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TWF - Tex Willer Forum
JohnnyColt

Che cosa può offrire Tex ai giovani?

Messaggi consigliati/raccomandati

Lascia perdere, ho insistito anche io ma non ne vedono l'utilità (guadagno).

Io ho lasciato sullo scaffale la collezione storica (dal 53), il Gold, le statuine, il Monopoly,

i cartonati, i brossurati, il numero 100 con copertina dorata, il Trivial Pursuit, il Classic,

le variant (tranne la prima), ma avrei speso 3,50 al mese per avere il Tex nuovo sul tablet

(farei anche l'abbonamento), ma si vede sarei l'unico.

Smetterò tra qualche anno, mio malgrado, e ricomincerò a rileggere dal numero 1 come

facevo da piccolo durante le vacanze estive.

Modificato da Dix Leroy

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, borden dice:

La versione digitale, come hanno scoperto i quotidiani, non rende abbastanza in termini economici. Non supporterebbe le spese di produzione di una Casa editrice, né grande, come la nostra, né piccola.

La versione digitale è un supporto in più a relativo basso costo. Mi spiego: costerebbe l'investimento iniziale, costerebbe l'informatizzazione che ad oggi nella Bonelli è arretrata, e che serve al più presto, ma nel tempo il ritorno sarebbe superiore perchè si sfrutterebbe un materiale che già si ha senza le spese di produzione e logistica. Non mi interessa fare il paragone tra i costi sostenuti e il ricavo totale dell'operazione, anche perchè non sono io quello tenuto a farlo, ma è indubbio che nei giornali, nelle riviste e nei fumetti vari la carta sta lasciando sempre più spazio al digitale. Urge informatizzazione in Bonelli, senza se e senza ma. 

<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, borden dice:

Finché siamo su carta e la carta viene venduta, bene. Poi stop.

Mi spiace ma una frase simile definisce spettacolarmente la politica fallimentare e arretrata della Sergio Bonelli Editore. 

<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Lascia perdere, ho insistito anche io ma non ne vedono l'utilità (guadagno).

Vi è utilità nel ristampare un Supertex Nuova Ristampa con la carta color oro (che pur va bene a noi collezionisti ma che al lettore standard non frega una cippa) ma non si vuole proporre una copia digitale a costo quasi 0. Non ne capisco il ragionamento...

Come si può pretendere di trasmettere i valori di Tex e far conoscere il personaggio ai giovani se per primi si vuole rimanere incollati allo zoccolo duro dei collezionisti? 

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Abbiamo spiegato a Borden pro e contro dell'edizione digitale, ovviamente da chi vorrebbe anche questo formato

(da quello che so ora le tavole definitive, inchiostrate e letterate esistono solo in versione digitale e non più in carta)

e quindi basterebbe un "salva come .epub" subito dopo il  "salva come pdf", e avremo il nostro Tex su tablet!

Ma la risposta è stata tassativa picche. Poi succede che uno cambia idea e non certo può dipendere interamente dal

buon Boselli una decisione del genere. Ma ho visto una risolutezza che comprendo solo quando con professionalità

e competenza scarta i nostri ingenui soggetti per nuove storie.

 

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<span style="color:red;">59 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Abbiamo spiegato a Borden pro e contro dell'edizione digitale, ovviamente da chi vorrebbe anche questo formato

(da quello che so ora le tavole definitive, inchiostrate e letterate esistono solo in versione digitale e non più in carta)

e quindi basterebbe un "salva come .epub" subito dopo il  "salva come pdf", e avremo il nostro Tex su tablet!

Ma la risposta è stata tassativa picche.

Io penso che la cosa sia certo più difficoltosa rispetto alla tua visione, bisogna rifare completamente l'informatizzazione della Bonelli. Detto e fatto questo la strada sarà "velocemente" spianata per il futuro. E' comunque un passaggio che si dovrà fare nel futuro perciò sarebbe meglio avere ora più lungimiranza ed evitare di arrivare tirati a suo tempo.

L'intestardirsi su una così piccola e essenziale mi sembra più che mai dannoso. Non ce l'ho di certo con Boselli perchè non è colui che decide a questo proposito ma il fossilizzarsi su queste argomentazioni anacronistiche e irreali non so qanto possa fare bene all'editrice.

Chiudo l'OT che comunque fa capire anche il perchè Tex non vada così tanto tra i giovani e giovanissimi.

 

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2 ore fa, Dix Leroy dice:

Lascia perdere, ho insistito anche io ma non ne vedono l'utilità (guadagno).

Io ho lasciato sullo scaffale la collezione storica (dal 53), il Gold, le statuine, il Monopoly,

i cartonati, i brossurati, il numero 100 con copertina dorata, il Trivial Pursuit, il Classic,

le variant (tranne la prima), ma avrei speso 3,50 al mese per avere il Tex nuovo sul tablet

(farei anche l'abbonamento), ma si vede sarei l'unico.

Smetterò tra qualche anno, mio malgrado, e ricomincerò a rileggere dal numero 1 come

facevo da piccolo durante le vacanze estive.

 

 

NESSUNO spenderebbe quella cifra per un'edizione DIGITALE. E' fuori mercato. Tex si trova sul web GRATIS. PIRATA. Lo volete capire? E' già sul web. Solo che la Casa editrice non ci guadagna NULLA.

 

E' totalmente irreale pensare che una Casa editrice possa reggersi sul digitale come pensa Johnny Colt.Lui dice che non spetta a lui fare i conti. Appunto. .Non li ha fatti. I ricavi sarebbero INESISTENTI.  Siete voi ahimè che non volete capire...  

Non bassi. Non diversi. INESISTENTI.:rolleyes:

 

 

Modificato da borden

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, borden dice:

E' totalmente irreale pensare che una Casa editrice possa reggersi sul digitale come pensa Johnny Colt.

La casa editrice ora non si può certo basare sul digitale, io sono il primo a difendere il cartaceo, ma troppa gente (giovane) preferisce il digitale e soprattutto tra 20/30 anni la Bonelli e le edicole saranno estinte se non comprendono che urge l'innovazione tecnologica al più presto. Io stesso spesso acquisto su internet albi che in cartaceo non trovo, dove è il problema? A me pare che ci sia la classica e grande paura che il digitale possa annientare le vendite del cartaceo. Paura infondata che ormai tantissimi hanno capito e superato. 

E' irreale fossilizzarsi a tecniche di marketing da anni '80. L'innovazione è innovazione, lo zoccolo duro rimarrà, magari si lamenterà ma rimarrà. Se non si innova e non ci si sveglia alla grande i giovani non arriveranno più invece. E, attenzione, parlo di innovazione informatica e di marketing. Sulla gestione di Tex e delle serie da parte di Boselli sono il primo promotore.

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Questa è la risolutezza che accennavo prima all'amico Johnny Colt.:old:

La pirateria per me esiste per la mancanza di copie digitali, ma come dice Borden

siamo noi ostinati a non voler capire.

Prima ho scritto che IO sono disposto a spendere 3,50 euro

per una copia digitale di Tex originale, pur di leggere ancora il mio mensile preferito

e non doverlo regalare subito al barbiere perché non ho più posto in casa,

e sono più che sicuro che Tex su Ibook Store o Google Store o Amazon

forse non porteranno grossi guadagni in SBE, ma anche che le copie in edicola

continuerebbero a vendere senza contraccolpi.

 

Modificato da Dix Leroy

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<span style="color:red;">17 minuti fa</span>, borden dice:

Tex si trova sul web GRATIS. PIRATA. Lo volete capire? E' già sul web.

Le copie pirata ci sono e ci saranno, ma non sono certo loro a dover essere la scusa nel non innovarsi. Sarebbe meglio agire contro questa violazione di copyright, cosa difficile lo ammetto, piuttosto che usarle come scusa. Una copia UFFICIALE e ORIGINALE ha una qualità superiore di un prodottaccio fotocopiato alla bellemeglio. Senza contare che voglio relamente vedere quanti download del mensile in edicola ci sono il 7 di ogni mese (giorno in cui da me esce Tex).

 

Finchè non avrò argomentazioni serie e reali sul male che fanno le copie digitali sosterrò la mia tesi. Tex, e la Bonelli in generale, necessita di una riorganizzazione radicale per salvarsi nei prossimi lustri. 

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Confesso di non essere all'altezza dell'argomento, ma ho visto in giro e quello che pensavo esiste.

Si tratta di carta Anticontraffazione. E' bianca, ma se la fotocopia o la scansione risultano illeggibili

e piena di scritte che sull'originale non si vedevano. Basterebbe che 16 pagine a caso dell'albo fossero

stampate su una carta del genere e la copia pirata sparisce dal web.

 

Ma questa è fantascienza, non è western.

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<span style="color:red;">10 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Si tratta di carta Anticontraffazione. E' bianca, ma se la fotocopia o la scansione risultano illeggibili

e piena di scritte che sull'originale non si vedevano.

Chissà quanto costerebbe l'albo poi. Boh. per queste questioni sul copyright npreferisco non entrarci perchè non ne sono affatto competente.

 

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13 ore fa, Dix Leroy dice:

Questa è la risolutezza che accennavo prima all'amico Johnny Colt.:old:

La pirateria per me esiste per la mancanza di copie digitali, ma come dice Borden

siamo noi ostinati a non voler capire.

Prima ho scritto che IO sono disposto a spendere 3,50 euro

per una copia digitale di Tex originale, pur di leggere ancora il mio mensile preferito

e non doverlo regalare subito al barbiere perché non ho più posto in casa,

e sono più che sicuro che Tex su Ibook Store o Google Store o Amazon

forse non porteranno grossi guadagni in SBE, ma anche che le copie in edicola

continuerebbero a vendere senza contraccolpi.

 

Sei disposto TU. Ne servirebbero un milione come te. SEI VOLTE i lettori attuali. Perché più di cinquanta centesimi non potresti chiedere. Mi pare di parlare ai sordi.

 

Ci sono GIA' degli albi digitali in archivio, non ve ne siete accorti. Non rendono niente. Lo ripeto, senza carta SI CHIUDE. Non è questione di modernità. E' come per i dischi. Se non si vendono i DISCHI, le case discografiche CHIUDONO. 

 

 

Modificato da borden

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Concordo anche io con Borden in merito all'ipotesi del passaggio di Tex al digitale... Dal punto di vista della SBE, gli introiti economici sarebbero pressoché nulli. Ho l'impressione che, da lettori, abbiamo alle volte la tendenza a guardare troppo poco a questo aspetto, ed a minimizzare il fatto che, dall'altra parte della "barricata", vi è il lavoro di una casa editrice che persegue l'obiettivo di vendere il proprio prodotto, né dal mio punto di vista si tiene conto che Tex ha appeal soprattutto tra persone dai 30 anni in su, che sono "nate" col cartaceo e quindi vi si sono assuefatte, e soprattutto in alcuni casi potrebbero non trovarsi a proprio agio scorrendo le loro amate pagine su uno smartphone o un tablet. Per cui, credo proprio che dovremo "rassegnarci" a vedere uscire Tex sempre e solo in edicola, si spera ancora per tanti anni. Starà alla SBE, d'altro canto, inventarsi nuove strategie per avvicinare al Tex cartaceo anche i nativi digitali (credo sia impensabile un "affiancamento" tra i due media).

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Io vedo una vera intolleranza al digitale. Se uno è intollerante a qualcosa giustamente si astiene.

 

Non avendo posto per tutte le cose che mi piacerebbe possedere ho cominciato a collezionare

musica, libri, film e fumetti in digitale. Quando possibile li ho anche pagati (un album digitale costa

quasi come un cd, oppure è gratis se compri la versione in vinile, un comic book USA costa quasi come un

albo vero, ma lo puoi scaricare gratis se ne acquisti la copia in carta).

Quando uscì il primo numero di Dragonero venni a conoscenza del Romanzo a fumetti (esaurito

ma disponibile in digitale: due click e lo stavo già leggendo).

Col tempo ho imparato che gli mp3 non si graffiano, i film se non interessano più si cancellano,

e i fumetti digitali non hanno difetti di stampa e non li posso prestare agli amici che poi non

restituiscono!

 

Ma prometto solennemente di non parlarne più.

 

Modificato da Dix Leroy

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Io non sono affatto a favore del digitale, amo i supporti fisici, amo gli scricchiolii del vinile, amo i DVD e amo i fumetti in carta. Ciò non cambia che tra 20/30 anni tutti questi supporti raramente li vedremo più, purtroppo o per fortuna. Bisogna prenderne atto e volersi tappare gli occhi è da ingenui. Si chiama lungimiranza, Tex solo digitale ad oggi sarebbe un suicidio ma se si vuole vedere il personaggio ancora per un bel po' i più giovani dovranno prepararsi al Tex digitale. Essere anacronistici e spaventati dal futuro non migliora affatto la già terribile situazione dei fumetti.

Questa assurda politica nel lungo periodo affosserà la Casa Editrice, prendetene atto. L'informatizzazione è oggi più che mai essenziale e non basta avere la pagina facebook per essere realmente aggiornati, competitivi e lungimiranti!

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E dagli. A parte il fatto  che è ingenuo pensare che tra trent'anni ci saranno gli stessi supporti di  oggi...  sei sicuro di aver letto e capito quel che c'è scritto sopra?....

Le Case editrici lavorano per profitto. Il digitale non dà profitto. Non alle Case editrici. Che cosa c'è di  poco chiaro in questo?

 

Tra trent'anni non ci saremo più? Amen.

 

Ah... e aggiungo che il digitale è molto più deperibile ed effimero di una biblioteca cartacea. Quante volte ti è bruciata casa?  Quante volte ti  è bruciato l'hard disk?

 

 

Modificato da borden

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I negozi (edicole comprese) stanno chiudendo a vista d'occhio.

I fumetti una volta li vedevo nei grossi centri commerciali o negli autogrill, ma 

anche da quelli scaffali sono spariti. Le fumetterie vendono videogiochi o

hanno le serrande ruggini col il cartello "affittasi" ormai staccato, almeno dalle mie parti.

Alle fiere ormai nessuno compra più niente: vedono il prezzo, prendono lo smartphone

e ordinano su Amazon.

Potrebbe essere che fra qualche tempo l'unico modo per comprare fumetti Bonelli

sia nel il suo sito. Intanto potrebbero eliminare il magazzino arretrati, e proporre in

alternativa...

Ehi! Ho detto che non ne parlo più :P

 

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56 minuti fa, borden dice:

Tra trent'anni non ci saremo più? Amen.

Quante volte ti è bruciata casa?  Quante volte ti  è bruciato l'hard disk?

La prima frase indica la totale assenza di lungimiranza, cosa scandalosa per un'impresa florida e al vertice del settore italiano.

Alle domande rispondo velocemente. 0 alla prima e 0 alla seconda. 

Questo astio verso il futuro e l'esigenza di stare al passo coi tempi mi sconcerta sempre più. Non sto parlando di percezione al tatto dei fumetti, gusti o preferenze, non parlo di quanto siano affascinanti i lavori di Galep a striscia o di come sia bello il Texone di Magnus.

Parlo di mercato e di esigenze future (e in misura minore anche attuali): ho già ripetuto che nel breve periodo l'informatizzazione è un costo ma è un costo che si risparmierebbe nel futuro ed è un'esigenza imprescindibile. Le edicole stanno chiudendo esponenzialmente, le fumetterie sono in stallo, il mercato del fumetto si sta riducendo sempre più ad una nicchia, il download UFFICIALE in pochi anni ha affossato la vendita di CD e DVD, i giornali e le riviste oramai si vendono per il 50% in digitale. Qui non stiamo parlando se tale operazione porti profitto, sono il primo a dire che nel breve periodo non lo porta, ma stiamo parlando di spianare la strada all'azienda ed entrare in un mercato globalizzato sempre più competitivo, stiamo parlando dell'esiguo numero di lettori giovani, si sta parlando che la Bonelli può aprire tutte le pagine FB che vuole e vendere tutte le variant che vuole ma se non va anche in contro alle nuove generazioni si chiude baracca e burattini. Lo zoccolo duro purtroppo non durerà per altri 70 anni, o la Casa editrice si sveglia o chiude. La cosa è molto facile.

E mi spiace, ho grandissima stima per lei Boselli ma quell'"amen" non lo accetto, non lo accetto perchè non porta rispetto ai Bonelli e a tutto ciò che hanno costruito, non porta rispetto a tutti i collaboratori che hanno lavorato e che lavorano con voi, non porta il rispetto a lei e al suo fantastico lavoro, non porta rispetto ai lettori e agli aficionados. 

Se la Lancia è fallita è perchè sono stati detti troppi "amen", se la Morini è fallita è perchè si sono detti troppi "amen". La Bonelli, come in ogni impresa, sta vivendo la propria vita e prima o poi finirà, come in ogni altra impresa però l'obiettivo deve essere massimizzare il profitto per non chiudere i battenti e rinnovarsi continuamente. Pensare a lungo termine è essenziale per ogni impresa e non lo accetto un discorso alla "Si fa quello che si può e se non comprano più non importa e chiudiamo i battenti". E' un discorso irreale, fallimentare e irrispettoso in primo luogo nel lavoro eccellente di ogni collaboratore della casa. 

Modificato da JohnnyColt

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Adesso me li tiro dietro io pard, così potrai dormire un po' più tranquillo!

 

Settimanale Audace (otto pagine formato quotidiano)

Collana Audace (16 pagine formato tabloid)

Albo Audace (20 pagine formato mezzo tabloid fino a diventare una doppia striscia)

Collana del Tex (20 pagine formato striscia)

Raccoltine (formato striscia ma molte più pagine)

Albo d'oro (40 pagine con tre strisce per pagina)

Tex gigante (raccolte Albo d'oro con 164 pagine, poi passati a 116 con gli anni)

 

Tutte queste rivoluzioni in meno di dieci anni.

 

Cosa manca oggi alla Bonelli? lo spirito di adattamento tipico della Signora Tea.

 

 

Modificato da Dix Leroy

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<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Adesso me li tiro dietro io pard, così potrai dormire un po' più tranquillo!

Ahaha grazie ahaha

Sono discorsi privi di lungimiranza quelli avanzati dalla Bonelli qui rappresentata da Boselli, e mi infastidiscono non poco.

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Just now, Dix Leroy dice:

Quello che a me dispiace è che più volte mi si è messo in bocca che sto a pretendere che la Bonelli chiuda tutto il settore cartaceo per svendere/regalare il proprio lavoro unicamente in formato epub.

Pure a me, sono il primi ad aver detto che serge AGGIUNGERE. Aggiungere non è togliere.

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E' un dialogo tra sordi. Voi  non avete proprio idea di quanto COSTI produrre fumetti in scala industriale come fa la Bonelli. Il digitale NON E' un'alternativa. Ma  mi sono stancato di dirvelo.

2 ore fa, Dix Leroy dice:

Adesso me li tiro dietro io pard, così potrai dormire un po' più tranquillo!

 

Settimanale Audace (otto pagine formato quotidiano)

Collana Audace (16 pagine formato tabloid)

Albo Audace (20 pagine formato mezzo tabloid fino a diventare una doppia striscia)

Collana del Tex (20 pagine formato striscia)

Raccoltine (formato striscia ma molte più pagine)

Albo d'oro (40 pagine con tre strisce per pagina)

Tex gigante (raccolte Albo d'oro con 164 pagine, poi passati a 116 con gli anni)

 

Tutte queste rivoluzioni in meno di dieci anni.

 

Cosa manca oggi alla Bonelli? lo spirito di adattamento tipico della Signora Tea.

 

 

 

 

Ma che cavolo significa? Questa tua rivoluzione potrebbe dar da mangiare a due o tre persone... Noi siamo sessanta dipendenti e abbiamo centinaia di  collaboratori. Ma vi entra in testa? Proprio no, a quanto pare.

 

 

Ah, e per farla tuttavia occorrerebbero ben più di due o tre persone... La faccenda semplicemente non sta in piedi. A parte ... che cavolo sono quelle serie "Audace"?  Che cosa ci sarebbe dentro? Quali autori, quali personaggi... Avete ahimè una visione estremamente irreale e velleitaria del lavoro.  Fatemi sapere di una rivista o di un fumetto sul web che FATTURA quanto una serie Bonelli... Non esiste! Ergo... 

 

 

Forse non tenete conto di certi dettagli. Produrre - solo far scrivere, disegnare e letterare - un albo NUOVO di Tex (quindi il costo anche per farlo telematico) costa in media CINQUANTAMILA EURO.  Impossibile rientrare nelle spese, con il solo web.

Modificato da borden

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8 ore fa, borden dice:

Forse non tenete conto di certi dettagli. Produrre - solo far scrivere, disegnare e letterare - un albo NUOVO di Tex (quindi il costo anche per farlo telematico) costa in media CINQUANTAMILA EURO.  Impossibile rientrare nelle spese, con il solo web.

Ma a dire la verità è lei che non legge ciò che stiamo scrivendo. Non vogliamo la sostituzione ma il rafforzamento del cartaceo con il digitale. Io sto inoltre affermando che la Bonelli ha bisogno di un progetto lungimirante di natura tecnologica e informatica mentre Dix sta sostenendo che la versione digitale, AFFIANCATA ALLA CARTACEA, sarebbe un un servizio offerto ai lettori che chiedono a gran voce e per varie ragione il digitale. Questo terrore di vedere il digitale come nemico e non come risorsa continuo a non capirla. Non sto parlando di spostare Tex su digitale, sarebbe un suicidio in termini di costi e in termini di vendite, ma di offrire la possibilità di acquistare l'albo in edicola anche su tablet. L'investimento sarebbè soltanto per i primi tempi (per organizzare principalmente questa nuova proposta) perchè poi nel lungo periodo i costi sarebbero minori, e la Bonelli offrirebbe davvero un servizio coinvolgente e completo. Io amo la carta, amo il profumo di albo nuovo, amo il profumo di inchiostro, amo il profumo di polvere ma so già che prima o poi dovrò definitivamente abbandonare questo supporto, mio malgrado. Perchè non essere lungimirante e vedere avanti un pochettino invece di fermarsi a ragionare con politiche vincenti negli anni '80 ma fallimentari oggi? 

Noi ci sentiamo eccome, i costi li conosciamo, non quanto lei certo ma li conosciamo, a me pare che ci sia una gran paura del digitale. Ed è giusto averla se non si hanno progetti lungimiranti, se li si avesser, oltre ad avere la strada spianata per i prossimi lustri, il digitale diventerebbe il più forte degli alleati.

P.S. Se quei 4 albi inseriti nell'iTunes Store non hanno portato grandi profitti è perchè avete proposto pochi volumi, spesso gratuitamente e spesso datati di anni. Il consumatore richiede un catalogo ampio e aggiornato, un servizio che coccoli. Non vuole albi vecchi buttati li giusto come contentino. Se si iniziasse a pubblicare i vari mensili della SBE vedreste che i download nei mesi aumenterebbero esponenzialmente. Non ci vuole uno statista per capire che se l'offerta digitale è limitata e ferma da tempo i download non aumentano. 

Modificato da JohnnyColt

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Io sono d’accordo con Borden, il formato digitale non può essere la soluzione per continuare a vendere fumetti (considerati anche i bassi ricavi), se così fosse gli ebook avrebbero soppiantato i libri cartacei già da qualche anno. Il digitale deve essere un modo diverso di leggere, vista l’immediatezza e la velocità della sua fruibilità, non l’unico. Per questo motivo il settore che è stato realmente danneggiato dal digitale è, sicuramente, quello dei quotidiani, quanti di noi non comprano più un giornale perché leggono le notizie su smartphone o pc, praticamente ovunque, per strada, nelle sale d’attesa, sui bus, in ufficio, e questo in quanto si tratta di una lettura mordi e fuggi che dura pochi minuti. Con i libri ed i fumetti il discorso è diverso e faccio l’esempio di Zerocalcare, la notorietà gli è arrivata con il web, dove pubblicava le sue storie tramite il suo blog a fumetti e grazie al quale ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, il vero successo, però, è arrivato con la pubblicazione dei libri che riproponevano le strisce pubblicate sul web, con conseguente record di vendite dai numeri mostruosi (e vengono  distribuiti solo nelle librerie e fumetterie). Considerato che il pubblico che legge Zerocalcare è molto giovane (fascia 18/30 anni) direi che anche le nuove generazioni di lettori di fumetti preferiscano ancora l’albo stampato a quello digitale perché l'e-book, probabilmente,  non è in grado di restituirgli la gratificazione che regala un albo o un libro appena acquistato.   

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    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
    • Da JohnnyColt
      Le ultime due storie uscite sulla serie mensile hanno deluso le aspettative risultando banali e scritte forse con poca attenzione. In questi giorni, di conseguenza, ho sentito spesso il termine IMPUBBLICABILE: per voi che cosa vuole dire veramente una storia IMPUBBLICABILE?
      Personalmente ritengo tali quelle storie con un'idea molto banale alla base, magari scoppiazzata qua e là, con errori temporali e magari disegni poco adatti...
      Voi cosa ne pensate? Quali storie in tutta la vita editoriale di Tex ritenete davvero impubblicabili?
       
       
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