Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

Giovanni Ticci

Messaggi consigliati/raccomandati

Immagine postata



Nasce a Siena il 20 aprile 1940.

Debutta nel campo del fumetto collaborando con lo Studio Dami alla realizzazione di storie per Il Corriere dei Piccoli e Scuterino. Lascia lo Studio dopo un anno.

Il primo contatto con la Bonelli avviene nel 1958, quando Ticci esegue i disegni, inchiostrati poi da Bignotti, per Un ragazzo nel Far West, su testi di Guido Nolitta.

Dal 1960, inizia a lavorare per Alberto Giolitti a numerose storie destinate al mercato statunitense: Turok, Voyage to the Bottom of the Sea, e i westerns Wells Fargo, Paladi e Gunsmoke. Quest?esperienza lo assorbir? per sei anni.

Nel 1965 per Bonelli disegna Judok.

Nel 1968, Ticci firma la sua prima avventura texiana: Vendetta indiana, n. 91 della serie.

Da subito, il suo stile essenziale e vigoroso gli guadagna il favore dei lettori, che vedono nel suo Tex l'espressione più compiuta del carattere determinato e vitalistico che costituisce la nota psicologica predominante del nostro Ranger.

Inoltre, la sintesi grafica dello stile di Ticci, via via sempre più definita, si esprime al meglio sia nella caratterizzazione della fisionomia degli indiani, molto lontani dalle interpretazioni europeizzanti di tanti altri disegnatori, sia nella visualizzazione dei grandi spazi, dalle distese innevate del Nord ai deserti e ai canyons dell'arroventato Sud Ovest.

Nel 1995, si svolge, a Roseto degli Abruzzi, "Un senese nel Far West", una mostra antologica dedicata alla lunga carriera di Giovanni Ticci, il cui catalogo è pubblicato dalla Glamour Int.


Immagine postata

Una tavola originale di Ticci tratta dall'albo "A sud di Nogales"


ym

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Immagine postata
Il primo Ticci "giolittiano"


Immagine postata
Il Ticci di Terra promessa


Immagine postata
Il Ticci della fascia 200


Immagine postata
Il Ticci della fascia 300


Immagine postata
Il Ticci della fascia 400 e 500

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Nel 1995, si svolge, a Roseto degli Abruzzi, "Un senese nel Far West", una mostra antologica dedicata alla lunga carriera di Giovanni Ticci, il cui catalogo è pubblicato dalla Glamour Int.

Catalogo che consiglio a tutti. Si parla dell'intera carriera del maestro (sino a quel momento) e ci sono varie immagini inedita di Tex (famosa una con una un po' troppo spoglia... Lilith) tra le quali presento un paio.


Immagine postata

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Grande Zeca! :D :DIMHO mi è capitato di rileggere uno tra i primi tex che ticci disegn°: Terra Promessa.... e Ticci si riconferma un'autore inarrivabile... pur giovanissimo dimostra già di avere un talento innato: è stupefacente come Ticci, ancora giovanissimo, riesca a raggiungere una maturit? artistica assoluta, dimostrando una completa disinvoltura nel disegno, e riuscendo sempre a sorprendermi, ora con pose dinamiche, ora con paesaggi incantevoli e mozzafiato... raggiungendo uno suo stile personalissimo, dinamico e sintetico allo stesso tempo un ARTISTA che mi ha saputo regalare innumerevoli gioie ed emozioni su Tex! :inch: :inch:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Anche se la sua ultimissima prova ( "Buffalo Soldiers" ) non mi è parsa affatto eccezionale, è difficile negare che Ticci si sia dimostrato uno dei migliori disegnatori, riuscendo persino ad occupare una posizione centrale come modello per le nuove leve, in particolare per la rappresentazione del volto di Tex. A mio parere ciò è potuto avvenire per due motivi:1) il Tex di Ticci ( specie nella fase centrale della sua attività ) è al tempo stesso di altissima qualità, personale e riconoscibile; quindi si pone già di per sè stesso come modello di riferimento.2) al tempo stesso, però, si può disegnare un Tex "ticciano" senza dovere essere per forza "ticciani" per il resto, cosa non vera ( almeno IMHO ) per quanto riguarda Galep, che pure non era inferiore a nessun altro ed era il creatore grafico del personaggio; di conseguenza, Galep finora non ha avuto imitatori ( anche se di recente, come ci fa sapere Ymalpas, c'è stato il tentativo di Torricelli in una storia ancora inedita; il disegnatore non rimarr? peraltro nella scuderia texiana ), Ticci invece ha influito su quasi tutti i disegnatori texiani.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Indimenticabile Ticci. Il suo segno grafico è nel cuore di tutti i Texiani, almeno secondo me. Come non apprezzare i suoi messicani, i deserti infuocati e polverosi, i cavalli?I pards caratterizzati in modo perfetto, il suo Tex è tra quelli che preferisco maggiormente. COn l'avanzare della serie abbiamo potuto assistere ad una "maturazione" del segno, ma non ha di certo tolto carica ai suoi personaggi. Il suo Texone è stato un'opera d'arte. Ora Ticci lo rivedremo nel numero 600 a colori, accompagnato alla sua seconda storia al fianco di Boselli.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
Guest Wasted Years

Immagine postata

Cliccando sull'immagine è possibile osservare più in grande il drappellone del Palio di Siena disegnato dal senese Giovanni Ticci per il palio del luglio 1995.

Non ricordo se ne avessimo già parlato, comunque in questa discussione non era presente ;) .

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Quello su cui vorrei soffermarmi è l'ultimo periodo del grande Ticci, il più criticato e meno amato. Innanzitutto bisogna tener presente che Ticci è un disegnatore che non si è mai accontentato, che non si è mai riposato sugli allori:il primissimo Ticci, quello di "Vendetta indiana", era già un disegnatore inarrivabile, perfetto in tutto, sia nella caratterizzazione dei personaggi che nelle ambientazioni, per non parlare delle scene di battaglia. Ma Ticci non si accontenta, ed eccolo giungere a uno dei "tratti" più originali e personali che mi sia mai capitato di leggere:in "Terra promessa" giunge a quell'allungamento dei volti e delle fisionomie che secondo me erano eccezionali:una sorta di moderno Modigliani in un fumetto western. E ancora una volta Ticci decide di rivoluzionare il suo stile, fino a giungere al suo tratto più caratteristico:testimonianza di questa ulteriore evoluzione è "A sud di Nogales";qui Ticci ci d' un buon esempio di cosa si intenda per "contemporaneit? degli stili", tipica in Picasso. Ed eccoci giunti all'ultimo periodo, quello meno amato dai lettori. Probabilmente anche a causa dell'età, il disegnatore senese si f? più sintetico ed essenziale;ma la sua è una essenzialit? del tutto particolare, poich? ogni singola vignetta, ogni interno di saloon, ogni casupola di gost-town, appare sempre e comunque delineata col più fervido realismo, in una resa dettagliata dell'ambientazione;al limite, questa semplificazione del suo tratto la si ritrova maggiormente nei volti, che comunque sono sempre, secondo me, bellissimi, perfetti. Ma l'elemento che rende questo ultimo periodo di Ticci semplicemente eccezionale è la sua grandezza nelle scene di battaglia;intendiamoci,Ticci già con "Vendetta indiana" è maestro di tali scene... ma provate a rivedere "Buffalo soldier" e seguiti:a mio giudizio in questo tipo di scene in quella storia Ticci raggiunge il top;c'è un tale dinamismo, una forza drammatica impressionante, che Ticci secondo me non aveva mai raggiunto;quelle vignette, così convulse, rendono come meglio non si potrebbe la frenesia e il disordine di una battaglia;Ticci f? di tutto per trascinarci nel centro della scena, per farci sentire partecipi di quel che sta accadendo, seguendo in questo senso i dettami futuristi:se volete potete fare un parallelo tra le battaglie di quest'ulultimo Ticci e "La città che sale" di Umberto Boccioni:la stessa aggressivit?, la stessa tensione drammatica, lo stesso coinvolgere lo spettatore. Meraviglioso!Quindi, io spero che questo suo ultimo periodo venga accettato da tutti i lettori, ultimo straordinario periodo di un grande artista del fumetto.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Quello che scrive Paco Ordonez e' abbastanza condivisibile. Il grande Giovanni Ticci ha fatto la storia di Tex, iniziando a presentarsi con la storia "Vendetta indiana" datata 1966(per la prima volta fu' pubblicata nel formato a strisce)con un tratto giolittiano e man mano, col passare degli anni, acquisendo uno stile del tutto personale, e come detto precedentemente da Galindez, imitato dalla stramaggioranza dei disegnatori che si son succeduti negli anni. Insomma e' stato ed e' tuttora il maestro di tutti. Il Ticci che amo io e' quello degli anni '80 e inizi '90, e' un mostro di bravura, un genio col pennello, un artista immenso. Trovare un aggettivo per descriverlo e' un impresa. Tex deve molto a lui e Ticci deve molto a Tex. Un sodalizio che dura da ben 43 anni e che non accenna a finire.
Si e' vero, ultimamente il suo stile "sintetico" (anche troppo, a mio avviso) ha spiazzato non poco i lettori e i suoi fan ed anche il sottoscritto. Non credo che questa modifica del suo tratto sia dovuta ad un calo qualitativo dell'artista, ma la volonta' di un maestro del fumetto di percorrere altre strade in un lavoro che altrimenti rischierebbe di diventare noioso e monotono. Personalmente, come gia' detto prima, non amo particolarmente il suo tratto attuale, ma cio' che piu' "rimprovero" nelle sue ultime storie, non e' tanto il suo nuovo stile succinto ed essenziale, ma il viso di Tex e Carson e degli altri protagonisti, che trovo troppo alterati e invecchiati. Per il resto, in questo forum, sia Villa che i Cestaro, hanno espresso il loro entusiasmo per questa nuova fase artistica del maestro senese, affermando che il suo non e' altro che un ulteriore maturazione di stile. E se lo dicono loro c'e' da credergli.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Il Blog portoghese di Tex è sempre avanti

Oggi nel blog portoghese di Tex (per Saverio Ceri):

Ticci terzo illustratore di Tex

Come già detto il numero 600 dell'edizione italiana di Tex, ha fatto raggiungere al ranger, in un sol colpo, molti traguardi. 600 albi della serie regolare, 400 storie (tra serie regolare + speciali), 80000 pagine a fumetti (sempre tra serie regolare + speciali). Giovanni Ticci, illustratore della storia in questione, può aggiungere a questa incredibile serie di coincidenze, altre due personalissimi record. Innanzitutto con queste 110 tavole supera quota 7000 pagine di Tex. Lo stesso risultato, per ora, lo possono vantare soltanto altri due disegnatori: Aurelio Galleppini, creatore del personaggio, che lo ha raggiunto nel 1963, per poi proseguire fino a quota 15000, e Guglielmo Letteri che lo ha superato nel 1987 per fermarsi a fine carriera quasi a 11000 tavole.
L'altro risultato importante per Ticci è ...

http://texwillerblog.com/wordpress/?p=24119

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ricordo di averl letto qualcosa in una vecchia intervista a Ticci ma non con esattezza. Gli aquarelli invece sono stati postati anche in questo forum.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.