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TWF - Tex Willer Forum

La storia, i disegni e i personaggi  

44 voti

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Dovunque vada, quando prima acclamavano lui, ora lo danno per finito, perché c'è quel Tex.

 

C'è Tex e Dinamite. Sono i settant'anni anche di Dinamite, ecchecavolo! Tex all'inizio vince perché è bravo e perché Dinamite gli dà una mano. Dinamite protagonista del 695 e anche del Magazine, ma nessuno che lo abbia fatto notare sino in fondo. Tutto 'sto piattume come storie, eh ?

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Nel prosieguo, Keegan si rende conto che in realtà sta partecipando ad un vero e proprio agguato ai danni del suo ex rivale, ma non riesce a sottrarvisi, ormai è in ballo...

 

A leggere le parole di Tex quando arrivano al covo di Mallory, Keegan è solo un traditore. Ha solo la fortuna che per Tex il pesce più grosso sia Mallory. MaTex  lo avverte che ritornerà a cercarlo. E Keegan, che è tutt'altro che uno stupido, sa che Tex gliel'ha giurata. Solo allora è mosso da un impulso che lo porta, nel momento in cui vede Tex in difficoltà, a fare qualcosa per lui. Nel fondo dell'animo, il giovane Keegan è un buono ? Non basta una sola azione perché uno come Tex, grande conoscitore di uomini, possa maturare delle certezze su di lui.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

C'è un processo interiore che si svolge nell'animo di Keegan. Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss: alla fine scarica i suoi "datori di lavoro" e salva Tex.

 

All'inizio dell'albo, quando ricevono la richiesta d'aiuto, Tex dice al figlio di sedersi e ascoltare la storia che ha da raccontargli e di giudicare lui dai fatti se Keegan è uno buono o uno con mille difetti di cui ci si può fidare poco. E' solo quando lo incontra dopo vent'anni e vede l'uomo ingrigito che lotta per i pima allo stremo, che matura una decisione vera su di lui come uomo con il gesto che è anche simbolico di assegnarli la gestione della riserva (che Ely Parker ratificherà dopo senza problemi). 

Ciò mi ricorda un po' il finale di Fuga da Anderville nel senso che anche lì occorrono una ventina di anni all'eroe prima di scoprire tutte le carte su un uomo, allora era l'amico John Walcott, oggi il "nemico" Moss Keegan.

 

(che Ely Parker ratificherà dopo senza problemi)

 

Mi autocito. Boselli in passato ha sempre testimoniato una scarsissima simpatia per queste figure  deux ex machina, specie quando gli chiedevano di un ritorno del generale Davis, che lui vedeva esclusivamente nelle vesti di "facilitatore". In questa storia Boselli si serve di Parker allo stesso modo, segno che di questi personanaggi la serie ha comunque bisogno.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Per questo dico che non ho dubbi che Boselli voglia bene a Keegan che, se dovesse tornare nella saga, sarà sempre nelle inequivocabili vesti dell'amico. Keegan è, ormai, un amico.

 

 Posso risponderti io che ho sollevato il problema. Ora, dicevo prima, che alla fine dell'albo Keegan riceveva la consacrazione con l'assegnazione della riserva. Cosa vede Tex ? Un'uomo prematuramente invecchiato, uno storpio,  che gli chiede aiuto per la sua gente e conseguentemente per se stesso. Sa chi è Tex, sempre preceduto dalla fama, sa che accetterà di aiutare i nativi e sa anche che il suo nome non resterà indifferente al Ranger. E' anche un modo per dire: vieni, guarda, questo è diventato Moss Keegan, un uomo che non ha la tua forza ma che ha scelto una vita non troppo dissimile dalla tua accanto ai nativi.

Keegan, insomma, si presterebbe bene a un ritorno come nemico solo perché è stato un doppiogiochista che non sapeva recitare. Ma nella sostanza sono portato a credere che Boselli lo consideri ormai solo un buono e che la storia serva solo a sancire la fine di un ricordo che fino ad alllora restava tormentato per Tex.

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Non potrò rispondere compiutamente fino a stasera perché sono al cellulare e non so quotare e faccio fatica a scrivere. Dico solo che se Tex gliel'ha giurata, a maggior ragione dovrebbe lasciarlo uccidere. Tex è alla mercé dei suoi avversari, è finito. Senza keegan muore. Se keegan ha paura di Tex, lo lascia uccidere, o lo fa lui stesso, come potrebbe fare. Fine. Invece Keegan è un buono, e lo salva. E lo è dal momento in cui salva Tex, non da quando ormai è un vecchio storpio. 

 

Non ho capito il commento sul piattume delle storie: puoi spiegarlo meglio? 

 

 

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Tex è graniticamente eroe. Non sbaglia, non perde. E' sempre stato così ed i lettori lo amano per questo (evidentemente).

Ma Keegan è umano. Sbaglia e viene sconfitto. Anche quando francamente non se lo meriterebbe, anche quando sarebbe stato lui a trionfare senza la forzatura della serie.

Faccio fatica a pensare a qualcuno che si riconosce in colui che è infallibile storicamente.

Sono più convinto che il lettore rimanga di molto più affascinato dall'uomo che cade nella polvere e si rialza. Che cerca il riscatto nella disgrazia.

In questo caso la volontà di vendetta è più che comprensibile. E' più che umana. Al contrario dell'assoluta irrealtà di un uomo che parla all'orecchio del cavallo ottenendo esattamente ciò che aveva chiesto.

Moss è quasi obbligato a diventare cattivo perchè Tex è obbligato ad essere eroe; se non ci fosse stato questo squilibrio "nella forza" chi può dire che tipo di uomo sarebbe stato?

Willer è tanto più esaltato quanto più distrugge Keegan, sia come sportivo che come uomo. E questo francamente mi ha indisposto.
Sottolineo ancora che Keegan si presta a dare la caccia a Tex, oltre che per ovvia vendetta, soprattutto perchè lo crede un fuorilegge che si è macchiato del sangue di innocenti.
Keegan vero eroe umano.

<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Leo dice:

C'è un processo interiore che si svolge nell'animo di Keegan. Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss: alla fine scarica i suoi "datori di lavoro" e salva Tex. Per questo dico che Keegan è un personaggio strutturato, pur nella brevità dello spazio consentito. Per questo ho applaudito Boselli e la sua bravura. E ha ragione Occhi nella Notte a dire che ci parla, perché le sue contraddizioni, la sua meschinità, la sua redenzione, sono deliziosamente umane. Bravo Mauro!

 

Perfettamente daccordo.

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Storia appena discreta, ma perfetta per la celebrazione del settantennale. La doppia trama (flashback e attuale) scorre, lasciando dubbi sulla probabile conclusione frettolosa, che però non c'è. I tempi vengono rispettati e, una volta tanto, non vi è alcuna elisione né frenate brusche sul traguardo.

Inutile dire che ho preferito la parte in flashback e non solo per il ritorno di alcuni personaggi, ma perché il Tex giovane, a me, fa sempre un certo effetto e, nonostante non siamo ai livelli dei recenti Maxi e Texone (mi riferisco a quelli col Tex giovane, ovviamente), il divertimento è sempre assicurato. La storia attuale fa parte di Tex, è Tex a tutti gli effetti, lo abbiamo visto cento volte con GLB e spero continueremo a vederlo, perché è l'essenza di questo splendido personaggio, nonostante le incongruenze che ci sono sempre state.

Ottima l'idea di affidare le matite all'inossidabile Ticci che si è superato, almeno rispetto alle sue ultime prove.

Voto alla storia: 7,2

Voto ai disegni: 7,5

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Una buona storia,  ritmata, western, classica. Personaggi ben caratterizzati pur nelle poche pagine a disposizione. Mallory è il classico villain codardo come ne abbiamo visti molti, mi trova d'accordo  non farne l'antagonista principale, non ne ha la statura e spero non venga ripescato neanche nella nuova serie basata sul passato. Su coffin possiamo sorvolare, una comparsata e nulla più. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione di Moss Keegan. Si vede tutta la trasformazione dell'uomo, un collega di Tex altrettanto bravo la cui sfortuna maggiore era nel non possedere un Cavallo come Dinamite, attrazione principale dei rodeo che si vede,  in poco tempo, superare dall'astro nascente. Normale una sana invidia che, anche se non sopratutto, per via della deriva alcolista, trasformarsi in amaro rancore. Un rottame d'uomo, come lo sono spesso le stelle decadute, che ritrovatosi alcolizzato e bisognoso di danaro non esita, se pur manipolato, ad accettare di aiutare Mallory nel tentare di far cadere Tex in un tranello. Ripulito, smette di bere e inizia la sua ricerca ed è qui che, anche se condensato  in poche tavole, si intuisce la trasfomazione dell'uomo che non più in preda ai fumi dell'alcol man  mano si ravvede e si dissocia completamente da piani iniziali aiutando infine Tex in una situazione che la sfortuna aveva ormai reso disperata. Keegan non è un amico di Tex, ma neanche un  nemico, non è un criminale. E' un uomo coraggioso la cui coscenza lo porta infine a fare la scelta giusta.

 

Gustosi alcuni siparietti con Carson, quasi nizziani,  trovo superficiale la presenza di Kit e Tiger ma che comprendo essenso un albun celebrativo.

 

Curioso l'espediente dei Pima e dell'acqua, già utilizzato da Manfredi e Civitelli ne La grande sete.

 

Molto belli i disegni di Ticci, che è il mio disegnatore preferito, non molto lontani dai tempi migliori (ma neanche molto vicini), forse lo avrei preferito in bianco e nero.

 

 

P.S.

Non capisco una cosa, una critica che ho letto in questa storia e anche in altre, ossia nel ricercare sempre un Tex Bonelliano (Bonelli avrebbe fatto questo, Bonelli avrebbe deciso quest'altro). Bonelli non c'è più e se io leggo una storia di Boselli  mi aspetto Boselli. G.L.B. scriveva, molto bene a mio modo di vedere, in un'altra epoca, in contesti del tutto diversi e con uno stile proprio difficilmente imitabile. Trovo ovvio che ogni autore lo caratterizzi in maniera differente., l'importante è seguire una certa coerenza con il personaggio creato da Bonelli, coerenza che ho sempre trovato in Boselli e, ad esempio, mai trovata in Nolitta. Poi, ovviamente, esistono storie più o meno belle, più o meno epiche, e questo vale per tutti gli autori, G.L.B, compreso. Tex è un fumetto, non un  vangelo.

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Non mi sono collegato al forum per qualche giorno e, una volta tornato, ho notato che c’era parecchia agitazione. Ho deciso allora di indagare per vedere cosa fosse successo e mi sono letto un po’ di messaggi “roventi” tra alcuni utenti del forum.

beh che dire? Che adesso sono veramente arrabbiato anch’io:angry:: qui in Norvegia siamo qualche numero indietro (ho comprato oggi “Le Schiave del Messico”) e per capire cosa sia successo sul forum mi sono imbattuto in parecchi spoiler!!!:angry::angry:

 

Ovviamente sto scherzando, non me la sono presa (anche perchè la colpa è tutta mia). 

Posso però dire una cosa da Texiano simpatizzante, ma non “fanatico”? 

Inizialmente ho pensato che una discussione del genere per un fumetto fosse qualcosa di eccessivo: non vi è piaciuto? vabbè fa niente, andrà meglio la prossima volta! Però poi pensandoci mi sono reso conto che quello che per me è soltanto un hobby, per altri può essere il lavoro o la passione di una vita e il ricevere certi tipi di osservazioni taglienti capisco possa non essere piacevole...

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8 ore fa, Old Pawnee Bill dice:

Mi è piaciuta molto la caratterizzazione di Moss Keegan. Si vede tutta la trasformazione dell'uomo, un collega di Tex altrettanto bravo la cui sfortuna maggiore era nel non possedere un Cavallo come Dinamite, attrazione principale dei rodeo che si vede,  in poco tempo, superare dall'astro nascente. Normale una sana invidia che, anche se non sopratutto, per via della deriva alcolista, trasformarsi in amaro rancore. Un rottame d'uomo, come lo sono spesso le stelle decadute, che ritrovatosi alcolizzato e bisognoso di danaro non esita, se pur manipolato, ad accettare di aiutare Mallory nel tentare di far cadere Tex in un tranello. Ripulito, smette di bere e inizia la sua ricerca ed è qui che, anche se condensato  in poche tavole, si intuisce la trasfomazione dell'uomo che non più in preda ai fumi dell'alcol man  mano si ravvede e si dissocia completamente da piani iniziali aiutando infine Tex in una situazione che la sfortuna aveva ormai reso disperata. Keegan non è un amico di Tex, ma neanche un  nemico, non è un criminale. E' un uomo coraggioso la cui coscenza lo porta infine a fare la scelta giusta.

 

Ottima sintesi!

 

8 ore fa, Old Pawnee Bill dice:

Non capisco una cosa, una critica che ho letto in questa storia e anche in altre, ossia nel ricercare sempre un Tex Bonelliano (Bonelli avrebbe fatto questo, Bonelli avrebbe deciso quest'altro). Bonelli non c'è più e se io leggo una storia di Boselli  mi aspetto Boselli. G.L.B. scriveva, molto bene a mio modo di vedere, in un'altra epoca, in contesti del tutto diversi e con uno stile proprio difficilmente imitabile. Trovo ovvio che ogni autore lo caratterizzi in maniera differente., l'importante è seguire una certa coerenza con il personaggio creato da Bonelli, coerenza che ho sempre trovato in Boselli e, ad esempio, mai trovata in Nolitta. Poi, ovviamente, esistono storie più o meno belle, più o meno epiche, e questo vale per tutti gli autori, G.L.B, compreso. Tex è un fumetto, non un  vangelo.

 

D'accordissimo anche su questo. Se penso che per anni la storia più bella di Tex è stata considerata El muerto, dove del Tex di GlB non c'è nemmeno l'ombra, mi viene da ridere (preciso che la storia piace tantissimo anche a me, come mi piace Il Giudice Maddox, altra storia con poco Tex). E poi contestano Boselli che, sia pure con il suo stile, propone un Tex fedele alla tradizione al 100%: semmai sono le trame ad essere diverse, a volte più profonde, alcune quasi liriche...ma non il personaggio.

Modificato da Leo

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Leo dice:

 

Ottima sintesi![/quote]

Grazie.

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Leo dice:

 

 

D'accordissimo anche su questo. Se penso che per anni la storia più bella di Tex è stata considerata El muerto, dove del Tex di GlB non c'è nemmeno l'ombra, mi viene da ridere (preciso che la storia piace tantissimo anche a me, come mi piace Il Giudice Maddox, altra storia con poco Tex). E poi contestano Boselli che, sia pure con il suo stile, propone un Tex fedele alla tradizione al 100%: semmai sono le trame ad essere diverse, a volte più profonde, alcune quasi liriche...ma non il personaggio.

 

Oltre allo stile, come ovvio, io trovo che la maggiore differenza tra Bonelli padre e gli altri autori, Boselli sopratutto, sia in una maggiore accuratezza e ricerca nei dettagli storici, geografici etc... I tempi sono cambiati, la generazione di Bonelli sognava con il west, la generazione di oggi è molto più acculturata e pretenziosa. Se a Bonelli tutti perdoniamo i navajos o gli Apache con le penne o i navajos che si scontrano con i sioux a Boselli critichiamo anche se uno sharp fa Bang piuttosto di K-Pow.

 

Quanto al personaggio Tex è Tex e deve rimanere tale, per questo mal sopportavo il Tex troppo emotivo, a volte persino quasi in lacrime, e umanamente più vicino all'uomo reale di Sergio Bonelli. Tex deve essere infallibile, sicuro, consapevole di sempre dalla parte del giusto, mai ambiguo e impossibile da collocare politicamente. E pazienza se fuma qualche sigaretta in meno o tira meno sganassoni rispetto al passato, non credo che siano dettagli che possano fare la differenza tra una buona o una pessima storia.

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Buona storia,buoni disegni del Maestro Ticci,e complessivamente un'oretta trascorsa gradevolmente. Keegan personaggio efficacemente tratteggiato,per me da rivedere in futuro.

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On 27/9/2018 at 22:33, Old Pawnee Bill dice:

Grazie.

 

Oltre allo stile, come ovvio, io trovo che la maggiore differenza tra Bonelli padre e gli altri autori, Boselli sopratutto, sia in una maggiore accuratezza e ricerca nei dettagli storici, geografici etc... I tempi sono cambiati, la generazione di Bonelli sognava con il west, la generazione di oggi è molto più acculturata e pretenziosa. Se a Bonelli tutti perdoniamo i navajos o gli Apache con le penne o i navajos che si scontrano con i sioux a Boselli critichiamo anche se uno sharp fa Bang piuttosto di K-Pow.

 

Quanto al personaggio Tex è Tex e deve rimanere tale, per questo mal sopportavo il Tex troppo emotivo, a volte persino quasi in lacrime, e umanamente più vicino all'uomo reale di Sergio Bonelli. Tex deve essere infallibile, sicuro, consapevole di sempre dalla parte del giusto, mai ambiguo e impossibile da collocare politicamente. E pazienza se fuma qualche sigaretta in meno o tira meno sganassoni rispetto al passato, non credo che siano dettagli che possano fare la differenza tra una buona o una pessima storia.

 

 

Proprio stamani ,vedendo con Piccinelli le sue tavole dove Tex e Carson fumano come turchi insieme al comandante di un forte, mi sono  lamentato con lui di certi forumisti  che propagandano la Fake News che Tex non fuma più come prima. Fuma, invece, e picchia! Ma avete gli occhi?

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On 27/9/2018 at 22:33, Old Pawnee Bill dice:

impossibile da collocare politicamente. 

Questo credo sia di primaria importanza.Ritengo che, basandosi su categorie politiche ottocentesche, si possa azzardare una collocazione nel Partito Repubblicano per quanto riguarda l adesione alla causa antischiavista negli anni della Guerra...senza dimenticare la sua amicizia con il Presidente Grant e Parker, politicamente Repubblicani

Ma Tex ha anche forti valori Democratici (tra cui la sua possibile origine "Paddy"). Inoltre prova avversità nei confronti sia del "Centralismo Repubblicano" sia nei confronti della politica militarista degli States contro gli Indiani...

Ma sono questioni di lana caprina: ciò che conta è che Tex è un eroe disinteressato,e che non sbaglia mai...punto

Modificato da Barbanera

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, borden dice:

Tex non è irlandese né cattolico, come vi viene in mente?

Infatti ho parlato di "possibile origine",e non ho parlato di Religione.comunque per me sono questioni secondarie,era solo "puor parler";)

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, borden dice:

Tex non è irlandese né cattolico, come vi viene in mente?  E quasi sicuramente potrebbe essere un repubblicano alla Lincoln.

 

E il vecchio Abe non apparirà forse  in una prossima storia della nuova serie Tex Willer ?

 

Ci saranno storie ambientate durante la guerra di secessione ? 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

 

 

Proprio stamani ,vedendo con Piccinelli le sue tavole dove Tex e Carson fumano come turchi insieme al comandante di un forte, mi sono  lamentato con lui di certi forumisti  che propagandano la Fake News che Tex non fuma più come prima. Fuma, invece, e picchia! Ma avete gli occhi?

 

Io mi riferivo ai lettori che criticano questo aspetto che personalmente non ritengo degno di importanza. Non ci ho neanche fatto caso se sono effettivamente diminuite le scene in cui fuma oppura no, e neanche mi interessa onestamente.

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Questo credo sia di primaria importanza.Ritengo che, basandosi su categorie politiche ottocentesche, si possa azzardare una collocazione nel Partito Repubblicano per quanto riguarda l adesione alla causa antischiavista negli anni della Guerra...senza dimenticare la sua amicizia con il Presidente Grant e Parker, politicamente Repubblicani

Ma Tex ha anche forti valori Democratici (tra cui la sua possibile origine "Paddy"). Inoltre prova avversità nei confronti sia del "Centralismo Repubblicano" sia nei confronti della politica militarista degli States contro gli Indiani...

Ma sono questioni di lana caprina: ciò che conta è che Tex è un eroe disinteressato,e che non sbaglia mai...punto


Io personalmente non saprei collocarlo, ne del resto sono un esperto di politica americana di fine 800. A me importa che Tex sia sempre dalla parte del giusto.

 

 

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Il ponte del primo novembre mi ha permesso di rientrare in Italia e di riprendere finalmente qualche lettura in arretrato; la scelta del primo albo da prendere in mano è stata immediata, perché una copertina come quella del Tex 695 è qualcosa di incredibile, non ti lascia scampo! Come resistere? :inch:

 

Questo è un degno albo celebrativo del settantennale: per la copertina di Villa, ovviamente; per i disegni del Maestro Ticci (in cui si vede un po' di stanchezza, certo, ma quanti ricordi evocano le sue pennellate! che West, quello di Ticci!); perché ritorna il passato di Tex, con una bella storia raccontata attorno al fuoco; e perché c'è Dinamite!

È una storia che volutamente strizza l'occhio ai lettori di lunga data, quelli che sono cresciuti con il re del rodeo, che da bambini sognavano di cavalcare Dinamite. Un omaggio al personaggio e al suo creatore, un regalo per i fan di lunga data (e credo che Boselli, nello scriverla, abbia voluto fare un regalo anche a se stesso). Non a caso credo che il momento più riuscito dell'albo sia quello, quasi didascalico, in cui Tex è alle prese con le diverse prove del rodeo.

 

L'altro punto di forza dell'albo è il personaggio di Moss Keegan:

 

On 23/9/2018 at 09:11, Leo dice:

Contraddittorio, ma non un verme. Keegan è un personaggio umanissimo, a cui Boselli vuol bene. Anche Wasted lo aveva definito "lurido", e io gli ho risposto che era solo un debole. Un uomo che "ci parla" (come dice Occhi): un eroe del rodeo, acclamato da tutti, che a un certo punto si vede sistematicamente sconfitto. Dovunque vada, quando prima acclamavano lui, ora lo danno per finito, perché c'è quel Tex. E' amareggiato, si dà all'alcool. Un incidente lo mette fuori gioco per sempre dall'unico lavoro che sa fare, e a salvargli la vita è proprio l'uomo causa di tutta quell'amarezza. Non sa perdere, dice Don Fabio, ed è vero. E' pieno di risentimento e amarezza. Più tardi, tempo dopo, a lui, alcolizzato e disoccupato, gli offrono un bel mucchio di soldi per aiutare la legge a riacciuffare il criminale Tex. Un uomo che nel frattempo ha ucciso degli uomini, è braccato dalla giustizia. Proprio l'uomo che, indirettamente, gli aveva rovinato la vita. E ora ha la possibilità di una sorta di rivalsa, per giunta dietro pagamento di lauto corrispettivo e facendo un favore alla legge (Mallory è uno sceriffo, e Keegan chiede a Coffin garanzie di legalità nell'operazione). Nel prosieguo, Keegan si rende conto che in realtà sta partecipando ad un vero e proprio agguato ai danni del suo ex rivale, ma non riesce a sottrarvisi, ormai è in ballo, ha bisogno di quei soldi, e Tex è un assassino. Ed è anche quello che indirettamente lo ha portato alla rovina. 

 

C'è un processo interiore che si svolge nell'animo di Keegan. Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss: alla fine scarica i suoi "datori di lavoro" e salva Tex. Per questo dico che Keegan è un personaggio strutturato, pur nella brevità dello spazio consentito. Per questo ho applaudito Boselli e la sua bravura. E ha ragione Occhi nella Notte a dire che ci parla, perché le sue contraddizioni, la sua meschinità, la sua redenzione, sono deliziosamente umane. Bravo Mauro!

 

L'unica cosa che non sappiamo è se Moss, nel momento in cui attira in trappola Tex, sappia che si sta mettendo dalla parte del torto, aiutando una banda di tagliagole; oppure se Mallory e Coffin gli abbiano fatto il lavaggio del cervello e lo abbiano davvero convinto che Tex è un criminale e che nell'attirarlo in trappola sta aiutando la legge. In ogni caso, è chiaro che, solo dopo che Tex scende ad affrontare da solo i suoi nemici, ha il ripensamento finale e decide di aiutare il vecchio rivale. Proprio per questo, ancora oggi, Tex non può essere sicuro fino in fondo dell'onestà di Moss - lo sarà solo dopo averlo rivisto. È un gran bel personaggio, non c'è che dire.

 

La storia ha anche dei punti deboli. Principalmente il voler ricorrere di nuovo alla solita struttura narrativa che abbiamo ormai visto ripetuta in diverse occasioni: prologo con vecchio amico di Tex che gli manda una richiesta di aiuto - svolgimento in flashback, con il racconto attorno al bivacco - epilogo nel presente, con Tex che giunge in aiuto del vecchio amico e riporta l'ordine. È una struttura narrativa ultimamente un po' abusata, con il difetto - a mio avviso - di rendere l'ultima parte poco interessante, perché si sa già come andrà a finire, e il bello c'è già stato: è la parte ambientata nel passato il vero centro di interesse della storia, finito quello, non rimane che arrivare stancamente alla fine. Sono convinto che, con la possibilità di narrare in presa diretta le storie del giovane Tex nella nuova serie, senza quest'inutile cornice, Boselli farà ancora meglio.

 

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, pecos dice:

L'unica cosa che non sappiamo è se Moss, nel momento in cui attira in trappola Tex, sappia che si sta mettendo dalla parte del torto, aiutando una banda di tagliagole; oppure se Mallory e Coffin gli abbiano fatto il lavaggio del cervello e lo abbiano davvero convinto che Tex è un criminale e che nell'attirarlo in trappola sta aiutando la legge. In ogni caso, è chiaro che, solo dopo che Tex scende ad affrontare da solo i suoi nemici, ha il ripensamento finale e decide di aiutare il vecchio rivale. Proprio per questo, ancora oggi, Tex non può essere sicuro fino in fondo dell'onestà di Moss - lo sarà solo dopo averlo rivisto. È un gran bel personaggio, non c'è che dire.

 

Keegan prova risentimento nei confronti di Tex, e non lo vede da tempo. Non è mai stato un suo amico, non sa se sia davvero una brava persona o una canaglia. Sa che è un criminale ricercato dalla legge, e ricercato per assassinio plurimo. Ed è anche l'uomo che gli ha rovinato la vita. Quando decide di aiutare Tex, il futuro ranger è semplicemente finito. E' alla mercé dei suoi avversari. E' finita. Lo stesso Keegan può ucciderlo in un batter d'occhio, e prendersi la ricompensa in denaro, di cui ha fortemente bisogno. Invece decide di aiutare Tex. Da questo momento, secondo me, non ci sono più dubbi che Keegan sia fondamentalmente onesto. Fin dal momento di questa scelta di campo, il lettore e Tex non possono più avere dubbi sull'onestà di Keegan, secondo me. Per una volta siamo lievemente in disaccordo, pard ;) 

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On 2/11/2018 at 20:07, Leo dice:

Keegan prova risentimento nei confronti di Tex, e non lo vede da tempo. Non è mai stato un suo amico, non sa se sia davvero una brava persona o una canaglia. Sa che è un criminale ricercato dalla legge, e ricercato per assassinio plurimo. Ed è anche l'uomo che gli ha rovinato la vita. Quando decide di aiutare Tex, il futuro ranger è semplicemente finito. E' alla mercé dei suoi avversari. E' finita. Lo stesso Keegan può ucciderlo in un batter d'occhio, e prendersi la ricompensa in denaro, di cui ha fortemente bisogno. Invece decide di aiutare Tex. Da questo momento, secondo me, non ci sono più dubbi che Keegan sia fondamentalmente onesto. Fin dal momento di questa scelta di campo, il lettore e Tex non possono più avere dubbi sull'onestà di Keegan, secondo me. Per una volta siamo lievemente in disaccordo, pard ;) 

 

Quindi, secondo te, quando attira in trappola Tex, Keegan è in buona fede, nel senso che è convinto che Tex sia un fuorilegge ed assassino e sta agendo per consegnarlo alla giustizia. L'altra lettura possibile è che in quel momento Keegan è a tutti gli effetti un complice di Mallory - ovvero è consapevole che Mallory è un malvivente, ma decide comunque di attirare in trappola Tex, mosso dal suo risentimento.

Io propendo per la prima, ma mi pare che non lo possiamo sapere con certezza. Neanche Tex lo sa, quindi, se fosse valido il secondo scenario, Moss Keegan sarebbe l'uomo che una volta ha cercato di far uccidere Tex, ma alla fine ci ha ripensato. A questo punto per me è legittimo che Tex possa ancora nutrire un minimo dubbio sulla sua onestà, anche a distanza di tanti anni.

 

In ogni caso è chiaro che il "ripensamento" di Keegan avviene durante tutta la marcia di avvicinamento in compagnia di Tex, e sono le parole di quest'ultimo a smuovere la sua coscienza e a fargli capire quale sia la cosa giusta da fare.

 

Sono comunque sfumature, che però danno l'idea di quanto Moss Keegan non sia un personaggio banale ;)

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

Quindi, secondo te, quando attira in trappola Tex, Keegan è in buona fede, nel senso che è convinto che Tex sia un fuorilegge ed assassino e sta agendo per consegnarlo alla giustizia. L'altra lettura possibile è che in quel momento Keegan è a tutti gli effetti un complice di Mallory - ovvero è consapevole che Mallory è un malvivente, ma decide comunque di attirare in trappola Tex, mosso dal suo risentimento.

Io propendo per la prima, ma mi pare che non lo possiamo sapere con certezza. Neanche Tex lo sa, quindi, se fosse valido il secondo scenario, Moss Keegan sarebbe l'uomo che una volta ha cercato di far uccidere Tex, ma alla fine ci ha ripensato. A questo punto per me è legittimo che Tex possa ancora nutrire un minimo dubbio sulla sua onestà, anche a distanza di tanti anni.

 

Io credo che Keegan voglia pensare di essere in buona fede. Qui entriamo nella psicologia e gli altri utenti potrebbero prendere per matto anche me. Corro il rischio e spiego il mio punto di vista: Keegan in cuor suo ha risentimento verso Tex, ma non lo odia. Non è un cattivo. Quando apprende che Tex è caduto in disgrazia, e che invece lui, Keegan, può risollevarsi grazie a Coffin e company, a Keegan conviene pensare che sì, sta partecipando ad un tiro mancino, ma contro un criminale e per aiutare la legge, in quel momento incarnata dallo sceriffo Mallory, che Keegan non può sospettare essere un farabutto. Forse sto sbagliando a tradire l'uomo che in fin dei conti mi ha salvato la vita, ma è un assassino, e io sto solo aiutando la legge. Questo può aver pensato Keegan. Poi secondo me intuisce che qualcosa non torna, ma tacita la sua coscienza, ripetendosi nella mente le parole riportate sopra in corsivo o qualcosa del genere. Sto facendo la cosa giusta, sto facendo la cosa giusta, si dirà incessantemente nella sua testa. Gli conviene crederlo. Ha bisogno, di crederlo.

 

Poi, quando il velo cade e le intenzioni dei sedicenti uomini di legge si fanno manifeste, Keegan cambia sponda. Quindi per me è sempre stato in buona fede, quasi sforzandosi di esserlo. O forse è sempre stato un complice, ma quasi inconsapevole. Sfumature, come dici tu. Non lo sapremo mai. Solo questo possiamo sapere:

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

che però danno l'idea di quanto Moss Keegan non sia un personaggio banale

 

 

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<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Io credo che Keegan voglia pensare di essere in buona fede. Qui entriamo nella psicologia e gli altri utenti potrebbero prendere per matto anche me. Corro il rischio e spiego il mio punto di vista: Keegan in cuor suo ha risentimento verso Tex, ma non lo odia. Non è un cattivo. Quando apprende che Tex è caduto in disgrazia, e che invece lui, Keegan, può risollevarsi grazie a Coffin e company, a Keegan conviene pensare che sì, sta partecipando ad un tiro mancino, ma contro un criminale e per aiutare la legge, in quel momento incarnata dallo sceriffo Mallory, che Keegan non può sospettare essere un farabutto. Forse sto sbagliando a tradire l'uomo che in fin dei conti mi ha salvato la vita, ma è un assassino, e io sto solo aiutando la legge. Questo può aver pensato Keegan. Poi secondo me intuisce che qualcosa non torna, ma tacita la sua coscienza, ripetendosi nella mente le parole riportate sopra in corsivo o qualcosa del genere. Sto facendo la cosa giusta, sto facendo la cosa giusta, si dirà incessantemente nella sua testa. Gli conviene crederlo. Ha bisogno, di crederlo.

 

Questo è troppo anche per me :D

 

No, a parte gli scherzi, la tua è davvero una bella lettura del personaggio!

 

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5 minuti fa, pecos dice:

Questo è troppo anche per me :D

 

Ma infatti avevo anticipato che stavo correndo un rischio. Però, se leggi bene i miei commenti precedenti, ho sempre sostenuto questa tesi, solo che non ero entrato letteralmente "nella testa" di Keegan. Stavolta, per spiegarmi meglio, ho messo nero su bianco quello (i pensieri di Keegan) che negli altri commenti avevo solo evocato.

 

4 minuti fa, borden dice:

Ed è quella giusta.

 

Meno male. L'avallo dell'autore dimostra che non sono pazzo :D

Modificato da Leo

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, Letizia dice:

Oppure non dimostra che lo sei.:P

E' la stessa cosa.

O no?

 

Direi di no, che non è la stessa cosa. Sfumature, anche qui. Ma a furia di sfumature, rischiamo di sfumare nell'OT ;)

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