmente è all'ultimo sangue, è tra Tex e Kit Carson).

Anzi ti consiglio proprio di non leggere NESSUNO dei miei romanzi.

A parte i primi due "L'Aquila contro la Tigre" e "La luce nelle tenebre" che sono abbastanza leggeri, tutti gli altri sono molto duri da digerire.

Se poi li vuoi proprio leggere, procurati un gastroprotettore.

 

Ma io non ne ho bisogno, stavo ironizzando sui Texiani tradizionalisti, proprio perchè non lo sono; o meglio, lo sono ma sono favorevole ai cambiamenti se fatti con criterio.

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L'emoticon sorridente ti aveva già tradito.

E ho risposto anch'io con ironia (solo che io non ho usato faccine per non scoprire le mie carte).

Non c'è sistema migliore per convincere qualcuno a fare qualcosa che suggerirgli caldamente di non farla. :rolleyes:

 

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