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TWF - Tex Willer Forum
natural killer

[696/699] L'ombra del Maestro

Messaggi consigliati/raccomandati

<span style="color:red;">28 minuti fa</span>, Letizia dice:

Come al solito non capisci o non vuoi capire.

Tex deve essere rigidamente coerente con la Storia e tutti gli altri possono fare quello che vogliono?

Bellissimo, mi piace.

E poi non è vero che a quell'epoca non c'era possibilità di documentazione.

Conosci Pecos Bill?

No?

Non ti interessa?

Se ti va di fare uno sforzo, cerca di leggere qualche albo.

Nella seconda di copertina dei primi 65 numeri c'è l'elenco di tutti i testi che l'autore Guido Martina ha consultato per documentarsi.

Poi ha fatto un Davy Crockett pancione che risulta vivo 12 anni la "propria morte" e una Jane Calamity che nasceva solo 4 anni dopo la "fidanzatina" di Pecos Bill.

E allora?

Martina ha fatto finta di leggere la documentazione elencata?

No, perché ci sono numerosissimi richiami a eventi poco noti ai più.

Diciamo allora che se ne è fregato e ha fatto quello che gli pareva.

Ha creato un'opera d'arte che non va per nulla d'accordo con la Storia.

Tra parentesi (non me ne vogliano gli estimatori di Tex) il Pecos Bill di Martina è, naturalmente secondo il mio modesto parere, il miglior fumetto che abbia mai visto la luce, di gran lunga più bello del nostro Tex Willer.

:o si vede proprio che non mi conosci altrimenti sapresti che su Collezionismo Fumetti, nella Guida del Collezionista, sono ii che ho compilato tutte le schede degli Albi d'Oro della Prateria (Pecos Bill ed Oklahoma), possedendo tutti gli albi;  :lol:

Posseggo anche tutti gli Albi di Pecos Bill, comprese, oltre a quelle Mondadori, le 5 serie Fasani ( quelle contenenti "Le Leggende Indiane" di Hugo Pratt, con le bellissime copertine di Frank Donatelli che ricordano tanto quelle da lui realizzate per Il Piccolo Ranger, a queste coeve). Posseggo anche le collane successive delle Edizioni Intereuropa :trapper:

Pur apprezzando molto i disegni di artisti immensi quali Paparella, Battaglia, D'Ami,  D'Antonio, Canale, Tarquinio, Pavone, il personaggio non mi ha mai attratto per l'ingenuita' delle situazioni e l'edulcorazione dei testi ... un personaggio che non ha mai saputo evolversi e che e' semore rimasto figlio dei tempi andati, imprigionato nei canoni narrativi obsoleti degli anni 30, quando apparvero le sue prime riduzioni a fumetti..

Per favore, non avviciniamolo neanche  Tex, di ben altro livello...:ok:

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<span style="color:red;">44 minuti fa</span>, Ken51 dice:

:o si vede proprio che non mi conosci altrimenti sapresti che su Collezionismo Fumetti, nella Guida del Collezionista, sono ii che ho compilato tutte le schede degli Albi d'Oro della Prateria (Pecos Bill ed Oklahoma), possedendo tutti gli albi;  :lol:

Posseggo anche tutti gli Albi di Pecos Bill, comprese, oltre a quelle Mondadori, le 5 serie Fasani ( quelle contenenti "Le Leggende Indiane" di Hugo Pratt, con le bellissime copertine di Frank Donatelli che ricordano tanto quelle da lui realizzate per Il Piccolo Ranger, a queste coeve). Posseggo anche le collane successive delle Edizioni Intereuropa :trapper:

Pur apprezzando molto i disegni di artisti immensi quali Paparella, Battaglia, D'Ami,  D'Antonio, Canale, Tarquinio, Pavone, il personaggio non mi ha mai attratto per l'ingenuita' delle situazioni e l'edulcorazione dei testi ... un personaggio che non ha mai saputo evolversi e che e' semore rimasto figlio dei tempi andati, imprigionato nei canoni narrativi obsoleti degli anni 30, quando apparvero le sue prime riduzioni a fumetti..

Per favore, non avviciniamolo neanche  Tex, di ben altro livello...:ok:

Se hai letto anche l'edizione Fasani, si vede proprio che di Pecos Bill te ne intendi poco.

E quindi capisco benissimo critiche come ingenuità ed edulcorazione.

Ti invito a informarti un po' su Martina e sui suoi capolavori quali "L'inferno di Topolino".

Di Pecos Bill sono usciti solo 165 albi con un numero di pagine uguale a quelle di una cinquantina dei Tex attuali (molti di meno se consideriamo i primi giganti di Tex): come doveva evolversi?

E' vero, poteva diventare capo degli Apache dopo la morte di Cervo nero.

Se hai bisogno di consulenza sul personaggio, chiedi pure e sarò felice di darti qualche dritta (gratis naturalmente).

Naturalmente anche su Oklahoma.

A proposito, ho tutti i 165 Albi d'oro di Pecos Bill (ho anche i 117 albi di PB) e i tutti i 30 di Oklahoma.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

Tex è un'opera di FANTASIA, ambientata in un west fantastico che esiste solo nel cervello di chi scrive le storie.

Possono essere belle storie, storie così così o brutte. Aderenti ai fatti storici solo quanto e quando serve.

 

Cara Letizia, non leggi con attenzione, ti ho gia' detto che conosco benissimo il Pecos Bill di Martina e De Vita, cosi' come gran parte della produzione ante e dopoguerra, Inferno di Topolino ed altri lavori di Martina compresi :rolleyes:

Il Pecos Bill di Martina e' coevo al Tex, ma vi e' una differenza abissale... Pecos era un fumetto poetico, eccessivamente fantasioso, per fanciulli; intendiamoci, un fumetto rispettabilissimo, innovativo, che mostrava forse per primo gli indiani sotto una veste diversa, era un fumetto dalla parte degli indiani tanti anni prima di Ken Parker ... ma d'altronde anche Tex lo e' stato :ok:

Pero' Tex e' stato da subito un fumetto dai toni forti (per l'epoca, parliamo per entrambi del 1948), se vogliamo anche per adulti, ed infatti negli anni 50 e 60 e' stato pesantemente censurato piu' e piu' volte, cosa mai accaduta per le storie "poetiche" e "caste: di Pecos Bill :smile:

P.S.: giorni fa, quando facevo l'esempio di un fumetto con personaggi decontestualizzati storicamente, ho fatto proprio l'esempio di Pecos Bill, alludendo chiaramente ai suoi Davy Crocket e Calamity Jane :trapper:

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<span style="color:red;">26 minuti fa</span>, Ken51 dice:

Cara Letizia, non leggi con attenzione, ti ho gia' detto che conosco benissimo il Pecos Bill di Martina e De Vita, cosi' come gran parte della produzione ante e dopoguerra, Inferno di Topolino ed altri lavori di Martina compresi :rolleyes:

Il Pecos Bill di Martina e' coevo al Tex, ma vi e' una differenza abissale... Pecos era un fumetto poetico, eccessivamente fantasioso, per fanciulli; intendiamoci, un fumetto rispettabilissimo, innovativo, che mostrava forse per primo gli indiani sotto una veste diversa, era un fumetto dalla parte degli indiani tanti anni prima di Ken Parker ... ma d'altronde anche Tex lo e' stato :ok:

Pero' Tex e' stato da subito un fumetto dai toni forti (per l'epoca, parliamo per entrambi del 1948), se vogliamo anche per adulti, ed infatti negli anni 50 e 60 e' stato pesantemente censurato piu' e piu' volte, cosa mai accaduta per le storie "poetiche" e "caste: di Pecos Bill :smile:

P.S.: giorni fa, quando facevo l'esempio di un fumetto con personaggi decontestualizzati storicamente, ho fatto proprio l'esempio di Pecos Bill, alludendo chiaramente ai suoi Davy Crocket e Calamity Jane :trapper:

Non ha senso comparare Pecos Bill, Miki, Blek, o anche Ken Parker a Tex.

Le ispirazioni sono diverse, i caratteri degli scrittori lo stesso e pure il pubblico a cui sono indirizzati.

E neanche Tex e Zagor sono comparabili (e infatti sono molto pochi i lettori a cui piacciono tutti e due).

Poi la mia idea personale è che NESSUNO passa davanti a Tex, ma è solo una opinione di parte.

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33 minuti fa, Dix Leroy dice:

Non ha senso comparare Pecos Bill, Miki, Blek, o anche Ken Parker a Tex.

Le ispirazioni sono diverse, i caratteri degli scrittori lo stesso e pure il pubblico a cui sono indirizzati.

E neanche Tex e Zagor sono comparabili (e infatti sono molto pochi i lettori a cui piacciono tutti e due).

Poi la mia idea personale è che NESSUNO passa davanti a Tex, ma è solo una opinione di parte.

a me sembra che non abbia senso il tuo discorso... ma sei tanto sicuro che il target dei lettori di Miki e Blek fosse diverso da quello dei lettori del Pecos Bill di Martina? Guarda che sono coevi ed entrambi indirizzati ai ragazzi ...

E poi ha senso paragonare Tex ed il Pecos Bill di Martina proprio per rimarcarne le differenze, atteso che sono realizzati nello stesso periodo ...

E l'esempio di Ken Parker, prodotto 30 anni dopo, era funzionale a dimostrare quanto fosse avanti coi tempi il Pecos Bill di Martina ...

Comunque siamo andati troppo OT ... preferirei tornare sull'argomento di questo topic, ossia la storia di Tex del mese 

 

Modificato da Ken51

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<span style="color:red;">40 minuti fa</span>, Ken51 dice:

Cara Letizia, non leggi con attenzione, ti ho gia' detto che conosco benissimo il Pecos Bill di Martina e De Vita, cosi' come gran parte della produzione ante e dopoguerra, Inferno di Topolino ed altri lavori di Martina compresi :rolleyes:

Il Pecos Bill di Martina e' coevo al Tex, ma vi e' una differenza abissale... Pecos era un fumetto poetico, eccessivamente fantasioso, per fanciulli; intendiamoci, un fumetto rispettabilissimo, innovativo, che mostrava forse per primo gli indiani sotto una veste diversa, era un fumetto dalla parte degli indiani tanti anni prima di Ken Parker ... ma d'altronde anche Tex lo e' stato :ok:

Pero' Tex e' stato da subito un fumetto dai toni forti (per l'epoca, parliamo per entrambi del 1948), se vogliamo anche per adulti, ed infatti negli anni 50 e 60 e' stato pesantemente censurato piu' e piu' volte, cosa mai accaduta per le storie "poetiche" e "caste: di Pecos Bill :smile:

P.S.: giorni fa, quando facevo l'esempio di un fumetto con personaggi decontestualizzati storicamente, ho fatto proprio l'esempio di Pecos Bill, alludendo chiaramente ai suoi Davy Crocket e Calamity Jane :trapper:

Caro Ken, non leggi con attenzione.

Il Pecos Bill di Fasani è una vera ciofeca per persone con la bocca buona.

Un estimatore di Martina non si sarebbe mai abbassato a leggere una simile porcheria.

E poi un esperto di Pecos Bill non farebbe mai questi errori:

- Pecos Bill non è del 1948 ma del 1949 (il primo numero esce a dicembre '49)

- I primi autori sono Martina e Paparella, De Vita appare solo nel n. 4 "Le due frecce" in collaborazione con Paparella

- L'edizione degli anni '60, sempre della Mondadori, è stata pesantemente censurata: sono state eliminate alcune scene cruente e altre poco "caste" (avete mai visto Tex baciare qualcuna? Ebbene Pecos Bill bacia ben due ragazze, Sue e Jane) e addirittura nell'ultimo fascicolo doppio "La pietra nera" è stato addirittura cancellato il figlio di Pecos Bill.

Infine non credo proprio che Pecos Bill sia né eccessivamente fantasioso (almeno non più di Tex) né adatto solo ai fanciulli.

Sono d'accordo con te nel dire che Pecos Bill è un fumetto poetico (che è tutt'altro che un difetto) e che Tex è un fumetto dai toni forti (che non è necessariamente un pregio).

Se vuoi altre precisazioni su PB, non devi far altro che domandare.

Me ne intendo abbastanza.

 

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3 ore fa, ElyParker dice:

Ho riletto la scena del pestaggio in Louisiana: mi hanno fatto divertire le espressioni usate.

Ben vengano scene come queste, in cui il politically correct è lasciato via.

Pienamente d'accordo e per questo ho fatto i complimenti a Borden sostenendo che e' in queste cose che si vede lo scrittore di razza :ok:

Modificato da Ken51

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Sono d'accordo solo sull'ultima riga :smile:

<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Ken51 dice:

a me sembra che non abbia senso il tuo discorso... ma sei tanto sicuro che il target dei lettori di Miki e Blek fosse diverso da quello dei lettori del Pecos Bill di Martina? Guarda che sono coevi ed entrambi indirizzati ai ragazzi ...

E poi ha senso paragonare Tex ed il Pecos Bill di Martina proprio per rimarcarne le differenze, atteso che sono realizzati nello stesso periodo ...

E l'esempio di Ken Parker, prodotto 30 anni dopo, era funzionale a dimostrare quanto fosse avanti coi tempi il Pecos Bill di Martina ...

Comunque siamo andati troppo OT ... preferirei tornare sull'argomento di questo topic, ossia la storia di Tex del mese 

 

 

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Letizia, che il Pecos Bill di Martina sia del 49 o del 48 non cambia un nulla nel discorso che facevo: sempre CONTEMPORANEI sono :craniate:

Letizia, io sono un collezionista di un certo livello che possiede piu' di 50.000 fumetti ... ma credi davvero che li abbia letti tutti? Ma credi davvero che abbia letto le migliaia di fumetti vintage che ho in collezione, Pecos Bill di Martina e Fasani compresi? Sfogliarli, studiarli, catalogarli, leggere qualche passo e' una cosa ma leggerli tutti ... sinceramente non ho letto neanche i Piccolo Ranger, Miki, Blek o Mark, salvo qualcosa da bambino (ma piccolo piccolo eh...), pero' li tengo in collezione e li ho studiati e catalogati nella Guida del Collezionista di Collezionismo Fumetti ...

Sinceramente, quando leggo fumetti, perche', per fortuna, non leggo solo fumetti ma anche e soprattutto altro, preferisco leggere un bel libro di Pazienza, Giardino, Baru, Riccardo Mannelli, Manuel Fior e compagnia bella, o un bel The Walkin Dead di Robert Kirkman o un Preacher di Garth Ennis, insomma, fumetti di un certo livello e non certo fumetti di 70 anni fa quali il tuo Pecos Bill :laugh: 

P.S.: E comunque, se te ne intendessi, non disprezzeresti cosi' il Pecos Bill di Fasani perche', come ho gia' detto, ha delle copertine fantastiche e contiene "Le leggende indiane" di Hugo Pratt (quelle si che le ho lette, tutte :trapper:), ma Tu, probabilmente, non sai neanche chi sia questo Hugo Pratt :cowboy:

Fine dell'OT (si spera :rolleyes:)

 

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Ken51 dice:

Letizia, che il Pecos Bill di Martina sia del 49 o del 48 non cambia un nulla nel discorso che facevo: sempre CONTEMPORANEI sono :craniate:

Letizia, io sono un collezionista di un certo livello che possiede piu' di 50.000 fumetti ... ma credi davvero che li abbia letti tutti? Ma credi davvero che abbia letto le migliaia di fumetti vintage che ho in collezione, Pecos Bill di Martina e Fasani compresi? Sfogliarli, studiarli, catalogarli, leggere qualche passo e' una cosa ma leggerli tutti ... sinceramente non ho letto neanche i Piccolo Ranger, Miki, Blek o Mark, salvo qualcosa da bambino (ma piccolo piccolo eh...), pero' li tengo in collezione e li ho studiati e catalogati nella Guida del Collezionista di Collezionismo Fumetti ...

Sinceramente, quando leggo fumetti, perche', per fortuna, non leggo solo fumetti ma anche e soprattutto altro, preferisco leggere un bel libro di Pazienza, Giardino, Baru, Riccardo Mannelli, Manuel Fior e compagnia bella, o un bel The Walkin Dead di Robert Kirkman o un Preacher di Garth Ennis, insomma, fumetti di un certo livello e non certo fumetti di 70 anni fa quali il tuo Pecos Bill :laugh: 

P.S.: E comunque, se te ne intendessi, non disprezzeresti cosi' il Pecos Bill di Fasani perche', come ho gia' detto, ha delle copertine fantastiche e contiene "Le leggende indiane" di Hugo Pratt (quelle si che le ho lette, tutte :trapper:), ma Tu, probabilmente, non sai neanche chi sia questo Hugo Pratt :cowboy:

Fine dell'OT (si spera :rolleyes:)

 

A me fai morir dal ridere Ken51, spero solo Letizia lasci perdere, ma ne dubito fortemente...

 

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10 ore fa, Ken51 dice:

Lo so anch'io che "è solo un fumetto" (come hanno detto qui) ... ma potrebbe essere "solo un film" o "solo un romanzo" e non cambierebbe nulla ... è solo che qui siamo in un forum di Tex e si parla di Tex, non dell'ultima graphic novel di Gipi ... e questo della cronologia degli eventi è un argomento di discussione come un altro ... è inutile infastidirsi

 

Su questo siamo d'accordo. Se ne può parlare liberamente, siamo in un forum. Ma se Mauro Boselli ci dice che GLB se ne fregava, io tendo a fidarmi di lui, che ci ha lavorato strettamente per tanti anni. Credo che la scrittura torrenziale di GLB non facesse troppo caso a quelle che Borden ha definito "seghe mentali". Non 'è bisogno di tirare in ballo la poca lucidità o altro, no?  Ripeto però che in un forum di Tex sia lecito parlarne, e tu sei circostanziato e preciso.

 

7 ore fa, Don Fabio Esqueda dice:

Anche i dialoghi, specialmente sul finire dell'albo, mi han convinto poco: densi, ma non di quel denso pastoso di GLB, bensì del denso chiacchieroso (che ho scoperto non essere un neologismo :indianovestito:) di Nolitta quando non sapeva dove andare a parare.

 

Anch'io ho pensato a Nolitta, tanto che nel mio post ho parlato di atmosfere nolittiane. Aggiungendo però che per me era un gran complimento. Nolitta proponeva un Tex eretico, ha scritto storie meravigliose e altre orribili (non conosceva le mezze misure), ma i suoi siparietti dilatati mi rilassavano, quasi ci fossi anch'io, insieme ai pards, a scherzare e mangiare bistecche e patatine. L'ultima storia di Nolitta, in cui davvero penso non sapesse dove andare a parare (Golden Pass), ha diverse di queste scenette, e mi hanno comunque divertito. Certo, se non fosse intervenuto Borden a rimettere in carreggiata la storia, questa sarebbe stata solo una sequela di scenette e nient'altro...

 

6 ore fa, Ken51 dice:

Ed ancora, caro Borden, credo che il compito di uno sceneggiatore sia anche quello di seguire e dare precise istruzioni agli illustratori, perche' non e' possibile che costoro vadano in totale liberta', direi anarchia, ed il Lettieri di "Wild West Show" mi disegni BUFFALO BILL grasso e vecchio come era negli anni 90 mentre il Dotti, in una storia temporalmente successiva, me lo ringiovanisca in quel modo .. ma Tu dove stavi? Chi fa il supervisore in Bonelli? :o

 

Le rappresentazioni grafiche dei disegnatori sono molto varie, e francamente non ricordo una distinzione così netta tra i Buffalo Bill delle due storie. Non più di quella che deve sorbirsi spesso il povero Carson, a volte un ragazzone dai capelli bianchi e altre un vecchietto attempato. Trovo francamente esagerato il rimprovero.

 

6 ore fa, Ken51 dice:

tanto stu Troy non lo vedro' MAI, come penso la quasi totalita' dei partecipanti a qursta discussione 

 

Per la verità è un film popolarissimo, io l'avrò visto dieci volte ;)

 

6 ore fa, pecos dice:

Quello che ti si cerca di dire, Ken, è che Tex non è un fumetto legato alla realtà storica. Prende da sfondo un ben preciso periodo storico, il West di fine '800, ma vive in una realtà tutta sua. Ho già avuto modo di spiegare più volte in passato il mio punto di vista: il mondo di Tex è un mondo parallelo alla realtà storica, dove ci sono stati gli stessi avvenimenti ma magari con discrepanze di qualche anno, così che Tex li possa aver vissuti come raccontato nelle sue storie. In altre parole, l'elasticità nell'interpretare la cronologia texiana dovrebbe essere nel non voler a tutti i costi individuare gli anni esatti in cui si sono svolte le vicende, ma nell'accettare che il West di Tex sia un pochino diverso da quello che ricordano i libri di storia, in cui gli eventi siano un po' sfasati.

 

Perfettamente d'accordo. 

 

 

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

A me fai morir dal ridere Ken51, spero solo Letizia lasci perdere, ma ne dubito fortemente...

 

A me Tu e Lei fate invece cadere le braccia ... Com'è, Dix Leroy, in mancanza di argomentazioni si passa alle offese? Se hai voglia di ridere, vai al circo, probabilmente un ambiente a te più confacente ...

 

<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Su questo siamo d'accordo. Se ne può parlare liberamente, siamo in un forum. Ma se Mauro Boselli ci dice che GLB se ne fregava, io tendo a fidarmi di lui, che ci ha lavorato strettamente per tanti anni. Credo che la scrittura torrenziale di GLB non facesse troppo caso a quelle che Borden ha definito "seghe mentali". Non 'è bisogno di tirare in ballo la poca lucidità o altro, no?  Ripeto però che in un forum di Tex sia lecito parlarne, e tu sei circostanziato e preciso.

Le rappresentazioni grafiche dei disegnatori sono molto varie, e francamente non ricordo una distinzione così netta tra i Buffalo Bill delle due storie. Non più di quella che deve sorbirsi spesso il povero Carson, a volte un ragazzone dai capelli bianchi e altre un vecchietto attempato. Trovo francamente esagerato il rimprovero.

 

 

 

Non credo che Borden abbia bisogno di avvocati difensori ...

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, Ken51 dice:

A me Tu e Lei fate invece cadere le braccia ... Com'è, Dix Leroy, in mancanza di argomentazioni si passa alle offese? Se hai voglia di ridere, vai al circo, probabilmente un ambiente a te più confacente ...

 

Ti invito a essere di parola (io per esempio ne ho una sola) e uscire definitivamente dall'OT.

Cercavo di anticiparti rogne e te la prendi con me, se credi che ti abbia offeso non parliamo la stessa lingua.

Rileggi quello che hai scritto sulla competenza sui fumetti (d'epoca) e poi riderai assieme a me.

E domani parliamo della storia di Tex in corso.

Hasta Luego compadre.

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<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Ken51 dice:

Non credo che Borden abbia bisogno di avvocati difensori ...

 

Dove l'avrei difeso? Ho detto ciò che penso. Ti do ragione che non ci si debba infastidire se si sviscerano aspetti - anche minimi - di Tex in un forum su Tex, ma se poi l'autore risponde e tu gli dici che non può essere sufficientemente lucido perché troppo coinvolto, io intervengo perché non sono d'accordo IO, non perché voglia difendere Borden, che davvero - concordo - non ne ha bisogno.

 

Anche sul rimprovero da me definito "esagerato", lo trovo tale perché non vedo davvero grosse differenze nelle rappresentazioni grafiche di Buffalo Bill tra le due storie da te citate, ed anzi ho rimarcato che per personaggi ben più importanti come Carson ho assistito a metamorfosi molto più marcate. Anche qui espongo il mio punto di vista, non difendo nessuno, credimi.

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, Ken51 dice:

A me Tu e Lei fate invece cadere le braccia ... Com'è, Dix Leroy, in mancanza di argomentazioni si passa alle offese? Se hai voglia di ridere, vai al circo, probabilmente un ambiente a te più confacente ...

 

Le offese mi pare hai cominciato tu a farle.

Ti faccio cadere le braccia e non conosco Pratt?

E poi ti lamenti se qualcuno ti fa notare che dici un sacco di amenità.

A me pare solo che di argomentazioni ne ho portate a sufficienza e tutte con la massima cortesia, argomentazioni cui non ho avuto risposta se non quella del 1948/49.

Ritieni che Pecos Bill sia tutto quello che hai detto e poi mi vieni a dire che hai letto solo qualche passo?

Io li ho letti tutti decine di volte, li ho studiati, ho esaminato le differenze tra le due edizioni Mondadori.

Sono un'esperta (almeno credo).

E tu cosa sei?

Un catalogatore?

E poi cosa vuoi dimostrare con tutte quelle citazioni?

Che solo tu sei capace di letture "impegnate"?

Gli altri cosa leggono?

Fanciullerie?

Sii un pochino più modesto e tratta gli altri con più rispetto, se vuoi essere rispettato.

 

  • +1 1

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Hai letto decine e decine di volte Pecos Bill? Accidenti, deve proprio averti affascinato ...

Scherzi a parte, i fumetti che mi piacciono, che rientrano nei miei gusti, li leggo tutti, ma solo una volta (anche perchè, come detto, ne posseggo decine e decine di migliaia ed ho solo l'imbarazzo della scelta :trapper:). Ho letto solo una volta anche capolavori quali L'Eternauta, Penthotal, Mort Cinder, Maus, La ballata del mare salato .... Poi alcuni fumetti talvolta li riprendo, ma non per rileggermi tutto, solo qualche passo, ma questo è normale, anche per le opere letterarie o filosofiche ...

Non sono un catalogatore, sono semplicemente un appassionato del medium fumetto, dall'Anteguerra al fumetto contemporaneo; uno che compra e legge tutti i libri che trattano del medium, da quelli di semantica di Barbieri a quelli di collezionismo di Taormina, dai cataloghi di Pignatone ai libri su Tex di Arcieri e Sabia. Posseggo centinaia di libri sul fumetto, tutti letti, e quelli si che li consulto spesso ... Ho collaborato con Collezionismo Fumetti mettendo a disposizione le mie collezioni e la mia conoscenza al servizio della comunità, implementando il loro database.

Sono però anche un collezionista e metto in collezione un mucchio di fumetti vintage, fumetti che mi piace studiare ma che non sono certo presi per leggerli ...

Parliamoci chiaro, fumetti all'epoca concepiti per bambini e ragazzi che emozione potrebbero mai dare, leggendoli, ad un uomo adulto di oggi?

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