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natural killer

[Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Mister P dice:

Hai dimenticato Il fiore della morte.

 

Non sono perfetto, quindi le storie da 8 salgono  a 16.:lol:

 

Cita

Alcune delle storie che hai elencato comunque non sono propriamente dei Grandi Classici, per quanto carucce.

 

Mai detto che fossero tutte dei grandi classici ma di sicuro non sono tutte o quasi deludenti e diimenticabili come afferma Leo. Oltre a ben quattro capolavori e diverse storie sono tra le mie preferite. Insufficienti? Forse due o tre.

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per curiosita' quale sarebbe il capolavoro dopo la sconfitta, massacro e el muerto? 

<span style="color:red;">52 minuti fa</span>, Mister P dice:

Per curiosità, quali?

quelle di bonelli post 250 e poi scacco matto ombre dal passato ore disperate

ho sbagliato sono una decina

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38 minuti fa, Grande Tex dice:

per curiosita' quale sarebbe il capolavoro dopo la sconfitta, massacro e el muerto? 

 

"Massacro", storia bellissima con uno dei finali più belli di tutta  la serie 

 

Cita

quelle di bonelli post 250 e poi scacco matto ombre dal passato ore disperate

ho sbagliato sono una decina

 

Per me, al massimo ma proprio al massimo, la metà.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Uhm. è vero che i gusti sono soggettivi, ma proviamo a citarne qualcuna di quelle pubblicate dal n. 96,in avanti,  diciamo fino al n. 300, e vediamo se davvero sono davvero così deludenti:

 

"La sconfitta", "Massacro", "La Dama di Picche", "Dugan il bandito", "Silver Star", "Il cacciatore di taglie",  "L'idolo di smeraldo", "I cacciatori di scalpi",, "Assalto al treno ", "L'uomo dai certo volti", "Il mistero della miniera", "La mesa degli Scheletri ", "El Muerto" "L'oro del Colorado", "Il cowboy senza nome", "Linciaggio", "Il complotto", "Taglia 2000 Dollari", "La piramide misteriosa", "Scacco matto", "Ombre dal passato " "Ore disperate", "Il figlio di Cochise" "Artigli nelle tenebre" "La pista nel cielo" "La freccia spezzata", " Il segreto della Sierra Madre", "Desperados", "Un diabolico intrigo", "Dinamite", "La grande minaccia ","Un mondo perduto", "Uno sporco imbroglio" "Luna Comanche".

 

In effetti, hai ragione tu, sono davvero tutte deludenti e dimenticabili. Che sciocco io a pensare che ci siano tra queste almeno 4 capolavori , 15 storie da almeno 8 ed altre 10 da sette.

Dovrei fidarmi di più del tuo infallibile giudizio.:lol::P

 

Si scherza eh?:wub:

 

 

Confermo che si tratta di gusti. Le storie dei color, quelle dei maxi, quelle dei centenari, quasi mai mi soddisfano, perché hanno il respiro corto. Queste da te citate sono tutte belle, ma nessuna un capolavoro per me.

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Io penso che Nizzi debba essere innanzitutto apprezzato per la sua volontà di rimettersi in discussione su Tex. un grande autore,un Maestro,con oltre mezzo secolo di onorata carriera alle spalle,che decide di scrivere altre sette sceneggiature, mettendosi a disposizione di Boselli: non è da tutti,ad ottant'anni...

 

Nizzi sceglie appunto una trama semplice, lineare ma robustamente texiana,in cui tutto torna e che non ha "angoli bui"o punti morti:ci si poteva aspettare di più? onestamente, io dico di si:forse una trama più complessa, con più suspence e con dialoghi migliori.Ma se questa storia,come credo,è stata solo un antipasto in attesa delle prossime,va bene così.sono certo che le prossime prove saranno da 8 o da 9...posso dire che in questa prova ho avvertito tra le righe la volontà del Vecchio Leone di ripresentarsi ai suoi lettori.Bentornato,Claudio.avanti così

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<span style="color:red;">11 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Massacro", storia bellissima con uno dei finali più belli di tutta  la serie 

si' e infatti l' ho citata. A parte Massacro la sconfitta e el muerto quale sarebbe      l'altro capolavoro? 

  • Haha (0) 1

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Eccoci qui, siamo finalmente arrivati al fantomatico ritorno di colui che si è dimostrato la colonna portante della serie per tanti tanti anni. Claudio Nizzi ritorna con una storiella senza particolari guizzi,  i personaggi sono del tutto anonimi, grandi pagine buttate per le cavalcate e solo una manciata per ciò che fin dal titolo si prefiggeva il climax della storia: il processo. Sottotrama legata ai commercianti di whiskey decisamente evitabile, tante pagine buttate via per far partire una storia in medias res, pagine che in realtà nella trama non servono a nulla. 

Ho apprezzato davvero tanto il ritorno alla narrazzione nizziana, con i suoi aspetti goliardici e scanzonati, con uno stile che era andato effettivamente  a scemare nelle ultimissime storie pre-ritiro e che oggettivamente mi mancava tantissimo. 

6 ore fa, Barbanera dice:

Io penso che Nizzi debba essere innanzitutto apprezzato per la sua volontà di rimettersi in discussione su Tex. un grande autore,un Maestro,con oltre mezzo secolo di onorata carriera alle spalle,che decide di scrivere altre sette sceneggiature, mettendosi a disposizione di Boselli: non è da tutti,ad ottant'anni...

 

posso dire che in questa prova ho avvertito tra le righe la volontà del Vecchio Leone di ripresentarsi ai suoi lettori.Bentornato,Claudio.

Tra i suoi dialoghi anche io ho evidenziato la voglia di mettersi in gioco e proporre qualcosa di diverso, Nizzi è indubbiamente un Maestro e spero che le sue prossime storie possano rivelarsi capolavori. 

Mi accodo anche io con un bel Bentornaro Claudio!

I disegni di Torti non riesco a comprenderli. Mi spiego: ho apprezzato tantissimo Torti su MM perchè il suo stile, solo ad una prima occhiata tipicamente alessandrineggiante, è molto personale e riconoscibile, fresco e apprezzabile. Su Tex è una crasi tra il peggior Alessandrini, Ticci e il primissimo Villa. Nessuna impostazione ben definita del quartetto, volti che cambiano tra vignette vicine, ambientazioni un po' buttate lì giusto per non lasciare il bianco. Insomma, Torti qui è davvero deludente perchè non ha saputo dare al lettore una propria idea di personaggio, si è limitato a copiare i tratti (che ammetto di gradire molto poco) del Texone di Alessandrini, ispirandosi nella finitura a Ticci. Torti non mi ha dato nessuna emozione e nessuna voglia di continuare la lettura della storia. Mi spiace davvero essere così duro con un disegnatore che ho sempre apprezzato abbastanza ma secondo me questa storia non ha alcuna nota positiva nei disegni. 

I colori non sono eccezionali, li trovo leggermente al di sotto della media e anche la copertina di Villa, come già espresso in separata sede, non mi fa impazzire. 

Non do voti perchè è ingiusto dare un voto mediocre alla storia che segna il grande ritorno di Nizzi, autore che ho sempre adorato e difeso.  

 

Finita la lettura degli inediti Bonelli rileggerò l'intera collana dei Texoni perchè mi sono accorto che alcuni albi non li ricordo benissimo...

Edited by JohnnyColt

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Appena letto in vacanza quindi sarò piuttosto sintetico.

 

Una lode alla storia: non è e non rimarrà nella memoria come un capolavoro. Ci sono alcuni echi del Texone di Zaniboni (non a caso scritto dallo stesso Nizzi) e dell'altrettanto classico "La legge del più forte" con la prima apparizione del giudice Bean, con Carson incatenato ad una quercia che pare presa di peso per la querca a cui intendono appendere Kit all'inizio di quest' albo. Al contrario dei tanto criticati albi scritti da Nizzi nel suo ultimo (precedente) periodo, il ritmo non manca e la letture scorre veloce senza intoppi (benchè al posto del solito 'origlione' ci sia stavolta uno 'spione per caso'). Il 'signorotto del paese' a sua volta è anch'esso un solido 'classico' che ricorda mooooooolto vagamente un colonnello Watson ma in 'sedicesimi'. salvo commettere l'errore che gli costerà fatale. Però nel complesso c'è ancora del buono.

 

Il demerito va ai invece ai disegni: le esigenze di celerità nella consegna dell'albo sono anche comprensibili, ma a 'tirar via' lasciando delle raffigurazioni soprattutto dei visi francamente improponibili è molto meno comprensibile. Se è questo è lo standard di Torti per Tex, allora meglio continui a disegnare per il BVZM. 

 

Copertina: bocciata anch'essa, per gli stessi motivi che avevo indicato quando era uscita l'anteprima. Già Villa disegna a Kit un braccio sinistro degno di Schwarzenegger, se poi si ci mette anche il colorista a fare ad entrambi i Kit 'gli occhi da zombi', come già successo per 'la strada per serenity', direi che non ci siamo proprio.

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Ogni anno per questa pubblicazione è sempre una agonia.

Ovviamente in questo periodo il mio edicolante abituale è in ferie quindi mi devo rivolgere

ad altre rivendite che hanno meno assortimento e meno copie. Stamattina scelgo tra le 3 copie in esposizione la meno peggio.

Porto a casa e trovo 16 pagine piegate a tre quarti dell'albo. Torno ma è chiuso (sia il pomeriggio che la domenica).

Occhei, non è la prima volta che sono costretto a prendere due color estivi per questi motivi.

Vado in un'altra edicola dove ne hanno ben due copie. Sfoglio e controllo sommariamente e compro.

Porto a casa e faccio controllare dal primo familiare che incontro. Trova subito la pagina piegata con tanto di svolazzi extra

(con i segni tecnici per il taglio). Altro giro per fortuna non a vuoto e riesco a farmelo cambiare.

Non si potrebbe spostare l'uscita a Luglio quando le edicole sono ancora aperte e gli stampatori

hanno più voglia di realizzare un prodotto migliore invece di essere costretti a fare straordinari?

1 minuto fa, Dix Leroy dice:

 

 

 

 

Edited by Dix Leroy

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On 9/8/2019 at 16:58, Leo dice:

Premetto di non aver letto la storia di questo color, e mi preoccupano non poco i commenti al vetriolo di pecos, un pard con cui spesso siamo d'accordo. 

 

Non volevano essere commenti al vetriolo... però non nascondo di essere rimasto deluso dalla lettura, l'ho trovata davvero piatta. Comunque prendo atto che la maggior parte di chi ha commentato ha apprezzato la storia.

Avendo letto praticamente in contemporanea il lavoro di Boselli e Stano per lo speciale Le Storie, non ho potuto fare a meno di rimarcare la differenza. Soprattutto dal punto di vista grafico non c'è paragone.

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Ho detto "al vetriolo" perché hai rimarcato con forza la tua delusione, non certo perché volessi esser offensivo, cosa che non è affatto nel tuo stile, pard ;)

 

Io sono in ferie da ieri. Sono in una meravigliosa spiaggia del Salento. La gente canta in acqua, c'è un vociare di bimbi tra mille salvagenti dalle forme più disparate e dai colori sgargianti. Il sole fa brillare la superficie dell'acqua in mille guizzi di luce e le ragazze sono tante e sono belle (ma non ditelo a mia moglie). 

 

Sarà per questa disposizione d'animo, per questo contesto che mi circonda, che a me la storia è piaciuta? Sarà perché sul tamburino, alla voce "testi", rivedo quelle cinque lettere da me tanto amate un tempo?

 

Intendiamoci, io non sono un amante di Nizzi viscerale. Ho già detto che, nella seconda metà degli anni novanta, cominciai a non acquistare più gli albi di Tex scritti da lui, perché ormai mi indisponeva. Leggevo solo Boselli. Non sono quindi di quelli che difendono Nizzi per partito preso. Gli sono però,  e sempre gli sarò, grato per tutte le grandi storie che ci ha regalato, e sul piatto della bilancia per me una grande storia pesa più di tre storie brutte, ragion per cui il saldo nizziano per me è ampiamente positivo.

 

Sono, questo sì, un romantico, e i ritorni mi suscitano sempre un po' di malinconia e un sorriso. Quindi la disposizione d'animo, nell'approcciarmi alla lettura, era tale che forse non potrei proprio essere obiettivo nel dare un giudizio a questo ritorno. Il mare, come detto, forse è anch'esso complice del piacere con cui ho letto questa storia.

 

Non lo so davvero. È piatta, come dice l'amico pecos? Forse sì, ma si legge proprio bene. Una storia "balneare"? Credo qualcosa in più. 

 

Da quanto tempo una storia non cominciava con Tex e carson a zonzo per il deserto, con Carson che a un certo punto esclama: "che il diavolo mi porti se...". Correggetemi se sbaglio: è solo una mia sensazione, avvinto dalla fascinazione nizziana, o è vero che questo tipo di incipit non lo vedevamo da tempo? Lo trovo peraltro datato, ma è stato come sentire un vecchio sapore, o un odore, che non sentivo più da tanto tempo, tale da suscitare sensazioni antiche. 

 

Qualche vignetta dopo, dei cazzottoni alla Fusco mi facevano apprezzare anche il disegnatore, il cui taglio è sì caricaturale, ma esprime un dinamismo che mi trasmette qualcosa, un bel West, belle movenze, simpatia dei personaggi. Torti mi è piaciuto, pure lui. Sempre il mare?

 

Poco dopo, conosciamo il proprietario della distilleria. Un personaggio inutile, nell'economia della storia. Eppure di lui sappiamo che mangia tanto, tanto da avere problemi di indigestione :D E per scappare dall'incendio deve addirittura farsi prendere per mano da uno dei suoi aiutanti!!! A che pro caratterizzare così un personaggio del tutto estraneo al prosieguo della storia? Non lo so, ma la cosa mi ha divertito, mi è piaciuta,  quasi fosse uno strizzare l'occhio, da parte dell'autore, a qualche suo lettore magari in sovrappeso, una sorta di ironia tanto più mirata proprio perché inutile. L'ho apprezzata.

 

Più tardi, le parole di Kit mi hanno fatto pensare che, forse, non era poi cosi ozioso il topic di questi giorni di Giosafatte si è rasato: il ragazzo ammette di non essere riuscito a dormire, perché continuava a rivedere il momento in cui aveva sparato a Billy, chiedendosi se non fosse stato l'odio ad accecarlo e a portarlo ad uccidere. Beh, ragazzi, questo è un bel passaggio, denota un'umanità che non sempre appare su Tex, una sorta di sensibilità  di Kit e dell'autore, per la morte di quello che in fin dei conti era solo un ragazzo, per quanto violento e iracondo. 

 

Bella anche la scena del capestro, quando Kit è convinto di essere arrivato alla fine della pista: mi ha ricordato gli stessi pensieri di suo padre in Appuntamento con la morte, guarda caso nizziano...

 

Personaggi efficaci quelli dello sceriffo di Holbrook e di Korrigan padre, nonostante a quest'ultimo sia legata la lunga sparatoria che probabilmente ha portato Pecos a definire la storia piatta, e in questo senso non ha tutti i torti, perché i bang bang sono in effetti un po' tantini in una storia di questa lunghezza.

 

Qualcuno ha parlato di un Carson rincitrullito. Beh, a me è parso proprio il contrario: è lui che, sul finale, si accorge che qualcosa non va perché la main street è deserta. Di fatto è lui con la sua intuizione, che salva il quartetto da un nugolo di pistoleri professionisti che alla fine si rivelano deludenti.

 

Insomma, per me è un ritorno di Nizzi abbastanza discreto, è una storia puramente western, è quasi una sorta di messaggio dell'autore: sto tornando, nel solco della tradizione e coerente con la mia "poetica" (che dovrebbe fare da contraltare a quella boselliana, in una staffetta che, spero, potrà regalarci ancora belle soddisfazioni) :)

Edited by Leo
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Ultimo post meraviglioso e da quotare parola x parola.

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<span style="color:red;">11 minuti fa</span>, Leo dice:

...ma è stato come sentire un vecchio sapore, o un odore, che non sentivo più da tanto tempo, tale da suscitare sensazioni antiche.

E' esattamente quello che ho provato anch'io e riporto quello che scrissi a lettura appena ultimata :P

"L'autore modenese torna con una storia che più classica non si può, infatti è praticamente come mangiarsi una pizza, il gusto ormai lo conosciamo già, ma è sempre un piacere riassaporare di tanto in tanto cose che si conoscono.

  • +1 1

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Sam Stone dice:

E' esattamente quello che ho provato anch'io e riporto quello che scrissi a lettura appena ultimata :P

"L'autore modenese torna con una storia che più classica non si può, infatti è praticamente come mangiarsi una pizza, il gusto ormai lo conosciamo già, ma è sempre un piacere riassaporare di tanto in tanto cose che si conoscono.

 

Verissimo! Abbiamo provato le stesse sensazioni ;)

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Bravo Leo, sono le mie stesse sensazioni...un Tex classicamente Nizziano.e a me questo,per ora, può bastare...

Se ritorneranno nelle prossime storie i dialoghi tra Tex e Carson del primo Nizzi (e magari anche il Generale Davis :old::P) sarò al settimo cielo

  • +1 1

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Bravo Leo, sono le mie stesse sensazioni...un Tex classicamente Nizziano.e a me questo,per ora, può bastare...

Se ritorneranno nelle prossime storie i dialoghi tra Tex e Carson del primo Nizzi (e magari anche il Generale Davis :old::P) sarò al settimo cielo

 

Beh intanto tornerà Ely Donehogawa Parker , ed è già un'ottima news :)

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Sam Stone dice:

 

Beh intanto tornerà Ely Donehogawa Parker , ed è già un'ottima news :)

 

Decisamente si. 

 

Ho dimenticato di esprimere il mio apprezzamento anche per i colori, molto molto belli per me 

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5 ore fa, Leo dice:

Io sono in ferie da ieri. Sono in una meravigliosa spiaggia del Salento. La gente canta in acqua, c'è un vociare di bimbi tra mille salvagenti dalle forme più disparate e dai colori sgargianti. Il sole fa brillare la superficie dell'acqua in mille guizzi di luce e le ragazze sono tante e sono belle (ma non ditelo a mia moglie). 

 

Beato te, io sto boccheggiando nell’afa emiliana... :pianti:

 

Cita

Intendiamoci, io non sono un amante di Nizzi viscerale. Ho già detto che, nella seconda metà degli anni novanta, cominciai a non acquistare più gli albi di Tex scritti da lui, perché ormai mi indisponeva. Leggevo solo Boselli. Non sono quindi di quelli che difendono Nizzi per partito preso. Gli sono però,  e sempre gli sarò, grato per tutte le grandi storie che ci ha regalato, e sul piatto della bilancia per me una grande storia pesa più di tre storie brutte, ragion per cui il saldo nizziano per me è ampiamente positivo.

 

Stesso background, su Nizzi la penso esattamente come te (con l’unica differenza che gli albi li ho sempre acquistati, anche se negli ultimi tempi leggere Nizzi sul tamburino indisponeva anche me).

 

Cita

Non lo so davvero. È piatta, come dice l'amico pecos? Forse sì, ma si legge proprio bene. Una storia "balneare"? Credo qualcosa in più. 

 

Da quanto tempo una storia non cominciava con Tex e carson a zonzo per il deserto, con Carson che a un certo punto esclama: "che il diavolo mi porti se...". Correggetemi se sbaglio: è solo una mia sensazione, avvinto dalla fascinazione nizziana, o è vero che questo tipo di incipit non lo vedevamo da tempo? Lo trovo peraltro datato, ma è stato come sentire un vecchio sapore, o un odore, che non sentivo più da tanto tempo, tale da suscitare sensazioni antiche. 

 

Incipit che è un vero e proprio tuffo nel passato. Credo che tutti noi lettori di vecchia data abbiamo provato le stesse sensazioni nel vedere quelle prime vignette.

A questo aggiungerei la scena in cui si nominano le mitiche bistecche con patatine. Credo che qui Nizzi abbia proprio voluto consapevolmente fare l’occhiolino ai suoi vecchi lettori.

 

Cita

Qualche vignetta dopo, dei cazzottoni alla Fusco mi facevano apprezzare anche il disegnatore, il cui taglio è sì caricaturale, ma esprime un dinamismo che mi trasmette qualcosa, un bel West, belle movenze, simpatia dei personaggi. Torti mi è piaciuto, pure lui. Sempre il mare?

 

Io sono combattuto, nel dare un giudizio su Torti. Dicevo sopra che mi sembrava “una caricatura di Ticci fatta da Font”. Forse sembra ingeneroso, ma tenete conto che Ticci e Font sono tra i disegnatori texiani che più mi piacciono. Al netto di tante sproporzioni, visi non sempre centrati, poca cura dei dettagli e mancanza di sfondi, alla fine non posso dire che non mi sia piaciuto per niente, alla fine l’atmosfera che si respira è quella classicamente texiana. Ma c’è comunque un abisso, ad esempio, coi disegni dell’inedito in edicola.

 

Cita

Poco dopo, conosciamo il proprietario della distilleria. Un personaggio inutile, nell'economia della storia. Eppure di lui sappiamo che mangia tanto, tanto da avere problemi di indigestione :D E per scappare dall'incendio deve addirittura farsi prendere per mano da uno dei suoi aiutanti!!! A che pro caratterizzare così un personaggio del tutto estraneo al prosieguo della storia? Non lo so, ma la cosa mi ha divertito, mi è piaciuta,  quasi fosse uno strizzare l'occhio, da parte dell'autore, a qualche suo lettore magari in sovrappeso, una sorta di ironia tanto più mirata proprio perché inutile. L'ho apprezzata.

 

Uno degli aspetti che ho notato anch’io e che non mi sono spiegato. Forse perché abituato alla scrittura di Boselli (ma che è anche quella della maggior parte degli sceneggiatori attuali, anche nelle serie tv) in cui ogni dettaglio non è lasciato al caso ma ha il suo ruolo nell’economia della narrazione, questo continuo sottolineare la pinguedine del proprietario della distilleria mi ha lasciato perplesso.

 

Cita

Più tardi, le parole di Kit mi hanno fatto pensare che, forse, non era poi cosi ozioso il topic di questi giorni di Giosafatte si è rasato: il ragazzo ammette di non essere riuscito a dormire, perché continuava a rivedere il momento in cui aveva sparato a Billy, chiedendosi se non fosse stato l'odio ad accecarlo e a portarlo ad uccidere. Beh, ragazzi, questo è un bel passaggio, denota un'umanità che non sempre appare su Tex, una sorta di sensibilità  di Kit e dell'autore, per la morte di quello che in fin dei conti era solo un ragazzo, per quanto violento e iracondo.

 

Mmm... non so, mi sembra invece un passaggio solo abbozzato.

 

Cita

 

Bella anche la scena del capestro, quando Kit è convinto di essere arrivato alla fine della pista: mi ha ricordato gli stessi pensieri di suo padre in Appuntamento con la morte, guarda caso nizziano...

 

Anche questa scena, l’ho trovata con poco pathos, e scontata nella sua soluzione.

 

Cita

Personaggi efficaci quelli dello sceriffo di Holbrook e di Korrigan padre, nonostante a quest'ultimo sia legata la lunga sparatoria che probabilmente ha portato Pecos a definire la storia piatta, e in questo senso non ha tutti i torti, perché i bang bang sono in effetti un po' tantini in una storia di questa lunghezza.

 

Più riuscito lo sceriffo di Korrigan padre. Da questo punto in poi la storia non ha più niente da dire, è solo un avvicinarsi alla fine riempiendo le pagine di sparatorie. E, attenzione, sono sparatorie “banali”, nel senso che non accade nulla di davvero originale; è solo un tiro al piccione dei nostri.

 

Cita

Qualcuno ha parlato di un Carson rincitrullito. Beh, a me è parso proprio il contrario: è lui che, sul finale, si accorge che qualcosa non va perché la main street è deserta. Di fatto è lui con la sua intuizione, che salva il quartetto da un nugolo di pistoleri professionisti che alla fine si rivelano deludenti.

 

Non credo che si possa accusare Nizzi di aver messo in scena un Carson “macchietta” in questa storia.

 

Cita

Insomma, per me è un ritorno di Nizzi abbastanza discreto, è una storia puramente western, è quasi una sorta di messaggio dell'autore: sto tornando, nel solco della tradizione e coerente con la mia "poetica" (che dovrebbe fare da contraltare a quella boselliana, in una staffetta che, spero, potrà regalarci ancora belle soddisfazioni) :)

 

Come scrive Sam, “è praticamente come mangiarsi una pizza, il gusto ormai lo conosciamo già”. E per me è proprio questo il difetto: è una storia che conosciamo già prima di averla letta, e personalmente non ci ho trovato nulla che mi abbia sorpreso. Sappiamo già come si svilupperà e come andrà a finire. Se guardiamo alle storie in edicola contemporaneamente, abbiamo “La figlia di Satània” (o Satanìa) dove voltiamo pagina e ci troviamo inaspettatamente uno scimmione, e stiamo da giorni a discutere sull’identità del misterioso Mr Doom; abbiamo “I due disertori”, che è un susseguirsi di episodi originali, in cui ci divertiamo ad ogni pagina e non sappiamo cosa succederà nella successiva. Da lettore, probabilmente eccessivamente esigente, ormai è questo che desidero da una storia, e non l’ho trovato in questa di Nizzi.

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<span style="color:red;">24 minuti fa</span>, pecos dice:

Beato te, io sto boccheggiando nell’afa emiliana... :pianti:

 

E vieni nel Salento, no? ;) Comunque anche qui fa caldissimo, ma il mare aiuta...

 

<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, pecos dice:

A questo aggiungerei la scena in cui si nominano le mitiche bistecche con patatine. Credo che qui Nizzi abbia proprio voluto consapevolmente fare l’occhiolino ai suoi vecchi lettori.

 

Sicuro. L'ha voluto fare durante tutta la storia.

 

<span style="color:red;">26 minuti fa</span>, pecos dice:

Al netto di tante sproporzioni, visi non sempre centrati, poca cura dei dettagli e mancanza di sfondi, alla fine non posso dire che non mi sia piaciuto per niente, alla fine l’atmosfera che si respira è quella classicamente texiana. Ma c’è comunque un abisso, ad esempio, coi disegni dell’inedito in edicola.

 

Ma infatti Benevento disegna sulla regolare, mentre Torti è stato scelto da Nizzi per un color Tex. L'abisso non è nella professionalità, ma nello stile. Però a me lo stile di Torti ha fatto simpatia. Inoltre ha un dinamismo "ticciano" davvero notevole. Forse però in bianco e nero l'avrei apprezzato meno, i colori mi sono piaciuti molto.

 

<span style="color:red;">28 minuti fa</span>, pecos dice:

questo continuo sottolineare la pinguedine del proprietario della distilleria mi ha lasciato perplesso.

 

O era come detto un riferimento scherzoso a molti lettori, oppure Nizzi aveva riservato, sulle prime, più spazio a questo personaggio. Poi le cose sono cambiate e forse Nizzi ha voluto comunque tenere quelle simpatiche scenette. E' sicuramente una stranezza, ma simpatica :) 

 

<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, pecos dice:

 

Mmm... non so, mi sembra invece un passaggio solo abbozzato

 

Però c'è, pecos. Quante volte abbiamo ritrovato un simile sentimento su Tex? Un rimuginare sulla provocata morte di qualcuno? Un non dormirci la notte, addirittura. A memoria mia, mai. Il bello è che stavolta c'è, volutamente abbozzato per non appesantire la lettura.

 

<span style="color:red;">31 minuti fa</span>, pecos dice:

Anche questa scena, l’ho trovata con poco pathos, e scontata nella sua soluzione.

 

Anche qui, è bello che ci sia quel pensiero. Poi ti dirò di più: per me questa scena non è stata scontata, è stata invece una sorpresa. Poche vignette prima, infatti, Tiger manda segnali di fumo ma dice (a se stesso) di non volersi allontanare da Holbrook, nell'eventualità che Tex non facesse in tempo. Ero quindi sufficientemente convinto che fosse Tiger a doversi inventare qualcosa, nell'attesa di Tex. Lo sparo alla "Clint Eastwood" di Tex mi ha quindi sorpreso: la vignetta in cui campeggia il giallo della camicia del nostro mi ha fatto esultare: è arrivato il castigamatti, ho detto dentro di me. Con Tiger sarebbe stata un'altra cosa, e aspettandomi proprio Tiger sono rimasto piacevolmente sorpreso da Tex :) 

 

<span style="color:red;">35 minuti fa</span>, pecos dice:

Da questo punto in poi la storia non ha più niente da dire, è solo un avvicinarsi alla fine riempiendo le pagine di sparatorie. E, attenzione, sono sparatorie “banali”, nel senso che non accade nulla di davvero originale; è solo un tiro al piccione dei nostri.

 

Qui sono sostanzialmente d'accordo con te. La parte finale è la parte più debole della storia.

 

<span style="color:red;">36 minuti fa</span>, pecos dice:

Se guardiamo alle storie in edicola contemporaneamente, abbiamo “La figlia di Satània” (o Satanìa) dove voltiamo pagina e ci troviamo inaspettatamente uno scimmione, e stiamo da giorni a discutere sull’identità del misterioso Mr Doom; abbiamo “I due disertori”, che è un susseguirsi di episodi originali, in cui ci divertiamo ad ogni pagina e non sappiamo cosa succederà nella successiva.

 

Non paragonerei la storia della regolare a quella di un Color Tex. Al di là della polemica di vecchia data con Carlo circa la brevità delle storie, quante storie (anche di Boselli e di Ruju) ricordi di questa collana che si siano messe in luce? Io non ne ricordo nessuna. Questa pizza, invece, pur conoscendone il sapore, in fin dei conti l'ho apprezzata perché il pizzaiolo ci sapeva fare, conosceva il suo "mestiere".

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Leo, ti posso fare una domanda?

Se la sceneggiatura l'avesse scritta Faraci, avresti postato un commento così bello?

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Le polemiche sulla lunghezza delle storie ve la risparmio perché tanto con voi è una partita persa. Nizzi stesso ha dimostrato quanto vi sbagliate mettendo in scena una trama solida, dialoghi brillanti, caratterizzazioni perfette il tutto in sole 32 pagine nel Color di novembre 2017,  una storia che non aveva bisogno di pagine in più per funzionare, ma tant'è.

Sui disegni di Torti ho già detto tutto. Lui è così e così ce lo dobbiamo tenere. Non fatevi ingannare da idee come: era necessario perché i tempi di lavorazione erano stretti etc. Lui disegna così. Punto.

Pare che in questi giorni io debba polemizzare con Leo sulla qualità di certe storie, bene, togliamoci il pensiero::old::lol:

 

"E venne il giorno", "I banditi delle nebbie", "Lo sciamano bianco", "Delta Queen", "La strada per Serenity", "Cowboys",  sono tutte storie di ottimo livello , alla pari ed in qualche caso superiori a storie apparse sulla tanto sbandierata serie regolare.

Per quanto riguarda, "La pista dei Sioux, "Piombo e Oro" e anche  "Un capestro per Kit Willer", sono storie di buona fattura, diciamo di ordinaria amministrazione, come ogni serie abbastanza lunga finisce con l'avere.  Non si possono avere sempre capolavori o storie da 8 o 9, qualche sette ci può stare e perfino qualche sei occasionalmente. ma la collocazione o la lunghezza non c'entrano nulla-

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<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, Letizia dice:

Leo, ti posso fare una domanda?

Se la sceneggiatura l'avesse scritta Faraci, avresti postato un commento così bello?

 

Domanda infida, cara Letizia :D

 

Però vai a leggere il mio commento alla storia La Pista dei Sioux (ultimo color di Faraci) e ti risponderai da sola ;)

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, Leo dice:

Domanda infida, cara Letizia :D

Però vai a leggere il mio commento alla storia La Pista dei Sioux (ultimo color di Faraci) e ti risponderai da sola ;)

 

Hai ragione Leo, la domanda era malposta e quindi mi permetto di riproportela.

Se la sceneggiatura non l'avesse scritta Nizzi ma qualcun altro, avresti postato un commento così bello?

P.S.: Perché infida? Ti ho fatto un complimento.

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23 minuti fa, Letizia dice:

 

Hai ragione Leo, la domanda era malposta e quindi mi permetto di riproportela.

Se la sceneggiatura non l'avesse scritta Nizzi ma qualcun altro, avresti postato un commento così bello?

P.S.: Perché infida? Ti ho fatto un complimento.

 

Infida perché sottintende la mia partigianeria per Nizzi e quindi la scarsa obiettività del mio post. Ma ero ovviamente ironico, come dimostra la faccina, ed anzi ti ringrazio per il complimento. 

Comunque alla tua domanda, e lo dico sinceramente, non so rispondere. Non posso non prestare attenzione alle parole di pecos, quando definisce la storia piatta. E una stessa vocina interiore mi sussurra che forse mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo per il ritorno del vecchio leone. Non ti so rispondere con precisione, ma ricordo però una cosa: all'epoca dei Monti di San Juan, ultima storia di Nizzi sulla regolare (dove vi tornava dopo anni) avevo la stessa attesa. Poi scrissi un commento alla storia che si chiudeva così:

 

Ecco perchè ribadisco di esser d'accordo con Gianbart: leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

 

In quel caso l'attesa della storia non incise sul mio giudizio, sostanzialmente negativo. Quindi, quien sabe? Può essere che il commento "così bello" (cit) non sia solo frutto di nostalgia nizziana.

 

Qui però per me si innesta un altro aspetto:

 

1) OK l'aspettativa per Nizzi, ma anche 

2) le basse aspettative per le storie del Color Tex.

 

Forse dalla regolare mi aspettavo di più e quindi ho stroncato i Monti di San Juan. Da questa serie invece mi aspetto poco o nulla, e quindi se poi, con la lettura, mi ci diverto, lo prendo per grasso che cola. E' ormai notorio che io non ami questa pubblicazione (a differenza di quella con storie brevissime, che invece mi intriga). E qui rispondo anche a Carlo:

 

1 ora fa, Carlo Monni dice:

"E venne il giorno", "I banditi delle nebbie", "Lo sciamano bianco", "Delta Queen", "La strada per Serenity", "Cowboys",  sono tutte storie di ottimo livello , alla pari ed in qualche caso superiori a storie apparse sulla tanto sbandierata serie regolare.

 

Sicuramente potranno essere superiori ad alcune storie della regolare, ma io le trovo comunque mediocri. Tutte quelle che hai citato. E non mi toglie nessuno dalla testa che, di regola, questo formato non sia adatto a Tex. Poi può capitare che ci siano belle storie, ma di regola a me non piacciono, dai centenari agli speciali, dagli ex almanacchi ai magazine, per finire a questi color. Sono io? I miei gusti? Forse sì. E forse no.

Edited by Leo

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