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TWF - Tex Willer Forum

La storia, i disegni e i personaggi  

40 voti

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, natural killer dice:

Grazie dell'augurio, ora come ora ho scartato la versione blisterata. :rolleyes:

Della variant e dell'eventuale cartonato non si sa niente, erano solo congetture, per quanto non improbabili... :P

Per il momento ho preso solo una copia standard ;)

 

Talmente probabili che si faranno... almeno la versione da libreria. Scommettiamo?:lol:

Ah.... zitto zitto Boselli rimedia ad un misterioso ed incomprensibile errore di Sergio Bonelli: abbiamo Coffin e non Moffin;)

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Ah.... zitto zitto Boselli rimedia ad un misterioso ed incomprensibile errore di Sergio Bonelli: abbiamo Coffin e non Moffin

 

 

Già, è vero, piccolo applauso. Il tutto poi perché Coffin suggerisce in inglese un abbinamento poco simpatico.

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Io per il momento ho preso solo la copia da lettura, e che lettura!

Due storie distinte, una nel presente che non è solo il pretesto per tornare ai tempi del rodeo e dei primi anni da fuorilegge, ma ha comunque nel suo sviluppo una dignità autonoma di storia intrisa di texianità fino al midollo e poi quella rievocata, in maniera classica da Tex intorno al fuoco. E se i personaggi storici, da Roy a Moss Keegan, da Coffin allo sceriffo Mallory danno vita a una appassionante avventura del passato, le vicende in real time ci consegnano un Moss Keegan che, nella sua nuova vita tra i Pima, non mi sorprenderei di rivedere in futuro.

Il lieto fine non cancella a mio vedere tutta la drammacità espressa nelle tavole dello scontro finale tra Tex e gli sgherri di Mallory e Coffin.

Bellissima storia per il settantesimo compleanno di Tex.

I disegni di Ticci superbi e trattati con grande rispetto da Oscar Celestini che si conferma tra i migliori coloristi del ranger.

 

 

17 minuti fa, Carlo Monni dice:

 

Talmente probabili che si faranno... almeno la versione da libreria. Scommettiamo?:lol:

 

E' la prima cosa che ho pensato subito dopo aver letto le prime pagine...

 

 

45 minuti fa, ymalpas dice:

Preso anch'io in doppia copia: da lettura e blisterata.

 

Mi sa che domani la prendo anch'io

 

Capitolo figurine...

le mie restano al loro posto sull'albo, l'album lo conservo vuoto, tra l'altro ho la sensazione che ad attaccarci le figurine si gonfi troppo a scapito della rilegatura

 

 

10 minuti fa, ymalpas dice:

 

 

Già, è vero, piccolo applauso. Il tutto poi perché Coffin suggerisce in inglese un abbinamento poco simpatico.

 

Coffin e Killer, abbinamento perfetto ;)

Dimenticavo... bellissima copertina di Villa!

 

38624410.jpg

 

 

 

38743210.jpg

 

 

 

Modificato da natural killer
spaziatura

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A mio modo di vedere una storia veramente eccezionale... Trama tipicamente boselliana con ripetuti colpi di scena e molta azione. Qui il personaggio di Moss Keagan è il vero fulcro della storia, persona complessa ma che interpreta sapientamente sia l'antagonista sportivo, sia il doppiogiochista. Nella sua versione anziana lo ritroviamo con solidi valori morali e per questa ragione penso che possa essere ancora un soggetto sfruttabile in futuro, non certo come pistolero ma forse come agente indiano. Terminata la parte ambientata nel passato il lettore si trova immediatamente coinvolto in un finale tanto condensato quanto ben costruito. 

Passando ai disegni: ottima prova di un Ticci sempre più decadente. Ciò che mi ha disturbato un poco sono i visi, visi troppo spesso differenti tra loro. Colori che mi hanno soddisfatto soprattutto nei cieli. Se notate il passaggio da un colore all'altro ricorda molto lo stile usato all'epoca di Galep per quelle poche storie a colori uscite. Copertina di Villa eccellente, finalmente in colorazione originale e senza chine... 

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Appena finito di leggerla. La storia è discreta ma io la pensavo incentrata sullo sceriffo Mallory, che invece è solo una comparsa. Tutta la storia è incentrata su Moss Keegan . Molti pards non saranno daccordo, ma per me i disegni di Ticci negli ultimi anni sono peggiorati, e questo albo non inverte la tendenza

 

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<span style="color:red;">36 minuti fa</span>, JohnnyColt dice:

Qui il personaggio di Moss Keagan è il vero fulcro della storia, persona complessa ma che interpreta sapientamente sia l'antagonista sportivo, sia il doppiogiochista. Nella sua versione anziana lo ritroviamo con solidi valori morali e per questa ragione penso che possa essere ancora un soggetto sfruttabile in futuro

Ciao amigo! io penso che Moss Keagan sia funzionale solo in questo episodio come nemesi da giovane e poi come copia di Tex da adulto.In fondo,con questa bella storia,Borden ha voluto mettere in luce sia la personalità di Tex da giovane,guascone,scavezzacollo,a tratti ancora un po' immaturo ma già eroico (ed è il Tex che penso vedremo nella nuova serie) sia quella del Tex più maturo e "razionale" cui siamo abituati.Moss,che in un primo momento odia Tex sia perché il Nostro è più bravo di lui sia perché è stato salvato in due occasioni (ricambiandolo poi nel duello con Mallory), segue le sue orme da adulto e ne copia la vita prendendolo come modello.il fulcro della storia è che Tex sia da giovane sia da "adulto" è di esempio per tutti ed è l eroe positivo per eccellenza.Moss invece da giovane è pieno di invidia e di rancore,è mosso dalla vendetta ed è debole caratterialmente. Cambia solo dopo grazie a Tex.Tex invece non è mai cambiato nei suoi valori fondamentali...

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Tim Birra dice:

Appena finito di leggerla. La storia è discreta ma io la pensavo incentrata sullo sceriffo Mallory, che invece è solo una comparsa. Tutta la storia è incentrata su Moss Keegan . Molti pards non saranno daccordo, ma per me i disegni di Ticci negli ultimi anni sono peggiorati, e questo albo non inverte la tendenza

 

Naturale che sia così vista l'età del maestro, direi. Credo che sorprendente sarebbe stato il contrario.

A mio parere resta comunque tra i migliori della testata e tra i primissimi per regia delle vignette, soprattutto per le inquadrature e l'azione che riesce a trasmettere, cosa che purtroppo a pochi altri riesce con personaggi che appaiono molto più "legnosi".

 

Per me la storia è perfetta per un numero unico come questo. Nei canoni di Tex, ma con alcuni nuovi particolari sul suo passato per celebrare l'anniversario.

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Un buon numero celebrativo, con ai testi un solido (e non è una novità) Boselli e ai pennelli un Ticci il cui segno è sì scalfito dall'età e da un po' di stanchezza, ma che in termini di dinamismo, composizione della tavola e rappresentazione dei paesaggi dà ancora dei punti al 99% dei disegnatori attuali. :)

 

La trama si inserisce perfettamente nella continuity tracciata da G.L. Bonelli, così che questa volta neppure i "custodi della Tradizione" potranno avere qualcosa da ridire...  :rolleyes:

Non un capolavoro, certo,ma una storia in cui risaltano, e vengono sottolineati una volta di più, l'amicizia, il senso dell'onore, e ciò che la Giustizia rappresenta per Tex.

 

In definitiva, la storia è l'ennesima dimostrazione del buono stato di forma della collana, e la pubblicità in terza di copertina non fa che aumentare a mille la curiosità per la nuova serie. :indianovestito:

Modificato da kento

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<span style="color:red;">18 ore fa</span>, Tim Birra dice:

Molti pards non saranno daccordo, ma per me i disegni di Ticci negli ultimi anni sono peggiorati, e questo albo non inverte la tendenza.

Al contrario, sono perfettamente concorde con la tua affermazione. E' un Ticci, quello di questo mese, ancora diverso dall'ultima sua comparsata! Io l'ho definito decadente perchè il tratto si è fatto più rozzo e imperfetto. Vista l'età era prevedibile un lavoro simile, comunque di ottima qualità, però posso anche capire quanto possa spiacere

vedere una Colonna come Ticci direzionato ad essere l'ombra di sé stesso. Per fortuna non lo è ancora!

<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Barbanera dice:

Ciao amigo! io penso che Moss Keagan sia funzionale solo in questo episodio come nemesi da giovane e poi come copia di Tex da adulto.

Son d'accordo! Moss è il fulcro di questa storia ma in futuro non potrà essere un comprimario pesante: vecchio e storpio come si ritrova può giusto fare l'agente indiano. Una comparsata però gliela farei fare ugualmente, sono convinto che sia un personaggio da cui si può tirare fuori qualcosa. Non so cosa ma qualcosa sì! 

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Albo del settantennale molto bello, in piena tradizione texiana. Complimenti a Boselli.

I disegni purtroppo risentono di un appesantimento, logico dell'età del grande Ticci.

I colori di Celestini molto rispettosi del segno di Ticci.

 

E poi....l' "omaggio". E' ANCHE un album di figurine, ma soprattutto un bel volumetto che, grazie a Gianni Bono, ripercorre un poco di storia di Tex e degli altri eroi Bonelli.

Le figurine sono un qualcosa di molto soggettivo (poco nelle corde dei lettori tradizionali), ma è la caratteristica di marketing che risulta, a mio avviso, piuttosto discutibile.

Sono d'accordo con NK, una volta inserite le figurine il volumetto piuttosto di una raccolta sembrerà un bigmac!

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Letizia dice:

Moss diventa agente indiano, viene misteriosamente ucciso e Tex, naturalmente, indaga e riesce a far luce sul terribile mistero che si cela dietro la sua morte.

Sarebbe un bell'epilogo effettivamente...

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Sinceramente la storia non mi ha detto niente. Una vera delusione, resa ancora più grande dalla stima che nutro per Boselli sceneggiatore e dall'attesa di un numero che è pur sempre celebrativo e doveva raccontare un nuovo capitolo della giovinezza di Tex, sinora tutti entusiasmanti. Storia con una trama esile e banale, che perde inoltre quel carattere di epicità che aveva contraddistinto i precedenti capitoli della giovinezza di Tex, da "Nuece Valley" a "Lo sterminatore", da "Giustizia a Corpus Christi" a "Il magnifico fuorilegge", tutte peraltro sceneggiate dallo stesso Boselli, che ne "L'ultima vendetta" ci mostra invece una caratterizzazione del giovane Willer molto diversa da quella dei precedenti capitoli (sicuramente coerenti con quella voluta dai suoi creatori, G.L. Bonelli e Galep, in storie quali "Il re del rodeo"). "L'ultima vendetta" mostra infatti un Tex guascone ed anche scanzonato, ed è frequentemente intervallata da siparietti davvero ridicoli, quali quelli che intercorrono tra Tex e Dinamite, degni più di un film di Tom Mix che del Tex che conosciamo. Imbarazzanti anche le soluzioni narrative per una storia che, con tutta la sospensione dell'incredulità che si vuole, sono davvero inverosimili.

Salvo solo i disegni di un Ticci che, nonostante i suoi 78 anni non ha assolutamente perso la mano ed i colori del bravo Celestini, ed è un vero rammarico perchè 110 pagine così ben disegnate avrebbero meritato ben altra storia :mellow: 

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Anche io ho votato per Moss Keegan, autentico principe dei comprimari e soprattutto "motore" di questa storia, nel senso quest'ultima è in varia maniera ruotata tutta intorno alla sua figura. Mallory, colui che era originariamente il grande atteso, si è rivelato un avversario decisamente inconsistente, riguardo a Coffin da dire c'è ancora meno...

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La storia tutto sommato è da 7, tenuto conto anche della brevità dovuta alle 110 pagine. Sorvolo sulle battute di Tex con Dinamite, a dieci anni le avrei acettate tranquillamente, ora ....Purtroppo anch'io ho notato una flessione dei disegni di Ticci, pensavo fosse anche dovuta alla colorazione,

sono un fan del b/n, ma vedo che lo hanno notato anche gli altri, voto a malincuore 6+

Copertina favolosa.

Sulle figurine ho già dato.

Io ho votato Mr Roy.

Modificato da Loriano Lorenzutti

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Albo celebrativo robusto, nel registo del maxi Tex "Nueces valley", infarcito di classici topoi a partire dal giovane che arriva nella riserva ( ultimo esempio "Il ritorno di Lupe" ) per appellarsi a Tex come restauratore della pax. Sulla falsariga di quell'avventura segue l'altrettanto classico racconto intorno al fuoco (e di situazioni come questa è fatta la pasta di Tex) che lasciano luogo a frammenti di un lontano passato, in questo caso il periodo immediatamente precedente alla morte di Sam Willer, con il Tex girovago che in compagnia del manager Roy si sposta lungo i sentieri del west fino alla California con le gare del rodeo (periodo della sua vita immediatamente successivo a quello prospettato nella conclusione delll'ultimo cartonato di Mastantuono). Boselli insomma racconta il passato e lo fa con una tale ariosità che non può deludere le attese dei lettori.

 

Ma l'albo si lascia apprezzare anche per tante piccole finezze che deliziano la lettura. In primo luogo, direi, gli animali e il loro peso nella storia. L'albo è la celebrazione anche del mito di Dinamite, il cavallo "intelligente", che ti permette di vincere le gare del rodeo o di sorprendere i sicari nella sequenza della fattoria abbandonata vicino all'arroyo. Ma anche i tori, siano i torelli siano i Boogeyman (uomo nero) e Hell hammer con cui Tex e Keegan si affrontano.

 

E Moss Keegan, dopo il Bridges del maxi sopra citato, è la nuova creazione boselliana, e che personaggio! Bravo, forse anche migliore di Tex nel rodeo, ma anche fragile, rancoroso, combattuto nell'anima, che alla fine decide di stare dalla parte di Tex e sposando una nativa Pima finisce quasi per immedesimarsi in lui. Qualcosa li divide, i due  non riusciranno mai a diventare veri amici. C'è l'ombra del tradimento,  Tex che ne smaschera il doppiogioco, Keegan che gli dà il pugnale quando sembra ormai spacciato, ad un passo dalla forca. Ma anni dopo è un Tex che nutre ancora dei dubbi su un uomo che non ha più rivisto da anni.

 

Boselli in grande spolvero anche con il personaggio di Carson. Ironico come raramente gli riesce di essere nelle storie di questo autore. Ci sono due vignette, una  in cui a Carson è rinfacciata la sua anzianità e l'altra quando mette la firma e lascia a bocca aperta il tirapiedi di Robards, scenette perfette in cui non si nota l'effetto ricercato in cui spesso casca lo sceneggiatore, due vignette impagabili che vorremo leggere ogni mese.

 

Ma anche un Boselli che in almeno due occasioni mi ha fatto storcere il naso quando Tex dice, per esempio, che Bones gli  "é caduto con forza sulle mie nocche" o quando interpella Robards trattandolo di "grosso sacco pieno di vermi putrescenti". Qualche espressione più classica glbonelliana forse si sarebbe potuta trovare, volendo.

 

In ultimo i disegni di Ticci, stratosferici nelle inquadrature, nel movimento che imprime ai personaggi, ma anche tirati incredibilmente via quando si tratta di disegnare le ambientazioni, in particolare gli interni. E i personaggi, specie i secondari, che fanno parte di un repertorio cinematografico (Ii Klaus Kinski delle pagine iniziali, per esempio) che denotano IMO una visibile stanchezza in questo autore che da più di cinquant'anni ci regala il west di Tex. 

 

Menzione speciale per Coffin che resta Coffin e non Moffin, e non è poco di questi tempi. Splendidamente caratterizzato da Ticci.

 

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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Mallory, colui che era originariamente il grande atteso, si è rivelato un avversario decisamente inconsistente,

Il "colpo di teatro" di Boselli è stato proprio averci illusi che sarebbe stato il protagonista, mentre assai più azzeccato è stata l'idea di creare un personaggio "grigio" (ma in questo caso per me l'accezione è positiva) come Moss.

 

<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Boselli in grande spolvero anche con il personaggio di Carson. Ironico come raramente gli riesce di essere nelle storie di questo autore. Ci sono due vignette, una  in cui a Carson è rinfacciata la sua anzianità e l'altra quando mette la firma e lascia a bocca aperta il tirapiedi di Robards, scenette perfette in cui non si nota l'effetto ricercato in cui spesso casca lo sceneggiatore, due vignette impagabili che vorremo leggere ogni mese.

aggiungerei anche la scena del caffè...

 

<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Ken51 dice:

Storia con una trama esile e banale

io penso invece che la trama sia proprio il punto di forza di questa storia. Tex sia da giovane sia da adulto è il Tex che ciascuno di noi vorrebbe sempre vedere

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Storia valida, ben sceneggiata dal sapiente Boselli e con disegni ancora notevoli del maestro Ticci (Un calo qualitativo è fisiologico alla soglia delle ottanta primavere, ma ritengo che stia "invecchiando" meglio di molti illustri colleghi che lo hanno preceduto). Albo adatto per la celebrazione di rito, in fondo è difficile aspettarsi di meglio in 110 tavole, tuttavia continuo a pensare che, sebbene ambientare storie nel passato di Tex rappresenti un buon stratagemma per trovare nuovi spunti narrativi, abusarne alla lunga rischia di stancare il lettore e disorientarlo un po'.  

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50 minuti fa, Condor senza meta dice:

in fondo è difficile aspettarsi di meglio in 110 tavole

 

Per un'osservazione simile relativa al Color Tex estivo, mi sono beccato qualche tempo fa due poco simpatici "Mah" dall'Avvocato Monni e da Dix Leroy. Le storie brevi, l'ho sempre detto su questo forum, non si addicono a Tex, e non è un caso che i numeri celebrativi siano spesso tra i più scialbi dell'intera serie. Non mi aspettavo dunque nulla da questo n.695, che arriva peraltro quasi in fondo ad un anno, il settantennale, a mio parere per nulla esaltante, se si eccettua il più che brillante Texone. E invece guarda cosa ti va a sfoderare il Borden: un personaggio dei suoi, di quelli deliziosi come solo lui li sa rendere, di quelli che non faceva da un po'. Ti va a proporre 110 pagine vibranti, galoppanti, scintillanti. Puro Western. Purissimo Tex Glbonelliano, incastonato però in una storia tipicamente boselliana e accompagnato da uno straordinario, ironico Carson, che in tutta sincerità non si vedeva dai tempi di Nizzi. L'azione serrata e continua delle storie del padre di Tex ben si amalgama col personaggio in chiaroscuro boselliano, questo Moss Keegan ex campione di Rodeo, amareggiato dalle sconfitte e risentito contro la causa (Tex) della sua decadenza, tanto da accettare di partecipare ad un'azione contro di lui, salvo poi farsi prendere da un salvifico e decisivo rigurgito di coscienza. Già, decisivo. Perché senza Keegan Tex stavolta è spacciato. Ma Boselli è bravo a non far fare la figura del piccione al nostro ranger facendolo soccombere solo di fronte alla sfortuna più nera, materializzatasi in un tetto cascante. E poi Carson... ragazzi, che Kit Carson! Non è estraneo alla performance del Vecchio Cammello il sorriso sardonico tipico del Carson ticciano, ma a parte la sempre efficace caratterizzazione grafica, Boselli è bravo a ritagliare piccoli ma significativi e sapidi spazi per il mio pard preferito: non solo quelli già ricordati del caffé, della stella di ranger lanciata sulla scrivania o della firma, ma anche quella - molto carina - del navajo che, all'inizio della storia, con un'evidente gaffe, gli dice che i visi pallidi sono tutti pazzi. E Carson, di rimando: "buono a sapersi, ragazzo". 

 

Quando uno scrive con una tale freschezza nonostante le tante primavere sue e del personaggio, non c'è che alzarsi ad applaudire. Senza aggiungere altro, solo mani che battono l'una sull'altra per manifestare, con il proprio fragore, l'apprezzamento per un tale professionista. Che, tra le altre cose, in collaborazione con Ticci ci regala, con la pagina 45, una delle tavole più belle dell'intera serie: l'esplosiva violenza del primo vignettone (che ripercorre la storica vendetta di Tex) contrapposta alla placidità del cavaliere che cavalca verso il dolce tramonto nella più piccola vignetta in basso. Per me, cari pards, è una tavola pazzesca, e se è vero che Boselli non lascia troppe libertà ai disegnatori, ancora tanto di cappello. Tan-to di ca-ppe-llo! 

 

A proposito di disegnatori: Ticci! E' come dire Tex. Il formidabile Carson di questa storia, l'ho detto sopra, è tale anche perché è il Carson di Ticci. Di un signore che a dispetto degli anni sfodera ancora prestazioni maiuscole come questa, e se è vero che un po' di stanchezza la si intravede - ma come potrebbe essere altrimenti? - è anche vero che il colorista è stato talmente bravo a rilucidare il tutto da non farla quasi trapelare. Questa storia in bianco e nero avrebbe rivelato qualche ruga in più dell'immenso Ticci. Così invece è perfetta.

 

E infine, letta l'ultima pagina di cotanto gioiellino, ti soffermi a rimirare il capolavoro di Villa. E pensi: ma questo è un albo celebrativo! Uno di quelli che hai sempre detestato!  Mi tocca dare ragione all'Avvocato Monni e a Dix Leroy.

Modificato da Leo
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