Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum
paco ordonez

La serie regolare è alla canna del gas?

Messaggi consigliati/raccomandati

On 16/3/2018 at 09:59, JohnnyColt dice:

... Nel lungo periodo Tex sarebbe alla canna del gas, considerando anche il sempre minore appeal del supporto fumetto. Per me dovrebbe esserci urgentemente una sorta di barriera all'uscita in cui ogni storia deve incappare, una barriera che una volta si chiamava Bonelli Sergio.

 

 

 

Premesso che ho il massimo rispetto per quello che ha rappresentato e che ha fatto Sergio Bonelli per il fumetto sia come sceneggiatore sia, e sopratutto, come editore, ritengo che tirarlo sempre in ballo per avvalorare le proprie idee sia quanto di più sbagliato. 

Ciclicamente sento frasi del genere "Sergio Bonelli non lo avrebbe mai fatto" dette peraltro da semplici lettori che al massimo lo avranno incontrato in qualche fiera, a gente come Boselli o Burattini che lo hanno conosciuto e ci hanno lavorato a fianco per decenni. Queste frasi mi sembrano perlomeno presuntuose.

Ora con quella frase : "una barriera che una volta si chiamava Bonelli Sergio." vorresti forse affermare che l'attuale curatore non sappia fare il suo mestiere? Quello stesso curatore che per inciso, tanto per dirne una, si è trovato a far fronte a una mancata programmazione dei Texoni fatta dal predecessore che guarda caso era proprio Sergio Bonelli, e che ha brillantemente risolto, e chi aveva portato su Tex, Faraci, abile sceneggiatore di fumetti spiritosi dove si trova perfettamente a suo agio come Topolino o la recente Cico a spasso nel tempo dimostrano ma inadatto al western texiano? Proprio Bonelli. E chi ha avallato un sacco di storie mediocri di Nizzi? Ancora Bonelli, quindi di quale barriera all'uscita stavi parlando? Ripeto massimo rispetto per Sergio Bonelli che per me è l'italiano che ha dato di più al fumetto ma andiamoci piano con le santificazioni pur di avallare le proprie teorie.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">10 ore fa</span>, Andrea67 dice:

La serie è viva e vegeta.

Piuttosto, vedo difficile che Dotti ce la possa fare per ottobre. E non vedo storie pronte per 4 albi...

Difficile cosa? :blink:

 

Manhattan è in 4 albi.

 

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">10 ore fa</span>, West10 dice:

 

Ciclicamente sento frasi del genere "Sergio Bonelli non lo avrebbe mai fatto" dette peraltro da semplici lettori che al massimo lo avranno incontrato in qualche fiera, a gente come Boselli o Burattini che lo hanno conosciuto e ci hanno lavorato a fianco per decenni. Queste frasi mi sembrano perlomeno presuntuose.

 

Che la Bonelli del post Sergio si sia avviata su una strada inedita che non comprende più solo il fumetto, con una presenza massiccia in fatto di gadget, libri, e addirittura film, credo sia innegabile. 

Possiamo giudicare questo sia positivamente che negativamente (io qualche dubbio ce l'ho), e certamente chi gestisce oggi la Bonelli ha il diritto di farlo come crede: ma che ciò sia una deviazione (non dico tradimento) rispetto alla linea di Sergio Bonelli mi sembra del tutto palese.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Pensare che Tex sia alla canna del gas quando 1)E' il fumetto Italiano più venduto 2) E' il prodotto di punta della Bonelli...mi sembra tanto un esagerazione!

Piuttosto direi che i vari cambiamenti sono discutibili, questo si..

Personalmente non ho niente contro i gadget, e le uscite che si sono moltiplicate..tanto, nessuno ci obbliga..

Personalmente oggi compro solo il mensile e il Texone.

Una sola cosa mi sento di dire, e sicuramente lo leggerà chi ha il potere di prendere decisioni..

Dateci storie che ci ricorderemo negli anni a venire!! Perchè il successo di Tex è dovuto a questo, secondo me....

Ripensate al discorso degli albi prestabiliti, perchè non se ne può più di storie che nascono bene e vengono affrettate o allungate per darci i due-tre albi precisi!

E questo lo dico- e lo ridico nonostante capisco le difficoltà che ci possono essere..ma vi prego, valutate questa possibilità.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">13 ore fa</span>, Andrea67 dice:

La serie è viva e vegeta.

Piuttosto, vedo difficile che Dotti ce la possa fare per ottobre. E non vedo storie pronte per 4 albi...

 

Ma tu credi davvero che Boselli avrebbe affidato a Dotti la storia di Dinamite se  non fosse stato più che sicuro che avrebbe finito "Manhattan" in tempo utile?

Per la cronaca Dotti ha già terminato i primi 3 albi ed è circa a metà del quarto e secondo te non ce la fa a finire una sessantina di pagine di un albo che andrà pubblicato a gennaio 2019 per la fine di settembre?

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Ma tu credi davvero che Boselli avrebbe affidato a Dotti la storia di Dinamite se  non fosse stato più che sicuro che avrebbe finito "Manhattan" in tempo utile?

Per la cronaca Dotti ha già terminato i primi 3 albi ed è circa a metà del quarto e secondo te non ce la fa a finire una sessantina di pagine di un albo che andrà pubblicato a gennaio 2019 per la fine di settembre?

Mi sono attenuto a quanto scritto nel topic delle storie in lavorazione. C'è scritto che mancano, se non ricordo male, circa 110 pagine. Adesso tu mi dici che ne mancano 60. È una buona notizia.

Ok, ho visto adesso che è stato modificato. Mancano 55 pagine. Così ce la farà. Mi ero preoccupato.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">54 minuti fa</span>, Andrea67 dice:

Mi sono attenuto a quanto scritto nel topic delle storie in lavorazione. C'è scritto che mancano, se non ricordo male, circa 110 pagine. Adesso tu mi dici che ne mancano 60. È una buona notizia.

Ok, ho visto adesso che è stato modificato. Mancano 55 pagine. Così ce la farà. Mi ero preoccupato.

 

Non prendete per oro colato tutto quello che leggete in quel topic. I dati non me li comunica Mauro Boselli. E vengono aggiornati quando si hanno notizie fresche.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
22 ore fa, West10 dice:

Premesso che ho il massimo rispetto per quello che ha rappresentato e che ha fatto Sergio Bonelli per il fumetto sia come sceneggiatore sia, e sopratutto, come editore, ritengo che tirarlo sempre in ballo per avvalorare le proprie idee sia quanto di più sbagliato. 

Ciclicamente sento frasi del genere "Sergio Bonelli non lo avrebbe mai fatto" dette peraltro da semplici lettori che al massimo lo avranno incontrato in qualche fiera, a gente come Boselli o Burattini che lo hanno conosciuto e ci hanno lavorato a fianco per decenni. Queste frasi mi sembrano perlomeno presuntuose.

Ora con quella frase : "una barriera che una volta si chiamava Bonelli Sergio." vorresti forse affermare che l'attuale curatore non sappia fare il suo mestiere? Quello stesso curatore che per inciso, tanto per dirne una, si è trovato a far fronte a una mancata programmazione dei Texoni fatta dal predecessore che guarda caso era proprio Sergio Bonelli, e che ha brillantemente risolto, e chi aveva portato su Tex, Faraci, abile sceneggiatore di fumetti spiritosi dove si trova perfettamente a suo agio come Topolino o la recente Cico a spasso nel tempo dimostrano ma inadatto al western texiano? Proprio Bonelli. E chi ha avallato un sacco di storie mediocri di Nizzi? Ancora Bonelli, quindi di quale barriera all'uscita stavi parlando? Ripeto massimo rispetto per Sergio Bonelli che per me è l'italiano che ha dato di più al fumetto ma andiamoci piano con le santificazioni pur di avallare le proprie teorie.

No West, non ho tirato fuori Sergio Bonelli a caso, solo per santificarlo o avvalorare la mia idea. Non l'ho tirato fuori per dire che Boselli sta sbagliando. Purtroppo Sergio Bonelli non l'ho mai visto nè conosciuto ma ritengo che con lui alla guida ci fosse un muro invalicabile, salvo approvazione. Anche oggi quel muro c'è ma penso non sia più così invalicabile rispetto al passato (su questo punto ci sono sia diversi pro sia diversi contro)e di conseguenza si rischia di far uscire storie poco adatte. Non sto santificando nessuno perchè da editore Bonelli ha fatto diversi errori, come li farà sicuramente Boselli, è umano e fiseologico farli.

Se poi ho sbagliato la mia chiamiamola analisi di questa strana situazione non posso che esserne rallegrato. Di Borden mi fido molto, sia come editore sia come sceneggiatore, perciò spero solo che effettivamente questo muro di cui parlavo prima ci sia e sia veramente invalicabile tutt'oggi...

11 ore fa, paco ordonez dice:

Che la Bonelli del post Sergio si sia avviata su una strada inedita che non comprende più solo il fumetto, con una presenza massiccia in fatto di gadget, libri, e addirittura film, credo sia innegabile. 

Possiamo giudicare questo sia positivamente che negativamente (io qualche dubbio ce l'ho), e certamente chi gestisce oggi la Bonelli ha il diritto di farlo come crede: ma che ciò sia una deviazione (non dico tradimento) rispetto alla linea di Sergio Bonelli mi sembra del tutto palese.

Anche solo l'exploit degli albi a colori dell'ultimo periodo Sergio Bonelli (credo dovuto più a pressioni esterne che a una conversione interna) e posto-Sergio è indicativo secondo me.

Modificato da JohnnyColt

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

JohnnyColt, nelle tue osservazioni non dimenticare mai che i ruoli di Sergio Bonelli e di Mauro Boselli erano totalmente diversi. Il primo, soprattutto, era l'EDITORE mentre Mauro, soprattutto era ed è il CURATORE. Ho scritto "soprattutto" perché entrambi sono stati e sono anche sceneggiatori. Ma i ruoli e le responsabilità erano e sono assolutamente differenti. Non dimenticare anche che "sopra" Sergio non c'era nessuno, sopra Mauro oggi ci sono tre Direttori ( e Mauro spesso lo sottolinea, chissà perché?).

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, francob dice:

JohnnyColt, nelle tue osservazioni non dimenticare mai che i ruoli di Sergio Bonelli e di Mauro Boselli erano totalmente diversi. Il primo, soprattutto, era l'EDITORE mentre Mauro, soprattutto era ed è il CURATORE. Ho scritto "soprattutto" perché entrambi sono stati e sono anche sceneggiatori. Ma i ruoli e le responsabilità erano e sono assolutamente differenti. Non dimenticare anche che "sopra" Sergio non c'era nessuno, sopra Mauro oggi ci sono tre Direttori ( e Mauro spesso lo sottolinea, chissà perché?).

 

Devo rispondere? Perché ci sono decisioni che non prende lui e perché le sue scelte sono sottoposte all'approvazione di coloro che gli sono superiori gerarchicamente. Ad esempio ha un potere limitato di "assumere" o "licenziare" i collaboratori. Ho usato le virgolette perché tecnicamente tutti gli autori sono liberi professionisti e non prendono stipendio.

 

14 ore fa, paco ordonez dice:

Che la Bonelli del post Sergio si sia avviata su una strada inedita che non comprende più solo il fumetto, con una presenza massiccia in fatto di gadget, libri, e addirittura film, credo sia innegabile. 

Possiamo giudicare questo sia positivamente che negativamente (io qualche dubbio ce l'ho), e certamente chi gestisce oggi la Bonelli ha il diritto di farlo come crede: ma che ciò sia una deviazione (non dico tradimento) rispetto alla linea di Sergio Bonelli mi sembra del tutto palese.

 

 

Mon pensi che: 1) Sergio stesso da quando prese le redini  della casa editrice 61 anni fa ha preso decisioni che si allontanavano dalla linea editoriale della madre? 2) lui stesso ha mutato decisioni e di conseguenza linee editoriali più di una volta in 54 anni? C) Le sue scelte non sono le tavole della legge né erano sempre giuste per definizione e chi gli è succeduto ha tutto il diritto di fare le sue scelte?

In questo senso non si potrà mai parlare di tradimento solo di legittima diversità di vedute e di scelte con tutte le conseguenze negative o positive del caso.

Sia chiaro che queste scelte quali che siano possono essere legittimamente criticate ma ciò non toglie che chi le prennde ha il pieno diritto di farlo. 

Modificato da Carlo Monni

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Mon pensi che: 1) Sergio stesso da quando prese le redini  della casa editrice 61 anni fa ha preso decisioni che si allontanavano dalla linea editoriale della madre? 2) lui stesso ha mutato decisioni e di conseguenza linee editoriali più di una volta in 54 anni? C) Le sue scelte non sono le tavole della legge né erano sempre giuste per definizione e chi gli è succeduto ha tutto il diritto di fare le sue scelte?

In questo senso non si potrà mai parlare di tradimento solo di legittima diversità di vedute e di scelte con tutte le conseguenze negative o positive del caso.

Sia chiaro che queste scelte quali che siano possono essere legittimamente criticate ma ciò non toglie che chi le prennde ha il pieno diritto di farlo. 

 

1) E chi ha detto il contrario? 2) E chi ha detto il contrario? 3) E chi ha detto il contrario?

E per quanto riguarda il "diritto di farlo", io cosa ho detto? Rileggi il mio post.

Insomma, questa difesa d'ufficio te la potevi risparmiare ;)

 

Ripeto comunque che -  a prescindere dal voler parlare di "tradimento" o meno - siamo di fronte a una mutazione forte della Bonelli: tanto radicale (ripeto: siamo arrivati a vedere la Bonelli che produce film!) da non poter essere sminuita con "anche Sergio prese decisioni diverse dalla madre".

E che tutto ciò sia considerato quantomeno con scetticismo, mi sembra del tutto lecito.

 

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">55 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

 

1) E chi ha detto il contrario? 2) E chi ha detto il contrario? 3) E chi ha detto il contrario?

E per quanto riguarda il "diritto di farlo", io cosa ho detto? Rileggi il mio post.

Insomma, questa difesa d'ufficio te la potevi risparmiare ;)

 

A dire il vero ho usato il tuo post ma solo perché vi era usata la parola tradimento sia pure per dire che non lo era e l'ho usato per controbattere chi dice:"Sergio non lo avrebbe mai fatto" perché nessuno può veramente saperlo. "Orfani", tanto per dire, lo ha approvato  lui.

 

Cita

Ripeto comunque che -  a prescindere dal voler parlare di "tradimento" o meno - siamo di fronte a una mutazione forte della Bonelli: tanto radicale (ripeto: siamo arrivati a vedere la Bonelli che produce film!) da non poter essere sminuita con "anche Sergio prese decisioni diverse dalla madre".

E che tutto ciò sia considerato quantomeno con scetticismo, mi sembra del tutto lecito.

 

Certo che è lecito se a te certe cose non piacciono.

Per me, ad esempio , avrebbero dovuto essere fatte già da anni e sono contento che la SBE si sia finalmente mossa in questa direzione. 

Come vedi, è tutta una questione di punti di vista.;)

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
Just now, Carlo Monni dice:

 

A dire il vero ho usato il tuo post ma solo perché vi era usata la parola tradimento sia pure per dire che non lo era e l'ho usato per controbattere chi dice:"Sergio non lo avrebbe mai fatto" perché nessuno può veramente saperlo. "Orfani", tanto per dire, lo ha approvato  lui.

 

 

Beh, Orfani è comunque un fumetto. A colori, d'accordo, e con un sacco di splash page, ma pur sempre un fumetto.

La virata dopo la morte di Sergio Bonelli a me sembra chiarissima, e in direzioni che Bonelli non aveva intrapreso. E a me tutto ciò va anche bene, purché il fumetto rimanga il punto principale della Bonelli, che insomma gadeget, varianti e paccottiglia del genere restino il contorno del piatto principale. Un segnale che in merito trovo preoccupante è la maggior quantità di refusi grammaticali che negli ultimi anni si trovano negli albi.

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Non che sia una giustificazione s'intende, ma per tutta una serie di motivi che non conosco a fondo si è ridotto il numero di coloro che lrileggono le storie prima che siano mandate in stampa e quando arrivano le cianografiche di prova che da cinque si sono ridotte a tre.

In particolare mancano Decio Canzio e Mauro Marcheselli ai quali, mi dicono, non sfuggiva quasi mai un refuso.

La mia personale idea è che non si siano ancora adattati alla loro mancanza e che in passato chi leggeva il prodotto finito fosse più rilassato, per così dire, perché tanto, se qualche errore gli fosse sfuggito, ci avrebbe pensato Marcheselli a scovarlo.

Mi dicono, e non ho ragione di dubitarne, che si stanno impegnando per evitare il più possibile i refusi.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 18/3/2018 at 23:21, francob dice:

JohnnyColt, nelle tue osservazioni non dimenticare mai che i ruoli di Sergio Bonelli e di Mauro Boselli erano totalmente diversi. Il primo, soprattutto, era l'EDITORE mentre Mauro, soprattutto era ed è il CURATORE. Ho scritto "soprattutto" perché entrambi sono stati e sono anche sceneggiatori. Ma i ruoli e le responsabilità erano e sono assolutamente differenti. Non dimenticare anche che "sopra" Sergio non c'era nessuno, sopra Mauro oggi ci sono tre Direttori ( e Mauro spesso lo sottolinea, chissà perché?).

Hai totalemente ragione. Tecnicamente al posto di Sergio ci sarebbe suo figlio Davide ma a pelle non sembrerebbe davvero così appassionato e pragmatico come il genitore. Ripeto, a pelle... Non lo conosco e non so il suo reale ruolo nell'impresa. Visto così mi ricorda tanto John Elkann, discendente del fondatore ma che più di presidente non sa essere. E' colui che ha i fondi, colui che è a sommo capo dell'azienda ma di certo non mi sembra un operativo come suo padre o sua nonna. E' una analisi parziale ma a mio vedere chi davvero ha le redini, seppur limitate rispetto a quelle di Sergio, sembrerebbe davvero Mauro Boselli.

Per quanto riguarda Tex sopra a Boselli ci sono Masiero e Bonelli. Chi altri?

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Il topic proposto da Paco Ordonez si è dimostrato alquanto interessante e al presente stato dei lavori molto partecipato. Dalla discussione sono emerse le diverse anime e aspettative dei lettori. Però quando il capoguerra Borden esplicita quale sia la politica editoriale della SBE direi che le più che legittime rimostranze dei lettori non serviranno a cambiare sostanzialmente quanto già deciso nelle stanze dei bottoni. Personalmente la cura Airoldi con l'aumento esponenziale di gadgets, variant covers e statuine (brutte!) non mi fa ne caldo ne freddo, non ci ho mai investito neanche un Euro; l'unico cedimento a questo tipo di business è stato di farmi ben tre album di figurine, ma è stata la sola concessione in tanti anni ai miei ricordi dell'infanzia, con la foga e la curiosità di scoprire quale ne fosse il contenuto, e lo scambio dei doppi. Per quanto riguarda Tex, di solito rileggo solo le storie di Bonelli o quelle del primo Nizzi o di Boselli (non tutte), mentre per quel che mi riguarda Faraci e Ruju dopo la prima lettura finiscono nei cartoni in garage. La Bonelli non obbliga nessuno a comprare i suoi prodotti, per cui il lettore può sempre decidere se andare in edicola oppure no. Del resto il dato di calo nelle vendite di Tex che è emerso dalla querelle Boselli vs Toninelli ha parlato di circa 5.000 utenti in meno ogni anno, e non credo che siano tutti passati nei beati territori di caccia. Interessante sarebbe (anche se utopistico) conoscere la percentuale di nuovi lettori che riescono ad acquisire per sopperire alle perdite. Magari fossero tutti come WY che se non ho capito male cerca di far proseliti tra i suoi allievi. Ce ne vorrebbero di insegnanti così, in quel caso anche Salgari sarebbe ancora presente nei programmi di scuola.

In quanto ai refusi in aumento non sono così ottimista come il signor Monni, che il trend possa essere invertito. Con i carichi di lavoro che pare ci siano in redazione o aumentano gli addetti oppure le cose possono solo che andare peggio. E l'editing non lo si può fare nei ritagli tra una incombenza e l'altra.

Per quanto riguarda il futuro sono invece curioso di vedere come Borden realizzerà l'incontro tra Tex e i 3 Bill, chissà se ci dobbiamo aspettare un'epica scazzottata tra il nostro Ranger e Big Sam.

Infine non sono d'accordo con Boselli quando sostiene (nell'incontro dell'otto marzo) che i disegnatori non riuscirono a caratterizzare il Kid con le fattezze di Monty Clift (nel Fiume Rosso, of course!). Secondo me Benvenuti (che ho amato molto in quella storia) riuscì a fare un'ottimo lavoro!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, JohnnyColt dice:

Hai totalemente ragione. Tecnicamente al posto di Sergio ci sarebbe suo figlio Davide ma a pelle non sembrerebbe davvero così appassionato e pragmatico come il genitore. Ripeto, a pelle... Non lo conosco e non so il suo reale ruolo nell'impresa.

 

Infatti non lo conosci.. Non l'hai visto salutare personalmente tutti gli autori intervenuti al funerale di suo padre, cioè quasi tutti, dimostrando, con loro sorpresa, di sapere benissimo chi fossero e cosa stessero facendo per l'azienda che adesso era sua. Non l'hai nemmeno visto uscire dall'ufficio con sottobraccio un pacco di fumetti da studiare, diciamo così. Avrebbe potuto facilmente limitarsi al ruolo di presidente nominando un Direttore Generale di sua fiducia ed invece ha assunto quel ruolo direttamente mettendoci il nome e la faccia.

 

Cita

Visto così mi ricorda tanto John Elkann, discendente del fondatore ma che più di presidente non sa essere. E' colui che ha i fondi, colui che è a sommo capo dell'azienda ma di certo non mi sembra un operativo come suo padre o sua nonna.

 

Nessuno è uguale ad un altro. G.L. Bonelli era un creativo estroverso a cui non piaceva e non interessava dirigere l'azienda da lui stesso fondata e così la cedette interamente alla ex moglie e si dedicò solo a scrivere. Tea Bertasi Bonelli non aveva mai letto un fumetto in vita sua né certo sapeva scriverli e tanto meno disegnari i fumetti ma aveva fiuto e capacità manageriale e si mantenne sempre nell'ombra. Suo figlio Sergio aveva ereditato i talenti di entrambi i genitori e si era anche ritagliato un ruolo di uomo immagine della ditta, nato,credo, più per caso che per necessità. Davide non è un creativo, ma un manager ed anche un tipo schivo che non ama i riflettori ma sta pian piano uscendo dal guscio. La prossima generazione ovvero i tre  figlidi  Davide? Troppo presto per dirlo. A quanto pare, quando è possibile, specie il maggiore, seguono il padre alle varie fiere del fumetto. Se almeno uno di loro ha ereditato il talento del nonno e del bisnonno lo sapremo solo tra un po'.

 

Cita

E' una analisi parziale ma a mio vedere chi davvero ha le redini, seppur limitate rispetto a quelle di Sergio, sembrerebbe davvero Mauro Boselli.

 

Solo per ciò che riguarda Tex.

 

Cita

Per quanto riguarda Tex sopra a Boselli ci sono Masiero e Bonelli. Chi altri?

 

 

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, West10 dice:

Simone Airoldi, che da poco più di un anno affianca Davide Bonelli nel ruolo di direttore generale.

 

Ci sarebbe anche Giulio Terzaghi, l'Amministratore Delegato che da circa quarant'anni gestisce tutta la parte amministrativa dell'azienda, ruolo che, da quanto ho capito, era di Tea Bonelli fino al suo arrivo.

 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Infatti non lo conosci.. Non l'hai visto salutare personalmente tutti gli autori intervenuti al funerale di suo padre, cioè quasi tutti, dimostrando, con loro sorpresa, di sapere benissimo chi fossero e cosa stessero facendo per l'azienda che adesso era sua. Non l'hai nemmeno visto uscire dall'ufficio con sottobraccio un pacco di fumetti da studiare, diciamo così. Avrebbe potuto facilmente limitarsi al ruolo di presidente nominando un Direttore Generale di sua fiducia ed invece ha assunto quel ruolo direttamente mettendoci il nome e la faccia.

Nessuno è uguale ad un altro. G.L. Bonelli era un creativo estroverso a cui non piaceva e non interessava dirigere l'azienda da lui stesso fondata e così la cedette interamente alla ex moglie e si dedicò solo a scrivere. Tea Bertasi Bonelli non aveva mai letto un fumetto in vita sua né certo sapeva scriverli e tanto meno disegnari i fumetti ma aveva fiuto e capacità manageriale e si mantenne sempre nell'ombra. Suo figlio Sergio aveva ereditato i talenti di entrambi i genitori e si era anche ritagliato un ruolo di uomo immagine della ditta, nato,credo, più per caso che per necessità. Davide non è un creativo, ma un manager ed anche un tipo schivo che non ama i riflettori ma sta pian piano uscendo dal guscio. La prossima generazione ovvero i tre  figlidi  Davide? Troppo presto per dirlo. A quanto pare, quando è possibile, specie il maggiore, seguono il padre alle varie fiere del fumetto. Se almeno uno di loro ha ereditato il talento del nonno e del bisnonno lo sapremo solo tra un po'.

Il mio post non voleva essere un insulto verso Davide e ho premesso di non conoscerlo affatto. Sono contento del ruolo che ha che non si limita ad essere un passacarte di livello alto. OTTIMO! Sono davvero felice di essere stato smentito perchè un'impresa come la Bonelli ha bisogno di tanta passione al comando e da come me lo hai descritto questa non manca.

Per Terzaghi lo conoscevo ma mi sono scordato di nominarlo, mio errore.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

Solo per ciò che riguarda Tex.

Io stavo parlando di Tex

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Contenuto simile

    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da JohnnyColt
      E' da qualche giorno che mi chiedo se Tex possa davvero competere con i vari manga o con i vari comics che tanto ora vanno tra i giovani. Tex non è prettamente un fumetto per "vecchi" però rappresenta una nicchia di lettori, una nicchia appassionata di western e di azione un poco canzonata. Tex tra l'altro, è l'eroe tutto d'un pezzo che oggi si osteggia, si preferiscono personaggi dubbiosi e per alcuni aspetti deboli, si preferiscono personaggi più contemporanei e legati alla vita globalizzata e ipertecnologica. Se Tex negli anni '60 rappresentava un modello da seguire per migliaia di ragazzini, se Tex dava speranza in un mondo migliore a cui tutti potevano aspirare, oggi che cosa rappresenta? Che cosa può offrire Tex alle nuove generazioni ? Cosa può trasmettere ai giovani che preferiscono la frivolezza di un manga o di un comic?
      Personalmente penso che quei valori che Tex esprimeva negli anni '50/'60/'70 possano avere ancora oggi un'importanza rilevante, penso che farebbe bene far leggere Tex a più giovani affinchè possano comprendere le ragioni di libertà e giustizia che fanno agire Tex, affinchè possano comprendere che non esiste popolo superiore o popolo inferiore ma vi è una sola razza umana composta da buoni e cattivi (siano essi bianchi, rossi, neri o gialli), affinchè possano comprendere l'inutilità della guerra e degli stermini di popoli che ancora purtroppo esistono. 
      In un mondo globalizzato e ipertecnologico come quello odierno, in un mondo profondamente razzista e classista Tex può davvero rappresentare un modello da seguire per le nuove generazioni rincitrullite da slogan politici, musica opinabile e reality show. Secondo voi è possibile far avvicinare quei giovani che preferiscono i comics e i manga perchè vanno di moda o il tutto si conclude con una mera questione di gusti?
      Per me le vendite parlano chiaro, i gusti c'entrano ma fino ad un certo punto. Credo sia più consono parlare di moda.
    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
    • Da JohnnyColt
      Le ultime due storie uscite sulla serie mensile hanno deluso le aspettative risultando banali e scritte forse con poca attenzione. In questi giorni, di conseguenza, ho sentito spesso il termine IMPUBBLICABILE: per voi che cosa vuole dire veramente una storia IMPUBBLICABILE?
      Personalmente ritengo tali quelle storie con un'idea molto banale alla base, magari scoppiazzata qua e là, con errori temporali e magari disegni poco adatti...
      Voi cosa ne pensate? Quali storie in tutta la vita editoriale di Tex ritenete davvero impubblicabili?
       
       
  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.