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TWF - Tex Willer Forum
natural killer

[Tex Willer N. 18 / 23] L'agente federale

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, natural killer dice:

La storia si colloca dopo (Tex racconta a Cochise e Jones fatti avvenuti prima)

Gli avvenimenti raccontati si collocano prima

Prima del totem misterioso Tex non conosceva Jones

E' da vedere se avesse o meno già conosciuto Cochise all'epoca della terza guerra Seminole

Magari borden ce lo chiarirà

se non lo ha già fatto in qualche stacco nei prossimi albi

A ok grazie. Da quello che ho capito io dovrebbe comunque essere dopo il Magnifico Fuorilegge.

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Sì, avviene DOPO l'incontro tra Tex e Cochise. Lo scoprirete andando avanti a leggere.

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Posted (edited)

Sto cominciando a leggere L'Agente Federale.

Pagina 5.

Aggggghhhh Borden !

Tu sei sicuramente stato in Arizona e sulle Chiricahuas.

Non gli hai detto al Rubini che quelle montagne NON sono così ?!?!

Pagina 6, vignetta grande in mezzo

'Il mio fratello di sangue si ferma ad affrontare i suoi avversari'

eheh, ultimamente non proprio...  mutande, scuse, pennichelle

Comunque, da quello che dice Cochise (l'amicizia degli apache non ti bastava', significa che Tex era già suo amico, quindi dalla prima pagina era ovvio che la storia si dipana dopo il Magnifico Fuorilegge.

Pagina 9.

Ma Tex è tendenzialmente mancino?

e woow (pagina 10) Dinamite addirittura lo avverte che arrivano gli sbirri, ma dai !

Questo inseguimento mi ricorda Butch Cassidy & Sundance Kid, con gli sceriffi che seguono Redford e Newman come cagnacci.

Pagina 14, prime vignette.

Questi vice sono tonti. Se il Boss gli ha detto di controllare è perchè sa quel che dice. L'ha scritta lui, la storia....

Bella l'ambientazione delle paludi costiere del Texas.

Pagina 23.

'hai recitato bene'. ma va, anche attore adesso. Spero sia l'ultima sospensione della creduloneria sul cavallo.

Pagina 28.

ma non ce la diamo una mano di bianco a sto imbecille?

Pagina 31-32

Questo Joe è un tizio conosciuto? Qualche Texone che non ho letto?

E questo Milton Faver?

ah sì, è quello di cui parlava Monni, su Nueces Valley. Devo leggerlo, prima o poi.

Pagina 38.

Meno male. stavolta nitrisce come un cavallo normale.

Pagina 43.

Tex dice che forse ci si vede più tardi. io dico che quella patata l'aveva già sbucciata, altro che incontro casuale.

Pagina 45.

Tex è come Fonzie, solo che il suo ufficio è una stalla, non un cesso.

Edited by navajo warrior

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Pagina 56.

'che fai, la indossi?' nooo non ci credo, che fessacchiotto.

Pagina 59.

Non è difficile immaginare chi è stato...

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<span style="color:red;">52 minuti fa</span>, navajo warrior dice:

e woow (pagina 10) Dinamite addirittura lo avverte che arrivano gli sbirri, ma dai !

 

Non trovo sia una scena tale da "far gridare allo scandalo", visto che Gian Luigi Bonelli fin dalle origini volle creare un rapporto di complicità molto forte fra Tex e il suo fedele cavallo. GLB alle volte osò ancor di più, visto che mi par di ricordare delle vignette in cui Dinamite arrivò perfino ad aiutare il padrone scavando nei pressi della fossa in cui era stato interrato dai nemici. Ovviamente si può discutere sulla plausibilità o meno di simili scene, ma sai che noia la lettura di un fumetto senza qualche "licenza poetica"  

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Pagina 60.

Boselli, qui hai sbagliato. il bacetto d'addio o una carezza, doveva dargliela.

Non per lui, o per me. Per lei.

Pagina 66.

Disarmata? Non direi...anzi.

 

Ok, finito.

Non male la storia, un paio di cosette non molto giuste, per me.

Il cavallo, va bene è un campione, è veloce, può anche avere un certo istinto. Ma non esageriamo, prima fa la guardia, poi recita la parte. Almeno ditelo che era un cavallo da circo.

I vice sceriffi e i due rapinatori mi sembrano una gran massa di imbecilli. Va bene, uno di loro l'ha detto chiaro e tondo che era lì solo per i soldi, come Frank Zappa e i suoi Mothers...però qualcuno un po' tosto non ci stava male, almeno per fare muovere un po' i muscoli a Tex con una bella scazzottata. gli unici due che dicono qualcosa sono proprio solo chiacchiere e distintivo, come diceva de Niro. E neanche il marshall non sembra una lince, per ora. solo due  a guardare la stalla, anzi uno e mezzo, visto che c'è il messicano. poi era meglio sfondare la porta se pensava che Tex era a letto con la ragazza, no? invece sta lì col megafono.

va bene, vedremo la prossima puntata, non vedo l'ora di vedere i Seminoles.

Non sarà mica già finita qui con l'Anita?

Tutto sto casino per questa scopatina.... mi è sembrato tutto così soft, in punta di piedi.

Borden se l'è cavata egregiamente con questo epocale coup de theatre.

Viva la f. ora e sempre.

<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

Non trovo sia una scena tale da "far gridare allo scandalo", visto che Gian Luigi Bonelli fin dalle origini volle creare un rapporto di complicità molto forte fra Tex e il suo fedele cavallo. GLB alle volte osò ancor di più, visto che mi par di ricordare delle vignette in cui Dinamite arrivò perfino ad aiutare il padrone scavando nei pressi della fossa in cui era stato interrato dai nemici. Ovviamente si può discutere sulla plausibilità o meno di simili scene, ma sai che noia la lettura di un fumetto senza qualche "licenza poetica"  

Certo.

Io leggo sempre Tex con quello spirito.

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Posted (edited)
28 minuti fa, navajo warrior dice:

Il cavallo, va bene è un campione, è veloce, può anche avere un certo istinto. Ma non esageriamo, prima fa la guardia, poi recita la parte. Almeno ditelo che era un cavallo da circo.

In effetti, in un certo senso hai proprio centrato quell'elemento! 😅
Se ti vai a rileggere il Tex n. 84 ("Il re del rodeo"), inizialmente il cavallo Dinamite apparteneva ai fratelli Corlis, i proprietari di un circo in cui Tex trova lavoro per qualche tempo. A dire il vero, quel cavallo era ancora totalmente indomito e solo l'abilità di Tex riesce a placarne le tendenze selvagge, ma l'ambiente del circo in qualche modo Dinamite l'ha davvero frequentato! 

Edited by dario63

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<span style="color:red;">43 minuti fa</span>, dario63 dice:

In effetti, in un certo senso hai proprio centrato quell'elemento! 😅
Se ti vai a rileggere il Tex n. 84 ("Il re del rodeo"), inizialmente il cavallo Dinamite apparteneva ai fratelli Corlis, i proprietari di un circo in cui Tex trova lavoro per qualche tempo. A dire il vero, quel cavallo era ancora totalmente indomito e solo l'abilità di Tex riesce a placarne le tendenze selvagge, ma l'ambiente del circo in qualche modo Dinamite l'ha davvero frequentato! 

Non era solo roba di rodeo?

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Certo!

Ma era solo per sottolineare che in effetti Dinamite, fin dalla sua primissima apparizione, è presentato come un cavallo assolutamente fuori dalla norma (chiaramente degno complemento di un uomo che è descritto con capacità eccezionali). Quindi, personalmente, quella licenza narrativa che fa assumere al cavallo comportamenti così particolari, capace di avvertire il suo "padrone" dell'arrivo di altri uomini a cavallo (e portatori di una potenziale minaccia) e quindi in grado di assumere una posa da cavallo prossimo a stramazzare per indurre in una falsa sicurezza gli inseguitori di Tex, non mi disturba (anche se razionalmente ci si può rendere conto della forzatura).

D'altronde Tex è anche questo: e in effetti i fratelli Dalton (nell'albo n. 9) non potrebbero certo prevedere che un cavallo sia in grado di scavare con i suoi zoccoli la buca nella quale Tex è stato ficcato nel deserto, consentendogli poi di fuggire da quella trappola mortale... Ma questa è una licenza narrativa di GL Bonelli - che se ne è concesse parecchie, non solo a proposito di Dinamite: questo non ne diminuisce, a mio avviso, il valore.

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Anche i segnali di fumo a mo' di telegrafo rappresentano una licenza narrativa abusata nella serie, per non parlare del fatto di poter stabilire dalle tracce quanto tempo è trascorso dal passaggio dei fuggitivi. Si perde il conto in quante situazioni i vari autori hanno usato queste "forzature" nelle loro sceneggiature, ma ci stanno. La fantasia in un fumetto come Tex non deve essere del tutto imbrigliata a mio avviso, se no si perde quella sorta di magia che solo le nuvole parlanti sanno sprigionare. 

  • +1 1

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Giustissimo.

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Letto stamattina. E' solo un antipasto, anche se denso di spunti.

Una cosa però la voglio dire da subito. Ma quanto è diventato bravo Rubini???? Già nelle ultime storie di Zagor aveva dato gran prova di sé (quella con i dinosauri in Sud America è un piccolo gioiello), ma qui sembra che abbia raggiunto la piena maturità. Sono convinto che questa storia sarà la sua consacrazione.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Anche i segnali di fumo a mo' di telegrafo rappresentano una licenza narrativa abusata nella serie, per non parlare del fatto di poter stabilire dalle tracce quanto tempo è trascorso dal passaggio dei fuggitivi. Si perde il conto in quante situazioni i vari autori hanno usato queste "forzature" nelle loro sceneggiature, ma ci stanno. La fantasia in un fumetto come Tex non deve essere del tutto imbrigliata a mio avviso, se no si perde quella sorta di magia che solo le nuvole parlanti sanno sprigionare. 

 

Senza contare che nel West in realtà pochissimi sapevano sparare così precisamente.

E quanti ne ha incontrati Tex?

Nella realtà quando si sparavano facevano solo confusione e fumo e le armi non erano così precise come vediamo quasi sempre nelle storie di Tex.

 

Boh io leggo le storie per divertirmi e per immeggermi nell'avventura, mi lascio trascinare dalla trama e da quello che succede, non sto a farmi tutte ste domande se è possibile o meno! Altrimenti non leggerei Tex

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Letto soltanto ora: molto molto interessante come avvio della vicenda. 

Naturalmente apprezzati la presenza e il ruolo di Anita anche se il mio sospetto è che quel "quien sabe?" di saluto sia un addio (spero almeno che lei non faccia una brutta fine comunque).

Apprezzata anche la comparsa di Milton Faver. Personalmente trovo che la ricorrenza di alcuni personaggi e i vari collegamenti tra le storie e le diverse "età" di Tex siano molto intriganti: ogni volta che compare un personaggio interessante spero sempre di vederlo in futuro in qualche altra storia (banalmente Jethro, Dallas, Will Kramer, Dawn, Mitch Anderson, Luke Harrigan, Kate Warne come moltissimi altri). So bene che molti non sono fatti per ritornare come sono quasi sicuro che alcuni di questi ritorneranno... :D.

 

Per quanto riguarda la collocazione temporale forse sbaglio ma dall'introduzione (quella, perdonate l'ignoranza sul termine, nell'interno della copertina) mi sembra di capire che il racconto si collochi subito dopo I Lupi della frontiera:

"Reba e Will tornano in pace alla loro piccola fattoria, mentre il nostro fuorilegge riprende il suo cammino solitario. All'inizio dell'albo che avete tre le mani lo ritroviamo infatti a godersi un meritato riposo nel villaggio di Cochise. Ma qualcos'altro è successo nel frattempo, qualcosa di imprevedibile e straordinario che Tex si accinge a raccontare..."

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<span style="color:red;">20 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Anche i segnali di fumo a mo' di telegrafo rappresentano una licenza narrativa abusata nella serie, per non parlare del fatto di poter stabilire dalle tracce quanto tempo è trascorso dal passaggio dei fuggitivi. Si perde il conto in quante situazioni i vari autori hanno usato queste "forzature" nelle loro sceneggiature, ma ci stanno. La fantasia in un fumetto come Tex non deve essere del tutto imbrigliata a mio avviso, se no si perde quella sorta di magia che solo le nuvole parlanti sanno sprigionare. 

 

<span style="color:red;">15 ore fa</span>, Sam Stone dice:

 

Senza contare che nel West in realtà pochissimi sapevano sparare così precisamente.

E quanti ne ha incontrati Tex?

Nella realtà quando si sparavano facevano solo confusione e fumo e le armi non erano così precise come vediamo quasi sempre nelle storie di Tex.

 

Boh io leggo le storie per divertirmi e per immeggermi nell'avventura, mi lascio trascinare dalla trama e da quello che succede, non sto a farmi tutte ste domande se è possibile o meno! Altrimenti non leggerei Tex

Come non quotarvi. Tex per prima cosa deve essere un'ora di relax.

Ma vedo che qualcuno la pensa in modo diverso. Vedi tutto il polverone sul ritorno di Nizzi.

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Ho recuperato oggi il Tex di Nizzi e questo albo. Nizzi lo lascio per il fine settimana, quando avrò anche il secondo albo a disposizione, è un eternità che non mi leggo una storia del mensile completa. Ho preso anche il maxi, questo però non so quando lo leggerò. Prima devo leggermi l'altro di Cossu, quello dell'altr'anno. Comunque venendo a questo albo, visto che ne devo parlare, che dire ? Boselli l'ha rifatto. Un'altra storia senza sbavature che è solo alle prime battute ma che potrebbe iscriversi come il primo vero e proprio capolavoro della serie, se questo non fosse, in larga parte, un titolo già ascrivibile alla precedente storia con Lily e Mefisto.  Vedete, qualche anno fa, quando questa nuova serie era in programma e non era ancora uscita in edicola, tra me e me mi ripromettevo di valutare le storie degli anni 40 e degli anni 50 cui sono legatissimo e devo dire che consideravo un po' scetticamente questa collana che, vista con gli occhi di allora, sembrava una mera riscrittura intervallata da nuovi episodi in quella salsa. E invece oggi devo ricredermi, questi primi venti albi non hanno nessun cedimento e non solo rivaleggiano con quei classici, sono nettamente superiori. C'è un gran savoir faire da parte del curatore ma anche di Pasquale Ruju che ha scritto due delle sue più belle avventure, questa collana poteva essere un fallimento e invece fa divertire gli autori e fa divertire i suoi lettori. E in più ci sono delle copertine che sono una più bella dell'altra. probabilmente è una delle cose più belle pubblicate oggi dalla Bonelli, peccato per i dati di vendita che non sono pari al gradimento. Rubini strepitoso.

  • +1 3

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Tanto di cappello a Boselli per questa nuova serie Tex Willer. Sono cresciuto con il Tex di GLB e anch’io inizialmente ero scettico su questa iniziativa, che ritenevo una semplice strategia commerciale per spremere il solito zoccolo duro che compra qualsiasi cosa con il marchio Tex (tra cui mi riconosco anch’io senza vergognarmene). E invece è stata una bellissima scoperta, per certi aspetti anche migliore della serie regolare forse grazie alla continuity, alla scoperta di un giovane Tex più libero e scanzonato che non ha bisogno di giustificare i suoi comportamenti per il fatto di essere un ranger, un agente indiano o il capo dei Navajos. E poi un parco disegnatori di qualità  che a mio avviso nessuna collana Bonelli può vantare. Mi dispiace che solo che “i dati di vendita non sono pari al gradimento” come afferma ymalpas. Ma quali sono? C’è già qualche dato ufficiale? Mi sembra che altri sceneggiatori (oltre a Boselli) e tanti disegnatori siano al lavoro per garantire la continuità della serie per i prossimi anni. Vorrebbe dire che Tex Willer sta vendendo bene o almeno al di sopra del punto di pareggio economico. O no?

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<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, Gas dice:

Mi dispiace che solo che “i dati di vendita non sono pari al gradimento” come afferma ymalpas.

 

Lascia stare certi discorsi di Ymalpas. Lui era anche convinto che il Color con storie brevi stesse per chiudere e non è vero.:lol:

 

<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, Gas dice:

Ma quali sono? C’è già qualche dato ufficiale?

 

Nessuno per ora.

 

<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Gas dice:

Mi sembra che altri sceneggiatori (oltre a Boselli) e tanti disegnatori siano al lavoro per garantire la continuità della serie per i prossimi anni. Vorrebbe dire che Tex Willer sta vendendo bene o almeno al di sopra del punto di pareggio economico. O no?

 

Molto oltre, credimi.

Prima dell'uscita del n, 1 Boselli disse che lui o avrebbe considerato un fallimento se non avesse superato le  50.000 copie , che il Direttore Editoriale Masiero si sarebbe accontentato di 60.000 mentre il Direttore Generale Airoldi ne prediceva 80.000. Pare che il primo numero abbia superato le 100.000 copie e che comunque in media non venda meno di 60/70.000 copie mensili ovvero circa il doppio delle altre serie SBE e sostanzialmente nella media delle serie collaterali di Tex. Una prova del successo? Al primo anno di vita già ha uno Speciale.

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Grazie avvocato 

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La matematica non è discutibile. 

 

La storia di Boselli / Rubini ha costi di lavorazione X.

 

Se finisce sull'inedito mensile e vende 170.000 copie i ricavi mensili sono Y. Se finisce sulla nuova collana che vende 70.000 copie i ricavi saranno Z ( dove Z è sicuramente minore di Y).

 

Dato il gradimento della collana che è, se possibile, anche superiore a quello della serie regolare il Tex Willer dovrebbe vendere molto e molto di più, per non essere in perdita.

 

Sbaglio oppure no ?

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Posted (edited)

Sbagli. Semplicemente Tex ha più profitto e Tex Willer meno. Dal tuo sillogismo (sbagliato) non si evince affatto che TW è in perdita, ma solo che guadagna meno.  Quindi le premesse della tua matematica sono errate perchè non conosci il punto di  pareggio.

 

Edited by borden

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Posted (edited)

Esattamente quello che Ymalpas non riesce a capire.

Proverò a fare un esempio con numeri completamente inventati, lo preciso per evitare spiacevoli equivoci.

Poniamo che il punto di pareggio di Tex sia a 30.000 copie  e che il costo medio di una pagina sia, considerando tutti i fattori (autori ed altre spese) di 500 Euro a  pagina, Il costo per l'editore di un albo della serie classica di Tex sarà di 56.000 Euro che con un venduto di 180.000 copie  ovvero 6 volte più del  punto di pareggio dà un profitto interessante.

Tex Willer ha 64 e quindi costa 32.000 Euro. Vendendo , diciamo 60.000 copie supera il punto di pareggio del doppio, ha un venduto pari a due terzi della serie classica, ha un prezzo inferiore di 70 centesimi ma costa all'editore circa il 43% in meno e darà, quindi, un profitto certamente più basso ma comunque soddisfacente, anzi, probabilmente molto soddisfacente.

Ribadisco che i numeri sono tutti inventati ma le proporzioni sono probabilmente molto vicine alla verità.

In ogni caso, è sicuro che Ymalpas ha preso un'altra cantonata come con il Color.:lol:

Su una cosa ha ragione, però: la matematica non si discute... basta essere capaci di fare i conti giusti.:P

Edited by Carlo Monni

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

darà, quindi, un profitto certamente più basso ma comunque soddisfacente,

 

E' quello che volevo dire anche io, intendevo perdita= guadagno più basso. Mi sono spiegato male.

 

E' chiaro che se i guadagni fossero in "perdita" cioè inferiori ai costi o pareggio di bilancio come volete chiamarlo, la serie avrebbe chiuso da un pezzo.

 

In poche parole, se "Seminoles" fosse finita sulla serie regolare come inizialmente si pensava, nelle tasche della Bonelli sarebbero entrati più quattrini.

 

Se invece la serie vendesse più di 100 mila copie, come meriterebbe, l'impatto sarebbe minore.

 

In ogni caso si tratta di due serie che non sono compatibili tra loro, i cui albi non sono cioè interscambiabili ( non possiamo immaginare che nella serie regolare Tex stia, un albo si e uno no, a raccontare storie ambientate nel suo passato di fuorilegge ). Per cui è come se alla Bonelli si fosse lanciata una nuova collana con un nuovo personaggio X che vende più di 50000 copie, in questo caso un vero e proprio successo.

 

E ' un modo di sfruttare il "personaggio" che mi è congeniale. 

 

Quando c'è la qualità e quando non c'è la presa in giro! Per cui ti regalo un terzo delle carte da gioco, le altre le avrai solo se compri ristampe di albi che già possiedi e che non ti servono a niente, per cui resti alla fine con qualche carta in mano che poi butti nel contenitore della spazzatura perché non sai cosa fartene... ecco questo modo di sfruttare il Tex è antipatico.

 

 

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Just now, ymalpas dice:
23 minuti fa, Carlo Monni dice:

darà, quindi, un profitto certamente più basso ma comunque soddisfacente,

 

E' quello che volevo dire anche io, intendevo perdita= guadagno più basso. Mi sono spiegato male.

 

Ti sei talmente spiegato male che hai usatp un termine totalmente errato perché perdita e profitto basso non sono sinonimi ma anzi sono pressoché antitetici come significato.

Dopo la matematica adesso mi cadi anche sull'Italiano e questo da te non me lo sarei davvero mai aspettato.

Lo vedo, ahimè, come uno di quei casi in cui la pezza è peggiore del buco.

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Restare con le carte in mano, se non sono quelle vincenti non è mai piacevole...

comunque io che mi lascio sfruttare volentieri ho completato il mazzo e ho preso pure l'altro...

non oso sfidare Tex a poker, ma a qualunque altro gioco a doppio mazzo sono qui ad aspettarlo 

 

Per quanto concerne gli aspetti economici di tirature, vendite, punti di pareggio e affini non ho mai nutrito molto interesse.

Per le buone storie invece il mio livello di interesse è elevato e con questa collana finora non ho motivo di lamentarmi

 

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