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[714/715] La rupe del diavolo

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uscita: 07/04/2020

LA RUPE DEL DIAVOLO

Un’avventura con Gros-Jean sui vorticosi fiumi del Canada!

 

La Rupe del Diavolo - Tex 714 cover

 

 

TEX  N° : 714

Periodicità: mensile
LA RUPE DEL DIAVOLO
uscita: 07/04/2020
Formato: 16x21 cm, b/n
Pagine: 112
Soggetto: Claudio Nizzi
Sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Corrado Mastantuono
Copertina: Claudio Villa

 

 

 

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Prevedo il trippone ridotto a macchietta, as usual con Nizzi.

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Sono contento del ritorno nel Grande Nord dei nostri pards, un po meno che ai disegni ci sia Mastantuono ..

Mah spero in una buona sceneggiatura di Nizzi..

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Mister P dice:

Prevedo il trippone ridotto a macchietta, as usual con Nizzi.

Gros Jean era un personaggio unoristico anche con Glb( il tranello e la corsa col mulo l' hai scordata) 

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Le storie di Nizzi Con Gros Jean mi sono sempre piaciute

Nizzi lo ha sempre utilizzato bene

Le storie ambientate nel Canada mi sono sempre piaciute

Mastantuomo proprio non mi piace come disegnatore ma voglio vedere che storia ne esce fuori

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Io ho criticato, anche eccessivamente, Mastantuono, circa un decennio fa; ma devo dire che l'osservazione che alcune vignette fossero incomprensibili era vera. Nel corso degli anni è però migliorato costantemente e, anche se non posso dire che il suo tratto mi piaccia (lì è una questione di gusti), lo trovo sempre più gradevole.

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Anche  a me all'inizio Mastantuono non piaceva (mi ricordo di una vignetta nella storia Missuri, in una delle ultime pagine dove cera un Carson che sembrava una marionetta davvero una cosa che non si poteva vedere) pero ultimamente per me  e' migliorato tantissimo e i suoi disegni  nella storia di jetrho mi sono piacuti tantissimo.

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A me invece non dispiace. Solo quel Tex che somiglia a Ronald Regan non mi convince molto....

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, navajo warrior dice:

A me invece non dispiace. Solo quel Tex che somiglia a Ronald Regan non mi convince molto....

In effetti, per me Mastantuono non è il massimo nel gruppo dei disegnatori di Tex. Soprattutto, i suoi personaggi mi sembrano un po' troppo squadrati, direi rigidi (e mi verrebbe quasi da dire che danno l'impressione di essere decisamente più vecchi rispetto alla loro età - anche se certo Tex non è un giovincello, almeno, quello sulla serie "maggiore" :P ).

In effetti, la raffigurazione di Tex anche a me faceva venire in mente qualcuno, ma adesso che NW lo ha fatto notare, la somiglianza con l'ex presidente degli U.S.A. è abbastanza azzeccata! :D

Comunque, aspettiamo a vedere l'albo per poter apprezzare i disegni, oltre che naturalmente anche la storia come vicenda.

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Sulla somiglianza con Reagan ho poco da dire se non: "Questo... questo è un grande paese, Mister No! È un grande paese! Ma... che cosa sto dicendo?"

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Causa quarantena non sono uscito, ma a Trieste è arrivato in edicola assieme al maxi. Lo prenderò martedì. 

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Ma non esce il 7?

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<span style="color:red;">11 ore fa</span>, valerio dice:

Ma non esce il 7?

In molte zone  (ho visto anche sui vari gruppi di facebook) è uscito già ieri insieme al Maxi

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Per me invece Mastantuono è senza dubbio uno dei migliori disegnatori italiani degli ultimi anni, nonché uno dei miei preferiti su Tex. Penso inoltre che, contrariamente a quanto da altri detto, agli inizi fosse più meticoloso e meno sintetico di come è apparso in storie successive: vedremo cosa ci mostrerà in questa storia, che dalle pagine in anteprima sembra graficamente davvero bella. 

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<span style="color:red;">14 ore fa</span>, valerio dice:

Ma non esce il 7?

Che dire, a Trieste siamo fortunati.😝

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Io questo albo l'ho dovuto leggere questo pomeriggio per motivi "tecnici" e non ho ancora letto quelle dei tre o quattro mesi precedenti,

ma è quello il bello di Tex, si possono leggere quasi tutte a caso. Comunque questa va letta sicuramente dopo gli albi indicati nelle

didascalie, che voglio intendere per puro caso (ma quando mai!) si riferiscono a storie scritte dal medesimo sceneggiatore.

Tante volte Nizzi parte bene, mette tutti  le carte in tavola e poi cade rovinosamente nel secondo albo, quindi il giudizio finale è sospeso.

Molto poco credibile un tinozzone di quel genere affrontare una rapida senza non sfasciarsi di brutto o comunque far parecchio male ai passeggeri,

comunque lasciamo perdere. Per il resto mi sono divertito molto, perché ci sono ottimi dialoghi e la vicenda scorre senza che io debba fare

Re-Wind e rileggermi intere pagine perché ho perso il filo della narrazione (lo so non sono laureato: volevo andare a lavorare e comprarmi i Tex!).

Mi ha fatto molto ridere la scenetta del ristorante, perché anch'io se mi servissero lumache al ristorante scapperei immediatamente!

Un po' così la situazione del bivacco che comincia a pag. 31: Carson preparerà il caffè ma se qualcuno accende il fuoco e impone che non

si possa ripartire se qualcuno non si metterà a pulire nel fiume il "pentolino" (preciso a una caffettiera) perché se si incrosta il caffè non viene bene...

A Carson! T'è annata bene che non t'hanno buttato affiume!

Una curiosità mi ha assalito, vedendo la stessa vignetta ripetuta a pag. 72 e 73. Si parlava proprio qualche giorno fa di fotocopie

e qui ce n'è un valido esempio. Poiché il significato narrativo mi sfugge e raffigurare Tex da una angolatura diversa non avrebbe cambiato

nulla mi chiedo cosa sia successo e qui devo dire che ho perso la mia proverbiale minima concentrazione.

Dall'ultimo texone, quando vedo Tiger mi innervosisco: ho sempre timore che da un momento all'altro si metta a mozzare teste

o arti per farli volare allegramente in mezzo alla gente tra le grasse risate dei pards, per fortuna questa storia è dell'universo Nizziano.

Una copertina che non raffigura nessuna vignetta interna, anzi propone Tex e Gros-Jean in una situazione che nemmeno è presente nella storia. Curiosamente il nostro ranger ha la stessa espressione e la stessa posa che avrà pure nel n. 715...

 

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Ho letto anch'io "La rupe del diavolo".

 

Al momento direi che Nizzi ha fatto un gran bel lavoro.

Dai dialoghi e siparietti vari, si capisce che si è proprio divertito a scrivere questa storia.

Qualche dialogo allungato e con qualche spiegazione di troppo forse si poteva "asciugare" un pochino, ma direi che tutto fila liscio.

SPOILER

Molto divertente il siparietto all'interno del ristorante, nulla di eccezionale ma che abbiamo già visto diverse volte su Tex, ma a pensarci bene direi che nelle storie di Nizzi mancava un siparietto così divertente da diversi anni!

Ho apprezzato molto i rimandi alle storie precedenti (il rimando ad Athabaska Lake soltanto per la facciata del ristorante in cui erano già stati i pards) e il ritorno di Tenera Betulla (la fiamma di Gros Jean che in West Fork, la lasciò con un bell'occhio nero :D )!

Mi son ripreso in mano quelle storie e devo dire che Mastantuono l'ha resa molto più magra e sexy di quanto aveva fatto Fusco, ora si capisce perchè il nostro meticcio sorride quando spiega che ogni tanto la va a trovare ! :D

 

Per quanto mi riguarda  sono molto soddisfatto di questo albo, sperando, come diceva Dix, che Nizzi non si perda nella seconda parte.

Attendiamo la seconda parte, se alla fine resterà su questo livello, sarà un vero ritorno di Nizzi in forma.

 

Molto buoni i disegni di Mastantuono, nulla da dire.

Sicuramente a qualcuno non piacerà il suo tratto, ma a volte mi ha quasi fatto rivivere le stesse emozioni che mi trasmettono le storie di Fusco. Infatti penso che se fosse stato ancora vivo, questa sarebbe   una storia fatta su misura per lui!

 

 

 

 

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Devo un po' ricredermi sui disegni di Mastantuono, me li ricordavo migliori. A parte il Tex Reagan, Carson e Gros Jean mi sembrano troppo caricaturali, e anche gli indiani e il tizio con la benda sull'occhio non sono un gran che. E poi che fastidio quelle righe sotto i nasi, sembra che tutti hanno i baffi. Meno male che c'è quel bel germoglio di Tenera Betulla.

Mi chiedo, che differenza ha fatto Nizzi tra Blackfoot e Siksika. Sono la stessa cosa. E non mi si dica che i Blackfoot di Gros Jean sono Piegan o Kainah, perchè in Canada questi si definiscono Peigan e Kainai o Blood, non Blackfoot. Solo i Siksika si definiscono Blackfoot, in Canada. E solo nel Montana, quindi negli USA, le tre tribù sono chiamate Blackfeet. Va bè.

 

Bene, io e questo mio socio, Paolino detto il Canetìn, ci troviamo a Parigi nell'estate dell'88. Dopo tre o quattro giorni in campeggio libero a Versailles a mangiare spaghetti scotti e farci mangiare a nostra volta dalle zanzare, decidiamo di svenarci in un ristorantino dalle parti di Pigalle. Ci sediamo a un tavolino all'aperto e ordiniamo due bistecche con pomodori in insalata e un fiaschetto di Chianti da mezzo litro che neanche sapevo esistessero. Mentre ci strafoghiamo e subissiamo il cameriere con continue richieste di pane (ce ne porta due fettine alla volta, sto str...), al tizio seduto a fianco gli portano un piattino con su una scodellina di metallo divisa in cinque o sei vaschettine a semisfera, ognuna contenente un guscio di lumaca con la lumaca dentro. La famosa escargot. Tra un rutto e l'altro ,io e il Canetìn guardiamo il tizio con il tovagliolo al collo che ci ha messo mezz'ora a tirare su 'ste lumache con una forchettina sottile sottile. E le masticava pure. Ci prendiamo dolce, caffè corretto, correzione a parte, amaro. Sigaretta. Quello si pulisce la bocca, mette via il tovagliolo, paga uno sproposito al cameriere (tanto quanto abbiano pagato noi le due bistecche) e se ne va, evidentemente soddisfatto.

Ora, il bello è che ai tempi non avevo niente in contrario alle lumache. No no, anzi. Era la quantità e la soddisfazione del tizio che mi indisponeva. Avrò mangiato la mia prima lumaca a tre anni e ho smesso quando proprio non se ne trovavano più, dalle mie parti, alla metà dei '90. Ma io e il mio vecchio, insieme, ne mangiavamo una settantina alla volta, mica cinque.

Bei tempi.

Se ne sono andati tutti, i viaggi a Parigi, le lumache... e anche il Canetìn.

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Posted (edited)

Storia scritta benissimo,si vede la mano di un Maestro che non lascia nulla al caso e la sceneggiatura non ha una sbavatura.

 

Di più per ora non dico, commenterò in modo articolato dopo aver letto il prossimo albo. Aggiungo solo che storie vecchia maniera così fanno bene a Tex...e i siparietti al ristorante sono uno spasso, con ironia virile ad alti livelli.Una vera storia western d altri tempi...chapeau, grazie Nizzi...sei tornato quello di una volta,Mon Vieux 😆

Edited by Barbanera

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Nizzi confeziona fin qua una piacevole storia che tocca le corde della nostalgia di molti vecchi lettori.

Quartetto ben orchestrato e dialoghi frizzanti degni del periodo migliore.

 

Mastantuono accompagna con il suo tratto particolare che rende al meglio le espressioni dei personaggi.

Mirabile la rappresentazione di Carson al ristorante

DSCN0709_0

 

Nizzi e Mastantuono ci fanno imbarcare sul viaggio inaugurale della Belle Star ma non ci consentono di metterci comodi, la traversata si fa subito movimentata e il bello deve ancora arrivare.

Prepariamoci ad affrontare le insidie che ci aspettano tra un mese con L'odissea della Belle Star.

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Meglio della sua opera precedente ( L' assedio di Mezcali), ma  questa prima parte mi ha regalato poche emozioni. Ho trovato tutto molto prevedibile, quasi noioso.

Si, sono simpatici i battibecchi tra Tex e Carson, ma Kit Willer e Tiger che ci stanno fare? Il Navajo un po si salva con il lancio del coltello, ma Kit non fa altro che brontolare.. .. fin qui la gestione dei quattro pards è ampiamente insufficiente.

Spero di poterla rivalutare tra un mese.

 

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Prima parte davvero molto divertente, dove si respira una bella e sana ria di avventura, complice l'affascinante ambientazione canadese.

E' un albo non esente da difetti (l'inizio è un po' stentato, e il racconto di Gros Jean davvero troppo lungo ed articolato, a mio avviso), ma da pag. 40 circa la trama migliora nettamente, con uno svolgimento fresco ed intrigante.

Aspetto la seconda parte, ma se Nizzi, come credo, confermasse quanto di buono si è visto nella prima parte, sarei complessivamente più che soddisfatto e lieto del suo ritorno in pianta stabile. :trapper:

 

A me la scenetta al ristorante non ha dato il minimo fastidio, anzi penso che vi si esalti il cameratismo e l'eterna amicizia tra i quattro pards (cinque, in questo caso).

E che bello vedere Tex che sorride a più riprese, molti disegnatori lo rappresentano troppo serio, quasi un musone... Qui invece Mastantuono è bravissimo nel ritrarlo nelle sue più diverse espressioni facciali, così come eccelle nella ambientazioni e nelle caratterizzazioni dei vari comprimari.

 

Un bravo ad entrambi gli autori! :indiano:

 

Una piccola nota a margine: credo di ravvisare nella vignetta in cui Tex e Carson aspettano il ceffo nella stanza la presenza di un dialogo editato (il lettering mi pare leggermente diverso dal resto delle pagine), probabilmente per evitare atteggiamenti ingenui da parte dei personaggi in scena...

Se così fosse, sarebbe la prova che con un editing serio, molte delle (vere o presunte) magagne nelle storie passate di Nizzi avrebbero potuto essere facilmente sanate. :)

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Una buona storia, impostata in un modo non originalissimo (lo spunto di compagnie di trasporti o di pellicce in lotta fra loro non è certo nuovo), ma sviluppata in maniera valida e con garbo, con dialoghi piuttosto vivaci e con un ritmo narrativo fin qui efficace. Speriamo che Nizzi mantenga questo buon inizio con una conclusione di alto livello.

I disegni di Mastantuono a me non convincono del tutto. Molto bravo nei paesaggi e nell'impostazione delle panoramiche, nei volti però a me sembra quasi sempre molto spigoloso e rigido; anche per delineare le ombreggiature delle bocche, pur in condizioni di luce non estrema, molti personaggi sembra che presentino dei baffi anche quando non li hanno davvero. Comunque, se la storia si legge molto volentieri, un merito va di sicuro anche a lui.

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Storia che in partenza propone situazioni già viste, però rivisitate in maniera efficace - ad esempio la scenetta al ristorante - e che acquista un buon ritmo arrivano anche ad una conclusione del primo album con la giusta suspense. Quando dall'analisi della rama si passa rapidamente ai disegni, vuol dire che la sceneggiatura merita almeno la sufficienza e l'uso della parola "almeno" non comporta un giudizio preciso (ovvero: non è un mio 6, anche perché sono per un voto più alto), ma una constatazione rispetto al diffuso scetticismo che ha a volte contraddistinto le reazioni di qualcuno al ritorno in sella di Nizzi.
I disegni: nel tratteggiare i loschi figuri mentre studiano i trampolini e i bellicosi Sisika, qualcosa di Fusco in effetti sembra ispirare un Mastantuono anche per me più piacevole nelle panoramiche che nei primi piani. Inspiegabile e censurabilissimo lo sdoppiamento del volto di Tex in due pagine successive: roba che neanche ai tempi dei taglia e incolla del primo Galep accadeva in maniera così vistosa. Sarei propenso a credere nella buona fede e a considerarlo un errore e comunque sia andata è uno sbaglio marchiano. Nota su Tenera Betulla, ringiovanita e scosciata al punto che nell'ultima vignetta pagina 30 si intravede quella che probabilmente è una new entry nel panorama delle tavole dei 70 e passa anni di Tex: la chiappa. Dopo l'Alithia di Felmang nel Maxi - in pratica una Lollobrigida in versione Bersagliera - un'altra apparizione per così dire generosa.

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Bella storia. Nizzi sta lentamente tornando sui suoi livelli migliori. Sta fornendo nuovamente siparietti simpatici tra Tex e Carson, e non sembra in difficoltà nel gestire tutti e quattro i pards. Mastantuono mi piaceva molto già su Magico Vento. A mio parere è molto adatto alwestern. 

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