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ymalpas

Alfonso Font

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Alfonso Font nasce a Barcellona il 28 agosto 1946.

Si interessa ai fumetti sin da ragazzo e dopo aver compiuto degli studi artistici, pubblica i suoi primi lavori, una serie di illustrazioni, per Bruguera.

Nel 1964, all'età di 18 anni, disegna per la rivista Hazanas del Oeste dell'editore Toray, mentre per l'agenzia Selecciones Illustradas, realizza una serie di fumetti incentrati sulla vita di famosi criminali.

Nel 1970 inizia a lavorare per il mercato britannico disegnando Black Max per la Fleetway e quindi per il mercato americano, per gli editori Warren e Skywald.

Con lo scrittore C. Echevarria realizza la serie di Geminis.

Nel 1975 si stabilisce a Parigi dove incontra il giovane sceneggiatore Patrick Cothias. Insieme lavoreranno per la rivista Pif-Gadget creando nel corso dei due anni successivi la serie Sandberg, P?re et fils.

Nel 1978 alternandosi con il compatriota Carlos Gimenez crea Les dossiers myst?res, su testi di Solet.

Dal 1979 al 1982, collabora invece con Roger Lecureux, disegnando Les Robinsons de la terre, una serie fantascientifica edita sempre dalla Pif ( un solo albo sarà edito dall'editore Vaillant ).

Nel 1979 ancora per la Pif adatta con Bertrand Sol' due storie di Jules Verne che appaiono in un albo collettivo intitolato Jules Verne en bande dessin°e.

? presente anche su Scoop, per il quale realizza due storie in collaborazione con J. M. Charlier; su Tousse Bourin disegnando Foutu Job su testi di Cothias ( 1976 ) e su Super-As con Les compagnons d'Atlantis, su testi di Victor Mora ( 1980 ).

Ritornato in Spagna, sempre con Mora, l'artista inizia due nuove serie: Tequila Bang e Sylvestre.

Negli anni ottanta la sua opera acquisisce una maggiore maturit? artistica e Font inizia a lavorare per varie riviste.

Per la Cimoc, crea i personaggi di Clarke et Kubrik, due eroi comici che sono anche i pionieri dell'humour nella science fiction e il personaggio dell'aviatore Frederico Mendelssohn Bartholdy. Sempre per questa rivista disegna El prisionero de las estrellas ( 1983 ), Jann Polyn°sia e Jon Rohner, un avventuriero le cui storie sono ambientate ai Carabi ( 1985 ).

Sempre nello stesso anno per la rivista A Tope realizza invece Camen Bond.

Nel 1987 Font inizia la sua collaborazione con Pilote e Charlie Mensuel con le serie Taxi: Elle sèappelle Taxi .

Per la Cimoc, crea Privado e Bri d'Alban, un racconto ambientato nel periodo più cupo del medioevo, segnato dalle lotte religiose che opponevano gli inviati del Papa contro gli eretici catari, e su testi di Juan Antonio De Blas la serie poliziesca Negras Tormentas.

Nel 1996 per la rivista Penthouse Comix realizza invece la serie erotica Dra, Dare.

Le sue ultime realizzazioni sono per il mercato italiano. Disegna per la Sergio Bonelli Editore alcune storie di Tex, diventando ben presto uno dei disegnatori della serie regolare.



Immagine postata

Immagine tratta da Bri d'Alban.


ym

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che colorita definizione, cobra!! haha haha hahaperò non hai torto.. in effetti il volto di tex non è molto ben riuscito... per il resto Alfonso Font non mi dispiace.. nelle storie come Colorado Belle o questa nuova "Terre Maledette" il suo stile ruvido si adatta benissimo...

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Guest Wasted Years

Concordo pienamente con il Cobra, anche a me non piace molto il tratto di Font, dalle linee sottili e spesso "incerte", ed anche a me pare che il volto di Tex (e degli altri) non sia perfetto. Io lo vedrei solo come disegnatore da Maxi, anche se ha illustrato delle belle storie, come quella dei lupi rossi che sto rileggendo. Anche se a me quella storia non fa impazzire, credo sia una delle più amate tra le recenti... E poi Colorado Belle, molto molto bella, quest'ultima! Diciamo che la serie ha avuto (ed ha!) disegnatori più incisivi!

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Mauro Boselli parla di Alfonso Font

di Gianluca Testa

Mauro Boselli, a quando risale il tuo primo incontro con Alfonso Font?

?Di persona ci siamo incontrati per la prima volta al Caff? Pedrocchi di Padova in occasione della ?Bonelliana?. Credo fosse il 1997. Da tempo lavoravamo per il ?Texone? numero dodici, ma senza esserci mai visti?.

Avete coltivato questo rapporto?

?S?. E nell'ambiente non è scontato che accada. Quando Alfonso Font arriva a Milano è sempre un piacere passeggiare insieme per la città. Purtroppo non sono ancora riuscito a fargli visita in Spagna, nella sua casa di montagna. Lo farà presto. Non è un problema di pigrizia, ma di tempo. Nonostante io viaggi molto, purtroppo non sono ancora riuscito a programmare questa visita?.

Prima della collaborazione con Bonelli, Font aveva sempre scritto le storie che disegnava. Lavorare con una sceneggiatura non sua ha creato complicazioni?

?Assolutamente no. Font si mette a completa disposizione dello sceneggiatore, con grande professionalità?.

? mai intervenuto sul tuo lavoro?

?? capitato che abbia suggerito un intervento. Quando l'ha fatto, io ho sempre accettato?.

Sei uno sceneggiatore molto produttivo. Qual è il tuo metodo?

?Non scrivo mai un soggetto completo. Anzi, porto avanti anche dodici storie in contemporanea. E i disegnatori seguono il nostro ritmo. Si tratta di un metodo piuttosto comune tra gli sceneggiatori?.

Lo Speciale Tex ?Gli assassini? è l'unico ?Texone? che hai sceneggiato è ha un carattere di unicit? per la quantit? dei luoghi in cui la storia è ambientata. Font non si sarà certo annoiato?

?Per il ?Texone? numero dodici ho dato a Font una storia con continui cambi di scena. Pagina dopo pagina si alternano nuovi set. Dall'Arizona al Colorado, da San Francisco a Baja California. Visto che nel fumetto realizzare una scenografia non costa niente ci siamo sbizzarriti. E sè, credo che Font si sia proprio divertito?.

Unico è anche Font, dal segno così chiaro e caratterizzato. Per disegnare Tex immagino abbia dovuto lavorare molto.

?Vedi, Font si distingue per la forza del segno. Gli appartiene una matrice grottesca. Ma è stato in grado di stemperare questa sua caratteristica. Anche per questo motivo ritengo sia un autore straordinario. E poi riesce a disegnare bene anche i brutti e i cattivi. Un aspetto fondamentale per le storie western. Comunque bisogna sempre tenere presente che in Tex non si può mai esagerare??.

A Font va un altro merito. Pochi autori riescono a disegnare scene fantascientifiche, comiche e di costume con lo stesso talento.

?Nel disegnare il ?Texone?, Font è così com?era accaduto per Josè Ortiz è ha dimostrato di saper essere un autore classico sulle storie regolari. Nonostante la personalit? forte, Font ha un segno western fantastico. Autori come Ortiz sono passati subito al seriale. Font, essendo più imprevedibile, ha avuto bisogno di un po' di tempo in più?.

Sembra però che i lettori di Tex non siamo ben disposti verso i cambiamenti.

?I lettori di Tex sono esigenti e molto legati al segno classico. S?, c'era il timore che Font, capace di creare ambientazioni bizzarre, li sconcertasse. Ma anche i lettori sono riusciti a coglierne il valore?.

Di Font cosa ti piace?

?Lo stile e la sua capacità di raccontare il fulcro della scena senza distrazioni. E riesce a creare intorno ai personaggi un ricchissimo ambiente. A ogni rilettura de ?Gli assassini?, per esempio, si scopre sempre qualche particolare nuovo?.

Senza trascurare, poi, l'utilizzo dei chiaroscuri?

?Font ha una straordinaria capacità di illuminare, di utilizzare sapientemente il chiaroscuro. D' forma alle figure con talento. Lavorare col chiaroscuro per dare spessore e forma alle figure è una delle più belle conquiste del Rinascimento. è fondamentale saperle sfruttare al meglio?.

Hai mai pensato di disegnare una storia?

?Ti confesso che, purtroppo, non so disegnare. Se lo sapessi fare mi divertirei. Perchè credo mi appartenga una certa cultura dell'immagine?.

© www.museoitalianodelfumetto. it

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L'intervista di Boselli postata da The Lord è davvero molto interessante: mi ha colpito in particolare il fatto che accenni alla "matrice grottesca" del segno di Font, che, a suo parere, il disegnatore catalano è riuscito ad attenuare con successo; effettivamente, a mio parere, lo stile grafico di Font mostra chiaramente questa tendenza e può darsi che nelle storie texiane da lui realizzate emerga meno rispetto ad altri suoi lavori; il problema, però, è che ( almeno IMHO ) tale caratteristica emerge ancora fin troppo...... :(:(:(

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Guest Wasted Years

Purtroppo!!! io personalmente sono molto affezionato allo stile realistico degli illustratori della serie, per cui non riesco proprio a digerire i disegni di questo artista, che ha nei volti il suo punto debole, mi pare spesso decisamente impreciso e per questi motivi non sono mai riuscito ad apprezzarlo. Devo essere di quei lettori che " non sono riusciti a coglierne il valore". Mi ha colpito il fatto che Font abbia avuto bisogno di tempo per passare falla serie regolare, mi sembra una testimonianza delle difficolt? che incontra... ancora oggi. L'ultimo albo che ha disegnato finora, cioè il 574, mi è sembrato pieno di difetti specie nella rappresentazione dei volti dei personaggi. E non è l'unica volta che ho notato questo.

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Beh i volti dei personaggi sono la nota deludente. Disegna delle donne fantastiche, Kathy Dawn per citarne una, o meglio le disegnava perchè le ultime ( specialmente l'ultima, quella dell'albo in edicola ) sono solo discrete ( Sergio Bonelli gli avrà imposto questo paletto è rideteci sopra! ). I paesaggi invece sono secondi solo a quelli di Ticci e pochi altri, questi sono belli davvero. Avevo aperto una discussione sui paesaggi del west nel fumetto di Tex, ormai sepolta chissà dove, proprio per vedere quali disegnatori lo interpretavano meglio... E' da riportare alla luce e completare quanto prima!

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Avevo aperto una discussione sui paesaggi del west nel fumetto di Tex, ormai sepolta chissà dove, proprio per vedere quali disegnatori lo interpretavano meglio... E' da riportare alla luce e completare quanto prima!

Bella idea, Ymalpas! effettivamente è anche giusto riconoscere l'abilità di questo autore nel tratteggiare atmosfere e paesaggi... e l'albo in edicola è un esauriente esempio in questo senso... in ogni caso, la relativa discussione sui paesaggi la si può trovare qui! ;)

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Anche a me Font alle sue prime prove su Tex non lo gradii molto, soprattutto per come raffigurava il volto di Tex, poi pian piano cominciai ad apprezzarlo di più, forse perchè cominciava ad entare più in sintonia col personaggio. Oggi secondo me ha raggiunto degli eccellenti livelli su Tex, i paesaggi, i temporali, ma anche tutti i vari personaggi che riesce a raffigurare con originalità. Tra i pards secondo me quello che gli riesce meglio è Carson, mentre Tex e figlio purtroppo li raffigura spesso troppo uguali, ad esempio in Colorado Bell, Kit Willer sembra più vecchio del padre, avete visto le rughe sulla fronte e sul volto?Comunque un bravo disegnatore, ottimo in coppia con Boselli.

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Font... Font, eh?non amo questo disegnatore e, dal mio punto di vista, mal si amalgama col suo stile carico di segni e segnetti a Tex!Forse è l'unico dello staff dei disegnatori del personaggio a rendere abbastanza(si dice, ma sempre non per me) sui paesaggi ma che è quanto meno discutibile sui primi piani. Alla fine mi rimane impalpabile, non mi scalda il cuore. Nell'ultima storia (Tornado) ho notato un' incertezza nel definire le figure a mezza distanza (ho pensato anche ad un calo artistico di questo disegnatore): rigide e tozze. Forse Font andrebbe meglio in storie di diversa ambientazione.... chessè tipo quella che sta uscendo ora affidata a Santucci e Bianchini.

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No, non è decisamente tra i miei preferiti. Propone un Tex troppo distante dai canoni tradizionali, tratteggiato forse un p? grottescamente. Si nota una certa difficolt? nel raffigurare i volti dei personaggi, ma anche una buona capacità di rendere bene i paesaggi (ottimi quelli dell'ultima storia).

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Personalmente io ho sempre gradito la presenza di font nello staff di tex; è un'autore dotato di una forte personalit? che sa offrire una diversa interpretazione di tex, fuori dai tradizionali canoni... ed è un'autore estremamente versatile che si abbina egregiamente alle storie di Boselli.. IMHO un'ottimo acquisto della casa editrice..

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Intervista a Sergio Bonelli su Font

a cura di Gianluca Testa, del 27 novembre 2007.


Confesso che telefonare a Sergio Bonelli non è stato facile. Forse perchè non sapevo cosa mi sarebbe aspettato di l' a poco. Avremmo dovuto parlare di Alfonso Font. Cosè è stato. Almeno inizialmente. Poi siamo andati oltre con toni confidenziali e a tratti affettuosi. Quel timore carico di referenza si è dissolto nelle parole che a Bonelli non mancano mai, nella disponibilit? che va oltre la misura, nell'apertura al confronto col primo giovane che gli fa squillare il telefono e alzare la cornetta. Lo ha fatto con l'entusiasmo di un esordiente. Eppure lui è Guido Nolitta. Un uomo consapevole dei suoi limiti, un uomo onesto. Ricordo le sue parole durante la consegna del premio Gran Guinigi, un paio di edizioni fa -o forse tre?-. "Premiate me?" chiese. "Ma se è più di un anno che non scrivo una sceneggiatura... Guardate quanti giovani ci sono qua in sala. Il premio va a loro". Questo è Sergio Bonelli. Uno come pochi.



Sergio Bonelli, perchè fra tanti autori ha scelto di lavorare con Alfonso Font?

?Ero innamorato del suo tratto, del modo di disegnare. L'ho corteggiato e inseguito a lungo, raccogliendo ogni volta cortesi rifiuti a collaborare. In quel periodo Alfonso Font aveva troppo lavoro. Ci siamo incontrati la prima volta all'inizio degli anni Novanta, alla Fiera di Barcellona. Al tempo era considerata la ?Lucca spagnola???.

Poi così? accaduto?

?L'insistenza è stata premiata e finalmente Alfonso ha accettato. Era il 1995. Dopo poco inizi? a lavorare sullo Speciale Tex numero 12, ?Gli assassini?, pubblicato nel luglio del 1998. In principio non fu semplice. A quel tempo Font lavorava a gran ritmo, soprattutto per il mercato francese. L' era già stato conosciuto e apprezzato per la serie Sandberg, p?re et fils, pubblicata dalla rivista Pif e realizzata in collaborazione con lo sceneggiatore Patrick Cothias. La sua fama, in Spagna, era ancora più grande. Non era solo una questione di identit? nazionale. Buona parte del merito è per la qualità delle storie pubblicate dalla rivista Cimoc. E nonostante il fatto che Font fosse una personalit? di rilievo, un grande illustratore e un disegnatore attento al fumetto d'autore, all'inizio avevo molti dubbi per il suo debutto in Italia?.

Cosa la preoccupava?

?Il suo stile. La stessa cosa di cui mi ero innamorato era causa di forti perplessit?. Nel suo stile c'era infatti una matrice grottesca che il lettore italiano di Tex, così affezionato alle rappresentazioni realistiche, non avrebbe apprezzato?.

Alla fine è stato trovato il giusto compromesso?

?Font ha faticato parecchio per liberarsi dagli accenti grotteschi e ironici. Rinunciando a questi caratteri del suo stile ha dimostrato di essere un vero professionista?.

Scorrendo le pagine del ?Texone? si nota una forte evoluzione del segno?

?Il tratto cambia all'interno dello stesso albo. Mantenere costante il registro narrativo non era cosa semplice. Accade anche che molti personaggi di contorno alla storia assumano tratti umoristici. A Font era sufficiente una piccola distrazione per ritornare a disegnare col vecchio metodo. E non potevamo certo controllare ogni tavola ricordandogli di evitare il disegno di nasi troppo tondeggianti e cose simili, tipiche del disegno umoristico?.

Dopo ?Gli Assassini? Font ha cominciato a disegnare anche per la serie regolare. Era già tutto programmato?

?No. Volevo chiedergli di realizzare un solo ?Texone?, com?? accaduto per Jordi Bernet e altri. Dovevo mantenere una promessa fatta ai lettori: garantire per il meglio degli autori europei. Con noi Font si è trovato bene. E dopo la prima uscita ha continuato con la serie normale. è stato un un passaggio naturale. Sono felice di questa scelta?.

Mi sembra di capire che tra lei e Font c'è un rapporto che va al di l' della professione.

?Font è l'autore che ho conosciuto di più e meglio. Viene spesso a trovarci a Milano. A volte senza preavviso. Sono sempre piacevoli sorprese. Insieme abbiamo trascorso lunghi periodi in giro per il mondo, soprattutto in Spagna. Mi ha sempre trasmesso grande calore. Un bene raro che non ho mai trovato altrove. Di lui mi ha conquistato l'umanit?, la serietà, la professionalità e il talento. Siamo entrambi contenti di quest?amicizia. E in questo mestiere è cosa rara. Per questo ne parlo volentieri. è il massimo che si possa chiedere. Purtroppo, lavorando a distanza, è possibile che con alcuni collaboratori è anche decennali è non ci si conosca mai troppo bene?.

Come giudica il rapporto tra Font e lo sceneggiatore Mauro Boselli?

?Ottimo. Si sono trovati subito d'accordo?.

E il giudizio dei lettori?

?Alcuni hanno manifestato il loro disappunto, lamentando una certa discontinuit?. Font è stato inizialmente accolto con sospetto, anche perchè in quegli anni era poco conosciuto in Italia. Poi li ha conquistati. Quasi tutti??.

Quali sono i lettori scontenti?

?La minoranza. Rappresentano quella fetta di pubblico affezionata alla grafica tradizionale. Come quella di Aurelio Galleppini e di tutti gli autori realistici che si ispiravano ai grandi americani come Alex Raymond. Sono stati spiazzati da un autore all'avanguardia come Font. La stessa reazione era stata suscitata perfino da Giovanni Ticci, complice il suo tratto moderno. Alla fine quello che predomina è l'affetto per lo stile italiano tipico degli anni Trenta e Quaranta?.

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L'intervista a Sergio Bonelli su Font IMHO conferma autorevolmente quanto detto da Boselli in precedenza sulle basi "grottesche ed ironiche" dello stile di Font ( anche se non direi proprio che l'artista catalano se ne sia liberato ;);) ); mi sento comunque di dissentire da lui quando ritiene che solo una minoranza non gradisca Font e quando paragona i giudizi sfavorevoli dati su di lui con quelli relativi al Ticci degli esordi. Mi pare infatti di ricordare che non siano stati pochi i disegnatori del nostro ranger ( nel gruppo storico è capitato a Fusco, Letteri e Nicol' ) ad aver suscitato reazioni critiche abbastanza diffuse; ciò però generalmente non impediva anche ai critici più sfavorevoli di apprezzare gli albi disegnati da loro se il soggetto e la sceneggiatura erano interessanti e avvincenti. Dato che Font ha lavorato finora soltanto con Boselli, è a mio parere possibile che le lodi e l'ammirazione tributate in genere allo sceneggiatore si siano almeno in parte riverberate sul disegnatore ( più rararamente capita comunque anche il contrario: alcune delle storie più fiacche realizzate da Boselli come "A sud del Rio Grande" e "Il diadema indiano" hanno visto critici e recensori puntare il dito soprattutto contro il disegnatore Letteri, allora nell'ultimissima fase della sua carriera ).

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Indubbiamente è un ragionamento che fila. Non mi piace lo stile di Font, anche se ultimamente mi sono abituato al suo tratto. Mal si adatta probabilmente anche al bianco e nero delle tavole. Come autore non mi sento però di discuterlo, non gli manca la classe e l'originalità, le sue tavole in effetti non sono mai banali. Leggere una sua storia ogni due anni, ci può stare, l'importante è che Tex resti un fumetto con una marcata impronta realistica.

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Guest indians plains

Nonostante Fomt sia molto criticato, a me piace molto per l'acutezza con cui riesce a colpire l'attimo. Certo il volto di tex non è dei migliori, ma comunque Font è uno che ha portato grandi innovazioni in Tex

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Molto in breve nel blog portoghese di Tex, intervista esclusiva con il Maestro Font... con 5 tavole della nuova storia di Tex in anteprima...? :colt:

Attento, Zeca! QUALI SONO le pagine in anteprima che ti ha dato Font? Non puoi metterle sul tuo blog senza prima sottoporle all'approvazione della Casa editrice, ossia alla MIA approvazione. Se ben ricordi, con le anteprime di Santucci era successo un mezzo casino!... (si vedevano le ultime pagine e si vedeva il volto del colpevole!). Sorry! Ma dovresti chiederle a noi della Redazione e non agli autori!Borden -alias Boselli :capoInguerra:PS Vietato anche mettere il TITOLO di lavorazione della prossima storia e qualunque particolare sulla trama.

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Attento, Zeca! QUALI SONO le pagine in anteprima che ti ha dato Font? Non puoi metterle sul tuo blog senza prima sottoporle all'approvazione della Casa editrice, ossia alla MIA approvazione. Se ben ricordi, con le anteprime di Santucci era successo un mezzo casino!... (si vedevano le ultime pagine e si vedeva il volto del colpevole!). Sorry! Ma dovresti chiederle a noi della Redazione e non agli autori!

Borden -alias Boselli :capoInguerra:


PS Vietato anche mettere il TITOLO di lavorazione della prossima storia e qualunque particolare sulla trama.

Ciao mitico Maestro Mauro,


Dopo il mezzo casino con le anteprime di Santucci, io sempre t'invio tutto primo di pubblicare qualcosa dei disegnatori delle tue storie ed invio per Marcheselli o per Sergio Bonelli tutto dei disegnatori "di" Nizzi... e oggi già ho ricevuto la tua autorizzazione non per pubblicare 5 tavole del Maestro Font in anteprima, ma SETTE :colt:



Grazie mille carissimo Borden -alias Boselli :trapper:

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Attento, Zeca! QUALI SONO le pagine in anteprima che ti ha dato Font? Non puoi metterle sul tuo blog senza prima sottoporle all'approvazione della Casa editrice, ossia alla MIA approvazione. Se ben ricordi, con le anteprime di Santucci era successo un mezzo casino!... (si vedevano le ultime pagine e si vedeva il volto del colpevole!). Sorry! Ma dovresti chiederle a noi della Redazione e non agli autori!

Borden -alias Boselli :capoInguerra:


PS Vietato anche mettere il TITOLO di lavorazione della prossima storia e qualunque particolare sulla trama.

Ciao mitico Maestro Mauro,


Dopo il mezzo casino con le anteprime di Santucci, io sempre t'invio tutto primo di pubblicare qualcosa dei disegnatori delle tue storie ed invio per Marcheselli o per Sergio Bonelli tutto dei disegnatori "di" Nizzi... e oggi già ho ricevuto la tua autorizzazione non per pubblicare 5 tavole del Maestro Font in anteprima, ma SETTE :colt:



Grazie mille carissimo Borden -alias Boselli :trapper:

Non avrei dovuto dubitare della grande intelligenza di Font. La sua risposta sulla storia nuova è un capolavoro di detto e non detto!



Borden

PS Altri disegnatori a volte si sono invece comportati superficialmente, dimenticando che la storia non appartiene a loro, almeno sinch? non è stata pubblicata. Ve l'immaginate un direttore della fotografia che mette sul web senza permesso immagini di un film non ancora terminato o un attore che fa rivelazioni sula trama??

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Amici, ecco per vostra conoscenza:

Intervista esclusiva al grandissimo MAESTRO spagnolo ALFONSO FONTnel blog portoghese di Tex!

Con SETTE tavole in anteprima della sua storia (ancora inedita) di Tex che sta realizzando!!!!

Per la prima volta in più di 60 anni, una intervista a un autore di Tex è publicata in SIMULTANEO in TRE lingue:

Versione italiana - http://texwiller. blog.com/4587391/

Versione portoghese - http://texwiller. blog.com/4587379/

Versione spagnola - http://texwiller. blog.com/4587396/

Mauro Boselli... Mauro Boselli... Mauro... ah, sè, deve essere quel tizio che scrive amatorialmente qualche piccola sceneggiatura... Bah, non è malaccio, vale la spesa... e lo sto vedendo, pallido, mentre legge questo commento, com le lacrime agli occhi, il morale a terra...
Tranquilli, sto scherzando, d'i!!! Per essere sincero, Boselli mi ha sorpreso fin dall'inizio com la sceneggiatura degli ?Assassini?: ho scoperto una storia piena di un'azione senza tregua, dalla prima all'ultima pagina, con cambiamenti continui di ambienti e situazioni complesse, piena di personaggi vivacissimi. E ciò che è davvero incredibile è che oggi, dopo che ho lavorato alcuni anni con Tex avendo Mauro come unico sceneggiatore, posso dire che le sue storie non cadono mai in ripetizioni, nemmeno di tema, o di ambiente, o di personaggi: e questo è difficilissimo da ottenere. E' molto esigente nel lavoro, il che implica che il disegnatore non si può rilassare nemmeno un attimo per evitare di commettere erroti; contemporaneamente collabora fornendo tutta la documentzione grafica di cui dispone per concludere una scena, il che facilita parecchio il lavoro del disegnatore.
Penso che in questo mondo di fumetti manchi un premio importante che riconosca il lavoro dei buoni sceneggiatori: se ci fosse, Mauro sarebbe tra i primi a meritarlo.

E' stato Sergio Bonelli che ha deciso che Mauro Boselli ed io formassimo coppia per Tex, pertanto, come ho già detto, tutte le sceneggiature che ho disegnato sono state scritte dall'amico Mauro.
La nuova storia ha qualcosa a che vedere con gli intrighi, in un certo modo... Un celebre assassinio avvenuto qualche anno prima sembra tornare d'attualit? quando uno sconosciuto è deciso a sventare un antico complotto in cui molti sono gli implicati ed una misteriosa vendetta comincia a prendere forma attraverso fatti all'apprenza slegati fra di loro. E non confesser? altro se non alla presenza del mio Mauro Boselli...!

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