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TWF - Tex Willer Forum
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Fag8

Classic Tex per un nuovo lettore?

Question

Ciao a tutti, sono un nuovo lettore di Tex. Ho cominciato questo inverno. Fino ad ora ho seguito la serie regolare, le due ristampe, willer e i fuori serie. L'unica che non ho mai acquistato è il classic. Ho letto su questo forum che questa collana non è il massimo... Me la consigliereste non avendo letto le prime storie? 

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3 minutes ago, Loriano Lorenzutti said:

Feticista dell'uscita regolare in edicola.

Ecco, io sono uno che compra regolarmente i Tex in edicola, ( e dove dovrei comprarli sennò?).

Potresti gentilmente spiegarmi se sono un feticista o no? E se si, perchè?

Probabilmente ho capito male io. Ciao.

 

Loriano, il senso del mio post è che troppo spesso le cose che facciamo noi sono "le abitudini del vero texiano" (o del vero xxxx di turno), mentre quello che fanno gli altri sono "feticismi".

 

Cose tipo "io se non compro un albo al mese preciso preciso non mi diverto, non potrei mai comprare un blocco che mi farebbe risparmiare il 95% del prezzo che pagherò e mi farebbe leggere tutto senza aspettare. Però avete visto come sono assurdi quei feticisti che cercano gli albi originali invece delle ristampe sbianchettate e colorate?"

 

Qualcun altro ne ha parlato molto meglio di me (ma con esiti più gravi di quello che capiterà a me nel dirlo, almeno spero) molti anni fa parlando di travi e pagliuzze nell'occhio... 

 

E ti pare che dopo una filippica così, io subito dopo mi metto a chiamare te, o chiunque altro, feticista?  🙄

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Oddio, il nick Fag8 mi fa ridere :lol:.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Diablero dice:

Qualcun altro ne ha parlato molto meglio di me (ma con esiti più gravi di quello che capiterà a me nel dirlo, almeno spero) molti anni fa parlando di travi e pagliuzze nell'occhio... 

 

E ti pare che dopo una filippica così, io subito dopo mi metto a chiamare te, o chiunque altro, feticista?  🙄

Grazie della risposta, mi hai tolto un peso dallo stomaco. Vorrei  mettere una faccina sorridente, ma non ci riesco.

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Fulminacci diablero, sulla distruzione delle tavole originali non ci avrei scommesso un soldo bucato! Apparte scherzi, mi sembra strano non avessero stampato e lavorato su delle copie, ce l'avranno una stampante alla Bonelli! 

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1 ora fa, Fag8 dice:

Fulminacci diablero, sulla distruzione delle tavole originali non ci avrei scommesso un soldo bucato! Apparte scherzi, mi sembra strano non avessero stampato e lavorato su delle copie, ce l'avranno una stampante alla Bonelli! 

Le tavole incriminate sono state visionate anche dal sottoscritto e confermo tutto.

Ai tempi del Tre Stelle e anche di TuttoTex i disegni originali erano l'unica fonte per la riproduzione.

Questi venivano riprodotti con un ingranditore fotografico e si otteneva un negativo simile a quelli dei vecchi rullini.

Infine veniva realizzato il cliscé in zinco con cui si potevano stampare le copie (visti anche quelli, ma

purtroppo non sono riuscito a poterli tenere in mano, vi assicuro che sono vere opere d'arte)

Intorno agli anni sessanta il processo si ammodernò con l'uso dei lucidi, ma anche questi erano di difficile modifica,

soprattutto dai disegnatori che avevano più dimestichezza con carta e pennelli piuttosto che conoscere i segreti della camera oscura.

Penso che in Bonelli si sia cominciato a usare mezzi elettronici alla fonte al massimo alla fine degli anni ottanta e

allora lo scempio degli originali di Tex era bello che completato.

Edited by Dix Leroy
  • +1 1

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54 minutes ago, Dix Leroy said:

Le tavole incriminate sono state visionate anche dal sottoscritto e confermo tutto.

Ai tempi del Tre Stelle e anche di TuttoTex i disegni originali erano l'unica fonte per la riproduzione.

Questi venivano riprodotti con un ingranditore fotografico e si otteneva un negativo simile a quelli dei vecchi rullini.

Infine veniva realizzato il cliscé in zinco con cui si potevano stampare le copie (visti anche quelli, ma

purtroppo non sono riuscito a poterli tenere in mano, vi assicuro che sono vere opere d'arte)

Intorno agli anni sessanta il processo si ammodernò con l'uso dei lucidi, ma anche questi erano di difficile modifica,

soprattutto dai disegnatori che avevano più dimestichezza con carta e pennelli piuttosto che conoscere i segreti della camera oscura.

Penso che in Bonelli si sia cominciato a usare mezzi elettronici alla fonte al massimo alla fine degli anni ottanta e

allora lo scempio degli originali di Tex era bello che completato.

 

I disegnatori da sempre hanno metodi più "artigianali" per le modifiche che non richiedono photoshop o computer. Se hai visto tavole originali avrai visto anche casi in cui si sovrappone un ritaglio di carta su cui si disegna, senza modificare la tavola sottostante. Oppure si poteva fare una copia (la tecnologia esisteva da anni, a partire dalle banali fotocopie che usava qualunque fanzinaro negli anni 70 fino a copie di qualità superiore) e lavorare su quella.

 

Oppure la soluzione più semplice ed economica: STAMPARE QUEL %&$£* DI TAVOLA COM'ERA IN ORIGINALE!  🤬

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

I disegnatori da sempre hanno metodi più "artigianali" per le modifiche che non richiedono photoshop o computer. Se hai visto tavole originali avrai visto anche casi in cui si sovrappone un ritaglio di carta su cui si disegna, senza modificare la tavola sottostante. Oppure si poteva fare una copia (la tecnologia esisteva da anni, a partire dalle banali fotocopie che usava qualunque fanzinaro negli anni 70 fino a copie di qualità superiore) e lavorare su quella.

 

Oppure la soluzione più semplice ed economica: STAMPARE QUEL %&$£* DI TAVOLA COM'ERA IN ORIGINALE!  🤬

Curiosando sui banchi delle fiere del fumetto (chissà se si potrà più fare…) mi sono interessato proprio di queste cose per anni.

Biacca, tempera bianca, disegnini riparatori ritagliati e incollati sopra i cartoncini, matite fatte con colore diverso per evitare di cancellare

con la gomma, balloons ritagliati e incollati o viceversa eseguiti direttamente sulla tavola, tavole scartate di brutto (e poi poste in vendita)

oppure un foglio di carta da lucido scotchato  sulla parte alta dove vengono fornite indicazioni al colorista.

E ancor prima le tavole "double face", con la parte in nero davanti e colorate in controluce sul retro.

Sugli albi che ristampano le storie vecchie si vedono benissimo le parti modificate a partire da una fotocopia, perché hanno un segno più grossolano

e impastatissimo sui tratteggi e testi. Le fotocopiatrici di una volta non erano assolutamente paragonabili a quelle di adesso e anche le

anastatiche ottenute fotografando una copia stampata non rendono mai giustizia ai disegni originali.

Solo a partire dagli scanner attuali e con la stampa con macchine di ultima generazione si è potuto ottenere una qualità a volte ottima,

con l'uso del retino stocastico, lastre incise a mezzo laser e l'uso di carta con proprietà di minima assorbenza e ingrossamento del tratto.

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On 4/4/2020 at 22:31, Diablero dice:

 

I disegnatori da sempre hanno metodi più "artigianali" per le modifiche che non richiedono photoshop o computer. Se hai visto tavole originali avrai visto anche casi in cui si sovrappone un ritaglio di carta su cui si disegna, senza modificare la tavola sottostante. Oppure si poteva fare una copia (la tecnologia esisteva da anni, a partire dalle banali fotocopie che usava qualunque fanzinaro negli anni 70 fino a copie di qualità superiore) e lavorare su quella.

 

Oppure la soluzione più semplice ed economica: STAMPARE QUEL %&$£* DI TAVOLA COM'ERA IN ORIGINALE!  🤬

Ora che ci penso stampare l'originale era la cosa più semplice e fruttuosa 😂. Forse pensavano che, ai tempi, qualcuno avrebbe visto male la rivendita delle stesse storie senza delle "migliorie". Se è così, hanno pensato male

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