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natural killer

[705/707] La maschera di Cera

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<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, borden dice:

Nella seconda parte si dice chiaramente che la maschera deforma la voce.

 

Pubblica una risposta Cip10

 

<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, borden dice:

Non mi sfugge nulla. Ma voi siete dei rompiballe tremendi. :lol:

 

Risultati immagini per Tex ne ero certo

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Ma voi siete dei rompiballe tremendi. :lol:

Ahem...qualcuno in quanto a pretese e puntiglio, oltre alla capacità magistrale di far venire ansie e agitazione ad un povero tapino, è un vero "maestro" :lol2::P.stop :old:

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È così. Gli appassionati sono rompiballe per definizione, e male sarebbe se così non fosse. So che per il trono di spade (mi pare) i fan hanno chiesto un'altra conclusione ed è quasi scoppiata la rivolta armata; per un anime in onda su Netflix, la stessa Netflix ha dovuto eliminare l'audio in italiano dopo che i fan inferociti hanno rimproverato al doppiaggio italiano di aver chiamato "angeli" delle creature che invece si chiamano "apostoli". 

 

Voi, caro Mauro, non fate nulla di serio, ma siete obbligati a farlo in modo serio. E in definitiva non c'è niente di più serio delle passioni della gente, che' la gente ha un bisogno feroce di evadere, di visitare altri mondi col pensiero, di aggrapparsi all'amico virtuale ed eroe di turno, che si chiami Tex Willer o Uomo Ragno o Paperino. O di aggrapparsi ad un ideale spesso malinteso, qual è quello delle squadre di calcio idolatrate oltre ogni debita razionalità (e parla un grande tifoso del Milan). 

Ma se l'eroe, o la storia in cui esso si muove, non è credibile, o è fallace, ecco che l'eroe diventa un impostore, e l'appassionato si incacchia. Altro che rompiballe! ;)

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La funzione della maschera, fin dai tempi antichi, era proprio quella (duplice) di nascondere il volto, per permettere anche ad attori anzitutto maschi di impersonare figure femminili, ma prima ancora aveva lo scopo molto più concreto di amplificare la voce (e, certo, di distorcerne il timbro).

Quindi, anche senza un'esplicita menzione nel secondo episodio, non mi sembrava così inverosimile accettare che sotto la maschera potesse celarsi un personaggio femminile senza che gli adepti dell'associazione a delinquere fossero da considerare degli emeriti allocchi sul genere del loro capo. 
Sull'identità femminile della "maschera di cera", già si è espresso Natural Killer, di cui condivido in gran parte i rilievi "nascosti".

Io sarei propenso a sbilanciarmi decisamente verso la figlia del dottore... :P

 

 

 

  • +1 1

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Posted (edited)
16 minuti fa, dario63 dice:

Sull'identità femminile della "maschera di cera", già si è espresso Natural Killer, di cui condivido in gran parte i rilievi "nascosti".

Io sarei propenso a sbilanciarmi decisamente verso la figlia del dottore... :P

 

La mia stessa sensazione. Del resto, la bionda Joan nel primo albo è sempre apparsa e/o sparita di scena con tempistiche quantomeno sospette, ed altrettanto dicasi per suo padre il dottor Fischer, altro personaggio che sembra custodire molti scheletri nel suo armadio...

Edited by juanraza85

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Ma non è la maschera di ferro dei 3/4 moschettieri, è solo una maschera di cera.

Le mie maschere di cartapesta prese a Venezia, quando le metto a carnevale, non alterano per nulla la mia splendida voce.

Diciamo che è una "licenza poetica", come gli occhiali dell'identità "segreta" di Superman, e siamo tutti contenti.

 

 

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, juanraza85 dice:

 

La mia stessa sensazione. Del resto, la bionda Joan nel primo albo è sempre sparita di scena con tempistiche quantomeno sospette, ed altrettanto dicasi per suo padre il dottor Fischer, altro personaggio che sembra cusato dire molti scheletri nel suo armadio...

 

POSSIBILE "SPOILER"

 

 

 

 

Aggiungerei che la "bionda", quando scende dalla diligenza (sua prima apparizione) suscita sì l'attenzione dell'occhio attento ed esperto del "vecchio cammello" (naturalmente redarguito bonariamente da Tex), ma a osservare bene è lei per prima che ha lo sguardo rivolto verso l'alto - in direzione di un Carson che di certo la "maschera di cera" sa riconoscere per bene.

Infine, la "maschera di cera" è di certo una persona appassionata di animali, specialmente di gorilla e primati di vario tipo, per cui, come sembra riuscire a comunicare o almeno ad intuire le intenzioni comunicative della sua "scimmietta", così non mi pare poi tanto azzardato che abbia messo in scena il rapimento (= adescamento di Tex e Carson) con la piena collaborazione dello "scimmione", cui può impartire i suoi ordini in modo adeguato. Le motivazioni del rientro all'albergo da parte della ragazza appaiono quanto meno dubbie, dal momento che il portiere dice chiaramente che Joan era tornata per cercare un libro di medicina che però non c'era affatto nella sua stanza. Ergo, si può intuire che la sua presenza sia proprio un pretesto per inscenare il suo rapimento...

Da ultimo, anche il ruolo del padre (putativo?) mi pare agevoli gli spostamenti della "figlia", coprendone di fatto le mosse... Tutto casuale??

L'altra "candidata" ad impersonare la "maschera di cera", ossia la cantante Lavinia, non mi pare altrettanto plausibile per quel ruolo. Certo, anche l'attentato contro la sua persona sembra più un pretesto che un tentativo destinato a riuscire, dato che risulta abbastanza agevole sventarlo. Però quando i due pards si presentano a lei dopo averla salvata, pare genuinamente sorpresa, come se li incontrasse davvero per la prima volta  - mentre la "maschera di cera" non avrebbe alcun tipo di meraviglia...

<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, Letizia dice:

Ma non è la maschera di ferro dei 3/4 moschettieri, è solo una maschera di cera.

Le mie maschere di cartapesta prese a Venezia, quando le metto a carnevale, non alterano per nulla la mia splendida voce.

Diciamo che è una "licenza poetica", come gli occhiali dell'identità "segreta" di Superman, e siamo tutti contenti.

 

 

Ma non è detto che non contenga al suo interno qualche elemento in grado di alterare la voce...

Certo, visto il clima di questi giorni (e pensando anche a quello che, verosimilmente, dovrebbe esserci mediamente nelle località frequentate da Tex), l'uso di una maschera di cera potrebbe presentare ulteriori inconvenienti - tipo quella di deformarsi involontariamente a causa del caldo... :D

Scherzi a parte, credo anch'io che la maschera sia un espediente narrativo che serve a creare anzitutto questa "suspence" sulla vera identità del personaggio, senza richiedere eccessivi dettagli sulla completa verosimiglianza di questa "protezione".

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Posted (edited)

ATTENZIONE, POSSIBILE SPOILER..!

 

Riguardo l'arrivo di Joan ed il suo successivo rapimento da parte dell'orango ho avuto le medesime impressioni di @dario63... Per quanto riguarda invece il dottor Fischer, le mie sensazioni hanno invece avuto origine da due dettagli: in primis, nel momento in cui si accinge ad entrare in albergo per riabbracciare la figlia (o presunta tale), il suo sguardo indugia in maniera sospetta sull'ingresso nella hall appena prima di lui dello sceriffo; in secundis, quando si presenta all'Alhambra pochi minuti dopo l'attentato alla cantante, e si prodiga per eseguire immediatamente l'autopsia del cadavere dell'attentatore malese. Riguardo quest'ultimo punto, non escludo che possa essere stato un modo per confondere le acque, o addirittura far sparire indizi compromettenti cui Tex e Carson sulle prime potevano non aver fatto caso.

Edited by juanraza85

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, Letizia dice:

Ma non è la maschera di ferro dei 3/4 moschettieri, è solo una maschera di cera.

Le mie maschere di cartapesta prese a Venezia, quando le metto a carnevale, non alterano per nulla la mia splendida voce.

Diciamo che è una "licenza poetica", come gli occhiali dell'identità "segreta" di Superman, e siamo tutti contenti.

 

 

In realtà, tutto l'episodio non è altro che un omaggio indiretto a Celentano e alla sua canzone "Un albero di trenta piani"! :D

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<span style="color:red;">13 ore fa</span>, Letizia dice:

Ma non è la maschera di ferro dei 3/4 moschettieri, è solo una maschera di cera.

Le mie maschere di cartapesta prese a Venezia, quando le metto a carnevale, non alterano per nulla la mia splendida voce.

Diciamo che è una "licenza poetica", come gli occhiali dell'identità "segreta" di Superman, e siamo tutti contenti.

 

 

 

 

Ribadisco che la maschera di Mister Doom è evidentemente fatta ad hoc e QUINDI la voce la deforma. Ovvio! Come se lui non ci avesse pensato e io neppure! Non siete solo rompiballe, ma anche offensivi e presuntuosi! :old:  Mister Doom potrebbe incavolarsi...:cool:

 

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Non siete solo rompiballe, ma anche offensivi e presuntuosi! 

 

Mi spiace che te la sia presa così, Borden, soprattutto visto il tono scherzoso del mio commento da te citato.

Rompiballe è un termine che accetto, offensivo (anche mancando la mia intenzione, e ti assicuro che è così, hai tutto il diritto di offenderti se ce n'è motivo) mi pare fuori luogo perché non riesco a capire dove sia l'offesa, presuntuoso non lo accetto assolutamente (dal dizionario Treccani: presuntuoso: che presume troppo di sé, che si reputa superiore a ciò che realmente è, che ha un’opinione eccessiva delle proprie doti, delle proprie capacità) perché di me si può dire tutto, ma non certo questo.

Detto questo amici come prima.

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La storia è davvero interessante e avvincente e il fatto che, a quanto pare, sia articolata su tre albi rende presumibilmente ancora più articolato e complesso lo sviluppo. 

A prescindere dalla scoperta della vera identità di "maschera di cera", ciò che rende a mio avviso più stuzzicante la sua presenza sono le sue motivazioni: sul suo odio non ci sono dubbi, ma capire in pieno quali radici abbia e quali forme possa assumere il suo desiderio di vendetta stimola la curiosità non poco...
Staremo a vedere, ma comunque è un inizio molto buono (anche come disegni!) :clapping:

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Che questa particolare maschera sia di cera o fosse di ferro io ho letto centinaia di fumetti (anche di Tex)

in cui l'avversario ha il volto coperto e parla tranquillamente con i suoi sgherri senza farsi riconoscere.

Questo particolare media può sfruttare il fatto che non possiamo sentire le "voci" dei personaggi

e giocare con il lettore senza dare troppe spiegazioni.

Tranne Fantozzi che con patata in bocca, molletta sul naso, fazzoletto attorno e parlando dentro

un pentolone con accento svizzero viene smascherato subito, non ci vuole tutta questa abilità

a voler camuffare la propria voce!

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Certo.

Amanda Lear ne è la prova.:P

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Preso oggi (primo numero della serie regolare acquistato dopo tempo immemore). L'ho letto un po' di fretta e voglio rileggerlo con più calma. 

Prime impressioni: bei disegni, storia che parte bene e si dipana in modo interessante ma.. per me grossa caduta nel finale del numero con l'apparizione dello scimmione antropomorfo: capisco che si tratta di un richiamo alle storie primigenie, ma a me ha richiamato alla mente un aspetto del Tex bonelliano, quello che scivolava talora nel grottesco, che personalmente non ho mai amato, già da ragazzo.

Ho sempre preferito le storie più marcatamente western e realistiche.

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Direi che con la figlia di Satania un novello Gombo potevamo pure aspettarcelo!

 

Risultati immagini per Tex Gombo

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Comprendo che sia richiamo storico.. però, secondo me, la storia filava meglio senza lo scimmione..  ci sono quasi rimasto male. Sarà che sono sempre stato allergico, fin dai tempi di "Sasquatch". :D

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L'aspetto di cui il buon Jim Brandon (e non è il solo comunque) è sempre stato allergico, è invece uno degli ingredienti

principali della "ricetta Tex". A Bonelli piaceva molto inserire queste trame che a noi "con i calzoni corti" provocavano

notti insonni e tanta smania di sapere come se la sarebbe cavata il nostro eroe in queste situazioni, in cui i "confetti calibro

45" potevano non essere sufficienti!

Per tanto tempo queste storie sono state relegate in un angolino remoto della memoria ma finalmente, con la

dovuta moderazione, stanno tornando.

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Argomento che trovo interessante e che va oltre il numero di cui tratta il topic.  Non posso certo definirmi un esperto di Tex (sono piuttosto un texiano "di ritorno"), ma vedere agire Tex contro nemici o in contesti improbabili (es. negli anni '80 alle prese con  Vichinghi e dinosauri) mi ha sempre lasciato perplesso e, alla lunga, dopo il "periodo d'oro", fu probabilmente alla base del mio progressivo distacco. Mi sembrava il sintomo di un inaridimento creativo (insomma, vuoi mettere con Sunset Ranch o I Ribelli del Canada.. ?). Sicuramente queste storie affondano le loro radici in un certo cinema di serie b che ebbe fortuna anche in Italia negli anni '50 e '60 (alla Zorro contro Maciste), ma, personalmente, le reputo più adatte ad un personaggio che ancora deve prendere forma, ad una serie agli albori (come nel caso della prima apparizione dello scimmione), non ad un Tex "maturo", che ormai ha trovato la sua dimensione e la sua caratterizzazione. 

Diverso invece, per me, se utilizzato nella giusta dose, il discorso legato ad un certo filone "magico", come quello di Yama o Mephisto, o a storie dal carattere "esotico" (es. Lotta sul mare e la conseguente avventura tra gli indigeni, dal carattere quasi salgariano). Si tratta di storie che possono essere anche avvincenti.

Ma sono tutte considerazioni soggettive: in ogni caso.. viva Tex!

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On 10/7/2019 at 19:01, Letizia dice:
On 10/7/2019 at 18:46, borden dice:

Nella seconda parte si dice chiaramente che la maschera deforma la voce. Non mi sfugge nulla. Ma voi siete dei rompiballe tremendi. :lol:

 

Certo, altrimenti come faresti a migliorare?

 

E infatti G.L Bonelli nel Clan dei Cubani,  in Chinatown o ne Il laccio nero si preoccupava di queste fesserie. Preoccupante che ci abbia pensato tu, invece, Mauro. 

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13 ore fa, Jim Brandon dice:

Argomento che trovo interessante e che va oltre il numero di cui tratta il topic.  Non posso certo definirmi un esperto di Tex (sono piuttosto un texiano "di ritorno"), ma vedere agire Tex contro nemici o in contesti improbabili (es. negli anni '80 alle prese con  Vichinghi e dinosauri) mi ha sempre lasciato perplesso e, alla lunga, dopo il "periodo d'oro", fu probabilmente alla base del mio progressivo distacco. Mi sembrava il sintomo di un inaridimento creativo (insomma, vuoi mettere con Sunset Ranch o I Ribelli del Canada.. ?). Sicuramente queste storie affondano le loro radici in un certo cinema di serie b che ebbe fortuna anche in Italia negli anni '50 e '60 (alla Zorro contro Maciste), ma, personalmente, le reputo più adatte ad un personaggio che ancora deve prendere forma, ad una serie agli albori (come nel caso della prima apparizione dello scimmione), non ad un Tex "maturo", che ormai ha trovato la sua dimensione e la sua caratterizzazione. 

Diverso invece, per me, se utilizzato nella giusta dose, il discorso legato ad un certo filone "magico", come quello di Yama o Mephisto, o a storie dal carattere "esotico" (es. Lotta sul mare e la conseguente avventura tra gli indigeni, dal carattere quasi salgariano). Si tratta di storie che possono essere anche avvincenti.

Ma sono tutte considerazioni soggettive: in ogni caso.. viva Tex!

 

Lungi da me propormi come "esperto" (quello semmai è Mauro Boselli che lo ha conosciuto e ci ha lavorato assieme), ma

posso dire di aver letto parecchie storie di Gianluigi Bonelli, di Tex e degli altri suoi personaggi.

L'elemento fantastico è sempre presente nelle sue produzioni: in qualunque genere o ambiente inserisca i personaggi

alla fine ci sarà un tesoro da trovare, una anacronistica comunità dimenticata dentro una valle nascosta e un posto infestato da creature preistoriche!

Tex è un personaggio durato ben oltre le sue più rosee aspettative, quindi si arrivò a un punto in cui bisognava mettere dei paletti invalicabili,

ma immagino non lo fece volentieri.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

 

Lungi da me propormi come "esperto" (quello semmai è Mauro Boselli che lo ha conosciuto e ci ha lavorato assieme), ma

posso dire di aver letto parecchie storie di Gianluigi Bonelli, di Tex e degli altri suoi personaggi.

L'elemento fantastico è sempre presente nelle sue produzioni: in qualunque genere o ambiente inserisca i personaggi

alla fine ci sarà un tesoro da trovare, una anacronistica comunità dimenticata dentro una valle nascosta e un posto infestato da creature preistoriche!

Tex è un personaggio durato ben oltre le sue più rosee aspettative, quindi si arrivò a un punto in cui bisognava mettere dei paletti invalicabili,

ma immagino non lo fece volentieri.

 

Boselli potrà smentirmi se sarà il caso, ma io credo, in realtà, che gli unici limiti che G.L. Bonelli si sia mai posto siano stati quelli suggeriti dalla sua sbrigliata fantasia. I limiti, i paletti si sono formati un pò per volta pressoché inconsapevolmente e sono diventati realmente invalicabili solo dopo che lui ha smesso di scrivere.

All'interno del recinto formato da quei paletti, però, si possono ancora fare un sacco di cose.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Boselli potrà smentirmi se sarà il caso, ma io credo, in realtà, che gli unici limiti che G.L. Bonelli si sia mai posto siano stati quelli suggeriti dalla sua sbrigliata fantasia. I limiti, i paletti si sono formati un pò per volta pressoché inconsapevolmente e sono diventati realmente invalicabili solo dopo che lui ha smesso di scrivere.

All'interno del recinto formato da quei paletti, però, si possono ancora fare un sacco di cose.

 

Per esempio una cosa che non vedremo più è l'abbattimento di un coccodrillo o alligatore, il suo "svuotamento" interno e l'uso della carcassa

come travestimento per passare allegramente sotto il naso dell'avversario di turno (visto almeno in tre collane diverse!)

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Non sono certo un esperto di Tex, ma solo un vecchio e accanito lettore.

La mia impressione è che G.L. Bonelli non avesse paletti entro cui rimanere. I paletti sono venuti dopo, quando i suoi successori si sono posti il problema: Ma G.L. avrebbe scritto questo o quello?

Mi pare che il nostro Bos stia facendo questo. Per me in modo egregio

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Posted (edited)
On 11/7/2019 at 22:02, Jim Brandon dice:

Preso oggi (primo numero della serie regolare acquistato dopo tempo immemore). L'ho letto un po' di fretta e voglio rileggerlo con più calma. 

Prime impressioni: bei disegni, storia che parte bene e si dipana in modo interessante ma.. per me grossa caduta nel finale del numero con l'apparizione dello scimmione antropomorfo: capisco che si tratta di un richiamo alle storie primigenie, ma a me ha richiamato alla mente un aspetto del Tex bonelliano, quello che scivolava talora nel grottesco, che personalmente non ho mai amato, già da ragazzo.

Ho sempre preferito le storie più marcatamente western e realistiche.

 

Acc.! Mi tocca nuovamente fare i conti con la sospensione dell'incredulità. Ma 'sto patto tra autore e lettore è unilaterale però: non l'avrei mai sottoscritto, io! :D 

 

On 11/7/2019 at 22:06, natural killer dice:

Direi che con la figlia di Satania un novello Gombo potevamo pure aspettarcelo!

 

12 ore fa, Carlo Monni dice:

All'interno del recinto formato da quei paletti, però, si possono ancora fare un sacco di cose.

 

Si possono ancora fare? E' chiaro che dipende sempre dai gusti individuali, ma da Satania alla Maschera di cera sono passati suppergiù settant'anni. Vedere un novello King Kong sulle pagine del ranger nel 2019 a me fa un certo effetto. Non condivido la vostra imperturbabilità sul punto ;)    Le storie glbonelliane potevano essere anche molto ingenue, e il più delle volte si rivolgevano a un pubblico inevitabilmente più naif dell'attuale. Ciò che poteva andar bene negli anni '50 potrebbe stridere un po' nel ventunesimo secolo ormai - ahinoi - inoltrato...

 

15 ore fa, ymalpas dice:

E infatti G.L Bonelli nel Clan dei Cubani,  in Chinatown o ne Il laccio nero si preoccupava di queste fesserie. Preoccupante che ci abbia pensato tu, invece, Mauro.

 

Se ben interpreto il tuo pensiero, dico che non sono d'accordo. E' giusto che Mauro se ne preoccupi, invece. Mi è parso ingeneroso - lo dico francamente - l'aggettivo "offensivo" rivolto a Letizia, i cui commenti nel forum sono sempre semi-seri ma mai offensivi. A meno che Mauro, dicendo "siete offensivi" al plurale, non ce l'avessi anche con me, che poco prima avevo scritto che era importante che voi autori faceste attenzione a certi aspetti, perché ci vuol poco a trasformare il nostro eroe preferito in un "impostore": forse è solo una mia "coda di paglia", ma ho pensato che potessi avercela anche con me perché nel messaggio di Letizia non avevo ravvisato nulla di offensivo, mentre nel mio ho utilizzato il concetto dell'impostura che è un po' forte e senz'altro ingeneroso. Se così fosse, chiedo scusa per un termine esagerato e non consono; a mia discolpa, dico che quando una storia usa scorciatoie evidenti o non tiene conto di elementi importanti (quale può essere quello di una voce maschile-femminile), mi sento un po' "truffato" dall'autore. 

 

 

Dico ciò per giustificare il mio post, consapevole che magari Mauro neanche pensavi a me quando hai utilizzato il termine "offensivo" (ma se eri rivolto alla sola Letizia, allora hai preso un granchio, non è stata offensiva la lady del forum...). Il mio post peraltro era una considerazione "in generale", visto che ancora non avevo letto l'albo di questo mese. L'ho letto stamattina e posso dirne un gran bene, nonostante la presenza indigesta di King Kong. Albo che fila bene, interessante, con un bel giallo circa l'identità del personaggio misterioso che si cela dietro la maschera. Il dottore e sua figlia, mooolto circospetti, cosa c'entrano in tutto questo? Ci sarà dietro la figlia di Satania, come sembra suggerire la presenza del novello Gombo? O il Principe Sumankan, data la presenza dei sicari malesi? E che fine ha fatto Mac Parland (la cui vicenda mi ricorda quella del capo della polizia di Frisco ne La Congiura?).

 

Quando un albo diverte, intriga, incuriosisce e si legge bene, cos'altro chiedere? Vabbé dai, sospesione dell'incredulità accordata :) 

Edited by Leo

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      L'ULTIMA VENDETTA
      uscita: 07/09/2018
      Soggetto: Mauro Boselli
      Sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Giovanni Ticci
      Copertina: Claudio Villa
      Colori: Oscar Celestini

      Kit salva un ragazzo Pima aggredito nella riserva Navajo… E Tex rievoca i tempi in cui, concorrendo nel rodeo di Laredo, cercava di strappare la palma di campione al famoso Moss Keegan… La rivalità tra loro sfocia in aperto scontro. Braccato dalla legge per colpa del bieco sceriffo Mallory, Tex ritrova Keegan sulla sua strada. Come amico o come nemico? E riuscirà Tex a compiere l’ultima vendetta su Mallory, complice degli assassini del fratello Sam? Un albo a colori del grande Ticci per festeggiare degnamente il settantennale di Tex!
       
       
       
       

       
       
       

       
       

       
       

       
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