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TWF - Tex Willer Forum
paco ordonez

La serie regolare è alla canna del gas?

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Questo topic nasce dalla semplice constatazione che diverse tra le ultime storie della serie regolare stanno deludendo.

In particolare mi riferisco alla seconda parte del ritorno di Lupe, alla storia di Ruju e Filippucci, a quella di Faraci e Venturi e alla appena uscita doppietta di Ruju e Cossu, che mi sembra stia generando un malumore ampio e generalizzato.

Da cui la domanda: al netto degli annunci di "grandi storie" che ci attendono (Mefisto, il Maestro), è esagerato dire che la realtà concreta delle storie uscite sta cominciando a diventare piuttosto deludente?

 

E ancora: tutto ciò è dovuto alla marea di speciali che, tra storie e storielle brevi, alla lunga stanno incidendo sulla qualità della serie regolare? Ha forse ragione Natural Killer quando suppone che la storia di Ruju e Cossu è stata allungata in extremis per coprire un buco? E' quindi questo il motivo per cui un disegnatore come Cossu si è ritrovato sulla serie regolare? 

 

Domande inquietanti, dato che vengono nell'anno dello sbandierato settantennale. A voi la parola. 

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Con tutto il rispetto per Boselli, a me pare che manchi il Sergione. Non solo nel curare le serie, proprio come editore.Tex è una mucca da mungere, non è più un prodotto rispettante alcuni principi. Anche tutta questa smania di passato è pericolosa, in genere la biografia si fa ai morti, 

questo mi sa invece di coccodrillo pubblicato pre mortem. Tex è diventato come Battiato, testi insensati con effetti speciali e fondi di cassetto.

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Direi che non possiano non prescindere dai dati che riguardano le storie in lavorazione, pubblicabili nei prossimi tre anni.

 

Le suddivido in duo o tre categorie in base alle MIE aspettative.

 

Prima fascia:

 

1) BOSELLI - DOTTi : Manhattan

2) BOSELLI - BRUZZO : Erebus

3) BOSELLI - BENEVENTO : La figlia di Satania

4) BOSELLI - CESTARO : Mefisto

5) BOSELLI - RUBINI : Seminoles

6) BOSELLI - ANDREUCCI : Barbanera

7) BOSELLI - VENTURI : Tigre Nera

8) BOSELLI - MONNI - SEIJAS (?) : Manuela Montoya

9) BOSELLI - CIVITELLI : Mefisto act III

10) RUJU - BIGLIA : Guatemala

11) MANFREDI - BOCCI - Horror con El Morisco

 

Seconda fascia:

 

1 ) BOSELLI - SEIJAS : Indiani e giacche blu

2) NIZZI - FILIPPUCCI : L'assedio di Mezcali

3) NIZZI - TICCI : Fuga verso il confine

4) RUJU - RAMELLA : Proteus

5) RUJU - RAMELLA : ?

6) MANFREDI - ROTUNDO : Sulle rive del Mississipi

 

Terza fascia:

 

1) RUJU - GINOSATIS : Cuore Apache

2) RUJU - ROSSI : Sull'orlo dell'abisso 

3) RUJU - FONT :  ?

4) RUJU - ACCIARINO : Il ragazzo rapito parte II

5) RUJU - GINOSATIS : ?

6) MANFREDI - NESPOLINO : Mojave Desert Mine

 

Per me il numero delle storie in lavorazione che non dovrebbero deludere è doppio rispetto a quelle della seconda e terza fascia messe insieme. Ciò che ci porterebbe ad una alternanza di ottime storie con storie in tono minore come ci è stato dato da leggere in questi ultimi mesi. E le storie di prima fascia sono per la maggior parte lunghe tre albi. Conclusione: nessuna canna del gas, solo programmazione col fiato corto che ha permesso a Cossu di arrivare sulla serie regolare.

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Io, Sandro, uscirei dal discorso sulle aspettative, perché sono tutte ipotesi che non è detto si realizzino: storie (Lupe) e autori (Manferdi) da cui ci si attende tanto possono infatti deludere.

Personalmente guardo ai fatti concreti, cioè alle storie uscite. E onestamente mi sembra che la serie regolare in quest'ultimo anno non abbia passato un bel periodo (Jethro e Wolfman a parte). E oltre a quanto scrivevo nel post di apertura, aggiungo che un motivo di delusione può venire anche dalla solita gabbia dei due albi che, almeno secondo me, ha castrato storie come quella di Ruju e Filippucci, e compresso troppo la storia di Lupe.

 

Aggiungo anche - e non me ne voglia Boselli - che l'idea che lui sia un curatore severo mi sembra più una leggenda che un fatto vero: perché davvero non mi spiego come un curatore severo possa aver accettato una roba insulsa come "La città nascosta".

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Dopo 70 anni e soprattutto il proliferare di magazine,maxi (adesso addirittura raddoppiato),texoni,color (pure questi doppi) e cartonati,fa sì che il mensile molte volte ne esca penalizzato. Gabbia a due albi,storie soporifere,disegnatori insufficienti o inguardabili completano il quadro. Personalmente ridurrei il color ad un'unica uscita,ripenserei ben ben al raddoppio del maxi ed eliminerei il magazine,una pubblicazione a mio modo di vedere fallimentare. Ma so già che queste riflessioni non incontreranno il plauso di molti utenti. Non vorrei che Tex iniziasse a percorrere il viale del tramonto.

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Caro Havasu, tu, molto semplicemente hai indicato le tradizionali scelte di marketing con l'ottica dell'andamento della domanda e dell'offerta.

Boselli ha chiarito che le scelte degli "esperti" della SBE sono completamente l'opposto della tradizione di questa precisa scienza del mercato.

Non è detto che, in un mondo così "liquido", abbiano ragione loro con queste scelte - ripeto- in controtendenza.

Soltanto i risultati di bilancio potranno chiarire questa situazione.

Modificato da francob

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Io francamente non la dipingerei cosi nera la situazione... Vi ricordate come era il centenario del 500? Ebbene li si poteva ipotizzare che Tex fosse alla canna del gas.

 

Secondo me le ultime due vicende (devo ancora comprare l'albo di marzo), non sono eccezionali, ok, ma neppure cosi scadenti a mio modesto avviso.

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, paco ordonez dice:

E ancora: tutto ciò è dovuto alla marea di speciali che, tra storie e storielle brevi, alla lunga stanno incidendo sulla qualità della serie regolare?

 

Beh, io ho sempre pensato che più storie si pubblicano più l'ispirazione si diluisce. Mi è sempre sembrata una cosa ovvia, anche se c'è chi si ostina a dire il contrario. 

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Ma se si vuole pubblicare l'impossibile e non si possiede la forza lavoro necessaria, è logico che poi occorrerà servire il piatto pronto. A parte che personalmente taglierei tutto quello che non è a livello della tradizione di Tex di Tex, Diso da me tanto amato su mister No in partenza, non capisco perchè bisogni raddoppiare le uscite se non si riesce con i tempi. A me fa l'effetto di "prendi i dollari oggi che domani chiude tutto con certezza, chiudere per chiudere vendiamo oggi che le cariatidi sono ancora in possesso dei loro soldi".

E basta pure con questo cacchio di passato ricco di personaggi mitologici mai intesi o quasi e di personaggi già apparsi con un carattere nuovo di zecca, perché il prossimo passo sarà "gli antenati di Tex" ambientato ai tempi della rivoluzione americana. Così mi si guasta pure il gusto del comandante Mark.

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E' chiaro che la serie regolare negli ultimi tempi ha perso quell'importanza che aveva una volta.E non mi riferisco solo alla qualita' delle storie che a mio parere raggiungono appena la sufficienza e in certi casi anche la mediocrita'.Ma anche per i disegni.Una volta il disegnatore che veniva chiamato per illustrare l'albo inedito poteva essere paragonato al calciatore convocato in nazionale.E' cosi' anche adesso?Secondo voi un Cossu con quel suo tratto e' all'altezza?

 

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<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Anthony Steffen dice:

Una volta il disegnatore che veniva chiamato per illustrare l'albo inedito poteva essere paragonato al calciatore convocato in nazionale.E' cosi' anche adesso?Secondo voi un Cossu con quel suo tratto e' all'altezza?

 

La mia sensazione su Cossu è che, non trovando più spazio sul "rinnovato" Dylan Dog di Recchioni, sia stato dirottato su Tex per il solito discorso che i prezzi dei disegnatori "storici" della Bonelli può permetterseli solo Tex. Non trovo un'altra spiegazione plausibile per questa cosa, che peraltro è più o meno la stessa del caso Diso. Col che mi sembra chiaro che il mito per cui su Tex vanno solo i migliori, o addirittura di un Tex che "frega" i disegnatori migliori delle altre serie, appartiene al passato: mi sembra più plausibile l'idea di Tex come ottima pensione, in barba ai lettori. 

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Non condivido per niente tutto l'entusiasmo che vedo da parte dell'editore e di una parte dei lettori per queste uscite "speciali"..ragion per cui, per coerenza, non ne comprerò più nemmeno uno. Per quanto mi riguarda, dall'ultimo di Mastantuono (che non ho preso), comprerò solo serie regolare e Texone, punto.

Per quanto riguarda la serie regolare, non mi aspetto un gran che...tanti, troppi ritorni, e se non sono ritorni sono quei famosi "buchi" da riempire assolutamente, o storie che in qualche modo hanno a che fare con la storia vera.

Certo, oggi sappiamo anche l'anno e il mese in cui è nato Tex, sappiamo cosa ha fatto Tex tra quella storia e quell'altra, sappiamo e sapremo cosa hanno fatto i vari Proteus, Jethro, Manuela Montoya, Il Maestro, Satania...

Io non sò gli altri, ma a me di tutto questo mi importa poco...oltretutto quando poi ti trovi sulla serie regolare storie così mediocri...

Il Tex che ho amato non tornerà più.

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In realtà NON sappiamo affatto che cosa hanno fatto Proteus, Mefisto, Satania e compagnia. E molti vorrebbero saperlo, tra cui, da lettore di Tex, io stesso. I "ritorni", nel fumetto, in tutti i fumetti e anche in Tex,  ci sono sempre stati. Se sei stanco tu, è un altro paio di maniche, ci saranno altri motivi, ma quello che stiamo facendo non ha niente di strano né tantomeno di offensivo nei riguardi del personaggio che stiamo tenendo in vita, secondo me molto bene. Ecco l'ho detto. E' la mia opinione... e vale la tua. ;)

 

PS  All'incontro su Mastantuono erano tutti entusiasti , anche della storia sui cinesi in edicola. Ed erano persone in carne e ossa. Certo, anche loro preferirebbero avere ogni mese in edicola "Tra due bandiere", ma ciò non toglie che apprezzano lo stesso le storie "normali".  

Oggi sarò a Cartoomics. Vedremo.

 

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<span style="color:red;">23 ore fa</span>, paco ordonez dice:

In particolare mi riferisco alla seconda parte del ritorno di Lupe, alla storia di Ruju e Filippucci, a quella di Faraci e Venturi e alla appena uscita doppietta di Ruju e Cossu, che mi sembra stia generando un malumore ampio e generalizzato.

 

Il fatto che queste storie non le ricordi nemmeno (tranne quella di Lupe, straziata da una seconda parte non all'altezza) la dice lunga sullo stallo della regolare. Quello che più mi inquieta è però l'involuzione di Ruju: cosa è accaduto a questo autore? Ha già il fiato corto? E' solo un momento di appannamento? Ho sempre guardato con molta fiducia al lavoro dell'autore sardo, ritenendolo assolutamente degno  di far parte della scuderia texiana. Ma, nell'ultimo anno o anche di più, se si fa eccezione per il bellissimo Maxi (a me Il Ponte della Battaglia è piaciuto molto, e mi è piaciuto anche per Cossu), Ruju ha sbagliato troppo, e quel che è più grave è che, secondo me, ha peccato di "sufficienza", ha tirato via le storie, come se non avesse voluto realmente impegnarsi a renderle credibili o a limare alcuni passaggi scomodi. Paradigmatico è l'episodio del capitano Branch ucciso dall'arciere cinese: ma che ci stava a fare lì, l'arciere? Ma credono che noi lettori di Tex siamo disposti a berci tutto? C'è un'offerta gigantesca, fuori, tra film, serie televisive e romanzi. C'è tanta spazzatura, d'accordo, ma anche tanta qualità. Chi me lo fa fare ad interrompere il romanzo che sto leggendo, o a sottrarre tempo alla serie che sto guardando, per dedicarmi all'arciere che spunta dal nulla? Siamo fruitori di storie e vogliamo leggere storie, non certo interpretare meccanicamente le lettere scritte nei baloons.

 

Mi scuso se sono un po' severo, ma questo mio tono nasce dall'affetto verso un personaggio a cui tengo molto, e che mi sembra di stare perdendo. A parte alcune uscite, l'esito di molte storie recenti mi sta allontanando dall'attrazione verso l'albo. Lo compro, ma è lì, sul cassetto, insieme ad altri libri molto più succulenti, oggi, ai miei occhi. E non è perché sto preferendo quel tipo di lettura a quella di Tex: da sempre, Tex è stato per me un breve intermezzo tra altre letture, breve perché si legge in poco tempo, ma gradito, apprezzato, una soluzione di continuità molto gradita, una parentesi agognata, un tuffo nelle mie vecchie, balsamiche, corroboranti letture e abitudini. Ora questa sensazione sta svanendo, e questo succede perché sta mancando l'accuratezza. Una storia deve essere accurata, salda, solida. Un arciere uscito dal nulla è il contrario dell'accuratezza: è indolenza, è pigrizia, è insipienza. E' i Fratelli Donegan! Tu quoque, Ruju...

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Per carità, legittimo non apprezzare.ma da lì a pensare che un autore ha "tirato via" (per negligenza? per cattiveria?)...

 

Avevo predetto a Ruju che gli sarebbe successo...ma così presto? Alla faccia! :mellow:

 

Vi linko il video di una delle conferenze del settantennale (ne faccio un'altra oggi pomeriggio).

 

Se dico qualcosa di sbagliato o ledo la Maestà di Tex, fatemi sapere...

 

safe_image.php?d=AQAM_OK-S_g8f4U_&w=111&
 

 

 

 

 

 

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Fossi nella SBE il post di Leo lo incornicerei e lo appenderei in redazione, come memento da rileggere ogni giorno.

Spero tuttavia che su Ruju si sbagli: e ricordo comunque la recente Wolfman a risollevare il bilancio del Ruju recente.

 

Una cosa voglio dire a Borden: che non serve a niente spostare la discussione sulla questione dei ritorni e dei nemici ricorrente. Qui si sta parlando di cose molto più concrete: della qualità insoddisfacente di alcune storie recenti, sia dal punto di vista dei testi che dei disegni.

A Borden non chiederei spiegazioni sulla faccenda dei ritorni, ma sul perché si sia mandata in edicola una roba come "La città nascosta".

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Con tutto il rispetto mi chiedo come si possa aprire il topic con un titolo del genere, puntanto il dito su due-tre storie meno riuscite quando ci sono stati dieci anni consecutivi del peggior Nizzi che hanno quasi ucciso il personaggio. La narrativa seriale ha degli alti e bassi, è nella natura delle cose, ma il processo di ricostruzione che Boselli ha iniziato da qualche anno a questa parte è secondo me encomiabile.

 

f.

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24 minuti fa, paco ordonez dice:

Fossi nella SBE il post di Leo lo incornicerei e lo appenderei in redazione, come memento da rileggere ogni giorno.

Spero tuttavia che su Ruju si sbagli: e ricordo comunque la recente Wolfman a risollevare il bilancio del Ruju recente.

 

Una cosa voglio dire a Borden: che non serve a niente spostare la discussione sulla questione dei ritorni e dei nemici ricorrente. Qui si sta parlando di cose molto più concrete: della qualità insoddisfacente di alcune storie recenti, sia dal punto di vista dei testi che dei disegni.

A Borden non chiederei spiegazioni sulla faccenda dei ritorni, ma sul perché si sia mandata in edicola una roba come "La città nascosta".

Se vuoi te lo dico in privato.;)

9 minuti fa, ilpadronedelvapore dice:

Con tutto il rispetto mi chiedo come si possa aprire il topic con un titolo del genere, puntanto il dito su due-tre storie meno riuscite quando ci sono stati dieci anni consecutivi del peggior Nizzi che hanno quasi ucciso il personaggio. La narrativa seriale ha degli alti e bassi, è nella natura delle cose, ma il processo di ricostruzione che Boselli ha iniziato da qualche anno a questa parte è secondo me encomiabile.

 

f.

Grazie. Dimmi che cosa pensi delle cose dette nel video.  Se a qualcuno non piace una storia è normale. E' quando si processano le intenzioni che è più grave. 

Modificato da borden

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, ilpadronedelvapore dice:

Con tutto il rispetto mi chiedo come si possa aprire il topic con un titolo del genere, puntanto il dito su due-tre storie meno riuscite quando ci sono stati dieci anni consecutivi del peggior Nizzi che hanno quasi ucciso il personaggio. La narrativa seriale ha degli alti e bassi, è nella natura delle cose, ma il processo di ricostruzione che Boselli ha iniziato da qualche anno a questa parte è secondo me encomiabile.

 

f.

Concordo, il centenario del 500 è stato piuttosto deludente ed è durato diversi anni, qui si sta facendo troppa polemica. Ci sta di scrivere i propri punti di vista e le proprie delusioni, ma se c'era un periodo in cui si poteva scrivere: Tex è alla canna del gas? Era proprio il centenario suddetto. 

 

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<span style="color:red;">40 minuti fa</span>, borden dice:

Per carità, legittimo non apprezzare.ma da lì a pensare che un autore ha "tirato via" (per negligenza? per cattiveria?)...

 

Avevo predetto a Ruju che gli sarebbe successo...ma così presto? Alla faccia! :mellow:

 

Vi linko il video di una delle conferenze del settantennale (ne faccio un'altra oggi pomeriggio).

 

Se dico qualcosa di sbagliato o ledo la Maestà di Tex, fatemi sapere...

 

safe_image.php?d=AQAM_OK-S_g8f4U_&w=111&
 

 

 

 

 

 

 

Vedrò il video e ti farò sapere. Rigetto però l'accusa di "processo alle intenzioni". Sono un utente del forum ormai da tempo, e credo che chi legge i miei post sa quanto io sia poco prevenuto ed anzi spesso benevolo verso il personaggio per cui provo affetto e verso chi lo tiene in vita. Da Lecce sono venuto a trovarvi al raduno milanese di due anni fa, e ho avuto modo di conoscere di persona sia te che Ruju, con il quale ho avuto anche una breve chiacchierata in solitaria mentre mangiucchiavamo salatini. Lungi da me quindi voler accusare qualcuno di qualcosa, soprattutto se quel qualcuno lo apprezzo e tanto. Sono un lettore di Ruju dai tempi di Dylan Dog, ho letto con gusto entrambi i suoi romanzi. Questo solo per dire che non ho intenzione né provo piacere a fare processi a persone con le quali sono in fondo cresciuto.

 

Ma è proprio per il bene che vi porto, e che voglio al personaggio, che mi sento di sposare il post di Paco. L'ultima storia di Ruju ha dei passaggi inaccettabili, come quello dell'arciere ma non solo. Io non posso assolutamente credere che Ruju, da maestro qual è, non se ne sia reso conto. Che non sapesse che quel passaggio era forzato. Ma non è l'unico esempio. In un'altra storia, di cui non ricordo più quasi nulla, i nostri riuscivano a fuggire da un fortilizio tipo quello di Carrasco ne Gli Invincibili semplicemente scavalcando un muretto con il cavallo. Il problema non è che hanno scavalcato il muretto. Il problema è che quel muretto qualche vignetta prima non c'era (una vignetta di mezza pagina presentava il fortino) e poi c'è stato solo per fare andare avanti la storia. In barba alla verosimiglianza, o alla credibilità che può avere un covo di soldati irregolari praticamente sguarnito in pieno territorio nemico. Non parliamo, per carità, de La Città Nascosta, o, peggio ancora, de Il Ragazzo rapito, storia con un bel personaggio che però non si regge in piedi neanche con due robuste stampelle.

 

Il problema, Mauro, è che la concorrenza è tanta. Quella della sceneggiatura di storie è ormai un'industria florida più che mai, e tra tanto ciarpame non è comunque inconsueto trovare prodotti di qualità. E ci sono eccome. E Tex invece nelle ultime storie mi sembra si stia perdendo. Non accuso Ruju di negligenza, ma non ci credo che anche lui non si renda conto che alcuni passaggi sono forzati: mentre Tex e Carson passeggiano sul molo, si imbattono proprio nel rapimento di Charlie. Charlie che attraversa il deserto con una borsetta. L'arciere che uccide il capitano. E altro ancora. E tutto questo dopo La Città Nascosta. Forse il problema è davvero il maggiore impegno richiesto dalle tante uscite eccezionali? Fino ad oggi non lo credevo, ma chissà che la serie regolare non sia davvero penalizzata dalla pletora di altre uscite, alcune delle quali sono ormai peraltro superate (vedi Magazine).

 

Chiedo solo più attenzione, perché siamo lettori esigenti. Siamo i lettori di Tex, e lo premiamo ancora perché è sempre il miglior fumetto italiano. E perché è un amico. La nostra insofferenza è un atto d'amore, per lui e per voi che lo tenete in vita. Faccio sempre il tifo per Voi!

<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, ElyParker dice:

Concordo, il centenario del 500 è stato piuttosto deludente ed è durato diversi anni, qui si sta facendo troppa polemica. Ci sta di scrivere i propri punti di vista e le proprie delusioni, ma se c'era un periodo in cui si poteva scrivere: Tex è alla canna del gas? Era proprio il centenario suddetto. 

 

 

Ma questo non esclude che anche adesso stia subendo un periodo di appannamento! 

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Il centinaio (non capisco perché chiamarlo centenario, mica ha compiuto cento anni) 500-600 è stato giudicato da molti scarso, tanto che molti come me hanno smollato la collana, ciò non toglie che potrebbe riaccadere mentre si pensa a fare un Tex per bambini colorabile con i pennarelli, uno per casalinghe frustrate stampato nella tasca di un grembiule da cucina, una dentiera di Tex per fan senza denti, il gioco dell'oca, il risiko, le statuette, la maschera di carnevale, le mutande, uno in stile francese, uno in stile americano con la raccolta delle strip e uno in stile sardo stampato su sughero.

In effetti il dibattito si riduce a "sarà un momento o si sono fatti male i conti"? Vedremo chiaramente, Sandro ha già proposto dei numeri concreti, il resto è soggetto ad opinione.

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Del video mi ha interessato di più quello che è lasciato intendere, soprattutto il progetto che verrà presentato in autunno disegnata da Brindisi, De Angelis e Del Vecchio. Per il resto tante storie interessanti, con di base un'idea di fondo che condivido.

 

Poi, ripeto, le storie non sempre riuscite ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ho appena finito di leggere l'ultima storia di Faraci-Venturi ed effettivamente fatico a salvarla. Ma giudicando nel medio periodo non posso non ritenermi soddisfatto. Luna Comache, Jethro, Il magnifico fuorilegge, tanto per dire le prime che mi vengono in mente, sono storie che mi hanno colpito in maniera particolare.

 

f.

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Ritengo che alcuni opinioni son piuttosto pessimiste e forse qualcuna che ha qualcosa di apocalittico.

Discutibile è la scelta di fare diversi albi al di fuori della serie regolare, per quanto riguarda il fatto che il Maxi uscirà due volte all'anno, beh è prematuro giudicare ora.

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Tex è un fumetto seriale e gli alti e i bassi ci sono sempre stati.

Anche negli anni d'oro c'erano storielle che si facevano dimenticare.

Diverso è il discorso per gli speciali, in cui i lettori possono pretendere un

livello qualitativo costante o meglio in crescita.

Ma credo che tutti partano con l'idea di fare una bella storia,

chi osa percorrere strade nuove, chi puntando sul sicuro.

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    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
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      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
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      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da JohnnyColt
      E' da qualche giorno che mi chiedo se Tex possa davvero competere con i vari manga o con i vari comics che tanto ora vanno tra i giovani. Tex non è prettamente un fumetto per "vecchi" però rappresenta una nicchia di lettori, una nicchia appassionata di western e di azione un poco canzonata. Tex tra l'altro, è l'eroe tutto d'un pezzo che oggi si osteggia, si preferiscono personaggi dubbiosi e per alcuni aspetti deboli, si preferiscono personaggi più contemporanei e legati alla vita globalizzata e ipertecnologica. Se Tex negli anni '60 rappresentava un modello da seguire per migliaia di ragazzini, se Tex dava speranza in un mondo migliore a cui tutti potevano aspirare, oggi che cosa rappresenta? Che cosa può offrire Tex alle nuove generazioni ? Cosa può trasmettere ai giovani che preferiscono la frivolezza di un manga o di un comic?
      Personalmente penso che quei valori che Tex esprimeva negli anni '50/'60/'70 possano avere ancora oggi un'importanza rilevante, penso che farebbe bene far leggere Tex a più giovani affinchè possano comprendere le ragioni di libertà e giustizia che fanno agire Tex, affinchè possano comprendere che non esiste popolo superiore o popolo inferiore ma vi è una sola razza umana composta da buoni e cattivi (siano essi bianchi, rossi, neri o gialli), affinchè possano comprendere l'inutilità della guerra e degli stermini di popoli che ancora purtroppo esistono. 
      In un mondo globalizzato e ipertecnologico come quello odierno, in un mondo profondamente razzista e classista Tex può davvero rappresentare un modello da seguire per le nuove generazioni rincitrullite da slogan politici, musica opinabile e reality show. Secondo voi è possibile far avvicinare quei giovani che preferiscono i comics e i manga perchè vanno di moda o il tutto si conclude con una mera questione di gusti?
      Per me le vendite parlano chiaro, i gusti c'entrano ma fino ad un certo punto. Credo sia più consono parlare di moda.
    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
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