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    • TexFanatico

      ! Perdita Dati !   23/09/2017

      I motivi dell'assenza sono elencati nella seguente discussione:   In breve:   Sono stati persi tutti i dati da inizio agosto ad oggi Chi si fosse registrato in quel frangente dovrà rifarlo   Scusandomi per il disagio, vi ringrazio per la comprensione, pazienza e, spero, indulgenza.
natural killer

[684/685] Wolfman

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Anche in questo caso, mi rendo conto che non posso demandare ad altri neppure un semplice prossimamente. Ho rispiegato come si fanno o si dovrebbero fare, ma non posso fare tuto me, ostia! E non l'ho controllato perché non mi l'hanno fatto leggere. Per giunta sono partito. Il danno è fatto. Ma non così grave, sappiatelo...B)

Modificato da borden

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Per ora il primo albo riporta Ruju sugli ottimi livelli a cui ci aveva abituato fino a qualche tempo fa. Da un lato c'è un avversario che sembra davvero tosto e in grado di mettere in difficoltà Tex nell'uno-contro-uno; dall'altro una trama da giallo, un assassino nell'ombra e diversi personaggi che sembrano avere qualcosa da nascondere.

Ho respirato - in parte - le atmosfere di "Orrore", la storia di Medda di ormai vent'anni or sono: il micromondo del piccolo paese sperduto, con i suoi diversi personaggi caratteristici - il baro, le ragazze del saloon, il fratello della ragazza, lo sceriffo... -, una minaccia incombente e un killer misterioso che potrebbe essere il più insospettabile tra loro... A proposito, fortunatamente non ho letto l'anticipazione del prossimo numero, quindi ancora brancolo nel buio su chi sia davvero l'assassino! 

Soggetto che forse, tenuto conto anche della velocità di Font, avrebbe potuto svilupparsi in più di due albi (eh sì, sono uno di quelli per cui le storie che non si dimenticano sono quelle lunghe). A proposito di Font: al di là dei gusti personali - ci sono quelli che non lo possono vedere, io sono tra quelli che lo apprezzano, anche se non è certo il mio preferito - ripeto quello che ho scritto in occasione della sua storia precedente, "Winnipeg": le storie cittadine piene di personaggi non gli si addicono, e chi non lo può vedere lo troverà ancora più indigesto in questo contesto. Siamo lontanissimi dalle tavole di "Colorado Belle", che ritengo il suo lavoro migliore su Tex.

 

Lamentela finale: ma il pard indiano proprio War Cry si doveva chiamare? Ma i bei nomi di una volta come Piccola Volpe, Cavallo Giallo, Grosso Tuono ecc. non usano più??

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<span style="color:red;">22 ore fa</span>, borden dice:

Anche in questo caso, mi rendo conto che non posso demandare ad altri neppure un semplice prossimamente. Ho rispiegato come si fanno o si dovrebbero fare, ma non posso fare tuto me, ostia! E non l'ho controllato perché non mi l'hanno fatto leggere. Per giunta sono partito. Il danno è fatto. Ma non così grave, sappiatelo...B)

 

Mauro, sei sempre in tempo a limitare il "danno".

Una pagina web si modifica in due minuti e mancano ancora più di tre settimane all'uscita del nuovo albo.

Quindi chissà quante persone, che non hanno ancora letto la pagina "incriminata", l'andranno a leggere da oggi in poi.

M'intriga moltissimo quel tuo "non così grave, sappiatelo" che nasconde chissà quale sorpresa.

Perché sulla gravità mi trovi d'accordo: credo che moltissimi abbiano individuato subito il "maggiordomo".

Non è la discussione giusta, ma complimenti per il Maxi e va' nella pagina relativa a prenderti i meritati elogi (e magari accontenta un'assidua lettrice con una storia con più Mae).

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On 2/10/2017 at 11:27, San Antonio Spurs dice:

Il problema nella quantità del numero delle pagine, ma nella qualità delle storie. Io amo alla stessa misura lo Sherlock Holmes dei 4 romanzi e dei 56 racconti, il Mike Oldfield dei tre minuti di Moonlight Shadow come quello della cinquantina di Tubular Bells. Ci sono state storie epiche di Tex, altre così e così, qualcuna mal riuscita anche solo per le differenze fra scritto e immaginato: belle tavole ma trama rivedibile e viceversa. Senza dimenticare che i giudizi sono sempre soggettivi e mai del tutto uguali. Se devo fare un appunto lo faccio sulla maniera per così dire sbrigativa con cui si sono conclusi diversi episodi, il che a qualcuno è sembrata la logica conclusione dell'obbligo della legge n.220 (pagine), ad altri ha fatto muovere il dito accusatore verso storie troppo diluite all'inizio e poi serratissime alla fine.

Nota finale: la storia degli uomini giaguaro è la più lunga di sempre nella storia di Tex, a mio modo di vedere una delle più affascinanti. E'quella delle famose 30 righe "tagliate" a Sergio Bonelli e che potrebbero costituire da sole una ministoria a sé. Peccato, correggetemi se sbaglio, che non sia mai stata proposta colorata.

 Per me invece è una delle più pallose in assoluto

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On 11/10/2017 at 20:48, pecos dice:

Per ora il primo albo riporta Ruju sugli ottimi livelli a cui ci aveva abituato fino a qualche tempo fa. Da un lato c'è un avversario che sembra davvero tosto e in grado di mettere in difficoltà Tex nell'uno-contro-uno; dall'altro una trama da giallo, un assassino nell'ombra e diversi personaggi che sembrano avere qualcosa da nascondere.

 

Concordo sull'ottima fattura della storia. Spero che Ruju non si perda nel secondo albo, come accaduto recentemente proprio a lui con i Forrester e a Borden con Lupe. Per ora storia davvero molto buona.

 

On 11/10/2017 at 20:48, pecos dice:

Ho respirato - in parte - le atmosfere di "Orrore", la storia di Medda di ormai vent'anni or sono: il micromondo del piccolo paese sperduto, con i suoi diversi personaggi caratteristici - il baro, le ragazze del saloon, il fratello della ragazza, lo sceriffo... -, una minaccia incombente e un killer misterioso che potrebbe essere il più insospettabile tra loro... 

 

Non avevo fatto questo accostamento durante la lettura, ma dopo che tu mi ci hai fatto pensare, mi è parso un paragone abbastanza azzeccato. Medda è, con Berardi, uno dei miei più grandi rimpianti texiani. Sarebbe bello se Mauro potesse nuovamente provare ad ingaggiare questo sceneggiatore, anche per qualche storia ogni tanto. Sarebbe, ça va sans dire, un innesto di assoluta qualità.

 

On 11/10/2017 at 20:48, pecos dice:

Soggetto che forse, tenuto conto anche della velocità di Font, avrebbe potuto svilupparsi in più di due albi (eh sì, sono uno di quelli per cui le storie che non si dimenticano sono quelle lunghe).

 

Ahi ahi pecos, affermazione incauta: ci sono capolavori anche di una sola pagina; storie di ampio respiro condensate in otto tavole; come puoi fare queste affermazioni? :P Si scherza eh...io la penso assolutamente come te, ma magari è un mio (nostro) limite, quindi nessuna polemica ma solo una battuta...

 

On 11/10/2017 at 20:48, pecos dice:

Siamo lontanissimi dalle tavole di "Colorado Belle", che ritengo il suo lavoro migliore su Tex.

 

Capolavoro per testi e disegni (nonostante le 220 tavole ;-) )...

 

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'Ma il punto della storia non è chi ha ucciso il fratello di Wolfman, quello è solo il pretesto per l'azione , quello che Alfred Hitchcock chiamava il McGuffin. Il punto è la  vendetta di Wolfman e la reazione degli abitanti del villaggio. Questo non è un giallo dopotutto.

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Non sono d'accordo: credo che la storia coniughi il tema avventuroso e la trama gialla. L'assassinio è un pretesto e siamo d'accordo, ma è un pretesto che fa sì che questa storia sia ANCHE un giallo. 

 

Certo se l'assassino è il fratello della prostituta hai ragione tu, ma io non credo sia così... 

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Leo dice:

Non sono d'accordo: credo che la storia coniughi il tema avventuroso e la trama gialla. L'assassinio è un pretesto e siamo d'accordo, ma è un pretesto che fa sì che questa storia sia ANCHE un giallo. 

 

Certo se l'assassino è il fratello della prostituta hai ragione tu, ma io non credo sia così... 

 

Leo, Leo, boccaccia mia statte zitta...

Ma li leggi i commenti?

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