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ymalpas

[Texone N. 03] Il Segno Del Serpente

Voto alla storia  

28 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Aurelio Galeppini
Periodicità annuale: Giugno 1990



Rintanati in un antico convento messicano, i desperados di Valdez e di Lotero, rapinatori di miniere, scacciano gli intrusi travestendosi da rurales. Ma qualcosa di ben più terribile li protegge: all'imbocco del canyon che porta al loro covo, annunciati da alcuni pietroni sui quali è scolpito il simbolo di un serpente a due teste, strisciano migliaia di velenosissimi crotali! E nei sotterranei del monastero, l'alchimista Sebastian, finanziato con i proventi dei furti, cerca il sistema per creare l'oro! Tex e Carson si rivolgono a El Morisco, lo stregone di Pilares.
 

 

 

 

©  Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

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Sergio Bonelli dixit...

Cari amici, come avranno capito quei lettori che seguono le mie rubriche sulle diverse serie di Tex, per me la gestione del Texone ha rappresentato un serio problema fin dai primissimi numeri. La scelta di proporre ogni anno un albo speciale affidato a un maestro del fumetto mondialmente riconosciuto era stata forse troppo ambiziosa e stava naufragando proprio per la mole di lavoro richiesta, che spaventava tutti i disegnatori italiani, francesi, spagnoli e argentini interpellati per l'occasione: duecentoventiquattro tavole rappresentano davvero un traguardo impossibile per un professionista oberato di impegni anche con altri editori! E così, un giorno del lontano 1989, contemplando malinconicamente lo scaffale su cui venivano via via raccolte le pagine degli illustratori che avevano accettato la sfida, non potei evitare di concludere che, dopo appena due numeri, sarei stato costretto a deludere l'attesa del pubblico. Le tavole disegnate da Sergio Zaniboni, Victor De La Fuente, Josè Ortiz erano talmente poche da impedirci di mettere in edicola, per la data prevista, il terzo volume della collana. Peste, che figuraccia!, avrebbe commentato il nostro Tex. Ma, inutile negarlo, nella vita, talvolta, le situazioni più difficili vengono risolte da un gesto inatteso, dall'?intervento? di un insospettato volontario; il mio, di volontario, si chiamava Aurelio Galleppini. Abituato, fin dagli esordi, a lavorare duro, il creatore grafico di Tex si offr? di portare a termine la storia intitolata Il segno del serpente in un autentico tempo record; giusto quell'annetto che ci divideva dall'uscita prevista, nel giugno 1990! E l'uomo Galep, io lo sapevo molto bene, non aveva mai mancato la sua parola!


 

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Ho riletto di recente, con una certa fatica, questo texone dovuto all'inconfondibile mano del suo papà Aurelio Galleppini. I disegni pagano la vecchiaia dell'artista, tuttavia sono lontani dall'essere inguardabili. Quello che delude è soprattutto una storia tutto sommato debole, infarcita solo di luoghi comuni. Dei primi texoni, a mio avviso questo è senz'altro il peggiore. L'unico vero lampo, il tocco di genio di Claudio Nizzi, ci è dato dal finale che vede l'alchimista Sebastian perire tra i crotali posti all'ingresso della valle: nessuno ci pensava più. E lui, forse, non ne era mai venuto a conoscenza. Quello delle sorprese era uno dei grandi meriti dell'autore, meriti che sono purtroppo andati perduti negli ultimi anni.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Condivido appieno l'opinione di Ym, anche se io onestamente non mi limiterei a considerarlo uno dei peggiori tra i primi, ma uno dei peggiori tra tutti. Colpevole indubbiamente un Nizzi molto poco accattivante... l'unico pregio? I disegni di Galep che, per quanto stanco e provato dalla vecchiaia, è riuscito a compiere un'altra grande impresa.

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Uhm, da bambino, quando lo lessi la prima volta (avrò avuto 9 anni o già di l') amai questo texone, mi pareva fantastico, soprattutto la parte iniziale coi crotali. Riletto poi con occhi più adulti, si rivela essere abbastanza mediocre soprattutto nella storia, abbastanza lineare e scontata; per quanto riguarda i disegni,Galep tira fuori forse la sua ultima, grande prova (assieme al credo coevo Furie Rosse) sul personaggio con cui ha vissuto per anni in vera simbiosi. Il tratto è dignitosissimo, anche, se ovviamente lontano dai fati passati e forse, lo dico da aspirante disegnatore, un pò mortificato dal formato dell'albo...... Saluti

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Guest Wasted Years

Ho riletto questo texone, e sono rimasto di nuovo deluso.
La storia non è un granchè, ci sono diversi passaggi forzosi, come la conoscenza di Sebastian da parte di El Morisco e l'intuizione sul libro. Guarda caso El Morisco conosceva il buon frate bibliotecario e guarda caso si era accorto della mancanza del libro. Banale da morire e poco realistico, IMHO.
I buoni spunti ci sarebbero, ma rimangono lì. L'alchimista, la pietra filosofale, il nutrito gruppo di malviventi rimangono quasi sullo sfondo, aspettando che i nostri pard si decidano ad arrivare. Il racconto non prende, non coinvolge, nonostante i personaggi.

Anche ha me ha fatto effetto il finale, ma non salva certo un albo decisamente mediocre.

I disegni di Galep sono molto invecchiati, il grande autore accusa l'età e la stanchezza ma fa sempre molto piacere vedere i suoi disegni, è un fatto affettivo. Comunque, per l'età del disegnatore ed il tempo tiranno il lavoro non è malaccio.
Un personaggio che non era nelle sue corde era El Morisco, forse non riusciva a vederlo come l'aveva concepito Letteri e, dato anche il ruolo di deus ex machina a tutti i costi che nell'albo, sarebbe stato meglio non fosse stato inserito nella storia. IMHO.

Per me albo deludente, ma che si rilegge volentieri perchè Galep. Facciamo 6.

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il texone di galep.. ahime!e forse tra i più brutti e noiosi della serie.. colpa di una storia che non prende mai totalmente il lettore.. troppi fatti intricati che si risolvono grazie alla visita.. da el morisco, che ricorda la vita di sebastian quasi più della sua,.. la scoperta della pietra filosofale propio all'arrivo dei quattro.. pards..!dopo due anni di ricerche!.. troppi passaggi forzati.. fanno di questo albo uno dei più brutti.. anche se x me i disegni di.. galep sono molto godibili sopratutto la copertina... ed in base.. a questi disegni che do la sufficienza a questo texone e poi.. e pur sempre disegnato da galep il il realizzatore di tex... VOTO 6 su 10

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Guest indians plains

sono d'accordo con tutti perchè infatti la trama non è definita e la simbiosi Nizzi-Galep non sembra funzionare. Il tratto di Galep non è un granch? e purtroppo a dirlo, questo è uno dei più brutti Texoni. Anch'io lo lessi da bambino e se non avessi poi visto altri disegni non avrei pensato che Galep era Galep.6 comunque per lui che riesce comunque a far vivere le sue tavole anche negli ultimi anni della sua vita. Voti:Soggetto:4,5Sceneggiatura:3Disegni:6,5

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Ho potuto in questi giorni leggere il Texone di Galep. Sul piano della sceneggiatura la mia impressione è abbastanza positiva: per quanto i particolari della trama che richiamano storie texiane precedenti non siano affatto pochi

(la scena iniziale rimanda inequivocabilmente a quelle analoghe di "Terrore sulla savana" e "Gli strangolatori"; gli Yaqui seminudi che proteggono il covo di Lotero e Sebastian sono diretti discendenti degli Hualapai di Mefisto, tanto da portare come loro un medaglione - distintivo; Tiger e Kit Willer arrivano alla riscossa un po' come in "El Morisco" (nn. 101 - 103 ) ecc.)
Nizzi, pur senza mostrare molta fantasia, riesce a sfruttarli con scioltezza e perizia, dando vita ad una trama interessante e gradevole. I due pards si mostrano ottimi uomini d'azione, Tex riconferma le sue doti di stratega ( specie nelle scene in cui fronteggia Cisco Morano e i suoi ) ed anche il "cameo" di El Morisco, per quanto ( come osservato da Wasted e dal Wappo ) sia un pochino troppo palesemente finalizzato a fornire ai pards il bandolo della matassa IMHO ci può stare ( da uno che conosce botanica, geofisca e magia nera ci si può aspettare anche che sappia qualcosa della pietra filosofale e, dato che i suoi amici comprendono stregoni indiani, archeologi e ufficiali Usa, non dovrebbe sorprendere conosca anche qualche dotto frate ). A mio parere, sono semmai i disegni di Galep a rivelarsi il punto debole del Texone; infatti il creatore grafico del nostro ranger era ormai giunto alla fase in cui per disegnare doveva fare appello soprattutto alla forza di volont? ed all'amore per il personaggio; se inoltre è esatto ciò che ho letto su TWO, il Texone gli venne affidato pochi mesi prima della pubblicazione, dato che De La Fuente, Zaniboni e Magnus, che avevano già ricevuto la commissione di quelli loro, non avrebbero mai fatto in tempo ad approntarli per il 1990. Di conseguenza, non ci si può sorprendere che, accanto a tavole molto pregevoli, siano piuttosto frequenti espressioni facciali sgraziate e distorte ( specie per quanto riguarda i due pards; El Morisco mi pare invece assai piacevole ), corpi macrocefali e prospettive inaccurate. In sintesi, e IMHO:soggetto 7sceneggiatura 7,5disegni 6,5

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Guest Wasted Years

Credo sia scritto nella prefazione di Sergio Bonelli, non ricordo più se nell'originale o nel "stella d'oro" il fatto che Galep dovette fare molto in fretta nel disegnare questo albo. Se il creatore di Tex non avesse corso tanto, si sarebbe dovuta saltare un'uscita al terzo numero. I disegni, però, appaiono abbastanza modesti perchè Galep non era in forma, non credo che soffrisse molto i ritmi elevati in precedenza. Per il resto, ci sono dei bei passaggi ma rimarco il difetto che gli antagonisti sono troppo statici e che Morisco spoileri la faccenda senza un minimo di suspance e senza nessun buon colpo di scena. Non è quella che si suol dire una storia emozionante, nonostante i serpenti. Edito per dire che la parte di prefazione che citavo è riportata da ymalpas nel post inziale di questa discussione.... ;)

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Ho appena riletto questo Texone e devo dire che non sono completamente d'accordo con alcune opinioni espresse dagli amici del forum su questa storia... Mi spiego: senza dubbio condivido il fatto che esistono dei passaggi un p? forzati per risolvere facilmente alcune situazioni, però nel complesso è tutto abbastanza godibile!

troppi fatti intricati che si risolvono grazie alla visita.. da el morisco, che ricorda la vita di sebastian quasi più della sua,..

Per esempio non sono troppo d'accordo su certi aspetti dell' episodio della visita al Morisco: infatti egli non parla granch? della vita dell'alchimista Sebastian (dice soltanto che ha circa sessant'anni e che è praticamente un alchimista fallito); però contemporaneamente mi ha lasciato un p? perplesso il fatto che il Morisco stesso sia andato a cercare il famoso libro che tratta di come fabbricare l'oro dopo la morte di padre Cristotbal! Cosa voleva farciòUn'altra cosa che mi ha lasciato un p? stupito è stata la scoperta del modo di fabbricare l'oro da parte di Sebastian: infatti egli è stato più volte definito come un uomo che aveva speso quasi tutta la sua vita con scarso successo negli studi alchimistici (lo ha ammesso egli stesso), perciò, mi chiedo, com'? possibile che sia riuscito a decifrare il modo di fabbricare l'oro quando soltanto l'autore di quel libro c'era riuscito prima di lui? E poi sono d'accordo con il wappo quando dice che è un p? strano che Sebastian sia riuscito a terminare con successo i suoi esperimenti molto velocemente e proprio contemporaneamente all'arrivo dei Nostri... Per il resto non è che ci siano colpi di scena o chissà che, però la storia è carina, non proprio da buttare via, e poi anche i disegni non mi sembrano male, considerato che Galep era quasi alla fine della sua carriera e che sono stati finiti a tempo di record!

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Credo che sia stata la prima volta che la lettura di una storia di Tex, mi sia costata così tanta fatica. Leggere Tex, sia ben chiaro,? sempre un piacere, ma questa volta sono rimasto al quanto deluso. Non per via dei disegni, che tutto sommato sono più che buoni, ma per via della storia in sè. Il flashback in cui il frate spiega il suo passato è di una noia impressionante, giusto per fare un esempio. L'unica parte interessante sono quei serpenti iniziali che mi avevano fatto ben sperare, ma poi, come dice giustamente ymalpas, scompaiono di scena. La storia si trascina con racconti su racconti, che forse fanno addormentare anche i pards

visto che al loro primo coinvolgimento in una sparatoria, sono costretti a uccidere Cisco Morano (per difesa) dopo una disattenzione, mandando cosi a monte la sua cattura.
Un texone che non raggiunge la sufficenza... Curiosità:A pag.112 (terza vignetta),Tex assume una posizione praticamente identica alla copertina "taglia duemila dollari". Si tratta sempre di Galep naturalmente, ma ho trovato il particolare interessante.

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Ho comprato il 3 texone quest'anno a Lucca e quando l'ho aperto ho avuto anche una certa emozione, insomma il texone disegnato da GALEP! Be purtroppo , come avete già detto voi, la storia non e certo un capolavoro . All'inizio è anche originale , in fin dei conti l'alchimia non era mai entrata nella saga di Tex, bello quando la squadra dei soldati viene distrutta dai serpenti. Poi purtroppo la storia è molto noiosa e neanche la visita a Pilares da EL Morisco riesce a farla decollare. I nemici sono abbastanza stupidi e il povero Sebastian Ha speso una vita per trasformare la materia in oro, e quando c'è riuscito arivano Tex e i pards a distruggere tutto il suo lavoro, quasi mi ha fatto pena. Comunque il protagonista di questo texone è di certo GALEP, sicuramente non sono le sue migliori tavole però non sono di sicuro le peggiori. storia 5.5 disegni 7

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Finalmente una storia che sa' d'alchimia, laboratori segreti, serpenti guardiani, soldati, consulenza di el Morisco... peccato che tutto questo non serva a far "partire" un episodio che con questi "ingredienti" sarebbe stato ottimo. Un Galep approssimato e crepuscolare. storia 6,5 disegni 6

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A me invece questo Texone non mi è mai sembrato così malvagio!Già vedere Galep in questo fuori serie è un emozione, anche se gli anni si facevano sentire e molte proporzioni sono un p? "sballate"!Però ragazzi era doveroso che uno dei due padri di Tex lasciasse il suo segno anche tra i Texoni. Per quanto riguarda la storia, certo non è un capolavoro indimenticabile, ma vale la pena di leggerla perchè comunque ha qualcosa da dire. Non certo originalissima e con qualche luogo comune, ma lo sfondo alchimistico con la pietra filosofale è davvero ottimo. La parte più interessante e che mi ha sempre colpito da piccolo è il racconto di Sebastian riguardante la biblioteca della missione e di come è riuscito a rubare il prezioso libro. Certo c'è qualcosa di tirato per i capelli (come il fatto che El Morisco conosce Sebastian e nutre forti sospetti su di lui)... però a me non sembra così noioso!Direi che siamo sul 7 :trapper:

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Sono d'accordo con Sam. Aggiungo che a me il tratto di Galep non è sembrato così disastroso, anzi, tutto sommato era abbastanza buono, considerate le circostanze!Penso anche che di diritto un Texone gli spettasse, e mi pare di ricordare che si sobbarc? l'onere di disegnarlo per garantirne l'uscita che ormai era diventata regolare, se non sbaglio. La storia in sè non la ricordo troppo nei particolari, però posso dire con sicurezza che a me non ha annoiato, l'ho trovata ben fatta. Certo, non un capolavoro, però una storia onesta, di un buon livello!

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Un Texone dal vago sapore anni 70 con i disegni di Galep che ti riportano indietro nel tempo quando Tex spopolava nelle edicole e l'unica alternativa seria alla lettura di un fumetto era una partitella a pallone nei campetti improvvisati. Certo il tratto di Galep non è più quello stupendo degli anni 60/70 ma si deve pur tenere presente che fece questo Texone quando già aveva superato i 70 anni ed aveva problemi di vista oltre ad altri acciacchi. La storia non è eccezionale, la presenza di El Morisco è un p? forzata, il finale con il cattivo di turno che lascia l'incombenza di respingere i due pard a 4 gatti di indiani e si precipita a vedere cosa ha scoperto l'alchimista un p? ingenua per non parlare del fatto che quest'ultimo scopre il bandolo della matassa proprio quando Tex e Carson sono arrivati. Per il resto comunque la storia si mantiene su livelli discreti. Un po' "fuori di testa" la scena di Tex che manda letteralmente in fumo una scoperta eccezionale come potrebbe essere quella della pietra filosofale, dovuta anche al fatto che sarebbe difficilmente giustificabile, anche per questo è ancor più ingenua la scelta di Nizzi di far vedere che alla fine gli esperimenti avevano avuto successo. Voto sette e mezzo

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a volte, per un eroe, è importante un certo grado di praticit?.
come quello che tex mostra in questa storia, prendendo la decisione di

bruciare nelle fiamme il libro che era stato la causa di tutti i problemi

sebbene una tale decisione provochi sofferenza sia per kit willer, che quel libro avrebbe preferito conservarlo, sia (perchè negarlo?) nel lettore, partecipe degli eventi e forse speranzoso che il testo si salvasse, per amor di cultura. :mellow:

al giovane kit fu così negato il piacere della conoscenza, privilegio che, secondo l'etica texiana mostrata in questo episodio, può appartenere solo a chi quegli studi li pratica in modo approfondito e secondo coscienza, come el morisco.
perchè l'idea della distruzione di qualcosa porta con sè la paura che proprio nell'uso sbagliato delle cose sta il pericolo.
e del resto, chi i libri li legge in buona fede, senza cercarvi segni del destino e illusioni di conquista, rimane perlopiù confinato nella stanza di una biblioteca, il posto ideale per la ricerca pura del sapere. ;)

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'sera al forum,
ho letto i vari commenti prima di riprende questo Texone; l'ho ri-sfogliato ... e a dire il vero nn mi pare così "brutto" come riportato in questa discussione ... forse lo vedo con occhio meno critico perchè disegnato da Galep?
Di certo aver inserito il simbolo alchemico del serpente a due teste in alcuni riquadri descrittivi all'interno dell'intera storia ... beh, mi ha fatto piacevolmente ricordare quei buffi personaggi che nei primi numeri di Tex venivano inseriti come riempitivi ... il cagnolino e la pozzanghera in terra (forse pip??), la caffettiera, i cagnolini al tramonto, forse qualche macchinina (sto andando a memoria) ... insomma quasi un voler tornare alle origini, può essere?

Per quanto riguarda la storia ... forse nn è il massimo ma credo che ci possa stare, direi che si può leggere ...

Alla prossima,
ilbor

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Beh, ilbor, è da tanto che non lo leggo ma non credo che lo riprender? più. Ne ho un ricordo semplicemente pessimo, probabilmente il peggior Texone insieme a Mercanti di schiavi. Una storia brutta, ingenua e, ahimè, disegnata in maniera infelice.

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Ciao leo,
probabilmente avrai letto che ho "scoperto" da poco questo forum e, per "dire la mia", rileggo o risfoglio (a seconda dei casi) i vari albi per far riafforare o rimuginare sulle impressione avute ai tempi ... ed è giusto che ognuno di noi abbia idee differenti dagli altri, ci mancherebbe ... ora vado a scrivere del 4° texone Piombo Rovente che ho risfogliato ieri sera ... perchè leggerlo era chiedere veramente troppo ...

Un caro saluto, ilbor

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... rispetto ai post, aggiungo solo la mia classifica personale:
La mia classifica personale aggiornata a questo albo:
Trama.....................................Disegni
Terra senza Legge.................... Terra senza Legge
Il Segno del Serpente............... Il Segno del Serpente
Tex il Grande........................... Tex il Grande
;)
Alla prossima, ilbor

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Forse sono stato distratto da Galep che, nonostante si noti decisamente la "regressione" artistica del grande Aurelio, compie uno sforzo immane pur di regalare alla Storia texiana un albo di alta qualità stilistica (purtroppo, la malattia si è fatta sentire), ma la trama non mi ha disgustato così tanto. Certo, non è proprio originale (soprattutto perchè l'ha scritta uno sceneggiatore del calibro di Nizzi, che ci ha abituato a ben altre storie), ma nonostante ciò questo texone l'ho letto piacevolmente. Sicuramente, la scena finale (dove Sebastian viene ucciso dai serpenti) è il colpo di scena meglio riuscito della storia. Voto complessivo 6.5, ma propendo per il 7 in onore di Galep.

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