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natural killer

[696/699] L'ombra del Maestro

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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, borden dice:

Beh, è ovvio che Castle mi serve per una storia che ho già in mente e che può interpretare solo lui, perciò dei vostri desiderata omicidi me ne faccio un baffo! :lol:

 

<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Capito Letizia? .:lol::P

 

<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Macché omicidio!!!Castle non deve morire ancora, è il miglior cattivo degli ultimi 20 anni...

Leti,ma che ti ha fatto Biondino "faccia da schiaffi"?!:lol::P

Tra l' altro,chi non ha notato il "saluto"tra Tex e l'Onesto Abe nella galleria delle cere?!ci si rivede,gli dice Tex...per cui lo vedremo in "Tex Willer":rolleyes:

Il fatto che la prematura scomparsa di Castle sia rimandata (sine die o alla prossima avventura) non mi fa piangere dalla disperazione e non ho certo la presunzione di credere che Boselli modifichi i suoi progetti per accontentarmi.

Che mi ha fatto il biondino?

Proprio niente, è lì il bello.

E' un personaggio anonimo.

Se al posto suo ci fosse stato il fratello gemello di Muggs, cosa sarebbe cambiato?

Nulla, assolutamente nulla.

E, a costo di apparire noiosa, ripeto che questa è una mia personalissima opinione, che può essere condivisa o no.

Mi chiedo solo cosa sarebbe successo se avessi detto che la storia è orrenda.

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Mentre leggevo il quarto albo a tratti mi sono accorto che saltavo parte dei dialoghi per la fretta di voltare prima la pagina e assaporare lo sviluppo della storia, complici ovviamente anche i disegni di uno straordinario Dotti. Quando una storia riesce a "rapirti" così è perché c'è azione, suspence, curiosità per un qualcosa che non si presenta di primo acchito scontato. Ecco un metro oggettivo per valutare la qualità di una storia. Parlavo prima di una rilettura a mente fredda soprattutto per sosppesare la texianità della storia, la supremazia dei due pards  sugli altri personaggi di cui la storia è particolarmente ricca, ma posso dire già da ora che Boselli non è ricaduto in quell'errore che anni e anni fa gli rimproveravo e cioè di scrivere una storia di altri personaggi, con Tex non assoluto protagonista. Di questa storia va valutata anche l'ombra della città di New York così ben ricostruita dagli autori che domina dall'alto la vicenda, un città così diversa da quelle in cui solitamente Tex si reca di solito (New Orleans e Frisco). Avevamo il precedente di Boston ma nella storia di Nizzi (con i disegni bellissimi di Civitelli, che con il suo tratto chiaro dovrebbe disegnare solo storie ambientate nella neve) la città non diventa mai veramente  protagonista. Questo per dire che con questa storia, oltre che delle malefatte del Maestro, Boselli ha voluto scrivere  anche un omaggio a un'intera città e per me c'è riuscito benissimo.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Beh, è ovvio che Castle mi serve per una storia che ho già in mente e che può interpretare solo lui, perciò dei vostri desiderata omicidi me ne faccio un baffo! :lol:

Oh, porca miseria. :craniate:Spero  che tu cambi idea.:D

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Se tu avessi detto  che la storia è orrenda avremmo storto il naso in molti ma alla fine che de gustibus non est disputandum e la tua tua opinione andavrispettata.

Ma io ti contesto questo:

 

On 9/12/2018 at 20:30, Letizia dice:

Non credo rivedremo ancora il biondino.

E' un personaggio troppo anonimo, non ha carisma.

Gli mancano tutte le caratteristiche che non possono mancare in un "cattivo" ricorrente.

 

Qui hai eretto la tua opinione personale a paradigma.

Non hai detto: "Spero che Nick Castle non torni,", hai affermato: "Non credo che tornerà".

Lo sviluppo della storia rendeva chiaro come il sole che il creatore del personaggio in questione non condivideva la tua opinione e che nelle sue intenzioni Castle era destinato ad essere un cattivo ricorrente

Quello che iti rimprovero non è che non ti piaccia Castle,cosa più che legittima, ma che ti sei fatta accecare dal tuo pregiudizio sfavorevole elevandolo a critero oggettivo e giungendo a conclusioni palesemente errate.

NK, che non è nemmeno lui un fan di Castle, ma è rimasto  obiettivo è arrivato alle conclusioni corrette.:lol:

 

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Beh... vista la sorte di El Supremo prima e del Maestro dopo, non vorrei essere nei panni del prossimo megalomane che dovesse ricorrere ai servizi dell'ineffabile biondino... *.*

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, juanraza85 dice:

Sono rimasto un po' perplesso, viceversa, dal ruolo meno che marginale riservato nella lunga avventura newyorchese al simpatico Pat (fondamentale eccezione, il cazzottone che assesta nel finale al sedicente Mick Crane), tanto che col senno di poi mi sento di affermare che, probabilmente, il suo mancato inserimento non avrebbe mutato di una virgola l'andamento della vicenda.

 

Ma la scena clou del quarto albo, e quindi dell'intera storia, è proprio l'incontro di boxe al Madison Square Garden! :lol: Anzi, molte scene degli albi precedenti servono proprio a preparare l'evento cruciale... e senza Pat quella scena non ci sarebbe mai potuta essere! Pat è fondamentale, altro che non avrebbe mutato di una virgola la vicenda ;)

 

 

Commenterò la storia completa quando avrò un po' di tempo per lasciare un commento più articolato... comunque ci tengo a fare i miei complimenti, insieme a un sentito ringraziamento, a Borden (e a Dotti)! :Ave::clapping:

 

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<span style="color:red;">42 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Se tu avessi detto  che la storia è orrenda avremmo storto il naso in molti ma alla fine che de gustibus non est disputandum e la tua tua opinione andavrispettata.

Ma io ti contesto questo:

 

 

Qui hai eretto la tua opinione personale a paradigma.

Non hai detto: "Spero che Nick Castle non torni,", hai affermato: "Non credo che tornerà".

Lo sviluppo della storia rendeva chiaro come il sole che il creatore del personaggio in questione non condivideva la tua opinione e che nelle sue intenzioni Castle era destinato ad essere un cattivo ricorrente

Quello che iti rimprovero non è che non ti piaccia Castle,cosa più che legittima, ma che ti sei fatta accecare dal tuo pregiudizio sfavorevole elevandolo a critero oggettivo e giungendo a conclusioni palesemente errate.

NK, che non è nemmeno lui un fan di Castle, ma è rimasto  obiettivo è arrivato alle conclusioni corrette.:lol:

 

No, Monni.

"Non credo (che) rivedremo ancora il biondino" è tutto fuorché un paradigma (?) e non ho eretto niente ad alcunché.

Ho espresso solo un parere.

Non ho detto che non rivedremo il biondino.

Inoltre c'è una grossa differenza tra "non credo che rivedremo" e "credo che non rivedremo".

Non sei d'accordo?

"Credo che non" denota una maggior sicurezza, anche se non assoluta: "non tornerà" è indice di sicurezza assoluta.

"Non credo che" denota invece un dubbio.

La frase è divisa in due dal "che", anche se omesso nel mio commento originale, "io credo" e "rivedremo ancora il biondino".

La negazione nella seconda parte della frase può essere rovesciata in "il biondino sarà assente nelle avventure future di Tex" senza cambiare di una virgola il significato.

La negazione nella prima parte è invece ben diversa.

"Credo che" è paragonabile (paragonabile non corrispondente) a "sono sicuro che".

"Non credo che" è paragonabile (ma sempre non uguale) a "non sono sicuro che".

Le intenzioni dell'autore possono tranquillamente smentire o no il mio pensiero, non è questo il problema.

Quello che io rimprovero a te, invece, è il tuo giudizio (affrettato?) di chi si erge a censore, attribuendomi a torto cecità, pregiudizio e soprattutto facendomi apparire come una persona che vuole imporre le sue conclusioni come criteri oggettivi.

Ma chi te le ha suggerite simili panzane?

Le hai interpretate leggendo un "non credo che"?

Cos'è, uno scherzo?

Non ho detto "spero che non torni" perché non spero proprio niente.

Se Castle torna oppure no, non può interessarmi di meno.

Ci sono tanti personaggi in Tex che mi piacciono meno di Castle e, ti assicuro, quando ne appare uno in una storia inedita, non verso una lacrima e mi godo la lettura che, nella maggior parte dei casi, mi piace un sacco.

Altrimenti non avrei e non avrei letto tutte le pubblicazioni di Tex, compresi i Diavoli Rossi, la parte eliminata dell'avventura fiume degli Uomini Giaguaro.

Quindi in seguito, se non sei ben sicuro di aver interpretato bene le parole di qualcuno, non ti sembra più saggio chiedere un'interpretazione autentica?

 

 

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12 ore fa, Barbanera dice:

Tra l' altro,chi non ha notato il "saluto"tra Tex e l'Onesto Abe nella galleria delle cere?!ci si rivede,gli dice Tex...per cui lo vedremo in "Tex Willer":rolleyes:

 

L'ho notato anch'io e ho pensato la stessa cosa: sicuramente prestovedremo Lincoln nella serie parallela :D:P

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Concordo con Carlo quando dà 10 alla storia e si tiene la lode, in ogni caso è un'opera superba che conclude alla grande un 70° anniversario iniziato invece in maniera fiacca e deludente. Ho molto apprezzato l'equilibrio indotto da Boselli nei continui cambi di scena e di conseguenza di protagonisti. Il rischio era quello della dispersione, invece la narrazione prosegue in maniera efficace su piani paralleli, fino alle ovvie virate verso gli incontri/scontri diretti.

Vorrei soffermarmi sul ruolo di Carson in questa storia. Spesso, anche sbagliando, lo abbiamo interpretato come una figura, per quanto grande, di secondo piano rispetto a Tex. Qui gode di una grande autonomia, vedi la presenza al Madison, e la sceneggiatura gli dà anche il tocco di grazia di quell'umorismo e quell'autoironia che a volte si era persa nella nomea del vecchio brontolone. Carson sta a Tex come il Dottor Watson sta a Sherlock Holmes. Watson è una persona fuori dal comune: intelligente, colta, sensibile e dotata di un non comune atletismo. Però agisce insieme a un superuomo, che inevitabilmente lo sovrasta e lo fa apparire meno valido di quello che è. Ma è tutto fuorché una semplice spalla.

In quanto a Pat, possiamo soffrire la quantità della sua presenza, ma dobbiamo complimentarci per la qualità: le poche pagine in cui compare sono un concentrato del suo essere e del suo agire e non penso che in una storia come questa avrebbe potuto dare qualcosa davvero in più; per me la sua gestione è magistrale.

Infine, un salto nel futuro: la copertina del numero 700 sarà la numero 300 di Claudio Villa. Ed è una delle tre più belle, a mio parere. Applauso preventivo, anche per le altre centinaia che ci aspettiamo ancora da lui.
Nick Castle è un gran filone, ma finora ha avuto bisogno di un appoggio per agire da perfetto gregario, prima il Supremo e poi il Maestro. Non so se da solo reggerebbe la concorrenza di Tex e lo dico da un punto di vista che riguarda l'interesse narrativo dell'eventuale vicenda. Insomma, da solo mi sembra uno dei tanti, per quanto astuto. Gli manca il carisma del grande nemico.
Conclusione finale: il 2019 texiano non poteva iniziare meglio.

Modificato da San Antonio Spurs
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8 ore fa, Sam Stone dice:

 

L'ho notato anch'io e ho pensato la stessa cosa: sicuramente prestovedremo Lincoln nella serie parallela :D:P

 

E precisamente dal n. 10 a 13, ambientati nel 1858 quando l'Onesto Abe era solo un avvocato dell'Illinois che aspirava a diventare Senatore degli Stati Uniti ed ancora non sfoggiava la sua famosa barba.

A quanto pare, se le anticipazioni che Boselli si è fatto sfuggire a Lucca non sono abili depistaggi, Tex, in temporanea trasferta nel Midwest, presumibilmente per sfuggire alla Legge, finirà per sventare, assieme all'agente di Pinkerton Kate Marsh,un complotto contro Lincoln orchestrato per conto di chissà chi dal mefistofelico illusionista Steve Dickart e dalla sua affascinante ma diabolica sorella Lily.:laugh:

Come Boselli riuscirà a far sì che Tex e Mefisto si scontrino senza incontrarsi mai è una delle cose che mi incuriosiscono di più di questa storia

Per la cronaca, Lincoln perse quella corsa. All'epoca i Senatori non erano eletti direttamente dal Popolo ma dalle legislature dei rispettivi Stati e quell'anno i Democratici guadagnarono la maggioranza in entrambe le Camere dell'Illinois garantendo la vittoria a Stephen Douglas. Nonostante la sconfitta, la popolarità acquisita da  Lincoln in seguito ai famosi dibattiti con Douglas lo proiettò sulla scena nazionale e spinse la maggioranza dei delegati alla Convenzione del Partito Repubblicano del 1860 a sceglierlo come candidato Presidente.

Modificato da Carlo Monni

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Pienamente soddisfatto da storia e disegni, l'ampio respiro dei quattro albi ha permesso di sviluppare tutte le trame in modo davvero esauriente e sfruttare degnamente tutte le ambientazioni scelte che offriva la grande mela di fine '800 in modo avvincente e coinvolgente. Storie come questa mi riportano indietro negli anni e alle storie d'oro che hanno costruito la leggenda di Tex. Grazie Boselli, degnissimo erede di GLB.

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<span style="color:red;">23 ore fa</span>, borden dice:

Beh, è ovvio che Castle mi serve per una storia che ho già in mente e che può interpretare solo lui, perciò dei vostri desiderata omicidi me ne faccio un baffo! :lol:

Per me, dopo questa storia, puoi dire di tutto.

LettI tutti i quattro albi assieme. Concordo che il finale sia  giusto così, l'uccisione del maestro e la cattura del biondino lasciata ad altri non sminuisce per niente il lavoro enorme fatto da Tex, il protagonista è lui.

A me è piaciuto molto il nano, mi ricorda lo stesso peronaggio di "Dramma al circo", solo che qui ne esce vivo.

Un omaggio a GLB? 

Devo rileggerla con calma ma per ora soggetto e sceneggiatura 9, disegni 8.5.

Di gran lunga la migliore di quest'anno, che sinceramente non mi ha entusiasmato per niente.

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<span style="color:red;">59 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

A me è piaciuto molto il nano, mi ricorda lo stesso peronaggio di "Dramma al circo", solo che qui ne esce vivo.

Anche a me, in effetti, ha ricordato quel personaggio, specie per il motivo che anche lui è  un amico di  Pat, che lo prende  sotto la sua  ala protettiva.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

A me è piaciuto molto il nano, mi ricorda lo stesso peronaggio di "Dramma al circo", solo che qui ne esce vivo.

Un omaggio a GLB? 

 

Durante la lettura ho avuto lo stesso pensiero. E speravo che questa volta riuscisse a salvarsi, come è poi avvenuto

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Prima di scrivere un commento dettagliato sulla storia appena conclusa, preferisco assimilare l'episodio con calma e analizzarlo a mente fredda dopo altre letture. Posso però affermare che a primo acchito, l'opera di sceneggiatura di Boselli risulta magistrale e la prova grafica di Dotti (special modo per gli sfondi e le location di New York) è di alta classe. Era da tempo che non mi divertivo così tanto a leggere un episodio di Tex!

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Anche a me, in effetti, ha ricordato quel personaggio, specie per il motivo che anche lui è  un amico di  Pat, che lo prende  sotto la sua  ala protettiva.

Date le misure, più che ala sarebbe sufficiente l'alluce!

  • Haha (0) 1

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Finito di leggere anche il quarto albo.

Considerazioni personali e quindi criticabilissime :

1- copertina del primo numero bellissima, le altre non credo faranno storia.

2- l'avventura in questione senza dubbio mette in luce le doti di Boselli, capace di mantenere in piedi una intensa vicenda per ben quattro numeri.

3- personalmente amo il west classico e quindi la location scelta non incontra di certo i miei gusti.

4- come di consueto Boselli imbastisce una trama che prevede una moltitudine di personaggi tra cui troviamo anche Tex e Carson.

5- facendo suo un principio Machiavellico, Tex si allea serenamente con bande di criminali pur di sconfiggere il nemico comune.

6- discutibile la scelta di far recitare i nostri a teatro e la sparatoria successiva tra il pubblico.

7- non ho capito come possa morire un attore se i nostri eroi sapevano quali fossero le pistole caricate a salve e liquidare il tutto seguendo il principio che the show must go on.

8 - errore di battitura a pag. 58 del quarto albo, ultima vignetta: " non c'eraro" 

9 - finale scoppiettante e con varie sfaccettature in cui i nostri alla fine sono determinanti ma non troppo.

10- mi ha sorpreso come Tex, nel primo albo, colto dal dubbio non abbia sparato sulla corda che ha dato la morte ad un innocente.

11- per quanto riguarda i disegni, Dotti ha fatto sicuramene un ottimo lavoro anche se il suo Tex con il naso piatto non mi convince.

in conclusione non si può certo dire che si tratti di una brutta storia, tutt'altro, ma andando avanti con la lettura spesso mi trovavo tra le pagine di Martin Mystere o di Dampyr. Spero non me ne vogliate per queste mie " critiche".

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Grazie Borden, non avevo capito, ma effettivamente la tua spiegazione è logica. 

Ti faccio ugualmente i miei complimenti anche se questa non rientra tra le mie storie preferite.

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On 9/1/2019 at 08:56, San Antonio Spurs dice:

Nick Castle è un gran filone, ma finora ha avuto bisogno di un appoggio per agire da perfetto gregario, prima il Supremo e poi il Maestro. Non so se da solo reggerebbe la concorrenza di Tex e lo dico da un punto di vista che riguarda l'interesse narrativo dell'eventuale vicenda. Insomma, da solo mi sembra uno dei tanti, per quanto astuto. Gli manca il carisma del grande nemico

Infatti,da solo non poteva agire...

È un cattivo comprimario di un altro cattivo dominante...un cattivo "working in progress".non un vero e proprio gregario,agisce in simbiosi, è un camaleonte che si adatta all'ambiente in cui opera e all'alleato di turno.è capace anche di autonomia decisionale,e quando le cose stanno per volgere al peggio, scarica il suo alleato ormai diventato un peso.

Muggs ad un certo punto dice a Castle che si alleano sempre con i pazzi pericolosi:segnale che la prossima volta cercheranno altre tipologie di alleati o che agiranno in autonomia?! 

Col Maestro il connubio è andato abbastanza bene, potrebbe andare altrettanto bene con altre tipologie di cattivi?certo che sì!con la Tigre per esempio ce lo vedrei benissimo.con i due maghi, perché no?! ...Castle ora vuole vendicarsi di Tex.non è più solo mosso dalla volontà di fare soldi...ormai Castle è cresciuto in carisma, è in possesso dei segreti del Maestro e in più dispone dell'ingente patrimonio del Supremo

1 ora fa, Gas Gas dice:

personalmente amo il west classico e quindi la location scelta non incontra di certo i miei gusti.

Anche Io personalmente sono uno che vorrebbe Tex quasi sempre in Arizona o in Texas, ma ci vogliono anche trame cittadine...

Modificato da Barbanera

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, borden dice:

Ma l'attore NON E' MORTO!!!  E' una finta, una recita per il Duster che stava in alto sopra il palcoscenico.

 

Rivedendo la scena in questione ti spiego da cosa sono stato tratto in inganno:

il Duster e' convinto che le pistole non siano caricate a salve, avviene una sparatoria da distanza ravvicinata, rimane un solo uomo a terra e mentre tutti gli altri si rialzano egli pensa che i rangers non siano poi questi gran tiratori. Da lettore devo aver dedotto che un solo caduto fosse poco credibile ( perché non far credere morti anche gli altri?), che anche per un tiratore scarso sbagliare da quella distanza fosse improbabile ( figuriamoci per Tex, Carson e Buffalo Bill)  e che quindi fosse morto sul serio. Se fossero quindi rimasti più uomini a terra non sarei caduto nell'errore.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Gas Gas dice:

 

Rivedendo la scena in questione ti spiego da cosa sono stato tratto in inganno:

il Duster e' convinto che le pistole non siano caricate a salve, avviene una sparatoria da distanza ravvicinata, rimane un solo uomo a terra e mentre tutti gli altri si rialzano egli pensa che i rangers non siano poi questi gran tiratori. Da lettore devo aver dedotto che un solo caduto fosse poco credibile ( perché non far credere morti anche gli altri?), che anche per un tiratore scarso sbagliare da quella distanza fosse improbabile ( figuriamoci per Tex, Carson e Buffalo Bill)  e che quindi fosse morto sul serio. Se fossero quindi rimasti più uomini a terra non sarei caduto nell'errore.

 

 

Sei contorto. :laugh: Ovvio che fingere molti morti sarebbe stato non pratico e assurdo da ogni punto di vista. Come avrebbe potuto poi continuare credibilmente lo spettacolo, tanto per dirne una?? La prossima volta lasciati servire. :P

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Storia che lascia il segno e che comunque mi fa sperare che andando avanti ci sia ancora spazio per storie lunghe di 3 o 4 albi. Soggetto e location che resteranno nella memoria, vicenda avvincente, ottimamente sceneggiata e ben disegnata. Eccellente episodio dunque, di quelli da ricordare. Certamente la miglior storia della mensile degli ultimi anni.

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