• Avvisi

    • TexFanatico

      ! Perdita Dati !   23/09/2017

      I motivi dell'assenza sono elencati nella seguente discussione:   In breve:   Sono stati persi tutti i dati da inizio agosto ad oggi Chi si fosse registrato in quel frangente dovrà rifarlo   Scusandomi per il disagio, vi ringrazio per la comprensione, pazienza e, spero, indulgenza.
natural killer

[684/685] Wolfman

Messaggi consigliati/raccomandati

Risultati immagini

 

Due killers tengono in scacco una città...

TEX

 684

Periodicità: mensile

WOLFMAN

uscita 07/10/2017

Soggetto: Pasquale Ruju

Sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Alfonso Font

Copertina: Claudio Villa


Tra le nevi del Montana, Wolfman Lang, l'uccisore di lupi, e il suo pard indiano War Cry minacciano di morte gli abitanti di Silver Bow. Ma Tex e Carson si trovano a passare da quelle parti...

 

15036512.jpg15036511.jpg

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

L'ultima di Ruju mi ha lasciato con l'amaro in bocca, una mezza delusione... spero quindi che questa storia mi riconcili con l'autore sardo, anche se non posso fare a meno di notare che Ruju continua imperterrito a produrre storie di due albi: lunghezza che lui da sempre ritiene congeniale a Tex, ma io francamente non credo che 220 tavole possano farci gridare al capolavoro. Comunque l'ambientazione innevata mi intriga assai, quindi aspetto fiducioso l'uscita...

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

 

On 28/9/2017 at 21:34, natural killer dice:

Tra le nevi del Montana, Wolfman Lang, l'uccisore di lupi, e il suo pard indiano War Cry minacciano di morte gli abitanti di Silver Bow. Ma Tex e Carson si trovano a passare da quelle parti...

 

NK, dove prendi le immagini dei Tex non ancora in edicola?

Nel sito SBE ho visto che c'è solo la copertina e che le altre immagini vengono dal servimg, che è un cloud in cui le hai caricate tu, ma da dove?

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 30/9/2017 at 13:12, Letizia dice:

 

 

NK, dove prendi le immagini dei Tex non ancora in edicola?

Nel sito SBE ho visto che c'è solo la copertina e che le altre immagini vengono dal servimg, che è un cloud in cui le hai caricate tu, ma da dove?

 

Dal sito Letizia, in ogni tavola è riportato il copyright

 

http://www.sergiobonelli.it/tex/2017/08/25/albo/wolfman-1001647/

 

wolf.jpg

Modificato da natural killer

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 29/9/2017 at 22:28, Leo dice:

L'ultima di Ruju mi ha lasciato con l'amaro in bocca, una mezza delusione... spero quindi che questa storia mi riconcili con l'autore sardo, anche se non posso fare a meno di notare che Ruju continua imperterrito a produrre storie di due albi: lunghezza che lui da sempre ritiene congeniale a Tex, ma io francamente non credo che 220 tavole possano farci gridare al capolavoro. Comunque l'ambientazione innevata mi intriga assai, quindi aspetto fiducioso l'uscita...

 

Ecco un'osservazione che mi sento di contestare: il capolavoro ci può stare eccome in 220 pagine ed anche in molto meno . Vuoi degli esempi? La sconfitta." 125 pagine, "Massacro" 155 pagine, "La ballata di Zeke Colter", 94 pagine. le prime due per me sono tra le 10 migliori storie di Tex in assoluto.

Quello della lunghezza è un pregiudizio di cui fareste bene a liberarvi-

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Mi tocca essere d'accordo con Carlo :D

Ad "allungare il brodo" si rischia solo di annoiare, mentre se non si ha nulla

da dire anche 32 pagine diventano troppe!

Gli americani mal digeriscono i nostri fumetti proprio per la loro prolissità

(Il texone di Kubert venne progettato come una miniserie ad episodi concatenati

apposta per cercare di attecchire in territorio USA).

E poi il primo Bonelli scriveva solo storie corte!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">56 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Gli americani mal digeriscono i nostri fumetti proprio per la loro prolissità

 

Va be', ma stiamo parlando di un popolo che, da ciò che sento dire, ha una soglia dell'attenzione bassissima, un po' come... mumble, mumble... come si sta trasformando la nostra?

 

Poiché ogni volta che si tira fuori la questione della lunghezza Carlo cita La sconfitta, Massacro, La ballata di Zeke Colter, io mi limito a dire che, sebbene vi siano state molte e bellissime storie brevi nella vita editoriale di Tex, è comunque un dato di fatto che, per molti lettori (altrimenti tali commenti non nascerebbero), la memoria delle belle storie di Tex sia legata a molti episodi di grande lunghezza. Poi, certo, se mi si dà la scelta tra qualsiasi storia-fiume di Nolitta ed "Eroe per caso", mi prendo la seconda senza esitare... :D

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

La storia della SBE parla da sola:

Nei primi decenni sono state prodotte serie anche notevoli, in cui nessuna pagina

andava sprecata. Celebrati e rimpianti serial arrivano a malapena a riempire

qualche albo "gigante" (Kociss, Mani in Alto!, I Tre Bill, Hondo, Sgt York), eppure

le loro avventure semplici ma fulminanti restarono nell'immaginario, anche all'estero.

Le cose cambiarono solo negli anni sessanta, con Sergio Bonelli che adorava

le storie fiume e lo ha ampiamente dimostrato.

Gli americani sono quello che sono, ma di fumetti non possiamo dire che non

se ne intendono, visto la produzione colossale dai primi anni del '900 a oggi.

E come chi se ne intende lo sa, fanno anche loro capolavori, spesso in 21 pagine

(Will Eisner per tutti).

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Io credo che non ci sia una regola, ma è ovvio che avendo più pagine disponibili si può creare una storia più ricca...sotto tutti i punti di vista.

Ho comprato tutti gli album di tex usciti finora, ma credo che non li comprerò più, perchè storie così brevi a me non piacciono proprio...

Credo che uno dei punti di forza di Tex sia proprio quello di avere storie libere da vincoli per quanto riguarda il numero di pagine, storie ad ampio respiro alternate anche a storie meno lunghe..per me, le imposizioni dei due-tre albi e le storie brevi hanno fatto male a Tex, però sò che è necessario perchè i disegnatori sono lenti,sò già che in altri paesi  è così, che oggi si fà cosi e via discorrendo.....

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">13 ore fa</span>, virgin dice:

 

Va be', ma stiamo parlando di un popolo che, da ciò che sento dire, ha una soglia dell'attenzione bassissima, un po' come... mumble, mumble... come si sta trasformando la nostra?

 

Dovresti essere un ragazzo abbastanza intelligente da non credere a queste sciocchezze ma a quanto pare nessuno è immune da stupidi pregiudizi.

Se non te l'ha mai detto nessuno, sono stati proprio gli americani ad inventare i fumetti come li conosciamo oggi e sono stati proprio gli autori americani ad influenzare quelli italiani attivi dagli anni 30 in avanti. Galep, Muzzi e Nicolò erano chiaramente influenzati da Alex Raymond e Hal Foster; Letteri si ispirava a John Prentice che di Raymond era stato allievo. Ticci invece guardava principalmente a Milton Caniff, capofila dell'altra grande scuola fumettistica che ancor oggi influenzano i disegnatori esistenti.

Anche gli americani hanno le storie lunghe, altro che bassa soglia di attenzione, solo che sono articolate in capitoli dalle 20 alle 32 pagine invece che 94 o 110. Il paperback di Watchmen che  ha più di 288 pagine senza contare extra  e redazionali, è continuamente ristampato da  decenni.

Anche in Italia, prima della seconda metà degli anni 60, lo standard era fissato su episodi da una ventina di pagine l'uno, poi Bonelli ha deciso di varare il formato attuale ma per mantenerlo ha dovuto rinunciare definitivamente all'idea dell'unico sceneggiatore e disegnatore che è quasi lo standard altrove.

 

Cita

Poiché ogni volta che si tira fuori la questione della lunghezza Carlo cita La sconfitta, Massacro, La ballata di Zeke Colter, io mi limito a dire che, sebbene vi siano state molte e bellissime storie brevi nella vita editoriale di Tex, è comunque un dato di fatto che, per molti lettori (altrimenti tali commenti non nascerebbero), la memoria delle belle storie di Tex sia legata a molti episodi di grande lunghezza. Poi, certo, se mi si dà la scelta tra qualsiasi storia-fiume di Nolitta ed "Eroe per caso", mi prendo la seconda senza esitare...

 

Probabilmente il fatto che per me la lunghezza non sia un problema deriva anche dall'età. Quando ero bambino l'offerta di fumetti era molto diversificata  nei formati e nella lunghezz  adelle storie. Tuttora le mie letture sono molto varie sia per ciò che riguarda i fumetti che la narrativa e saggistica in genere   Molti di voi, invece di  fumetti leggono solo quelli Bonelli o addirittura solo  Tex. Questione di imprinting.;)

Se sei abituato a fare merenda solo con la marmellata di more, potresti anche credere a chi ti dice che quella di arance fa  schifo.:D

 

Americani, Britannici, Francesi e Belgi hanno creato capolavori in sole venti o 46 pagine. 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Il problema nella quantità del numero delle pagine, ma nella qualità delle storie. Io amo alla stessa misura lo Sherlock Holmes dei 4 romanzi e dei 56 racconti, il Mike Oldfield dei tre minuti di Moonlight Shadow come quello della cinquantina di Tubular Bells. Ci sono state storie epiche di Tex, altre così e così, qualcuna mal riuscita anche solo per le differenze fra scritto e immaginato: belle tavole ma trama rivedibile e viceversa. Senza dimenticare che i giudizi sono sempre soggettivi e mai del tutto uguali. Se devo fare un appunto lo faccio sulla maniera per così dire sbrigativa con cui si sono conclusi diversi episodi, il che a qualcuno è sembrata la logica conclusione dell'obbligo della legge n.220 (pagine), ad altri ha fatto muovere il dito accusatore verso storie troppo diluite all'inizio e poi serratissime alla fine.

Nota finale: la storia degli uomini giaguaro è la più lunga di sempre nella storia di Tex, a mio modo di vedere una delle più affascinanti. E'quella delle famose 30 righe "tagliate" a Sergio Bonelli e che potrebbero costituire da sole una ministoria a sé. Peccato, correggetemi se sbaglio, che non sia mai stata proposta colorata.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, Carlo Monni dice:

 

Dovresti essere un ragazzo abbastanza intelligente da non credere a queste sciocchezze ma a quanto pare nessuno è immune da stupidi pregiudizi.

Se non te l'ha mai detto nessuno, sono stati proprio gli americani ad inventare i fumetti come li conosciamo oggi e sono stati proprio gli autori americani ad influenzare quelli italiani attivi dagli anni 30 in avanti. Galep, Muzzi e Nicolò erano chiaramente influenzati da Alex Raymond e Hal Foster; Letteri si ispirava a John Prentice che di Raymond era stato allievo. Ticci invece guardava principalmente a Milton Caniff, capofila dell'altra grande scuola fumettistica che ancor oggi influenzano i disegnatori esistenti.

Anche gli americani hanno le storie lunghe, altro che bassa soglia di attenzione, solo che sono articolate in capitoli dalle 20 alle 32 pagine invece che 94 o 110. Il paperback di Watchmen che  ha più di 288 pagine senza contare extra  e redazionali, è continuamente ristampato da  decenni.

Anche in Italia, prima della seconda metà degli anni 60, lo standard era fissato su episodi da una ventina di pagine l'uno, poi Bonelli ha deciso di varare il formato attuale ma per mantenerlo ha dovuto rinunciare definitivamente all'idea dell'unico sceneggiatore e disegnatore che è quasi lo standard altrove.

 

Dovresti essere un avvocato abbastanza intelligente da riuscire a non farti ingannare da una frase ironica, ma a quanto pare nessuno è immune da stupidi svarioni.

 

Seriamente, Carlo, che pippone sei riuscito a tirare fuori da una semplice battuta? Rivelata tra l'altro in maniera evidente dal conclusivo "come la nostra". :rolleyes: 

 

Se non si capisce, vorrà dire che sarò costretto a fare come il povero borden, che deve riempire ogni messaggio con faccine ironiche per non essere frainteso e scatenare guerre mondiali. :P 

 

10 ore fa, Carlo Monni dice:

Americani, Britannici, Francesi e Belgi hanno creato capolavori in sole venti o 46 pagine. 

 

Verissimo, ma non vedo che cosa c'entri con Tex. Se io dico che secondo me Ken Follett rende al meglio nei mattoni di mille pagine e qualcuno mi risponde che Cyril Kornbluth ha scritto capolavori di una pagina, io sono perfettamente d'accordo, ma rimane pur sempre una risposta fuori argomento.

Né intento della mia risposta era affermare che sono belle storie solo quelle lunghe; volevo soltanto dire che i gusti sono gusti per spezzare una lancia in favore di chi, ogni volta che afferma: "Peccato che questa storia non sia più lunga", si sente pantografare l'inevitabile sequenza Massacro-La ballata di Zeke Colter-Fumettistatunitensbritanfrancobelgi.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">9 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Nota finale: la storia degli uomini giaguaro è la più lunga di sempre nella storia di Tex, a mio modo di vedere una delle più affascinanti. E'quella delle famose 30 righe "tagliate" a Sergio Bonelli e che potrebbero costituire da sole una ministoria a sé. Peccato, correggetemi se sbaglio, che non sia mai stata proposta colorata.

 

Le "famose 30 righe tagliate" sono in realtà 38 pagine.

E' verissimo che non sono mai state colorate perché non sono mai state inserite nella interminabile storia degli Uomini Giaguaro che sarebbe costituita, se contiamo anche i 38 tagli, da ben 624 pagine.

Credo che in rete circoli la versione digitale del Tex 390, L'Idolo Atzeco, in versione integrale con 162 pagine

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Penso che sia inevitabile che in una discussione tra fumettologi più o meno esperti scappi un po' di "nozionismo".

Noto inoltre questa pagina si è riempita di cose interessanti avendo letto a malapena due tavole della storia!

Fra pochi giorni potremo finalmente avere in mano l'albo e speriamo che Font abbia fatto tesoro delle critiche

e si sia messo un po' più di impegno.

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">20 ore fa</span>, Letizia dice:

 

Le "famose 30 righe tagliate" sono in realtà 38 pagine.

E' verissimo che non sono mai state colorate perché non sono mai state inserite nella interminabile storia degli Uomini Giaguaro che sarebbe costituita, se contiamo anche i 38 tagli, da ben 624 pagine.

Credo che in rete circoli la versione digitale del Tex 390, L'Idolo Atzeco, in versione integrale con 162 pagine

Certo, erano pagine e non righe, non so come mi sia venuto fuori questo strafalcione.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Le candide nevi del Montana fanno da cornice a questa storia che vede l'intreccio di una classica trama "gialla" per scoprire chi ha ucciso Justin Lang con quella della determinata volontà di vendetta di suo fratello Wolfman deciso a punire i responsabili con il sangue di tutto il villaggio di Silver Bow.

Pasquale Ruju mostra di trovarsi a suo agio nella gestione della sceneggiatura che costruisce con un taglio molto cinematografico con sequenze e stacchi che ci portano dentro una vicenda torbida nella quale mette in campo un gran numero di protagonisti.

A partire dai fratelli Lang, il primo destinato a uscire rapidamente di scena non senza avere il tempo di lasciare comunque il segno, il secondo grande protagonista di tutto il primo albo con la sua belluina, ma lucida strategia affiancato dal solo fedele indiano War Cry. La piccola comunità mineraria viene sconvolta dagli eventi che si succedono dall'arrivo di Justin Lung al suo assassinio e alla successiva barbara uccisione della sceriffo che non sarà che la prima di una serie di morti provocate da Wolfman. Ma chi ha ucciso il giovane Lang scatenando la furia del fratello maggiore? I sospetti son tanti, dal gambler Wade, umiliato e costretto a rinunciare a una mano vincente da Justin alla sua compagna Jody, entraîneuse al saloon come l'altra ragazza Tara, ultima ad aver visto in vita Justin. Il giovane Percy, fratello di Tara, che mostra un attaccamento morboso alla sorella, così come pare di cogliere qualche legame tra la ragazza e il nuovo sceriffo. E gli altri due giocatori al tavolo dell'ultimo poker oltre agli altri avventori non possono venire esclusi dalla lista dei sospetti. E se il movente da un lato può essere soltanto quello dei soldi e dell'oro esibito dal giovane Lang, non si può escludere quello della vendetta o quello più sottile della gelosia che può aver armato la mano dell'omicida consentendogli di sorprendere il pur navigato Justin.



E Tex e Carson che in un primo momento avevano lo scopo di mettere il sale sulla coda ai quattro assassini del vecchio cercatore Ebenezer Pruett, dopo aver rapidamente mandato a miglior vita i primi tre, giungono a Silver Bow sulle tracce del quarto uomo per scoprire che si trattava proprio di Justin Lang. Qui il loro compito cambia divenendo quello di proteggere la comunità dalla minaccia di Wolfman, ma anche quello di risalire all'autore dell'omicidio che ha dato il via alla tragica vicenda.

Alfonso Font presta i suoi pennelli mettendo in scena splendidi paesaggi, movimentate scene d'azione e ammiccanti donnine. So che molti non gradiscono il suo tratto e soprattutto la caratterizzazione di Tex e dei pards da parte del disegnatore spagnolo, qui alla sua seconda storia con Ruju (dopo Mezzosangue) e alla sua dodicesima storia di Tex, avendo realizzato i disegni di dieci storie scritte da Boselli. 

Nel complesso albo di buona fattura che lascia la curiosità di scoprire in che modo Tex porrà fine alla minaccia di Wolfman e arriverà a incastrare l'assassino (assassina?) del fratello.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Riprendo le parole di Marco, albo complessivamente di buona fattura nella narrazione che scorre piacevole, buoni i personaggi e buono l'antagonista, bravo Ruju che sa ricreare una bella atmosfera.Poco convincente tuttavia il movente della vendetta che porta il trapper a diventare addirittura un serial killer a spese dei cittadini onesti di Silver Bow anche a voler considerare che non è uno stinco di santo. Troppo affrettato anche come lui scopra subito della morte del fratello e poco chiari restano i legami tra i due fratelli, insomma forse valeva spendere qualche pagina in più per descrivere il quadretto familiare, un po' come fece Boselli in "Giovani assassini". Dei disegni salvo solo la neve.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Buon primo tempo che ho trovato interessante senza intoppi nella trama. A me i disegni piacciono e ritengo il tratto adatto all'ambientazione invernale.

Rimango curioso di scoprire come si concluderà la storia. Immagino che sapremo qualcosa di più su Wolfman nel prossimo numero, magari proprio attraverso lui stesso. 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 7/10/2017 at 18:52, TexNordEst dice:

Rimango curioso di scoprire come si concluderà la storia

Ma dai, lo sappiamo tutti come si concluderà la storia, così come sappiamo tutti chi è stato a uccidere il fratello di Wolfman (perché chiamarlo assassino mi sembra un po' esagerato).

Quello che ci aspettiamo di vedere è quello che succederà "nel mezzo", cioè come si svilupperanno gli eventi fino ad arrivare al finale che tutti già conosciamo.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Il  commento a questa bella storia di Ruju sono un po' sacrificati da quelli relativi al Maxi uscito quasi in contemporanea con la serie mensile ( a proposito, una migliore programmazione dalla SBE sarebbe auspicabile per molte ragioni....).

E' altrettanto vero che i migliori commenti saranno quelli ad avventura completata.

L'inizio mi è sembrato incoraggiante, con Pasquale sempre meglio inserito nella saga ( con Mauro ormai sono  gli attuali e pricipali capisaldi della serie ).

Addirittura i disegni di Font, da me poco amato su questa collana, mi sono apparsi molto più aderenti di qualche avventura passata ( e non solo, come afferma Sandro, sul colore della neve).

Attendiamo con interesse il numero conclusivo di novembre.

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 7/10/2017 at 15:18, natural killer dice:

 

  Nascondi il contenuto

ATara, ultima ad aver visto in vita Justin. Il giovane Percy, fratello di Tara, che mostra un attaccamento morboso alla sorella, così come pare di cogliere qualche legame tra la ragazza e il nuovo sceriffo

 

Beh un legame c'è di sicuro ed è quello che si forma quando una donna offre certi... ehm... servizi in cambio di denaro.:P

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Adoro Font, che anche in questo albo conferma pienamente tutta la sua bravura, dai paesaggi innevati alle sue irresistibili donnine :D

P.S. non è certo il numero di pagine a determinare la qualità di un fumetto:  autori quali Magnus, Altuna o Moebius hanno creato capolavori in sole 8 pagine :rolleyes: Ed anche il disegnatore di questa storia, Alfonso Font, l'ho conosciuto quale autore di irresistibili storie brevi (dalle 4 alle 8 pagine), veri e propri gioiellini della Nona Arte, quali le "Storie Nere" e le "Storie di un futuro imperfetto", rispettivamente pubblicate in Italia sulle riviste "Eureka!" e "L'Eternauta" :old:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On ‎09‎/‎10‎/‎2017 at 16:04, Letizia dice:

Ma dai, lo sappiamo tutti come si concluderà la storia, così come sappiamo tutti chi è stato a uccidere il fratello di Wolfman (perché chiamarlo assassino mi sembra un po' esagerato).

Quello che ci aspettiamo di vedere è quello che succederà "nel mezzo", cioè come si svilupperanno gli eventi fino ad arrivare al finale che tutti già conosciamo.

Se vuoi ti dico pure che Tex e Kit non muoiono. :P Per conclusione naturalmente intendevo la "seconda parte".

Poi non è colpa mia se la Bonelli fa spoiler sui suoi stessi albi. Senza rivelare il colpevole, per me sarebbero rimaste in piedi più possibilità anche per quanto riguarda il finale vero e proprio. 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.