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TWF - Tex Willer Forum
San Antonio Spurs

Nuova collana con il Corriere della Sera

Messaggi consigliati/raccomandati

Lessi una striscia umoristica, dove in una vignetta un amico mostrava orgoglioso all'altro la sua collezione di VHS, decantandone le qualità,

dieci anni dopo gli stessi erano nello stesso posto per parlare degli stessi film, però ricomprati in formato DVD,

nell'ultima, all'ennesimo esborso per gli stessi film ma in blu-ray, si accorgevano di essere stati "presi per il portafoglio".

Cosa se ne fa un appassionato di Tex dell'ennesima raccolta di storie uscita già in almeno dieci versioni?

E se sono le più belle della saga di certo le conoscerà praticamente a memoria!

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Ma infatti il target principale di simili antologiche sono i lettori nuovi, quelli saltuari o quelli ancora da acchiappare.

io personalmente questa collana la trovo troppo caotica e con pochi punti di interesse (ma la mia indole precisina mi spinge a voler conoscere i contenuti dei singoli volumi), ma non nego che la precedente in volumi cartonati, avessi avuto modo, l'avrei presa senza fiatare, pur avendo tutti i circa 700 albi regolari. Solo quella, però, perchè sarebbe stata davvero un'edizione da libreria con il meglio. Le altre, imho, lasciano il tempo che trovano e sono esclusivamente per i nuovi. E per i fanatici del completismo, ça va sans dire. :)

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Io cedetti solo con la collezione storica a colori, solo perché Sergio Bonelli la 

presentò come una serie che avrebbe presentato le prime mitiche avventure

con esaurienti introduzioni e ovviamente per il technicolor.

Arrivata alla 52^ settimana ho dichiarato chiusa la collana, dato che io ho una

sola parola!

Modificato da Dix Leroy

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Ripetitiva e senza un preciso filo conduttore. Da non dimenticare inoltre che in edicola c'è anche il "Tex Classic" che ristampa a colori e cronologicamente

le storie di Tex. Iniziativa che ritengo buona solo per il formato delle cover. Le sto collezionando plastificandole dopo averle stampate; a colori ovvio.

Concordo sul fatto che simili iniziative possano servire a catturare qualche lettore saltuario o nuovo (e sarebbe un bene), ma per chi come me legge Tex da

quasi cinquant'anni sono assolutamente inutili.

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On ‎03‎/‎11‎/‎2018 at 16:02, natural killer dice:

La Gazzetta raddoppia!

 

Ancora 50 volumi e un nuovo album di figurine

 

 

t7010.jpg

Ho fatto questa collana e contavo di chiudere con n. 50. Confesso di non esserne stato entusiasta. Le costole che vanno a comporre il disegno di Ticci presentano imperfezioni, le copertine con immagini di Tex su sfondo monocromatico non eccezionali e soprattutto antipatica l'idea di spezzettare le storie (non cronologiche) in più volumi. L'album di Villa è stato carino e mi chiedo se ne seguirà un altro pressocchè identico, oppure si darà spazio a Galep. C'è da sottolineare comunque che Tex vende sempre...

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<span style="color:red;">24 minuti fa</span>, Texan dice:

le copertine con immagini di Tex su sfondo monocromatico non eccezionali e soprattutto antipatica l'idea di spezzettare le storie (non cronologiche) in più volumi.

 

Questi sono gli aspetti peggiori della collana. Purtroppo entrambi voluti, credo.

 

Minimo sforzo per le copertine (davvero molto, molto scialbe) e massimo guadagno in termini di albi venduti: ad esempio, io, per avere Gli Invincibili, ho dovuto comprare quattro albi!

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E' sempre la stessa storia, partono con una cosa e poi continuano, continuano, continuano...Io ho fatto la storica a colori convinto che si trattasse solo di

una cinquantina di albi, invece sono arrivati a 239, senza contare i Tex Gold e i Texoni. Siccome non mi piacciono le collezioni incomplete l'ho portata a termine

(a parte i Texoni), ma mi sono imposto di non ricaderci mai più. Comunque ribadisco che di "questa" della Gazzetta non si sentiva assolutamente la necessità, che

è ripetitiva data la recente conclusione della storica e delle "Grandi storie di Tex" e che non segue una precisa cronologia delle storie, secondo me fondamentale

per conoscere il personaggio.

Se poi prendiamo in considerazione tutte le varie iniziative (statuette, volumi da libreria ecc.) e le varie collane di Tex (Texoni, Maxi, color, cartonati, inedito ecc.),

per noi collezionisti e lettori del ranger si tratta di un vero e proprio salasso economico. Sigh...

 

 

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On 5/11/2018 at 23:35, Winter Snake dice:

E' sempre la stessa storia, partono con una cosa e poi continuano, continuano, continuano...Io ho fatto la storica a colori convinto che si trattasse solo di

una cinquantina di albi, invece sono arrivati a 239, senza contare i Tex Gold e i Texoni. Siccome non mi piacciono le collezioni incomplete l'ho portata a termine

(a parte i Texoni), ma mi sono imposto di non ricaderci mai più. Comunque ribadisco che di "questa" della Gazzetta non si sentiva assolutamente la necessità, che

è ripetitiva data la recente conclusione della storica e delle "Grandi storie di Tex" e che non segue una precisa cronologia delle storie, secondo me fondamentale

per conoscere il personaggio.

Se poi prendiamo in considerazione tutte le varie iniziative (statuette, volumi da libreria ecc.) e le varie collane di Tex (Texoni, Maxi, color, cartonati, inedito ecc.),

per noi collezionisti e lettori del ranger si tratta di un vero e proprio salasso economico. Sigh...

 

 

 

Stesso mio pensiero: ho creduto durasse una cinquantina di numeri la "Storica a Colori" di Repubblica e invece è stata una "Storia Infinita"... queste poi, come dice bene Winter, senza capo ne coda, le ho lasciate e le lascio ben volentieri in edicola.

Mi accontento di tutto ciò che è inedito, ed è già tanto. Le ristampe, in quanto tali, rimarranno al loro posto, salvo qualche eccezione, vedi il texone di Magnus di cui ho ben più delle due copie (b/n e colore).

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On ‎05‎/‎11‎/‎2018 at 23:35, Winter Snake dice:

E' sempre la stessa storia, partono con una cosa e poi continuano, continuano, continuano...Io ho fatto la storica a colori convinto che si trattasse solo di

una cinquantina di albi, invece sono arrivati a 239, senza contare i Tex Gold e i Texoni. Siccome non mi piacciono le collezioni incomplete l'ho portata a termine

(a parte i Texoni), ma mi sono imposto di non ricaderci mai più. Comunque ribadisco che di "questa" della Gazzetta non si sentiva assolutamente la necessità, che

è ripetitiva data la recente conclusione della storica e delle "Grandi storie di Tex" e che non segue una precisa cronologia delle storie, secondo me fondamentale

per conoscere il personaggio.

Se poi prendiamo in considerazione tutte le varie iniziative (statuette, volumi da libreria ecc.) e le varie collane di Tex (Texoni, Maxi, color, cartonati, inedito ecc.),

per noi collezionisti e lettori del ranger si tratta di un vero e proprio salasso economico. Sigh...

 

 

In questo caso io mi fermerò col n.50. Completo il primo album e pazienza se il disegno sulla costola continua.

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Mai stato un beccaccione buono a cascare in qualunque iniziativa. Poi detestando il colore anemico della CSaC, non son mai stato un compratore della medesima (solo tre volumi a caso tra i primi 100 per coprire momentaneamente gli ultimi buchi).

Queste prese per il sedere editoriali dunque non mi fanno né caldo né freddo. Fumettisticamente ho ceduto solo al Topo di Floyd Gottfredson nel 2010 (peccato fosse a colori, ma Enigm, Macchia Nera e Tubi -per dirne solo tre- meritavano l'acquisto).

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, Mister P dice:

Mai stato un beccaccione buono a cascare in qualunque iniziativa. Poi detestando il colore anemico della CSaC, non son mai stato un compratore della medesima (solo tre volumi a caso tra i primi 100 per coprire momentaneamente gli ultimi buchi).

Queste prese per il sedere editoriali dunque non mi fanno né caldo né freddo. Fumettisticamente ho ceduto solo al Topo di Floyd Gottfredson nel 2010 (peccato fosse a colori, ma Enigm, Macchia Nera e Tubi -per dirne solo tre- meritavano l'acquisto).

Penso che il colore abbia scalzato definitivamente il bianco e nero, destinato a diventare una rarità per volumi particolari. Io comunque ho comprato la Valentina di Crepax e il colore lì mi è piaciuto, l'ho trovato particolarmente azzeccato.

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Tex e RCS: il mito continua!

 

TEX E RCS: IL MITO CONTINUA!

Dato il successo di pubblico, Tex - 70 anni di un mito, la collana settimanale abbinata a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, proseguirà la sua corsa ben oltre il numero 50!

Ancora una volta, il Ranger ci regala grandi soddisfazioni: il numeroso pubblico di Tex - 70 anni di un mito ha decretato il successo editoriale della collana. E quando un'iniziativa è così apprezzata, perché interromperla? Siamo felici di annunciare, dunque, la prosecuzione delle uscite settimanali abbinate a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, ben oltre il cinquantesimo numero, inizialmente previsto come conclusivo. Potrete dunque continuare a cavalcare accanto a Tex, rivivendo una selezione delle sue avventure più celebri, offerta in bellissimi volumi cartonati e a colori.

 

Eccovi i titoli delle uscite fino al numero 70:

51 – Vigilantes!
52 – Sfida al Cheyenne Club
53 – La voce misteriosa
54 – Nella terra dei Sioux
55 – Affari sporchi
56 – Il vento dell'odio
57 – Oro!
58 – La montagna sacra
59 – Il destino di un capo
60 – Deadwood
61 – L'ultimo assassino
62 – Creatura della notte
63 – Mitla, la diablera
64 – Libero e selvaggio
65 – Il richiamo del sangue
66 – La valle del giaguaro
67 – Il negromante
68 – Lungo i fiumi del Canada
69 – Sulle tracce di Gros-Jean
70 – I predatori del Saskatchewan

 

Con la nuova serie di volumi, troverete un'ulteriore sorpresa: terminata la raccolta di figurine Tex - Cartoline dal West, a partire proprio dalla cinquantesima uscita (datata 7 dicembre) potrete mettere le mani sul nuovo album raccoglitore, Tex - Nuove cartoline dal West, le cui figurine troverete in abbinamento ai volumi settimanali a partire dal numero 51 (previsto per il 14 dicembre). Duecento nuove figurine autoadesive, tratte dalle splendide cartoline realizzate da Claudio Villa per la collana Tex Nuova Ristampa. 

Come racconta Fabio Licari, supervisore editoriale dell'iniziativa per conto di RCS, «Neanche Sergio Bonelli riusciva a spiegarsi il successo di Tex, le centinaia di migliaia di lettori che rispondevano - e continuano a rispondere - "presente" a qualunque uscita, novità, volume, iniziativa, ristampa del Ranger come questa 70 anni di un mito. "Un meraviglioso mistero", lo definiva, orgoglioso d'aver partecipato all'avventura fin dalla creazione, quando ragazzino osservava il papà Gianluigi e Galepcreare le prime strisce. Poi coinvolto da titolista, sceneggiatore, editore, "fratello" maggiore. Figuriamoci se possiamo riuscire noi nell'impresa. Noi che ne siamo semplicemente lettori da una vita...». "Un meraviglioso mistero" che continua a rimanere tale, ma anche a far rima con successo editoriale anche di iniziative come Tex - 70 anni di un mito!

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    • Da JohnnyColt
      Sono molto curioso di sapere come voi abbiate disposto i vostri Tex sulla libreria...
      Li avete disposti verticalmente od orizzontalmente? Avete tutti gli albi visibili o li avete anche su più file? Sarebbe interessante sapere quante persone sacrificano lo spazio per avere ordine e quante invece preferiscono la scelta opposta...
      Penso di essere stato chiaro, nel caso non lo fosse prego di porre i dubbi in discussione, Grazie! 
    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da JohnnyColt
      E' da qualche giorno che mi chiedo se Tex possa davvero competere con i vari manga o con i vari comics che tanto ora vanno tra i giovani. Tex non è prettamente un fumetto per "vecchi" però rappresenta una nicchia di lettori, una nicchia appassionata di western e di azione un poco canzonata. Tex tra l'altro, è l'eroe tutto d'un pezzo che oggi si osteggia, si preferiscono personaggi dubbiosi e per alcuni aspetti deboli, si preferiscono personaggi più contemporanei e legati alla vita globalizzata e ipertecnologica. Se Tex negli anni '60 rappresentava un modello da seguire per migliaia di ragazzini, se Tex dava speranza in un mondo migliore a cui tutti potevano aspirare, oggi che cosa rappresenta? Che cosa può offrire Tex alle nuove generazioni ? Cosa può trasmettere ai giovani che preferiscono la frivolezza di un manga o di un comic?
      Personalmente penso che quei valori che Tex esprimeva negli anni '50/'60/'70 possano avere ancora oggi un'importanza rilevante, penso che farebbe bene far leggere Tex a più giovani affinchè possano comprendere le ragioni di libertà e giustizia che fanno agire Tex, affinchè possano comprendere che non esiste popolo superiore o popolo inferiore ma vi è una sola razza umana composta da buoni e cattivi (siano essi bianchi, rossi, neri o gialli), affinchè possano comprendere l'inutilità della guerra e degli stermini di popoli che ancora purtroppo esistono. 
      In un mondo globalizzato e ipertecnologico come quello odierno, in un mondo profondamente razzista e classista Tex può davvero rappresentare un modello da seguire per le nuove generazioni rincitrullite da slogan politici, musica opinabile e reality show. Secondo voi è possibile far avvicinare quei giovani che preferiscono i comics e i manga perchè vanno di moda o il tutto si conclude con una mera questione di gusti?
      Per me le vendite parlano chiaro, i gusti c'entrano ma fino ad un certo punto. Credo sia più consono parlare di moda.
    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
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