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TWF - Tex Willer Forum
JohnnyColt

Che cosa può offrire Tex ai giovani?

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E' da qualche giorno che mi chiedo se Tex possa davvero competere con i vari manga o con i vari comics che tanto ora vanno tra i giovani. Tex non è prettamente un fumetto per "vecchi" però rappresenta una nicchia di lettori, una nicchia appassionata di western e di azione un poco canzonata. Tex tra l'altro, è l'eroe tutto d'un pezzo che oggi si osteggia, si preferiscono personaggi dubbiosi e per alcuni aspetti deboli, si preferiscono personaggi più contemporanei e legati alla vita globalizzata e ipertecnologica. Se Tex negli anni '60 rappresentava un modello da seguire per migliaia di ragazzini, se Tex dava speranza in un mondo migliore a cui tutti potevano aspirare, oggi che cosa rappresenta? Che cosa può offrire Tex alle nuove generazioni ? Cosa può trasmettere ai giovani che preferiscono la frivolezza di un manga o di un comic?

Personalmente penso che quei valori che Tex esprimeva negli anni '50/'60/'70 possano avere ancora oggi un'importanza rilevante, penso che farebbe bene far leggere Tex a più giovani affinchè possano comprendere le ragioni di libertà e giustizia che fanno agire Tex, affinchè possano comprendere che non esiste popolo superiore o popolo inferiore ma vi è una sola razza umana composta da buoni e cattivi (siano essi bianchi, rossi, neri o gialli), affinchè possano comprendere l'inutilità della guerra e degli stermini di popoli che ancora purtroppo esistono. 

In un mondo globalizzato e ipertecnologico come quello odierno, in un mondo profondamente razzista e classista Tex può davvero rappresentare un modello da seguire per le nuove generazioni rincitrullite da slogan politici, musica opinabile e reality show. Secondo voi è possibile far avvicinare quei giovani che preferiscono i comics e i manga perchè vanno di moda o il tutto si conclude con una mera questione di gusti?

Per me le vendite parlano chiaro, i gusti c'entrano ma fino ad un certo punto. Credo sia più consono parlare di moda.

Modificato da JohnnyColt
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Bella domanda... In effetti a naso mi viene da dire che Tex non sembra essere un prodotto che possa attecchire più di tanto tra i giovani d'oggi (intendo quelli tra i 16 ed i 20 anni, non i miei coetanei ultratrentenni e comunque ancora giovani :D). Non solo e non tanto per questioni di manga e comics, quanto anche data la folta presenza di social, controsocial, videogiochi, pc, ecc... Del resto, a mio avviso i manga ed i comics non fanno altro che prendere spunto da quella che è la realtà del mondo d'oggi, appunto al fine di adattarsi alle esigenze del mercato odierno... Certo, i valori espressi da Tex restano sempre attuali, poiché la maggior parte di noi aspira ancora ad una siffatta realtà, ma d'altro canto nel 2018 un giovanissimo standard credo sia portato ad appassionarsi a tematiche più attuali o futuristiche, e mi pare altrettanto evidente che in generale sia in crisi l'intera industria del fumetto, genere di intrattenimento che, causa la concorrenza dei media di cui dicevo sopra, sembra ormai destinato ad essere prima o poi sorpassato...

Modificato da juanraza85

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L'industria del fumetto è oggettivamente affaticata ma confrontando le vendite di Tex con i manga si capisce che l'appeal lo ha ma soltanto per una ristretta clientela. Ho 20 anni e leggo Tex con vera passione, purtroppo però mi sento dire che è un fumetto per vecchi perchè parla di cose inutili che nessuno si vuole sentir dire. Conosco diversi ragazzi della fascia da te evidenziata e nessuno conosce o legge Tex, nessuno. Non so se sia un'eccezione ma so bene quanto loro sono appassionati di Manga e Comics (anche grazie a quei filmacci dozzinali fatti solo per vendere). Sarò anacronistico io ma tanti meccanismi continuo a non comprenderli, continuo a non comprendere perchè la gente debba seguire la moda e leggere Spazzatura piuttosto che fumetti molto belli e ricchi di spunti (compreso Tex). Non capisco se sia Tex che si è fermato a 40 anni fa o se i ragazzotti se ne fregano altamente di ragionare con la propria testa. Non me ne voglia lo zoccolo duro di Tex ma purtroppo per tenere aperta la testata bisogna fare appeal nei giovani, non so se sia il messaggio di Tex sbagliato oppure le scelte della casa editrice. Il mercato dei videogiochi e dei social senz'altro influisce indirettamente le scelte ma non credo siano sostituibili al buon libro o al buon albo a fumetti.

Modificato da JohnnyColt
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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, JohnnyColt dice:

confrontando le vendite di Tex con i manga si capisce che l'appeal lo ha ma soltanto per una ristretta clientela.

 

Ma sulla base di cosa fai questa affermazione? Dovresti riportare qualche fonte e i dati di vendita, altrimenti sembra campata in aria.

 

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, JohnnyColt dice:

continuo a non comprendere perchè la gente debba seguire la moda e leggere Spazzatura piuttosto che fumetti molto belli e ricchi di spunti (compreso Tex).

 

Ma perché devi catalogare come spazzatura fumetti diversi da quelli che leggi tu?

 

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Tex è un western e il western non accende l'interesse dei più giovani.

Negli anni cinquanta/sessanta era la moda imperante, tutti amavano i film

"di cowboy" e i fumetti seguivano quell'onda.

Come ho scritto da un'altra parte G.L. scriveva già western, ma lui

preferiva la cappa e spada o i film di pirati ma si dovette adeguare.

Tex ci insegnava i valori che la scuola non sapeva inculcarci, era

il fratello maggiore (che magari avevamo ma non era così perfetto,

anzi ci legnava solo per mostrarci che era lui il più forte!).

Mille volte nella vita mi sono trovato in situazioni in cui "Ho fatto il Tex"

oppure non l'ho potuto fare oppure mi sono fermato in tempo.

Ora i pischelli seguono gli Youtubers e comunque non staccano gli

occhi dallo smartphone neanche per attraversare la strada

(e i loro genitori non sono da meno).

Come dico sempre il fumetto è sdoganato quindi non ha più appeal.

Servirebbe una circolare scolastica che li vieta tassativamente

e una legge che punisca severamente i minori se trovati a leggerli!

Poi io sono convinto che Tex contaminava i generi, cosa che oggi fa poco

e in maniera poco convinta. Dicono che per il giallo dobbiamo leggere questo,

per l'esoterico dobbiamo leggere quello.

G.L. Bonelli metteva di tutto dentro Tex e a ogni nuova storia ci

avrebbe spiazzato, divertito, intimorito, affascinato.

Una tigre di pietra con dentro una anaconda, un alieno dentro una miniera,

la sorella del diablero che non sapevamo se odiare o amare,

il Signore degli abissi che forgiava diabolici proiettili,

la setta cinese comandata da Anita Ekberg…

Modificato da Dix Leroy
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7 ore fa, JohnnyColt dice:

L'industria del fumetto è oggettivamente affaticata ma confrontando le vendite di Tex con i manga si capisce che l'appeal lo ha ma soltanto per una ristretta clientela.

 

 

 

Intendi dire che Tex vende MOOLTO di più, naturalmente...  In Italia tutti i manga assieme credo non arrivino a vendere metà di  ciò che vende Tex.

Modificato da borden

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Quando ho letto la prima volta Tex avevo 13 anni e mi prese sempre più. Mi son sempre piaciute le ambientazioni avventurose, poi Tex rappresenta(va) un modello per certi aspetti, come ben sottolineato nei commenti precedenti. No al razzismo, si all'onestà per citarne solo due.

A volte mi vesto in stile fine Ottocento (con alcune cravatte di certi miei antenati), certi mi chiamano lo sceriffo per il mio Stetson e mantello lungo che porto spesso d'inverno.

Dei miei coetanei c'era un mio ottimo amico che lo leggeva, poi le storie non gli piacevano più tanto, e poi una mia ex.

Peccato, secondo me Tex potrebbe appassionare ancora qualche lettore giovane.

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Io porrei la domanda in maniera diversa, non perché i giovani non leggono più Tex, ma perché i giovani non leggono più i fumetti? Purtroppo la dura realtà è questa, il fumetto è destinato a vendere sempre meno perché non c’è più il ricambio generazionale tra i lettori come, invece, avveniva una volta. I ragazzi oggi sono più “passivi” subiscono le immagini prodotte da TV, Play, Tablet, Smartphone, guardano tutto in streaming e non sono capaci di dedicare 20 minuti a qualsiasi tipo di lettura (non leggono i fumetti, figuriamoci i libri) e non vengono aiutati probabilmente dai genitori che sin da piccoli per farli stare tranquilli li piazzano davanti al televisore o peggio ancora alla Play e non li abituano alla lettura. Quando noi ultra cinquantenni eravamo ragazzini, per tenerci buoni, ci mettevano in mano un giornalino anche se non sapevamo ancora leggere, intanto guardavamo le “figure”. Avete mai provato a dare un giornalino ad un bambino di 8/10 anni? fatelo, vedrete che lo scuote come se fosse una bottiglietta di yogurt e, quando vede che i personaggi all’interno non si muovono ma restano statici, lo buttano via perché non sanno proprio che farci. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda il genere Western, che sia a fumetti che al cinema è un genere che non va più ed i fruitori sono sempre gli stessi, quelli che erano bambini negli anni 60/70 e forse primissimi anni 80, cresciuti con gli spaghetti western ed i film di John Wayne che nei suoi film proponeva l’eroe tutto d’un pezzo scolpito nella roccia, proprio come Tex. I bambini degli anni 90 sono cresciuti con i cartoni giapponesi tipo Ken il guerriero o I Cavalieri dello Zodiaco e sono diventati i trentenni che oggi che leggono i manga. I “Millenial”, come dicevo prima, non sono interessati alla lettura ma solo alla tecnologia e questa mancanza di attitudine alla lettura si ripercuote anche nello studio, dove è necessario ancora leggere e non fare semplicemente copia e incolla da Wikipedia. Per quanto riguarda i valori trasmessi da Tex devo dire  che qualsiasi fumetto ben scritto può trasmettere qualcosa, non solo Tex, vero però che tanti lettori Texiani sono “integralisti”, non leggono cioè molto altro, e questo è discriminante nei confronti di altri tipi di fumetto  come i comics o il fumetto franco/belga o quello argentino, per citarne solo alcuni, che hanno prodotto  grandi personaggi, ottime storie e, soprattutto,  grandissimi autori.

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<span style="color:red;">21 ore fa</span>, pecos dice:

Ma sulla base di cosa fai questa affermazione? Dovresti riportare qualche fonte e i dati di vendita, altrimenti sembra campata in aria.

Sul fatto che Tex non ha quasi appeal tra i giovani. Ripeto, conosco tantissimi miei coetanei che sono appassionati di fumetti e NESSUNO conosce o legge Tex. Un mesetto fa chiesi alla mia edicola e alla mia fumetteria di fiducia a Pavia quante copie di Tex vendevano a giovani ed entrambi mi risposero meno di 5 al mese. I loro acquirenti mi dissero che hanno in media 40/50 anni. Non ho certo dati sui giovani che acquistano Tex ma di certo so i dati della vita quotidiana, e non sono molto incoraggianti. Le eccezioni ci sono e io ne sono la prova ma siamo troppo in pochi forse.

<span style="color:red;">19 ore fa</span>, borden dice:

Intendi dire che Tex vende MOOLTO di più, naturalmente...  In Italia tutti i manga assieme credo non arrivino a vendere metà di  ciò che vende Tex.

Tex vende molto di più ma quanti di loro sono giovani entro i 25 anni? Che io sappia sono decisamente pochi, poi spero sia solo un fatto legato a Pavia.

<span style="color:red;">35 minuti fa</span>, Bob Rock dice:

Io porrei la domanda in maniera diversa, non perché i giovani non leggono più Tex, ma perché i giovani non leggono più i fumetti?

La mia domanda non era legata al perchè i giovani non leggono Tex ma che cosa quest'ultimo può offrire alle prossime generazioni. Fidati i giovani ultimamente sono ritornati a leggere un sacco di fumetti, magari non come negli anni '70 ma fidati che ci sono davvero pochi giovani non appassionati a qualche tipo di fumetto. Purtroppo sono tutti manga e comics quelli che vengono letti... La favola dei millenials bruciati con internet e videogiochi è solo in parte vero perchè spesso oltre ai vari schermini vi sono passioni molto più forti. E uno di queste passioni è proprio il fumetto.

 

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Una sola volta nella mia vita ho conosciuto un bambino della primaria che leggeva Tex. E ho insegnato in 20 istituti e oltre 100 plessi. Quando ero in quinta elementare solo nella mia classe eravamo 6. E insegno con continuità da circa 18 anni.

Quindi direi che i bambini dai 6 ai 10 o 11 anni non leggono Tex nella mia provincia da tanto tempo.

Giovani lettori non ne conosco molti, e gli acquirenti che conosco hanno oltre 40 anni. Tranne qualcuno che legge i fumetti del padre e li compra quando è fuori per lavoro.

Il target è un pubblico di nostalgici, secondo la mia esperienza, che leggono Tex e sono poco interessati a tutto il resto.

Siamo come quelli che alle feste vanno a sentire i canti in sardo. Tranne i tenores, che mi piacciono perché sono unici, il resto del folklore sparirà dalle nostre sagre con la mia generazione, che è l'ultima che ci si è dedicata. Dopo di noi non seguirà più nulla nessuno.

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2 ore fa, JohnnyColt dice:

Sul fatto che Tex non ha quasi appeal tra i giovani. Ripeto, conosco tantissimi miei coetanei che sono appassionati di fumetti e NESSUNO conosce o legge Tex. Un mesetto fa chiesi alla mia edicola e alla mia fumetteria di fiducia a Pavia quante copie di Tex vendevano a giovani ed entrambi mi risposero meno di 5 al mese. I loro acquirenti mi dissero che hanno in media 40/50 anni. Non ho certo dati sui giovani che acquistano Tex ma di certo so i dati della vita quotidiana, e non sono molto incoraggianti. Le eccezioni ci sono e io ne sono la prova ma siamo troppo in pochi forse.

Tex vende molto di più ma quanti di loro sono giovani entro i 25 anni? Che io sappia sono decisamente pochi, poi spero sia solo un fatto legato a Pavia.

La mia domanda non era legata al perchè i giovani non leggono Tex ma che cosa quest'ultimo può offrire alle prossime generazioni. Fidati i giovani ultimamente sono ritornati a leggere un sacco di fumetti, magari non come negli anni '70 ma fidati che ci sono davvero pochi giovani non appassionati a qualche tipo di fumetto. Purtroppo sono tutti manga e comics quelli che vengono letti... La favola dei millenials bruciati con internet e videogiochi è solo in parte vero perchè spesso oltre ai vari schermini vi sono passioni molto più forti. E uno di queste passioni è proprio il fumetto.

 

Credo tu sia ottimista. Ma tanto. Al Comicon Napoli c'erano duecentomila giovani sotto i vent'anni,. Tutti nell'aria giochi, video, paccottiglia ecc... Quasi NESSUNO (il due per cento o meno?) ai  fumetti. 

 

 

Dieci  anni fa, se entravo in una classe scolastica, in TRE leggevano qualche fumetto. Oggi è un miracolo se ne trovo UNO. Lo Smartphone ha dato il  colpo di grazia.

Modificato da borden

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Bisogna fare una scelta.

O il fumetto muore in piedi e resta quello che è sempre stato (ma qui si potrebbe aprire un'altra discussione)

o tenta con ogni mezzo di adeguarsi ai probabili lettori di domani.

I personaggi non si muovono se si prova a scuotere un fumetto? Facciamoli muovere sti personaggi!

I bambini non sanno leggere? Facciamo recitare le voci a degli attori esordienti, così si fanno le ossa

e in più costano poco...

I ragazzi non sanno tenere in mano un albo stampato? Tex subito sullo smartphone come un virus per telefonini!

Tra l'altro il formato striscia è praticamente uguale allo schermo di un iphone!

E dopo che li avremo interessati, tutti in fumetteria per prendere l'albo, dove troveranno come

va a finire la storia….

Modificato da Dix Leroy

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Wasted Years dice:

Siamo come quelli che alle feste vanno a sentire i canti in sardo. Tranne i tenores, che mi piacciono perché sono unici, il resto del folklore sparirà dalle nostre sagre con la mia generazione, che è l'ultima che ci si è dedicata. Dopo di noi non seguirà più nulla nessuno.

Purtroppo aggiungerei... La mia generazione è formata solo da cretini che o non conoscono le proprie tradizioni o le schifano.

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Credo tu sia ottimista. Ma tanto. Al Comicon Napoli c'erano duecentomila giovani sotto i vent'anni,. Tutti nell'aria giochi, video, paccottiglia ecc... Quasi NESSUNO (il due per cento o meno?) ai  fumetti. 

Dieci  anni fa, se entravo in una classe scolastica, in TRE leggevano qualche fumetto. Oggi è un miracolo se ne trovo UNO. Lo Smartphone ha dato il  colpo di grazia.

Io parlo delle mie conoscenze e dei miei coetanei di Pavia, non ho la pretesa di nazionalizzare l'andamento pavese.

<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Che cosa deve offrire ?

Mezz'ora di sano divertimento.

La mezz'ora di san divertimento è sacrosanta ma ridurre Tex al solo divertimento forse è azzardato. Credo che Tex, grazie alla sua etica e al suo spirito, abbia tanto tanto da offrire. Lo offriva all'epoca d'oro, lo offre oggi e può offrirlo domani.

 

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Ma ragazzi, non siamo più negli anni '60 dove il fumetto era l'unica alternativa per i ragazzini...

Da questa discussione sembra che il fumetto - e non il fumetto generico, ma proprio Tex, perché anche "i manga sono spazzatura" secondo Johnny Colt - sia migliore di ogni altra forma di intrattenimento. Ma chi lo dice questo? Non è che perché noi siamo cresciuti in un certo modo, con certe letture, questo debba essere per forza il modo migliore.

Oggi, per dire, ci sono serie tv stupende, che non solo offrono intrattenimento, ma spesso sono anche profonde, trattano temi non banali, per non sottovalutare l'aspetto artistico. Perché dovrebbe essere meglio impiegare un'ora del mio tempo libero a leggere un fumetto, invece di guardare una puntata di una serie tv? Solo perché noi siamo cresciuti in un certo modo? Perché dovrebbe essere meglio leggere un fumetto piuttosto che una bella partita a un videogame, magari in compagnia di un amico?

La varietà dell'offerta è una ricchezza. Se avessi un figlio, cercherei di stimolare prima di tutto la sua curiosità e l'apertura alle possibilità che la nostra società ci pone davanti - anche al fumetto, certo, ma non solo a quello.

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Credo sia ovvio Pecos che non stiamo discutendo di questo, ma hai ragione a puntualizzare.

Il cinema, i libri, la musica, gli sport, gli amici e pure i videogiochi!

Il problema qui sono i fumetti, che non devono coprire il 90% del tempo libero dei giovani,

ma nemmeno essere disprezzati perché non li si riesce a capire!

Quando mi hanno mostrato il primo computer ho capito immediatamente le sue potenzialità,

mentre nel telefonino ho visto solo i suoi aspetti negativi, anche se capivo che dovevo

imparare ad usarlo almeno nelle funzioni principali.

Ora i ragazzi guardano un albo e pensano: "roba da vecchi!"

Però sono capaci a mettere via le mancette per avere un 33 giri in vinile perché torna di moda.

E io vorrei fare in modo che succedesse anche per quei mucchi di carta più o meno colorata.

Modificato da Dix Leroy
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Tex era già un prodotto per "grandi" quando ero ragazzino io.d altra parte ero l unico del mio gruppo che a 10 anni leggevo Tex,mentre tutti gli altri leggevano il Topo...mio padre lettore appassionato mi diede l input a leggerlo.la mia prima storia fu "La congiura",ricordo ancora quanto mi appassiono la prima lettura...era il 1989 o il 1990

Io posso dire che Tex rappresenta il mio modello di eroe.è più di un fumetto,è una parte di me...spesso vorrei che Tex fosse in carne ed ossa e spaccasse il grugno di chi semina ingiustizie.oramai i giovani se ne fregano di TUTTO ciò che si legge.non leggono neanche più i giornali,figuriamoci i fumetti...soprattutto il genere western è stato del tutto abbandonato al cinema,e i giovani non sanno nulla o quasi sull argomento.

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Sulla prima domanda, come ha detto ymalpas, il primo punto è sicuramente il divertimento. Dopodiché, è chiaro che Tex è anche una sorta di supereroe nel suo universo, proponendo un modello di lotta alle ingiustizie al primo posto, sopra qualsiasi altra differenza tra le persone. A mio parere, però, è difficile che un fumetto orienti i lettori verso particolari comportamenti; piuttosto, credo possa catturare o appassionare chi ha già tale sensibilità che viene costruita invece dalla famiglia e dalla comunità in cui si vive.

 

Sul secondo punto secondo me ha ragione borden. Io di anni ne ho 25 e, credo ancora più di te, sono parte dell'ultima generazione che ha avuto un'infanzia senza internet massivamente diffuso.

La mia impressione è proprio il navigare su internet influenzi un po' la tua percezione sulla vendita di manga e comics. Fansite dedicati alle serie e community sui social network sono davvero "luoghi" frequentati e attivi, ma queste persone solitamente si trovano a grande distanza tra loro, dando l'impressione di essere molti, quando invece non lo sono. La maggior parte di loro, inoltre, segue le serie animate (anime, film) più che il cartaceo. Può essere che ci siano delle isole felici per quanto riguarda l'interesse verso i fumetti, facendo una media i risultati sono abbastanza scarsi.

Anni fa (09-11) ho frequentato Lucca Comics & Games per tre edizioni consecutive e l'andamento è stato gradualmente quello indicato da borden con un graduale diminuzione verso la componente comics.

Sono molto d'accordo con te, invece, sul fatto che nella diminuzione generale di vendite i fumetti Tex e altri fumetti "classici" sono e saranno quelli a soffrire di più i prossimi cambi generazionali. Per me ci sono due ragioni principali.

La prima è la caduta della figura dell'adulto come modello di comportamento (credo che sia quello che implicitamente vuoi dire nelle prime righe). I ragazzi tendono a guardare fra di loro per un idolo piuttosto che rivolgere lo sguardo ad una figura che abbia già a un ruolo nella società. Questo deriva dall'aver creato per anni modelli di successo "facile" e false aspettative, illusioni verso il proprio futuro che non potranno tutti soddisfare. Ma questo va ben oltre l'ambito dei soggetti dei fumetti: lo trovi in ogni campo della società, televisione, musica e internet. Quindi sì, sicuramente il ragazzo/ragazza protagonista è considerato più interessante.

La seconda è legata al contesto delle vicende di Tex: ci stiamo sempre di più allontanando dall'epoca western e da film su essa basati. Senza ricordi od una controparte animata/film è difficilissimo che un fumetto raggiunga certi picchi di vendite.

Un esempio è un altro fumetto storico italiano come Alan Ford. A mio parere, avendone letti molti grazie a mio padre, i numeri migliori per sceneggiatura e disegni si trovano tra i primi 60-70, nell'epoca Magnus, dopodiché la testata è andata gradualmente calando. Tuttavia, come disse lo stesso Max Bunker (sceneggiatore di Alan Ford, Kriminal ed altri) in un'intervista di qualche anno fa che si trova ancora in rete, il picco di vendite lo raggiunsero con Supergulp, trasmissione sui fumetti, che però fu anni dopo a quelli che, a mio parere, furono gli anni d'oro del titolo. Dix Leroy dice una cosa importante: per intercettare le nuove generazioni devi essere sulla stessa piattaforma che usano. Che sia fumetto in digitale, serie tv (animata o con persone) o vero e proprio film, per interessare un numero importante di persone devi farlo con uno strumento che lo porti davanti alla faccia, senza che debbano scoprirlo per caso (su questo il fumetto in digitale, per me è meno promettente).

 

 

Chiudo con una risposta più generale al tuo messaggio. Credo di aver letto varie tipologie di fumetto finora. Da Topolino a manga, da Tex a Asterix, ecc... Ci sono dei fumetti che non riesco a leggere in quanto non mi catturano per niente  come fumetti di supereroi, ma anche serie italiane storiche. Sono d'accordo che una percentuale rilevante di manga sia vero e proprio pattume, portato solamente in Italia dalle case editrici per poter ottenere licenze di prodotti più appetibili, ma, secondo me, ci sono anche serie e testate che non meritano di essere chiamate frivole. Dal recente passato Slam Dunk (per ragazzi) e Monster (per ragazzi/adulti) sono due capolavori. Inoltre, per restare in tema Tex come fumetto ambientato nel passato, c'è un manga in corso chiamato Kingdom per ragazzi/adulti ambientato in Cina nell'epoca che conduce alla formazione dell'impero, quindi 221 a.C.. Questo fumetto ha venduto oltre 6 milioni di copie solo lo scorso anno. Ha tratto vantaggio da serie animate, film in arrivo e da un pubblico diverso da quello italiano, ma si tratta pur sempre di un fumetto ambientato in un mondo che non esiste più.

Inoltre, ma questa potrebbe essere solo una mia impressione, un merito del mondo manga è quello di aver aumentato la percentuale delle lettrici (pur sempre nel calo generale) introducendo anche con protagonisti femminili (mi riferisco ai manga per ragazze, ma non solo). In Italia, tra i fumetti storici mi vengono in mente sono Diabolik e il più recente Julia con queste qualità. 

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On 5/5/2018 at 16:27, TexNordEst dice:

La mia impressione è proprio il navigare su internet influenzi un po' la tua percezione sulla vendita di manga e comics. Fansite dedicati alle serie e community sui social network sono davvero "luoghi" frequentati e attivi, ma queste persone solitamente si trovano a grande distanza tra loro, dando l'impressione di essere molti, quando invece non lo sono. La maggior parte di loro, inoltre, segue le serie animate (anime, film) più che il cartaceo. Può essere che ci siano delle isole felici per quanto riguarda l'interesse verso i fumetti, facendo una media i risultati sono abbastanza scarsi.

Mi sono limitato a cercare di analizzare i miei coetanei di Pavia ed i loro gusti. Di forum, portali e quant'altro su internet oltre al TFW seguo poco perciò non ho affatto idea di come sia composto il pubblico di comics e manga su internet. 

Molta notorietà per questi ultimi due tipi di fumetto è data dai film e dagli anime, notorietà che però spesso e volentieri porta ad appassionarsi al fumetto. Credo che una multimedialità maggiore possa solo giovare al nostro Tex. 

Rimango convinto che l'ambientazione western non impatta enormemente sulle vendite, secondo me il problema di fondo sono i valori del singolo fumetto che non sono più quelli ricercati dai ragazzini. Come hai detto tu questi per una ragione o per un'altra preferiscono optare su altro e su esempi forse più frivoli.

Sono consapevole che non tutti i manga e non tutti i comics siano realizzati espressamente per vendere bene, sono consapevole che ci sono anche dei piccoli gioiellini ma lo stile, che non gradisco particolarmente, e la mia ignoranza in materia mi porta a volte a generalizzare. Questi gioiellini comunque spesso sono quelli meno apprezzati in Italia oppure entrano in nicchie molto particolari. Il ruolo del manga nel Bel Paese, come dici tu, è stato importante per aver portato molte lettrici, cosa non da poco. Il resto dei prodotti deve convogliare a se anche questo pubblico femminile ora.

Penso che Tex abbia la possibilità di tornare a "sfondare" nei giovani ma va cambiata la strategia. Va riportato Tex al popolo giovane con il maggior numero di media possibile: più lo hai davanti agli occhi e più ti interessi. 

Comunque, mi fa piacere il tuo commento perchè hai esattamente compreso ciò che chiedevo e hai risposto a qualche mio dubbio.

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Sì, giustamente hai condiviso la tua esperienza. In realtà è molto simile alla mia: fumettisticamente parlando il Friuli Venezia Giulia è una realtà abbastanza attiva, con esempi importanti sia in Tex (De Vita, Barison...) che in altre testate come Topolino. Detto questo, credo dipenda molto anche dai coetanei che si frequentano. 

 

Anni fa seguivo più di qualche forum manga/anime italiano ed erano piuttosto attivi, anche se con qualità varia dei messaggi. C'è da dire che molti fumetti giapponesi, soprattutto quelli per ragazze/i sono pubblicati all'interno di riviste settimanali (idea simile a periodici italiani di fumetti come Linus o il Giornalino). Questo è un ulteriore stimolo all'interesse continuo, dopodiché non sempre questo ritmo è un bene per la qualità del fumetto. Discorso analogo per gli anime.

 

Anch'io penso che per il western in generale non sia grande periodo. Condivido anche il fatto che non si tratti in realtà del fattore principale.

Personalmente percepisco i pards come il punto di forza maggiore di Tex.

 

Andando nel concreto sulle possibilità, purtroppo su Tex pesa il precedente di un film con risultati commerciali deludenti.

A mio parere Tex avrebbe potuto funzionare come serie alla Zorro, ma questo 20 anni fa o più. Tutte (o quantomeno la maggioranza) le serie televisive recenti, hanno un ritmo di narrazione piuttosto frenetico che è in contrasto con lo stile texiano, ma è quello richiesto dal pubblico.

Una serie d'animazione sarebbe un evento fantastico, ma visto che in Italia l'animazione è percepita come un prodotto per bambini dalle reti tv su cui puntare sempre di meno (basta confrontare i palinsesti di 15 anni fa con oggi, con l'ormai estinto spazio delle 8 su rai2 o l'anime night su MTV) visti gli ascolti, la vedo durissima.

Infine, sarei pronto a scommettere che verrebbe in parte censurato.

 

In sintesi, la vedo dura intervenire sulla parte multimediale.

Quello che forse potrebbe aiutare la diffusione tra i più giovani potrebbe essere la realizzazione di qualche artbook di tributi a Tex (a proposito di anniversario) includendo autori provenienti anche da altre testate. Certo, non andrei a chiederli a proprio chiunque, ma quantomeno che siano conosciuti da lettori giovani.

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On ‎2018‎-‎05‎-‎02 at 20:13, Dix Leroy dice:

I ragazzi non sanno tenere in mano un albo stampato? Tex subito sullo smartphone come un virus per telefonini!

Tra l'altro il formato striscia è praticamente uguale allo schermo di un Iphone!

 

Interessante questa osservazione.

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2 ore fa, borden dice:

Ma inutile.

Ed è un grosso sbaglio. Mai mi sognerei di dire che bisogna pubblicare tutte le storie passate perchè sarebbe un lavoro immane ma, ogni mese, aggiungere in libreria la versione digitale dell'albo in edicola gioverebbe ai tanti che oramai leggono solo e soltanto con il tabled e con gli eReeder oppure ai tanti che, all'estero, fanno più fatica di noi a reperire gli albi. 

Nella SBE è palese che urga un rinnovamento di marchio, ci sono senz'altro specialisti più preparati di me in marketing ma penso fermamente che, pur con qualche piccola innovazione degli ultimi anni, la promozione del brand Tex e soprattutto la medializzazione di quest'ultimo arrancano non poco. La qualità c'è e le idee fresche pure ma ho paura che continuando con questa idea di marketing, ferma agli anni '80, difficilmente si potrà continuare a catturare nuovo pubblico giovane. Non bastano una pagina facebook e una grafica più accattivante del sito internet, servono nuovi supporti in cui espandere il marchio.

Se il problema sono i finanziamenti allora posso capire le scelte attuali ma, se gradualmente, le spese di realizzazione di queste "innovazioni" sono  sostenibili non vedo perchè non investire in scelte lungimiranti. 

P.S. Ricordo che negli ultimi tre anni la crescita dei download di settimanali e mensili è cresciuta esponenzialmente, spesso superando le vendite cartacee. I collezionisti non sarebbero interessati a questa edizione digitale ma per fortuna non ci sono solo collezionisti maniaci della stampa, ci sono anche assidui lettori appassionati al personaggio e non al collezionismo.

Modificato da JohnnyColt

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La versione digitale, come hanno scoperto i quotidiani, non rende abbastanza in termini economici. Non supporterebbe le spese di produzione di una Casa editrice, né grande, come la nostra, né piccola.

 

Finché siamo su carta e la carta viene venduta, bene. Poi stop.

Modificato da borden

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    • Da JohnnyColt
      Sono molto curioso di sapere come voi abbiate disposto i vostri Tex sulla libreria...
      Li avete disposti verticalmente od orizzontalmente? Avete tutti gli albi visibili o li avete anche su più file? Sarebbe interessante sapere quante persone sacrificano lo spazio per avere ordine e quante invece preferiscono la scelta opposta...
      Penso di essere stato chiaro, nel caso non lo fosse prego di porre i dubbi in discussione, Grazie! 
    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
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