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TWF - Tex Willer Forum

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<span style="color:red;">41 minuti fa</span>, natural killer dice:

ecco la vignetta incriminata

 

IMG_20180508_214554_resized_20180508_095302118.jpg?action=attachment&folder=default0%2FINBOX&id=6019&attachment=2&user=2&context=7306321&sequence=1&delivery=view

 

Spero rimanga...

 

credo sia 'rotto' il link dopo il punto interrogativo

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Preso oggi, nessuna imperfezione. Sfogliato tutto pagina per pagina, mi sembrava di essere uno di quelli che leggono Tex al supermercato, il primo impatto con i disegni mi pare molto buono, specialmente il volto di Tex.

Per la storia vedremo.

 

 

Cita

 

 

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Storia né scontata né banale anche se mi appare eccessiva la fretta dei pard di affidare a Johnny la patata bollente e soprattutto di lasciarlo subito - inesperto e come si vedrà presto in pericolo - non proprio a suo agio fra gente e in un territorio che non conosce.
Poi, a pagina 29 Barkley dice ai suoi scagnozzi: «Nel frattempo ce ne staremo tranquilli», aspettando una risposta dai soliti maneggioni di Washington. Infatti li ritroviamo subito a pagina 61 in avanscoperta per un primo tentativo di raid (83) e poi a 105 per il secondo, fatale. Loschi, impazienti e presuntuosi.

Dettagli, in una gran bell'albo: sotto tutti i punti di vista. Uno di quelli che ti fanno venire immediatamente la voglia di leggere il successivo e ho detto tutto.

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I disegni di Ginosatis li vedo con piacere, avete fatto bene a segnalare il problema relativo al difetto di stampa che così guarderò bene al momento dell'acquisto.

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Preso uno a caso in edicola e controllato alla buona.

Giunto a casa ho sfogliato per bene tutte le pagine e

non ho visto difetti.

Comunque a me non hanno mai fatto storie

se il giorno dopo sono tornato per cambiarlo.

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Preso stamattina, copertina molto bella. Sfogliato velocemente, spero di leggerlo al più presto.

Il prossimo albo si intitola "Il ritorno di proteus", non si sono sforzati molto.

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Ruju costruisce con grande perizia la storia di Johnny e delle circostanze che ne hanno condizionato la vita fin da bambino, fino al ritorno al west dove finisce in una catena di eventi che lo condurranno in un secondo albo epico nel quale progressivamente si riappropria delle sue radici, trovandosi a dover affrontare delle scelte guidate dal susseguirsi degli avvenimenti.



E ogni volta coerentemente il cuore lo porta alla scelta che la ragione gli fa apparire come la più azzardata, fino a accomunare il proprio destino a quello di Mathalay e dei giovani Chiricahuas ribelli. A Tex il compito di intercettarli nel tentativo di porre fine alla rivolta che avrebbe potuto sfociare in una sanguinosa guerra indiana. 

Ed è soltanto il richiamo del sangue che spinge Johnny a ridurre il livello di prudenza per rivedere la madre naturale, la cui mente vacilla alternando rari momenti di lucidità a lunghi intervalli di follia. Ed è così che Johnny viene intercettato da Tex che tenta di convincerlo alla resa. 

Ma il destino del ragazzo si compirà, davanti agli occhi del padre adottivo, nel momento in cui potrà assumere il nome del padre naturale, rientrando a far parte definitivamente della sua gente di origine.

Il tratto classico e preciso di Ginosatis contribuisce a fare di questa storia, secondo il mio parere, la migliore di quelle uscite finora nell'anno del settantennale.

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Letto ora il secondo albo.non vedevo l ora di leggerlo,viste le aspettative del primo, non mi ha però entusiasmato...

Non volendo svelare la trama,aggiungo gli elementi che non mi sono piaciuti:

Tex e Carson TROPPO sullo sfondo,idem Cochise (anche nelle storie di GLB,però,Cochise rimaneva quasi sempre defilato);

Finale affrettato e un po' forzato

Soprattutto, Il cambiamento di Johnny,benché condizionato dagli eventi,è troppo brusco e repentino.la figura del ragazzo ne esce così un po danneggiata rispetto alle premesse.

Ciò nonostante,Ruju con mestiere riesce ad annodare bene le tante sottotrame del primo albo e a far quadrare la storia.

un lavoro tutto sommato buono.ma i primi lavori di Ruju erano superiori.

 

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Anche io sono fresco di lettura del secondo e conclusivo albo, e personalmente sento di poter dare un giudizio più che positivo. Trattasi, almeno secondo me, di una di quelle avventure, a ben vedere nemmeno troppo rare, dalle quali Tex dà l'impressione di uscire comunque a suo modo sconfitto, o quantomeno vincitore "alla maniera di Pirro", ovvero pagando un prezzo alto.

Il prezzo pagato, in questo caso, è ovviamente la morte del co-protagonista Johnny, ragazzo per lungo tempo in bilico tra il suo indomito animo apache e la sua educazione da bianco, per quanto dotato di una notevole ed innata nobiltà di fondo, che infine compie una scelta opinabile ma in un certo senso coraggiosa, pagandone tutte le più tragiche conseguenze, allorquando trova la morte per mano dei soldati comandati dal suo padre adottivo.

 

Dal punto di vista puramente emotivo, è una di quelle storie che non possono non lasciare una certa amarezza di fondo, ma dal punto di vista più specificamente narrativo si tratta a mio avviso di una storia notevole, una di quelle che personalmente vorrei vedere un po' più spesso, in quanto non contraddistinte dal solito - sempre legittimamente auspicabile, per carità, ma talvolta anche rischiosamente banale - "lieto fine".

 

In conclusione, per quanto mi riguarda sono promossi a pieni voti sia la sceneggiatura di Ruju (che almeno ai miei occhi ha riconfermato come la doppia di inizio anno, carina ma non certo impeccabile, sia stata un perdonabile incidente di percorso), sia i bellissimi ed evocativi disegni di Ginosatis, fumettista di assoluto livello che non mi sarebbe dispiaciuto vedere più spesso alle prese con Tex dal suo esordio datato 2011.

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Non intervengo quasi mai sul forum ma oggi sono in vena di commentare; nonostante gli ottimi disegni ed una trama molto intrigante nel primo albo, il secondo sinceramente mi ha un po' deluso. un primo motivo sta nel fatto che secondo me una storia del genere distribuita su due albi non è sufficiente difatti il secondo mi sembra scritto molto affrettato tralasciando molti particolari, un secondo motivo è strettamente personale, il finale non mi è piaciuto, molto affrettato con un colpo di scena che mi ha coinvolto veramente poco.

 

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Credo che Ruju abbia raggiunto un tale livello di maturità nello scrivere Tex da annoverarlo ormai tra i suoi più grandi soggettisti e sceneggiatori.

La storia si colloca nel solco di quelle tipiche del nostro Ranger e si sviluppa in modo assolutamente pianificata, senza lungaggini e, soprattutto senza alcuna velocizzazione del finale.

Buoni i disegni dell'ottimo Ginosatis.

Avventura che ben si colloca tra le migliori dell'anno del settantennale.

 

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Mi trovo d'accordo con i complimenti fatti finora sia alla trama di Ruju che ai disegni di Ginosatis :)

 

Un unico appunto è la auto-morte involontaria del cacciatore di taglie che cade sulla sua pistola, che non solo è praticamente uguale al maori auto-morto sul suo spadone nel secondo albo de Il Messaggero Cinese di pochissimi albi fa, ma che trovo anche abbastanza... ingenuo come espediente narrativo rispetto a Tex, e perciò anche abbastanza incongruo.

Poteva finire in mille altri modi, ad esempio calpestato da un cavallo imbizzarrito, ma così... boh...

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E la storia di un ragazzo alla ricerca delle sue origini, che non si è mai integrato bene nel mondo dei bianchi che l'ha "accolto" e mai riconosciuto, come si evince dai continui flashback che lo vedono continuamente maltrattato e che ne dettano, in ultimo, scelte altrimenti difficilmente comprensibili.

 

E' la storia del fallimento di Tex, che lo mette sotto la sua ala protettrice ma è incapace di difenderlo sotto ogni punto di vista dal destino tragico che lo aspetta. Con l'arrivo alla riserva, l'incontro con i due pards dovrebbe rappresentare  infatti un passo decisivo per la sorte dell ragazzo, cui viene illustrata la lezione del pulcioso agente malmenato e poi allontanato a calci. 

 

Ma l'infelice tentativo di mediazione che si scontra contro la dura realtà dei fatti rappresentata della corruzione dei militari è l'ultima goccia per Johnny . L'incontro con il manipolo di indiani ribelli è tutto sommato ininfluente nello spingerlo a rinnegare tutto quello che in quel momento egli è o dovrebbe essere in termini di integrazione. Johnny è combattuto, ma in cuor suo la decisione di seguire le orme del padre Red Wind sembra già scritta sin dalla prima pagina, quando neanche l'aquila che vola alta e libera nel cielo (Aquila della Notte) lo aiuta a compiere la scelta giusta, che è quella che suo padre avrebbe compiuto al fianco di Tex e Cochise se solo avesse potuto vivere (nel momento in cui viene ucciso, scrive  Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi). E da un ragazzo che esce da West Point, che conosce bene i militari, la tattica è suicida quanto infantile (depredare i ranch senza fare vittime di civili inermi!!!)

 

Questa è la storia raccontata in questi due albi. 

 

Ma Tex e Carson ne escono troppo maltrattati dallo sceneggiatore: sempre in  ritardo sugli eventi in cui dovrebbero recitare la parte dei protagonisti, incapaci di far sentire la loro voce, non basta vederli prendere a sganassoni ladruncoli da quattro soldi, perché mai sono decisivi quando si tratta di imporre la loro legge, ciechi soprattutto quando si tratta di capire il travaglio interiore che divora l'animo tormentato del loro giovane amico Johnny. 

 

Maltrattato anche Cochise, il grande Cochise, che ha mille occhi e una saggezza infinita, che è un capo amato e rispettato e che in questa storia è presentato sul viale del tramonto, beffato da un agente indiano, incapace di prevenire il nascere del malumore tra la sua gente, preso in contropiede da giovani ( e sono molti) che non riconoscono più in lui la figura del capo.

 

Una storia di Tex in cui la trama è dettata soprattutto dai sentimenti, violenti e irrazionali, che spingono i ragazzi rancorosi a scelte semplicistiche, viste e riviste e ormai superate. L'azione non manca, ed è quella che ne nasconde i difetti grossolani della trama. No, non ci siamo. Altro che da top ten del settantennale. La precedente con Prisco ai disegni era ben altra cosa!

  • +1 1

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<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, ymalpas dice:

E la storia di un ragazzo alla ricerca delle sue origini, che non si è mai integrato bene nel mondo dei bianchi che l'ha "accolto" e mai riconosciuto, come si evince dai continui flashback che lo vedono continuamente maltrattato e che ne dettano, in ultimo, scelte altrimenti difficilmente comprensibili.

 

E' la storia del fallimento di Tex, che lo mette sotto la sua ala protettrice ma è incapace di difenderlo sotto ogni punto di vista dal destino tragico che lo aspetta. Con l'arrivo alla riserva, l'incontro con i due pards dovrebbe rappresentare  infatti un passo decisivo per la sorte dell ragazzo, cui viene illustrata la lezione del pulcioso agente malmenato e poi allontanato a calci. 

 

Ma l'infelice tentativo di mediazione che si scontra contro la dura realtà dei fatti rappresentata della corruzione dei militari è l'ultima goccia per Johnny . L'incontro con il manipolo di indiani ribelli è tutto sommato ininfluente nello spingerlo a rinnegare tutto quello che in quel momento egli è o dovrebbe essere in termini di integrazione. Johnny è combattuto, ma in cuor suo la decisione di seguire le orme del padre Red Wind sembra già scritta sin dalla prima pagina, quando neanche l'aquila che vola alta e libera nel cielo (Aquila della Notte) lo aiuta a compiere la scelta giusta, che è quella che suo padre avrebbe compiuto al fianco di Tex e Cochise se solo avesse potuto vivere (nel momento in cui viene ucciso, scrive  Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi). E da un ragazzo che esce da West Point, che conosce bene i militari, la tattica è suicida quanto infantile (depredare i ranch senza fare vittime di civili inermi!!!)

 

Questa è la storia raccontata in questi due albi. 

 

Ma Tex e Carson ne escono troppo maltrattati dallo sceneggiatore: sempre in  ritardo sugli eventi in cui dovrebbero recitare la parte dei protagonisti, incapaci di far sentire la loro voce, non basta vederli prendere a sganassoni ladruncoli da quattro soldi, perché mai sono decisivi quando si tratta di imporre la loro legge, ciechi soprattutto quando si tratta di capire il travaglio interiore che divora l'animo tormentato del loro giovane amico Johnny. 

 

Maltrattato anche Cochise, il grande Cochise, che ha mille occhi e una saggezza infinita, che è un capo amato e rispettato e che in questa storia è presentato sul viale del tramonto, beffato da un agente indiano, incapace di prevenire il nascere del malumore tra la sua gente, preso in contropiede da giovani ( e sono molti) che non riconoscono più in lui la figura del capo.

 

Una storia di Tex in cui la trama è dettata soprattutto dai sentimenti, violenti e irrazionali, che spingono i ragazzi rancorosi a scelte semplicistiche, viste e riviste e ormai superate. L'azione non manca, ed è quella che ne nasconde i difetti grossolani della trama. No, non ci siamo. Altro che da top ten del settantennale. La precedente con Prisco ai disegni era ben altra cosa!

Ottima recensione Fratello...condivido TUTTO

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E' la storia amara e realistica di un ragazzo che, pur consapevole di intraprendere una strada senza sbocco, sceglie di vivere fino in fondo il suo destino piuttosto che subire il compromesso di sopravvivere in un mondo che non lo ha mai accettato. E gli eventi che ne guidano in qualche modo la scelta non fanno altro che accelerare un processo che inevitabilmente avrebbe riportato Johnny alle origini.

 

E' una storia che racconta di un altro ragazzo dotato di grande abilità, coraggio e carisma con il grande sogno di restituire libertà e fierezza al suo popolo.

 

E' una storia che mostra come una generazione sia costretta a subire un ruolo subalterno e non volendo rinnegare la tradizione si lascia trascinare da un leader che offra anche soltanto la possibilità di vivere un effimero momento di gloria e di rialzare il capo davanti alla rassegnazione alla quale, storia docet, sarà poi costretta a ritornare.

 

E' una storia di un vecchio capo che, pur mantenendo il comando e il prestigio che gli deriva dal suo passato, si trova a fronteggiare l'irruenza dei giovani guerrieri che non possono non ricordargli la propria giovinezza.

 

E' una storia che parla di due pards che incrociano il destino dei ragazzi e ne intuiscono scelte e comportamenti e agiscono per evitare che si arrivi ad una guerra indiana e questo scopo lo raggiungono pienamente.

 

E' la storia di una madre ritrovata e di un padre adottivo che assistono al tragico epilogo della esistenza del loro figlio, che solo dopo la morte si riappropria a pieno titolo e a pieno merito delle sue radici, ricevendo da un grande Cochise il nome del guerriero che l'aveva generato.

 

Non è una storia banalizzata dove Tex raddrizza tutto regalando un lieto fine consolatorio per noi forse, ma non certamente per Johnny il selvaggio.

 

Ribadisco i miei apprezzamenti e complimenti a Pasquale

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14 minuti fa, natural killer dice:

Non è una storia banalizzata dove Tex raddrizza tutto regalando un lieto fine consolatorio per noi forse, ma non certamente per Johnny il selvaggio.

 

Non è una storia banalizzata, siamo d'accordo. ma Tex e Cochise ne escono con le ossa rotte e non certo per il finale, che a quel punto restava l'unico possibile. Un finale tragico ma di un personaggio che non riesce mai a creare una vera empatia con il lettore, a differenza di una "Documento d'accusa" di Nizzi. Il perché è presto spiegato: quali sono i torti che Johnny subisce in prima persona se non quello di non essere accettato tra i bianchi e di vedere dei sopprusi da parte dell'agente indiano e di quattro o cinque giacche blu corrotte ? Troppo poco per condividere le sue scelte, per me lettore perché, da uno che ha avuto un'educazione militare, si aspetta ben altra campagna militare invece delle solite  scorrerie che portano solo altro dolore, mentre con la sua istruzione avrebbe potuto pensare a qualcosa di più incisivo, invece che correre il sogno di una guerra già persadal suo (?) popolo una ventina d'anni prima.

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Bella storia. Capisco le obiezioni di ymalpas visto che Tex alla fine non è determinante come dovrebbe, ma sono trascorsi 70 anni di storie e non si può certo pretendere lo stesso cliché. Ruju riesce ad articolare una bella trama con personaggi secondari ben riusciti anche se credo che questo episodio poteva e doveva meritarsi i tre albi per poter meglio delineare certe situazioni. I disegni sono molto buoni anche se Ginosatis lo trovo un poco legnoso. Adesso aspettiamo il Ritorno di Proteus con i disegni del bravo Ramalla.

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Condivido appieno la disamina di Ymalpas sulla storia. Questa frase però non l'ho capita: nel momento in cui viene ucciso, scrive  Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi. La squaw racconta che Red Wind aveva lasciato perdere le armi solo perché, in caso di incontri imprevisti con i soldati, quelli vedendolo disarmato magari li avrebbero lasciati in pace. A me poi mi vien da sorridere quando a pag. 64 Tex si rivolge alla madre di Johnny chiamandola signora, ma quando mai! In più non è verosimile che l'inclito Jed, coinvolto com'è nella ricettazione delle derrate riservate agli Apaches, le rivenda nel negozio lasciandole in sacchetti con il marchio US. Davvero un beccaccione l'uomo!

Ottimi invece i disegni di Ginosatis, speriamo che continui a prestare la sua opera su Tex.

 

Per Borden una domanda: ma i tuoi collaboratori che scrivono le sinossi delle storie, non le controllano prima di pubblicarle? Wharton si scrive con la H. Non solo l'hanno sbagliato sul numero scorso, ma anche sul sito della Bonelli. Inoltre la traduzione inglese delle stesse mi pare proprio fatta con il traduttore di Google, non come dovrebbe essere fatta.

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Acquisterò l'albo questo pomeriggio e poi vi dirò la mia opinione. Vedo pareri differenti perciò sono molto curioso di scoprire come finirà questa storia incominciata nel migliore dei modi. 

Volevo chiedere: ci sono stati diffetti di stampa anche questo mese o è un vizio solo dell'albo precedente?

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La storia mi è piaciuta, per il soggetto originale e anche per lo svolgimento.

E' una storia di tragici errori, di pregiudizi e di concatenazioni di "tutto quello che poteva andar mele, va male".

Johnny arriva tra gli apache senza conoscere niente del west, indifeso.

Si lascia prima guidare dai "buoni" (Willer e Cochise), ma subisce dopo il fascino dei "cattivi" (Mathalay).

La sua cultura giuridica avrebbe dovuto corazzarlo contro il fascino del "farsi giustizia da sé" di Mathalay.

Questo "ribellismo" ( originato da ingiustizie subite) porta entrambi a credersi i salvatori del popolo rosso.

Ma altro che "molti ci seguiranno", anche i loro seguaci li abbandonano e rientrano sotto la guida del saggio Cochise.

Anche l' esercito questa volta si limita a processare Mathalay e non tutti i ribelli (non la definirei una sconfitta di Tex e Chochise)

Tex e Cochise, insieme al colonnello Warthon, evitano una guerra indiana, anche se ci sono stati morti innocenti tra i coloni.

Senza Tex ( che scopre la truffa dei soldati ai danni degli apache) la guerra ci sarebbe stata.

Bravo Rujo, mi ha ricordato le storie "da amaro in bocca" di Sergio Bonelli.

Ginosatis è un grande.

 

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Mentre stavo leggendo, pensavo, che questa storia poteva  essere scritta da Sergio Bonelli, o da Manfredi.

È finita come doveva finire, ma Tex e Carson, mio avviso, sono stati troppo in disparte. La storia la subiscono e non incidono per niente, o molto poco, diciamo come se fossero sempre un passo,indietro, strano per i nostri pard. Darei una sufficienza stiracchiata al soggetto/scenaggiatura 6-- mentre ottimi i disegni 7,5 e molto bella la copertina.

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<span style="color:red;">23 ore fa</span>, ymalpas dice:

E la storia di un ragazzo alla ricerca delle sue origini, che non si è mai integrato bene nel mondo dei bianchi che l'ha "accolto" e mai riconosciuto, come si evince dai continui flashback che lo vedono continuamente maltrattato e che ne dettano, in ultimo, scelte altrimenti difficilmente comprensibili.

 

E' la storia del fallimento di Tex, che lo mette sotto la sua ala protettrice ma è incapace di difenderlo sotto ogni punto di vista dal destino tragico che lo aspetta. Con l'arrivo alla riserva, l'incontro con i due pards dovrebbe rappresentare  infatti un passo decisivo per la sorte dell ragazzo, cui viene illustrata la lezione del pulcioso agente malmenato e poi allontanato a calci. 

 

Ma l'infelice tentativo di mediazione che si scontra contro la dura realtà dei fatti rappresentata della corruzione dei militari è l'ultima goccia per Johnny . L'incontro con il manipolo di indiani ribelli è tutto sommato ininfluente nello spingerlo a rinnegare tutto quello che in quel momento egli è o dovrebbe essere in termini di integrazione. Johnny è combattuto, ma in cuor suo la decisione di seguire le orme del padre Red Wind sembra già scritta sin dalla prima pagina, quando neanche l'aquila che vola alta e libera nel cielo (Aquila della Notte) lo aiuta a compiere la scelta giusta, che è quella che suo padre avrebbe compiuto al fianco di Tex e Cochise se solo avesse potuto vivere (nel momento in cui viene ucciso, scrive  Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi). E da un ragazzo che esce da West Point, che conosce bene i militari, la tattica è suicida quanto infantile (depredare i ranch senza fare vittime di civili inermi!!!)

 

Questa è la storia raccontata in questi due albi. 

 

Ma Tex e Carson ne escono troppo maltrattati dallo sceneggiatore: sempre in  ritardo sugli eventi in cui dovrebbero recitare la parte dei protagonisti, incapaci di far sentire la loro voce, non basta vederli prendere a sganassoni ladruncoli da quattro soldi, perché mai sono decisivi quando si tratta di imporre la loro legge, ciechi soprattutto quando si tratta di capire il travaglio interiore che divora l'animo tormentato del loro giovane amico Johnny. 

 

Maltrattato anche Cochise, il grande Cochise, che ha mille occhi e una saggezza infinita, che è un capo amato e rispettato e che in questa storia è presentato sul viale del tramonto, beffato da un agente indiano, incapace di prevenire il nascere del malumore tra la sua gente, preso in contropiede da giovani ( e sono molti) che non riconoscono più in lui la figura del capo.

 

Una storia di Tex in cui la trama è dettata soprattutto dai sentimenti, violenti e irrazionali, che spingono i ragazzi rancorosi a scelte semplicistiche, viste e riviste e ormai superate. L'azione non manca, ed è quella che ne nasconde i difetti grossolani della trama. No, non ci siamo. Altro che da top ten del settantennale. La precedente con Prisco ai disegni era ben altra cosa!

 

Quoto tutto, con amarezza. Altro passo falso di un settantennale finora deludente: un ragazzo istruito a West Point che, di fronte alla proposta senza senso (perché questa è, non prendiamoci in giro) di Mathalay (cominciare in tre una rivolta contro i bianchi) ci pensa, ci ripensa, ci ripensa ancora, poi si alza, si sporca la faccia,  ed eccolo ubbidire al richiamo del sangue apache! Dopo anni di studi! Dopo essere cresciuto a Washington!  Abbiamo altra scelta, gli chiede il suo compagno di follia? "no. Non l'abbiamo", risponde Johnny. Ma non l'abbiamo perché?  Per quale ragione Johnny non ha altra scelta che quella di iniziare una missione suicida con altri due pazzi come lui? Ma gli altri due almeno sono teste calde, cresciute in un villaggio apache; lui invece è un ex accademico del più prestigioso istituto di formazione militare d'America, cavolo! Soldi buttati e braccia rubate all'agricoltura. Ribadisco che le forzature e le incongruenze mi tolgono ogni possibilità di entrare in empatia col personaggio. Mi dispiace :(

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Grandissima storia, anche con questo secondo albo. Al contrario di voi non noto alcuna incongruenza, solo un piccolo ma madorale appunto. Questa era una storia da tre albi, un'altra storia tagliata con l'accetta. A me è piaciuta tantissimo ma sarebbe stupido non risconoscere in questo secondo albo troppe ellissi. Mi sono stufato di veder rovinati potenziali capolavori. BOSELLI AIUTACI TU!!!

Mi sarei inotre aspettato molto di più da Cochise che qui si dimostra poco influente. 

Comunque sia ritorno sulla linea del recedente post e voto 7 1/2 per la grandissima storia, tronca ma eccezionale ed innovativa, e un bell'8 per disegni magistrali.

Copertina come sempre eccelsa ma che cade nella colorazione del titolo che rende confusa la parte superiore della nostra cover.

 

Modificato da JohnnyColt

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      Copertina: Claudio Villa

      Proteus evade dal carcere di Yuma e torna a intessere la sua fitta trama di intrighi… Tex Willer e Kit Carson giungono a Flagstaff seguendo la pista di sangue mascherata dai suoi tranelli e dai suoi travestimenti, mentre riaffiora il drammatico passato e l’educazione criminale dell’inafferrabile uomo dai mille volti!

       

       

      http://www.sergiobonelli.it/tex/2018/06/06/albo/il-ritorno-di-proteus-1002995/
       
      Il ritorno di Proteus, ma anche il passato di Mister π
       
      Mettiamoci comodi!
    • Da natural killer
      Da Tucson a San Francisco: salite in sella, ha inizio la grande corsa!
      MAXI TEX
      N° : 22
      Periodicità: semestrale
      LA GRANDE CORSA

       
      uscita: 04/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Roberto Diso
      Copertina: Claudio Villa

      Il “San Francisco Examiner” ha organizzato un grande evento: una gara a cavallo da Tucson, in Arizona, sino a San Francisco, in California. I concorrenti dovranno superare le insidie di indiani selvaggi e della natura spietata: in palio, un sostanzioso premio in denaro. Per aiutare il giovane Kevin Caldwell, pestato a sangue dagli uomini del losco signorotto locale Ozzie Duke, Tex accetta di correre al suo posto, in groppa a West Wind, il magnifico Appaloosa del ragazzo. Un’ombra di morte, però, si staglia sugli agguerriti concorrenti: tra di loro si nasconde un feroce assassino e non tutti riusciranno a tagliare il traguardo...
       
      http://www.sergiobonelli.it/tex/2018/02/28/albo/la-grande-corsa-1002559/
       
       
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