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TWF - Tex Willer Forum
Wasted Years

Proliferazione di "tipi" di albi di Tex: scelta acuta o spogliare la salma?

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Ragazzi/e, mi piacerebbe confrontarci serenamente sul perché la casa editrice continua a moltiplicare l'offerta di albi di Tex. In genere queste iniziative sono spiegate da una strategia di marketing abbastanza scontata, cioè cercare di essere più aggressivi su fasce di mercato poco sfruttate. In altre parole, si crea un Tex a colori per chi li ha sempre sognati, un Tex a figurine per i bambini da 6 a 100 anni, un mazzo di carte per i vecchi dell'ospizio e la ristampa della ristampa della ristampa per i drogati di completezza.

In questo modo si vende di più e si incassano più dollarucci. In teoria più che in pratica, perché ogni iniziativa ha i suoi costi e spesso sottrae "clienti" alle altre,  non è che se la ford lancia 200 utilitarie diverse, da nere e austere a stelline e cuoricini avrà 200 volte il mercato di una sola, chiaramente alla fine chi vuole una ford di quella fascia opterà e chi vuole una opel si comprerà una opel.

L'idea che mi sono fatto è che, dopo il grande signore che è stato Sergio Bonelli, la nuova gestione stia cercando la soluzione in prospettiva della fine dei fumetti in generale e dei bonelli in particolare, cercando di accaparrarsi un uovo oggi piuttosto che una gallina domani. Personalmente sono sopraffatto dall'offerta, non so cosa comprare e non trovo quello che voglio, nella mia edicola c'è uno scaffale dedicato a Tex dove si trova solo il mensile e mancano spesso gli speciali che desidero.

Vorrei raccogliere le vostre idee su prospettive e problemi di quest'epoca dell'offerta texiana.

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Di tutti i Tex che vanno in edicola, compro tutto. Di Zagor compro solo l'inedito. Questo basta a rendere l'idea. Se non fossi un collezionista, quali Tex lascerei in edicola ?

 

- Il Tex Magazine a gennaio

- Il color estivo e storie brevi

- il maxi Tex

 

Mi sembrano degni dell'edicola, invece, oltre alla serie regolare, anche:

 

- il texone

- il cartonato

 

Per quanto riguarda le ristampe bonelliane (oppure no), in tutte le loro salse:

 

- lascio tutto in edicola

 

Per quanto riguarda il materiale collzionistico non cartaceo:

 

- lascio tutto in edicola

 

Concludendo, sono legato alla vecchia politica aziendale: questa nuova improntata al marketing ossessivo ereditata dalla Panini, di cui Airoldi è l'artefice, non so quanto potrà durare, per me ha i giorni contati, è suicida già nelle sue intenzioni.Ma finché la gente compra....

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quindi non sono l'unico che vede dei forti rischi in una politica come questa? A me pare che moltiplicare gli albi equivalga a svilirli e inflazionarli. E , insieme a monopoli e carte da giuoco, a rendere meno solido e riconoscibile il prodotto stesso. Tex è un marchio che mi piace sugli albi, non sulle mutande, e la scarsità di gadget e di merchandising erano un punto di forza. Che poi si finisce inevitabilmente per pubblicate fuffa, come i color storie brevi testimonia, imho, con una chiarezza straordinaria. E poi i maxi con Diso che sembra messo là per non cacciarlo, un prodotto ad personam. Non so, credo che tutti ciò nuoccia a Tex.

Modificato da Wasted Years

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Farei prima di tutto una distinzione tra materiale inedito, ristampe in varie salse, e prodotti di puro marketing.

 

Per me nulla di male nel riproporre le vecchie storie in nuove ristampe. Finché c'è chi le compra, perché la Bonelli non dovrebbe approfittarne? Io non spenderei mai soldi per un prodotto come l'ultima ristampa (con quei colori, poi), ma se c'è una fetta di pubblico interessata tanto vale trarne vantaggio. In fondo, con un mercato in crisi come quello del fumetto, ulteriori fonti di introiti sono fondamentali per un'azienda come la SBE. Analogo discorso per le iniziative collaterali (Monopoli, album Panini...). E se poi con tutto questo si riesce ad avvicinare qualche nuova leva al mondo di Tex, tanto meglio.

 

Esprimo preoccupazione invece per la proliferazione di volumi con storie inedite. Qui il discorso è più delicato, e l'affermazione "buttiamo fuori quante più storie possibile, finché la gente le compra" è valida fino a un certo punto. Spiego: se gli sceneggiatori rimangono sempre quelli (anzi, con un Faraci in meno) e le storie aumentano esponenzialmente di numero, a mio avviso la qualità delle storie non può che diminuire. Con effetti alla lunga controproducenti. Stesso discorso per i disegnatori (il mese prossimo ci ritroviamo Cossu sulla regolare...). Infine, rimango convinto (nonostante qualcuno proverà di nuovo a farmi cambiare idea :P) che il formato delle storie brevi non sia il più congeniale a Tex. Per questo sarei per ridurre le uscite complessive a queste:

 

- serie regolare

- Texone (intoccabile!)

- Maxi Tex (ma uno solo all'anno, non due come sembra in previsione! e rigorosamente con un'unica storia lunga!)

- cartonato (ma uno solo all'anno!)

- il Color Tex storie brevi (che non mi trova entusiasta ma va anche bene, come banco di prova per nuovi sceneggiatori/disegnatori)

 

Per me hanno poco da dire ed eliminerei volentieri:

 

- il Color Tex estivo

- il Tex Magazine

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Le ristampe, a mio modo di vedere, sono inevitabili: rivedo il me stesso del 1991 che si approccia a "Tamburi di guerra" attratto dalla copertina, lo divora, il giorno dopo torna e compra "Ladri di bestiame", il giorno dopo comincia a cercare gli arretrati per completare le storie iniziate. Su un prodotto di così lunga storia non avere una ristampa renderebbe molto poco accessibili i numeri più vecchi e non lo troverei giusto nei confronti di un me stesso del 2011 o 2021. Il fascino del numero 1, del "come tutto ebbe inizio", deve essere fruibile a tutti. Sulle altre serie ho opinione leggermente diversa: ho sempre visto il Texone, il Maxi Tex e l'Almanacco del West come degli eventi con caratteristiche ben precise, diverse tra loro, ma appunto degli eventi. Gli eventi sono tali in quanto rari, cito per tutti Oklahoma! (che tutt'ora rimane uno dei capitoli migliori dell'intera saga di Tex), aumentarli rischia di annacquare l'effetto, l'attesa, l'essere speciale. Già il Color Tex per me era troppo, essendoci i numeri centenari. Carte da gioco e quant'altro sono fuori luogo. 

Un evento ogni tre mesi, per me, sarebbe l'ideale: Texone, Maxi Tex, Tex Magazine, Cartonato.

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Abbiamo tre testate in Italia che rappresentano, in campo fumettistico, una garanzia.

Sono Tex, Topolino e Diabolik.

Generalmente una qualsiasi iniziativa, supportata da un minimo di qualità, relativa a uno di questi tre personaggi, ha finora riscosso sempre un buon successo.

Discorso a parte per Topolino, fenomeno planetario e collaudato sistema di merchandising extra editoriale, dall'oggettistica ai parchi a tema passando per le piattaforme multimediali dai cartoni animati ai videogiochi, contando sull'indiscusso appeal su tutti i bambini di tutte le età. Da qualche anno la gestione editoriale della produzione Disney è saldamente in mano alla Panini, che senza tradire l'originale tradizione delle figurine, continua a invadere le edicole con numerose testate che propongono sia storie inedite e soprattutto ristampe, spesso in albi contenitori che consentono di accorpare le stesse storie in format differenti.

Tex e Diabolik, rispetto ai topi (e paperi) presentano caratteristiche più nostrane, anche se, soprattutto il nostro ranger, ha sviluppato mercati esteri interessanti e variegati, dal Brasile ai Balcani, dalla Finlandia e la Norvegia, fino all'India e alla Turchia. Ma i gadget e le iniziative extraeditoriali sono stati storicamente centellinati limitandosi perlopiù a edizioni da libreria che riproponevano in ristampa le storie classiche. 

La progressiva involuzione che investe oramai irreversibilmente il mercato del fumetto ha portato in tempi recenti una graduale modifica delle strategie di marketing che da un lato moltiplica le proposte in edicola con la costellazione di uscite collaterali che hanno evidentemente lo scopo di allargare la base di vendita e dall'altro al proliferare di ristampe più o meno colorate che strizzano l'occhio ai vecchi lettori, non tanto ai collezionisti, ma a quelli che pur apprezzando il personaggio non sono compratori abituali, hanno resistito alla CSAC, alle Grandi Storie e financo al Classic e si trovano ora in condizioni di poter finalmente affrontare una collana con i 70. In più figurine, portachiavi, magliette, tazze,  giochi da tavolo, statuine e chissà che altro ancora, con una serie di prodotti che hanno la caratteristica di poter godere di una esposizione prolungata a differenza della breve durata in edicola degli albi destinati a finire in resa.

Intanto abbiamo assistito alla chiusura della gloriosa Tre Stelle... bruttissimo segnale e più che importante campanello d'allarme. Prima collana di Tex tagliata per insufficienza di mercato....

 

Io prendo tutto l'inedito di Tex come di Zagor, ho la CSAC di entrambi, i Cartonati e i brosssurati ex Mondadori ora SBE e prenderò i volumi con le copertine.

Prenderei, se ben fatta, una bella anastatica della ISG1-27 e della IISG 1-43

Statue, magliette e giochi ben vengano, ma non mi attirano

 

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Anche io sono favorevole a "uno all'anno".

Io ho una idea per far lavorare Diso:

Una tavola al giorno da pubblicare sul sito (come i Bonelli Kids),

non per forza su Tex (visto che lui si esprime meglio con Mister No).

Se uno vuole il libro che contiene tutta la sequenza annuale

la potrà ordinare sul Bonelli shop.

Lui lavora e noi stiamo tranquilli.

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Faccio parte di quello che si può definire lo "zoccolo duro" dei lettori di Tex, zoccolo che con il trascorrere del tempo si fa inevitabilmente sempre più sottile.

 

Ho incontrato Tex nel lontano 1950 e fino a qualche anno fa compravo tutto di Tex: fumetti, libri editi da Bonelli o da altri editori, tutto tranne le ristampe. Poi ho iniziato a fare delle scelte; prima ho cancellato il Tex Storie Brevi, quindi a lasciare in edicola qualche Cartonato. Quest'anno ho deciso di controllare, prima di acquistare a scatola chiusa, anche il Maxi, il Texone, il Color, il Magazine. Se il soggetto, lo sceneggiatore ed il disegnatore mi convincono, acquisto sennò rimangono a scaffale. Per ora nessuna scelta sul mensile, seguiterò ad acquistare tutto.

 

Sono perfettamente convinto di non rappresentare il target al quale sono indirizzate le nuove iniziative della SBE. Ma, come già scritto in passato, le attuali strategie della Casa Editrice non mi convincono, perché in contrasto con quanto indicato dai più elementari criteri di marketing in materia di domanda e offerta.

 

Ma oggi è tempo di grandi trasformazioni, pertanto anche i suddetti criteri possono essere stravolti. E' quanto auguro alla SBE per il suo futuro, al fine di continuare a divertire e far sognare altre schiere di lettori.

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<span style="color:red;">19 ore fa</span>, pecos dice:

Un dato. Sondaggio sulla miglior storia di Tex 2017, situazione attuale su 19 voti totali:

Texone 7 voti

Maxi Tex 10 voti

 

Due albi speciali.

 

E' una politica mirata quella di non mettere le storie migliori nella serie regolare, o e' stato un caso?

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Geniale. Per anni si è detto che le serie parallele erano trascurate e usate come riempitivi... Certo che siete tutti delle belle sagome...:D

1 ora fa, francob dice:

Faccio parte di quello che si può definire lo "zoccolo duro" dei lettori di Tex, zoccolo che con il trascorrere del tempo si fa inevitabilmente sempre più sottile.

 

Ho incontrato Tex nel lontano 1950 e fino a qualche anno fa compravo tutto di Tex: fumetti, libri editi da Bonelli o da altri editori, tutto tranne le ristampe. Poi ho iniziato a fare delle scelte; prima ho cancellato il Tex Storie Brevi, quindi a lasciare in edicola qualche Cartonato. Quest'anno ho deciso di controllare, prima di acquistare a scatola chiusa, anche il Maxi, il Texone, il Color, il Magazine. Se il soggetto, lo sceneggiatore ed il disegnatore mi convincono, acquisto sennò rimangono a scaffale. Per ora nessuna scelta sul mensile, seguiterò ad acquistare tutto.

 

Sono perfettamente convinto di non rappresentare il target al quale sono indirizzate le nuove iniziative della SBE. Ma, come già scritto in passato, le attuali strategie della Casa Editrice non mi convincono, perché in contrasto con quanto indicato dai più elementari criteri di marketing in materia di domanda e offerta.

 

Ma oggi è tempo di grandi trasformazioni, pertanto anche i suddetti criteri possono essere stravolti. E' quanto auguro alla SBE per il suo futuro, al fine di continuare a divertire e far sognare altre schiere di lettori.

Le leggi di marketing impongono di aumentare l'offerta, non di ridurla. Sicuro di conoscerle?:rolleyes: In ogni caso complimenti, se leggi Tex dal 1950. Grazie per la fedeltà.

 

 

Modificato da borden

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Si protrebbe anche levare la parola "speciale" da delle collane quasi tutte semestrali e ormai ben piantate

(io ormai neanche mi ricordo di quando a inizio estate non usciva un "Texone").

La legge del commercio è chiara, e c'è anche quella che più copie si vende maggiori sono i ricavi

e la possibilità di abbassare il prezzo.

Fatto sta che ormai un mese si e un mese no ci sono due uscite di inediti, quindi c'è anche il

fattore saturazione da tener conto. Benedico la decisione delle storie in massimo tre albi, altrimenti

avrei fumetti ancora da leggere in ogni angolo della casa!

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Tex a mio vedere mal sopporterebbe le leggi di marketing...

Ricordo le parole, adattabili anche a questo contesto,  del grande vecchio:

"certe leggi le hanno pensate alcuni abissali incompetenti che avevano il solo merito di possedere una faccia di bronzo e un robusto fondo della schiena incollato costantemente a una poltrona di comando, e il guaio è che, oltre ad averle pensate, le hanno poi fatte scrivere e approvare da altri cervelloni, il che ha costituito un autentico disastro per un mucchio di brava gente" GLBonelli

E' indubbio però che le cose stiano come dice borden, una legge di marketing impone di ampliare l'offerta, ma un'altra, non meno rilevante, fa riferimento alla customer satisfaction

Perciò ben venga l'offerta, ma continuando a garantire la qualità delle proposte.

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, natural killer dice:

Tex a mio vedere mal sopporterebbe le leggi di marketing...

Ricordo le parole, adattabili anche a questo contesto,  del grande vecchio:

"certe leggi le hanno pensate alcuni abissali incompetenti che avevano il solo merito di possedere una faccia di bronzo e un robusto fondo della schiena incollato costantemente a una poltrona di comando, e il guaio è che, oltre ad averle pensate, le hanno poi fatte scrivere e approvare da altri cervelloni, il che ha costituito un autentico disastro per un mucchio di brava gente" GLBonelli

E' indubbio però che le cose stiano come dice borden, una legge di marketing impone di ampliare l'offerta, ma un'altra, non meno rilevante, fa riferimento alla customer satisfaction

Perciò ben venga l'offerta, ma continuando a garantire la qualità delle proposte.

Questo post mi piace di più di quello che ho scritto io :D

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Caro Mauro, non solo le conosco ma le ho anche applicate nei lunghi anni di carriera professionale.

Ma, come ho scritto, non è detto che i criteri validi oggi lo siano anche in futuro ed a fronte di mutate condizioni di mercato.

Fortunatamente in questo campo non sono determinanti le leggi o le opinioni soggettive. Valgono solo i dati di bilancio e la loro analisi. Per questo dico alla Bonelli "in bocca al lupo"!

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Il marketing è una disciplina descrittiva e non normativa. Chiunque parli di leggi di marketing produce un delirio. Spiacente di doverlo specificare, ma è così.

Il marketing i basa su alcune strategie che hanno operato bene in passato e non su presunte leggi, che nemmeno in economia esistono, proprio perché anch'essa è descrittiva e non normativa. Quindi figuriamoci se queste presunte leggi possono IMPORRE qualcosa.

Ciò premesso, se si scrive "leggi di marketing" su google, si trovano una serie di consigli da regola del pollice che provengono da un vecchio ma sempre attuale libro di consigli, in  cui spiccano i seguenti due

 

Cita

#12 La legge dell’Estensione di una linea di prodotti: C’è una pressione irresistibile a estendere il patrimonio di una marca. Meglio essere forte in qualche cosa che debole in tutto. Di più è meno: più prodotti, mercati, alleanze un’azienda realizza, meno soldi farà. Meno è più: per avere successo è meglio focalizzarsi su un determinato prodotto e costruirsi una posizione nella mente del potenziale cliente.

 

Cita

#18 La legge del Successo: Il successo spesso porta all’arroganza, e l’arroganza porta al fallimento. La presunzione è nemica del successo nel marketing. Quel che occorre è obiettività. MA quando la gente ha successo tende a diventare meno obiettiva e spesso sostituisce il proprio giudizio a ciò che vuole il mercato. (fonte: http://www.riccardoperini.com/le-22-immutabili-leggi-del-marketing.php)

 

Direi che estendere l'offerta sia una mossa piuttosto rischiosa. Se si producono tanti tipi di albi di Tex, essi tendono a sovrapporsi e  a indebolire il brand Tex stesso, e se Panini pubblica Tex, nel tempo più lungo questo sarà controproducente. Almeno secondo chi crede alle leggi di marketing. Io non sono normativo ma questo rischio lo vedo bello concreto.

 

La birra ichnusa introduce la cruda e poi la non filtrata: il mercato della ichnusa rimane lo stesso identico, perchè sono gli stessi clienti a comprarla. Se si mette a produrre mutande Ichnusa io mi comprerò un'altra marca.

 

Sul rischio di diventare arroganti non aggiungo nulla, dico solo che  a volte il successo in una battaglia porta a perdere la guerra.

Modificato da Wasted Years

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WY, se provi a tenere da parte la tua professione che ti porta a puntualizzare gli "errori" di scrittura,

vedrai che stiamo dicendo più o meno tutti la stessa cosa!

"leggi" = "regole" = "strategie"

(noi le elementari le abbiamo finite da un pezzo e leggendo Tex non è che

abbiamo tutto questo gran vocabolario)

 

Ma poi non si diceva "proliferazione"?:old:

Forse nel frattempo avranno cambiato.

Modificato da Dix Leroy

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non  è la mia professione di maestro che mi invita a questa correzione, è il fatto che ho insegnato economia e marketing del turismo, ma non solo, e ne ho sentite troppe per non reagire.

1) estendere l'offerta è una strategia efficace solo a certe condizioni e spesso è suicida.

2)  molti la spacciano per una legge immutabile per cui è molto utile puntualizzare.

 

Evitiamo di precisare ciò che non è.

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<span style="color:red;">15 ore fa</span>, borden dice:

Geniale. Per anni si è detto che le serie parallele erano trascurate e usate come riempitivi... Certo che siete tutti delle belle sagome...:D

 

Sono sicuramente, a detta di quelli che mi conoscono, una sagoma, ma in questo caso avevo posto una domanda onesta! Come si intuisce dal numero dei miei messaggi, sono nuovo del forum e non sapevo delle critiche alle serie parallele. Nueces Valley (dove tra l'altro mi trovero' a passare tra qualche giorno!) sarebbe stata una grande aggiunta alla serie regolare, per la quale credo che tutti abbiamo un affetto speciale. Poi naturalmente l'importante e' che questo capolavoro sia stato scritto, serie regolare o no. 

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1 ora fa, Otami dice:

 

Sono sicuramente, a detta di quelli che mi conoscono, una sagoma, ma in questo caso avevo posto una domanda onesta! Come si intuisce dal numero dei miei messaggi, sono nuovo del forum e non sapevo delle critiche alle serie parallele. Nueces Valley (dove tra l'altro mi trovero' a passare tra qualche giorno!) sarebbe stata una grande aggiunta alla serie regolare, per la quale credo che tutti abbiamo un affetto speciale. Poi naturalmente l'importante e' che questo capolavoro sia stato scritto, serie regolare o no. 

 

Benvenuto Otami :)

 

Non credo che Borden si riferisse specificatamente a te. Comunque per venire alla tua domanda, le storie in questione erano molto particolari, "speciali" appunto, e la collocazione più adeguata era davvero quella di un albo fuori serie.

Tieni conto che alcuni lettori - quelli con le fette di salame sugli occhi, per intenderci - hanno subito gridato alla lesa maestà non appena saputo dell'argomento del maxi, rifiutando a priori di leggerlo...

 

Comunque il gradimento riscosso da queste due storie nel nostro sondaggio sulla miglior storia del 2017 dimostra che Borden ancora una volta ha fatto centro :ok:

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Una decina di anni fa si parlò insistentemente di una franchigia NBA in una città Europea, tra le papabili Roma; qualcuno magnificò la cosa prendendo spunto dal pubblico che quella sera assiepava il palaEur e le masse mobilitate dall'evento. Nel bel mezzo della discussione Flavio Tranquillo fece la seguente osservazione: "è vero, stasera è pieno e la gente è impazzita per i Celtics, Garnett, Pierce e Allen. Da qui a dire che succederà lo stesso per tutte le 82 partite di stagione regolare più eventuali play off, però, ce ne corre e io sarei un po' cauto sull'argomento".

Spero l'esempio sia un utile contributo.

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49 minuti fa, Chunz dice:

Una decina di anni fa si parlò insistentemente di una franchigia NBA in una città Europea, tra le papabili Roma; qualcuno magnificò la cosa prendendo spunto dal pubblico che quella sera assiepava il palaEur e le masse mobilitate dall'evento. Nel bel mezzo della discussione Flavio Tranquillo fece la seguente osservazione: "è vero, stasera è pieno e la gente è impazzita per i Celtics, Garnett, Pierce e Allen. Da qui a dire che succederà lo stesso per tutte le 82 partite di stagione regolare più eventuali play off, però, ce ne corre e io sarei un po' cauto sull'argomento".

Spero l'esempio sia un utile contributo.

Non lo è per nulla. Che c'entra il calcio con l'editoria?

 

Se i cinema  in una città diminuiscono, meno gente andrà al cinema

 

Se le edicole chiudono, se non espongono i fumetti.. QUESTA è la giusta analogia.

 

I nostri esperti dicono che bisogna aumentare l'offerta per essere più visibili. Ci credo anch'io, perchè quando vado in pizzeria, voglio scegliere tra venti pizze e non tra dieci. Mica devo mangiarle tutte!

 

 

 

 

Modificato da borden

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