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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
due

[11] [Almanacco 2004] Nella Terra Dei Klamath

Voto alla storia  

9 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Roberto Diso
Periodicità annuale : Febbraio 2004



I buoni rapporti tra i coloni e la popolazione dei Klamath sembrano essere messi in pericolo dai continui sconfinamenti dei taglialegna alle dipendenze di mister Stroeller. Ma non è questa l'unica ragione di cruccio per il colonnello Douglas, a capo della guarnigione di Fort Snake. Il fatto è che un professore universitario di gran prestigio, il dottor Weisberg, sembra svanito nel nulla proprio dopo aver fatto visita al campo indiano! Per fortuna, giungerà in soccorso del bravo colonnello e dei Klamath del capo Due Orsi una coppia di angeli custodi a cavallo: Tex Willer e Kit Carson!

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Che gran bella storia ragazzi. Il debutto di Ruju su Tex non poteva essere migliore. Al di la' della trama, classica e validissima, cio' che piu' si puo' apprezzare e' l'intenzione dell'autore di riproporre nei dialoghi un linguaggio puramente "texiano", con i vari "satanasso","vecchio gufo" etc.. oltre che essere molto scorrevoli e lineari. Ritengo sia un passaggio obbligato per qualsiasi autore che si vuol cimentare con Tex, quella di proporre espressioni puramente in stile texiano, perche' il lettore leggendo si sente veramente a "casa".
La storia ricalca temi strabusati nella serie, come l'eterna lotta tra indiani e invasori bianchi, in questo caso la pacifica tribu' dei Klamath e i taglialegna dell'Oregon, ma Ruju riesce ad inserire degli elementi e delle situazioni che rendono la storia non la solita avventura di Tex.
Questa prova di Ruju, molto migliore della storia dell'Almanacco di quattro anni dopo ("La palude nera") fa' molto sperare per il suo debutto nella serie regolare che avverra' quest'anno, se non altro per come ha inquadrato il personaggio, classico e simile al Nizzi dei tempi migliori. Vedere l'intento molto gradevole di offrire dei timidi siparietti comici tra Tex & Carson, che non guastano mai.
Soffermandoci nei disegni di Diso(qui alla sua secondo prova dopo il Maxi "Fglio del Vento"), non sono male, ma il volto di Tex lo ritengo ancora improponibile e assurdo.


Storia : 7
Disegni:5,5

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La storia non è malaccio, è discreta anche se mi viene una grossa perplessità. L'inizio mi è piaciuto molto, forse un po' troppo lento per una storia di un solo albo, ma l'ambientazione un po' insolita, soldati + taglialegna + indiani mi ha soddisfatto. Il dottore immerso nel mondo indigeno che lavora quasi alla pari col collega sciamano è stata una buona trovata, così come il viscido mezzosangue Sioux.
Casomai trovo che altri attori principali, escludendo Tex e Carson, sono quelli meno ben delineati.
I Klamath non sono guerrieri irresistibili, questo lo dice lo stesso Tex, farli un po' più decisi non sarebbe stato male, così come i soldati alla fine sono quasi imbranati e un po' troppo accondiscendenti al delinearsi della situazione.
Ma è sul cattivone di turno che mi viene la perplessità più grossa. Stroller rimprovera il suo tirapiedi per aver stuzzicato Tex, che potrebbe causargli molti problemi, e allora perchè avvelenare l'acqua proprio ora, addirittura con un medico presente nel villaggio? Non me ne capacito, mi risulta incomprensibile. Nè per lo scopo di ammazzare tutti, come dice Volpe Gialla, veramente assurdo pensarlo, nè per provocare i Klamath allo scontro e far intervenire l'esercito. Si dimostra un cattivo di ben scarso livello, addirittura accettando lo scontro finale con Alce Fuggente senza invocare la protezione dell'esercito, che d'altra parte avalla il duello.
Strano anche Hummel che invece di sparare prima a Tex (poi lo manca da un millimetro sempre per la solita mira alla testa), spara a Volpe Gialla.
Non so bene come valutare la storia nel suo complesso, se guardo l'insieme è più che sufficiente, però per la coerenza interna delle azioni del cattivo principale alla sufficienza non arriva.

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Bella storia, ben sceneggiata anche se condita da qualche errore "storico" del tutto trascurabile ai fini di una piacevole lettura. Male invece i disegni, specie nei ritratti. Gli errorucci di cui parlavo sono i soliti. In Tex si continua a fare distinzione tra Sioux e Dakotas (un Dakota non si rivolgerebbe mai a se stesso come Sioux) mentre invece sono la stessa cosa, errore che perseguita dai tempi di G. L. Bonelli ma che, secondo me, ai tempi attuali va corretto. Altro errore è parlare di inimicizia tra Klamath e Sioux che, per quanto ne so, non condividevano gli stessi territori e probabilmente non si sono mai incontrati. Altro errore i costumi dei Klamath, qui rappresentati praticamente come quelli degli indiani delle praterie a eccezione del capo e dello stregone (che sembra invece un Apache). Errori veniali ma che, secondo me, andrebbero corretti. Ora abbiamo le giuste conoscenze sui nativi americani, non siamo più ai pioneristici tempi di G. L. B.

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Storia simpatica. Pur condividendo le perplessità sul cattivone di turno evidenziate da jack65 non credo che possano far scendere di molto la qualità della storia che deve pur tenere conto della ristrettezza di pagine. In compenso trovo la trama abbastanza avvincente con delle belle trovate e dei bei personaggi, il medico su tutti. Voto 8,5

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Una storia di stampo classico purtroppo non impreziosita dai disegni di Diso (quoto gli interventi che mi hanno preceduto). Ho apprezzato i rimandi dell'autore alle precedenti avventure di Tex ("Sasquatch" e "Nuvola Bianca") che sono anche le storie che potenzialmente ispirano Pasquale Ruju - lo sciamano bianco che "guarisce" i Klamath e si prende cura di loro è potenzialmente identificabile proprio con il Sasquatch, mentre i continui tentativi di impedire uno scontro di civiltà ricordano proprio le epiche saghe che avevano visto Tex impegnato con i Sioux contro degli ottusi e arroganti militari. L'almanacco, come dicevo, è carino ma non ai livelli di quelli precedentemente scritti da Mauro Boselli e anche, in parte, da Nizzi: è una collana infatti che, a differenza del maxi, ha mantenuto negli anni costante la qualità sia dei testi che dei disegni e vedere Diso impegnato in una "breve" suona strano. E' risaputo, ma è bene ricordarlo in questo topic, che questa storia fu affidata inizialmente ai fratelli Cestaro:
 

Mentre realizzavamo Nick Raider abbiamo avuto qualche contatto per fare qualche prova per Tex. Abbiamo completato sei tavole per una storia “breve” di un Almanacco. Una volta giunte in redazione ci hanno confermato che andavano bene e che avremmo realizzato Tex ma, curiosamente, non quella storia che avevamo già iniziato (che poi fu disegnata da Diso e pubblicata nell’Almanacco del West del 2004


Da banco di prova per i fatelli Cestaro la sceneggiatura di Ruju fu poi affidata a Diso. Perché? Difficile rispondere, ma probabilmente dopo aver finito le tavole del Maxi Tex 2003 Diso non era stato giudicato da Sergio un disegnatore adatto alla serie regolare; serviva per lui quindi una storia da "speciale" su cui metterlo al lavoro e questa fu individuata nel soggetto presentato da Ruju (allora assoluto esordiente su Tex), mentre i fratelli Cestaro finirono per lavorare sempre su una breve, "Pioggia", testi di Nizzi, più canonica della precedente e perciò decisamente più adatta alla serie regolare. Sergio Bonelli, con le vendite progressivamente in calo, stava attento, in quegli anni, a proporre delle novità che potessero far perdere dei lettori. Ruju sarà chiamato a scivere la sua seconda storia solo anni dopo; Manfredi esordisce su un Maxi Tex nel 2005 con una vecchia storia che aveva scritto non meno di dieci anni prima e ritorna sulla testata solo nel 2006 in un momento critico di assoluto bisogno. Diverso sembra solo il caso del reclutamento di Faraci sulla serie regolare.

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