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ymalpas

[Texone N. 03] Il Segno Del Serpente

Voto alla storia  

34 members have voted

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Non memorabile ma...che spettacolo i disegni di Galep nel texone a colori. Si, d'accordo, era in fase calante, ha creato tavole migliori, tutto quello che volete ma se io chiudo gli occhi e penso a Tex vedo il Tex di Galep.

Edited by Old Pawnee Bill

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Texone secondo me  discreto . Lo spunto  è  decisamente intrigante: un libro misterioso, un antico monastero, un alchimista bel personaggio, tormentato, fra l' onesto e il disonesto. Terrificante la scena iniziale coi serpenti. Quando in scena ci sono Tex e Carson il ritmo rallenta un po' e diventa più scontata, ma si mantiene sempre su livelli più che sufficienti, grazie all' indubbio mestiere di Nizzi. Gli antagonisti sono piuttosto fiacchi, ma il finale è  decisamente intrigante, con la scoperta dell'oro finalmente riuscita e il sogno dell' alchimista che si infrange subito dopo.

 

I disegni di Galep, pur non  certo eccezionali, li giudico comunque sufficienti.

Voto 7

Edited by Grande Tex

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Piccolo passo falso di Nizzi in un periodo in cui sfornava una bella storia dietro l'altra.

Questa non ha difetti evidenti, ma risulta un pò noiosa e priva di mordente forse perché priva di avversari all'altezza.
Voto alla storia: 6,2
Voto ai disegni: 7,5

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Storia "cucita"su misura per Galep.

Un personaggio intrigante e tormentato,il bibliotecario che custodisce il segreto della pietra filosofale.bel topos!la pietra filosofale è stata infatti nei secoli diciottesimo e diciannovesimo una vera e propria ossessione per gli alchimisti e per gli illuminati (così di facevano chiamare molti gruppi di massoni)...in realtà,gli alchimisti illuminati cercavano di scoprire il segreto della pietra non tanto per arricchirsi quanto perché l' oro, secondo la scala dei metalli, è il più puro in natura e si riteneva essere l'elemento più vicino al Divino.

Da vecchio volpone, Nizzi nella ricerca del segreto affianca al bibliotecario (che rappresenta appunto il classico alchimista "illuminato",ossessionato dalla perfezione e non dalla ricchezza)un farabutto che invece vuole solo arricchirsi.

Lo stesso bibliotecario, con il cervello del tutto obnubilato e accecato dalla sua presunzione, reo di non aver seguito il diktat del vecchio frate rettore del monastero,che gli aveva proibito di aprire il libro, verrà punito per la sua superbia dal fato.

Una storia particolare e molto intrigante,da rileggere con attenzione ogni volta.anche l utilizzo dei serpenti è un chiaro riferimento massonico,a mio modo di vedere.

 

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Concordo in pieno con il giudizio di Barbanera, nel suo commento ritrovo il mio pensiero su questa bella storia.

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