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TWF - Tex Willer Forum
due

[Texone N. 01] Tex Il Grande!

Voto alla storia  

27 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Guido Buzzelli
Periodicità annuale: Giugno 1988

 

Fra i boscaioli che lavorano per mister Thompson, accadono incidenti mortali provocati ad arte che spingono tutti ad andarsene! Non proprio tutti, in verità: Pat Mac Ryan è deciso a restare per difendere l'onesto padrone e sua figlia Jane dalle angherie della compagnia rivale dei fratelli Patterson. Cosè, il simpatico gigante chiede aiuto ai pards! Tex e Carson cominciano con l'occuparsi dell'avvocato Kafman, gettato già dalle scale dell'albergo dei Thompson, e di un gruppo di sgherri, spazzato via nottetempo dopo un agguato! Ma i rangers si scatenano davvero quando i gaglioffi rapiscono Jane...

 

 

 

©  Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

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La storia inizia nell'Oregon. Dopo svariati incidente sul lavoro, Pat decide di chiamare Tex e Carson, che, prontamente, accorrono.
Giunti sul posto, i due pards son pronti a tutto, contro gli scagnozzi di due malviventi in guanti bianchi.



Sceneggiatura:
Buona, tranne che in alcuni punti che scappa la vignetta inutile (o è colpa del disegnatore?). Oltre a ciò, soggetto bello e originale.

Disegni:
Molto belli e d'autore. Buzzelli gioca molto coi particolari ed i grandi spazi bianchi. Molto realistici i disegni e, soprattutto nelle prime pagine, alcune immagini sembrano realizzate da Galep. Purtroppo Pat non è molto stabile (cambia anche nella stessa tavola) e Carson molto diverso da quello solito (anche più giovane).

Copertina:
Nulla da dire, tranne che: bella!

Osservazioni:
Come mai Thomas, il segretario dei fratelli, scambia la voce d'oltre muro di Tex per quella del padrone?

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Letto nel 1988 quando uscì nelle edicole per la prima volta, l'ho recuperato di recente ma devo ancora trovare il tempo di (ri)leggerlo. Va da se che non ricordo molto della storia, anzi mettiamo pure niente, sulla rete i commenti sono stati più che positivi. Parlo solo dei disegni di Buzzelli. Inizialmente, come sanno anche i sassi, la storia doveva essere pubblicata nella serie regolare, poi se ne è fatto un texone gigante per i 40 anni di Tex. Dico questo perchè a vedere le vignette nel formato tradizionale, sembrano davvero uno spettacolo, ma perdono tantissimo in termini di definizione e dettagli una volta ingrandite per l'albo speciale. Con tutto quello che ne consegue.

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Una storia epocale, quasi certamente la migliore che Nizzi abbia mai scritto, forse il Tex più tosto della sua carriera. Il vero Tex Willer. Quello cresciuto "presso l'accademia del vecchio Samuel Colt" ( pag. 61 ), giusto, duro, forte, massiccio, simpatico con Carson. Il meglio che possiamo desiderare. Più che fare i complimenti a Nizzi ci viene da farli solo a Tex: e questo, per uno sceneggiatore che si accingeva a raccogliere l'eredità di Bonelli, è assolutamente il massimo.

[ contributo tratto da: http://www.afnews. info ]



La "leggenda" narra che l'editore avesse commissionato la storia per la serie regolare, ma all'atto pratico, dopo aver ricevuto le tavole, si fosse reso conto che le stesse non erano "consone" agli standard seriali di Tex.
Venendo nello specifico a questo volume, dal titolo entusiastico indubbiamente legato più al formato che alla storia, ci troviamo di fronte a una lettura godibile e scorrevole, con una trama basata sul frenetico susseguirsi di situazioni che non fanno perdere ritmo al lettore, anche in presenza di una storia che rimane poco più di un pretesto per vedere un Tex Willer decisamente esplosivo; anche la sceneggiatura didascalica di Nizzi, che nelle ultime uscite del mensile appare spesso fuori registro, ridondante e sorpassata, non appesantisce eccessivamente il racconto.
Certo il merito va, oltre che a una maggior freschezza nello scrivere che evidentemente Nizzi possedeva diciassette anni fa, al virtuosismo grafico di Buzzelli, autentico fuoriclasse della matita e del pennelli.
I tratteggi paralleli a contornare gli angoli delle bocche dei personaggi, quelli incrociati fra loro a dare ombra, il tocco nello sporcare le tavole verso gli angoli, sono tutti particolari che denotano la maestria di questo artista.
Le vignette di Buzzelli oscillano tra il realismo imposto dal personaggio e un esuberante e trascinante gusto per il grottesco, fintamente e solo apparentemente tenuto a freno, manifestato soprattutto nelle espressioni accentuate e iperboliche e nelle scene dove sono presenti personaggi su i quali si può ironizzare; là dove non gli è possibile popolare le tavole dei bizzarri esseri di varia umanità come nelle sue opere più personali, come ad esempio La rivolta dei racchi, l'autore ha comunque impresso il suo segno in maniera netta e decisa. Altro suo segno distintivo è l'intenso senso del movimento, che sembra distorcere impercettibilmente le figure, le persone, gli animali e addirittura gli oggetti inanimati; un segno che raffigura forza, impetuosità, come la scena finale ambientata sul fiume, e che ben si adatta a questo Tex tutto scazzottate, pallottole che fischiano senza colpire il loro bersaglio (quelle degli avversari), o che vanno infallibilmente a segno (naturalmente, le sue). Un ranger dipinto nelle tavole spesso in bilico fra una stampa giapponese ed un quadro di Goya ben poco ligio alla legge scritta, che appare e al termine scompare quasi fosse un'inarrestabile forza della natura, un deux ex machina della giustizia divina, più che un uomo in carne e ossa.

[ contributo tratto da: http://www.lospaziobianco. it ]

 

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Guest Wasted Years

A me i disegni di Buzzelli non piacciono, nonostante siano stati incensati e sovrastimati al massimo. Sarà stato anche un grande, ma il suo Tex non reggeva il confronto con nessuno dei disegnatori della serie regolare. La storia non è malvagia, ma da qui a dire che sia la migliore di Nizzi... Insomma, se proprio devo essere sincero... l'ho letto diverse volte, ma non mi ha entusiasmato mai... albo secondome sopravvalutato, e tanto. Se poi fai il confronto con il Texone numero due...

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

E qui quoto Wasted al 100%!!! Anche io non sono mai andato matto per questo primo Texone... I disegni di Buzzelli, seppur molto belli, non riescono a catturarmi... il suo Tex è un po' troppo spigoloso per i miei gusti... Per quanto riguarda la storia... Direi che è una storiellina senza infami e senza lode... Nizzi l'ha scritta giusto per fare un'elogio al GRANDE TEX, ma non è IMHO una delle sue storie più riuscite per i Texoni... ci sono storie di gran lunga migliori come ad esempio Terra senza legge o la grande rapina che sono diverse spanne al di sopra di esse... Tex e Carson, seppur siano duri e ben caratterizzati, non riescono ad avere la loro solita verve... Insomma diciamocelo, a mio parere l'unico vero pregio di questo texone è quello di essere il capostipite dei texoni ma per il resto... Voto complessivo : 6,5 su 10

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non amo Buzzelli e non amo in genere tutti questi grandi artisti che... "si sono confrontati con Tex donando agli appassionati del personaggio la loro interpretazione... bla bla bla"a me pare che, tranne alcuni casi, i texoni sono una vera e propria marchetta ben pagata!!!e scusate, ma dove sarebbe questa interpretazione?

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Buzzelli terminò i disegni di questa storia addirittura nel 1985. "Tex il grande" rimase per tre anni nel cassetto della scrivania di Sergio Bonelli in attesa di pubblicazione. La prima occasione utile venne con i festeggiamenti del quarantennale. L'editore aveva espressamente chiesto a Buzzelli di adattare il suo tratto a quello dei disegnatori della serie regolare. In un fumo di China datato metà anni ottanta il disegnatore si scusè, dichiarando praticamente impossibile la cosa. Sergio Bonelli, dal canto suo, rifiutò la pubblicazione di quelle tavole, proponendosi di dedicarle appena possibile a uno speciale e attese come ricordato sopra ben tre anni. Nacque così, quasi per una casualità, l'idea del texone, che quest'anno ha festeggiato il ventennale! Quello che è molto interessante in tutto ciò è che la storia di Nizzi dovrebbe essere nata nel 1982 o 1983, dunque una delle sue primissime avventure per Aquila della notte... e non si direbbe!

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A me la storia all'epoca era piaciuta molto, ma c'è anche da dire che allora avevo 13 anni e leggevo Tex da 4 o 5, quindi non è che avessi tutto 'sto gran senso critico. Saranno minimo 10-15 anni che rileggo la storia, mentre invece ho sfogliato più spesso le pagine per i disegni. A me piacciono molto (anche se non sono i migliori in assoluto di Buzzelli), però va anche detto che ho una parzialit? per Buzzelli che è un disegnatore che adoro. Comunque capisco anche che siano parecchio fori degli standard texiani... insomma, in fondo non do tutti i torti a Sergio Bonelli per aver avuto un po' di incertezze. Non assegno voti perchè dovrei prima rileggere la storia, e per il momento non posso (l'albo è a casa dei miei, a 450 km di distanza, insieme ai 2/3 della mia collezione di Tex).

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Ho scoperto questo forum quasi per caso.. e faccio veramente i complimenti per questa iniziativa.. E' bello poter avere un "ritrovo" dove poter discutere del nostro fumetto preferito... Vi faccio di nuovo le congratulazioni per questa grande idea!

Secondo il mio parere il primo texone ci mette di fronte ad una storia di Tex classica... cioè quella in cui c'è il boss che tiranneggia cercando come sempre di eliminare chiuque si metta contro di lui ( fatta eccezione in questa storia dove i boss sono due... ).
Solita formula che però non stanca mai... poi i disegni sono molto accurati.

Buzzelli si e dimostrato molto efficace basta guardare la copertina per rendersene conto, una delle più belle dei texoni, se non la più bella.

Unica pecca l'attentato nel bosco, come faceva Tex a sapere che sarebbe stato attaccato dagli uomini dei Patterson? Tutto sommato un buon texone soprattutto sapendo che è il primo di una lunga serie..... VOTO 7 su 10



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... Curiosità su questo primo texone...

1) Questa storia era nata per la serie regolare, è stata però giudicata da Bonelli troppo distante dallo standard texiano. (già accennato giustamente da ymalpas)

2) Primo episodio firmato da Nizzi, mai apparso fino ad allora nello staff texiano.

3) Per la prima volta compare una documentazione su tutti i disegnatori di Tex.

4) All'epoca della pubblicazione dall' eccessivo pessimismo nello stampare le copie, Bonelli fù costretto a ristamparlo per la seconda volta.

5) Buzzelli e Nizzi avevano la storia gia pronta nel 1985. (già accennato giustamente da ymalpas)

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Buzzelli finì la storia nel 1985. C'è una storica intervista che ce lo conferma, quella rilasciata al n° 22 della rivista FUMO DI CHNA del 1985. Due cose emergono da quelle risposte: la prima è che Sergio Bonelli chiese al disegnatiore di restare fedele al modello di Tex tramandato da Galep o Ticci e la seconda, constatata l'impossibilità da parte di Buzzelli di adeguarsi ad uno stile altrui, Bonelli si dichiarò, già dal 1985, disposto a pubblicare la storia su un albo speciale doppio. L'occasione sarà data, nel 1988, dal quarantesimo anniversario di Tex, come tutti sappiamo.

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Carlo Scaringi a proposito di Buzzelli: "Grazie al personalissimo stile di Buzzelli l'albo si distaccava notevolmente da quelli mensili disegnati da Galleppini e dai suoi tanti eredi. Il Tex di Buzzelli è realistico, a tratti aspro, agile e dinamico, tanto che dà l'impressione di stare un po' stretto nei confini delle vignette. Un Tex diverso dalla tradizione, ma al tempo stesso molto vicino alle atmosfere che le sue avventure evocano. Con un taglio grottesco e ironico, il Tex di Buzzelli si distacca da quello consueto anche per l'assenza quasi totale di cavalli e di vasti orizzonti. Per meglio sottolineare la svolta rispetto alla collana mensile, Claudio Nizzi aveva infatti scritto una storia, certo non priva di azione, ma imperniata soprattutto sulle losche manovre di speculatori scatenati contro boscaioli e coloni. Una storia che Buzzelli ha interpretato alla perfezione con un segno incisivo ed espressivo, soprattutto nei primi piani".

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Ho riletto questa storia due sere fa e mi è sembrata una buona sintesi dello stile nizziano più puro: trama semplice ed estremamente lineare e colpi di scena telefonati, ma tutti questi difetti vengono allegramente compensati da un Tex esplosivo, da un Carson simpatico e non ancora "mignatta" e da una vicenda estremamente divertente. Le scenette fra Pat e Flora sono davvero da antologia!I disegni di Buzzelli: molto buone le figure umane, dotate di una vitalit? e di un'espressivit? eccezionali, ma... i paesaggi sono spesso appena abbozzati e le pistole semplicemente pietose. Un po' meglio i Winchester. Comunque credo che la storia un 8 globale lo meriti, soprattutto per la propria importanza quale capostipite dei Texoni.

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trama semplice ed estremamente lineare e colpi di scena telefonati, ma tutti questi difetti vengono allegramente compensati da un Tex esplosivo, da un Carson simpatico e non ancora "mignatta" e da una vicenda estremamente divertente.

 

Una storia dallo svolgimento lineare è più facile da scrivere piuttosto che una storia complessa e articolata su più piani che finiscono per intrecciarsi tra loro ? Cosa ricerco in una storia? L'inventiva, la freschezza, l'ironia, il rispetto dei personaggi e delle situazioni, la coerenza narrativa, la consequenzialità, una strutturazione degli eventi ben distribuita nel corso della vicenda, la capacità dell'autore di sorprendermi con brio, per esempio con dei sapienti rovesciamenti della situazione eccNon considero questo primo texone un vero e proprio capolavoro, e come te mi incammino sul sentiero dell'otto ( pieno ). Perchè, IMO, è un'avventura scopiettante, dove non ricordo particolari colpi di scena telefonati ( è un invito a spiegarti meglio, caro Virgin ), la storia gode invece di un ottimo finale, nel quale i disegni di Buzzelli, peraltro concepiti per la serie regolare, sembrano trovarsi perfettamente a loro agio con la sceneggatura. Nel complesso ribadisco la mia opinione di un'ottima storia frizzante. La prima stampa andata rapidamente esaurita, l'editore dovette affrettarsi a rifornire le edicole con una seconda sfornata, andata anch'essa a furor di popolo esaurita. Non credo che i meriti siano tutti del formato, di Buzzelli, ma ANCHE DI NIZZI. Il personaggio di Pat Mac Ryan ha, nellle sue mani, il dono incommensurabile della simpatia. Non è poco, di fronte all'opacità dello stesso in storie successive, dal n° 400 a "Terra di confine", che rappresenta anche l'ultima sua apparizione nella serie. Tutti i personaggi, l'insolita ambientazione, fanno di questa una grande storia. Perchè Tex è un uomo duro come la roccia come sempre vorremo vedere, senza indecisioni, che pensa poco, ma agisce al meglio contro i sopprusi, le ingiustizie, la supremazia dei potenti e dei ricchi che schiacciano i deboli inesorabilmente nella loro morsa, sbaragliando la combriccola di avversari, con la sola forza del suo carattere e dei suoi muscoli. Avercene ancora oggi di storie così.

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Non si possono che quotare in toto le parole di Ymalpas. Probabilmente le storie "complesse" e "articolate"sono le più difficili da scrivere, quelle che maggiormente mostrano la qualità di uno sceneggiatore;purtroppo però ci si dimentica molto spesso che stiamo parlando di Tex, personaggio classico di un fumetto classico, le cui storie lo vogliono SEMPRE protagonista assoluto della scena, sempre risolutore, sempre elemento chiave della narrazione;ciò non esclude che in questa tipologia "classica" non possano esserci degli intrecci interessanti con comprimari interessanti!...? quello che Bonelli e Nizzi hanno dimostrato più volte,? quello che questo mitico Texone dimostra!Anche qui, infatti, non sono pochi i personaggi di contorno... ma la maestria di Nizzi(e il suo rispetto per Tex) porta tali personaggi ad essere, appunto, solo un contorno, un contorno al piatto principale che è Tex;i comprimari di questa storia(Pat in primis) non solo coi loro ruoli "servono" la storia(come anche avviene in Boselli), ma sopratutto "servono" l'Eroe (come molto spesso non avviene in Boselli). Il metro di giudizio per giudicare la bontà di una storia di Tex non può avere niente a che fare col grado di complessit? della storia stessa:il canovaccio classico delle storie di Tex è altra cosa rispetto alla complessit? articolata, ricercata come elemento fondante di ogni storia:nulla di più distante quindi, dagli intrecci complessi e articolati con personaggi complessi e articolati di marca boselliana. E' ovvio il fatto che molte storie di Boselli sono eccezionali!... ma è altrettanto ovvio che non possono essere prese come storie paradigmatiche dello stile texiano:e quindi non si può partire da esse per giudicare altre storie di Tex. Inoltre, mentre una tipologia di personaggio sempre complesso e complessato(con storie sempre tipologicamente complesse e articolate), dopo un p? diventa ripetitiva e noiosissima, una tipologia di personaggio sempre squadrato, levigato precisamente in ogni sua parte difficilmente annoia, perchè, paradossalmente, diventa meno scontato nei suoi gesti, nel suo modo d'agire, nel suo stare in scena. Questa del Texone è una storia da leggere non solo per i disegni di Buzzelli, che in ogni caso è stato uno dei più grandi fumettisti italiani(e questo ci dice tanto della grandezza della collana);ma è da leggere anche perchè dimostra quanto una trama semplice, con personaggi "semplici", e con un Tex sempre assoluto protagonista, possa divertire e tenere incollati alle pagine.

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questo e' uno dei texoni che piu' mi sono piaciuti, i disegni di buzzelli per me sno eccezionali, mi trasmettono un dinamismo che in altri autori non trovo, anche la storia merita, sicuramente il nizzi degli anni 80 era molto piu' in forma rispetto a quello visto negli ultimi anni...

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Ma chi è questo fine intellettualoide del fumetto? :lol2::lol2::lol2: Certo che di tento in tanto escono su Tex degli articoli deliranti!... ma questo va oltre:questo è a dir poco ridicolo!Una vera e propria satira di un articolo serio! Ridevo davanti al pc mentre lo leggevo! :lol2::lol2:

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Non sarà il miglior Texone, ma rimane comunque una storia speciale. Prima di tutto ovviamente perchè è l'inaugurazione della nuova collana speciale fuori serie (la prima per Tex, infatti Maxi e Almanacchi arrivarono dopo: '91 e '94), in occasione dei festeggiamenti dei suoi primi 40 anni!!Poi perchè ospita sulle pagine un grande artista come Buzzelli, che ha dato una sua visione personalissima del ranger e del suo mondo. Personalmente mi è sempre piaciuto il suo stile, e mi è dispiaciuto non aver potuto ammirare altre storie con la sua firma. Riguardo alla storia, anche questa a me è sempre piaciuta. Abbastanza Originale e accativante: Nizzi era in formissima a quell'epoca. E' riuscito a ritirare fuori dalla polvere un personaggio come Pat, purtroppo oggi ancora dimenticato e poco sfruttato, e a inserirlo in scenette divertenti e simpatiche (lettera piena di errori, oppure quando risistema la cantina con i suoi metodi disastrosi!! :D )!Tex e Carson in forma contro i soliti prepotenti che si nascondono dietro il denaro ed un pugno di uomini armati e disposti a tutto. Da leggere e rivalutare sicuramente!Come voto darei un bel 9! _ahsisi :trapper:

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Tex il Grande!C'è tutto il Tex che si vorrebbe vedere. Dialoghi scoppiettanti fra i pards, azione, colpi di scena, scazzottate ... Ben riuscia la figura di Pat. Anche i disegni mi sono piaciuti. Particolari, direi. Da menzionare lo scambio di battute:Albergatore: "Cos'è successo, mister Willer? Tutti mi chiedono spiegazioni di questo pandemonio..."Tex: "Niente di grave! Ogni tanto io e il mio amico Carson improvvisiamo queste sparatorie per tenerci in allenamento... ma non tutte le notti, sate traqnuillo !"Ecco, dialoghi come questi ce li sogniamo ora... Ciao.

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Letto il primo texone (a colori) e devo dire che mi è piaciuto non poco. Badate bene, non è certo un capolavoro e il soggetto non brilla certo per originalità ma chissenefrega. La storia scivola via che è una bellezza e non si fa mancare nulla ma quello in cui la storia eccelle sono Tex e Carson. I dialoghi tra i due sono qualcosa di F-A-V-O-L-O-S-O e quindi, un plauso ad un Nizzi in gran spolvero, a quei tempi. I disegni sono mediamenti molto buoni. Testi:8Disegni:7.5

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