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ymalpas

Come lavorava Galep sulle prime tavole di Tex

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33 minuti fa, ymalpas dice:

 

 

Perché questa tavola di Vindex è ritagliata e quelle postate sopra appartenenti alla medesima storia invece non lo sono ?

Possibile che Galep nella stessa storia abbia lavorato su tavole intere e anche su singole strisce ? Ipotesi assurda.

La risposta più plausibile è che tutte le tavole erano inizialmente intere e solo successivamente alcune sono state ritagliate.

Il perché tutte non abbiano subito la stessa sorte resta un mistero ma non è che metta in dubbio questo metodo di lavorazione.

 

 

 

 

Anche Ticci. Ma niente toglie che all'inizio Galep lavorasse su tavola intera e poi, col passare degli anni, sia passato alla striscia singola. Il fatto che sulla Serie Gigante inedita lavorasse in un certo modo non esclude che dieci o vent'anni prima lavorasse in un altro modo.

 

 

Cioè, uno passa alla STRISCIA quando ormai potrebbe disegnato TAVOLE per la nuova serie mensile?  Ho sempre pensato che facesse strisce perchè era abituato a farle, tutto qui.

 

 

Modificato da borden

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Comincio a ricordare qualcosina delle cose rimuginate oggi.

Il formato striscia nasce (non mi smentirete anche questo spero), per ridurre il formato degli albi per carenze di carta e

per mantenere il costo di produzione e di vendita.

La stampa ha i suoi formati da tempo immemore, un foglio si può piegare un certo numero di volte, ma ogni volta

i problemi tecnici aumentano (i bordi esterni diminuiscono, la spillatura diventa sempre più difficile, la copertina deve

diventare sempre più grossa ecc…)

L'idea geniale dell'Audace (sicuramente copiata o reinventata dagli esempi simili da Torelli ai comics promozionali USA)

è fare un albo normale, ma dividerlo in tre.

Oggi la soluzione più semplice sarebbe riprodurre tre pagine uguali, stampare, rilegare e poi tagliare tre strisce,

ma negli anni quaranta/cinquanta la tipografia è ancora in auge, quindi i disegni vengono fotografati su una lastra di 

vetro in negativo che poi servirà ad incidere un cliscé in metallo (credo zinco) e poi sviluppato con acido nitrico (un

procedimento costoso e lento). Allora la soluzione è preparare tre albi in contemporanea. Il primo sarà distribuito

la prima settimana, il secondo la seconda e l'ultimo alla terza, guadagnando il tempo necessario per la produzione

di altri tre albi da stampare.

Borden, in quanto professionista di quello che accade prima della preparazione delle matrici di stampa

è stato irremovibile: non è umanamente possibile preparare tre albi consecutivi nello stesso momento.

Immagino sia stato anche il pensiero di G.L. Bonelli quando si paventò questa strategia di lavoro.

Io prendo per buona la sua visione. Allora la produzione dei disegni resta ferma finché Galep avrà la sceneggiatura

completa dei primi tre episodi (che guarda caso compongono la storia del "Totem misterioso").

Chi avesse tempo per fare una ricerca per mio conto, dovrebbe contare tre albetti alla volta e arrivare fino alla

storia realizzata completamente da Mario Uggeri. Se la sua inizia al n. 1 di tre e prosegue per tre episodi alla

volta fino alla conclusione allora crediamo al suo racconto. Altrimenti se risulta che le sue tavole "tre in uno"

si accavallano all'inizio o alla fine con episodi di Galleppini la storia perde di credibilità.

Perché la prima tavola di Tex è ritagliata e riassemblata invece molte altre no?

Il falso storico potrebbe essere proprio la pagina degli "scagnozzi": rimessa assieme per portarla alle mostre

e farle ammirare ai gonzi come il sottoscritto, che avrebbe fatto un sacco di storie se in quel quadro non fosse

stata presente la sequenza corretta.

Allora gli albi d'oro come sono stati realizzati?

Ricordate che vi ho detto che i cliscé costavano cari?

Hanno tagliato quelli, difatti a ogni ristampa il segno diventa sempre più grossolano e spesso,

sintomo che lo zinco di è consumato a forza di farsi schiacciare dalla pressa.

Hasta Luego compadres, non ho altro da ipotizzare, perché questa bella storia è solo la mia versione.

 

  • +1 1

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Ai tempi degli albi a strisce tutti i disegnatori della Bonelli, Galep, Letteri ed anche Ferri con Zagor disegnavano le singole strisce (ed infatti accanto ad ogni striscia c'è il numero del relativo albo segnato a matita che in fase di stampa sparisce) che poi sono state attaccate insieme successivamente per la stampa di una tavola intera (per essere presumibilmente tagliate dopo la stampa) ed aggiungevano, ritagliato ed incollato il numero a fondo pagina (Albi d'oro), ricordo che le dimensioni tavola disegnata, tavola stampata non sono di 1 a 1 ma vengono ridotte proporzionalmente. Galep, Letteri e Ferrri hanno continuato a disegnare, per un certo periodo, le singole strisce anche dopo e, soprattutto Letteri so che ha continuato con quel metodo fino al suo ultimo albo o quasi perché ormai era abituato così e non riusciva a fare una tavola intera.  Purtroppo non so come allegare le foto, ma il web è pieno delle i tavole che avrei voluto allegare.

 

 

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Segnalo che sull'argomento F. Bosco è intervenuto con un bell'articolo nell'ultimissimo numero della rivista Texiani in libera uscita n. 13 del dicembre 2018 scaricabile gratuitamente dal sito Baci e Spari.

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