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[Maxi Tex N.21] Nueces Valley

Messaggi consigliati/raccomandati

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Leo dice:

Complimenti per la modestia :D

 

Mi impegnerò a leggerli comunque, anche se non riesco nell'immediato.

 

Purtroppo però la modestia è la mia unica virtù. :lol:

Tutto il resto son difetti. :(

Pronostici:

Della prima trologia il primo ti piacerà poco, il secondo un po' di più e il terzo ti farà venire la pelle d'oca.

La seconda trilogia la leggerai tutta d'un fiato facendo magari le ore piccole.

Incuriosito leggerai anche gli altri quattro.

Il primo le rileggerai almeno un'altra volta, il secondo ti farà cascare gli occhi per terra, il terzo ti farà scervellare ma non troverai mai e poi mai l'assassino.

Del quarto non leggere le ultime due pagine.

Ma guarda un po' che ci si deve inventare per invogliare la gente a leggermi. :D

L'unica cosa di vero che c'è in questo post è che quello di Letizia è un Tex che non avete mai visto!

 

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Per me la storia è un - capolavoro - degno di stare tra le storie immortali di Tex.

 

Male mi spiego i tentativi di sminuire questa realtà, focalizzando l'attenzione su presunti punti discutibili.

 

Come, per esempio, il Jim Bridger ottantenne che sarebbe improbabile o inverosimile nell'abbattere a pugni un pseudo campione più giovane di lui. Primo non si considera a sufficienza che ci sono ottantenni che fisicamente sono in grado di suonarle ancora a chiunque. Non so' mica tutti vecchietti da panchina da giardino pubblico, che credete? Secondo, il vecchietto in questione è un mountain man, uno che affrontava gli orsi. Terzo, è fin troppo evidente che fa a pugni da una vita e che non ha mai smesso di suonarle e prenderle, per cui è bene allenato e di pugni se ne intende. Quarto e ultimo, anche se fosse che dovessimo vedere in lui un uomo finito, come si lascia sfuggire a tavola con i quattro pards, tutto e dico tutto in quella sequenza finale sta a dimostrare che è ancora un uomo forte e volitivo, sicuro dei suoi mezzi, tanto da rischiare tutti i suoi beni in una scommessa che per tutti sembrerebbe persa in partenza (ma alla fine rischia davvero o invece, come penso, è sicuro di far mangiare la polvere a Cole Brompton ? ). Rileggetevi e cercate un'analisi testuale che sia  tale da mettere in luce i perché di certi snodi narrativi di cui Boselli superbamente si è servito per dare del vecchio Jim Bridger un'' immagine sentimentale e al contempo credibile del mito che è stato. Se volevate il vecchietto riconglionito che solo Tex può tirare fuori dai guai, cambiate fumetto, perché non è forse vero che anche nelle ultime pagine Tex resta spettatore delle gesta dell'amico, gesta di un eroe intramontabile, significativamente accompagnate dalla ballata di Horton.

 

E poi, non mi stanco di rileggere quelle pagine ambientate a Frisco dove ho ritrovato il VERO  Tex di "San Francisco", il Tex glbonelliano, e pietose le lagnose discussioni sulla parola "cagna" o sul bagno della sgualdrina. Questo è Tex e chi contesta questo, smetta di rompere le scatole.

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Beh, Ymalpas, non è così scandaloso trovare inverosimile che un vecchio ottantenne e male in arnese - e non lo dice un lettore qualsiasi ma lo stesso Tex durante la storia - finisca per vincere contro un ex campione di boxe a mani nude, integro e di trent'anni più giovane. È semplicemente inverosimile. Ma, come ho scritto nel mio post, chi se ne frega: la storia è bellissima e ce la godiamo così. Con un'ultima scena - quella ambientata nel '38 - fantastica e una penultima indubbiamente inverosimile... 

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Questa storia è un capolavoro, una delle più belle ed emozionanti dell'intera saga texiana.

Una pietra miliare che aggiunge un tassello fondamentale al mito di Tex.

Per ora voglio dire solo questo, perché davvero è quasi commovente che un fumetto con settant'anni di storia alle spalle possa regalare ancora gioielli di questo calibro.

Boselli si riconferma quel grande sceneggiatore texiano che è, alla faccia degli isterici espertoni da tastiera; e credo che questa storia sia anche la consacrazione di Del Vecchio che qui, nonostante qualche pagine tirata un po' via, realizza forse la sua prova migliore.

Questi sono gli albi che ti rendono fiero di leggere Tex da quando avevi sette anni.

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Mica ha detto di avere iniziato nel 1948... Ci sei o ci fai, Letizia?:mellow:

 

Toh, guarda, è rispuntato l'autore.

Invece di coccolarci un po', magari con qualche anticipazione o qualche risposta alle mille domande, mi prende anche in giro. :indiano:

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NUECES VALLEY

Credo che questa storia meriti una tripla considerazione da parte mia. Spero non annoiare chi avrà la bontà e la pazienza di leggermi.

 

CONSIDERAZIONI BIANCHE

Maxi ben riuscito. Storia bella, avvincente, commovente, emozionante. Mi ha rinverdito sentimenti ed emozioni sopite. Ha suscitato fascino, stupore, attenzione, voglia di coinvolgermi e lasciarmi coinvolgere. Ho ritrovato il piacere di leggere un fumetto che non trovavo da tempo, (salvo quando vado a rileggermi le mie storie preferite, chissà perché appartenenti ad un passato che diviene sempre più lontano). Ho ritrovato un Boselli come non vedevo da tanto tempo, il Boselli seconda metà degli anni novanta cui avevo affidato tante speranze su Tex. Un soggetto degno di un romanzo ancor pIù che di una storia da maxi. Personaggi caratterizzati in modo perfetto o quasi perfetto, anche quelli che hanno beneficiato di poche pagine, con raffinatezze di sceneggiatura laddove  si rivelano capaci di evocare o di trasmettere messaggi senza cadere (tranne in qualche caso  sporadico questa volta) in quello stile verboso, ridondante e noioso che spesso caratterizza i dialoghi di Boselli. La prima parte poi è di valore assoluto. Insomma  storia  che per soggetto e sceneggiatura arriva in alto molto in alto. Contribuiscono alla riuscita del prodotto i disegni puliti ed efficaci di Del Vecchio che io apprezzo dai tempi di Nick Raider e Napoleone.

 

CONSIDERAZIONI NERE

Maxi che segna un punto fermo e forse di non ritorno.

Perché rompe il vaso di pandora. Quello che conteneva il passato remoto di Tex e che il suo creatore aveva voluto tenere nel riserbo, nell'immaginario del lettore, nel pudore di non mostrare tutto ma lasciar immaginare.

Perché per settanta anni nessuno aveva sentito il bisogno di sapere quello che questo maxi ci ha detto.

Perché senza il supporto di quanto questo maxi ci ha detto,  Tex ha saputo conquistare generazioni di lettori passando in mezzo a epoche diverse e divenendo un vero e proprio "mythos".  Mythos la cui narrazione e sacralità ora potrà essere messa in discussione o essere ridimensionata, o convertita in futuro, facendo leva proprio su questa scelta di andare a scavare nelle origini.

Perché moltissime volte quando in  un prodotto seriale (editoriale, televisivo o cinematografico o altro) si inizia a scavare troppo nel passato, a inseguire il "come eravamo",  si sta avvicinando la fine di un'epoca o quanto meno di uno o più punti di riferimento come sono stati conosciuti e recepiti fino a quel momento. Tutto questo secondo me è molto triste.

 

CONSIDERAZIONI A COLORI

Maxi tra i migliori degli ultimi anni, in un certo senso mi ricorda il tipo di storia che fu Oklahoma di Berardi.

Maxi che poteva uscire tranquillamente su "Storia del West" di D'Antonio o su "Le Storie" o addirittura su "Ken Parker".

Maxi che di Tex ha il logo e alcuni riferimenti al mondo texiano.

Maxi che promuovo per la sua piacevolezza

Maxi che mi preoccupa un poco per le ragioni esposte prima.

Maxi che non sarà dimenticato.

Modificato da Ted Hawkins

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Letizia dice:

 

Toh, guarda, è rispuntato l'autore.

Invece di coccolarci un po', magari con qualche anticipazione o qualche risposta alle mille domande, mi prende anche in giro. :indiano:

Quali domande? Cì'è il topic apposito. Non le ho viste.

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<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, borden dice:

Quali domande? Cì'è il topic apposito. Non le ho viste.

 

Quali domande?

Topic?

Le gambe corte del mio pittore preferito:P, Mae che porta il caffè al bivacco:wub:, Nueces a colori:D, per citare tra le domande solo le mie e senza contare l'avventura di Tex e Sam ragazzini (con il meritato spazio a Mae) che tu hai liquidato con un " Non sarebbe una storia di Tex".:colt:

Lo sai che le ragazze vanno sempre accontentate?

Specialmente quelle carine come quella che sta nel mio avatar.:help:

E poi, pretendere che una peste come me vada nell'apposito topic!!!

A te, ti ci hanno mai mandato nel topic?:D

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<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, borden dice:

Per le domande c'è il topic Domande agli autori. Rispondo solo là. E'  la regola del forum. Altrimenti sia le domande che le risposte si possono perdere nel casino. 

 

Perbacco, è la prima volta che mi mandano al topic.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, francob dice:

Letizia, a meno che tu non le dia un significato diverso, mandarti  al "topic" non è un augurio volgare......

Ovviamente scherzo, era solo per entrare nel simpatico gioco tra te e Mauro!

 

Siamo bravi, vero?

Solo che Borden è pagato e io no, mannaggia.:P

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4 ore fa, Ted Hawkins dice:

CONSIDERAZIONI NERE

Maxi che segna un punto fermo e forse di non ritorno.

Perché rompe il vaso di pandora. Quello che conteneva il passato remoto di Tex e che il suo creatore aveva voluto tenere nel riserbo, nell'immaginario del lettore, nel pudore di non mostrare tutto ma lasciar immaginare.

Perché per settanta anni nessuno aveva sentito il bisogno di sapere quello che questo maxi ci ha detto.

Perché senza il supporto di quanto questo maxi ci ha detto,  Tex ha saputo conquistare generazioni di lettori passando in mezzo a epoche diverse e divenendo un vero e proprio "mythos".  Mythos la cui narrazione e sacralità ora potrà essere messa in discussione o essere ridimensionata, o convertita in futuro, facendo leva proprio su questa scelta di andare a scavare nelle origini.

Perché moltissime volte quando in  un prodotto seriale (editoriale, televisivo o cinematografico o altro) si inizia a scavare troppo nel passato, a inseguire il "come eravamo",  si sta avvicinando la fine di un'epoca o quanto meno di uno o più punti di riferimento come sono stati conosciuti e recepiti fino a quel momento. Tutto questo secondo me è molto triste.

 

Fatico a capire. Non fu lo stesso suo creatore il primo a sciogliere la riserva sulle origini di Tex, dandogli un passato?

In che modo questo maxi ridimensiona la sacralità del "mythos"? Sei sicuro che non ne esca invece rafforzata?

 

 

 

ps: @Letizia, cerchiamo per piacere di rimanere in topic? Qui si parla del Maxi Tex. Se hai domande specifiche per Boselli gliele puoi rivolgere nella sezione apposita; per la pubblicità ai tuoi romanzi, questa non è la sede adatta, puoi invece aprire una discussione nella sezione "Tutto su di noi".

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Sono d'accordo con Pecos. Aggiungo che gli episodi del passato raccontati in questo Maxi si ricollegano tutti a singoli episodi legati alla figura di Jeff Bridges. Che il Gunny Bill che ci ha presentato Boselli è un gran bel personaggio e che può fare da contorno a tante altre storie incentrate su Tex e il fratello Sam da adolescenti. E infine che nelle stesse pagine del balenottero si dice chiaramente che Tex racconterà di altre storie con gli amici e con quel vecchio tizzone di Damned Dick, che queste storie stanno riscuotendo un meritato successo e sono una scommessa vinta e che tutte le lamentele sulla presunta sacralità di certe fasi della vita di Tex per me restano bolle di sapone. Che il GLB scriveva di tutto e di più, come gli veniva l'idea o come gli veniva suggerita e anche dalle più strampalate (per esempio Ruby Scott) era capace di tirarne fuori delle grandi storie, che se gli si fosse stato detto che nella sua testa certi periodi della vita del Tex non doveva pensarli e che dovevano restare tabu, chissà mai cosa vi avrebbe risposto, ma propendo per qualcosa di colorito. E che da uno che ha tirato in ballo i vichinghi volete che si facesse delle fisime per raccontare del passato di Tex, del padre, della madre, o del fratello? Suvvia! Boselli continua su questa strada e non voltarti indietro.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Sono d'accordo con Pecos. Aggiungo che gli episodi del passato raccontati in questo Maxi si ricollegano tutti a singoli episodi legati alla figura di Jeff Bridges. Che il Gunny Bill che ci ha presentato Boselli è un gran bel personaggio e che può fare da contorno a tante altre storie incentrate su Tex e il fratello Sam da adolescenti. E infine che nelle stesse pagine del balenottero si dice chiaramente che Tex racconterà di altre storie con gli amici e con quel vecchio tizzone di Damned Dick, che queste storie stanno riscuotendo un meritato successo e sono una scommessa vinta e che tutte le lamentele sulla presunta sacralità di certe fasi della vita di Tex per me restano bolle di sapone. Che il GLB scriveva di tutto e di più, come gli veniva l'idea o come gli veniva suggerita e anche dalle più strampalate (per esempio Ruby Scott) era capace di tirarne fuori delle grandi storie, che se gli si fosse stato detto che nella sua testa certi periodi della vita del Tex non doveva pensarli e che dovevano restare tabu, chissà mai cosa vi avrebbe risposto, ma propendo per qualcosa di colorito. E che da uno che ha tirato in ballo i vichinghi volete che si facesse delle fisime per raccontare del passato di Tex, del padre, della madre, o del fratello? Suvvia! Boselli continua su questa strada e non voltarti indietro.

Ti prendo in parola.

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Pecos io sono d'accordo con te. Se rileggi con attenzione ho usato il condizionale. E vale anche l'opposto, ovvero un possibile rafforzamento del mythos , (perché no?) ma questo ormai dipende solo più da chi ha in mano il personaggio e non più dall'immaginario di chi l'ha seguito per quarantanni nel mio caso o più. La mia è una preoccupazione più che una statuizione. Provo a tradurla in metafora. Se uno gioca con i fuochi può anche produrre qualcosa di molto bello e affascinante come uno spettacolo pirotecnico. Oppure può rischiare di dare fuoco a quello che c'è e distruggerlo. Ovviamente spero nella prima ipotesi ma la preoccupazione per la seconda rimane perché quando accendi la miccia si che puoi anche spegnerla ma intanto hai acceso il fuoco e  qualcosa si è illuminato e riscaldato.

 

Ymalpas non avertene a male ma proprio non ti vorrei come mio avvocato difensore e nemmeno come fan ;) 

Sul  discorso che fai nella prima parte non ho niente da aggiungere. Il maxi è bello e mi è piaciuto e non è in discussione la sua bellezza.

Il discorso che fai nella seconda parte mi sembra invece più incentrato sulla "legittimità". Qui forse bisogna intendersi. E' fuori discussione che l'autore del maxi possa fare quello che ritiene. E' lo sceneggiatore principe della serie, è il curatore del personaggio e ha la copertura della casa editrice. Dal punto di vista della legittimità e della programmazione editoriale è dalla parte della ragione. Quello che invece intendo dire io ha una valenza - se mi si passa il termine - più "etica".

Secondo il mio modo di intendere GLB con Tex (ma pure Nolitta con Zagor o Mister No, o Agatha Christie con Poirot o Conan Doyle con Sherlock Holmes) hanno fatto ciò che han ritenuto meglio e ne erano pienamente legittimati. Chi prende in mano i loro personaggi invece - mia modesta opinione - deve fare un passo indietro prima di agire, perché sta raccogliendo una eredità e anche se ha una legittimità contrattuale e artistica non avrà mai completamente quella del mythos.

 

Quindi per tornare a quello che mi chiedeva Pecos e che sostieni tu si il mythos rischia di offuscarsi, c'è anche la possibilità che ne esca rafforzato. Più probabilmente, a  mio avviso, si trasformerà in un "midrash" di ciò che fu.

Non mi sento di dire che sia sbagliato, e nemmeno giusto. Mi sento però di segnalare il pericolo. Con  un ingenuo ma sincero auspicio di trovare confronto come ho trovato con Pecos (cui va il mio ringraziamento).

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, Ted Hawkins dice:

Pecos io sono d'accordo con te. Se rileggi con attenzione ho usato il condizionale. E vale anche l'opposto, ovvero un possibile rafforzamento del mythos , (perché no?) ma questo ormai dipende solo più da chi ha in mano il personaggio e non più dall'immaginario di chi l'ha seguito per quarantanni nel mio caso o più. La mia è una preoccupazione più che una statuizione. Provo a tradurla in metafora. Se uno gioca con i fuochi può anche produrre qualcosa di molto bello e affascinante come uno spettacolo pirotecnico. Oppure può rischiare di dare fuoco a quello che c'è e distruggerlo. Ovviamente spero nella prima ipotesi ma la preoccupazione per la seconda rimane perché quando accendi la miccia si che puoi anche spegnerla ma intanto hai acceso il fuoco e  qualcosa si è illuminato e riscaldato.

 

Ymalpas non avertene a male ma proprio non ti vorrei come mio avvocato difensore e nemmeno come fan ;) 

Sul  discorso che fai nella prima parte non ho niente da aggiungere. Il maxi è bello e mi è piaciuto e non è in discussione la sua bellezza.

Il discorso che fai nella seconda parte mi sembra invece più incentrato sulla "legittimità". Qui forse bisogna intendersi. E' fuori discussione che l'autore del maxi possa fare quello che ritiene. E' lo sceneggiatore principe della serie, è il curatore del personaggio e ha la copertura della casa editrice. Dal punto di vista della legittimità e della programmazione editoriale è dalla parte della ragione. Quello che invece intendo dire io ha una valenza - se mi si passa il termine - più "etica".

Secondo il mio modo di intendere GLB con Tex (ma pure Nolitta con Zagor o Mister No, o Agatha Christie con Poirot o Conan Doyle con Sherlock Holmes) hanno fatto ciò che han ritenuto meglio e ne erano pienamente legittimati. Chi prende in mano i loro personaggi invece - mia modesta opinione - deve fare un passo indietro prima di agire, perché sta raccogliendo una eredità e anche se ha una legittimità contrattuale e artistica non avrà mai completamente quella del mythos.

 

Quindi per tornare a quello che mi chiedeva Pecos e che sostieni tu si il mythos rischia di offuscarsi, c'è anche la possibilità che ne esca rafforzato. Più probabilmente, a  mio avviso, si trasformerà in un "midrash" di ciò che fu.

Non mi sento di dire che sia sbagliato, e nemmeno giusto. Mi sento però di segnalare il pericolo. Con  un ingenuo ma sincero auspicio di trovare confronto come ho trovato con Pecos (cui va il mio ringraziamento).

 

Grazie della risposta, ora mi è più chiaro anche il tuo punto di vista.

Ma distinguiamo il pessimismo per quello che verrà dal giudizio su quello che abbiamo: con questa storia abbiamo davvero avuto i fuochi d'artificio, per restare con la tua metafora. E per me diventa uno splendido, nuovo tassello nella "mitologia" di Tex. Non al livello de "Il passato di Tex" o "Tra due bandiere", qui siamo d'accordo: quelle storie hanno, per i lettori, un fascino e un'importanza irraggiungibile, a cui le nuove storie non possono aspirare. Solo il tempo può rendere una storia un "classico", far sì che possa sedimentarsi nella memoria e nel cuore dei lettori.

In ogni caso, forse come dici tu per settant'anni i lettori non hanno sentito il bisogno di questa storia (ma è poi proprio vero? siamo sicuri che nessuno abbia mai voluto sapere qualcosa di più di Ken Willer?); ma anche se così fosse, una volta avuta la buona idea credo fosse doveroso realizzarla. Non sono come quei lettori che "no, certe cose non vanno fatte, il maxi fa schifo e non lo leggo". La legittimità di toccare le origini di un personaggio creato da altri e con una storia così importante alle spalle è una questione delicata; ma credo che se fatto con rispetto e attenzione, e soprattutto con buone idee a supporto, possa dare tante soddisfazioni a noi lettori.

 

Detto questo, con uno sguardo al futuro hai segnalato un pericolo; il pericolo che preoccupa di più me è però purtroppo un altro, quello della crisi del settore e delle vendite che inesorabilmente vanno verso il basso. Qualche storia in più sul passato di Tex non ha il potere di spostare gli equilibri, né verso l'alto, né verso il basso; il destino appare segnato, per questo cerco di godermi le ottime storie che abbiamo oggi.

Credo che le storie come questo maxi siano un valore aggiunto. Così come il texone di Andreucci; quando si va a toccare il passato e lo si fa in questo modo, ci sarà la mia approvazione. Una preoccupazione che forse condividerai è che troppe storie su Tex giovane rischino di diventare una consuetudine e appiattire quella sensazione di "insolito" e "speciale" che invece dovrebbe caratterizzarle. Il cartonato di Andreucci, ad esempio, non mi è davvero piaciuto; in quel caso anche per altri motivi, ma personalmente credo che non ne valesse la pena di ripescare il passato con una storia che in fondo (a me) non dice niente.

Ma Borden ha preso questa strada, vedremo dove porterà.

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Naturalmente inutile dire che questo è stato fatto anche per i personaggi citati da Hawkins, ossia Bond, Holmes, Poirot e tutti gli altri, senza che nessuno trovasse da ridire. C'è solo una regola basilare. Fare le cose bene e non male.

 

Modificato da borden

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Ho letto la storia solo ieri, che dire... un Maxi MAIUSCOLO... Complimenti a Mauro, bene bravo, bis... e anche tris. Mi verrebbe da dire cento di questo maxi ma sarebbe chieder troppo al nostro vulcanico curatore.

Una storia ben fatta, con passaggi emozionanti. Ne cito uno per tutti: a pag. 229 la scena in cui i 4 pard appaiono di spalle di fronte all'impaurito ragazzino e subito dopo un Tex granitico lo invita a calmarsi.

Molto belli anche i disegni di Del Vecchio. In sintesi una storia che sicuramente sarà ricordata e che vien voglia di rileggersi subito.

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Pecos anche su questo sono d'accordo con te. Giusto separare la preoccupazione di una possibile deriva non gradita dalla valutazione su questa storia. 

Sul calo delle vendite e dal fatto che venga meno il ricambio generazionale ho anche io le mie preoccupazioni. Nel caso di specie, poi, storie tipo questo Maxi   non so se siano in grado di acquisire nuovi lettori, ma credo che il problema vendite del prodotto fumetto sia più ampio e non è questo post  la sede per trattarne.

 

Borden in linea di massima la regola da te citata mi sembra  corretta (anche se su personaggi come Bond o Holmes c'è stato chi ha avuto da ridire).

Cmq nel caso di questa storia le cose sono state fatte molto bene, così come è stato per il Texone di questa estate. Per il resto si vedrà.

Resta solo da chiarire chi stabilisce cosa è  bene e cosa male, ma se devo leggere io sono io che decido :D

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C'è un solo modo di fare le cose bene. Farle bene. Poi, come insegnava Eco, il lettore fa la sua parte  e uno può anche trovare pessimi I Promessi Sposi, è lecito. Cò non toglie che i Promessi Sposi siano oggettivamente un buon romanzo e che quindi si potrebbe arguire che quel particolare lettore sia in errore nel suo giudizio...

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Maxi epocale !!  Il passato di Tex viene sviscerato da Boselli in modo semplicemente fantastico,ogni filo pendente viene sapientemente annodato,ogni dubbio risolto,ad ogni perplessità viene data risposta. Ed anche se a Mae,superbamente disegnata da un del Vecchio in grande spolvero,non viene dato qualche spazio in più,questa storia rimarrà nel novero di quelle leggendarie. Voto 10.

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