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natural killer

[714/715] La rupe del diavolo

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Secondo albo decisamente migliore del primo, ricco di azione. Kit e Tiger sono notevolmente più in forma (saranno riposati dopo il lungo sonno del primo albo? :zzzzzzz::lol:) e persino Tiger passa dall'ugh a fare i complimenti a Gros-Jean durante la sparatoria. Qualche dettaglio non mi ha convinto, come la fine un po' "semplice" con un marinaio improvvisato sicario che davanti a tutti spara senza uccidere il suo obiettivo e scappa trascinando i rangers direttamente dal suo padrone che non ha nemmeno pensato in anticipo a qualche possibile scappatoia. Oppure l'arrivo in contemporanea di Kit e Tiger e del battello al luogo dell'agguato con la dinamite: non avendo passeggeri a bordo e sospettando dell'agguato non si poteva semplicemente aspettare un via libera e poi passare sotto alla costruzione rocciosa invece di evitare per un soffio la frana?

Per quanto riguarda i disegni ahimé non sono un grande amante di Mastantuono anche se molte storie da lui disegnate sono tra le mie preferite. Alcuni volti un po' troppo squadrati non riesco a farmeli piacere.

Nel complesso direi 6 alla sceneggiatura e 6,5 ai disegni

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Questa storia rappresenta un incrocio tra due delle tematiche molto care e sfruttate da Nizzi, le storie di battelli e le storie del grande nord, un usato sicuro da cui tira fuori una buona storia, niente di particolare o originalissimo ma che alla fine si lascia leggere. 

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Letto l'intera storia  tra mattina e pomeriggio, ciò che mi ha consentito indubbiamente di apprezzarla  ancora di più. La migliore storia scritta da Nizzi negli ultimi vent'anni, forse è prematuro parlare di rinascimento nizziano ma sicuramente un grosso passo in più rispetto alla precedente storia scritta per Filippucci.

 

Dire che nella prima parte del primo albo ho gradito poco lo spiegone riepilogativo sul padre di Corbeau (decisamente male impostate le prime cinque o sei tavole), ma il resto è scritto con classe, con ampia dose di ironia che mi ha strappato a più riprese delle risate, quattro pards in grande spolvero accompagnati da Gros Jean che per una volta non sta a guardare.

 

In particolare ho gradito i soliti bisticci di parole tra Carson e quest'ultimo, la rievocazione dei suoi amori con Tenera Betulla, più in genrale il paesaggio canadese fluviale che conserva intatto il suo fascino.

 

Nemici anche rognosi, ma di cui i nostri vengono a capo in maniera anche non banale, come per esempio quando inscenano la commedia per attirare nella loro cabina uno dei sequestratori che non ha la minima idea del vespaio nel quale va a infilarsi.

 

Nizzi si è divertito a scrivere questa storia, che conserva tutta la sua freschezza, e io da lettore mi sono divertito molto a leggerla.

 

Disegni di Mastantuono promossi, hanno illustrato alla perfezione questa storia.

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<span style="color:red;">23 ore fa</span>, valerio dice:

Si. A me pare che Nizzi abbia deciso di provare, in carriera, tutti i tipi di "status" possibili.😀.

Un genio all'inizio, con una serie molto lunga di storie, una più bella dell'altra.

Uno scrittore molto alterno nella "fase 2", con ancora grandi capolavori e però anche vistose cadute.

Un mezzo disastro nella terza fase, con sempre meno storie valide e sempre più storie scialbe o francamente brutte e piene di errori.

Un autore solido, senza errori, Texiano e affidabile, ma anche senza assolutamente nessun guizzo nè al soggetto e nè alla sceneggiatura in questa quarta fase. Fase che, almeno a me (mio gusto personalissimo), ricorda molto Ruju. Leggendo questo ultimo Nizzi provo esattamente le stesse sensazioni di quando leggo Ruju. C'è molto Tex, molta classicità, si respira western, ci si ritrova a casa, ma finisci la storia e te la dimentichi.

 

Probabilmente è anche una questione di età, senza finire nei luoghi comuni alla "Si nasce incendiario e si muore pompiere", ma con Nizzi nella sua globalità mi fermo qui; con molta comprensione per una fase 3 nella quale (ecco che ci casco io nel tranello della frase fatta) ha forse dovuto cantare e portare la croce troppo a lungo. Mi limito a questa storia, certo assai più vivace e credibile nel secondo albo e alla quale avrei solo tolto uno dei due ultimi assalti dei Sisika fondendoli in uno solo. Tutta la storia ne avrebbe guadagnato in intensità e in drammaticità. Resto perplesso anche sull'agguato dinamitardo, magari perché non trasmette il pathos auspicato nemmeno quando Kit e Tiger sembrano in ritardo e il battello si salva davvero per poco; mentre mi sono ormai abituato ai finali compressi nell'ultima dozzina di pagine. Con l'ultima che è sempre in stile "Passata è la tempesta, odo augelli far festa", naturalmente, ma che in questo caso concentra due situazioni tipo: la magnata e la galoppata verso casa.
Mastantuono, infine: credo che Gros Jean non sia mai stato ritratto con una così ampia gamma di espressioni, anche se la prevalente è quella ad occhi sgranati, soddisfatti. A volte ho fatto fatica a riconoscere Kit e comunque oltre ai volti ho apprezzato molto gli sfondi e gli ambienti. Come tutti può piacere in maniera variabile, credo gli vada riconosciuta una certa personalità ed un tratto decisamente distinguibile.

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On 4/15/2020 at 9:00 PM, Carlo Monni said:
On 4/12/2020 at 2:13 PM, Diablero said:

Vedo un'unica possibile scusante per un brodo talmente allungato: che la storia fosse in origine molto più breve,  essendo destinata o a un'altra serie o ad incastrarsi con un'altra storia con lo stacco a metà albo, e sia stata allungata dopo e in fretta. E magari la splash page originale era proprio quella a pagina 46 (e la pagina con Tex che sale le scale potrebbe essere una pagina aggiunta dopo, infatti la pagina precedente e quella successiva si incastrano benissimo, quella pagina in cui non avviene niente è totalmente superflua). Solo in quel caso potrei giustificare un "allungamento del brodo" così scoperto e senza vergogna. Ma se fosse così, credo che il nostro "Pinkerton texiano" Carlo Monni ce l'avrebbe già segnalato..

 

Mi è appena tornata in mente una cosa che avevo sentito anni fa, forse durante un qualche incontro con gli autori a qualche mostra., credo, più o meno tre anni fa o giù di lì: Nizzi doveva scrivere un Color ma la storia gli stava venendo  di più di 160 pagine e così, di sua sponte l'allungò a 220 pagine  adattando la sceneggiatura alla divisione in due albi. E se fosse proprio questa storia? E se le lungaggini che rimarchi fossero state aggiunte non solo per arrivare  alle canoniche 220 pagine ma anche perché si arrivasse a pag. 114 del primo albo prprio in quel punto della storia?

La tua ipotesi non sarebbe campata in aria.

 

Dopo aver letto il secondo albo, direi che ne sono sempre più convinto.

 

Visto che non ho prove di quanto dico, diciamo che è un "film", che mi faccio nella mia testa, una fiction, insomma, fatta con attori immaginari che interpretano Nizzi, Boselli, etc che fanno cose che immagino nella mia fantasia, senza alcuna attinenza (se non puramente casuale) con la realtà :lol:

 

Il Nizzi che mi immagino nella mia testa sta scrivendo un Color, di 160 pagine, ma gli sta venendo troppo lungo. E si vede dal finale concitato, si era preso troppo "spazio" per i siparietti e i "Bang! Bang! Ahhh!" con cui aveva riempito pagine e pagine, ma forse non abituato a quella lunghezza "intermedia", non ce la fa a chiudere, anche "tagliando via" nel finale (lo sgherro che assurdamente spara ad un testimone davanti a tutti per poi farsi inseguire fino al suo capo non ha alcun senso, ma fa arrivare dritti al finale in poche pagine).

Se la storia scritta da questo Nizzi immaginario partisse proprio a pagina 46 del primo albo, sarebbero 179 pagine invece di 160, ma la pagina finale del primo e quella iniziale del secondo sono la stessa pagina con una striscia (muta) di raccordo, quindi 178, e poi ci sono pagine "sospette" che sono chiari allungamenti del brodo che potrebbero essere state inserite dopo, come quella dei pards che in silenzio passano una pagina a salire delle scale.. Anche le pagine 72 e 73 del secondo albo potrebbero essere state aggiunte dopo (notare che lo sgherro NON fa quello che gli viene ordinato in quelle pagine, e la storia funziona meglio se fosse al porto per caso). Nel mio film immaginario quando dà quell'accelerazione finale, Nizzi sperava ancora di stare dentro le 160 pagine.

 

E in questa storia per il Color (il cui soggetto è stato approvato dal Boselli immaginario del mio film mentale), NON CI SONO NIZZATE. Tex non fa figure ridicole, i pards non sembrano rimbambiti, ho diverse remore comunque sulla storia che non è priva di difetti, ma è MOLTO più accettabile.  Non solo: fila anche tutto meglio, anche dal punto di vista della semplice logica dei personaggi e del ritmo! Sarebbe stata una storia adrenalica piena di sparatorie (come quella precedente di Nizzi, anche in questa dopo mi sa che conto i morti, sta davvero abusando dei "bang bang aaahhh!"), tutta con lo stesso ritmo senza una parte iniziale tanto lenta che ci sono solo spiegoni e patatine per 50 pagine.

 

Comunque, il Nizzi del mio film mentale pur tagliando più che può sul finale, si rende conto che non se la può fare, la storia gli viene troppo lunga, e allora, la allunga per portarla a due albi.

 

Notare che probabilmente non sta a chiedere a nessuno l'approvazione per il soggetto di quelle pagine, sono pagine di allungamento del brodo, no? Il soggetto è già approvato, presenta i pards come tosti, duri e capaci, senza ridicolizzarli, cosa vuoi che cambi inserire qualche pagina in più?

 

Ecco, il Nizzi del mio film immaginario non è che l'abbia fatto apposta, ma magari, mentre il soggetto si era sforzato di farlo seguendo le attuali direttive sul non ridicolizzare Tex, le pagine aggiuntive le ha fatte "in scioltezza", come gli venivano, senza pensarci troppo, ha messo una serie di scenette in cui tratteggia Carson come un vecchio rincitrullito ma tanto tanto ad alcuni lettori piace, ha aggiunto diversi spiegoni superflui, che servono sempre, nessun problema, no?

 

E probabilmente non si è reso conto che le stesse identiche azioni (andare a dormire senza nessuno di guardia, andare in giro disarmati e in mutande, etc.) che prima nella versione originale della storia erano comprensibili, con Tex e pards che non avevano motivo per sospettare nulla, diventano invece scempiaggini da rincitrulliti se ci aggiunge un preludio in cui il solito origlione fa sapere a Gros-Jean che proprio in quel viaggio ci sarà un attentato e lui chiama APPOSTA Tex e gli altri, facendogli fare migliaia di chilometri per proteggere il battello... e poi quando arrivano, dopo aver fatto migliaia di chilometri per prevenire un attentato che SANNO che avverrà...  vanno tutti e cinque a dormire!

 

Quando i curatori immaginari della mia redazione immaginaria leggono le tavole disegnate e letterate e si rendono conto del pastrocchio, è troppo tardi, rimuovere tutti gli spiegoni vorrebbe dire ridisegnare un sacco di tavole. Fanno quello che possono, chiaramente almeno una vignetta è stata sostituita (la testa di Tex presa dalla pagina successiva con il balloon-pensiero che cerca di mitigare la figuraccia), probabilmente ci sono altre piccole modifiche a testi e disegni,  fanno quello che possono ma più di tanto a quel punto non si può fare senza far ridisegnare decine di tavole.

 

Spero che i miei redattori immaginari abbiano capito che a Nizzi, ormai, bisogna verificare anche le tavole aggiuntive, non lo farà apposta ma la capacità che ha il mio Nizzi immaginario di rendere Tex ridicolo aggiungendo anche poche pagine o persino poche righe di testo, ha del prodigioso.

 

Che ve ne pare della mia storia immaginaria? Ne ho di fantasia, eh? Per fortuna che nella realtà certe cose non possono essere successe!  :laugh:

 

 

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<span style="color:red;">28 minuti fa</span>, Diablero dice:

Che ve ne pare della mia storia immaginaria? Ne ho di fantasia, eh? Per fortuna che nella realtà certe cose non possono essere successe!  :laugh:

 

Non nel modo che dici tu perché ogni pagina di sceneggiatura viene letta e corretta prima di essere passata al disegnatore.

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9 minutes ago, Carlo Monni said:

 

Non nel modo che dici tu perché ogni pagina di sceneggiatura viene letta e corretta prima di essere passata al disegnatore.

 

Vabbè, ogni film si prende qualche libertà con la verosimiglianza storica...  :lol:

 

La dinamica reale degli eventi non la sapremo mai, come il nome del colpevole dei delitti di Jack lo Squartatore...  questo non ha mai impedito di farci tanti film sopra...  :lol:

 

Come dei delitti di Jack, di sicuro abbiamo solo "i corpi del reato",cioè, le pagine pubblicate. Qualunque sia la storia vera che c'è dietro, abbiamo una storia che con pochissime modifiche sembra essere a sè stante, di circa 160-170 pagine, e poi un 50-60 pagine di "allungamenti del brodo" che non solo sembrano superflui, ma che "sballano" la storia presente in quelle 160-170 pagine, minandone le fondamenta logiche. Al punto che il voto che darei a quelle 160-170 pagine sarebbe molto diverso (per quanto comunque non mi esaltino) rispetto a quello che dò a questi due albi pubblicati.

.

P.S.:per l'angolo delle piccolezze che però mi fanno un po' ridere:  a pagina 52 del secondo albo, un indiano sta per accoltellare alle spalle Tex e Carson, il giovane Pierre lo vede quando è a un paio di metri da Tex, con il braccio già alzato per infliggere la mortale pugnalata, e grida "Tex! Carson!... Attenti!"

 

A parte la pausa melodrammatica di quei puntini di sospensione, per fortuna che non c'erano tutti e quattro i pard lì. Ve lo immaginate Pierre in quel caso?  "Tex! Carson!...  Tiger!... Kit!... Gros-Jean! ....  attenti!". Quando arrivava ad "attenti" erano già stati accoltellati tutti!  :lol:

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Non ricordo una storia brutta e inutile come questa in tutta la saga di Tex, una serie infinita di luoghi comuni, perdite di tempo, lungaggini infinite, scene incomprensibili e una sceneggiatura superficiale accompagnata da disegni pessimi.

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On 8/5/2020 at 15:17, juanraza85 dice:

Stranissimamente, in considerazione di quanto avviene in genere nelle mie contrade, Tex è giunto in edicola già mercoledì, ossia con UN GIORNO DI ANTICIPO rispetto al programma 😱..!! Dopo essermi ripreso dalla sorpresa, sono passato alla lettura del secondo albo e devo ammettere che... l'effetto sorpresa si è decisamente affievolito..!

Purtroppo, a mio parere Nizzi non solo ha mantenuto la storia sui medesimi ritmi blandi e prevedibili del primo albo, ma nemmeno ha secondo me saputo sfruttare a dovere quello che, al termine del primo albo, sembrava essere un imprevisto che avrebbe potuto rendere il prosieguo della vicenda un po' più movimentato. Invece, Tex e soci hanno dovuto confrontarsi contro avversari rivelatisi  non particolarmente agguerriti ed essi stessi assai prevedibili, quindi tutt'altro che impossibili da sbaragliare con relativa facilità: col senno di poi, quasi si fa fatica a capire che bisogno avesse Gros-Jean (a tal proposito, impossibile non notare i suoi progressi col fucile rispetto alle precedenti apparizioni 😲) di scomodare il quartetto dei Nostri a raggiungerlo in Canada sin dalla lontana Arizona.

 

In sostanza, la seconda parte della storia mi è paradossalmente risultata se possibile ancora più piatta della prima, e la cosa che mi spiace ancora di più è dover constatare che, da quando ha ripreso a scrivere a pieno regime, il Maestro di Fiumalbo (mi sembra doveroso chiamarlo così in virtù dei tanti capolavori con cui ci ha deliziati in passato) continua a mantenersi in una sorta di limbo creativo tendente al compitino, senza particolari sbavature ma al contempo privo di qualsiasi guizzo...

Allora...Mi mancava Gros Jean, mi è piaciuta l'ambientazione, ho gradito i siparietti comici ma non ho trovato guizzi. Compitino e storia scritta con il pilota automatico. Nizzi ha fatto ben altro. Ho apprezzato di più la precedente (Assedio di Mezcali) anche se delle ultime tre quella di Rauch mi ha convinto di più. Questa di Nizzi finirà nel dimenticatoio probabilmente. Non ricorderò i "cattivi", non ricorderò colpi di scena o la trama particolarmente coinvolgente. I disegni non mi sono piaciuti. Lo stile di Mastantuono non mi piace, poi ho trovato i volti alterati, le armi con dimensioni diverse. Gusti personali.

 

P.S.

Molto interessanti alcuni punti di vista degli altri appassionati. Ti fanno analizzare meglio la storia. Il confronto è sempre importante.

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La tua ipotesi mi sembra decisamente interessante e credo vi possa essere del vero nel pensare che questa storia abbia avuto una gestione travagliata e che i due albi pubblicati ne risentano parecchio. D'altra parte, però, non risponde alle perplessità che ho esposto nella pagina precedente: fosse come dici tu, più che una storia sarebbe una situazione, senza alcuna cornice. Perché Tex e i pards si trovano in Canada con Gros-Jean sul battello? Non verrebbe detto. Perché qualcuno attacca il giovane imprenditore? Non ci sarebbe il tempo di chiarirlo. Chi lo vuole fallito? Il colpevole rimarrebbe nell'ombra fino all'epilogo, il che va bene per un racconto dalle tinte gialle ma in un western puro come questo farebbe l'effetto del segreto di pulcinella. Dunque, al di là della loro qualità specifica, le prime 46 pagine e altre sequenze successive nell'economia della storia sono utili a sostenerne l'impianto. Senza contare che, se Nizzi si fosse reso conto dell'impossibilità di confezionare un prodotto adatto al Color, già consapevole del finale troppo stringato, gli sarebbe stato più facile dilatare quello che creare dal nulla una prima parte mai prevista e che in qualche modo inquadra tutto ciò che avviene dopo. 

Insomma, sfruttando il tuo spunto del rimaneggiamento, mi viene più facile pensare a un soggetto nel cassetto per anni, a sequenze già sceneggiate (magari proprio la prima parte, e dal Nizzi di fascia 500), cui il Nizzi degli ultimi anni aggiunge i restanti due terzi della storia. Si ha così una lunga parte d'azione piuttosto vivace e un epilogo forzato dovuto non solo alla gabbia delle 224 tavole, ma anche alla difficoltà di tirare le fila di un soggetto già debole di suo e in più pensato una decina d'anni prima. 

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Tutte balle.  La sceneggiatura è stata scritta nel modo canonico, in due albi-.

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Letto, piaciuto, Nizzi in grande forma, i commenti nella pagina di facebook mi rassicurano sul fatto che i lettori, in generale, hanno trovato questa storia di buon livello. Qui si leggono anche pareri del tutto opposti, che vorrebbero farcela passare per l'ennesima ciofeca di Nizzi. Ah ah ah :lol: certe critiche avete dovuto scavare parecchio per trovarle, questa volta. E invece questa è una signora storia di Tex, ma chi ha le idee confuse non può fare altro che arrampicarsi sugli specchi .

 

Just now, borden dice:

Tutte balle.  La sceneggiatura è stata scritta nel modo canonico, in due albi-.

 

Grazie. Il tuo commento capita a proposito :D

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, borden dice:

Tutte balle.  La sceneggiatura è stata scritta nel modo canonico, in due albi-.

 

Ne sono certo e infatti ritengo molto fantasiose certe teorie diverse, anche se interessanti (adoro gli intrighi in genere).

A mio parere la storia è una schifezza già alla base, ricamarci su per farla uscire ad ogni costo in edicola sarebbe stato oltremodo diabolico, come se si fosse ridotti alla canna del gas pur di pubblicare.

Io penso che chi di dovere ha ritenuto che la storia andasse bene e l'ha pubblicata. Punto.

Poi a qualcuno sarebbe piaciuta, ad altri no, ma tanto per il botteghino è lo stesso.

La prossima metterà d'accordo tutti.

 

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, borden dice:

Tutte balle.  La sceneggiatura è stata scritta nel modo canonico, in due albi-.

 

LOL. Peccato, sarebbe stato più romantico pensare a una genesi stratificata🤣

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, navajo warrior dice:

Non ricordo una storia brutta e inutile come questa in tutta la saga di Tex, una serie infinita di luoghi comuni, perdite di tempo, lungaggini infinite, scene incomprensibili e una sceneggiatura superficiale accompagnata da disegni pessimi.

Tante perdite di tempo io non le ho viste, invece ho visto molta azione soprattutto nel secondo albo.

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, Il Maestro dice:

Tante perdite di tempo io non le ho viste, invece ho visto molta azione soprattutto nel secondo albo.

 

Per 'perdite di tempo' intendo lunghissime scene ripetitive che non aggiungono niente alla trama.

Per esempio, guarda i due scontri a fuoco con i Siksika. Sono uguali. Pagine su pagine con gli stessi disegni, un pard che spara, un indiano che cade, un pard che spara, un indiano che cade, un pard che spara....

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, navajo warrior dice:

Non ricordo una storia brutta e inutile come questa in tutta la saga di Tex, una serie infinita di luoghi comuni, perdite di tempo, lungaggini infinite, scene incomprensibili e una sceneggiatura superficiale accompagnata da disegni pessimi.

questa definizione si attaglia ad altre storie degli ultimi anni(mai di Boselli comunque) non certo a questa simpatica e divertente vicenda

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Precise scelte narrative. Anche io ho notato la sequenza, tutti i pard sono mostrati a colpire il bersaglio. Non la ritengo una perdita di tempo o una cosa ripetitiva, è un modo di sceneggiare e mettere in risalto come il gruppo sia unito e funzioni alla grande. A qualcuno può non piacere, questo ci sta, ma da qui a dire che è un - errore - ce ne corre. Qualsiasi sequenza presa a caso, di qualsiasi autore, a questo punto sarebbe criticabile usando l'invettiva come fonte principale del proprio commento. Di ripetizioni inutili c'è solo il racconto sulla fortuna acquisita del giovane Corbeau. 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Letto, piaciuto, Nizzi in grande forma, i commenti nella pagina di facebook mi rassicurano sul fatto che i lettori, in generale, hanno trovato questa storia di buon livello. Qui si leggono anche pareri del tutto opposti, che vorrebbero farcela passare per l'ennesima ciofeca di Nizzi. Ah ah ah :lol: certe critiche avete dovuto scavare parecchio per trovarle, questa volta. E invece questa è una signora storia di Tex, ma chi ha le idee confuse non può fare altro che arrampicarsi sugli specchi .

 

 

Grazie. Il tuo commento capita a proposito :D

Nessuna ciofeca per me ma storia con qualche pro ma nessun guizzo. Tra un anno (forse meno) sarà accantonata. Negli ultimi mesi ho letto per la prima volta "La Congiura" e "La Tigre nera". Siamo in altri emisferi. Poi ho preferito dell'ultimo Nizzi la precedente (Assedio di Mezcali).

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Ho letto una storia di Tex.

 

Frequento assiduamente il ranger da oltre mezzo secolo e ho attraversato con lui tutti i mutamenti legati alla diversa sensibilità artistica dei diversi autori che si sono avvicendati nel portare avanti una saga ormai settantennale. E così come è facile riconoscere i disegnatori dal tratto che li rende identificabili, con un po' di attenzione si riconosce anche lo stile narrativo dello sceneggiatore. Ognuno ha il suo modo di mettere in scena le vicende texiane e lo fa cercando ogni volta di dare il massimo per raccontare l'ennesimo tassello di una lunghissima serie.

Lasciando perdere la retorica dell'autore che per tanti anni ha tirato da solo carretta e che grazie alla sua opera ha consentito di salvare la baracca mantenendo in sella Tex anche nei periodi più bui, lasciando perdere anche la classificazione evolutiva della bibliografia texiana di Nizzi, due volte sull'altare, due volte nella polvere, non tenendo conto dei motivi che possano aver condotto agli alti e bassi determinati da presunte crisi creative o addirittura di rigetto, fino al punto di arrivare a una volontà denigratoria che rasenta l'autolesionismo e limitandomi alle sensazioni indotte dalla lettura di questi due albi cerco di trarre una mia personalissima considerazione: ho letto una storia di Tex.

 

Ho letto una storia di Tex nella quale non ho trovato nulla fuori posto.

I quattro pards abituali chiamati in soccorso da uno degli storici pards occasionali. Tema classico di incipit delle vicende texiane fin dai tempi del creatore GLBonelli.

Un lungo e faticoso viaggio affrontato dai nostri per raggiungere l'amico in difficoltà. Situazione altrettanto canonica e in questo contesto noi ci aspettiamo le lamentele del vecchio cammello, al punto che quando arrivano, inserite con millimetrica precisione dallo sceneggiatore esattamente  nel punto in cui il lettore se lo aspetta, determinando il feedback gratificante (e lo sapevo che si sarebbe lamentato) piuttosto che lasciare inappagata l'aspettativa (ma come non si lamenta?) ci coglie la consapevolezza di essere in compagnia degli amici di sempre, dai quali sai in anticipo cosa ti diranno e raramente ti sbagli in una situazione di tale confidenza.

E i dialoghi complici tra i pards con le schermaglie dialettiche che fanno parte della nostra conoscenza texiana, il nostro andare insieme a loro a consumare cos'altro se non la classica bistecca alta tre dita con relativa montagna di patatine, il consolidato gioco delle parti che vuole Carson sottostare alle prese in giro (che fanno tanto atmosfera rassicurante e familiarmente riconoscibilissima) rivestono la stessa funzione che i preliminari ricoprono in altre vicende (scusa eh, Dix).

Spiegoni. Un tempo c'erano le didascalie che introducevano all'azione, ora nel corso della narrazione ci viene mostrato, talora con il solo disegno, talaltra con i testi esplicati nei balloon in forma di discorso riferito o di pensiero del protagonista ciò che sta succedendo. Il ricorso a questa tecnica non è ovviamente uguale da parte di tutti gli autori, ma c'è chi ha nel proprio pacchetto stilistico questa caratteristica più accentuata e una volta che sappiamo che è così ritengo superfluo rimarcare ad ogni storia di Nizzi o di Burattini su Zagor che ci sono troppi spiegoni. Scrivono così, punto, prendiamone atto e andiamo oltre.

Quindi 50 tavole sprecate in spiegoni e siparietti? No piuttosto 50 tavole trascorse in piacevole compagnia, come quando vai con amici di una vita per il solo piacere di stare in compagnia, per discutere per l'ennesima volta dei soliti aspetti che fanno si che le ore trascorse con loro risultino appaganti.

 

Poi la storia parte insieme alla Belle Star. I pards dormono della grossa? Tex fa la figura dell'imbecille in mutande? i sabotatori danno inizio indisturbati alla loro missione?

Accidenti è un espediente per riempire le pagine! Si poteva risolvere tutto in poche tavole. Tex & co. scendevano dal treno, venivano informati del complotto ordito ai danni del giovane Pierre, andavano immediatamente da Jackson e lo costringevano a recedere dai suoi piani. Come dite? ah, le altre 200 tavole...

Il burrascoso viaggio attraverso le insidie del grande fiume, gli assalti degli indiani cattivi che non mollano la preda peggio dei mastini affamati, i sobillatori bianchi che fino all'ultimo hanno reso la vita difficile al battello, costringendolo a una vera e propria odissea e tutto perchè i pards si erano addormentati e Tex andava in giro in mutande completamente disarmato!

 

Gli indiani, e ci perdoni navajo warrior, vengono decimati dal preciso tiro dei pards, in scene ripetitive e assillanti che Mastantuono ha reso magnificamente con il suo tratto nervoso ed estremamente preciso, regalandoci una vastissima gamma di espressioni e fisionomie oltre a scenari cinematografici degni di un movimento di camera da premio oscar, facendoci rivivere l'angoscia dei momenti in cui pare non riuscire a venir fuori dai peggiori incubi ricorrenti.

 

La conclusione. La Belle Star supera tutte le insidie del rocambolesco viaggio, Pierre porta a termine il suo viaggio inaugurale e il bieco affarista Jackson viene costretto da Tex a rinunciare definitivamente ai suoi ambiziosi progetti. Come ci aspettavamo dunque Tex risolve a modo suo ancora una volta la situazione nel migliore dei modi, con o senza mutande...

 

Signori, non so voi, ma io ho letto una storia di Tex.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, navajo warrior dice:

A mio parere la storia è una schifezza già alla base

 

 

Da quando una storia super classica sarebbe da considerare una schifezza?

 

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, kento dice:

Da quando una storia super classica sarebbe da considerare una schifezza?

 

 

Da mai ovviamente.

Una storia classica può essere una schifezza, una storia media, una storia bella, un capolavoro. Dipende esclusivamente da come è scritta.

Per me è una storia nella media.

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, borden dice:

Tutte balle.  La sceneggiatura è stata scritta nel modo canonico, in due albi-.

 

Attenzione, io non ho mai detto né sostenuto il contrario. So come lavora Nizzi, me lo ha detto lui stesso, e so, quindi, che ti ha  mandato tutta la sceneggiatura integrale in unica soluzione.

La mia perplessità era ed è che questa potesse essere la storia nata in origine come Color e poi diventata una di due albi di cui conosco l'esistenza grazie a conversazioni con Nizzi, Roberto Guarino e te. Confesso che non ci avrei nemmeno pensato se alcune osservazioni di Diablero non mi avessero fatto tornare in mente la cosa.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, natural killer dice:

Poi la storia parte insieme alla Belle Star. I pards dormono della grossa? Tex fa la figura dell'imbecille in mutande? i sabotatori danno inizio indisturbati alla loro missione?

Accidenti è un espediente per riempire le pagine! Si poteva risolvere tutto in poche tavole. Tex & co. scendevano dal treno, venivano informati del complotto ordito ai danni del giovane Pierre, andavano immediatamente da Jackson e lo costringevano a recedere dai suoi piani. Come dite? ah, le altre 200 tavole...

Il burrascoso viaggio attraverso le insidie del grande fiume, gli assalti degli indiani cattivi che non mollano la preda peggio dei mastini affamati, i sobillatori bianchi che fino all'ultimo hanno reso la vita difficile al battello, costringendolo a una vera e propria odissea e tutto perchè i pards si erano addormentati e Tex andava in giro in mutande completamente disarmato!

 

 

Ma perché farebbe la figura dell'imbecille? A parte che ricordo alcune classiche storie disegnate da Galep in cui il nostro è in canotta e boxer, la presunta "indolenza" di Tex... è tutta calcolata! Due pagine dopo comincia la riscossa, il piano dei malviventi viene debellato.... Non si dice che Tex è sempre un passo avanti? :)

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<span style="color:red;">24 minuti fa</span>, kento dice:

Da quando una storia super classica sarebbe da considerare una schifezza?

 

 

E dove ho scritto che tutte le storie classiche sono schifezze?

 

<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Da mai ovviamente.

Una storia classica può essere una schifezza, una storia media, una storia bella, un capolavoro. Dipende esclusivamente da come è scritta.

Per me è una storia nella media.

 

Secondo la classificazione di Carlo Monni, per me è una schifezza.

Giudizio personale.

 

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Posted (edited)
1 minuto fa, kento dice:

Ma perché farebbe la figura dell'imbecille? A parte che ricordo alcune classiche storie disegnate da Galep in cui il nostro è in canotta e boxer, la presunta "indolenza" di Tex... è tutta calcolata! Due pagine dopo comincia la riscossa, il piano dei malviventi viene debellato.... Non si dice che Tex è sempre un passo avanti? :)

 

Non decontestualizzare amico mio :D

sembra che l'abbia detto io....

Edited by natural killer

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