Wasted Years

Naturalezza nello scrivere il TEX

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No.

 

Penso che la risposta, semplice, possa essere espressa semplicemente così.

 

Ciò nonostante, essa presupporrebbe l'esistenza di punti fissi immutabili. Ed è qui che il discorso si fa interessante quanto insidioso perché, a torto o ragione, alcuni di essi possono essere soggettivi.

 

Faccio un passo indietro e, tenendo conto del fatto che ci ritroviamo già con "vari" Tex, direi che a livello Texiano:

 

- se te (generico) hai conosciuto Tex ai suoi albori, sono pronto a mangiarmi stivali e speroni se non ti sei affezionato a quel Tex guascone, come vien romanticamente e nostalgicamente presentato negli interventi che mi anticipano.

- se io (ipotetico) avessi conosciuto un Tex attuale, probabilmente potrei definirlo il "mio Tex", ossia quel Tex che ha fatto si che, dopo il primo albo, decisi d'acquistarne anche altri, e non per forza conosco il primo Tex.

 

Logicamente posso attendermi osservazioni quali "ok, ma dal momento che i primi albi sono di GLBonelli esso è l'unico vero Tex" e, onestamente, l'unico approccio che potrei adottare è menzionare l'evoluzione del personaggio.

 

Un po' come noi: da giovani scavezzacollo per poi risultare magari adulti riflessivi/diplomatici con, magari, a volte ancora una punta del nostro spirito indomito (chiave di lettura adattata a Tex)

 

E, forse, un problema di Tex è proprio questo: essendo un personaggio dei fumetti esso rimane temporalmente sospeso in un età abbozzata, stimata... de facto questa sospensione complica il discorso di una crescita del personaggio ma non la annulla.

 

Non ho mai nascosto una certa nostalgia del Tex degli albori e portato avanti da Nizzi. Il Tex attuale è ancora il "mio Tex"? Onestamente ed in tutta trasparenza, no. Tex è ancora Tex? Si. Vedo un Tex più maturo, che però ha ancora in lui quel fil rouge che lo porta a schierarsi con gli oppressi o a smuovere montagne per salvare gli amici.

 

In questo contesto di crescita, non vedo un reale stravolgimento del personaggio; Tex non è diventato insensibile di fronte alle ingiustizie, non dice "non ho tempo/arrangiati", non si è arricchito sfruttando l'oro Navajo,... questi sono, secondo la mia chiave di lettura, i valori fondamentali, il codice morale e di condotta di Tex.

 

Posso tuttavia capire la posizione nostalgica in quanto mi ci trovo pure io. Mi sono affezionato a Tex quand'esso era ancora accompagnato da Satan e Dinamite, quando seguiva unicamente l'istinto,... posso tuttavia dire, per tanto, che non sia più Tex? No, almeno non secondo i punti che io vedo come le fondamenta di Tex.

 

Onde evitare incomprensioni, apprezzo in ogni caso anche le storie attuali che rimangono consone ai valori (reali o miei punti di vista, quien sabe) texiani e, tra esse, ve ne sono di splendidamente orchestrate.

 

Terminerei con una nota di moderazione invitando ad evitare di scomodare i cavoli e gli accidenti a causa di incomprensioni

 

Il discorso, seppur nato da un'incomprensione è interessante; certo, forse occorrerebbe definire quali siano questi valori immutabili (e si potrebbe aprire una discussione/sondaggio a tal proposito), e probabilmente avremmo molteplici risposte simili eppure diverse tra loro ma tutto ciò non modifica un punto fondamentale della comunità; il rispetto reciproco.

 

Il punto principale di questo spazio è discutere pacatamente di Tex, e se discussioni interessanti nascono da incomprensioni ben vengano.

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Per me se è una scelta, un partito preso, un "LO SO IO CHI È TEX E SONO PURE LEGITTIMATO A CAMBIARNE IL PASSATO PERCHÈ LA CASA EDITRICE" è più comprensibile, significa che esiste una scelta, oserei definirla una politica, che non condivido. Ma esiste ed è voluta, l'uscita di scena del grande Sergione ha aperto le porte al new deal. E ci sta pure, la casa editrice è loro e chi è preposto è libero di fare quello che gli pare. Naturalmente anche i lettori ed io per primo.

Se è una questione di necessità, di "Boselli è un grande autore ma non gli riescono i dialoghi brillanti e non resiste alla tentazione di ostentare la sua cultura " come ho sentito dire, allora siamo di nuovo alla naturalezza. Ribadisco che dalle interviste pure Boselli è consapevole che Tex è un monumento e che gli autori sono al suo servizio senza aggiungere giudizi di valore. O a loro piace così, come nei ristoranti dove si mangiano cibi che evidentemente sono i gusti del cuoco, o così sanno cucinare, e allora magari siamo come nei ristoranti dove danno il massimo di sè e se ti piace bene e se non ti piace vai altrove, dove però prima ci cucinava un asso.

Tertium non datur, IMHO.

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Volevo domandarti, WY, -posso chiamarti cosi?- per te Tex come deve essere? Quali sono le caratteristiche che non dovranno cambiare e quali invece possono essere modificate?

Volevo inoltre sapere quali sono stati i primi albi di Tex che hai letto.  

Te lo chiedo per il semplice fatto che io ho cominciato con gli albi di febbraio e marzo 2001, regalatimi da un mio amico. E ti dirò che per i primi 3-4 mesi pensavo che Kit Willer e Tiger fossero al più comparse sporadiche....

Spero di non essere stato troppo curioso :)

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L'ho detto mille volte e lo ripeto. Per me Tex è un fuorilegge, incendiario  attaccabrighe e tizzone di inferno che fa ruotare il mondo intorno a sé. Ironico, spavaldo, va incontro alla morte sereno e va pazzo per le entrate in scena ad effetto. Tex è un rullo compressore, solare è positivo, senza dubbi e solo con valori. Ho iniziato a leggere Tex dal primo centinaio, dai numeri 17, 18 e seguenti fino al 90 circa che erano di mio fratello, e ho comprato in edicola i Tex da 170 in poi, che erano tre stelle o ristampe visto che le edicole traboccavano di Tex. Per me Tex è GLB e anche Nolitta, di cui ho letto molte storie da ragazzino.

  • +1 1

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Ho capito, una descrizione molto chiara. Comprendo il tuo punto di vista nel criticare un Tex molto meno guascone e poco tizzone d'inferno.

Secondo te Tex deve avere un avversario principale e ricorrente? Penso a un Mefisto o a un Proteus.

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10 ore fa, Wasted Years dice:

L'ho detto mille volte e lo ripeto. Per me Tex è un fuorilegge, incendiario  attaccabrighe e tizzone di inferno che fa ruotare il mondo intorno a sé. Ironico, spavaldo, va incontro alla morte sereno e va pazzo per le entrate in scena ad effetto. Tex è un rullo compressore, solare è positivo, senza dubbi e solo con valori. Ho iniziato a leggere Tex dal primo centinaio, dai numeri 17, 18 e seguenti fino al 90 circa che erano di mio fratello, e ho comprato in edicola i Tex da 170 in poi, che erano tre stelle o ristampe visto che le edicole traboccavano di Tex. Per me Tex è GLB e anche Nolitta, di cui ho letto molte storie da ragazzino.

 

Dipinto così, per uno che non lo conosce, sembra un pazzo scatenato.

Mi sembra un po' riduttivo.

Tex è anche altre cose.

Per me il problema non è quello.

Il problema è quello che Tex farebbe e quello che non farebbe mai, cioè se quello che i vari autori gli fanno fare è oppure no "da Tex".

Faccio un esempio.

Nell'ultima storia breve di Ruju Tex, una volta scoperto il "piano del pianista", cosa avrebbe fatto?

Dopo aver liberato Carson e lo sceriffo e "sistemato" Duke, sarebbe piombato nel saloon, avrebbe alzato da terra di almeno mezzo metro il pianista, lo avrebbe sbatacchiato un po' e lasciato a dormire per terra con due (o anche tre, ma sì) occhi neri così. Non si sarebbe neanche sporcato le mani a farlo fuori e il malcapitato si sarebbe svegliato in cella dopo un paio di giorni.

Così come è assurdo che il comando dei ranger abbia "sprecato" Tex e Carson per indagare su furtarelli in una cittadina mineraria dimenticata da Dio.

Detto questo, se Tex compie un gesto che non è "guascone", come una innocente carezza a una ragazza ad esempio, cos'è, non è più Tex?

Ma andiamo.

Se Tex è solo calci, pugni e revolverate, ancorché rivolte ai cattivi, allora sì che non è Tex.

 

 

Modificato da Letizia

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Ascò, Letizia, se permetti con tutto il rispetto mi è stata fatta una domanda e ho risposto. Per me il carattere di Tex è quello, il resto delle conseguenze che deduci è puramente arbitrario. Tex è stato tratteggiato così, spavaldo, ironico, duro raddrizzatorti che porta il chiaro dove regna l'oscuro, con certezze granitiche, manicheo. Ciò non esclude le altre cose. Ciò predetto buon NAVALE.

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Wasted Years dice:

L'ho detto mille volte e lo ripeto. Per me Tex è un fuorilegge, incendiario  attaccabrighe e tizzone di inferno che fa ruotare il mondo intorno a sé. Ironico, spavaldo, va incontro alla morte sereno e va pazzo per le entrate in scena ad effetto. Tex è un rullo compressore, solare è positivo, senza dubbi e solo con valori.

 

Per chi leggeva il Tex targato GLB questo era il Tex. Me la sono presa con il Tex di Ruju che un Wolfman qualsiasi mena per il naso. C'è chi lo ha scambiato, Tito Faraci, per un pistolero ammazzasette. Se ogni mese uscisse il Tex che così bene ha dipinto Wasted Years, il numero delle vendite risalirebbe a 500 mila. Ah, questo era Tex, e gli altri tre pard erano tizzoni d'inferno, perché erano come lui. Almeno Nizzi, nell'ultima storiellina del color, lo ha capito che tutto ruota intorno a Tex. Boselli lo sa che il Tex è ironico , spavaldo, attaccabrighe, però sono facce centellinate del Tex quelle che ci mostra ad eccezione dell'ultimo Maxi Tex dove ce le mostra a tutto spiano queste facce, ecco perché questo maxi mi piace un sacco.

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<span style="color:red;">53 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Se ogni mese uscisse il Tex che così bene ha dipinto Wasted Years, il numero delle vendite risalirebbe a 500 mila.

 

Ma, forse, solo se ci fossero 500 mila persone che la pensano come te.

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<span style="color:red;">22 ore fa</span>, Letizia dice:

 

Ma, forse, solo se ci fossero 500 mila persone che la pensano come te.

 

Infatti non è vero, altrimenti sarebbe facile. Se mi metto e scrivo una minestra riscaldata (e lo saprei fare) chiudiamo dopo un anno o due. E anche male.

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<span style="color:red;">47 minuti fa</span>, borden dice:

 

Infatti non è vero, altrimenti sarebbe facile. Se mi metto e scrivo una minestra riscaldata (e lo saprei fare) chiudiamo dopo un anno o due. E anche male.

Bravo Borden.

Tex è un personaggio molto più complesso dell'eroe guascone attaccabrighe e raddrizzatorti.

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1 ora fa, borden dice:

 

Infatti non è vero, altrimenti sarebbe facile. Se mi metto e scrivo una minestra riscaldata (e lo saprei fare) chiudiamo dopo un anno o due. E anche male.

 

Il carattere del personaggio non c'entra nulla con la minestra riscaldata, e lo sai perfettamente. Una partita di calcio è una partita di calcio, vedere giocare ad alto livello non è una minestra riscaldata. Solo pallone, Pelè ha smesso.

 

Modificato da Wasted Years

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<span style="color:red;">21 minuti fa</span>, Wasted Years dice:

 

Il carattere del personaggio non c'entra nulla con la minestra riscaldata, e lo sai perfettamente. Una partita di calcio è una partita di calcio, vedere giocare ad alto livello non è una minestra riscaldata. Solo pallone, Pelè ha smesso.

 

Paragoniamo pure Tex al calcio, benissimo.

Il paragone ci può stare.

Ma io (gli altri non so) voglio vedere una bella partita, ad alto livello come dici tu, anche se ci sono pochi gol, o anche nessuno.

Odio le partite che si decidono ai rigori dopo 120 minuti di gioco in parità.

Una brutta partita vinta dopo che le abbiamo suonate ben bene agli avversari, rimane una brutta partita.

E, visto che siamo in tema, non oso pensare a come ci avrebbero suonato ai mondiali se avessimo vinto con la Svezia.

 

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3 ore fa, borden dice:

Infatti non è vero, altrimenti sarebbe facile. Se mi metto e scrivo una minestra riscaldata (e lo saprei fare) chiudiamo dopo un anno o due. E anche male.

 

La stessa faciloneria nello sparare alto (500 mila copie) la ritrovo in questa tua risposta Borden. Queste caratteristiche TU  le hai incollate addosso al personaggio, come ho scritto sopra, nel recente Maxi Tex. E nessuno mi sembra se ne sia scandalizzato, anzi tutto il contrario, di gran lunga il miglior maxi pubblicato finora. Che tuffo al cuore rivedere quel Tex, altro che brodini riscaldati. Solo che certe cose al personaggio è permesso farle perché quella storia è incanalata in lunghi flashback in cui lui, Tex, è giovane. Mentre di mostrarle addosso a un personaggio che nella serie mensile è maturo, sembra che tu abbia una sorta di reticenza, come una paura nel leggere di reazioni  negative di non si sa chi. Ma il personaggio GLBonelliano è questo e fa piacere che tu non lo contesti, come noi non ti contestiamo il fatto che lo sappia scrivere e anche bene.

 

On 21/12/2017 at 17:44, Letizia dice:

Ma, forse, solo se ci fossero 500 mila persone che la pensano come te.

 

Pensa che negli anni settanta ce n'erano anche un milione che la pensavano esattamente così. E a giudicare dal numero incredibile di ristampe propinate alle edicola nel giro di pochissimi anni e a giudicare dal loro magistrale successo, quelle minestrine riscaldate devono ancora piacere un sacco e a un sacco di italiani (e non solo).

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Pensa che negli anni settanta ce n'erano anche un milione che la pensavano esattamente così.

 

Sono passati 40 anni e più.

Forse quel milione negli anni 70 non era tanto giovane e forse ne sono rimasti vivi molto pochi.

 

<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Pistolero da baraccone dice:

ci sono anche 60M di sceneggiatori di Tex!

 

E molto probabile (di sicuro ci sono anch'io: vedi il mio sito).

Però tra questi 60M quanti ce ne sono che sanno usare un congiuntivo?

E a tirar fuori una storia che non faccia morire dalle risate, quanti ce ne sono tra questi 60M?

Zero?

Come vedi, nonostante ci abbia provato (a scrivere su Tex), mi autoannovero tra gli imbrattacarte "esperti sceneggiatori di Tex".

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Wasted Years dice:

 

Il carattere del personaggio non c'entra nulla con la minestra riscaldata, e lo sai perfettamente. Una partita di calcio è una partita di calcio, vedere giocare ad alto livello non è una minestra riscaldata. Solo pallone, Pelè ha smesso.

 

Non nasconderti dietro un dito. Tu vuoi QUELLE STORIE LA'. Ma le ha già scritte Bonelli. Mezzo secolo fa. Che facciamo? Balliamo il fox-trot ai tempi dello hip-hop?

 

L'alto livello c'è. Pure l'impegno. Metto la mano sul fuoco per me e Ruju. Il personaggio è lo stesso. Ma la musica è diversa. L'ho detto mille volte. E' così ovvio che anche un sordo capirebbe, visto che non ci sono esempi in letteratura o fumetti di qualcosa che rimane IDENTICA per settant'anni. Neanche Paperino. Anzi! 

 

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

 

La stessa faciloneria nello sparare alto (500 mila copie) la ritrovo in questa tua risposta Borden. Queste caratteristiche TU  le hai incollate addosso al personaggio, come ho scritto sopra, nel recente Maxi Tex. E nessuno mi sembra se ne sia scandalizzato, anzi tutto il contrario, di gran lunga il miglior maxi pubblicato finora. Che tuffo al cuore rivedere quel Tex, altro che brodini riscaldati. Solo che certe cose al personaggio è permesso farle perché quella storia è incanalata in lunghi flashback in cui lui, Tex, è giovane. Mentre di mostrarle addosso a un personaggio che nella serie mensile è maturo, sembra che tu abbia una sorta di reticenza, come una paura nel leggere di reazioni  negative di non si sa chi. Ma il personaggio GLBonelliano è questo e fa piacere che tu non lo contesti, come noi non ti contestiamo il fatto che lo sappia scrivere e anche bene.

 

 

Pensa che negli anni settanta ce n'erano anche un milione che la pensavano esattamente così. E a giudicare dal numero incredibile di ristampe propinate alle edicola nel giro di pochissimi anni e a giudicare dal loro magistrale successo, quelle minestrine riscaldate devono ancora piacere un sacco e a un sacco di italiani (e non solo).

Andiamo, su, sai benissimo che c'è gente che il Maxi neppure lo ha voluto leggere. Forse WY è tra  questi. 

 

E non son più gli anni Settanta. Credimi, là fuori ora c'è gente che NOn capisce Tex, NON lo vuole leggere e, se uscissero ora le storie di GL quelle ancor meno le vorrebbe leggere. Ovvio, siamo nel 2018, non negli anni Settanta. L'orologio corre e il Grande Blek negli anni Cinquanta vendeva il doppi di Tex. Capisci cosa intendo?

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Andiamo, non sei nessuno per farmi il processo alle intenzioni. Se io facessi lo stesso salteresti su.Io voglio quel personaggio, che penso che tu non scriva spesso. E voglio sapere se è perché non riesci o perché non vuoi. E sbagli anche quando dici che non ti leggo, non voglio spendere soldi in albi che ingombrerebbero casa, ma è facile leggere un albo di altri.

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1 ora fa, borden dice:

Io credo di scriverlo, quel personaggio. Forse tu e io l'abbiamo letto in maniera diversa e anche in questo non c'è niente di strano.

Io credo esattamente l'opposto e conosco parecchi individui che la pensano come me. Magari autovalutarsi è difficile, come so da prof. prima e da maestro poi, ma magari hai ragione, è solo questione di percezione. Anche se non sono affatto convinto il beneficio del dubbio non si nega, ovviamente. 

Giā che sei intervenuto, e senza polemica veruna, mi piacerebbe discutere di un fatto. Immagino che, siccome curi la serie, tu approvi e condividi questo passaggio, o no? A me fa l'effetto dei manga di Goku, onda energeticaaaaaa. Oltretutto lo spessore del muro e la forma del "buco" cambia da una vignetta all'altra. Mi chiedo: stiamo parlando di verosimiglianza o è chiaro che siamo passati in una dimensione irrealistica? A me ha dato l'impressione di leggere Topolino, dipende dalla mia diversa percezione oppure Toscanini col suo fine orecchio avrebbe percepito una leggera stonatura? Mi piacerebbe usare questo banale passaggio per tarare insieme il nostro metro di discussione. Sono curioso di capire.

P_20171223_012955_1.jpg

Modificato da Wasted Years

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La mia risposta è che la perfezione non esiste. Correggiamo centinaia di errori nei disegni, ma oltre un tot a volte non si può andare. Il rispetto del personaggio e della "verosimiglianza" non può a volte sovrapporsi al rispetto per il disegnatore. L'importanza di quel buco la vedi tu, ma per altri si tratta solo di un disegno, che, essendo piatto e fatto di segni e colori su carta, già di per sè non è "verosimile!, ma solo un simbolo, un segno, dell'oggetto rappresentato.

 

Se per te questo è un discorso da cui partire, già mi ti rappresenti come un po' (scherzo, eh?) uno "spaccamaroni" che si lega al dito ogni minimo dettaglio. Non la finiremmo più. 

 

Aggiungo che nella finzione il muro è fatto di ADOBE, ossia paglia e fango secco, non certo pietra, Questo lo sai, vero? Poi forse il povero Soldi non lo sa fare bene l'adobe, che ne so...;)

Modificato da borden

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Cioè se io ti dicessi per iscritto ad uno dei miei conoscenti che è un idiota, cosa che muoio dalla voglia di fare verbalmente ma non lo farò perché sono diventato più tranquillo,  dopo potrei giustificarmi che la parola "idiota" è solo un simbolo su carta e non è un autentico idiota in carne ed ossa? Qualcosa mi dice che non lo convincerei, per quanto possa essere davvero idiota.

Levato questa premessa, chiaramente ironica, so anche io che quel Tex è irripetibile, è come comprare i nuovi dischi degli Iron Maiden, dopo il 1991 e già nel 1986 per me erano ben lontani dalla cattiveria iniziale e dal sound grezzo degli esordi. Però è un fatto che anche loro hanno tentato in tutti i modi di ritornare alle origini dopo il 1999 e il ritorno di capitan Bruce Dickinson, perché la ricetta che li fece grandi quella è. E il cantante fu licenziato, perché avrebbero infilato un flop appresso all'altro.

Poi ci sono frange di fan che dicono che quella polpetta di "Somewhere in time" sia fenomenale. Non amano gli iron che hanno creato il mito, è come se qualcuno amasse le alfa perché l'arna.

 

 

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ormai penso che i gusti dagli anni 70 sono inevitabilmente cambiati. Già quando andavo alle scuole medie, l'interesse per i fumetti (eccetto quelli giapponesi) non era molto alto.. Per quanto riguarda Tex il centinaio a partire dal 500 ha probabilmente portato l'abbandono di lettori, potete correggermi se dico una castroneria.

Per quanto mi riguarda Boselli sta svolgendo un ottimo lavoro regalando diverse emozioni..

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