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due

[10] [Almanacco 2003] Eroe Per Caso

Voto alla storia  

14 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Stefano Andreucci
Periodicità annuale : Febbraio 2003



Dan Reynolds è quel che si dice un autentico fulmine con la pistola. Peccato, però, che la sua abilità si limiti a un po' di scena e che lui non sia capace di uccidere nessuno! Soprattutto se cerca di passare da ammazzagiganti per intascare la taglia su Blue Diamond, un feroce assassino impallinato in realtà da Tex...

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Ragazzi, nessuno che commenti questa storia? L'ho riguardata da poco e mi stupisce ogni volta che la leggo: disegni stupendi e testi perfetti. Inutile dire che la nota da me aggiudicata è un 6 pieno. Peccato che non esista il 7! Molto originale il disguido iniziale che dà il la alla storia. E si che sembrerebbe una classica storiella, al principio, ma è quando "Fast" Dan prende il corpo di Blue Diamond per risquoterne la taglia che mi piace particolarmente, soprattutto quando si rende conto che rischia la vita a stare un solo giorno in più in paese. Spero ritorni, come personaggio. Forse come sceriffo del paese, perchè no? Un bel Tex solitario, disegnato come piace a me: elegante e bello, quello che era il classico di Nicolò. Non ho detto tanto, in effetti, ma voi che ne pensate?

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Eccomi qui!Storia che -sfortunatamente come sempre in questi ultimi mesi- posso commentare solo per ricordi. La trama è forse unica nel suo genere o, meglio, Boselli crea inizialmente un alone di "mistero" attorno al "pistolero" che fugge da Tex. Una storia vivace che se avesse avuto lo spazio nella serie regolare avrebbe sicuramente potuto risultare veramente buona. I disegni... concordo con te Matteo. Un tratto bello pulito che ci presenta un bel Tex. Nella tavola da te postata ho notato solo ora un ottimo gioco con il terreno... quale? Ebbene, la polvere di terra alzata da Tex mentre scivola già. Un ottimo tocco di realismo che inoltre rafforza il movimento di Tex. Per un voto globale devo ancora pensarci a dire il vero, dato che mi piacerebbe rileggermela con calma.

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Bellissimo l'arrivo in paese del nostro ranger, all'inizio, e le molteplici ed immediate conseguenze ... Vado a ricordo, ma mi colpirono molto positivamente le scene iniziali, cioè come risultavano concepite, sia per sceneggiatura sia per le inquadrature.

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E' una storia molto bella perchè "atipica": in realtà Dan Reynolds è un "buon diavolo" che si atteggia a pistolero solo per darsi importanza e alla fine si rende conto che ci sono cose più importanti nella vita... Una figura del genere è presente nel film "Gli Spietati", anche se con toni più drammatici.

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Tenendo conto della lunghezza, è veramente notevolissimo il risultato di borden nel riuscire a costruire una storia mai banale, assai emozionante e addirittura epica, soprattutto grazie alla figura straordinaria di Dan Reynolds. Vorrei aver creato io un personaggio e una storia del genere: tutto è perfetto, un piccolo gioiello che riluce di mille colori.

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Non mi aspetto mai grandi cose da un albo singolo, lo spazio è troppo limitato, questa storia però è carina, non eccelsa ma buona. Profuma di revisionismo alla "Gli spietati", ci regala questo ladruncolo un po' sfigato un po' vigliacco che acquista fama di eroe suo malgrado, riscattandosi in buona parte nel finale, forse rifacendosi a certi miti del west che esistevano in realtà solo nelle teste della povera gente di villaggio e nelle penne degli scribacchini dell'epoca, con un Tex che sta al gioco fino in fondo. Noto qua e l' delle piccole sbavature: la ferita di Tex non sembra poi così grave da comportare una lunga convalescenza e l'allenamento di tiro, e la sua spavalderia è un po' troppo pronunciata, forse per contrapporlo a Fast Dan, tanto che nell'irruzione finale incoscientemente rischia la vita dal bandito con l'ostaggio, se non venisse salvato. Due curiosità. La fisionomia di Tikhan è presa pari pari da una famosa foto che circola in molti libri sugli indiani, mi sembra sia Pelle di Lupo ma non sono sicuro. La seconda riguarda un particolare che si ritrova molto spesso nelle storie: sia all'inizio che alla fine, si vedono dei banditi che da due passi non colpiscono Tex mirandogli alla testa. Sembra proprio che di fronte a lui si miri al bersaglio piccolo, invece che a quello grosso, è quasi una costante, sia che si spari da vicino che da lontano. E' una cosa troppo evidente: si mira alla testa invece che allo stomaco, per esempio, e mi risulta abbastanza incomprensibile, sembra che i vari banditi non aspettino altro. Concludendo, storia corta ma buona, forse anche più.

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E' una gran storia, questa, un western entusiasmante e costruito alla perfezione, che alterna perfettamente momenti di pausa a momenti di pura azione, violenta e veloce. Soprattutto, il Tex che Boselli mette in scena è un Tex straordinario, stracazzutissimo, che con la sua magnificenza riesce ad imporsi all'interno di una storia che, quantitativamente, lo vede soccombere all'ennesimo personaggio boselliano ben caratterizzato e molto simpatico. Su questo c'è da riflettere:se Tex compare poco, ma quando compare palesa la sua inarrivabilità con azioni allucinanti, che nessun altro personaggio della storia fa, la cosa può andare bene? Per me assolutamente si! Il problema sorge quando il ranger non solo compare di meno rispetto ad altri personaggi, ma addirittura questi ultimi sembrano in gamba quanto e più di lui. E non è il caso di questa storia, fortunatamente! L'inizio è bellissimo:un cavaliere arriva nel paese, in una entrata in scena perfetta:attraverso le paure di Dan capiamo subito che quell'uomo a cavallo è uno con due attributi grossi così, uno che non ha paura di mostrare la stella in un paese dove uno sceriffo non lo hanno visto mai (bellissima la prima vignetta di pag.35);capiamo subito che quello è un uomo eccezionale:e infatti, eccolo subito a far fuori quattro pistoleri come se niente fosse! Come si diceva,Tex compare in poche scene, ma sono scene in cui il nostro dimostra tutto il suo valore: bella la sparatoria con Blue Diamond (anche se mi sono chiesto-domanda futile - a cosa è servito sprecare tre proiettili ), bellissima quella in cui Tex, ripresosi, salva i due indiani che lo avevano curato;strepitosa l'ultima sparatoria, in cui Tex ne fa fuori cinque e ne scazzotta due! - anche se, devo ammetterlo, vederlo ferito e quasi alla mercè del baffone mi ha fatto uno strano effetto (ma è facile pensare che un Tex del genere non avrebbe avito il minimo problema a sopravvivere). Ma le scene più belle, che mi hanno texianamente appassionato di più, sono state quelle in cui il nostro spara alla moneta:vedere l'eroe in un momento di difficoltà per lui grave (il non poter sparare con la solita maestria) che reagisce e cerca di venirne fuori mettendosi alla prova mi è piaciuto molto, e lo interpreto come il momento in cui, più di tutti gli altri,Tex mette in mostra il suo eroismo; e poi, era davvero un sacco di tempo che non vedevo Tex dare dimostrazioni della sua abilità nel tiro a segno! In conclusione, credo che questo Tex messo in scena da Boselli sia molto vicino al Tex bonelliano (è importante dirlo, oggi che sembra si stia affermando l'idea che il Tex bonelliano sia definitivamente estinto!) Ma la bellezza della storia risiede anche in altre cose:la cattiveria e la pericolosità dei nemici, che sono anche loro molto cazzuti (e quindi la stracazzutaggine di Tex è ancor più in evidenza!); gli abitanti di Fargo, caratterizzati molto bene-addirittura la figura dello sceriffo, quest'uomo qualunque che non ha la pasta dell'eroe e che in nome del dovere perde la vita, rimane impressa; alcune scene in cui Boselli mostra la sua maestria, come quella in cui i banditi compaiono a cavallo sotto la pioggia, spettrali e minacciosi! e ovviamente Fast Dan, uno dei personaggi più riusciti di Boselli. E' uno dei più riusciti anche perchè, pur essendo tipicamente boselliano, non ha alcune delle caratteristiche che mi rendono antipatici altri personaggi boselliani più famosi:come Raza è temerario e invulnerabile, così Dan è pavido e fallibile (quattro colpi per un solo uomo!); come Mitch ha uno spiccato senso dell'onore, così Dan è uno che pensa prima di tutto a salvare la pellaccia (anche se ci sarà lo scatto d'orgoglio finale, anche questo tipicamente boselliano). Quindi, questa volta, il personaggio ruba-scena è l'elemento aggiunto che non toglie nulla a Tex!-e la cosa a me sta benissimo. Andreucci non l'ho amato, su Zagor;ma questa volta mi è piaciuto molto, soprattutto nelle ambientazioni. Certo, il volto di Tex sarebbe da perfezionare, e le ultime tavole mi sembrano un po' meno curate delle prime! tuttavia il disegnatore ha fatto un gran bel lavoro! E considerando che questa era solo la sua prima storia, c'è di che accogliere con piacere la notizia della sua entrata definitiva nello staff texiano! Un voto? Otto e mezzo alla storia e sette e mezzo ai disegni.

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Riletta nell'Edizione a colori di Repubblica, questa storia conferma ancora una volta il suo essere un (piccolo) capolavoro. Non solo per il personaggio (felicissimo) di Fast Dan, che è uno degli ottimi comprimari boselliani pur non essendo un "ruba-scena"; bellissima è anche la figura dello sceriffo (quoto Paco: "quest?uomo qualunque che non ha la pasta dell'eroe e che in nome del dovere perde la vita") e bella è anche la figura di Quint, il maniscalco che capisce che Dan non è chi dice di essere ma che non lo "sputtana" davanti a tutti.

Storia perfetta, la migliore, a mio parere, della collana (che spesso lascia a desiderare) degli Almanacchi, a pari merito con La Ballata di Zeke Colter.

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Letta ora, ho "scoperto" questa bella storia apparsa sull'almanacco del 2003, io che avevo sempre pensato che su questa collana finissero storie "minori", mi devo ricredere. Perfetta trama, buoni disegni, già si intuiva che Boselli sarebbe stato l'autore perfetto per il Tex degli anni 2000.

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