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[Magazine 70 anni] Il segreto di Lilith - Dinamite

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Guest Ken51

beh... morte infartuale, morte banale ... dopo tante battaglie ... morire cosi' ... vabbuo' che la vita e' banale... figurati la morte ... mi ha ricordato la morte di Ken Parker, dopo tutto cio' che ha passato, a 60 anni venire ucciso da una sciacquetta ...

 

una morte piu' "epica" (che so, una pallottola in fronte ...) sarebbe stata piu' consona ...

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Ken51 dice:

beh... morte infartuale, morte banale ... dopo tante battaglie ... morire cosi' ... vabbuo' che la vita e' banale... figurati la morte ... mi ha ricordato la morte di Ken Parker, dopo tutto cio' che ha passato, a 60 anni venire ucciso da una sciacquetta ...

 

una morte piu' "epica" (che so, una pallottola in fronte ...) sarebbe stata piu' consona ...

 

Concordo pienamente, in particolare per la pallottola in fronte. Come accennato in precedenza, la storia non avrebbe potuto concludersi diversamente. Anche se sappiamo bene che, nei fumetti come nella vita, non bisogna mai dire mai. In ogni caso, il ricordo legato a Dinamite sarà sia del protagonista, come è giusto che sia, che di noi lettori.

 

Per Dinamite, Hip Hip HURRÀ!

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Tutto legittimo. A me sembrava sinceramente sbagliato e un po' sgradevole che si prendesse la pallottola dedicata a Tex. La morte per infarto improvviso è d'altronde la prima per frequenza nei cavalli, specialmente quelli atletici, come ben sanno ahimè coloro che amano questi animali, e oltre che scientifica, mi  sembrava più nobile. Questione di punti di vista, naturalmente. Così Dinamite dà letteralmente tutto se stesso e non muore per mano di un killer ma si sacrifica per l'amato Tex. 

Modificato da borden

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Grande Dinamite. Aiutare il suo "pard" un'ultima volta, per un grande senso del dovere.

Per secoli mi sono chiesto quale fosse stato il suo destino, ora posso leggere le nuove storie

(del "presente" e del "passato") senza chiedermelo più.

E ora che non c'è più e tornando a una facezia di qualche settimana fa:

"Dinamite" o "Dàinamait"?

Modificato da Dix Leroy

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Finalmente un vero Magazine di Tex che si scrolla di dosso quell'alone di Almanacco del West che ancora caratterizzava i primi tre numeri.

Per celebrare Tex niente di meglio che qualcosa che parli solo di Tex.

Le stupende illustrazioni del maestro Di Gennaro che ripercorrono la storia di Tex, dalla rivisitazione della prima mitica striscia sul Rainbow Canyon fino all'attuale quartetto, aprono alla grande questo volumetto che prosegue con la intimistica testimonianza di Fabio Genovesi che racconta la sua appartenenza alla cerchia dei texiani puri e duri.

Interessante anche il confronto tra i diversi sceneggiatori di Tex nella lucida analisi di Luca Barbieri e la presentazione della nuova collana Tex Willer ad opera di Mauro Boselli che alla giovinezza di Tex  mischia anche la sua raccontandoci il suo approccio alla casa editrice che lo avrebbe visto diventare autore e curatore di Tex.

E come ogni spettacolo pirotecnico che si rispetti i botti migliori sono riservati alla fine con una sequenza strabiliante di omaggi grafici al nostro ranger da parte di grandi disegnatori che hanno fatto la storia del fumetto.

 

E poi ci sono le due storie a fumetti, scritte entrambe da Boselli e disegnate con grande professionalità da Civitelli e Dotti dedicate rispettivamente a Lilyth e al fedele Dinamite.

Due storie degne di figurare in questo che a mio vedere si candida ad essere il migliore dei Magazine finora usciti.

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Grande Dinamite. Aiutare il suo "pard" un'ultima volta, per un grande senso del dovere.

Per secoli mi sono chiesto quale fosse stato il suo destino, ora posso leggere le nuove storie

(del "presente" e del "passato") senza chiedermelo più.

E ora che non c'è più e tornando a una facezia di qualche settimana fa:

"Dinamite" o "Dàinamait"?

 

Dinamite eh, niente scherzi! già a suo tempo fu complicato trasformare Tiger in Taigher...

  • Haha (0) 1

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, natural killer dice:

 

Dinamite eh, niente scherzi! già a suo tempo fu complicato trasformare Tiger in Taigher...

Per stavolta niente esterofilia, sono d'accordo.

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Più che altro(so di essere un pò cattivello) pensavo al salvataggio di Tex da parte di Dinamite più o meno come è stato narrato, con la pallottola in fronte datagli, però, direttamente da Tex per farlo smettere di soffrire, quello sì che sarebbe stato un momento sia emozionante che malinconico. Ovviamente, la scelta di far morire il Cavallo in questa maniera è stata più "dolce" ma non così tanto da non far scendere una lacrima, ed anche di più, al sottoscritto. Ammetto, però, di averlo fatto dall'inizio alla fine, anche solo per la scoperta di dove era, effettivamente, andato a cavalcare.

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Commento le due storie, non ho ancora letto gli articoli.

 

Lilyth : buona storia, complicità tra gli sposi, degna figlia di un capo indiano e degna moglie di eroe del west.

            Civitelli : sempre un piacere per gli occhi!

 

Dinamite : ottima chiusura di una degna militanza.

                   E' l' unico pard che può morire.

                   E muore di fatica e vecchiaia, con la sua corsa più veloce di sempre

                   Ci lascia i suoi eredi.

                   Buona, come sempre, la performance di Carson!

 

                   Dotti: finalmente un Kit bello!

                              E d' ora in aventi lo voglio così!

                              la pag 151 da antologia! in particolare il volto e lo sguardo di Tex!

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Guest Ken51
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Tutto legittimo. A me sembrava sinceramente sbagliato e un po' sgradevole che si prendesse la pallottola dedicata a Tex. La morte per infarto improvviso è d'altronde la prima per frequenza nei cavalli, specialmente quelli atletici, come ben sanno ahimè coloro che amano questi animali, e oltre che scientifica, mi  sembrava più nobile. Questione di punti di vista, naturalmente. Così Dinamite dà letteralmente tutto se stesso e non muore per mano di un killer ma si sacrifica per l'amato Tex. 

Grazie dell'esauriente spiegazione, signor Boselli; ignoravo che l'infarto improvviso fosse la prima causa di morte nei cavalli ... Chiarimento importante. Adesso vedo la storia sotto un altro punto di vista e devo ammettere che e' un bell'omaggio a Dinamite ed alla storia stessa di Tex. Mi sono inoltre reso conto di non avere detto che i disegni di Dotti sono superlativi 

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2 ore fa, borden dice:

Tutto legittimo. A me sembrava sinceramente sbagliato e un po' sgradevole che si prendesse la pallottola dedicata a Tex. La morte per infarto improvviso è d'altronde la prima per frequenza nei cavalli, specialmente quelli atletici, come ben sanno ahimè coloro che amano questi animali, e oltre che scientifica, mi  sembrava più nobile. Questione di punti di vista, naturalmente. Così Dinamite dà letteralmente tutto se stesso e non muore per mano di un killer ma si sacrifica per l'amato Tex. 

Dinamite è invincibile, come Tex.

Non poteva morire ammazzato, assolutamente no.

Sacrificarsi con un'ultima cavalcata, quasi soprannaturale, conferisce alla sua "dipartita" un'epicità senza pari.

P.S.: Mauro :P, come hanno fatto Jason e i suoi razziatori a penetrare nella riserva navajo senza essere visti dalle numerose sentinelle :capoguerra:sparse lungo tutti i suoi confini?

Ricordati però che le donne non si picchiano neanche con un fiore :calumet:.

 

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A proposito dell'episodio con co-protagonista Dinamite... Il giovane navajo che accompagna Kit Willer all'inizio è lo stesso Nehdi recentissimamente comparso ne L'ultima vendetta e, andando a ritroso fino al 2007, in Morte nella nebbia? O si tratta di un incredibile caso di triplice coincidenza nel nome e nella somiglianza fisica :P???

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Letizia dice:

Dinamite è invincibile, come Tex.

Non poteva morire ammazzato, assolutamente no.

Sacrificarsi con un'ultima cavalcata, quasi soprannaturale, conferisce alla sua "dipartita" un'epicità senza pari.

P.S.: Mauro :P, come hanno fatto Jason e i suoi razziatori a penetrare nella riserva navajo senza essere visti dalle numerose sentinelle :capoguerra:sparse lungo tutti i suoi confini?

Ricordati però che le donne non si picchiano neanche con un fiore :calumet:.

 

 

 

Sono stati in gamba.

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, juanraza85 dice:

A proposito dell'episodio con co-protagonista Dinamite... Il giovane navajo che accompagna Kit Willer all'inizio è lo stesso Nehdi recentissimamente comparso ne L'ultima vendetta e, andando a ritroso fino al 2007, in Morte nella nebbia? O si tratta di un incredibile caso di triplice coincidenza nel nome e nella somiglianza fisica :P???

 

Tu cosa pensi?:D

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45 minuti fa, Carlo Monni dice:
18 ore fa, juanraza85 dice:

A proposito dell'episodio con co-protagonista Dinamite... Il giovane navajo che accompagna Kit Willer all'inizio è lo stesso Nehdi recentissimamente comparso ne L'ultima vendetta e, andando a ritroso fino al 2007, in Morte nella nebbia? O si tratta di un incredibile caso di triplice coincidenza nel nome e nella somiglianza fisica :P???

 

Tu cosa pensi?:D

 

Diciamo che se già difficilmente sono portato a credere ad una coincidenza, credere a due mi è ancora più arduo, quindi figuriamoci credere a ben TRE coincidenze (continuiamo convenzionalmente a chiamarle così) :D:D:D..!!! Scherzi a parte, personalmente sono più che favorevole ad una ricorrenza anche dei personaggi di mero contorno nell'universo texiano. Per spiegare meglio il concetto, a mio modesto parere non sarebbe male che nei luoghi che Tex ed i pards bazzicano con maggior frequenza (la riserva in primis, i forti dell'esercito ove si recano più spesso, cittadine non lontane dalla riserva come Flagstaff e Gallup) vi fossero sempre alcuni personaggi fissi e luoghi di riferimento, in modo tale da ingenerare anche una sorta di "pseudo-continuity".

 

Ad esempio, personalmente gradirei molto se nella riserva, e più specificamente nel villaggio centrale dove risiede Tex, vi si potessero trovare all'occorrenza presenze "fisse" di varia importanza (non solo l'eterno Nuvola Rosa, per intenderci, ma anche gente come i vari Cochito e Jaimas), piuttosto che avere sceriffi stabili nelle suddette cittadine - sulla falsariga di quanto si sta opportunamente facendo, ad esempio, con Phoenix e Tucson - ed ufficiali ricorrenti nei forti dell'Arizona.

 

Naturalmente, si tratta di una mera opinione personale, ben lungi dall'essere una conditio sine qua non, ma qualora alla SBE la prendessero in considerazione sarei il primo a fare un plauso ;)

Modificato da juanraza85

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23 minuti fa, juanraza85 dice:

ed ufficiali ricorrenti nei forti dell'Arizona.

A me basterebbe non vedere più il Maggiore Morrow...(non mi è mai piaciuto,fin dalla prima apparizione con Nolitta).

Invece mi manca tremendamente il vecchio Phil Davis...so che Borden non ama tanto i personaggi Deus ex machina, ma il vecchio Generale è un personaggio affascinante,l unico tacchino gallonato dalla parte degli Indiani...

E non mi dispiacerebbe rivedere pure quel balordo guerrafondaio di Stonewell...magari preso a calci nel di dietro :old::soldatonordista:

Modificato da Barbanera

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Due belle storie. Carina quella di Lilyth(e carina anche l'interpretazione civitelliana) e davvero notevole quella di Dinamite. Due storie che meritavano le 110 pagine e la serie regolare. Per il magazine ci sarebbero non pochi scarti, ehm, tra cui scegliere. Capisco che sono i 70 anni e siamo a settembre (a proposito, un pensiero anche a Sergio Bonelli) e che queste avventure siano state pensate per la ricorrenza, ma che spreco!!! Il finale della storia di Dinamite è un qualcosa di indescrivibile, ci sono rimasto veramente male per la sua morte, ma si è sacrificato per il suo padrone e per i suoi, numerosi, figli: quasi un pard in carne e ossa! per lui ci voleva una storia che non fosse la classica storia banale del cavallo, ma una storia memorabile, di amore, amicizia, dedizione e estremo sacrificio che Mauro Boselli è riuscito a tirare fuori, ancora una volta, dal cilindro, e che continua per la sua forza evocativa ad alimentare il mito di Tex.

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, ymalpas dice:

finale della storia di Dinamite è un qualcosa di indescrivibile, ci sono rimasto veramente male per la sua morte, ma si è sacrificato per il suo padrone e per i suoi, numerosi, figli: quasi un pard in carne e ossa! per lui ci voleva una storia che non fosse la classica storia banale del cavallo, ma una storia memorabile, di amore, amicizia, dedizione e estremo sacrificio 

Un rapporto simile a quello tra Bucefalo e Alessandro Magno

E per la prima volta da quando leggo Tex,dopo aver letto questa storia, mi sono commosso...

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

 

Diciamo che se già difficilmente sono portato a credere ad una coincidenza, credere a due mi è ancora più arduo, quindi figuriamoci credere a ben TRE coincidenze (continuiamo convenzionalmente a chiamarle così) :D:D:D..!!! Scherzi a parte, personalmente sono più che favorevole ad una ricorrenza anche dei personaggi di mero contorno nell'universo texiano. Per spiegare meglio il concetto, a mio modesto parere non sarebbe male che nei luoghi che Tex ed i pards bazzicano con maggior frequenza (la riserva in primis, i forti dell'esercito ove si recano più spesso, cittadine non lontane dalla riserva come Flagstaff e Gallup) vi fossero sempre alcuni personaggi fissi e luoghi di riferimento, in modo tale da ingenerare anche una sorta di "pseudo-continuity".

 

Ad esempio, personalmente gradirei molto se nella riserva, e più specificamente nel villaggio centrale dove risiede Tex, vi si potessero trovare all'occorrenza presenze "fisse" di varia importanza (non solo l'eterno Nuvola Rosa, per intenderci, ma anche gente come i vari Cochito e Jaimas), piuttosto che avere sceriffi stabili nelle suddette cittadine - sulla falsariga di quanto si sta opportunamente facendo, ad esempio, con Phoenix e Tucson - ed ufficiali ricorrenti nei forti dell'Arizona.

 

Naturalmente, si tratta di una mera opinione personale, ben lungi dall'essere una conditio sine qua non, ma qualora alla SBE la prendessero in considerazione sarei il primo a fare un plauso ;)

 

A Gallup c'è mamma Rose con le sue famose bistecche alte tre dita e le montagne di patatine fritte.

Per non parlare delle torte di mele.

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<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Letizia dice:

A Gallup c'è mamma Rose con le sue famose bistecche alte tre dita e le montagne di patatine fritte.

Per non parlare delle torte di mele

A Tucson c è il Vieja Sevilla...le bistecche sono ancora più alte :P

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10 minuti fa, Letizia dice:

A Gallup c'è mamma Rose con le sue famose bistecche alte tre dita e le montagne di patatine fritte.

Per non parlare delle torte di mele.

 

Cita

A Tucson c è il Vieja Sevilla...le bistecche sono ancora più alte :P

 

Anche personaggi del genere, ancor più di contorno (e magari - visto che Letizia e Barbanera hanno parlato di bistecche e patatine - anche di secondo, passatemi la pessima battuta :P), sarebbero dal mio punto di vista più che graditi in un'ottica di "pseudo-continuity"...

 

21 minuti fa, ymalpas dice:

Due storie che meritavano le 110 pagine e la serie regolare. Per il magazine ci sarebbero non pochi scarti, ehm, tra cui scegliere.

 

In linea di principio posso essere d'accordo, probabilmente una lunghezza di 110 pgine avrebbe giovato soprattutto alla storia con Lilyth. D'altro canto, però, è inutile ribadire che si trattava di un Magazine dall'intento soprattutto celebrativo, per cui direi come ulteriore banalità che la scelta era pressoché obbligata...

Modificato da juanraza85

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