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TWF - Tex Willer Forum
paco ordonez

La serie regolare è alla canna del gas?

Messaggi consigliati/raccomandati

Premetto che, come le precedenti, le mie sono solo chiacchere tanto per dar aria alle gengive.

Io immagino lo scrittore come uno che vuole prima di tutto dare la propria opinione

su un fatto o una situazione. Una critica, una metafora, una allegoria.

Perciò dovrebbe dall'inizio conoscere quello che noi scopriremo solo

nell'ultima pagina.

Dovrà concatenare tutti i fatti che dall'inizio della vicenda porteranno alla conclusione,

in pratica dovrebbe procedere all'incontrario rispetto a noi lettori.

Se si svolge in due albi ci sarà un percorso lungo il doppio della storia di un solo albo.

Se nella scrittura ci si inventano delle cose che però interrompono o allungano troppo

si mettono da parte per una prossima storia (non si butta via niente!)

Partire dall'inizio e "vedere come va a finire" sarà più divertente, ma renderà

molto più difficile per tutti la progettazione e la realizzazione di un fumetto (o di un libro, o di un film).

Per quanto artigianale possa essere questo settore, Tex deve uscire tutti i mesi!

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<span style="color:red;">46 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

Dopo aver letto gli ultimi messaggi di Boselli sulla difficoltà nel trovare sceneggiatori - e scusate se insisto - davvero si conferma l'impressione che tutto questo aumento di storie e storielline speciali sia una cosa sbagliata! 

 

Il color Tex storie brevi si presta benissimo a essere lasciato in edicola.

Tra le collane sacrificabili, dopo il magazine, è quella che ha la precedenza.

Però non dimentichiamo l'aspetto - non secondario - che su queste collane si saggiano proprio le possibilità di autori, giovani o vecchi, di scrivere anche qualche storia più importante se la breve riscuote successo. 

E non è vero che tutti i color tex storie brevi sono stati uguali, solo gli ultimi sono stati deludenti, i primi erano più che buoni.

E non dimentichiamo che queste storielle solo all'inizio sono state scritte dallo staff degli autori di Tex, togliendo loro tempo, idee e energie, mentre basta dare uno sguardo a quelle in lavorazione  e si vedrà che sono coinvolti autori e disegnatori che non hanno niente a che fare con lo staff di Tex, con qualche piccola  eccezione.

E qualche tentativo di provare qualche nuovo nome lo si sta facendo.

Per esempio un Nizzi che è stato richiamato alle armi, un Mignacco alle prese con storie lunghe sul color estivo e il maxi Tex (e se riusciranno sarà promosso sulla serie regolare? penso di si).

Aspettiamo anche l'esito di storie brevi come quelle di Barbieri, di Contu,  di Serra... E poi c'è Dixon che scalpita.

E l'avere un Boselli come curatore , che a volte può sbagliare ma alzi la mano a chi non capita, è un segno di garanzia che queste storie non usciranno troppo dai binari

(ma se conterranno delle sbavature, non è che Boselli abbia il potere di cancellare e riscrivere tutto).

Quello che come lettore chiederei al curatore è di obbligare i suddetti sceneggiatori a tentare di scrivere storie non "normali" ma storie come se fossero la storia della loro vita, e di non adagiarsi su soluzioni frettolose e improbabili, perché ogni sceneggiatura ha la sua meccannica interna e se non ti funziona un pezzo del motore, la macchina non parte. Questo discorso vale anche in narrativa. L'ultima di Ruju e Cossu che Boselli dice essere piaciuta a tanti lettori, ha diversi problemi di meccanica interna. pertanto, non ti può portare troppo lontano, rischia solo di suggerire a lettori come l'amico Mario l'idea che ha dato l'inizio a questo topic.

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1 ora fa, Leo dice:

Sempre continuando a fare chiacchiere da bar (ed anzi ringrazio sempre Mauro per la disponibilità a partecipare), da ignorante quale sono di tutte le dinamiche che stanno dietro ad una casa editrice, da puro appassionato in tutta la sua ingenuità, chiedo se i nomi di Medda e Berardi (che hanno dimostrato di saperci fare con Tex, nonostante Sergio la pensasse diversamente) non siano possibili. 

Mi scuso a priori se ho detto una bestialità :D

 

Non posso ovviamente entrare nello specifico.  Ma secondo te non  ho pensato a TUTTI?  Questi compresi e altri ancora?

 

 

Magari alcuni non sono disposti o hanno altro da fare. Altri non se la sentono o nicchiano. Altri ancora non sono  disposti a nessun compromesso che leda la loro arte, ecc ecc E su questo CHIUDO.  Perché ovviamente sono fatti nostri.

 

 

Per Ymalpas: ho sempre detto che il Color storie brevi servisse anche proprio a saggiare nuovi autori.Non è che sia successo quale miracolo, ma intanto Rauch e Mignacco ci stanno provando. Poi vedremo.

 

Per Kershaw: Ma che lavoro fai? Il professore universitario? Guarda che un incontro su Tex non è la discussione di una tesi e non ci si prepara a memoria né si portano gli appunti. Mi pare legittimo andando a braccio dimenticare un titolo da me stesso inventato! Facciamo tra noi una gara di  cultura generale e vediamo chi se la cava meglio con date storiche, scrittori, registi, musicisti, filosofi e capitali..  :P Qui nessuno è infallibile. Nemmeno il Duce!:lol:

 

PS Hondo  è di Louis l'Amour ma avrei dovuto fermarmi a riflettere e andavo a cento all'ora...B)

 

 

 

Modificato da borden

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<span style="color:red;">11 minuti fa</span>, borden dice:

 

Non posso ovviamente entrare nello specifico.  Ma secondo te non  ho pensato a TUTTI?  Questi compresi e altri ancora?

 

 

Magari alcuni non sono disposti o hanno altro da fare. Altri non se la sentono o nicchiano. Altri ancora non sono  disposti a nessun compromesso che leda la loro arte, ecc ecc E su questo CHIUDO.  Perché ovviamente sono fatti nostri.

 

 

 

 

 

 

Ovvio che siano fatti vostri. Ma noi, lo sai, come lettori affezionati, come zoccolo duro, ci sentiamo sempre molto coinvolti, è inevitabile.

 

Buon lavoro Mauro. A te, a Pasquale, al redivivo Claudio, e a tutti coloro che si cimenteranno col nostro ranger.

 

Confidiamo in voi ;)

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Da una risposta di Mauro a Pecos, si evince che in SBE c'è una certa (chiamiamola così...) dialettica sulle strategie inerenti a Tex.

Credo che tutti noi amanti del Ranger e preoccupati per il suo futuro, non possiamo fare altro che tifare per il Curatore e che le sue indicazioni vengano tenute nella corretta considerazione da una Direzione forse troppo ampia.....

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X Borden:

 

Nizzi in che condizioni di forma è? Tu hai letto le sue nuove sceneggiature.

No, perché a saper scrivere Tex secondo me ci sono solo 2 persone. Boselli e Nizzi. Capisco che ci vorrebbero dei giovani a mandare avanti il tutto, ma in mancanza bisogna rivologersi a chi Tex lo sa scrivere.

Se Nizzi ne ha voglia ed è in buona forma, visto il panorama, credo andrebbe coinvolto di più.

Sul resto, Faraci e Manfredi grandi delusioni.

Ruju sa trattare il personaggio, tuttavia non ha mai scodellato racconti indimenticabili, e ultimamente pare in preoccupante calo. Comunque ha diverse uscite tra poco e valuteremo meglio la situazione.

Altri non ce ne sono (a parte il decano Nizzi ovviamente).

Borden, secondo me stai un po' esagerando con le storie sul passato. Sono interessanti e alcune veramente ben riuscite, ma stanno diventando troppe. Troppo passato dà l'impressione che non ci sia un futuro e nuove vicende.

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<span style="color:red;">57 minuti fa</span>, valerio dice:

Borden, secondo me stai un po' esagerando con le storie sul passato. Sono interessanti e alcune veramente ben riuscite, ma stanno diventando troppe. Troppo passato dà l'impressione che non ci sia un futuro e nuove vicende.

Credo che l'ingente quantità di storie ambientate nel passato e pubblicate recentemente sia giusto una meteora per festeggiare il 70esimo.  

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<span style="color:red;">33 minuti fa</span>, JohnnyColt dice:

Credo che l'ingente quantità di storie ambientate nel passato e pubblicate recentemente sia giusto una meteora per festeggiare il 70esimo.  

E come mai nei precedenti decennali non c'è stata traccia di questo? Per me l'hanno presa così perché Boselli ha fatto la fatica di studiarsi alla perfezione ambientazione e cronologia e ora tanto vale che usi tanta conoscenza.

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Se invece Boselli si trova più a suo agio in questa epoca io lo lascerei fare finché ha ispirazione.

A me piacerebbe anche che venisse esplorata la parte in cui Tex diventa Aquila della Notte,

ovvero l'insegnamento della cultura e delle tradizioni del popolo che comanda come capo

navajo e che difende come Agente indiano (non ha dovuto fare un corso anche per quello?).

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<span style="color:red;">37 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Se invece Boselli si trova più a suo agio in questa epoca io lo lascerei fare finché ha ispirazione.

A me piacerebbe anche che venisse esplorata la parte in cui Tex diventa Aquila della Notte,

ovvero l'insegnamento della cultura e delle tradizioni del popolo che comanda come capo

navajo e che difende come Agente indiano (non ha dovuto fare un corso anche per quello?).

Bella, i metodi didattici sono oramai la mia passione.

Speriamo che Boselli ce lo presenti con una bella pagella, ma ho dei dubbi sul voto di comportamento.:trapper:

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Per riempire in modo più soddisfacente le pagine dell'Almanacco ops… Magazine.

La lezione di Tiger sul significato della parola "UGH!" era una solo striscia comica,

breve ma divertente: perché non provare ancora a esplorare questo aspetto di Tex,

mettendolo alle prese con le scartoffie da agente indiano o i rituali da capo indiano?

 

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Lì si vuole il curatore per mettersi a pontificare, non tentarlo, non è una santa.

Mi immagino già 15 pagine di lectio magistralis sugli adempimenti amministrativi di un agente indiamo, con lo stile cattedratico della lezione sulla condizione di una mandria nel maxi.

E 20 pagine sulle tradizioni navajos con un parallelismo con quelle degli apaches e dei mammuttones di Mamoiada, fino ad avere una laurea honoris causa all'Università di Tucson e di Cagliari in sessione congiunta.

Hey, un incubo dire. :P:P

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, valerio dice:

X Borden:

 

Nizzi in che condizioni di forma è? Tu hai letto le sue nuove sceneggiature.

No, perché a saper scrivere Tex secondo me ci sono solo 2 persone. Boselli e Nizzi. Capisco che ci vorrebbero dei giovani a mandare avanti il tutto, ma in mancanza bisogna rivologersi a chi Tex lo sa scrivere.

Se Nizzi ne ha voglia ed è in buona forma, visto il panorama, credo andrebbe coinvolto di più.

Sul resto, Faraci e Manfredi grandi delusioni.

Ruju sa trattare il personaggio, tuttavia non ha mai scodellato racconti indimenticabili, e ultimamente pare in preoccupante calo. Comunque ha diverse uscite tra poco e valuteremo meglio la situazione.

Altri non ce ne sono (a parte il decano Nizzi ovviamente).

Borden, secondo me stai un po' esagerando con le storie sul passato. Sono interessanti e alcune veramente ben riuscite, ma stanno diventando troppe. Troppo passato dà l'impressione che non ci sia un futuro e nuove vicende.

Questa è una tua illazione.

Se me piace scrivere queste storie, lo faccio.:P

In quanto a Nizzi, sì, è in forma.

<span style="color:red;">57 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Se invece Boselli si trova più a suo agio in questa epoca io lo lascerei fare finché ha ispirazione.

A me piacerebbe anche che venisse esplorata la parte in cui Tex diventa Aquila della Notte,

ovvero l'insegnamento della cultura e delle tradizioni del popolo che comanda come capo

navajo e che difende come Agente indiano (non ha dovuto fare un corso anche per quello?).

Tex non è Magico Vento e io detesto la cultura indiana. 

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Per Borden.

Non capisco davvero perché parli di università o di cultura generale, mi sarei aspettato invece un qualche commento sugli appunti che ti ho mosso. Inoltre parti da una posizione avvantaggiata, io sono l'ultimo arrivato sul forum e non ho certo intenzione di farmi buttar fuori per direttissima per reato di lesa maestà. lo so bene che quando qualcuno ti accarezza contropelo ti inalberi subito. Ma nel mio caso non credevo che mi avresti degnato di una risposta. Per restare in tema del topic una domanda è doverosa: come può essere che dopo una vita passata alla Bonelli non sei riuscito a tirar su degli sceneggiatori validi che in futuro potrebbero raccogliere da te il testimone, come tu hai fatto con GLB? Succedeva la stessa cosa anche dove ho lavorato per decenni: chi aveva un qualche incarico di responsabilità si circondava immancabilmente di collaboratori mediocri perché aveva paura che qualcuno gli facesse le scarpe! Freddo ai piedi, Borden?

Per finire segnalo un'altra citazione errata in Nueces Valley, pag. 37: non esiste alcun generale Tippecanoe che ha combattuto contro Tecumseh. Infatti quello è il nome indiano della battaglia svoltasi il 7 novembre 1811 tra le truppe guidate da William Henry Harrison e gli Shawnee al comando di Tenskwatawa (il Profeta) fratello di Tecumseh (ho tutta la raccolta della Storia del West di D'Antonio e come vedi l'ho letta a fondo).

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tenor.gif?itemid=3579864

Mi scuso per la gif, ma ora mi siedo in poltrona per vedere come finisce questa discussione. Di mio posso dire che, mentre Borden non mi è mai sembrato un mostro di umiltà ed è riuscito a farmi vedere rosso, profondo rosso e profondo porpora, non ce lo vedo proprio a circondarsi di YES MEN. Intanto non ci vedo questa gerarchia tra un coordinatore e uno staff di autori, altrimenti farebbe bell'e prima a scriversele tutte lui, inoltre credo che siamo tenuti proprio ad assegnargli sufficiente intelligenza da fare tale lavoro nel modo più efficiente e logico possibile. No, dai, è come portarsi delle capre sul palco per non farsi sfigurare, e poi sono proprio loro a farti incassare un'umiliazione.

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, Kershaw dice:

Per Borden.

Non capisco davvero perché parli di università o di cultura generale, mi sarei aspettato invece un qualche commento sugli appunti che ti ho mosso. Inoltre parti da una posizione avvantaggiata, io sono l'ultimo arrivato sul forum e non ho certo intenzione di farmi buttar fuori per direttissima per reato di lesa maestà. lo so bene che quando qualcuno ti accarezza contropelo ti inalberi subito. Ma nel mio caso non credevo che mi avresti degnato di una risposta. Per restare in tema del topic una domanda è doverosa: come può essere che dopo una vita passata alla Bonelli non sei riuscito a tirar su degli sceneggiatori validi che in futuro potrebbero raccogliere da te il testimone, come tu hai fatto con GLB? Succedeva la stessa cosa anche dove ho lavorato per decenni: chi aveva un qualche incarico di responsabilità si circondava immancabilmente di collaboratori mediocri perché aveva paura che qualcuno gli facesse le scarpe! Freddo ai piedi, Borden?

Per finire segnalo un'altra citazione errata in Nueces Valley, pag. 37: non esiste alcun generale Tippecanoe che ha combattuto contro Tecumseh. Infatti quello è il nome indiano della battaglia svoltasi il 7 novembre 1811 tra le truppe guidate da William Henry Harrison e gli Shawnee al comando di Tenskwatawa (il Profeta) fratello di Tecumseh (ho tutta la raccolta della Storia del West di D'Antonio e come vedi l'ho letta a fondo).

Che cosa c'entra l'ultimo arrivato? Se uno dicesse cose intelligenti...

Non mi sembra che Boselli abbia aperto una scuola di sceneggiatura. Lui può, e lo sta facendo, provare autori nuovi e, tutt'al più dare qualche consiglio.

Freddo ai piedi perché? Che dovrebbe temere? Questa è la sciocchezza più grossa!

Infine, indipendentemente dal fatto che sia vero quello che affermi sulla citata battaglia, e non me ne frega niente, siamo tutti bravi con Wikipedia, eh?

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Cos'è sei a libro paga di Boselli per fargli da portavoce? Chi li dovrebbe educare i futuri sceneggiatopri se non lui che si è fatto le ossa con GLB? La mia segnalazione era in generale, poi se non interessa va bene così. Non capisco perché tiri in ballo Wikipedia, forse ti ci documenti tu. Quanto a me vedo che non sei stato attento a cosa ho scritto: io ho parlato di Storia del West!

 

Per Dix Leroy

La risposta che ti ha dato Boselli mi ha lasciato basito: ma come, detesta la cultura indiana? E allora tutte le storie di Tex che vedono le diverse tribù che fanno da cooprotagoniste al nostro Ranger preferito? Io che condivido il tuo interesse sarei contento se ogni tanto ci fosse qualche approfondimento in merito.

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Per la cronaca, William Henry Harrison, il vincitore della battaglia di Tippecanoe e Presidente degli Stati Uniti per circa un mese era soprannominato Old Tippecanoe e questo soprannome era usato anche durante la sua campagna elettorale del 1840, quindi non  c'è nessun errore di Boselli.

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Just now, Carlo Monni dice:

Per la cronaca, William Henry Harrison, il vincitore della battaglia di Tippecanoe e Presidente degli Stati Uniti per circa un mese era soprannominato Old Tippecanoe e questo soprannome era usato anche durante la sua campagna elettorale del 1840, quindi non  c'è nessun errore di Boselli.

Ma lui si documenta sulla Storia del west di D'Antonio.

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Andrea ha la fissa di wikipedia, è fatto così. Secondo me se uno si vantasse di una perfomance sessuale direbbe"sono tutti bravi con il viagra" e se una donna avesse un seno prosperoso direbbe "son tutte formose con la camera d'aria". Non me ne volere pard, faccio per scherzare. :P:P

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Aggiungo anche che lo slogan della campagna elettorale di Harrison del 1840 era : "Tippecanoe and Tyler too", ovvero: "Tipppecanoe ed anche Tyler". John Tyler era il candidato alla vicepresidenza e Tippecanoe era Harrison stesso 

Inoltre la guerra indiana del 1811 è nota come Guerra di Tecumseh anche se lui non vi prese parte attiva.

In più, le forze americane che sconfissero le forze britanniche ed i loro alleati indiani nella battaglia del Thames River nell'attuale Ontario il 5 ottobre 1813,  nel corso della cosiddetta guerra del 1812, in cui Tecumseh trovò la morte, erano guidate proprio da William Henry Harrison. Pertanto Harrison contro Tecumseh ci ha combattuto eccome.:lol:

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30 minuti fa, Kershaw dice:

La risposta che ti ha dato Boselli mi ha lasciato basito: ma come, detesta la cultura indiana? E allora tutte le storie di Tex che vedono le diverse tribù che fanno da cooprotagoniste al nostro Ranger preferito? Io che condivido il tuo interesse sarei contento se ogni tanto ci fosse qualche approfondimento in merito.

 

Io ho espresso una opinione e lui la sua.

Mi ha spiegato meglio cosa è Tex per lui e quindi so meglio cosa aspettarmi.

D'altra parte Nizzi non amava il "filone magico" e ha cresciuto una generazione

che è dello stesso parere. Per me Tex dovrebbe essere di più, ma vedo che è

radicata l'idea che il fantastico è per Zagor, il sovrannaturale è Dampyr,

la cultura indiana è Magico Vento, l'orrore è Dylan Dog, il giallo è Julia.

Tex dovrebbe essere tutto invece è solo il west.

Ma io l'ho visto sparare ai dinosauri, alle mummie e alle anaconde giganti

e conoscere usi e costumi e tradizioni di tutte le tribù indiane.

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    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da JohnnyColt
      E' da qualche giorno che mi chiedo se Tex possa davvero competere con i vari manga o con i vari comics che tanto ora vanno tra i giovani. Tex non è prettamente un fumetto per "vecchi" però rappresenta una nicchia di lettori, una nicchia appassionata di western e di azione un poco canzonata. Tex tra l'altro, è l'eroe tutto d'un pezzo che oggi si osteggia, si preferiscono personaggi dubbiosi e per alcuni aspetti deboli, si preferiscono personaggi più contemporanei e legati alla vita globalizzata e ipertecnologica. Se Tex negli anni '60 rappresentava un modello da seguire per migliaia di ragazzini, se Tex dava speranza in un mondo migliore a cui tutti potevano aspirare, oggi che cosa rappresenta? Che cosa può offrire Tex alle nuove generazioni ? Cosa può trasmettere ai giovani che preferiscono la frivolezza di un manga o di un comic?
      Personalmente penso che quei valori che Tex esprimeva negli anni '50/'60/'70 possano avere ancora oggi un'importanza rilevante, penso che farebbe bene far leggere Tex a più giovani affinchè possano comprendere le ragioni di libertà e giustizia che fanno agire Tex, affinchè possano comprendere che non esiste popolo superiore o popolo inferiore ma vi è una sola razza umana composta da buoni e cattivi (siano essi bianchi, rossi, neri o gialli), affinchè possano comprendere l'inutilità della guerra e degli stermini di popoli che ancora purtroppo esistono. 
      In un mondo globalizzato e ipertecnologico come quello odierno, in un mondo profondamente razzista e classista Tex può davvero rappresentare un modello da seguire per le nuove generazioni rincitrullite da slogan politici, musica opinabile e reality show. Secondo voi è possibile far avvicinare quei giovani che preferiscono i comics e i manga perchè vanno di moda o il tutto si conclude con una mera questione di gusti?
      Per me le vendite parlano chiaro, i gusti c'entrano ma fino ad un certo punto. Credo sia più consono parlare di moda.
    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
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