Jump to content
TWF MAGAZINE N°19 è online! Read more... ×
Segnalazioni bloccate per gli ospiti Read more... ×
TWF - Tex Willer Forum
natural killer

[Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

Recommended Posts

<span style="color:red;">16 ore fa</span>, ymalpas dice:

ABoselli non ce la fa a fargli dire "negro" e il "colorato" fa certamente sorridere, ma i tempi sono questi.

 

Io invece ho interpretato l'uso della parola "colorato" come una sorta di traduzione letterale dall'inglese "colored", termine utilizzato nell'800 per riferirsi al colore della pelle (oggi considerato offensivo, così come negro). Le ragioni dell'utilizzo di questa parola mi sembrano più legate all'accuratezza storica che al politicamente corretto. Ma non so se queste fossero le intenzioni di Boselli.

  • +1 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Conoscendo l'acribia filologica di Boselli, la spiegazione di pecos mi sembra forte probabile.

Certo, c'è anche da dire che NEGRO oggidì non si può più pronunciare, con buona pace di tutti noi che ogniqualvolta diciamo o udiamo la parola NEGRO ridiamo da soli (io ad esempio uso abitualmente questo termine con i miei studenti, anche negri, e dopo che ho spiegato che chi usa la parola negro come insulto non insulta i negri, bensì sé stesso, tutti capiscono e non si fanno problemi. Ovviamente la SBE è un'azienda e, di questi tempi suscettibili, saggiamente si tutela).

Che poi, accidenti, non suona benissimo? NEGRO. Una parola fragrante di Africa, di storia, mentre "nero" a me fa tornare in mente il batrace stivaluto.

 

P.S.: mi rendo conto di averlo detto poche volte, perciò lo ripeto: NEGRO.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">2 ore fa</span>, virgin dice:

Conoscendo l'acribia filologica di Boselli, la spiegazione di pecos mi sembra forte probabile.

Certo, c'è anche da dire che NEGRO oggidì non si può più pronunciare, con buona pace di tutti noi che ogniqualvolta diciamo o udiamo la parola NEGRO ridiamo da soli (io ad esempio uso abitualmente questo termine con i miei studenti, anche negri, e dopo che ho spiegato che chi usa la parola negro come insulto non insulta i negri, bensì sé stesso, tutti capiscono e non si fanno problemi. Ovviamente la SBE è un'azienda e, di questi tempi suscettibili, saggiamente si tutela).

Che poi, accidenti, non suona benissimo? NEGRO. Una parola fragrante di Africa, di storia, mentre "nero" a me fa tornare in mente il batrace stivaluto.

 

P.S.: mi rendo conto di averlo detto poche volte, perciò lo ripeto: NEGRO.

 

In realtà il termine negro Boselli lo usa tranquillamente. Propendo quindi che abbia usato il termine "colorati" come traduzione di "coloured" che era un sinonimo molto usato a quell'epoca-

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 ore fa, Carlo Monni dice:

 

In realtà il termine negro Boselli lo usa tranquillamente. Propendo quindi che abbia usato il termine "colorati" come traduzione di "coloured" che era un sinonimo molto usato a quell'epoca-

Ho letto l'albo un'ora fa e anche a me è sembrato assolutamente fuori contesto.

Tex non usa proprio questi epiteti. "Negro" nel nostro ottocento era l'unico modo per identificare

i "nativi africani"; al massimo da noi si usava "Moro", che era già desueto e usato nei secoli precedenti.

Il disprezzo sta nel tono e non nel termine.

E sarebbe come usare termini come "OK!" o "Bella zio!" in una fiction ambientata

durante il risorgimento!

 

Probabilmente oggi ho scoperto come il nostro ranger preferito usa quel falso

tacco sullo stivale con inserita una lama di coltello.

 

Prima di fiondarmi nella lettura di questa comunque ottima collana, su consiglio

dell'edicolante avevo terminato il Nathan Never di questo mese "Un mondo di bambole".

Tema sordido, svolgimento scontato, finale telefonatissimo, sapevo dove si andava a parare dal primo ballon.

 

Anche il disprezzato colorTex di Nizzi è un gradino più in alto e non mi ha mai fatto venir voglia

di "cambiar canale"!

Edited by Dix Leroy

Share this post


Link to post
Share on other sites

Salve, dato che in tutto l’albo Tex non spara un colpo volevo chiedere ai più esperti se era mai successo in precedenza.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Claude dice:

Salve, dato che in tutto l’albo Tex non spara un colpo volevo chiedere ai più esperti se era mai successo in precedenza.

Molto interessante, mi era sfuggito.

Secondo me è successo ancora, ma tieni presente che l'albo ha meno pagine del mensile classico.

Se contiamo gli episodi a striscia recentemente è saltato fuori che in un albetto intero Tex neanche appariva...

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

In realtà il termine negro Boselli lo usa tranquillamente. Propendo quindi che abbia usato il termine "colorati" come traduzione di "coloured" che era un sinonimo molto usato a quell'epoca-

 

Si, ci avevo pensato anche io. Ma nella lingua italiana è un termine che non usiamo, quindi per me Tex deve parlare italiano.

 

wrhglwO.jpg

 

Con il Tex a strisce Boselli ci è cresciuto. Quindi il problema deve essere un altro. Non chiamatemi bianco che altrimenti potrei offendermi! Domani a scuola studieremo la "tratta dei colorati". Non dire "figlio di un cane" che offendi il mio gatto. E così via! Uno scrittore, un intellettuale, non deve aver paura del vocabolario maccheronico, scorretto, sgrammaticato, grossolano e volgare, se occorre, tutte le volte che lo ritiene opportuno, si chiama libertà e al diavolo tutti quelli che non la pensano così. Il razzismo, purtroppo, è un'altra cosa.

  • +1 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">3 ore fa</span>, ymalpas dice:

 

Si, ci avevo pensato anche io. Ma nella lingua italiana è un termine che non usiamo, quindi per me Tex deve parlare italiano.

 

wrhglwO.jpg

 

Con il Tex a strisce Boselli ci è cresciuto. Quindi il problema deve essere un altro. Non chiamatemi bianco che altrimenti potrei offendermi! Domani a scuola studieremo la "tratta dei colorati". Non dire "figlio di un cane" che offendi il mio gatto. E così via! Uno scrittore, un intellettuale, non deve aver paura del vocabolario maccheronico, scorretto, sgrammaticato, grossolano e volgare, se occorre, tutte le volte che lo ritiene opportuno, si chiama libertà e al diavolo tutti quelli che non la pensano così. Il razzismo, purtroppo, è un'altra cosa.

Concordo, anch'io l'ho sempre pensata in questo modo.

Share this post


Link to post
Share on other sites
On 20/9/2019 at 19:50, ymalpas dice:

Avventura deliziosa finora.

 

Giudizio sospeso finora su Kate Warne che ha fatto finora molti passi falsi. Restano due albi per vederla rimendiare alle magre figure, ma in fondo è meglio così, molto umana e femminile, ma anche incredibilmente determinata, simpatica!

Concordo pienamente che questo secondo albo della nuova avventura sia molto godibile e decisamente ben fatto. Buon il ritmo narrativo (anche se Tex qui non spara ma si dedica con attenzione e con buon piglio - anche da sbruffone - a intrufolarsi nell'organizzazione eversiva che deve preparare l'attentato a Lincoln). Steve Dickart si conferma già dotato di notevoli abilità e di totale assenza di scrupoli (come direbbe il Tex più maturo, con due dita di pelo sullo stomaco), mentre la sorellina appare più ingenua e incerta e con un'apparente innocenza (una presenza "angelica") che viene però impiegata per ammaliare gli inesperti.

Personalmente non trovo così fallimentare il personaggio di Kate Warne. Oltre al fatto che dimostra notevole iniziativa e inventiva anche nel travestirsi e nel giocare il ruolo della vecchietta pettegola ma capace di raccogliere molte informazioni utili alle indagini, ha solo la sfortuna di imbattersi in una "vecchia volpe" come Steve, già maestro di travestimenti - mentre la sorella sarebbe stata incline ad accettare la presenza di un'innocua vecchietta. Poi i poteri di Mefisto sono già rilevanti nell'imprimere visioni orride nelle menti altrui: che può fare la giovane detective se non lasciarsi ingannare? In fondo, a mio avviso, Boselli ci sta preparando una sorta di duello a distanza fra le due personalità più forti e sarà interessante vedere come Tex potrà mandare all'aria le macchinazioni del suo futuro grande avversario senza incontrarlo direttamente (ma sconfiggendolo "a distanza"). Qui mi aspetto un "riscatto" di Kate.

E, ad ogni modo, mi pare che la giovane ragazza abbia già conseguito un successo non da poco: magari inconsapevolmente, ha già fatto in modo che il giovane Tex la sogni ad occhi aperti (davvero graziosa la scena in cui Tex - peraltro sempre vigile e in grado, nonostante queste fantasticherie sentimentali, di sventare un'irruzione - sta ripensando all'incontro con l'agente di Pinkerton con evidente compiacimento e  fors'anche con qualche lieve rimpianto).

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">21 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

 

 

Prima di fiondarmi nella lettura di questa comunque ottima collana, su consiglio

dell'edicolante avevo terminato il Nathan Never di questo mese "Un mondo di bambole".

Tema sordido, svolgimento scontato, finale telefonatissimo, sapevo dove si andava a parare dal primo ballon.

 

Idem con patate

O in Bonelli si danno la sveglia o NN sarà il prossimo a chiudere baracca, sono anni che non tirano fuori una storia degna di nota.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Negro traduce l'offensivo "nigger" e colorato traduce "coloured" che era espressione altrettanto diffusa nel'Ottocento e non considerata affatto offensiva. il termine americano "negro" era privo di connotazioni ed era usato da tutti, lo traduco con - nero.

 

Sono scelte insindacabili, ho detto. :old:

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
8 ore fa, borden dice:

Sono scelte insindacabili, ho detto. :old:

 

Be', non male come scelte: permettono di istituire dei traducenti fissi per gli originali, trasponendone per quanto possibile le valenze in italiano. Mi dispiace solo per "negro" usato come traducente di "nigger", ma fra i vari sinonimi italiani è senza dubbio quello più vicino nell'uso e quindi è la scelta più sensata.

 

Avrei un'ulteriore domanda per borden se non è abusare della sua pazienza dato che è un forte lettore inglese: più o meno, quando si è cominciato a usare il termine "nigger" con valenza offensiva? Io sono sempre stato convinto che originariamente non lo fosse: forse mi sbaglio?

Share this post


Link to post
Share on other sites

NEGRO =  Dallo sp. negro, dal lat. niger -gra -grum •nel sign. originario di ‘nero’, sec. XIII; dal sec. XVI riferito anche alla razza.

 

E' una parola italiana, la usavano in classe i miei prof. quando ero alle elementari, alle medie e anche al liceo, non è passato molto tempo da allora, non traduce dal niente, è solo naturale evoluzione della lingua latina.  Oggi ha valenza dispregiativa per la Treccani (che peraltro si serve ancora del vocabolo "razza" che è oggi invece bandito dalle scuole) ma significa soltanto "nero".

 

Tex è scritto in lingua italiana dove l'aggettivo "colorato" ha altro significato:

 

COLORATO = a colori (agg.), tinto (agg.), pitturato (agg.), dipinto (agg.), vivace (agg.).

 

La prossima volta scrivi AFROAMERICANO o PALLA DI NEVE, come il Bonelli.

  • +1 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, ymalpas dice:

La prossima volta scrivi AFROAMERICANO o PALLA DI NEVE, come il Bonelli.

 

"Afroamericano" in Tex sì che farebbe venire i brividi, altro che la Ford T di Pat McRyan!!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non rompere, Sandro. :PTi ho spiegato le mie ragioni e sono insindacabili. Afroamericano è anacronistico e palla di neve una presa in giro. Si può sapere perché questo dettaglio ti irrita tanto?

2 ore fa, virgin dice:

 

Be', non male come scelte: permettono di istituire dei traducenti fissi per gli originali, trasponendone per quanto possibile le valenze in italiano. Mi dispiace solo per "negro" usato come traducente di "nigger", ma fra i vari sinonimi italiani è senza dubbio quello più vicino nell'uso e quindi è la scelta più sensata.

 

Avrei un'ulteriore domanda per borden se non è abusare della sua pazienza, dato che è un forte lettore inglese: più o meno, quando si è cominciato a usare il termine "nigger" con valenza offensiva? Io sono sempre stato convinto che originariamente non lo fosse: forse mi sbaglio?

 

 

Nigger è sempre stato offensivo, a differenza di negro.  Intendo negro usato in americano, non in italiano come forse fraintende Ymalpas.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Hfino agli anni sessanta del secolo scorso esistevano addirittura su enciclopedie rinomate le classificazioni di "razze umane": ricordo addirittura di avere letto di una "razza alpina"e una "razza mediterranea":lol2:, oltre a diverse razze afroamericane...con tanto di fattezze fisiche accentuate e offensive. grazie a Dio oggi sono stati banditi questi termini sui manuali di storia e geografia...a parte che qualcuno in Veneto parla ancora di Razza Piave...

 

parliamo di etnia,che è meglio,please.

 

Termine negro:io lo uso abitualmente senza alcuna accezione negativa...in effetti Palla di Neve,che tanto mi faceva sorridere, potrebbe essere ricondotto a Faccetta Nera...di sti tempi meglio evitate...

Share this post


Link to post
Share on other sites
11 minuti fa, Barbanera dice:

 "razza alpina

Mucche? 

Cita

 

Termine negro:io lo uso abitualmente senza alcuna accezione negativa...in effetti Palla di Neve,che tanto mi faceva sorridere, potrebbe essere ricondotto a Faccetta Nera...di sti tempi meglio evitate...

 

Muso di carbone 

Cioccolatino

Giusto le prime due che mi vengono in mente usate su Tex

E poi

"Tremava come un negro nudo su di un blocco di ghiaccio" (cit.)

"Visibile come un negro nella neve" (cit)

e via di questo passo

 

Edited by gilas2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Greaser e Redneck sono entrambi termini dispregiativi ma di uso comune negli States da metà '800...:P:cowboy:

 

Ma ce ne sono a bizzeffe di termini dispregiativi ormai di uso comune e senza più accezioni negative nello slang americano...

Edited by Barbanera

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">3 ore fa</span>, borden dice:

Non rompere, Sandro. :PTi ho spiegato le mie ragioni e sono insindacabili. Afroamericano è anacronistico e palla di neve una presa in giro. Si può sapere perché questo dettaglio ti irrita tanto?

 

Non mi irrita per niente. Sono quisquilie. La storia è bellissima. Continua così :D Ah, i Tex di questo mese sono andati a ruba, cosa finora mai vista nell'edicola in cui mi rifornisco che è bella grande.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Boh, nessuno ha mai citato un termine semplicissimo di cui pure io mi ero dimenticato.

Provenienti dall'Europa: Bianchi

Provenienti dall'Asia: Gialli

Proventi dal Nord America: Rossi

Provenienti dall'Africa: Neri

Poi che siamo una razza sola lo afferma la scienza.

Altra cosa è la cultura e la civiltà con cui spesso ci si scontra anche tra parenti!

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Boh, nessuno ha mai citato un termine semplicissimo di cui pure io mi ero dimenticato.

Provenienti dall'Europa: Bianchi

Provenienti dall'Asia: Gialli

Proventi dal Nord America: Rossi

Provenienti dall'Africa: Neri

Poi che siamo una razza sola lo afferma la scienza.

Altra cosa è la cultura e la civiltà con cui spesso ci si scontra anche tra parenti!

Mi sa che ne hai dimenticata una: Abbronzati.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, Letizia dice:

Mi sa che ne hai dimenticata una: Abbronzati.

 

Quella è un'altra storia.

Ah...

Una volta sentivo spesso il temine "mulatto" per indicare le "zebre".

Questo colorito termine dispregiativo era usato dal personaggio George Jefferson

(un nero proveniente dai bassifondi che era diventato imprenditore di successo in un noto telefilm)

per disprezzare i figli dei suoi vicini di casa, che erano una coppia mista.

Bei tempi, quando si rideva di gusto e non ci si badava neanche più.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Tex che, con un sorriso sornione, ripensa all'incontro con un'affascinante donna (incontro peraltro piuttosto piccante, visto che nel precedente albo l'ha completamente spogliata!).

Una scena che mai avrei creduto di leggere!

 

Complimenti a Boselli, che ha avuto il coraggio di osare tanto, seppure grazie all'ambientazione giovanile di Tex Willer.

La scena, che mostra un Tex giovane non solo d'aspetto, ma anche di sentimenti, a me è piaciuta molto, così come l'intero albo.

 

E' vero, Tex non spara nemmeno un colpo di pistola. In compenso, pesta duro, si infiltra tra le maglie di una pericolosa organizzazione criminale, si arrampica come un gatto. 

 

Così come nella precedente avventura siamo stati allietati dalla presenza di Pedro e Miguel, anche qui c'è una coprotagonista di tutto rispetto, Kate Warne, che non ci fa rimpiangere l'assenza dei consueti pard di Tex. L'avvenente agente dapprima ci incanta in (castigato) déshabillé, poi ci mostra le sue doti investigative, quindi si fa scoprire da Steve Dickart, già molto a suo agio con le arti magiche, ma infine si riscatta, riuscendo a liberarsi.

 

Ottimi, come nel n. 10, i disegni.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">6 ore fa</span>, F80T dice:

Tex che, con un sorriso sornione, ripensa all'incontro con un'affascinante donna (incontro peraltro piuttosto piccante, visto che nel precedente albo l'ha completamente spogliata!).

Una scena che mai avrei creduto di leggere!

 

Complimenti a Boselli, che ha avuto il coraggio di osare tanto, seppure grazie all'ambientazione giovanile di Tex Willer.

La scena, che mostra un Tex giovane non solo d'aspetto, ma anche di sentimenti, a me è piaciuta molto, così come l'intero albo.

 

C'è stato il precedente della ladruncola in Nueces Valley che un Tex ancora più giovane di questo riduce letteralmente in mutand(oni) e poi butta in acqua dalla finestra :P

Share this post


Link to post
Share on other sites

Perché Tex dà al ragazzino solo la metà della mancia e promette il resto solo a consegna avvenuta del messaggio?

Ma perbacco, perché non si fida del ragazzino e pensa che potrebbe gettare il biglietto e filarsela con i due dollari.

Ma dai, andiamo! Un ragazzino così simpatico e in gamba e un Tex così malfidato!

Un particolare inutile che il Bos poteva anche risparmiarci.

Ma come, direte voi, non hai letto tutto l'albo?

Il motivo non è quello, è un altro.

Certo, ma quanti di voi l'avevano capito subito?

Questa, secondo me, è una vera chicca nella sceneggiatura del Bos che mi conferma, come avevo già detto, che questa è per me la migliore storia di Boselli.

Vorrei anche contestare le "figuracce" di Kate, il bagno nel fiume e la cattura da parte di Mefisto.

La prima in realtà doveva accadere per far pervenire nelle mani degli attentatori i falsi documenti di Pinkerton.

Certo, non era previsto un bagno fuori programma, ma sono gli incerti del mestiere.

La cattura poi, andiamo, ma chi è il tizio che l'ha smascherata?

Il suo travestimento era perfetto, la sua recitazione anche; senza contare l'audacia che l'ha spinta a frequentare zone pericolose.

Il travestimento ha ingannato tutti ma non poteva assolutamente ingannare il re dei travestimenti e Kate non poteva certo immaginare chi si sarebbe trovata di fronte.

Senza contare che si è liberata in quattro e quattr'otto.

Insomma, ha dimostrato di essere molto in gamba e non vedo l'ora di leggere gli sviluppi.

Ma non dite al Bos che gli faccio dei complimenti perché, per invogliarlo a migliorare (ma si può?) si deve dire tutto il contrario. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.

×

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.