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ymalpas

[Texone N. 11] L'ultima Frontiera

Voto alla storia  

33 voti

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Speciale Tex n. 11

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Goran Parlov
Periodicità annuale: Luglio 1997


Il mezzosangue Jesus Zane, figlio della donna indiana Cuore D'Anatra e di un trapper che l'aveva violentata, è fuggito dopo aver accoltellato un prete della missione dov?era cresciuto e ora, arricchitosi con il traffico di armi e whisky nel Saskatchewan, sta facendo scorrere il sangue degli odiati bianchi. Una bella grana per le Giubbe Rosse di Jim Brandon. Tex e Carson, affiancati da Gros-Jean, devono agguantare il vendicativo meticcio prima che possa far male a Sheewa, un'indiana che Jesus amava da giovane e che a lui aveva preferito l'amico comune Nat!



ym

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Vedo che ancora nessuno ha dedicato una riga alla recensione di questo texone, il migliore, secondo solo a quello di Magnus ( e non tanto per la storia ma per i disegni del maestro ). Una storia ambientata nel grande Nord, tra foreste vergini, laghi e mille fiumi, uno scenario da sempre indimenticabile, dove Nizzi riesce nella non facile impresa di creare una storia dove azione e sentimento si intrecciano alla perfezione. Un piccolo capolavoro di idee che nella serie regolare non sempre hanno trovato spazio data la loro natura. Il compito dello sceneggiatore, parlando di temi come la gelosia, la vendetta, l'amicizia violata, la crudeltà.... non era per niente facile, ma la maestria del Nizzi di quegli anni era davvero lodevole, tanto che egli riesce a non cadere nella facile trappola del lacrimevole, ma lascia nel lettore solo una profonda traccia di amarezza, per come sono andate a finire le cose alla fine, per la morte di tutti i protagonisti. Nizzi ha obiettato in una passata intervista il ruolo tutto sommato non centralissimo di Tex nell'azione. E' vero, è un Tex quasi boselliano, ma un Tex comunque sempre sopra le righe. Bellissima la scena del suo duello con Jesus Zane e la tragica fine di quest'ultimo. Vera poesia la pagina finale del texone... da leggere e rileggere!Un ultimo accenno al lavoro grafico di Goran Parlov. Pienamente a suo agio con l'ambiente e l'atmosfera proposta dalla storia, si segnala soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, in primis Zane ma non da meno gli è la bellissima Sheewa. Ottima anche la sua interpretazione degli altri personaggi: un gran bel Tex, un Jim Brandon e un Gros Jean credibili e realistici. Peccato non abbia più continuato sulla serie regolare di Tex. Ritornando su Gros Jean, da citare la scena in cui accoppa la vecchia domestica, ruba un sorriso al lettore e dimostra ancora una volta che il Nizzi d'annata, con l'ironia ci sapeva davvero fare. E' una cosa che nel frattempo si è persa. Concludo, ... avercene di texoni così!Voto: 9 1/2

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Ottimo albo effettivamente, in cui l'atmosfera dei disegni ci trasporta realmente nel Canada innevato. Un Nizzi che, oltre a giocare sul piano psicologico all'interno dell'albo, riesce a trasmettere le emozioni anche all'esterno dello stesso, catturando il lettore e trasmettendogli -almeno a me- quella voglia di giungere sino in fondo alla questione. Il ruolo non centrale di Tex non pesa affatto, data la buona struttura narrativa. Il crescendo che ci porta dal passato al presente con l'avvicinarsi della "preda" (sempre che i miei ricordi della storia non mi tradiscono) vanno di pari passo con la presenza di Tex, giungendo poi al culmine, con un Tex che non delude. Seguendo Ym invito chi non l'avesse ancora fatto a leggere l'albo.

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Nell'intervista rilasciata a Ubc Nizzi si eprimeva in questi termini:


... L'anno prima a vincere ( un referendum indetto dalla rivista Dime Press, n. d. a. ) fu una delle mie storie che considero meno fedeli al modello tradizionale. Parlo del Texone "L'ultima frontiera", disegnato da Parlov. Anche in quella storia il vero protagonista non era Tex, ma il terzetto di giovani (il ragazzo bianco, la giovane indiana ed il meticcio). è chiaro che se riesci a mettere Tex in un angolo, puoi sviluppare in maniera molto più approfondita le vicende dei co-protagonisti, e se queste vicende sono interessanti o commoventi, la storia può risultare più intrigante. Ma, ripeto, è un gioco pericoloso...

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Bhè... è vero che non puoi farlo sempre, e sicuramente non puoi permettertelo sull'albo regolare con le direttive odierne (non ci sarebbe il tempo), però negli albi speciali quali Maxi e Texoni secondo me è qualcosa d'intrigante, in quanto offre un mondo infinitamente più dettagliato, integrando così ulteriormente il lettore nella storia.

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Guest Wasted Years

[...] però negli albi speciali quali Maxi e Texoni secondo me è qualcosa d'intrigante, in quanto offre un mondo infinitamente più dettagliato, integrando così ulteriormente il lettore nella storia.

Sono d'accordissimo. Altrimenti perchè si chiamerebbero albi speciali?Proprio in questi si può sperimentare. Basta vedere cosa ha fatto Boselli nel suo Texone, dove Tex faceva solo da comprimario...

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Sono d'accordissimo. Altrimenti perchè si chiamerebbero albi speciali?Proprio in questi si può sperimentare. Basta vedere cosa ha fatto Boselli nel suo Texone, dove Tex faceva solo da comprimario...

Altro grandissimo texone quello di Boselli, di cui abbiamo ampiamente discusso nei mesi scorsi nel topic dedicato alla storia. Disegnato da Font, artista molto caro a Parlov ( che nelle pagine iniziali dedicate all'intervista, esprime tutto il suo apprezzamento verso il suo stile, dichiarando anche che Font è una delle sue fonti di ispirazione... che nel texone va comunque in larga misura addebitata ai lavori che il grande Hugo Pratt aveva dedicato al Canada: "Wheeling" e "L'uomo del grande Nord" ).

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Dall'articolo di Graziano Frediani contenuto nel texone, prendo la bella descrizione che ha fatto del protagonista Jesus Zane:


E' in questa imponente distesa di alberi e acqua che prende forma la figura di Jesus Zane, il mezzosangue che, da astuto e imprendibile antagonista quale si presenta all'inizio, riesce a trasformarsi, pagina dopo pagina, nel vero tragico coprotagonista de "L'ultima frontiera". Divorato da un odio implacabile verso i bianchi, ossessionato dal ricordo di un amore perduto, che pretende di riconquistare anche a costo di ricorrere alla più cieca e ingiustificata violenza, Jesus Zane è uno di quei personaggi che lasciano il segno, per il fascino romantico e "maledetto" da cui sono circondati in ogni momento della loro sanguinaria esistenza, ma anche, e soprattutto, per la folle velocit? con cui corrono a testa bassa verso il loro ineluttabile destino. Il volto magro e affilato, i lunghi capelli incolti, neri come la pece, gli occhi taglienti come due lame di coltello, i gesti nervosi e fulminei, tipici di chi è abituato a sospettare, da sempre, di tutto e di tutti... Non c'è un solo particolare, anatomico o caratteriale, di Jesus Zane che non giustifichi le espressioni usate da Jim Brandon nel presentarlo a Tex: "un demonio uscito dritto dall'inferno".



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La bella Sheewa, della quale Jesus Zane è profondamente innamorato.


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Tex e Jim. La Giubba Rossa resta una figura ( quasi del tutto ) estranea alla storia. Con un classico escamotage, il suo ferimento, Claudio Nizzi esclude Jim Brandon dal gioco, lasciando campo libero a Tex, Carson e... Gros Jean! Da non dimenticare la citazione che Nizzi fa all'inizio della storia, di un'altra storica avventura nordica della serie regolare di Tex, quella nolittiana di Fort Whoop-Up!

.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una storia a mio parere bellissima.... Jesus Zane è forse uno dei personaggi meglio definiti a livello psicologico dal caro Nizzi. Un odio profondo per la razza bianca nato e cresciuto all'ombra di un terribile delitto quale lo stupro. Ombra che incombe su Jesus come una sorta di spada di Damocle e che lo spinge a distruggere tutto ciò che porta il marchio del suo passato.... Anche se il buon vecchio Jim ( personaggio a me molto caro ) viene segregata in un ruolo da "procacciatore di missioni", penso che Nizzi abbia creato una storia magistrale con personaggi profondi e sfaccettati, riuscendo ad alternare sentimenti antipodici come amore-odio, giustizia-vendetta, rancore-perdono tramite tre personaggi chiave che marceranno inesorabili verso la propria autodistruzione.... Che dire se non ..... complimenti Claudio!!!!

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La storia di questo texone è epica e coinvolgente... uno tra i migliori texoni in assoluto, e forse è una tra le più belle e drammatiche storie di Tex..... Nizzi riesce ad intrecciare le storie di tre ragazzi con grande abilità, giocando sulla psicologia dei personaggi e sulle loro debolezze, giocando anche sugli sguardi, duri e aghiaccianti di Jesus Zane, timidi e innocenti dell'indiana Sheewa..... e pur in un'atmosfera di grande drammaticit?, ecco che Nizzi riesce anche a regalarci piccoli momenti esilaranti, che "alleggeriscono" la narrazione: basta dare un'occhiata alle pagine in cui tex massacra il losco trafficante di armi... scene fantastiche che ricordano ancora una volta, la grande capacità di Nizzi di far sorridere anche nei momenti più cupi... Nizzi si rivela inoltre abile a mantenere alta la tensione per tutta la storia, giocando molto sui silenzi che accompagnano la storia, lasciando al lettore il compito di immaginare i pensieri che si affollano nelle menti dei protagonisti... ... i pensieri, abilmente "raccontati" dal prodigioso pennello di Parlov, che, ormai all'apice della sua maturit? artistica, riesce a far "recitare" i suoi personaggi di carta... il suo segno morbido e moderno riesce a conferire maggior fascino alla storia... Un bellissimo tributo a Hugo Pratt, in cui non mancano anche delle splendide citazioni ai suoi più grandi capolavori: il cognato di Naso Gobbo, Luis, assomiglia terribilmente a Corto Maltese con il raffreddore!!In sostanza, una storia dal ritmo apassionante e coinvolgente, un piccolo capolavoro nella schiera dei texoni!Voto: 10,5

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Guest Wasted Years

Fantastico albo, oserei definirlo una perla. La prima cosa che colpisce sono i disegni. Si intuisce subito che a realizzarli è stato un disegnatore dal talento immenso. Sono "pieni", dettagliati ma anche essenziali, fluidi, dinamici, puliti ma "vivi", e ogni illustrazione è merita un secondo ed anche un terzo sguardo. Bellissimi!Inoltre la trama sembra (e forse lo ?) studiata apposta per valorizzare questa capacità di rendere l'ambiente e i personaggi. Bellissimi gli sfondi, memorabili i personaggi, a cominciare proprio dai tre ragazzi che, cresciuti, andranno incontro ad un triste destino. Il cattivo di turno è ben lontano dal classico giovincello indiano testa calda alla Cuervo Malo, ha una profonda psicologia e rimane impreso nel lettore, per il dolore cupo e sordo che porta con sè. La storia, come già giustamente notato, riesce ad avere quell'equilibrio tra tempi "comici" e "drammatici" che è tipica delle migliori storie di Tex. Bellissimi i disegni, bella ed equilibrata la trama, memorabili i personaggi, un TEXONE superconsigliato!9 tendente al 9,5

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L'ambientazione "nevosa" mi piace davvero tanto e pure i disegni sono davvero godibilibelle le divise con pellicciona delle giubbe rossesceneggiatura interessante anche

se molto triste per la morte dei due ragazzi e alla fine anche la morte di Jesus spiace un poco dato che si arriva ad una approfondita conoscenza psicologica del personaggio
voto 9

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Bella. E se lo dico io di Nizzi vuol dire tutto... davvero una bella storia, con personaggi studiati e situazioni azzeccate. Una sola incognruenza: il gros jean che Carson meravigliato descrive con un "dove hai imparato a sparare così bene" è lo stesso "Miglior tiratore del canada" con cui veniva presentato il giovane gros jean nel numero 10° Per il resto... ottima storia...

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Gros Jean è un trapper, quindi con gli archibugi ci dovrebbe proprio saper fare, no è La confusione si è creata con Pat che invece non ha mai usato un'arma da fuoco, e credo che risalga agli anni ottanta ( ma non so dire quale storia e quale autore ).

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La trasformazione di Gros - Jean in versione franco - canadese di Pat Mc Ryan per quel che mi risulta è stata effettuata dallo stesso GLB: già in "La bufera" ( nn. 75 - 76 ) il trapper, quando con Tex e Carson viene assediato dai lupi in una capanna in rovina, dice che non sparer? contro di loro perchè non è un buon tiratore. Semmai è stato Nizzi ne "I predatori del grande Nord" a fargli per primo riacquistare abilità nell'uso delle armi.

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Come ha affermato lo stesso Nizzi ( e ci ha ricordato Ymalpas ), "'L'ultima frontiera" è una storia texiana piuttosto atipica, focalizzata sull'antagonista Jesus Zane e sui coprotagonisti Nat e Shaweea e non su Tex. Sembra comunque anche a me, come agli altri che hanno commentato la storia, che la vicenda ci abbia guadagnato senza che Tex ne scapitasse più di tanto, dato che il triangolo sentimentale al centro della trama è stato presentato con finezza e sensibilit? psicologica, mentre Tex, oltre ad essere in forma come nelle occasioni migliori, ha incarnato anche qui, come in "Massacro", la Giustizia Vendicatrice ( il suo comportamento con Zane in occasione del duello finale è chiaramente reminiscente di quello tenuto in analoghe circostanze con Fraser, anche se Nizzi, testimoniando anche in questa circostanza il suo rispetto per questa figura di "cattivo" resa tale in gran parte da una vita trascorsa in mezzo al male e al dolore, fa in modo che Zane si sottragga ad una lunga agonia ). Si potrebbe al limite eccepire qualcosa sul rifiuto che il nostro ranger oppone alla richiesta di Nat di accompagnare lui, Carson e Gros - Jean nella loro caccia al bandito mezzosangue: le sue motivazioni ed il suo atteggiamento sono, come è buona tradizione del Tex nizziano, lucidamente razionali ed espresse in forma decisa ma pacata; tutto ciò però impedisce a Tex di capire il dramma che si agita nella mente del marito di Sheewa che considera suo impegno d'onore dedicarsi anima e corpo, anche da solo, alla liberazione dell'amata, tanto più in quanto Zane lo ha sfidato da uomo a uomo sul piano personale. Nat attua le sue intenzioni con tenacia, perseveranza ed abilità; la fortuna però ad un certo punto gli si dichiara contro e tanto lui che la sua sposa finiscono per soccombere, anche se la cosa finisce per esacerbare anche il tormento di Zane, davvero e più che mai "nato per spargere la morte e il dolore" e negato alla felicit?, come gli dice con l'ultimo fiato in corpo Shaweea. Carson e Gros - Jean danno un valido contributo alla trama tanto sul piano dell'azione che dei siparietti comici ( particolarmente benvenuti in una vicenda drammatica e passionale come questa ), mentre più limitato è il ruolo di Jim Brandon, comunque parzialmente risarcito dal "cameo" costituito dalla drammatica scena introduttiva ). I disegni di Goran Parlov sono vigorosi, con figure quasi intagliate nel legno, ma sono anche sostanzialmente fedeli alla tipologia dei personaggi: Tex, Gros- Jean e Carson e Jim Brandon sono molto gradevoli e davvero incisivi anche i tre coprotagonisti; solo verso la fine dell'albo si incontrano IMHO alcune vignette rese con troppo pochi tocchi e con personaggi troppo poco definiti. In sintesi, IMHO: soggetto 9,5sceneggiatura 9,5disegni 9

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molto bello questo texone!.... l'ho letto tutto in una volta, tanto sono rimasto folgorato dalla scorrevole narrazione delle vicende... :capoInguerra: ho provato subito un'istintiva simpatia per il personaggio di nat....? un po' come tex, coraggioso, volenteroso(persino spiritoso :indiano: )ma, indubbiamente, più sfortunato di lui! :lupos: mi è dispiaciuto molto vederlo morire, e come lui anche la moglie sheewa :wub: alla fine, però, non ho potuto fare a meno di provare un po' di pietà anche per zane...? lui stesso, poco prima di darsi la morte, a spiegare chiaramente, sotto lo sguardo di un tex ferreo e placido, la triste condizione della sua vita... :( .... ciò che è mancato a zane, nella sua vita,? l'AMORE, quello stesso amore che lo stesso tex richiama nell'ultima pagina della storia, una sequenza fra le più poetiche che mi sia capitato di leggere su tex.... :inch: la battuta finale, sul parallelo fra il fiume, ignaro dei destini umani, e le tombe dei morti, riuniti alla fine dallo stesso destino,?, a mio giudizio, da incorniciare in un volume di alta poesia.... :generaleS:

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Finalmente è arrivata la ristampa Stella d'oro, che mi ha dato l'occasione di legere per la prima volta questa storia e colmare un importante buco nella mia collezione. L'inizio secondo me è splendido: c'è Jim Brandon, non c'è traccia di Tex, e ciò crea molta tensione, anche grazie agli splendidi disegni di Parlov (? forse il primo texone del quale i disegni non soltanto appagano la razionalit?, ma anche la leggibilità: PERFETTI). Poi la storia comincia con i soliti canoni nizziani, ma, nonostante un certo imbolsimento che in alcuni dialoghi legnosi e impersonali salta un po' fuori, Nizzi si mostra perfettamente in grado di gestire atmosfera ed emozioni. Certo, i flash-back sembrano sempre buttati l' il prima possibile (con l'eccezione di quello su Nat e Sheewa), ma a parte il fatto che Nizzi tale difetto l'ha sempre avuto anche nei propri periodi più floridi (vedere "La nave perduta"), la loro intensit? e drammaticit? spinge a sorvolare su tale dettaglio. Bello anche il riferimento alla nolittiana "La strage di Red Hill", che mostra la grande attenzione dell'autore verso il personaggio, e tale dato un po' mi ha stupito, poich? mi ha spinto a dare alla storia una datazione più tarda di quella che avrei pensato: dallo stile sembrava un Nizzi del tardo 300-primi 400, mentre invece dovrebbe essere un 400 inoltrato, e ciò col senno di poi si nota in alcune piccole sbavature, come la morte di Pat liquidata con una didascalia imbarazzante, ma globalmente il tutto resta molto buono. Si nota una decisa voglia di stupire (per quasi tutta la storia ci si chiede cosa mai potr? accadere, e ciò, scusatemi, non è proprio scontato), di percorrere binari non scontati, fino all'ultima, splendida pagina, che culmina con la classica ciliegia dell'ultima vignetta che, come ha già accennato Pippo, sarebbe da ascrivere alle migliori parole texiane di sempre. Una chiusura dimessamente lirica come piace a me. Globalmente un bell'otto ci sta tutto, forse anche qualcosa in più.

Modificato da virgin

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Stamattina al mercato della mia zona ho trovato questo texone più "Canyon Dorado" e "I predatori del deserto". In originale, a un euro l'uno. Lettura molto soddisfacente per lo svolgersi rapido della vicenda e per i repentini cambiamenti di scena. E, ciò che non guasta dopotutto, per una storia d'amore che non ne fa tuttavia qualcosa di mieloso, tutt'altro. Condivido con Pippo la pietà verso i tre veri protagonisti della storia; anche verso Jesus che, sebbene pietà non ne abbia avuto, e abbia meritato la sua fine per tutti gli atti criminosi che ha commesso (e soprattutto aver abbandonato il suo ex amico ad attendere una morte lenta ed atroce), ha vissuto una vita priva di felicit? e di amore, rifiutando tutte le mani che gli venivano tese. Voto: 8

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Scusate, ma... sono l'unico a vedere nell'ultima vignetta un riferimento al Foscolo di "finch? il Sole/ Risplender? sulle sciagure umane", l'ultimo verso del carme "Dei sepolcri"? :generaleS: Una certa comunanza c'è, qui dai toni meno eroici e più dimessi...

Modificato da virgin

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Non saprei dire se questa storia si possa considerare ai livelli degli altri capolavori nizziani, o della saga in genere;non saprei dirlo e, a essere sinceri, nemmeno mi interessa molto. Sta di fatto che, secondo me, questa storia è un Capolavoro. Nizzi è in una forma smagliante:? evidente che a questo Texone, omaggio in alcune parti evidente a Hugo Pratt(vedi il contrabbandiere ammalato), ci teneva davvero molto. La narrazione è perfetta:non una sbavatura, non una cosa fuori posto;i dialoghi sono talmente belli e scorrevoli, piacevolissimi, che le 220 pagine si leggono come se niente fosse. Anche le didascalie non appesantiscono la lettura:in questa storia sono più rare del solito, e quando ci sono non sono mai fini a se stesse, non descrivono quasi mai situazioni che il lettore ha già capito tramite i disegni. Nizzi le usa per sottolineare un momento importante, e per indagare e svelare a fondo lo stato d'animo dei suoi personaggi(per esempio, quando un Jesus Zane pieno di rancore passa la notte osservando la casa di Nat e Sheewa). Si alternano così, a situazioni più leggere tipiche di Nizzi e di Tex, situazioni estremamente drammatiche, sottolineate nella loro drammaticit? dalla calibrata narrazione:? il caso, tra le altre, della splendida scena iniziale, un piccolo gioiellino di tensione crescente. Si è detto che(e lo ha detto Nizzi stesso), che in questa storia Tex non è il vero protagonista, o almeno non è il protagonista assoluto. La cosa è probabilmente vera, eppure il Tex di questa storia è Tex, e quando compare, quello che fa rimane impresso;niente di eccezionale, si badi bene:Tex, nella sua carriera, ha fatto cose ben più strabilianti di quelle che fa in questo Texone. Ma quel poco che fa lo fa benissimo, ed è una goduria seguirlo nelle sue azioni:bellissima la scena finale in cui comincia a correre a perdifiato per la foresta, quando il nostro scopre che Jesus ha sfondato le barche:Tex non si arrende, e continua il suo inseguimento imperterrito, senza che lo sfiori minimamente l'idea di arrendersi;lui ha una missione da compiere, una vendetta da ottenere a tutti i costi, un assassino da fermare?e null'altro conta!Ripeto,? poca roba, ma è anche da queste piccole cose che si capisce cosa è un Eroe. Tante altre piccole cose, nel comportamento di Tex, mi sono piaciute:ad esempio quando non si scompone di fronte alla scena della ragazza maltrattata nel saloon. Gros Jean, uomo irruento,? già pronto ad intervenire, ma Tex rimane calmo e freddo:lui sa qual è il suo obiettivo, che è molto più importante di una scazzottata?Spassose, in puro stile texiano, le scene degli interrogatori:i Tex e Carson che si spacciano per due suore alla ricerca di anime traviate da redimere sono eccezionali!... bellissimo anche l'interrogatorio con il bagno non previsto per il secondo contrabbandiere!Sulla intera vicenda si respira un atmosfera di dramma, di tragicit? ineluttabile. Jesus Zane è una figura tragica:la sua vita inizia sotto il segno della violenza, una violenza che Jesus si porter? dietro come un'eredit? impossibile da lasciare, una malattia incurabile. Jesus è anche una vittima:vittima di un destino crudele che non gli lascia scampo, un destino di morte e violenza che lui non si era scelto. E Sheewa, in punto di morte, a ricordarglielo:"Tu sei nato... per spargere... il dolore... e la morte... attorno a te..."Questo lui lo sa già:?Io ho avuto?una nascita maledetta?e la mia vita è stata?solo un lungo inferno??La vittima Jesus non può far altro che accettare il suo destino:se violenza deve essere, che violenza sia!Il Destino, gli dei, il Caso(o chi per loro)sono accontentati:Jesus diventa una belva sanguinaria, che agisce non solo e non tanto per soldi, ma perchè il suo destino si compia. Non c'è pietà, nelle sue azioni, perchè essa non è contemplata dalla sua natura;vi ?, invece, tanta umanit?- una umanit? che disprezziamo e che ci fa paura, una umanit? che Tex combatte perchè è giusto che venga combattuta;una umanit? terribile e funesta:Jesus Zane è l'uomo che non vorremmo essere?ma è anche l'uomo che tutti potremmo essere, in questa o in altre vite?In realtà, ci è stato un momento in cui Jesus ha provato a ribellarsi al suo destino. Probabilmente ha anche pensato, seppur per pochi momenti, di aver vinto la battaglia?Disponeva,Jesus, di un'arma alcune volte invincibile, a cui tanti uomini fanno ricorso:l'amore. Ma l'amore è un'arma che molto spesso si inceppa, e si inceppa nel momento più inaspettato, quando si comincia a credere che la battaglia può finire con una vittoria?Jesus ha usato un'arma che si è inceppata?Capisce allora che la battaglia è persa, capisce che il suo destino non può essere cambiato in alcun modo;non può, dunque, che arrendersi alla violenza, non può che assecondare la sua natura infausta:non gli rimane nessun altra strada percorribile?Alla fine di questo tragico percorso, la Morte, tante volte data, che ora arriva per lui:?Sono stanco?nauseato da tutto?la morte per me sarà una liberazione??La storia tocca vette di drammaticit? e partecipazione emotiva straordinarie!Se l'umanit? di Jesus ci fa paura, quella di Nat invece è molto più vicina alla nostra(o almeno, così vorremmo che fosse sempre?):siamo solidali con Nat, siamo in trepidazione per la sorte sua e della sua amata moglie;ci identifichiamo con Nat e partecipiamo in prima persona alla sua ricerca disperata. Dopo che Nat libera Sheewa, le emozioni si inseguono senza sosta, e gli stati d'animo dei personaggi ci viene sbattuta sul grugno senza mediazioni:c'è la disperazione e il furore implacabile di Jesus, c'è il terrore, ma anche la speranza di una impossibile salvezza, per i due sposi appena riunitisi. Alla fine prevale la disperazione, disperazione per tutti:per Jesus, che vede morire il suo amore e ogni vaga utopia di salvezza;per Sheewa, che vede il suo amato soccombere nella lotta, inchiodato ad un albero;per Nat, che vede morire sua moglie bloccato all'albero, spettatore impotente della scena terribile. Nat e Jesus erano legati nell'infanzia da una amicizia che sembrava indissolubile:il dolore li unisce ancora una volta;il dolore, e la speranza in una morte che possa metter fine alla sofferenza?In questo triangolo di stati d'animo si aggiunge Tex :per lui è la ricerca della vendetta, una vendetta che niente e nessuno potranno negargli:?Dovr? pagarla!E la pagher? ad altissimo prezzo!?Poesia pura:Jesus che saluta Sheewa, portata via per sempre da una misera barchetta;e le parole finali di Tex, che chiudono un' albo speciale sotto tutti i punti di vista. I disegni di Parlov ?servono? al meglio la vicenda:non esagera, il disegnatore, non riempie le scene di particolari inutili e virtuosismi non richiesti;la sua essenzialit? è uno dei punti di forza della storia, che ne guadagna così in leggibilità. I disegni di Parlov sono, inoltre, molto evocativi:le sue foreste e i suoi fiumi canadesi sono straordinariamente vivi, e alcune scene risultano splendide anche grazie ai suoi disegni:ancora una volta devo citare la scena iniziale, o quella in cui Jesus e Sheewa giungono al rifugio del contrabbandiere, o quella dell'inseguimento per terra e per fiume alla sfortunata coppia di sposi. Altro pregio non trascurabile, anzi(!):il suo Tex è grandioso, semplicemente il suo Tex è Tex, duro e spietato quando deve esserlo, ironico e leggero nei momenti giusti;e sempre credibile e riconoscibile. Stesso dicasi per Carson, Gros Jean e Jim Brandon. Anche graficamente, quindi, questo è uno dei Texoni migliori!Per chiudere, ritorno a quanto dicevo all'inizio. Non so se questa storia si possa considerare un Capolavoro della saga, allo stesso livello dei classici che hanno fatto la storia di Tex. Non lo so e, come dicevo, non mi interessa(soprattutto se poi la cosa diventa una inutile questione di definizioni). Questo fumetto è un Capolavoro comunque, da leggere assolutamente-specialmente da chi ha dimostrato, e dimostra tuttora, di non conoscere il Nizzi texiano.

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Paco... complimenti per il saggio texiano. Nizzi sarebbe fiero di te! In effetti, di tutti i texoni che ho letto, questo mi è sembrato indubbiamente il migliore. Non ho ancora letto quelli di Font, Milazzo e Wilson, ma credo di potermi arrischiare a dire che questo sia il miglior texone mai pubblicato! Nizzi ha quasi voluto fare "il Boselli della situazione", lo ha fatto col proprio stile e devo dire che la sfida è stata vinta. Per una volta ancora mi trovo a rimpiangere il successivo decadimento di Nizzi: se questo era ciò di cui era capace, ne avremmo viste ancora delle belle, e il quinto centinaio sarebbe diventato una sfida all'ultimo sangue fra due grandissimi autori! Helas, purtroppo non è andata così...

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Dopo averlo letto quel che mi rimane di questo Texone è l'impressione di un ottimo soggetto con una sceneggiatura che non mantiene le promesse. Una sceneggiatura buona ma non eccelsa con dei punti deboli che si sarebbero potuti evitare facilmente. Non mi convincono le figure dei missionari che accolgono Zane e sua madre. Presentati alternativamente come caritatevoli e premurosi padri e allo stesso tempo individui rancorosi pronti ad amministrare la missione con il pugno di ferro ed abbastanza vigliacchi da abbandonare Nat e sua moglie al loro destino senza fare nulla per salvarli. Se il padre missionario aveva pensato bene di allontare la coppia per sottrarla all'odio di Jesus Zane esponendosi in prima persona alla probabile ritorsione di quest'ultimo non convince la facilit? con cui li vende per paura una volta che sono ritornati e non convince ancor di più la tranquillit? con cui Tex lo trova passeggiare all'interno della missione come se nulla fosse."E' il cielo che vi manda" ma stiamo scherzando, la notte prima è stato minacciato da Zane ed il giorno dopo passeggia tranquillamente senza far niente. Boh, una persona o è meschina o non lo ?. Non mi convince neanche il Tex che se ne va tranquillamente per i fatti suoi dopo aver ordinato a Nat di non muoversi. Ma dai... Tex non è l'ultimo sprovveduto. Ha di fronte una persona a cui hanno appena rapito la moglie e crede veramente che questo se ne star? buono buono ad aspettare?!?!Neanche i disegni mi hanno entusiasmato. Sarà questione di gusti ma io questo capolavoro grafico di Parlov non lo vedo. I disegni sono buoni ma, secondo me, niente di eccezionale. In conclusione per questo Texone secondo me un 8+ può bastare.

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Una buona storia, godibile anche per il filone su cui si sviluppa: la caccia ad un pericoloso individuo (con una drammatica vicenda personale alle spalle, però contemporaneamente animato da un desiderio di amore, certamente espresso e richiesto con modalit? poco "ortodosse") che si intreccia con gli aspetti più tipici di una storia texiana (il classico mercante di armi e whisky, con la consueta congrega di "soci d'affari") rende interessante per intero le 240 pagine. Volendo peccare di "romanticismo" (non inteso in senso letterario), vi sono sicuramente alcuni aspetti toccanti nell'intera vicenda, tanto da far "scomparire" momentaneamente dalla scena Tex e compagni (per motivazioni, ovviamente, di narrazione e sviluppo della storia, ma anche per far comprendere a fondo le motivazioni dei gesti compiuti da Jesus Zane). Non sforiamo, comunque :D . Capitolo disegni: interessante vedere Goran Parlov alle prese con Tex, perlopiù in un'ambientazione non propriamente "usuale" nel filone texiano (anche se le storie inserite nel contesto canadese sono state, comunque, diverse). La prova, per me, è stata superata, anche se la possibilità di migliorare la caratterizzazione dei personaggi (soprattutto Tex) rimane possibile. Voto 7

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