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Sam Stone

[Color Tex N. 16] Teton Pass e altre storie

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cover.jpguploaded image

 

 

Una donna sola contro una banda di assassini… La natura selvaggia del West… Kit contro tutti… Una difficile testimone… La fine di un grande guerriero…

 

Color Tex

N° : 16

Periodicità: semestrale

Teton Pass e altre storie

uscita: 21/11/2019

Formato: 16x21 cm, colore

Pagine: 160

Codice a barre: 977223974604290016

Copertina: Alessandro Piccinelli


Teton Pass
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Alfonso Font
Colori: Oscar Celestini

Tra le nevi di Jackson Hole la vedova di uno sceriffo attende
una banda di assassini… Ma lei per errore spara a un ranger!

Attenti al lupo
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni e colori: Patrizia Mandanici

Solo emozioni e non parole nel selvaggio West!... 

Una trappola per Kit
Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Raffaele Della Monica
Colori: Oscar Celestini

I tedeschi vogliono Tex… Ma trovano Kit! 

La voce del killer
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Giorgio Trevisan
Colori: Erika Bendazzoli

Ann è cieca… ma solo lei sa chi è il colpevole!

L’ultimo dei Mimbres
Soggetto, sceneggiatura e disegni: Majo
Colori: Matteo Vattani

La fine della pista arriva anche per i grandi guerrieri…

 

 

Copyright SBE

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Un grazie come sempre ad Emanuele/Sam per le Sue preziose anticipazioni.

Anche questa uscita,però,la lascerò sicuramente in edicola. Ormai,da un annetto a questa parte,mi sono concentrato "solo" sull'inedito mensile,sulla meravigliosa collana "Tex Willer",sul Texone e sul cartonato (tranne quando viene riproposta una vecchia avventura). Ho mollato i Color ed i Maxi,sia per questioni di spazio,sia perchè,come scrissi in un recente passato,la troppa sovraesposizione genera un livellamento verso il basso della qualità delle storie,come appare dalle recensioni che leggo sul Forum.

Come sempre il mio è un parere personale.

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La copertina è molto suggestiva pur nella sua semplicità... Confido che anche le storie nella loro brevità siano interessanti e ben disegnate, ma d'altronde basterà attendere un paio di settimane per godere di qualche tavola in anteprima...

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Sono già presenti sul sito della Bonelli. :)

 

Chiedo aiuto per inserire le immagini a chi se ne intende di più :P

Una volta riuscivo ma non mi ricordo più come si fa a mettere le immagini con dimensioni più grandi.

Se qualche buon'anima ha voglia di scrivermi anche in privato come si fa, gli offro una birra alla prima occasione :P

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Bella la cover di Piccinelli!

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Grazie a @juanraza85 per la dritta sull'inserimento delle immagine a formato più grande.

 

Ecco qui le tavole in anteprima :)

 

 

 

Alfonso Font:

1.jpg

 

 

 

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Patrizia Mandanici:

 

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Raffaele Della Monica:

 

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Giorgio Trevisan:

 

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Majo:

 

9.jpgu

001.jpg

 

 

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Grazie a te per aver postato le anteprime, @Sam Stone!

 

Davvero tutte molto promettenti, con una particolare menzione per la Mandanici, se non erro alla sua prima esperienza con Tex. 

 

Piccola osservazione sulle tavole di Font: a prima vista, non mi era sembrato il suo tratto, evidentemente per via del colore...

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Molto bella la discesa di Carson dalla montagna innevata, ricorda la copertina di "Sfida nel Montana". Troppo.

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<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

...

Piccola osservazione sulle tavole di Font: a prima vista, non mi era sembrato il suo tratto, evidentemente per via del colore...

Scusate, ma... c'è un po' di confusione nell'attribuzione delle varie tavole ^_^

 

Ad esempio nella sezione Mandanici c'è una tavola chiaramente di Font.

 

Purtroppo ora non ho il tempo di fornirvi gli autori corretti.

 

Comunque grazie per le tavole qui postate (e a mio parere, saranno delle storie interessanti).

 

Gianpaolo

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Havasu dice:

Anche questa uscita,però,la lascerò sicuramente in edicola. Ormai,da un annetto a questa parte,mi sono concentrato "solo" sull'inedito mensile,sulla meravigliosa collana "Tex Willer",sul Texone e sul cartonato (tranne quando viene riproposta una vecchia avventura). Ho mollato i Color ed i Maxi,sia per questioni di spazio,sia perchè,come scrissi in un recente passato,la troppa sovraesposizione genera un livellamento verso il basso della qualità delle storie,come appare dalle recensioni che leggo sul Forum

Ho fatto anch'io la stessa scelta, scartando anche il magazine, per le stesse tue motivazioni e per ora non sono pentito.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, ComixComunity dice:

Scusate, ma... c'è un po' di confusione nell'attribuzione delle varie tavole ^_^

 

Ad esempio nella sezione Mandanici c'è una tavola chiaramente di Font.

 

Purtroppo ora non ho il tempo di fornirvi gli autori corretti.

 

Comunque grazie per le tavole qui postate (e a mio parere, saranno delle storie interessanti).

 

Gianpaolo

 

Si ho fatto confusione con i codici, ora dovrei aver sistemato!

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Ho fatto anch'io la stessa scelta, scartando anche il magazine, per le stesse tue motivazioni e per ora non sono pentito.

Anche io scarto a priori magazine e color, valuto i maxi. L'ultimo l'ho preso e non mi è dispiaciuto.

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14 minuti fa, ggaaco dice:

.... valuto i maxi. L'ultimo l'ho preso e non mi è dispiaciuto.

Non l'ho preso, ma l'ho letto, a me non è piaciuto. Opinioni.

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Settimo volume di storie brevi e al momento non si percepisce aria di crisi del settimo anno.

 

Prima storia realizzata dalla classica coppia Boselli - Font, che parte con suggestioni che ci rimandano nelle prime tavole alla Misery di Kinghiana memoria, per poi cambiare registro e raccontarci, tra il dirci e il non dirci, di un inverno passato da Carson in completo isolamento in compagnia della giovane vedova Burdette, fino all'epilogo successivo allo scioglimento dei ghiacci che bloccavano il Teton Pass...

 

Segue la poetica avventura scritta da Antonio Serra per la brava Patrizia Mandanici che esalta la natura evidenziando, senza pronunciare una sola parola, come le bestie più feroci siano quelle che mostrano parvenze umane e non sempre è necessario restare particolarmente attenti al lupo...

 

La coppia zagoriana Burattini/Della Monica mette in risalto le qualità del giovane  Willer che, in attesa dell'arrivo del padre, se la deve vedere con una temibile banda che aveva organizzato con cura, pericolosissima e senza apparente possibilità di scampo, una trappola per Kit...

 

Alle matite del maestro Trevisan invece il compito di dare forma alla storia Fabrizio Accattino, nella quale i veri responsabili di un sanguinoso attacco alla diligenza vengono smascherati grazie a una giovane cieca in grado di riconoscere la voce del killer...

 

Infine quattro anni dopo Gigi Simeoni è la volta di Mayo a realizzare testo e disegni di una amara storia di indiani costretti a  scegliere tra la vita nella riserva e l'ultimo disperato tentativo di mantenere la libertà che vede in azione l'ultimo dei Mimbres...

 

Complessivamente una antologia di racconti texiani che mostra ancora una volta come la storia breve possa essere, anche su Tex, una valida alternativa alle più canoniche storie che si sviluppano su centinaia di tavole, quando gli autori si sforzano di realizzare prodotti in grado di colpire e lasciare il segno.

 

 

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Grazie, comunque devo essere stato poco chiaro, non è tutto l'inverno, solo il tempo che la neve si assesti per due settimane a primavera.

Edited by borden

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Acquistato e letto, devo dire con un complessivo giudizio positivo.
Premesso che a me Tex a colori piace poco, qui però devo dire che la colorazione talvolta ha degli effetti validi e appare più curata del solito (per me, soprattutto nell'ultima storia, quella di Mayo).

Certo, l'estrema brevità delle storie non sempre giova a chiarezza e coerenza dello sviluppo, necessariamente molto conciso.

Però devo dire che mi ha impressionato positivamente soprattutto l'esperimento della storia di Serra/Mandanici, realizzata esclusivamente con disegni e con totale assenza di "ballons" e dialoghi. Scelta che si comprende leggendo la vicenda, in cui la presenza più significativa non è necessariamente quella umana (e in cui un Tex in versione "francescana", si segnala ancora una volta per la capacità di comprendere al volo e valutare adeguatamente non solo gli uomini, ma anche gli animali e di ottenere anche da essi - non da tutti! - rispetto). Buoni i disegni e gradevoli  i colori.

Carina anche la prima storia, che assegna un ruolo di protagonista assoluto, una volta tanto, a Carson (con qualche analogia con l'episodio che narrava le vicende del suo passato, ben raccontate ancora da Boselli, quella volta insieme a Marcello). Il "vecchio cammello" sfodera una forma (e un fascino) decisamente notevoli, quasi giovanili e comunque efficaci, pur nel breve tempo in cui si svolge la vicenda, intensa e coinvolgente, ma che sembra in qualche modo essere segnata nei suoi tempi proprio dai ritmi del disgelo. A mio avviso, non di uguale livello i disegni di Font, che pure non sono male, ma che non riescono mai a convincermi del tutto nella resa dei volti umani.

Atmosfera cupa e segnata da una componente tragica fin dall'inizio (e accentuata dai disegni un po' spigolosi ma efficaci di Mayo) è quella dell'ultimo dei Mimbres. Qui particolarmente avrei gradito qualche pagina in più per uno sviluppo un po' meno accennato e con qualche dettaglio narrativo in più. Però la storia rimane lo stesso abbastanza godibile e interessante.

Un tentativo di rendere protagonista l'altro Kit, il figlio di Tex, viene realizzato da Burattini/Dalla Monica. Storia che scorre, ma non mi ha particolarmente emozionato, anche se il desiderio di far vedere il "giovane aquilotto" in grado di cavarsela per una volta completamente da solo non è riprovevole, solo che qualche qualche passaggio narrativo a mio avviso non è del tutto convincente e davvero troppo forzato.

La storia che meno mi ha coinvolto, sia per lo sviluppo narrativo per me un po' gracile (anche per una certa ingenuità/dabbenaggine dei "cattivi"), sia per i disegni, originali ma che non mi sembrano particolarmente adatti a Tex, è quella della coppia Accatino/Trevisan. Di questa, avrei anche fatto a meno.

In ogni caso, pur essendo di certo un albo non indispensabile, che non aggiunge nulla di fondamentale alle vicende del ranger (qui talvolta solo comprimario di lusso e chiamato in causa di striscio in due sulle cinque vicende), rimane lo stesso un gradevole passatempo e un prodotto realizzato in modo adeguato. Rispetto al Tex estivo con Nizzi/Torti, questo mi sembra più vario e interessante.

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la prima storia: ottima, Boselli in formissima, interessanti i banditi, ottimo Carson, siggestiva ambientazione bellissimi disegni e colori.

 

seconda storia: anche questa bellissima anche se senza parole( anzi soprattutto per questo originale e coinvolgente) disegnata bene ottimi colori

 

terza storia: molto avvincente , anche se  non mi sembra molto texiana la scena con Kit che dopo aver assistito a un pestaggio se ne va senza neanche colpire coloro che ne sono gli artefici.

Ottimi disegni e colori.

 

quarta storia: carina, niente di speciale.

Disegni pessimi, Trevisan non sembra neanche lo stesso di Ken Parker. Adeguata pero' la colorazione.

 

Quinta storia: quella che mi ha convinto meno.  Ottimi disegni( ad eccezione del volto di Carson) e i colori ma storia che vorrebbe farsi ricordare senza essere pero' narrata bene. Alcune debolezze nei dialoghi, che pero' a tratti sono efficaci. Un po' troppo marginali Tex e Carson.

 

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Che bel prodotto, ragazzi. Che bel Color Tex.

 

CONTIENE SPOILER

 

Teton Pass: Il Wyoming di Font è tanto suggestivo quanto è sexy Kit Carson, e non stento a credere che la bella vedovella gli si conceda in un batter d'occhio. Qualcuno potrà pur dire che se le trova tutte facili (questa è vedova da poco tempo), ma sarebbe una considerazione ingenerosa. Dopo un'invernata in solitaria su quei monti, sola e abbandonata e con i nervi a fior di pelle, una giovane donna evidentemente attratta da uomini maturi (anche il suo defunto marito lo era) può ben prendersi ciò che di bello può dare la vita in circostanze per altri versi crudeli. E così possiamo goderci in tutta la sua "poesia" quella finestra rischiarata da un flebile lume da cui si vedono due sagome avvicinarsi e cercare calore reciproco, o quella splendida notte stellata e al contempo carica di minaccia, contemplata da un uomo e una donna abbracciati e pronti ad affrontare la tempesta in arrivo. Gli avversari hanno il giusto piglio di canaglie, anche se ho trovato esagerato tutto quello spiegamento di uomini per aver ragione di una donna sola, ma almeno sono serviti a far risaltare le doti di un Carson in grande spolvero, letale con le sputafuoco quanto agile a combattere a cavallo come un diavolo scatenato. Tutti ormai penso conosciate il mio debole per il Vecchio Cammello, per cui nessuno si sorprenderà se ringrazio Borden per questi sempre graditi regali. Font da lustrarsi gli occhi, il suo Wyoming è lirico.

 

Altrettanto bella ma del tutto diversa la kenparkeriana Attenti al lupo, la cui trama è al servizio dell'eccellente disegnatrice che ci regala sequenze graficamente magnifiche.

 

Avvincente Una Trappola per Kit, in cui gli avversari sono davvero dei gran bastardi, al cospetto dei quali il lupacchiotto di casa Willer fa un'eccellente figura. Molto belli, anche qui, i disegni di un disegnatore che amai molto in Rancho Dorado, ottima performance che però non fu sufficiente (insieme se non erro a La Pistola Nascosta) a farlo confermare nello staff del ranger. Sono contento che sia tornato.

 

La voce del killer è una buona storia gialla, la cui peculiarità sta però soprattutto nei disegni. Un grande maestro, che mai si era cimentato con Tex, colma questa grossa lacuna alla veneranda età di 85 anni, sfoderando una prestazione da par suo, con i suoi disegni tanto sporchi, anche sofferenti se vogliamo, ma sempre straordinariamente evocativi, soprattutto nella resa dei volti e delle loro espressioni. 

 

Infine, il Majo che non ti aspetti. Che i suoi disegni siano eccellenti non è più una sorpresa, ma che possa dar vita a una bella trama e a un personaggio tanto classico quanto convincente un po' meno. Tanto mi è piaciuto l'Ultimo dei Mimbres, che alla soddisfazione per la storia si accompagna un lieve rammarico per un personaggio che avrebbe potuto essere protagonista di una trama più lunga e di più ampio respiro. Ma va bene così.

 

Una riflessione sulle tante uscite di questo periodo. E' vero che un collezionista potrebbe sentirsi preso un po' per la gola, e che da un punto di vista economico la sovrabbondanza di collane può creare qualche problemino, ma è altrettanto vero che ciascuno poi può fare le sue scelte in base al budget che vuole assegnare al comparto fumetti. Ciò che potrebbe preoccupare di più è invece la qualità, ma quando sotto il marchio Tex esce Teton Pass e altre storie, e poi il giovane Willer roboante della collana TexWiller, accanto ad una regolare sempre su buoni standard, e non parliamo del Texone di Villa, che vuoi farci? Non si ferma un fiume in piena, e questo, nonostante la sovraesposizione, è un fiume sorprendentemente sempre di grande qualità. 

 

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Solo una prima occhiata, l'ho comprato stamattina e ho almeno sei albi (di Tex) comprati precedentemente ancora da cominciare.

Nei primi anni di questa pubblicazione la carta dell'edizione novembrina era nettamente migliore a quella estiva. Pazienza...

La prima storia di Font. Speravo che in una vicenda breve si impegnasse di più, ma vedo che siamo sui soliti livelli. Tex appare

soltanto alla fine, e nella storia di apertura non è che mi abbia colpito positivamente.

Credo che alcuni di voi aspettino il mio "massacro" delle pagine 18-19-20. Avere ragione. Carson si è trasformato da

macchietta vecchietto-rincoglionito a sciupafemmine a qualsiasi occasione (in gioventù come nella maturità).

Sempre una macchietta rimane, l'espediente ora non ha più l'effetto sorpresa e mi ha fatto alzare gli occhi al cielo,

con seguente colorita imprecazione.

La colorazione della bellissima storia "La voce del killer" è l'esempio perfetto di ciò che volevo spiegare qualche tempo fa:

dei disegni che sarebbe bellissimo vedere in bianco e nero (in quanto pieni di tratteggi) non perdono nulla nella colorazione,

che è forse è più piatta di quella di "Una trappola per Kit" (almeno per quanto riguarda i personaggi).

"L'ultimo dei Mimbres" mi sembra l'episodio che meglio mescola buoni disegni e ottima colorazione, ed è stata messa in fondo...

 

Copertina: non centra proprio niente con quello che c'è dentro (in nessuna storia appare Tiger),

ma non è la prima volta, si tratta di una illustrazione generica.

Edited by Dix Leroy

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<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

La prima storia di Font. Speravo che in una vicenda breve si impegnasse di più, ma vedo che siamo sui soliti livelli.

 

Dix, non è questione di impegno, che da un professionista come Font non manca mai. E' il suo stile, e sarà così sia che debba disegnare una o trecento pagine. Stavolta sono state una trentina, tutte belle e efficaci. Per me, ovviamente.

 

<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Carson si è trasformato da

macchietta vecchietto-rincoglionito a sciupafemmine a qualsiasi occasione (in gioventù come nella maturità).

 

Credo che non sia più macchietta-rincoglionito da circa 25 anni dai... Poi, come ho già scritto, la vedova è evidentemente attratta da uomini maturi ;) 

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<span style="color:red;">21 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Dix, non è questione di impegno, che da un professionista come Font non manca mai. E' il suo stile, e sarà così sia che debba disegnare una o trecento pagine. Stavolta sono state una trentina, tutte belle e efficaci. Per me, ovviamente.

 

 

Credo che non sia più macchietta-rincoglionito da circa 25 anni dai... Poi, come ho già scritto, la vedova è evidentemente attratta da uomini maturi ;) 

Sono contento che entrambi gli aspetti che non mi sono piaciuti hanno trovato la tua approvazione.

Di Font ho visto pagine di storie non di Tex e non hanno niente a che fare con quello che vedo nella sua produzione Bonelli.

Le scenette intime che non hanno nessuna importanza nell'economia di un fumetto, o un libro o un film sono da me viste

come spreco di talento e di tempo. Neanche quando l'eroe si fa il bagno non mi esalta (come non lo sarebbe se si soffiasse il

naso, si tagliasse le unghie o si tolga i peli dal naso).

  • +1 1

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Nella storia Teton Pass a pagina 14 Carson chiama il bandito Dwight Weston, mentre a pagina 30 durante lo scontro a fuoco lo chiama Dwight Henson. Credo sia un refuso.

 

Bella "Attenti al Lupo!". Se non sbaglio è la prima volta dal 1948 che viene proposta una storia muta in Tex, giusto?

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Classifica Color:
5° Teton pass voto 5: per me Carson deve adulare ma non avere rapporti solo a Kit può essere concesso qualche bacio in virtù della giovinezza. Passare settimane su un passo per far fuori una donna pericolosa testimone mah no via.
4° La voce del killer voto 6: trama ingenuotta disegni interessanti ma non riconosco tex, belli i colori.
3° Una trappola per kit voto 6,5: un kit davvero in forma e un Della Monica da usare di più molto solido.
2° L'ultimo dei mimbres voto 7: lavoro buono dI Majo che però vorrei vedere su dampyr anche se guadagnerebbe di meno penso.
Unica pecca non riconosco Carson.
1° Attenti al lupo! Voto 7,5 il furbo Serra in un color tra i meno riusciti si salva col silenzio e una ragazza perfetta ai pennelli.
Ah Scommettiamo che il film su dampyr sarà una cagata pazzesca? E se la Bonelli continuando a scimiottare goffamente gli americani facesse la fine della United Artists con i cancelli del cielo?

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TETON PASS e ALTRE STORIE

TETON PASS

di Boselli e Font

La più bella del lotto è la classica storia western, col signorotto prepotente del paesello e la solita cricca di delinquenti al suo soldo. Interessante la figura della vedova, che però non ci ha messo poi tanto a consolarsi della perdita del marito. Carson da solo è sempre una garanzia. Se ne potrebbe fare, addirittura, una serie a parte.

Font lo conosciamo, e qui non è al massimo, ma si difende.

Voto alla storia: 7,5

Voto ai disegni: 7

ATTENTI AL LUPO!

di Serra e Mandanici

Interessante esperimento che, una tantum, ci può stare e che non inficia la qualità della storia, anche perché in questa non c’era bisogno di molte parole. Chiaramente, la stessa qualità non può essere molto alta proprio perché manca un elemento importante, direi necessario, della letteratura illustrata: la parola.

I disegni sono discreti, anche se li ho trovati altalenanti nella figura del protagonista.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 6,5

UNA TRAPPOLA PER KIT

di Burattini e Della Monica

Anche Kit in solitaria, come il suo illustre padrino, ha il suo perché. Burattini il western lo sa scrivere e si vede. Un onesto pim pum pam, ma fatto bene, ed accompagnato dagli ottimi disegni dello zagoriano Della Monica.

Voto alla storia: 7

Voto ai disegni: 8,5

LA VOCE DEL KILLER

di Accatino e Trevisan

Un giallo telefonato già dal titolo, che Tex risolve soltanto grazie all’imbeccata della donna. Quello che, però, non è chiaro è: perché far diventare cieca la donna se non aveva visto in faccia i due rapinatori? La voce la poteva riconoscere anche da vedente.

Un Trevisan al tramonto accompagna questa avventura appena sufficiente.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 6,5

L’ULTIMO DEI MIMBRES

di Majo/Majo

E finalmente gli Apache, verrebbe da dire. Majo fa tutto da solo ma, al contrario di quello che potrebbe aspettarsi da uno come lui, gli riesce meglio la sceneggiatura dei disegni. Infatti, Tex è brutto, ma Carson non è proprio lui, è un’altra persona. Il resto è ordinaria amministrazione.

Voto alla storia: 6,5

Voto ai disegni: 6

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Voto per il Il migliore: L'Ultimo dei Mimbres. Storia 'potente' con un magnifico 'ribelle' apache (altro che lo sfigatello dell'ultima storia della regolare). Come han detto altri, però, è da rivedere Carson, che disegnato così sembra il compianto Ciccio Ingrassia.

 

 

Premio Originalità: Attenti al lupo. Premesso però che un lupo così non esiste se non nei fumetti... (e un orso non è facilmente abbattible con un paio di coltellate, di solito)

 

 

Premio Finalmente: Kit Willer fa vedere di che pasta è fatto. Mirabile la 'risalita' lungo la corda fino al cavallo che lo trascina e il disarcionamento del cavaliere. Nemmeno Tex in 70 anni di storia è mai stato capace di una cosa del genere (o forse semplicemente 'bastava pensarci') ;) Nondimeno è la trappola alla cascata.

 

Deja vu: la storia di Boselli/Font presenta troppe similitudini con la storia sempre del color breve dell'anno scorso. Damigella nei guai, arriva Carson, prolungato intermezzo amoroso, arrivano i cattivi, Carson li fa fuori, fine della storia.

 

 

Di "la voce del killer" se ne poteva anche fare a mano, soprattutto per i disegni. 

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