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TWF - Tex Willer Forum
due

[Texone N. 01] Tex Il Grande!

Voto alla storia  

27 voti

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Ho letto che qualcuno non ha gradito molto i disegni di Buzzelli. Certo sono sicuramente diversi rispetto allo standard dei disegnatori, specie dei disegnatori apparsi fino al 1988. Però a me son piaciuti. Non so inoltre quanto abbia influito questo tratto così diverso di Buzzelli sull'idea di Sergio Bonelli di far nascere il Texone. Probabilmente Sergio l'idea l'aveva già in mente, il quarantennale e i disegni di Buzzelli lo hanno aiutato e se non altro dovremmo essere un p? grati a Guido Buzzelli per essere rimasto fedele al suo tratto anche nel disegnare Tex perchè questo ha aiutato a far nascere i Texoni, questi splendidi volumi giganti. Ho letto anche in giro che la ristampa a colori nella collezione storica ha fatto perdere tantissimo, qualcuno ha detto ha rovinato il Texone di Buzzelli. Anche su questo non sono d'accordo, certo Buzzelli se avrebbe fatto i disegni per un albo a colori avrebbe cambiato qualcosa, in certi punti avrebbe insistito meno con i neri, ma nel complesso anche a colori i suoi disegni del Texone si possono apprezzare benissimo. Per quanto riguarda la storia, una storia abbastanza classica, niente di eccezionale ma un otto lo merita tutto.

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Tex IL GRANDE: in effetti, in questa storia, Tex è TROPPO grande, fagocita tutto e tutti, non lasciando spazio ad alcuno: n° a Carson, i cui dialoghi con Tex io ho trovato molto meno scoppiettanti e gustosi che in altre occasioni, n° ai cattivi, che non ne imbroccano una che sia una, e non sono in grado di concepire un piano che non sia quello di cercare di impiombare Tex (l'unico acuto è in effetti quello del rapimento della ragazza architettato dal fratello che fino a quel momento era sembrato il meno in gamba dei due), n° ai comprimari, che, salvo la solita simpatia che può ispirare Pat Mc Ryan, sono del tutto senza personalit? (padre e figlia a dir poco scialbi). La trama, poi, è trita e ritrita ed anzi è inesistente, e si riassume in quella frase di GlBonelli che dice: "la trama? Arriva Tex e le suona a tutti". Storia lineare, dice Ymalpasè Storia piatta, direi, dritta dritta, senza alcuna curva dietro la quale ci si possa aspettare un colpo di scena, o qualcosa che non sia già immaginabile. Scontata è a mio parere l'aggettivo giusto, non già per quello che accade, o che porta Tex alla vittoria (perchè è normale che Tex debba vincere sempre), ma perchè non c'è niente e nessuno che sia all'altezza di Tex e che sappia creare situazioni di reale difficolt?. Paco scrive:

stiamo parlando di Tex, personaggio classico di un fumetto classico, le cui storie lo vogliono SEMPRE protagonista assoluto della scena, sempre risolutore, sempre elemento chiave della narrazione;ciò non esclude che in questa tipologia "classica" non possano esserci degli intrecci interessanti con comprimari interessanti!...? quello che Bonelli e Nizzi hanno dimostrato più volte,? quello che questo mitico Texone dimostra! Anche qui, infatti, non sono pochi i personaggi di contorno... ma la maestria di Nizzi(e il suo rispetto per Tex) porta tali personaggi ad essere, appunto, solo un contorno, un contorno al piatto principale che è Tex;i comprimari di questa storia(Pat in primis) non solo coi loro ruoli "servono" la storia(come anche avviene in Boselli), ma sopratutto "servono" l'Eroe (come molto spesso non avviene in Boselli). Il metro di giudizio per giudicare la bontà di una storia di Tex non può avere niente a che fare col grado di complessit? della storia stessa:il canovaccio classico delle storie di Tex è altra cosa rispetto alla complessit? articolata, ricercata come elemento fondante di ogni storia:nulla di più distante quindi, dagli intrecci complessi e articolati con personaggi complessi e articolati di marca boselliana. E' ovvio il fatto che molte storie di Boselli sono eccezionali!... ma è altrettanto ovvio che non possono essere prese come storie paradigmatiche dello stile texiano:e quindi non si può partire da esse per giudicare altre storie di Tex.

Io non la vedo così: Tex deve essere il risolutore e l'elemento chiave della scena, ma appunto non è necessario che sia sempre in scena: quanto più duri sono i suoi avversari, quanto più caratterizzati sono i comprimari, magari svelando retroscena della loro vita passata, o suggerendo alcune loro caratteristiche psicologiche, tanto più sarà apprezzato l'intervento risolutore di Tex a scapito di quelli splendidi cattivi e a vantaggio di quei già amati comprimari. Un Tex più "leggero" nella storia, e risolutore di vicende riguardanti altra umanit?, altre figure carismatiche o affascinanti, rendono Tex altrettanto e più grande del Tex che sbaraglia tutti e che salva comprimari senza storia, come accade in questo texone. I comprimari, dice Paco, in questa storia "servono" l'Eroe: eccome se lo servono, dico io, sono anzi schiavi dell'Eroe, sono automi senza anima le cui poche mosse servono solo a far risaltare Tex (compreso il mio vecchio Carson...). Sarà ripetitivo, ma spero che il Tex futuro sia sempre più di marca boselliana, un Tex che interviene contro gli Innocenti e a favore di Clemmons, la cui storia passata è nota al lettore, il quale in qualche modo è già avvinto dal personaggio, le cui sorti cominciano a stargli a cuore; un Tex che lotta a favore di un ribelle come Shane 'O Donnell, personaggio con un'anima, e che anima, che non "serve" l'eroe ma rende la storia di grandissimo spessore ed è quasi l'Eroe che "serve" lui (e non vedo nulla di male in questo); un Tex che combatte al fianco di Glenn Corbett, che difende la comunit? del Sergente Torrence, che non sono solo personaggi, ma "persone", con un loro passato, una loro psicologia, una loro anima, che il lettore conosce e già ama o disprezza a seconda dei casi. Se Tex si circonda di esseri umani che gli sottraggono spazio, piuttosto che di comparse che scompaiono nella sua eccessiva luce, io ne sarà sempre felice. Ecco perchè storie di questo genere non mi piacciono e amo invece le storie di Borden.

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Tex deve essere il risolutore e l'elemento chiave della scena, ma appunto non è necessario che sia sempre in scena: quanto più duri sono i suoi avversari, quanto più caratterizzati sono i comprimari, magari svelando retroscena della loro vita passata, o suggerendo alcune loro caratteristiche psicologiche, tanto più sarà apprezzato l'intervento risolutore di Tex a scapito di quelli splendidi cattivi e a vantaggio di quei già amati comprimari. Un Tex più "leggero" nella storia, e risolutore di vicende riguardanti altra umanit?, altre figure carismatiche o affascinanti, rendono Tex altrettanto e più grande del Tex che sbaraglia tutti e che salva comprimari senza storia, come accade in questo texone. I comprimari, dice Paco, in questa storia "servono" l'Eroe: eccome se lo servono, dico io, sono anzi schiavi dell'Eroe, sono automi senza anima le cui poche mosse servono solo a far risaltare Tex (compreso il mio vecchio Carson...).

Sono d'accordo sul fatto che non è detto che Tex debba sempre essere in scena. Ma non concordo sul solito punto: e cioè che quanto più il nemico è caratterizzato e psicologicamente costruito e pericoloso tanto più la storia è bella. Credo che al contrario questa storia (come la "Gilas" di cui parlavamo ieri) dimostra che, per un grande Tex, un grande nemico può anche non esserci. In ogni caso non ne faccio una regola generale: considero allo stesso modo grandi "Tex il grande" e, per dirne una, "Cercatori di piste" col magnifico e complesso Mickey Finn. C?? un altro punto che però mi trova in disaccordo: la presunta pochezza dei comprimari di questa storia nizziana. Non sono d'accordo perchè tali comprimari sono scarsi solo in relazione all'eroicit? di Tex- cioè, nessuno vale quanto lui, e questo mi sembra giusto e normale. Però se ripenso alla ragazza del saloon, a un Pat degno in tutto e per tutto di quello bonelliano, al fratello che rapisce la fanciulla, o allo sforunato gorilla che Tex ripassa a modo suo, non avvicino a essi il termoine "scarsi", proprio perchè mi sembra svolgano bene il loro ruolo di comprimari, personaggi secondari e di contorno. Vero che Carson fa poco, ma lui è il pard del protagonista, la sua spalla, quindi mi sta bene che per una volta rimanga nelle retrovie (se poi questo avvenisse sempre allora si che ci sarebbe un problema, ma che secondo me non riguarda specificamente questa storia).

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Sarà ripetitivo, ma spero che il Tex futuro sia sempre più di marca boselliana, Se Tex si circonda di esseri umani che gli sottraggono spazio, piuttosto che di comparse che scompaiono nella sua eccessiva luce, io ne sarà sempre felice. Ecco perchè storie di questo genere non mi piacciono e amo invece le storie di Borden.

Beh, questa e' una tua rispettabilissima opinione dettata dai proprio gusti. Io invece sono completamente in disaccordo e spero che il Tex boselliano del futuro non si affidi ai soliti comprimari che gli rubano continuamente la scena al ranger perche' non sarebbe piu' il fumetto che ho amato per tanti anni. Va bene ogni tanto personaggi con una certa personalita' come Shane O'Donnel, va bene Juan Raza (anche se lo odio a morte), va bene Mitch, ma leggere ogni mese una storia con un comprimario affiancato a Tex e che in certe occasioni gli ruba davvero la scena sarebbe qualcosa di pesante e insopportabile da parte mia. Meno male che negli ultimi anni Boselli ha corretto un po' il tiro scrivendo delle storie con un Tex abbastanza centrale.

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Sarà ripetitivo, ma spero che il Tex futuro sia sempre più di marca boselliana, Se Tex si circonda di esseri umani che gli sottraggono spazio, piuttosto che di comparse che scompaiono nella sua eccessiva luce, io ne sarà sempre felice. Ecco perchè storie di questo genere non mi piacciono e amo invece le storie di Borden.

Beh, questa e' una tua rispettabilissima opinione dettata dai proprio gusti. Io invece sono completamente in disaccordo e spero che il Tex boselliano del futuro non si affidi ai soliti comprimari che gli rubano continuamente la scena al ranger perche' non sarebbe piu' il fumetto che ho amato per tanti anni. Va bene ogni tanto personaggi con una certa personalita' come Shane O'Donnel, va bene Juan Raza (anche se lo odio a morte), va bene Mitch, ma leggere ogni mese una storia con un comprimario affiancato a Tex e che in certe occasioni gli ruba davvero la scena sarebbe qualcosa di pesante e insopportabile da parte mia. Meno male che negli ultimi anni Boselli ha corretto un po' il tiro scrivendo delle storie con un Tex abbastanza centrale.
Completamente d'accordo con Anthony. Per fortuna davvero Boselli sembra ultimamente sembra aver preso meglio le misure con i comprimari (ad es.: Patagonia) evitando che questi rubino la scena. IMHO alcuni esempi ben riusciti di come si possono valorizzare i co-protagonisti senza danneggiare il ns o i pards sono venuti da Berardi in Oklahoma e D'Antonio in Seminoles. Ecco queste due storie mi sono piaciute almeno tanto quanto le pur belle Il ritorno del Morisco-I pozzi di Agua prieta o la tanto decantata Gli invincibili dove invece i co-protagonisti si "allargano" troppo secondo me.

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Tex deve essere il risolutore e l'elemento chiave della scena, ma appunto non è necessario che sia sempre in scena: quanto più duri sono i suoi avversari, quanto più caratterizzati sono i comprimari, magari svelando retroscena della loro vita passata, o suggerendo alcune loro caratteristiche psicologiche, tanto più sarà apprezzato l'intervento risolutore di Tex a scapito di quelli splendidi cattivi e a vantaggio di quei già amati comprimari. Un Tex più "leggero" nella storia, e risolutore di vicende riguardanti altra umanit?, altre figure carismatiche o affascinanti, rendono Tex altrettanto e più grande del Tex che sbaraglia tutti e che salva comprimari senza storia, come accade in questo texone. I comprimari, dice Paco, in questa storia "servono" l'Eroe: eccome se lo servono, dico io, sono anzi schiavi dell'Eroe, sono automi senza anima le cui poche mosse servono solo a far risaltare Tex (compreso il mio vecchio Carson...).

Sono d'accordo sul fatto che non è detto che Tex debba sempre essere in scena. Ma non concordo sul solito punto: e cioè che quanto più il nemico è caratterizzato e psicologicamente costruito e pericoloso tanto più la storia è bella. Credo che al contrario questa storia (come la "Gilas" di cui parlavamo ieri) dimostra che, per un grande Tex, un grande nemico può anche non esserci. In ogni caso non ne faccio una regola generale: considero allo stesso modo grandi "Tex il grande" e, per dirne una, "Cercatori di piste" col magnifico e complesso Mickey Finn. C?? un altro punto che però mi trova in disaccordo: la presunta pochezza dei comprimari di questa storia nizziana. Non sono d'accordo perchè tali comprimari sono scarsi solo in relazione all'eroicit? di Tex- cioè, nessuno vale quanto lui, e questo mi sembra giusto e normale. Però se ripenso alla ragazza del saloon, a un Pat degno in tutto e per tutto di quello bonelliano, al fratello che rapisce la fanciulla, o allo sforunato gorilla che Tex ripassa a modo suo, non avvicino a essi il termoine "scarsi", proprio perchè mi sembra svolgano bene il loro ruolo di comprimari, personaggi secondari e di contorno. Vero che Carson fa poco, ma lui è il pard del protagonista, la sua spalla, quindi mi sta bene che per una volta rimanga nelle retrovie (se poi questo avvenisse sempre allora si che ci sarebbe un problema, ma che secondo me non riguarda specificamente questa storia).
Ovviamente è una questione di gusti. Io, pur essendo un fan di Tex, lo vorrei più "leggero" e mi piacerebbe invece che ogni storia mi "regalasse" un personaggio nuovo e avvincente; come ho detto in un altro post (non ricordo dove) un personaggio il cui destino non sia noto a priori, una figura "umana" che, in quanto tale, può anche perdere, in contrasto col superomismo di Tex il cui esito scontato è la vittoria. Tornando alla storia (scusaci Sam >:azz: ), nonostante quanto dici, Paco, la trovo comunque un p? carente, quanto a comprimari: concordo con te che si salvi il fratello (che peraltro è una piacevole sorpresa, perchè fino a quel momento sembra il fratello stupido e poi invece è proprio lui a dare un p? di pepe alla storia) e concordo anche sul grande Pat (che tuttavia stento a definire comprimario: è piuttosto un pard aggiunto), però non riescono a soddisfarmi del tutto: in effetti, non posso fare a meno (e probabilmente sbaglio) di confrontarli con ben altri comprimari (tra i quali c'è quel Mickey Finn che tu hai giustamente ricordato) al cui confronto questi, a mio parere, spariscono del tutto. Comunque, come sottolineano Anthony e Ted, Boselli sta aggiustando il tiro, quanto a comprimari, e alterna storie più "Texcentriche" a storie più "affollate": giusto così, tutti i gusti sono soddisfatti :trapper:

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'giorno al forum,
questo è stato il primo Tex che avevo pensato di non comprare, salvo poi ricredermi cercarlo disperatamente in alcuni negozi.
Quindi lo lessi qualche anno dopo la sua uscita e mi fece una certa impressione ... nel tempo l'ho riletto alcune volte come ho letto e riletto l'edizione a colori ... e ora aggiungo il mio post ai vostri nella speranza (vana) di nn ripetere quanto già scritto (? questa la triste storia di chi arriva tardi ...).
<_<

I disegni di Boselli nn mi fanno particolarmente impazzire ... ma sono tanto mascolini e duri i tratti dei personaggi maschili quanto aggrazziati e lievi quelli dei personaggi femminili (il personaggio Flora il cui sguardo passa, nell'albo, dalla curiosità, alla seduzione ... alla disperazione) personalmente lo ritengo tra i più belli dell'intera storia (forse anche perchè è quello che meno ti aspetti in un episodio dei Nostri).
Mi sono piaciute molte le inquadrature dal basso o dall'alto che compaiono nel volume ... al di l' di tanti paesaggi che compaiono nelle storie che conosciamo ... penso sia una delle prime volte (forse la prima) in cui queste inquadrature compaiono così copiose (dal basso soprattutto) e danno un senso di particolare movimento alla scena (a partire dalla copertina ...) ... la parte che preferisco meno è relativa alla fine dell'albo dove i disegni sembrano quasi che siano "molto affrettati" per la conclusione dell'episodio.
;)

Al prossimo post,
ilbor

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Per commentare questo primo albo speciale parto dai disegni - la cifra distintiva di questa collana - che, devo dire, non mi hanno entusiasmato. Di sicuro valore senza alcun dubbio, ma il tratto del disegnatore ospite non mi è piaciuto, le vignette mi sono sembrate troppo "scure", direi quasi "espressioniste" (anche se da profano sto usando questo termine probabilmente a sproposito). Ci vedo una qualche lontana somiglianza con un altro interprete del nostro ranger, Blasco (nemmeno lui amo particolarmente). Mi è piaciuta molto invece la caratterizzazione del viso di Tex, abbastanza giovanile e che mi sembra rifarsi ai primi numeri come modello. Splendida, infine, la copertina!Anche la storia non mi è sembrata delle migliori, soggetto classico e sceneggiatura senza grossi colpi di originalità. Molto bella però l'ambientazione nelle foreste dell'Oregon e notevole la maestria di Nizzi nel saper sfruttare le possibilità che il contesto particolare gli mette a disposizione: la scena di Tex che si lancia lungo lo scivolo per i tronchi è a mio parere la più riuscita dell'albo. Una nota stonata nella parte finale, quando il grande dispiegamento di forze disposto a protezionedella casa dei Patterson si disperde nei boschi e lascia i due capoccioni nella casa sguarnita... insomma, in questa circostanza i due boss non hanno brillato di acume tattico!Infine, ho apprezzato tantissimo la rassegna iniziale dei disegnatori di Tex, scritta con grande competenza e molto interessante!In definitiva, voto 7: storia buona ma senza picchi.

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Parto dai disegni: sono ignorante in materia e quindi probabilmente non avrò saputo apprezzarli, ma non mi sono piaciuti granché.
La storia è molto avvincente e piena di brio, con un Tex in grande forma fiancheggiato da un Carson molto lucido mentalmente (non ha fatto troppe domande a Tex su "cosa fare", "dove andare", "come agire"...). I due pards, insieme al "disastroso" Pat, regalano molte simpatiche battute ai lettori e lo spettacolo è assicurato.
Molto interessante il rapporto tra i due fratelli Patterson, con il fratello "topo di biblioteca" che in modo sorprendente, col procedere della storia, emerge sino a diventare il più pericoloso nemico dei pards. 
Affascinante l'ambientazione nelle foreste dell'Oregon; quoto Pecos, l'escamotage dello scivolo per i tronchi è un vero colpo da maestro.

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Dal blog di Burattini - http://utilisputidiriflessione.blogspot.it/ - estrapolo questa citazione da un 'intervista concessa dal disegnatore Buzzelli alla rivista Fumo di China:

 

E’ lo stesso disegnatore a raccontare come andarono le cose, in una intervista pubblicata sul n° 22 di Fumo di China (prima serie) datato febbraio 1985:

“Incontravo spesso Sergio Bonelli nelle varie manifestazioni – spiega Buzzelli - Una volta, cinque anni fa, mi propose di fare Tex. Io gli promisi che l’avrei fatto volentieri, ma poi non ho mai trovato il tempo. Un anno fa decisi di telefonargli, domandandogli se era ancora disponibile a farmelo fare. Poi, quando l’ho fatto, era un’enormità di lavoro: 224 pagine. L’ho fatto meglio che potevo, ma penso che non ne farò un altro. Il testo è molto buono, la sceneggiatura è perfetta, quindi l’ho disegnato volentieri. Inizialmente ho fatto del mio meglio per disegnare come Galleppini e gli altri disegnatori abituali (Bonelli me lo aveva raccomandato!); ma questa è stata un’impresa quasi impossibile, perché se uno vuol fare un disegno agile e scorrevole non ce la fa a seguire un altro stile, un altro tratto. Infatti molte cose del mio Tex penso che disorientino i lettori abituali. Bonelli lo teme, e ha detto che forse farà un’edizione speciale, un volumetto doppio, nel quale dirà appunto che è un Tex particolare, fatto da Buzzelli”.  

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