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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

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Cavoli, Ymalpas, che bel pezzo: d'accordo su quasi tutto, anche sulle critiche. Forse però è un Tex più autunnale che giovanile.

 

 

 

 

(Quello giovanile lo vedrete presto (finalmente) e vedrete quanto sarà (spero) rocambolesco e scattante.) 

 

 

 

A chi lamenta, ahimè, qua e là, il "buonismo", posso rispondere che questa storia di buonismo ha poco: è spietata.

 

Ma gli uomini duri non sono moralisti né "sbirri" e lo dimostrano.  Il Tex di Bonelli lasciava spesso liberi i malviventi, io in questo lo seguo alla lettera,  e Tex lo fa anche qui con il comanchero Torres. Nessuno sinora ha notato quanto qualcuno QUI paghi le conseguenze della fedeltà di Tex a questa sua linea? Anche in questo dettaglio, questa particolare sceneggiatura vira, questo è vero, verso l'estremo realismo. 

 

Per le storie "fantasy", stile anni Cinquanta e giovanili, ripeto, ci sarà spazio in un prossimo futuro.

Modificato da borden

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Il buonismo e le altre critiche al soggetto sono errate. GLB era il primo a mandare le mezze tacche a farsi impiccare altrove, mentre l'idea di infiltrare kit è stupidissima, difatti non funziona proprio. Quindi fila, sarā una idea poco brillante ma fila. Io mi lamento del ritmo e delle chiacchere infinite che alludono a gente che non vedremo mai, all'azione raccontata e non vissuta, delle solite cose spiegate da uno che le dà per scontate, un misto di supponenza e pedantezza. Sinceramente, trovo che siamo ben lungi da qualcosa di immediato, e non ci si guadagna nulla dalla sofosticazione. Debole sceneggiatura, e ritmo super blando. E soliti cliché

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Ok, opinione interessante.;)

 

Se l'esprimi così, bada che mi sta bene.

 

In ogni caso, pur sapendo che le detesterai comunque, tieni d'occhio le storie del Tex giovane a fine anno. Ripeto, le detesterai di sicuro, come qualsiasi storia che scrivo, ma quelle saranno, nei limiti del possibile, veloci, con azione continua, quasi sempre solo sul protagonista, tranne la prima che avrà un po' d'intreccio perché, guarda caso, gira intorno a una storia di GL, vi si infila dentro e un po' la riprende. Quella seguente che ho fatto per Brindisi, invece, è una cavalcata continua con Tex che si batte e galoppa per trecento e passa pagine. 

Quelle dirai che sono ingenue e sceme, magari, vi troverai i difetti opposti, che hanno di  sicuro. Chi lo sa? Niente è perfetto né aspira certo a esserlo.

 

 

Modificato da borden

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3 ore fa, ymalpas dice:

Nelle pagine finali, inoltre, troppo buonista (forse)  il rapporto tra Milton Faver e lo stesso Robledo: d'accordo che ormai è un cane spellacchiato, ma resta pur sempre una comanchero che rapisce giovani fanciulle.

 

Mi devo autocitare. Per me il buonismo al massimo può estendersi al rapporto Milton - Robledo. Quello precedente di Tex, con il comanchero che pure aveva rapito una ragazzina, è perfettamente in linea con i tanti gesti assolutori fatti dal Tex GLB. La novità qui è che ci viene mostrato come il "vai a farti impiccare altrove" può portare, qualche volta, a un sanguinoso epilogo. Ma Tex e Tiger sull'uomo hanno visto giusto, infatti il poveraccio tenta in mille maniere di arrivare in Messico senza farsi notare e solo la sfortuna gli si mette di traverso nel suo cammino. Ma anche Robledo è un uomo che è stato graziato nel passato, cui sarebbe stato meglio schiacciare la testa. O forse no. Per certo possiamo dire che è un bel personaggio di cui magari sentiremo parlare di nuovo fra qualche anno, decisamente più simpatico di Finnegan, un tipaccio un po' alla Barbanera che dovrebbe essere di questi tempi protagonista in un'altra storia di Andreucci.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

 

Per le storie "fantasy", stile anni Cinquanta e giovanili, ripeto, ci sarà spazio in un prossimo futuro.

Questa sembrava diretta a me, che sono tra i pochi che preferiscono queste ambientazioni.

Io aspetto e leggo tutto (non credevate sul serio che non comprassi il mio trentatreesimo Texone!)

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Il texone di Majo.

Conoscevamo già, dal suo lavoro su Dampyr, le capacità di Mario Rossi e avevamo intuito dalle anteprime la bontà delle tavole che ha realizzato per questo volume. La lettura ci conferma come il disegnatore si sia trovato a suo agio nel  West senza soffrire il trasferimento dalle brumose atmosfere di Praga al polveroso Texas. Di grande effetto la sua personale interpretazione dei pards nel rispetto della tradizione. Curata la rappresentazione di tutti i personaggi che si caratterizzano per la intensa realizzazione espressiva. Tavole che accompagnano il ritmo della sceneggiatura conferendo un taglio cinematografico a tutto il volume.

 

Il texone di Finnegan.

Accecato dall'odio nei confronti dei Comanches il capitano Finnegan guida i suoi uomini con ferma determinazione e spavalda sicurezza nella sua personale vendetta privata. Uomini di provata esperienza e capacità, in grado di suscitare l'ammirazione anche del giovane Kit Willer, al punto di indurre Carson a temere che il figlioccio possa cedere al fascino della nuova compagnia nella quale si è infiltrato. Di chi è la responsabilità del massacro del villaggio di Bisonte Bianco, dei rangers di Finnegan, accusati dai Comanches o dei Comancheros di Robledo che ancora si aggirano per il Texas? Per rispondere a questa domanda il quartetto è costretto a dividersi, i due Kit sulle tracce di Finnegan e Tex e Tiger su quelle dei Comancheros.

 

Il texone di Kit Willer.

Il rampollo di Tex in questo volume mostra una emancipazione, già rilevata da Sandro nel suo bel post, che va oltre le necessità di copione per consentirgli l'infiltrazione tra i Rangers di Finnegan. Dallo scontro (simulato, ma realistico) con Carson al disinvolto rapporto con il gentil sesso fino alla più volte proclamata voglia di indipendenza dalla ingombrante presenza paterna. E' solo una recita? Può essere, ma anche Carson comincia a temere che il figlioccio possa saltare il fosso e cedere alla tentazione di unirsi alla avventurosa vita dei rangers, deviati o meno che siano.

 

Il texone n.7 di Boselli.

Dopo Font, Frisenda, Suarez, Civitelli, Venturi e Andreucci borden scrive una storia su misura per il fido Majo. Bel soggetto sviluppato con una sceneggiatura dai ritmi crescenti mano a mano che si procede e che i diversi fili narrativi vanno a riannodarsi. Scena sempre molto affollata e non da semplici comparse, comprimari di spessore nelle diverse parti in causa e finale non scontato. Le trame complesse generalmente mi coinvolgono maggiormente di quelle semplici e lineari e anche questa volta ho apprezzato la costruzione della storia.

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L'idea di far lavorare i due kit da soli era ottima, e di tenere un velo di incertezza su cosa veramente bollisse in pentola era interessante. I ranger sono impalpabili, e anche i comancheros agiscono alla spicciolata, sembrano andare per inerzia. La storia si dipana su una grande enorme premessa e non ci viene mai fatto vedere il punto di vista avversario, sicché a me é rimasta più impressa la ragazza tedesca di Finnegan. Per me troppo lenta e scandita male, con il solito male delle cose spiegate senza bisogno. Me lo dite che faccia ha silent foot? L'errore di Boselli è spesso quello di imbottirci di nomi e luoghi molto prima del necessario e spesso questi personaggi e luoghi sono inutili, viene male alla zucca. Non è trama complessa, è spiegato male. Se l'autore fosse un cuoco ti abbofferebbe di chiacchiere , ti farebbe uno spiegone mondiale su un dessert che non serve nel locale e servirebbe una cucina con troppi ingredienti che si coprono a vicenda. Con buone idee sviluppate male. Come musicista non metterebbe pause e ritornelli, ma almeno 96 battute di 64simi. Se fosse tardi come è, alla prossima. Buonanotte.

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