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ymalpas

[Texone N. 07] Il Pueblo Perduto

Voto alla storia  

25 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità annuale: Giugno 1994



Lo stregone Tumako e sua nipote Malapay sono stati rapiti dalla riserva papago dagli sgherri del ricco Stanley Jackson. Tex e Carson scoprono che un certo professor Montoya aveva consultato lo sciamano riguardo a una mappa che doveva condurre alle favolose ricchezze di un villaggio perduto. Lo studioso è stato tradito dal suo assistente Rochas che ha stretto un patto con Jackson, mettendo come guida della spedizione archeologica un uomo del boss! Ma Pueblo Perdido non porta fortuna ai suoi profanatori perchè una maledizione incombe su quelle vetuste mura!
 

 

 

©  Sergio Bonelli Editore

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Storia che, da quanto ricordo, inizia in modo molto ben costruito e, purtroppo, veritiero. I due grandi scontri sono suddivisi da una lunga ed apparentemente infinita strada. Una storia però che, a mio avviso, si perde tra le altre, senza offrire niente di speciale.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Concordo appieno con TexF. La storia in sè non è male ( il tratto grafico di Ticci invece è sempre un capolavoro ) però perde di mordente nel finale... diavolo quando i "cattivi" cercano di arrivare alla stanza del tesoro sembra di assistere ad un film di Indiana Jones con pali acuminati che spuntano da sotto il pavimento ecc.... Indubbiamente ho letto texoni migliori!!!

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Guest Wasted Years

Signori, finalmente ho riletto il Texone di Ticci, andandomenlo a ricomprare dopo averlo smarrito a suo tempo. Nizzi trae moltissimo spunto dal Tesoro di Victorio (strano, non credevo usasse far così :trapper:), imbastisce una storia interessante, poi la fa naufragare in maniera abbastanza scialba. Niente di speciale, ma se leggi cosa propone la serie regolare oggi, DA APPLAUSI!I pard fanno una figura dignitosissima, e al tempo di oggi siamo disabituati. Bellissimi i disegni di Ticci, le ambientazioni così aperte gli fanno dare il meglio di sè... :inch: 4 il soggetto (visto e rivisto...), 7 la sceneggiatura (... però ben rivisitato), 9 i disegni!diciamo 7 (come il suo numero)!

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Il mio commento anche a questo texone di Ticci. Non è un capolavoro, come è stato già detto più volte in passato c'è indubbiamente di meglio, ma è pur sempre una storia dignitosa del buon Nizzi, allietata dalle spendide tavole del maestro senese. Voto 7. Il tema è classico: la caccia al tesoro, che in questa avventura coincide con le ricchezze dei gesuiti, nascoste in fretta e furia in un antico e sperduto pueblo anasazi. Il tema della cacciata della Compagnia di Gesè nel 1767 dall'America Latina, per ordine di sua maest? il re di Spagna, è stato probabilmente suggerito a Nizzi dallo splendido film ( datato 1986 ) "The Mission". Tutte da vedere le immagini di Ticci che illustrano il flashback. Su Tex i tesori nascosti non abbondano, la storia di riferimento ?, togliamo pure il forse, "Il tesoro di Victorio". Per stessa ammissione di Nizzi, è quasi sempre la saga del ranger ( ovvero i passati lavori di G. L. Bonelli ) a fornire la materia prima per le sue nuove storie. La trama ha un impianto classico, si tratta per i due pards di inseguire e raggiungere nel finale il gruppo di bandidos, seminando degli ostacoli lungo il percorso. Non è che brilli di fine inventiva l'autore, ma ha pur sempre qualche colpo in canna che sorprende positivamente il lettore, evitando gli sbadigli altrimenti immancabili. Mi riferisco ad esempio al supplizio del messicano Montoya a cui un apache ha tagliato le palpebre, oppure alla sentinella solitaria del pueblo perdido, per finire con i trabocchetti lungo i cunicoli del portano al tesoro. Ticci le donne le disegna sempre uguali, anche quando dovrebbero essere delle bellezze sono in realtà appena guardabili. E pur sapendo che sono il suo punto debole, Nizzi ne mette una che ha un ruolo da co-protagonista per circa un centinaio di pagine. Verrebbe quasi da dire, le stranezze della vita...

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io sono abbastanza d'accordo con voi, il finale mi pare un po' affrettato, considerate le premesse e l'ambientazione avrebbe potuto essere molto più "epico"... :)comunque la storia è intrigante, non manca di passaggi forti, ad esempio il ritrovamento del torturato montoya, o il tentativo di violenza nei confronti della giovane indiana, e i disegni di ticci sono spettacolari!! voto 8 e crepi l'avarizia!..

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Che ci crediate o no... il buon Texone è arrivato sin in Germania! (A casa ho anche l' "originale", ma poterlo rileggere m'ha tolto un po' di testa sta lingua crucca)Allora, cosa si può dire... I miei ricordi erano esatti. Una storia che inizia bene, un buon Tex, un Carson molto piacevole ed una storia ben "pensata". Se ci soffermiamo possiamo notare che, tutto sommato, i pard sono assai marginali. Ci sono solo due scontri "cercati", uno più ad un terzo (dove salvano la nativa), uno alla fine, prima di dover fuggire dalla montagna. Ciò però non pesa proprio per il buon gioco di Nizzi. L'autore infatti ci offre un buon inizio, una sparatoria notturna, dei Tex e Carson caritatevoli che si prendono cura d'un ferito/moribondo (sinceramente, oggi vedremmo al massimo due vignette per una situazione simile) e dei buoni "andierivieni" dai due rangers ai cattivi. Un aspetto che sarebbe interessante discutere, ma lo farà in altra sede dato che esiste già una discussione appropriata (qui), è il rapporto tra Tex e Malapay... Voto complessivo... darei un 8, principalmente per l'idea non idea, e per il finale malgrado tutto assai scialbo. Per concludere però, vorrei dire che l'albo si f? leggere e non lascia delusioni alla fine. Poteva dare di più, ma ha dato a sufficienza per esser un buon albo.

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il mio amore per l' archeologia me lo ha fatto apprezzare di più... ma in questa storia c'è un Tex "normale" a cui non puoi attribuire nessun difetto. Pose, scene, virilit?.... si mischiano storie vere e leggende.... Tex diventa quasi il filo rosso che unisce tutto in un contesto davvero affascinante... Nizzi e Ticci hanno dato davvero il massimo! I paesaggi sono meravigliosi e, molte scene, malgrado molto forti, includono la vera faccia dei "pericoli" e della vita del West! il mio voto è un 9 pieno e complessivo per tutte le emozioni provate nella lettura....(Dimmi te se non è figoso il tex con la mano sul cinturone che indica la via a Carson.... una leggenda....)Inoltre l' intervento iniziale di Boselli merita un bel apprezzamento.

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Inizio sicuramente piu promettente, bello il combattimento all'inizio, quando tex e kit vengono sorpresi dalle rocce. Bello quando sfuggono per un pelo alla frana. Errore secondo me nel mostrare troppo presto

il vecchio guardiano, si intuisce un po' che è l'ultimo guardiano del pueblo, e questo rende meno "misteriosa" la sparizione dell'indiano, della scala e altri incidenti.
. Non ho capito perchè
non fanno subito secco Jackson, visto che non avevano piu bisogno ne di montoya ma tantomeno di lui
. Finale un po' affrettato, ma plausibile, anche se comunque non molto carismatico. In definitiva, sette e mezzo per me :)

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anche se la storia non spicca per originalità, devo dire che questo è un Texone tra i più riusciti, complici forse i disegni di un Maestro come Ticci!la storia ha un ritmo frenetico e coinvolgente, anche se non succede niente di imprevedibile... C'è solo una piccola cosa che mi sono sempre chiesto... Tumako è l'anziano sciamano di una tribù... poi si scopre che l'altrettanto anziano guardiano del pueblo perdido è il figlio di Tumako... mi sorge una domanda: se il figlio è sulla settantina, ma quanti anni ha il padre???... probabilmente a quell'epoca ci si sposava presto.... :huh:

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(Nightwing@ 12 marzo 2008 ore 10:19 )

Errore secondo me nel mostrare troppo presto
(click to show/hide)
il vecchio guardiano, si intuisce un po' che è l'ultimo guardiano del pueblo, e questo rende meno "misteriosa" la sparizione dell'indiano, della scala e altri incidenti.
.
Non ho capito perchè
(click to show/hide)
non fanno subito secco Jackson, visto che non avevano piu bisogno ne di montoya ma tantomeno di lui

Per quanto riguarda il primo difetto rilevato da Nightwing, bisogna dire che
il guardiano compare soltanto una ventina di pagine prima della conclusione, e quindi a mio parere non si perde moltissimo mistero, mentre in compenso ci si può concentrare di più sulle incalzanti scene d'azione del finale.
Riguardo al secondo punto
Rochas( non Jackson, che è il gran capo della banda) non viene ucciso subito, in primo luogo perchè qualche sua indicazione per orientarsi nel pueblo, ancorch? non indispensabile, potrebbe rivelarsi utile per i banditi; inoltre, solo e poco avvezzo a viaggiare nel deserto com'? ( il sole cocente lo riduce quasi ad uno straccio ), non può certo rappresentare un pericolo per Jackson e i suoi, che lo uccidono semplicemente perchè lui li va a stuzzicare
.

Un difetto più accentuato della storia potrebbe essere rappresentato dal carattere che Nizzi attribuisce al professor Montoya, colui che con le sue ricerche è l'involontaria causa scatenante della "caccia al tesoro" e dei crimini ad essa collegati; lo studioso messicano è infatti presentato come il classico "scienziato con la testa fra le nuvole", un po' troppo ingenuo e unilaterale nel suo ardore conoscitivo, anche se Nizzi cerca comunque di dargli un po' più di realismo attribuendo la sua indifferenza al guadagno a pura e semplice sete di gloria.
Dimenticavo: anche stavolta, come nella storia di Lucero ( non so se per volere di Nizzi o di Ticci ) i gesuiti evocati nel flashback sono raffigurati con tonache da francescani.

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A me la storia è sembrata decente, un buon Nizzi.
la sceneggiatura della prima parte non è affatto male: è abbastanza vigorosa.
La parte finale riesce a tenere anche se un pueblo che implode ... ci vuole una bella fantasia.
Tra l'altro, ho potuto vedere la sceneggiatura originale di Nizzi da Giovanni Ticci: quel giorno ero a casa sua :inch: era il dicembre del 1993.
Sui disegni, concordo anch'io che sono assolutamente straordinari e ficcarsi dentro le vignette di questo grande artista è come essere direttamente dentro la storia... però a Ticci non convinse per niente essere pubblicato "fuori" dalla serie regolare percui non dovette amare troppo questo texone per via del formato che penalizz? i disegni.
Mi ricordo benissimo che mentre si discuteva delle cactacee afflosciate che appaiono sull'albo (io appassionato)e che lui ama rappresentare nel loro vero ambiente (Carnegieia gigantea "il Saguaro", le opuntie ecc..), mostr? un certo distacco dalle tavole con disegni che, ingranditi, avrebbero potuto dare problemi di "tenuta" e tra queste una pagina con le cactacee.

comunque, molto carina la scena di Tex che copre col cappello la lucertola per attirare il bandito.

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Probabilmente Nizzi, per il finale di questo Texone, ha si è ispirato a due diffferenti ( ma convergenti ) modelli:a) Nelle storie di GLB ambientate in localit? "strane" o "esotiche", spesso la conclusione della vicenda è contrassegnata da cataclismi a cui Tex e i pards sfuggono a stento ( così è ne "La Città d'oro", "Le terre dell''abisso " e "Un mondo perduto" ); rispetto ai modelli bonelliani, comunque, la storia nizziana ha un finale di gran lunga meno amaro ( Tex e Carson qui almeno riescono a punire i "cattivi", mentre non sono in grado di impedire la distruzione della Città d'Oro, di evitare la morte del giovane navajo da loro trovato tra i cavernicoli o di far riavere a suo figlio il professor Steiner ). b ) Come ho detto in un precedente post, il Pueblo Perduto è un luogo da film di Indiana Jones; non c'è perciò da stupirsi che anche il finale della storia ammicchi alle pellicole avventurose di Spielberg.

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per me il texone di ticci e più che godibile e vero...
la storia sembra gia vista ma e lontana dall'essere inguardabile..

la classica vicenda con mappe e tesori nascosti..
molto bello il finale della storia.. con le trappole dei gesuiti!

i disegni sono come sempre bellissimi.. ticci non delude mai..
bello il suo tex e bello sopratutto il suo pueblo nascosto nella mesa..

VOTO 7 su 10

Immagine postata

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In effetti la storia è molto classica, però si sviluppa bene e con i giusti spazi, tranne che per il finale che mi è parso fin troppo veloce ed affrettato... Un Texone ordinario, insomma, dove la trama è abbastanza semplice ma i disegni semplicemente meravigliosi! I paesaggi che disegna Ticci sono davvero fenomenali, e molto bella è anche la rappresentazione del Pueblo ''incastonato'' nella roccia. Direi che un sette andrebbe bene, ma considerati i disegni (e il fatto che Ticci è il mio preferito) saliamo decisamente all'otto!

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Ho acquistato questo Texone in una fumetteria che ho scoperto essere vicino casa mia (ed in 21 anni non me ne ero mai accorto -.-''). Beh, diciamo che sono andato sul sicuro, poich? i disegni di Ticci li venero. E difatti, non hanno minimamente deluso le mie aspettative!Per quanto riguarda la storia, l'ho trovata interessante, carica di colpi di scena e di scene di azione, ma che, alla fine dei conti, rientra nell'elenco di storie "belle ma non eccezionali". Questo non vuole minimamente essere una critica a Nizzi, che personalmente ritengo più che in grado di sfornare capolavori, come del resto ho avuto modo di apprezzare nella mia esperienza di Texiano. Forse la fine un po' catastrofica/scontata, ma ha contribuito Ticci a renderla veramente suggestiva!Voto: 8.5 (arrotondato a 9 nel sondaggio)

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Poco da aggiungere a quanto già scritto dagli altri. In effetti la storia parte bene e ti fa sperare in uno svolgimento un p? meno piatto ma tutto sommato, anche se il finale non è di quello che ricorderai a lungo, questo Texone non fa comunque rimpiangere i soldi spesi. Anzi, se pensi solo ai disegni ti viene spontaneo dargli un bel nove ma dato che conta pure la storia credo che un otto e mezzo basti e avanzi.

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