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TWF - Tex Willer Forum
JohnnyColt

Che cosa può offrire Tex ai giovani?

Messaggi consigliati/raccomandati

4 minuti fa, JohnnyColt dice:

Il digitale non si sotuirà alla carta nell'uso quotidiano, per i libri (e anche fumetti), musica e film il supporto chi prima chi dopo è destinato a sparire. Chi compra più un disco? Chi prende più un libro? Sempre sempre meno. Le dico la verità, io vorrei la carta e il disco tutta la vita ma con i ragazzotti rincitrulliti che ci troviamo oggi, estasiati da Spotify e, i più colti, il kindle ci stiamo orizzontando verso il digitale sfrenato. Ogni bambino ha un cellulare o un tablet, esistono ancora genitori che regalano ai figlio giochi di legno o costruzioni? Spero di si ma purtroppo vedo anche tanti bimbi con i loro tablettini. Twitter è passeggero, il digitale purtroppo ce lo cuccheremo ancora per molto molto tempo.

 

In realtà i dischi in vinile sono tornati di moda :)

 

Comunque chi legge, legge in cartaceo.

Chi non legge, non legge nè in cartaceo nè in digitale.

Chi usa il tablet o altro, lo fa con altri usi.

Io resto dell'idea che il digitale può essere una bella cosa, ma non salva il futuro della carta stampata, nè tantomeno dei fumetti.

I fumetti diventeranno di nicchia sempre più,  ci sono varie strategie, ma i giovani che leggono son sempre meno, anche se la Bonelli producesse solo in digitale.
Fidati pard ;)

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Pubblicare i nuovi albi di Tex in cartaceo e in digitale è un suicidio.

Del digitale originale né basta una copia per farne una quantità enorme a disposizione di tutti e GRATIS.

E non è vero che le copie pirata sono tutte scadenti.

Ce ne sono anche di ottime.

La pirateria è un fenomeno che non può essere ignorato.

L'intesesse per i fumetti è in continua diminuzione e il sistema migliore per uccidere chi li produce è quello di aiutare la pirateria mettendo a disposizione materiale digitale senza neanche la fatica della scannerizzazione.

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Just now, Sam Stone dice:

In realtà i dischi in vinile sono tornati di moda :)

Sono decisamente che i 33 giri e 1/3 siano tornati di moda, un po' come i pantaloni a zampa.

Le mode sono passeggere, i veri intenditori superano le mode. 

I vinili rimarranno una nicchia, oggettivamente sono troppo anacronstici. E secondo me è li il loro bello, c'è il rito del disco e della puntina, del tirare su la levetta dell'alta fedeltà. Sedersi e ascoltare Miles Davis oppure i Deep Purple, o ancora i Dire Straits non ha veramente prezzo, e una delle cose più belle che esistano al mondo. Cosa che purtroppo la gran massa che ascolta le playlist con Gemitaiz oppure Ghali su Spotify non capirà mai. Amen, cavoli loro. Io sono fedele al supporto e alla qualità. 

Just now, Letizia dice:

Del digitale originale né basta una copia per farne una quantità enorme a disposizione di tutti e GRATIS.

Ti dico una cosa: esiste la criptografia. E un sacco di altri espedienti per evitare la contraffazione spudorata e criminale. Non è impossibile bloccare le copie m bisogna volerlo.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, JohnnyColt dice:

Ti dico una cosa: esiste la criptografia. E un sacco di altri espedienti per evitare la contraffazione spudorata e criminale. Non è impossibile bloccare le copie m bisogna volerlo.

 

Se per fare una cosa bastasse solo volerlo...

Non esiste crittografia che possa resistere alla contraffazione.

A duplicare un fumetto digitale poi ci riesce anche un bambino.

Con qualsiasi tablet si può, di solito facendo scorrere il palmo della mano, ottenere una copia dello schermo.

Poi il bambino si fa aiutare dal papà per mettere insieme il centinaio di schermate per ottenere un bel Tex pirata.

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Vorrei rispondere, argomentare e correggere le cose che sono state aggiunte al mio intervento.

Ma mi sembra una riunione di condominio: tutti imbufaliti e contro a ogni aggiunta

(tranne JohnnyColt, so distinguere!). Anche a me ha stufato e mi rendo conto solo di

aver fomentato l'OT. Di questo sono consapevole e di questo mi scuso con tutti.

Ma UNA cosa solo non si è verificata di quello che consigliavo anni fa a Sergio Bonelli

(anche questo mi sono permesso!). Del digitale non ho fatto tempo a parlagliene.

Quando verrà indetta una riunione generale e dopo i necessari preparativi usciranno

dei redazionali dove si presenterà con orgoglio un qualcosa dove troveremo qualcos'altro non

verrò qui a dire "Ve l'avevo detto!".

Tex ai giovani d'oggi propone storie generalmente in bianco e nero, barbose e senza sorprese,

piene di testo, di sospensione d'incredulità per la leggera veridicità storica.

Valori ormai passati di moda, comportamenti da non imitare (fumo, violenza, vita disagiata,

rispetto della legge sui generis…) e tanta carta, che tenere in casa è anche poco salutare.

 

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Pensieri sparsi:

 

1) Sono stupito da come qualcuno qui abbia la verità in tasca e ne sappia molto di più di chi per mestiere si occupa proprio di fare queste valutazioni e di decidere le strategie di una casa editrice. 

 

2) Ma questi ragazzini, che il passaggio al digitale avrebbe il merito di attirare e di avvicinare a Tex, comprerebbero davvero l'edizione elettronica ufficiale o farebbero i furbetti scaricandone aggratis le versioni pirata? Io penso proprio che sarebbero in pochi quelli che farebbero la prima scelta. E come ha spiegato Letizia non si può pensare a una differenza di qualità tale da far preferire una versione all'altra.

 

3) Credo che Tex possa ancora avere appeal verso le nuove generazioni. In fondo, tutti noi che continuiamo a leggere il Tex ogni mese lo facciamo perché lo abbiamo conosciuto da piccoli e abbiamo iniziato allora ad appassionarci alla lettura. Se un genitore, oggi, facesse leggere Tex a suo figlio, lo portasse in giro per mercatini e fumetterie alla ricerca dei numeri mancanti per completare la collezione... allora credo che avremmo anche nuovi lettori.

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Voglio bene a Tex, non è solo una passione.

Sono molto grato a chi lo porta avanti e non voglio far arrabbiare i compagni di forum.

Vengo qui a sapere le ultime novità e scambiare qualche parere.

Ma come nel calcio ci si azzuffa al bar pur tifando la stessa squadra, qualcosa del

genere succede spesso anche qui. Sembra impossibile accapigliarsi proprio con

l'allenatore, ma può succedere.

<span style="color:red;">31 minuti fa</span>, borden dice:

Non ho mica  capito da che parte stai...  :lol:

Dalla tua, curatore, scrittore e portabandiera e rompiballe di prima categoria:

volevo solo che leggessi per bene le cose che scrivo, ma ti si annebbia la vista

e parti ogni volta come un bisonte imbizzarrito (e non conti che porto lo Sharp di ordinanza

essendo capo, promoter e fondatore della Buffalo Patrol…)

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Volevo solo dire che non ho capito bene quel tuo post. E non sono affatto imbizzarrito. Ho esposto lucidamente la situazione. Altro da dire non c'è, mi sembra . Gli altri hanno afferrato molto bene. Anche con Johnny Colt più o meno ci siamo chiariti. E poi confusamente :P arrivi tu...

 

 

 

Modificato da borden

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<span style="color:red;">13 ore fa</span>, pecos dice:

2) Ma questi ragazzini, che il passaggio al digitale avrebbe il merito di attirare e di avvicinare a Tex, comprerebbero davvero l'edizione elettronica ufficiale o farebbero i furbetti scaricandone aggratis le versioni pirata? Io penso proprio che sarebbero in pochi quelli che farebbero la prima scelta. E come ha spiegato Letizia non si può pensare a una differenza di qualità tale da far preferire una versione all'altra.

 

3) Credo che Tex possa ancora avere appeal verso le nuove generazioni. In fondo, tutti noi che continuiamo a leggere il Tex ogni mese lo facciamo perché lo abbiamo conosciuto da piccoli e abbiamo iniziato allora ad appassionarci alla lettura. Se un genitore, oggi, facesse leggere Tex a suo figlio, lo portasse in giro per mercatini e fumetterie alla ricerca dei numeri mancanti per completare la collezione... allora credo che avremmo anche nuovi lettori.

2) I ragazzini non chiederebbero la digitalizzazione se leggessero le copie pirata...

3) Tex non ha alcuno appeal, il fatto che lo ha avuto precedentemente è solo perchè il western andava di moda e la società era veramente differente rispetto a quella odierna.

<span style="color:red;">14 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Tex ai giovani d'oggi propone storie generalmente in bianco e nero, barbose e senza sorprese,

piene di testo, di sospensione d'incredulità per la leggera veridicità storica.

Valori ormai passati di moda, comportamenti da non imitare (fumo, violenza, vita disagiata,

rispetto della legge sui generis…) e tanta carta, che tenere in casa è anche poco salutare.

Io credo che siano tutti valori ancora molto alti e validi, il problema è la società che non fa più nulla per assimilarli come propri. Si potrebbe pure cambiare l"Impostazione" di Tex ma i valori devono rimanere imperituramente quelli. Toglierli vuole dire snaturere Tex. Snaturare Tex vuol dire non vendere più una copia né tra lo zoccolo duro né tra i giovani. Non vendere vuol dire chiudere la testata.

Una domanda a @borden, lei ha in mente qualche proposta per i giovani? Ha già qualche idea ulteriore a far ravvicinare i giovani a Tex? Il 70ennale è chiaramente nostalgico ma comunque tra cartonati e Color una certa rinfreescata c'è stata tutta. C'è in progetto il libro di Tex che potrebbe essere rivolto ai giovani lettori. Spero non ci sia veramente in programma una serie di Tex semplificata e ringiovanita, mi lascerebbe alquanto perplesso. 

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Che cosa intendi per semplificato e ringiovanito? Tex-Paperino?

 

Semplificato no di certo. Tex è sempre  stato semplice e popolare. Non c'è niente da cambiare.

 

Ringiovanirlo per farlo capire ai giovani d'oggi che ascoltano il rap , di sicuro NO. Se lo vogliono leggere devono accettarlo COSI' COM' E'.

 

Ringiovanirlo come nel  "Magnifico Fuorilegge"? Forse sì. Ma significa solo riportarlo alle origini di Bonelli e Galep, , recuperarlo, non certo cambiarlo. Capiamoci.

 

Il "libro di Tex" di cui parli non so cosa sia.

 

 

Modificato da borden

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Semplificato no di certo. Tex è sempre  stato semplice e popolare. Non c'è niente da cambiare.

Ringiovanirlo per farlo capire ai giovani d'oggi che ascoltano il rap , di sicuro NO. Se lo vogliono leggere devono accettarlo COSI' COM' E'.

Il "libro di Tex" di cui parli non so cosa sia.

Meno male, con queste affermazioni sono rincuorato! Tex è Tex, o lo si ama o lo si odia perchè troppo diverso dal mondo odierno.

Riguardo "il libro di Tex" è un mio errore di comprensione. In un articolo della Bonelli di qualche tempo fa avevo letto che c'era in progetto un libro su Tex quando era di Zagor mi sembra... Errore mio, pardon.

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19 minuti fa, Dix Leroy dice:

Allora occorre cambiare i giovani, in modo che possano apprezzare Tex.

 

Al contrario di Johnny Colt, tu, con il tuo mal riposto sarcasmo, sembri voler suggerire che dobbiamo CAMBIARE TEX per avvicinarlo ai giovani d'oggi. E' questo che intendi dire?

 

Perché se intendi dire questo, credo che non solo io ma il 99 per cento dei texiani di questo forum ti spennacchierebbe e ti direbbe  che stai sbagliando tutto.

 

TEX NON DEVE CAMBIARE . E chissenefrega dei giovani. Cavoli loro. 

 

Adesso magari cambieremo anche Dante modernizzandolo in rap per farlo piacere di più ai giovani... O Manzoni. :rolleyes: Tex è un CLASSICO. Tex non si comporta come l'Uomo Ragno o Batman o Topolino. NON SI MODERNIZZA. Altrimenti non è Tex.

 

Se non volevi dire questo, mea culpa. Ma sei poco chiaro e certi concetti è meglio  ribadirli bene. Noi aggiorniamo l'OFFERTA (nuove serie, il colore), GIAMMAI IL CONTENUTO.

 

E se non vuoi che ti risponda "come un bisonte imbizzarrito", spiegati meglio la prossima volta.

Modificato da borden

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Per una volta non ero sarcastico (lo so… spessissimo lo sono).

é semplice matematica.

Se Tex non può cambiare (anche se io non sarei così irremovibile visto che Tex è cambiato già tante volte)

e i lettori che sono cresciuti con lui questo va bene, la formula però non invita nuovi lettori a iniziare la raccolta.

Allora devono cambiare idea quelli a cui Tex ora non interessa!

E per me non è così impossibile: prima del 1948 (e per molti anni successivi) i lettori di fumetti

avevano altri eroi,  a cui non avrebbero mai rinunciato.

Per migliaia di appassionati Tex è entrato nelle loro vite con i "prestiti", quando ancora

quelli con i calzoni corti e i portafogli ancora più piccoli si scambiavano le strisce.

In più aveva il fascino del proibito, in quanto se il maestro ti beccava con un albo tra i quaderni

(e molti avevano lo stesso problema anche a casa) erano dolori...

Ora Tex sa troppo di nostalgico.

Nostalgia di quando tutti noi eravamo giovani

Nostalgia di quando il west era l'apoteosi della fantasia e dell'avventura.

I giovani non dovrebbero avere nostalgia, vi pare?

Modificato da Dix Leroy

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A questo aggiungo che il Sig. GianLuigi Bonelli (che era uno che la sapeva lunga)

sapeva fuorviare giovani, meno giovani, esperti, editori e talvolta anche i censori dell'epoca.

Mise in Tex quello che piaceva a lui (con moltissime cose che con il west non centrano nulla),

lo fece sembrare di un orientamento politico e anche dell'altro (a seconda di chi lo leggeva).

E mi fa ancora divertire quando mette vari protagonisti nelle identiche situazioni.

Una per tutte quella di uccidere dei coccodrilli, svuotare le carcasse e usarle come

copertura per passare inosservati sotto il naso degli avversari!

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Allora occorre cambiare i giovani, in modo che possano apprezzare Tex.

Bisogni che cambino i giovani e che apprezzino l'arte e la qualità vera. I giovani decerebrati nei nuovi decenni schifano Bach solo perchè non è di tendenza, per esempio. Ditemi se gente cosi non è da linciare!

 

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Se penso a quando ero giovane (e ci vuole un po' di tempo per immedesimarmi)

quello che mi teneva lontano da Tex era principalmente questo.

-Il fatto di dover leggere cento albi prima di trovarne uno a colori

-le storie troppo lunghe che imponevano una lunga seduta di lettura o ricordarmi

quanto era successo per proseguire la storia  in varie "sessioni"

-il costo elevato rispetto ad altri fumetti dell'epoca

 

Quello che mi tentava enormemente invece era:

-linearità della sequenza narrativa (altri fumetti "seri" erano sempre troppo complicati)

-enorme potenzialità dei personaggi anche senza avere superpoteri

-paesaggi e situazioni spettacolari disegnati molto meglio della concorrenza

-nessuna pubblicità o "infiltrati" (giochi, rubriche o storielle di altri personaggi)

-pochi riferimenti a storie precedenti (oppure l'utilissima didascalia "vedi Tex n….")

Modificato da Dix Leroy

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Perché bisognerebbe cambiare Tex per farlo leggere ai giovani? Cambiassero i giovani. Ma le frequentate le mostre fumetto, fumetterie, internet ecc. Ai giovani di Tex non gli importa nulla (poi un minimo di ricambio generazionale ci sarà pure) di leggere Tex e in parte di leggere il  mondo Bonelli. Sono tutti presi dalle anime, manga, videogiochi e ne il digitale o cartaceo faranno cambiare le cose. Bisogna accettare che il mondo cambia e che nulla è immortale.

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Queste precisazioni sono  a loro volta superate. Gli appassionati dei manga sono a loro volta ex-giovani. Alla maggioranza dei giovani adolescenti  non frega niente di fumetti e libri. Questo è successo da un paio d'anni con l'esplosione di Instagram. Punto. 

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    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
    • Da JohnnyColt
      Le ultime due storie uscite sulla serie mensile hanno deluso le aspettative risultando banali e scritte forse con poca attenzione. In questi giorni, di conseguenza, ho sentito spesso il termine IMPUBBLICABILE: per voi che cosa vuole dire veramente una storia IMPUBBLICABILE?
      Personalmente ritengo tali quelle storie con un'idea molto banale alla base, magari scoppiazzata qua e là, con errori temporali e magari disegni poco adatti...
      Voi cosa ne pensate? Quali storie in tutta la vita editoriale di Tex ritenete davvero impubblicabili?
       
       
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