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TWF - Tex Willer Forum

La storia, i disegni e i personaggi  

45 voti

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"L'ultima vendetta" come storia mi è piaciuta parecchio. Ho trovato ottimi sia i testi che i disegni. Oltretutto è un albo riguardante il passato di Tex, dunque, per me, irrinunciabile. Se devo fare proprio un appunto questo riguarda il titolo, che ho trovato un po' fuorviante, in quanto mi aspettavo una storia dai contenuti fortemente drammatici ed invece il tono era scanzonato. Il disegno di copertina di Villa è nel complesso notevole, ma il volto di Tex non mi convince, così come anche lo sfondo. Ho visto la copertina realizzata da Ticci per il volume e devo dire che quest'ultima mi piace di più, nonostante sia più "schizzata". Mi restituisce tutto il Tex sbarazzino presente nella storia, difatti il libro sto pensando di comprarlo... :)

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Direi di no, che non è la stessa cosa. Sfumature, anche qui. Ma a furia di sfumature, rischiamo di sfumare nell'OT ;)

 

Semel in anno licet insanire.

E semel  cosa vuol dire?

Spesso o sempre?

Dai che gli OT sono il sale della vita.

Te lo dice una nata l'OTto OTto OTtantOTto.

 

 

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<span style="color:red;">20 ore fa</span>, Leo dice:

Io credo che Keegan voglia pensare di essere in buona fede. Qui entriamo nella psicologia e gli altri utenti potrebbero prendere per matto anche me. Corro il rischio e spiego il mio punto di vista: Keegan in cuor suo ha risentimento verso Tex, ma non lo odia. Non è un cattivo. Quando apprende che Tex è caduto in disgrazia, e che invece lui, Keegan, può risollevarsi grazie a Coffin e company, a Keegan conviene pensare che sì, sta partecipando ad un tiro mancino, ma contro un criminale e per aiutare la legge, in quel momento incarnata dallo sceriffo Mallory, che Keegan non può sospettare essere un farabutto. Forse sto sbagliando a tradire l'uomo che in fin dei conti mi ha salvato la vita, ma è un assassino, e io sto solo aiutando la legge. Questo può aver pensato Keegan. Poi secondo me intuisce che qualcosa non torna, ma tacita la sua coscienza, ripetendosi nella mente le parole riportate sopra in corsivo o qualcosa del genere. Sto facendo la cosa giusta, sto facendo la cosa giusta, si dirà incessantemente nella sua testa. Gli conviene crederlo. Ha bisogno, di crederlo.

Leo, che tu abbia il piacere di scrivere argomentando sempre i tuo interventi in maniera approfondita, è innegabile, ma penso che la tua eccellente disamina di  Moss Keegan, con un'introspezione ed una psicanalisi del personaggio che lo descrivono come un uomo dall'identità complessa, combattuto da un forte conflitto interiore e per niente amorale, sia addirittura superiore alle intenzioni dell'autore stesso. Forse hai studiato ho sei appassionato di psicanalisi, perché con l'identikit che ne hai fatto lo hai reso un bel personaggio, interessante e dalla personalità sfaccettata, tutto il contrario di come, in realtà, è risultato in "L'ultima vendetta" e cioè banale, superficiale ed incapace di "empatizzare" col lettore. Io penso che Boselli, pensando a Moss Keegan, avesse solo un'idea embrionale rispetto a quanto da te sviluppato, perché leggendo l'albo è molto difficile vedervi il bel personaggio che ci hai visto tu e se così fosse ora avremmo un grande comprimario e non il solito antagonista alla Borden a cavallo tra il bene ed il male che passa, repentinamente, da avversario ad alleato di Tex.    

     

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<span style="color:red;">37 minuti fa</span>, Bob Rock dice:

Leo, che tu abbia il piacere di scrivere argomentando sempre i tuo interventi in maniera approfondita, è innegabile, ma penso che la tua eccellente disamina di  Moss Keegan, con un'introspezione ed una psicanalisi del personaggio che lo descrivono come un uomo dall'identità complessa, combattuto da un forte conflitto interiore e per niente amorale, sia addirittura superiore alle intenzioni dell'autore stesso. Forse hai studiato ho sei appassionato di psicanalisi, perché con l'identikit che ne hai fatto lo hai reso un bel personaggio, interessante e dalla personalità sfaccettata, tutto il contrario di come, in realtà, è risultato in "L'ultima vendetta" e cioè banale, superficiale ed incapace di "empatizzare" col lettore. Io penso che Boselli, pensando a Moss Keegan, avesse solo un'idea embrionale rispetto a quanto da te sviluppato, perché leggendo l'albo è molto difficile vedervi il bel personaggio che ci hai visto tu e se così fosse ora avremmo un grande comprimario e non il solito antagonista alla Borden a cavallo tra il bene ed il male che passa, repentinamente, da avversario ad alleato di Tex.     

 

Fatico un po' a comprendere il tuo punto di vista: le conclusioni di Leo sono tratte proprio a partire da quanto raccontato nella storia. Solo che lui non si è fermato a una lettura superficiale, ma si è chiesto il motivo per cui tale personaggio agisse in un determinato modo. È chiaro che ad una lettura superficiale Moss Keegan può sembrare un semplice personaggio-banderuola, con un'identità non definita e pronto a passare dal bene al male in un batter di ciglia; ma analizzando quelli che possono essere i motivi delle sue azioni ne esce un personaggio a tutto tondo.

 

Inoltre non capisco sulla base di che cosa puoi affermare che l'interpretazione di Leo non fosse proprio quello che aveva in mente l'autore (soprattutto dopo che lui stesso sembra confermarlo con la risposta data poco sopra). Perché il tutto è lasciato implicito? Ma certo andare a scavare nella psicologia del personaggio all'interno del fumetto non sarebbe stato possibile. Borden ha descritto Moss Keegan solo mostrandoci le sue azioni, sta al lettore - se vuole - domandarsi chi egli sia realmente.

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22 ore fa, Letizia dice:

 

Semel in anno licet insanire.

E semel  cosa vuol dire?

Spesso o sempre?

Dai che gli OT sono il sale della vita.

Te lo dice una nata l'OTto OTto OTtantOTto.

 

 

Dai , lo sai che vuole dire UNA VOLTA. Una sola.

53 minuti fa, pecos dice:

 

Fatico un po' a comprendere il tuo punto di vista: le conclusioni di Leo sono tratte proprio a partire da quanto raccontato nella storia. Solo che lui non si è fermato a una lettura superficiale, ma si è chiesto il motivo per cui tale personaggio agisse in un determinato modo. È chiaro che ad una lettura superficiale Moss Keegan può sembrare un semplice personaggio-banderuola, con un'identità non definita e pronto a passare dal bene al male in un batter di ciglia; ma analizzando quelli che possono essere i motivi delle sue azioni ne esce un personaggio a tutto tondo.

 

Inoltre non capisco sulla base di che cosa puoi affermare che l'interpretazione di Leo non fosse proprio quello che aveva in mente l'autore (soprattutto dopo che lui stesso sembra confermarlo con la risposta data poco sopra). Perché il tutto è lasciato implicito? Ma certo andare a scavare nella psicologia del personaggio all'interno del fumetto non sarebbe stato possibile. Borden ha descritto Moss Keegan solo mostrandoci le sue azioni, sta al lettore - se vuole - domandarsi chi egli sia realmente.

 

Of course. Ma ormai Ken non mi perdona niente. :D

Modificato da borden

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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, pecos dice:

Fatico un po' a comprendere il tuo punto di vista: le conclusioni di Leo sono tratte proprio a partire da quanto raccontato nella storia. Solo che lui non si è fermato a una lettura superficiale, ma si è chiesto il motivo per cui tale personaggio agisse in un determinato modo. È chiaro che ad una lettura superficiale Moss Keegan può sembrare un semplice personaggio-banderuola, con un'identità non definita e pronto a passare dal bene al male in un batter di ciglia; ma analizzando quelli che possono essere i motivi delle sue azioni ne esce un personaggio a tutto tondo.

 

Inoltre non capisco sulla base di che cosa puoi affermare che l'interpretazione di Leo non fosse proprio quello che aveva in mente l'autore (soprattutto dopo che lui stesso sembra confermarlo con la risposta data poco sopra). Perché il tutto è lasciato implicito? Ma certo andare a scavare nella psicologia del personaggio all'interno del fumetto non sarebbe stato possibile. Borden ha descritto Moss Keegan solo mostrandoci le sue azioni, sta al lettore - se vuole - domandarsi chi egli sia realmente.

Se non sbaglio anche tu ti sei ricreduto dopo la disamina fatta da Leo, questo significa che anche tu non avevi approfondito la personalità di Moss Keegan come, invece, fatto da Leo. Se  un personaggio piace o meno non è dovuto solo ad una questione di lettura superficiale, stiamo parlando di un fumetto di 110 pagine, non di un romanzo come Guerra e pace, da sempre nei fumetti ci sono personaggi riusciti ed altri no (a volte il personaggio è ben scritto ma, magari, i disegni non gli rendono giustizia), per me Moss Keegan è un personaggio debole e senza una spiccata personalità e se di ogni personaggio dovessimo fare una lettura introspettiva analizzandone la psicologia appena abbozzata dall'autore, tanto al resto ci pensa il lettore, non avremmo più personaggi ben scritti ed altri no. Dal mio punto di vista Leo (bravissimo, se avesse scritto lui L'ultima vendetta Keegan sarebbe stato un personaggio indimenticabile) su Moss Keegan ha fatto un lavoro di psicanalisi, dandogli una caratterizzazione che non ho riscontrato leggendo l'albo la prima volta e neanche alla successiva, che, dal mio punto di vista, non ha fatto nemmeno l'autore. E poi mi spieghi perché siccome ho espresso un giudizio diverso dal tuo e da quello di Leo significa che io l'ho letto superficialmente? ognuno di noi i libri, i film o, appunto i fumetti li interpreta e li capisce in maniera del tutto personale senza vederci, per forza, le stesse "sfumature" che ci vedono gli altri, ho detto una cosa banale ma la realtà è questa.

<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, borden dice:

Of course. Ma ormai Ken non mi perdona niente

Mi permetto di citare una risposta tipica di Borden: "non hai letto attentamente", il post è mio non di Ken51:D

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Ah, giusto. Però sei in errore. Il personaggio è proprio come dice Leo, per me è ovvio. Ci sono tutti gli indizi, il suo odio per Tex nato dalla frustrazione, il suo aggrapparsi all'informazione che ora è un delinquente ecc... ecc... Ma è trattato  con leggerezza, mica volevo che facesse ombra a Tex. Che dovevo scrivergli, il monologo d'Amleto, per farti capire il suo  travaglio interiore?  :laugh:

 

Quindi... Non hai  letto con attenzione... :P

Modificato da borden

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Bob Rock dice:

Forse hai studiato ho sei appassionato di psicanalisi,

 

Non l'ho studiata né ho mai letto alcun libro di psicanalisi, però penso di essere un soggetto da psicanalizzare, da tanti punti di vista (e non sto scherzando)  :D

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Bob Rock dice:

ma penso che la tua eccellente disamina di  Moss Keegan, con un'introspezione ed una psicanalisi del personaggio che lo descrivono come un uomo dall'identità complessa, combattuto da un forte conflitto interiore e per niente amorale, sia addirittura superiore alle intenzioni dell'autore stesso.

 

Grazie per l'"eccellente", ma la mia disamina credo non abbia nulla di originale. E' quello che tra le righe hanno voluto farci leggere sia Borden che Ticci (Ticci è importante quanto Borden, in questo caso: ci torno dopo).

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Bob Rock dice:

perché leggendo l'albo è molto difficile vedervi il bel personaggio che ci hai visto tu e se così fosse ora avremmo un grande comprimario e non il solito antagonista alla Borden a cavallo tra il bene ed il male che passa, repentinamente, da avversario ad alleato di Tex.  

 

Se leggi i miei topic a questa storia, io ne sono stato veramente, sinceramente, entusiasta. Per la storia e per lo splendido personaggio di Keegan, che mi appare del tutto diverso da quello che tu tratteggi così:

 

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Bob Rock dice:

per me Moss Keegan è un personaggio debole e senza una spiccata personalità e se di ogni personaggio dovessimo fare una lettura introspettiva analizzandone la psicologia appena abbozzata dall'autore, tanto al resto ci pensa il lettore, non avremmo più personaggi ben scritti ed altri no. Dal mio punto di vista Leo (bravissimo, se avesse scritto lui L'ultima vendetta Keegan sarebbe stato un personaggio indimenticabile) su Moss Keegan ha fatto un lavoro di psicanalisi, dandogli una caratterizzazione che non ho riscontrato leggendo l'albo

 

Ciò che mi ha portato a dare quell'interpretazione di Keegan sono gli indizi disseminati lungo tutta la storia. Questo è quello che scrivevo qualche post fa:

 

Contraddittorio, ma non un verme. Keegan è un personaggio umanissimo, a cui Boselli vuol bene. Anche Wasted lo aveva definito "lurido", e io gli ho risposto che era solo un debole. Un uomo che "ci parla" (come dice Occhi): un eroe del rodeo, acclamato da tutti, che a un certo punto si vede sistematicamente sconfitto. Dovunque vada, quando prima acclamavano lui, ora lo danno per finito, perché c'è quel Tex. E' amareggiato, si dà all'alcool. Un incidente lo mette fuori gioco per sempre dall'unico lavoro che sa fare, e a salvargli la vita è proprio l'uomo causa di tutta quell'amarezza. Non sa perdere, dice Don Fabio, ed è vero. E' pieno di risentimento e amarezza. Più tardi, tempo dopo, a lui, alcolizzato e disoccupato, gli offrono un bel mucchio di soldi per aiutare la legge a riacciuffare il criminale Tex. Un uomo che nel frattempo ha ucciso degli uomini, è braccato dalla giustizia. Proprio l'uomo che, indirettamente, gli aveva rovinato la vita. E ora ha la possibilità di una sorta di rivalsa, per giunta dietro pagamento di lauto corrispettivo e facendo un favore alla legge (Mallory è uno sceriffo, e Keegan chiede a Coffin garanzie di legalità nell'operazione). Nel prosieguo, Keegan si rende conto che in realtà sta partecipando ad un vero e proprio agguato ai danni del suo ex rivale, ma non riesce a sottrarvisi, ormai è in ballo, ha bisogno di quei soldi, e Tex è un assassino. Ed è anche quello che indirettamente lo ha portato alla rovina. 

C'è un processo interiore che si svolge nell'animo di Keegan. Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss: alla fine scarica i suoi "datori di lavoro" e salva Tex. Per questo dico che Keegan è un personaggio strutturato, pur nella brevità dello spazio consentito. Per questo ho applaudito Boselli e la sua bravura. E ha ragione Occhi nella Notte a dire che ci parla, perché le sue contraddizioni, la sua meschinità, la sua redenzione, sono deliziosamente umane. Bravo Mauro!

 

Parlo di processo interiore, parlo di Keegan come personaggio strutturato. Dico anche che "Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss". Ebbene, ho sbagliato: Borden lo rende evidente non solo con le azioni successive, ma anche con i tanti indizi:

 

1) quando Keegan scaccia via in malo modo Tex, il commento del ranger durante il racconto ai pards è: "era pieno di amarezza; in fondo mi sembrò comprensibile". Tex lo ricorda come un uomo amareggiato, e in qualche modo ne capiva i motivi. Non c'è malanimo, da parte di Tex, e Tex è un buon giudice di uomini.

 

2) l'incontro con Coffin. Quando questi, meschinamente, gli ricorda che fu Tex a far bere Keegan la sera prima della gara, Keegan protesta: "Tex Willer? Ma fu lui a salvarmi la vita", e quando Coffin, suadente e persuasore, gli sussurra che la sua disgrazia dipendeva da Tex, e che da quel giorno Keegan pensava alla vendetta, quest'ultimo lo interrompe bruscamente, urlando: "che cosa vuoi da me?" Lo interrompe, e bruscamente: segno che Coffin ha toccato un nervo scoperto. Keegan ce l'ha ancora con Tex, ma prova stizza a sentirselo dire. Sa che il suo sentimento negativo è mal riposto, e infatti un secondo prima aveva protestato l'innocenza di Tex, che anzi gli aveva salvato la vita. E' eloquente, questa scena. E' parlante, Keegan è un uomo combattuto, un relitto rovinato da un uomo nei confronti del quale vuole vendicarsi ma che non riesce ad odiare sino in fondo.

 

3) l'incontro con lo sceriffo Mallory. Una canaglia direbbe: "vi porto io da quel bastardo di Tex". E invece Keegan tiene il seguente sermone:

 

"io, se Tex è un assassino, è giusto che venga arrestato, consegnato alla giustizia. Deve essere processato per i suoi delitti, non per quello che ha fatto a me. Non voglio vendicarmi, ma collaborare con la legge".

 

Un vero e proprio discorso, in cui parla di giustizia, di giusti processi, di assenza da parte sua di desideri di vendetta. A chi fa questo discorso, Keegan? A Mallory? A Coffin? Sì, certo. Ma soprattutto lo fa a sé stesso, è del tutto evidente. E Borden lo fa a noi lettori; ci dice: attenti, questo è un povero Cristo, sta cercando di trovare alibi con sé stesso pur di autorizzarsi a compiere un'azione contro l'uomo che gli ha salvato la vita. Si sta auto-convincendo che Tex  è un criminale, e che lui renderà solo un servigio alla giustizia, se contribuirà al suo arresto. Questo ci sta dicendo, Borden, con il sermone fatto pronunciare a Keegan a beneficio soprattutto di sé stesso.

 

Inoltre, Keegan chiede a Coffin rassicurazioni sul fatto che l'azione sarebbe rimasta entro i confini della legge. Perché un bastardo dovrebbe chiedere queste rassicurazioni? Perché tutti questi dubbi? La verità è che Keegan non è una canaglia, ed è Borden a dircelo, a farcelo capire, da subito, con gli indizi di cui sopra.

 

4) la storia che Keegan racconta a Tex sul fatto che Mallory vuole costituirsi: Tex non ci crede nemmeno per un istante, ma un uomo più ingenuo e per di più versante in uno stato di estremo bisogno è meno accorto, meno furbo, tiene la guardia abbassata. Può benissimo averci creduto, alla storiella di Coffin e Mallory, ma con delle riserve. Riserve che saranno decisive per il finale.

 

5) Ticci. Conosco Ticci in tutte le sue sfaccettature, e solitamente alle canaglie conferisce un sorriso maligno da faina che Keegan non ha mai avuto. Non sottovalutate l'aspetto grafico, non pensate che non sia importante. Ticci non dipinge mai su Keegan la tipica smorfia da bastardo che solitamente l'artista senese riserva ai malvagi.

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, pecos dice:

Solo che lui non si è fermato a una lettura superficiale, ma si è chiesto il motivo per cui tale personaggio agisse in un determinato modo. È chiaro che ad una lettura superficiale Moss Keegan può sembrare un semplice personaggio-banderuola, con un'identità non definita e pronto a passare dal bene al male in un batter di ciglia; ma analizzando quelli che possono essere i motivi delle sue azioni ne esce un personaggio a tutto tondo.

 

Esattamente. Quelli di Borden sono indizi, non spiegoni. Ti fa intuire, ma poi il lettore si fa delle domande, e si dà delle risposte. Indotte dall'autore, in modo sottile e quasi invisibile, ma indubbiamente indotte dall'autore. 

 

Borden, in verità, non è un grande baro. Dissemina sempre le storie di indizi. Solo un suo personaggio, per me, è stato un pugno nello stomaco: "il caro, vecchio Ray"...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Bellissimo post, Leo. L'osservazione sulla caratterizzazione grafica di Keegan è davvero stupenda, non ci avevo pensato (forse aveva agito su di me solo a livello inconscio durante la lettura?).

 

Volevo dire a Bob Rock che quando parlavo di "superficialità" (forse ho usato un termine sbagliato) non intendevo dare un giudizio di valore; intendo dire che Leo ha approfondito maggiormente la sua lettura, senza dubbio più di me (lettore decisamente superficiale), interrogandosi sul senso delle azioni del personaggio e cogliendo tutti gli indizi lasciati dall'autore.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Esattamente. Quelli di Borden sono indizi, non spiegoni. Ti fa intuire, ma poi il lettore si fa delle domande, e si dà delle risposte. Indotte dall'autore, in modo sottile e quasi invisibile, ma indubbiamente indotte dall'autore.  

 

Borden, in verità, non è un grande baro. Dissemina sempre le storie di indizi. Solo un suo personaggio, per me, è stato un pugno nello stomaco: "il caro, vecchio Ray"...

Al di la delle riconosciute abilità di scrittura di Boselli e del fatto che fa in modo che il lettore vada oltre quello che scrive materialmente, il succo del mio discorso è che, a mio modo di vedere, è un personaggio poco riuscito, se fosse altrimenti non ci sarebbe bisogno che tu continui a trovare elementi di interesse nel comportamento di Moss Keegan giustificando ogni suo comportamento, non te la prendere, ma sembra che tu voglia convincermi che Borden non può sbagliare un personaggio. Per esempio anche nel ritorno di Lupe, i dialoghi sono poco riusciti, al contrario di altre volte, ed il personaggio del marito di Lupe é a dir poco il banale se non il risultato del solito cliché: prima è buono, poi diventa cattivo e prima di morire ritorna buono.

Succede a tutti ed è successo anche a GLB di scrivere storie  e personaggi non convincenti, se così non fosse scriverebbero tutti dei capolavori.

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, borden dice:

Ah, giusto. Però sei in errore. Il personaggio è proprio come dice Leo, per me è ovvio. Ci sono tutti gli indizi, il suo odio per Tex nato dalla frustrazione, il suo aggrapparsi all'informazione che ora è un delinquente ecc... ecc... Ma è trattato  con leggerezza, mica volevo che facesse ombra a Tex. Che dovevo scrivergli, il monologo d'Amleto, per farti capire il suo  travaglio interiore?  :laugh:

Scusa Borden, con tutto il rispetto, ma solo perché ho criticato un tuo personaggio (anche l'intera storia non mi ha entusiasmato) e non lo vedo come lo descrive Leo sarei in errore? Sarà capitato anche a te di leggere un libro o vedere un film che non ti sono piaciuti, eri in errore anche tu o avevi il sacrosanto diritto di non farteli piacere? Se tutte le volte che qualcuno non è pienamente soddisfatto di una storia di Tex, e prova dirlo, deve sentirsi dire che non ha letto attentamente, che deve vedere la storia più in profondità, che il suo punto di vista è sbagliato, vuol dire che non c'è più il diritto di critica.    

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

Bellissimo post, Leo. L'osservazione sulla caratterizzazione grafica di Keegan è davvero stupenda, non ci avevo pensato (forse aveva agito su di me solo a livello inconscio durante la lettura?).

 

Grazie. Senz'altro aveva agito a livello inconscio.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

intendo dire che Leo ha approfondito maggiormente la sua lettura, senza dubbio più di me (lettore decisamente superficiale), interrogandosi sul senso delle azioni del personaggio e cogliendo tutti gli indizi lasciati dall'autore.

 

Devo dire la verità: io sono un lettore molto pignolo. Spesso rimprovero agli autori aspetti minimali che non riesco a digerire facilmente. Sono fatto così. Ma francamente, in diversi anni di militanza comune nel forum, non ho mai avuto l'impressione che tu sia un "lettore decisamente superficiale"...

 

<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Bob Rock dice:

Al di la delle riconosciute abilità di scrittura di Boselli e del fatto che fa in modo che il lettore vada oltre quello che scrive materialmente, il succo del mio discorso è che, a mio modo di vedere, è un personaggio poco riuscito, se fosse altrimenti non ci sarebbe bisogno che tu continui a trovare elementi di interesse nel comportamento di Moss Keegan giustificando ogni suo comportamento, non te la prendere, ma sembra che tu voglia convincermi che Borden non può sbagliare un personaggio. Per esempio anche nel ritorno di Lupe, i dialoghi sono poco riusciti, al contrario di altre volte, ed il personaggio del marito di Lupe é a dir poco il banale se non il risultato del solito cliché: prima è buono, poi diventa cattivo e prima di morire ritorna buono.

 

Bob, questa non l'ho capita. Non è che sto continuando a "trovare elementi di interesse nel comportamento di Keegan giustificando ogni suo comportamento". Il discorso è più semplice: tu dici che è un personaggio non riuscito; io invece l'ho trovato felicissimo e ho riportato, punto per punto, gli indizi che Borden ha disseminato durante la narrazione per tratteggiarne gli aspetti caratteriali. Non giustifico niente, espongo quello che mi è piaciuto. A me Keegan è piaciuto, che cce posso fà? Ma questo non significa che io voglia convincerti che Borden "non possa sbagliare un personaggio": dove l'avrei detto? Ho detto che questo mi è piaciuto, ti pare la stessa cosa? ;)   

Sono un estimatore di Borden, un grande estimatore. Mauro, lo dico pubblicamente, per me sei un mito. Ma, proprio per l'"affetto" e la stima che gli porto, non mi perito di dire quello che non mi va: tu citi Lupe, dicendo che il personaggio del marito è banale? No, caro Bob, io rilancio, per me l'intero secondo albo di Lupe è sbagliato. Profondamente. Non ti dico quanto ho detestato lo spreco di un bel personaggio come il Tenente Parkman, quando nella storia che doveva riscattarlo si macchia di una strage di indiani indifesi. Non parliamo di Hamatsa, o dell'"eccellente" Espectro, personaggio senza motivazioni né storia né nulla. E posso continuare. Non ho problemi a dire che Borden sbagli i personaggi, accade anche a lui (di rado), quindi non posso essere accusato di piaggeria. A me Keegan è piaciuto, punto. E quelle sono le MIE motivazioni, non voglio convincere nessuno. Per me gli indizi c'erano, e li ho letti in quel modo.

 

<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, Bob Rock dice:

Se tutte le volte che qualcuno non è pienamente soddisfatto di una storia di Tex, e prova dirlo, deve sentirsi dire che non ha letto attentamente, che deve vedere la storia più in profondità, che il suo punto di vista è sbagliato, vuol dire che non c'è più il diritto di critica.    

 

Non te la prendere, Bob. Borden sta solo difendendo il suo punto di vista, e il suo lavoro. Per la storia "Gli Schiavisti" avemmo un "piccolo" diverbio perché io lamentavo l'assurdità del personaggio di Espectro, uccisore di indiani senza alcuna motivazione. Forse Espectro, insieme con Hamatsa, è il peggior personaggio - a parer mio - generato dalla penna di Boselli. Lui mi rispose che Espectro era in perfetto stile GLB, che non c'era bisogno che le motivazioni fossero spiegate o rese evidenti, ecc.ecc. Io lo "rimproverai" (bonariamente, s'intende) dicendo che non eravamo più ai tempi di GLB, che i lettori di oggi sono molto più esigenti, e che il principale responsabile di queste accresciute pretese era proprio lui, che in Tex aveva introdotto i suoi grandi comprimari. Fu una chiacchierata "movimentata", ma non per questo abbiamo tirato in ballo il diritto di critica ;)  

 

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Leo, tutto è partito dal fatto che, secondo me, sei così bravo nell'argomentare storie e personaggi che vai oltre le stesse intenzioni dell'autore, il mio era un complimento a te ed una critica a Boselli, non ti accuso assolutamente di piaggeria, se stimi Borden ed asserisci che è il tuo mito è normale che, anche senza volerlo tu difenda il suo operato. Concludendo, a te è piaciuta tantissimo L'ultima vendetta, a me un po' meno, non credo che questo si possa annoverare tra i peccati mortali :).

 

P.S: mi sono soffermato sul marito di Lupe per fare un parallelismo con Keegan, ma anche per me, come penso per molti altri, il secondo albo è parecchio bruttarello, per usare un eufemismo :censored2::D

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Fantastico post, Leo.

Io sono il primo a lamentarsi quando si sovrainterpretano i fumetti, ma la tua non è sovrainterpretazione, bensì acutissima interpretazione di un fumetto scritto con una finezza rara.

E' abbastanza curioso che ci si lamenti spesso degli spiegoni, poi non appena c'è una storia che ne fa a meno ed è costruita sulle sfumature e qualcuno interpreta appunto tali sfumature si dice che stia sovrainterpretando.

Ti ringrazio ancora per il bell'intervento, Leo. Post di questo tipo impreziosiscono il forum.

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<span style="color:red;">19 ore fa</span>, Bob Rock dice:

Leo, tutto è partito dal fatto che, secondo me, sei così bravo nell'argomentare storie e personaggi che vai oltre le stesse intenzioni dell'autore, il mio era un complimento a te ed una critica a Boselli, non ti accuso assolutamente di piaggeria, se stimi Borden ed asserisci che è il tuo mito è normale che, anche senza volerlo tu difenda il suo operato. Concludendo, a te è piaciuta tantissimo L'ultima vendetta, a me un po' meno, non credo che questo si possa annoverare tra i peccati mortali :).

 

No, figurati Bob, nessun peccato mortale. Anzi, grazie per la stima ;)

 

<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Otami dice:

Complimenti a Leo!

Ma che Borden sia un mito, c'e' forse qualcuno che davvero non lo pensa?!?

 

<span style="color:red;">8 ore fa</span>, virgin dice:

Fantastico post, Leo.

Io sono il primo a lamentarsi quando si sovrainterpretano i fumetti, ma la tua non è sovrainterpretazione, bensì acutissima interpretazione di un fumetto scritto con una finezza rara.

E' abbastanza curioso che ci si lamenti spesso degli spiegoni, poi non appena c'è una storia che ne fa a meno ed è costruita sulle sfumature e qualcuno interpreta appunto tali sfumature si dice che stia sovrainterpretando.

Ti ringrazio ancora per il bell'intervento, Leo. Post di questo tipo impreziosiscono il forum.

 

Grazie, pards, lieto che il commento vi sia piaciuto. Soprattutto, approfitto dell'assist di virgin per ribadire che a mio parere non ho "sovrainterpretato" nulla. 

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<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, Leo dice:

Grazie, pards, lieto che il commento vi sia piaciuto. Soprattutto, approfitto dell'assist di virgin per ribadire che a mio parere non ho "sovrainterpretato" nulla. 

 

Scommetto che non sei riuscito a insaccarlo in rete.

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, Letizia dice:

 

Scommetto che non sei riuscito a insaccarlo in rete.

 

No, no, mi sembrava di aver fatto gol :D 

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      TEX
      N° : 700
      Periodicità: mensile
      L'ORO DEI PAWNEE
      uscita: 07/02/2019
      Soggetto: Mauro Boselli
      Sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Fabio Civitelli
      Copertina: Claudio Villa

       
       
       

       

       

       

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      Periodicità: mensile
      L'OMBRA DEL MAESTRO
      uscita: 06/10/2018
      Soggetto: Mauro Boselli
      Sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Maurizio Dotti
      Copertina: Claudio Villa
       

       
       

       
       

       

       
    • Da natural killer
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      TEX MAGAZINE
      N° : 4
      Periodicità: annuale
      TEX MAGAZINE 70 ANNI
      uscita: 22/09/2018
      Copertina: Claudio Villa

      Il quarto Tex Magazine, 176 pagine di dossier, approfondimenti e due storie di Tex complete e inedite.
       
      Il segreto di Lilyth
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Fabio Civitelli
      Nella missione di Nostra Signora della Carità, Lilyth aveva nascosto un segreto. Dopo il matrimonio con Tex, la bella e giovane navajo ha un compagno che può aiutarla a tener fede alla solenne promessa fatta da ragazza. Un’avventura al fulmicotone per l’indimenticato amore di Tex al fianco del suo uomo.
       

       

      Dinamite
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Maurizio Dotti
      L’indomabile stallone compagno fedele di Tex nel periodo in cui era ingiustamente ricercato dalla legge, ora galoppa senza briglie in testa al suo branco nelle sconfinate praterie dell’Ovest. Ma la libertà dei cavalli selvaggi è minata da alcuni spietati cowboys. Chi sono e perchè si sono spinti nelle lontane terre dei navajos? Per scoprirlo, Tex dovrà salire di nuovo in sella al suo amico Dinamite!
       

       

    • Da natural killer
      uscita: 23/02/2018
      GIUSTIZIA A CORPUS CHRISTI
      Quattro uomini soli contro tutti per la resa dei conti a Corpus Christi!
       
       


       

       

       
      http://www.sergiobonelli.it/tex/2017/12/21/albo/giustizia-a-corpus-christi-1002297/
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